Un'altra tragedia

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Fabruz
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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Fabruz » mercoledì 3 maggio 2017, 23:11

Scattista ha scritto:beh un richiamo al doping nel caso della morte per malore di un giovane atleta che dovrebbe scoppiare di salute male non fa...
se facessero l'antidoping "postumo" ai poveri ragazzi morti in questo modo ne vedremmo delle belle


O si hanno le prove, oppure è meglio tacere
Non solo nell'articolo quel tizio parla del padre dopato invece che del figlio morto, il che già di per sé sarebbe squallido, ma insinua neanche troppo velatamente che il figlio possa essere morto a causa del doping seguendo il cattivo esempio del padre.
Il fatto che questo sia possibile non lo rende necessariamente vero e per ciò stesso l'articolista non aveva alcun diritto di insinuarlo (dopodiché se ci sarà un'autopsia, come probabile, si saprà qualcosa di concreto e si potrà eventualmente parlare)
Per come ha fatto quel tizio si meriterebbe una bella denuncia per diffamazione e una presa a pedate nel di dietro da parte del suo direttore




marc
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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda marc » giovedì 4 maggio 2017, 22:03

aperta un'inchiesta sulla morte di Linas Rumsas

fonte: La Nazione

La Procura apre un’inchiesta. Disposta l’autopsia su Rumsas
Si cerca di chiarire le cause del misterioso decesso del ciclista 21enne

Lucca, 4 maggio 2017 - LA PROCURA ha aperto un’inchiesta sulla tragica fine di Linas Rumsas, il ciclista 21enne della «Altopack Eppela» trovato morto martedì mattina dal fratello nella sua abitazione in via dell’Ave Maria a Lunata. Il magistrato Salvatore Giannino ha aperto un fascicolo di atti relativi al decesso, senza indagati, affidando alla Squadra mobile della questura una serie di accertamenti. Il pm ha anche disposto l’autopsia sulla salma conservata all’obitorio Campo di Marte: sarà incaricato un medico legale non lucchese, che la eseguirà non prima di venerdì. Nel frattempo sono stati acquisiti i certificati medici dell’ospedale «San Luca».

E’ possibile che un medico del pronto soccorso venga iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto proprio in vista dell’autopsia. L’INCHIESTA punta a chiarire il «giallo» della morte di questo ragazzo, un atleta serio e promettente, che non aveva mai dato segno di avere problemi di salute. Questo fino a domenica scorsa, quando dopo la terza gara ciclistica consecutiva disputata in tre giorni Linas aveva detto di sentirsi male. Lunedì non aveva preso parte alla quarta gara a Terranuova Bracciolini, concedendosi un giorno di riposo. Quella mattina era però svenuto per qualche istante a casa della fidanzata ed era stato subito accompagnato in ospedale. L’inchiesta del pm Giannino punta anche a chiarire se vi siano state negligenze al «San Luca»: una priorità anche dell’Asl, che aveva già ipotizzato un riscontro diagnostico. Il giovane lunedì mattina aveva lamentato difficoltà respiratorie, ma una volta al pronto soccorso i sintomi erano già attenuati.

Tracciato cardiaco, pressione e valori del sangue sarebbero stati nella norma. Poco dopo era stato rimandato a casa, ma il mattino successivo, martedì dopo colazione, il fratello Raimondas l’aveva trovato a terra esanime. Inutile la corsa in ambulanza in ospedale. IN ATTESA dell’autopsia, i funerali non sono stati ancora fissati. Potrebbero tenersi nella giornata di sabato a Marlia. I familiari sono distrutti, devastati da una tragedia che li ha lasciati attoniti. Sgomenti anche gli amici della squadra ciclistica dei dilettanti elite «Altopack Eppela». Nessuno sa darsi una spiegazione per questa tragedia che ha portato via Linas, un ragazzo generoso e amico di tutti. C’è anche amarezza e rabbia per l’immediato accostamento diretto fatto da alcuni con le vicende di doping, risalenti a quasi 15 anni fa, che videro protagonisti al Tour de France il padre Raimondas e la madre Edita. «SIAMO rimasti amareggiati – commenta Luca Franceschi, dirigente della società ciclistica – perché non si può gettare fango così gratuitamente su un meraviglioso ragazzo di 21 anni appena morto. Io ho negli occhi lo strazio dei genitori, di questa famiglia che ha altri tre figli, tutti in lacrime. Linas era un atleta serio, correva da 10 anni ed era controllato, con certificati di idoneità agonistica. C’è chi parla di un aneurisma, non so. Di sicuro è un lutto che ci tocca tutti nel profondo».


perché per me il ciclismo non è ancora una passione onanistica, ma è un pezzo di cultura popolare e familiare.

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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda jenaser » venerdì 5 maggio 2017, 10:56

Nuova tragedia nel mondo del ciclismo. Nella giornata di ieri è deceduto l’ex corridore professionista Walter Dusi dopo esser stato travolto da un camion mentre si allenava in bicicletta. L’incidente è avvenuto intorno alle 18.30 a Nuvolento, in provincia di Brescia, con il conducente del camion che non avrebbe visto il ciclista alla sua destra. Inutili i soccorsi con i medici che giunti sul luogo non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 62enne. Professionista a fine anni Settanta Dusi aveva ottenuto una vittoria nel 1980 nella cronosquadre della Vuelta a Andalucia ed aveva anche sfiorato il podio in una tappa del Giro d’Italia del 1978.

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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Tour de Berghem » venerdì 5 maggio 2017, 11:10

jenaser ha scritto:Nuova tragedia nel mondo del ciclismo. Nella giornata di ieri è deceduto l’ex corridore professionista Walter Dusi dopo esser stato travolto da un camion mentre si allenava in bicicletta. L’incidente è avvenuto intorno alle 18.30 a Nuvolento, in provincia di Brescia, con il conducente del camion che non avrebbe visto il ciclista alla sua destra. Inutili i soccorsi con i medici che giunti sul luogo non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 62enne. Professionista a fine anni Settanta Dusi aveva ottenuto una vittoria nel 1980 nella cronosquadre della Vuelta a Andalucia ed aveva anche sfiorato il podio in una tappa del Giro d’Italia del 1978.


Sempre più forte la tentazione di vendere la bici da corsa e dedicarsi solo alla MTB, troppo pericoloso
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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Brogno » venerdì 5 maggio 2017, 11:19

Tour de Berghem ha scritto:
jenaser ha scritto:Nuova tragedia nel mondo del ciclismo. Nella giornata di ieri è deceduto l’ex corridore professionista Walter Dusi dopo esser stato travolto da un camion mentre si allenava in bicicletta. L’incidente è avvenuto intorno alle 18.30 a Nuvolento, in provincia di Brescia, con il conducente del camion che non avrebbe visto il ciclista alla sua destra. Inutili i soccorsi con i medici che giunti sul luogo non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 62enne. Professionista a fine anni Settanta Dusi aveva ottenuto una vittoria nel 1980 nella cronosquadre della Vuelta a Andalucia ed aveva anche sfiorato il podio in una tappa del Giro d’Italia del 1978.


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Questi che "non vedono", non si capisce perche' siano al volante onestamente..




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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda jenaser » venerdì 5 maggio 2017, 11:42

Triste destino per Walter. ..nel 2003 aveva perso un figlio per un incidente in moto...ieri nel pomeriggio era nel negozio dove lavoro. ..un saluto e via...l'ultimo. .



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Tranchée d'Arenberg » venerdì 5 maggio 2017, 11:55

Ho evitato di parlarne a caldo, perchè non mi sembrava il momento opportuno. Non voglio 'accanirmi' sull'uomo che ha investito Scarponi, perchè non lo conosco lui e non conosco le dinamiche dell'incidente e quindi è bene non lasciarsi andare in giudizi su fatti di questo genere.
Però il problema esiste ed è molto evidente: in Italia il ciclista vive in una condizione di perenne pericolo. Leggevo di 235 ciclisti morti all'anno in Italia, 1 ogni 35-36 ore. Un numero spaventoso, altro che terrorismo...
Negli ultimi anni ho abitato in Toscana, nelle Marche e in Calabria e ovunque ho trovato sempre lo stesso clima: automobilisti che ti insultano, camion che ti sorpassano passandoti a 30 cm, suonate di clacson prolungate che lasciano presagire un evidente insofferenza rispetto a chi va in bici. Una volta m'hanno sputato.
In generale, ho sentito tante volte discorsi del tipo "eh, ma questi rompono il cazzo...che ci stanno a fare in mezzo alla strada...devono levarsi dai coglioni" ed altre amenità di questo genere. Ancora l'altro giorno un mio collega mi ha fatto imbestialire con un discorso del tipo: "cercatevi le strade secondarie meno trafficate. Se sapere che una strada è pericolosa non dovete andarci".
Due giorni fa ero andato a buttare la spazzatura e mentre aspettavo che il traffico mi consentisse di attraversare la strada, ho assistito ad una scena che avrebbe benissimo potuto fare il morto. Strada dritta e a senso unico all'interno di una zona residenziale. Un ciclista procedeva sul lato sinistro, vicino alla striscia bianca. Un Suv ad alta velocità l'ha superato sterzando subito a sinistra per imboccare una traversa. In pratica gli ha tagliato la strada. Per poco il ciclista non è stato colpito dall'auto. Se fosse andata male magari avremmo sentito un altro "non l'ho visto"...

La realtà è che il ciclista in strada è di troppo, un intruso, un ostacolo da superare il prima possibile. Na rottura di cazzo.


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda pacho » venerdì 5 maggio 2017, 13:08

hai ragione. a pensare che ho passato quasi 20 anni della mia vita in bici pedalando sulle strade aperte al traffico mi vengono i brividi.
Tanto piu' che abitando in una zona piena di piste ciclabili mi sento un miracolato. Stamattina mi era balenata in testa l'idea di portarmi la bici in calabria quando scendo a luglio e dopo un secondo ho pensato: "ma te sei pazzo!"

Sinceramente non so proprio come si potrebbe risolvere il problema in Italia (di questi tempi escludo un maxi investimento pubblico in piste ciclabili..)
Forse la via intrapresa in G.B non sarebbe poi cosi' un brutto inizio.

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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Bitossi » venerdì 5 maggio 2017, 17:15

Vado un po' controcorrente, buttando lì alcune considerazioni che faccio spesso, anche in occasione di eventi eclatanti, come nel caso di ciclisti famosi uccisi o gravemente feriti da automezzi.

Ovviamente l'educazione stradale nel nostro paese è di livello infimo. Addebito questa evidenza a molteplici fattori: per primo il livello medio dell'educazione civica, in particolare quella ricevuta dalle agenzie "educative" ufficiali, ma pure nel privato/familiare; poi penso anche a scelte e influenze scellerate rispetto alla mobilità generale del paese (decenni di "agnellismo" non si superano facilmente... :D ); non ultime ulteriori considerazioni di carattere sociologico: "Status Symbol" e affini, collegate a fittizia impressione di mobilità sociale, tipica se vogliamo, insieme al fattore educativo sopraelencato, dei paesi fuori dal cosiddetto "primo mondo" (nel cosiddetto terzo, visto che il secondo non esiste più, ci pensa la mancanza di motorizzazione diffusa a limitare i danni).

Interessanti le statistiche europee al riguardo, anche se leggermente datate: http://www.ctl.uniroma1.it/newsmagazine ... stiche.pdf
Da altre fonti scopro che la prima nazione in Europa come numero assoluto di ciclisti uccisi dal traffico motoristico è... la Germania! Però, ovviamente, se rapportato alla popolazione ed all'uso medio della bici come strumento di locomozione (in Germania più che doppio rispetto all'Italia, a dispetto di tradizioni sportive per noi nettamente favorevoli... :D ), il dato tedesco è di gran lunga inferiore a quello italiano, anche se confesso che me lo sarei aspettato ancor più divaricato (una scusa di comodo potrebbe essere dare la colpa agli immigrati, meglio se di colore, adesso che ci penso...:diavoletto: ).

Però, e qui parte il "controcorrente", siamo sicuri che parte seppur minoritaria dell'incidentalità italiana non sia dovuta anche al ciclista "medio", che soffra degli stessi difetti sopraelencati? Per quel che è il mio pensiero, la risposta è molto possibilista, anche su base esperienziale: in altre parole, la mia impressione è che l'automobilista italico, una volta inforcato il ferro biciclico, soprattutto se ad uso ludico/sportivo, diventi... il ciclista italiano! :D
Anche l'esempio testimoniato da Tranchee potrebbe essere una conferma: che ci faceva il ciclista sulla sinistra della strada? Se io decido di entrare nel traffico stradale, ne devo rispettare le norme, la prima delle quali è tenere la destra, pure su strade a senso unico. Oh, ripeto, è un esempio, magari il tipo doveva girare anche lui a sinistra, ma in questo caso aveva segnalato questa sua intenzione? Ecc... ecc... (spero di essermi spiegato)
Per la verità credo sia solo una questione di tempo, poi ci si dovrà arrendere a questa evidenza: perlomeno fuori dai centri abitati, su strada le bici dovranno adeguarsi a norme generali ("clacson", luci e catarifrangenti, forse anche "stop", e pure qualche segno distintivo per identificare bici e proprietario). Magari ci si arriverà col consueto ritardo italico (in altre nazioni buona parte dei suddetti equipaggiamenti sono già obbligatori), e chissà se almeno io a quella data sarò ancora in grado di pedalare... :D

PS: senza poterne essere sicuro, credo che l'incidente di Michele rientri nella casistica del comportamento colposo ma non "criminale", se non addirittura alla fatalità dell'errore umano che non potrà mai essere completamente scongiurato. Chi può dire di non aver mai fatto una cappellata alla guida, come il non aver visto veicoli o pedoni, nonostante la sicurezza di essersi comportati come nella norma? A me è successo più di una volta, e per fortuna le conseguenze non sono mai state importanti.


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda herbie » sabato 6 maggio 2017, 17:09

Tranchée d'Arenberg ha scritto: Un ciclista procedeva sul lato sinistro, vicino alla striscia bianca. Un Suv ad alta velocità l'ha superato sterzando subito a sinistra per imboccare una traversa. In pratica gli ha tagliato la strada. Per poco il ciclista non è stato colpito dall'auto. Se fosse andata male magari avremmo sentito un altro "non l'ho visto"...

La realtà è che il ciclista in strada è di troppo, un intruso, un ostacolo da superare il prima possibile. Na rottura di cazzo.


@Bitossi: in questo caso, il ciclista non era contromano. Era sulla sinistra di una strada a senso unico, per svoltare a sinistra senza "tagliare" la carreggiata.
In questo caso non è arroganza o prepotenza dell'automobilista. E' incapacità psicomotoria, cosa della quale soffrono una buona parte degli automobilisti, nel valutare la velocità relativa del ciclista. E' una cosa pericolosissima ed anche è quello che accade quando molti automobilisti non sono in grado di valutare, quando svoltano a sinistra, la velocità del ciclista che viene in direzione opposta, a me è capitato almeno due o tre volte e l'ho scampata per un pelo, una volta era una anziana col motorino, ho impattato col manubrio su una appendice che non so cosa fosse appena sotto il sellino del motorino, ma sono rimasto in piedi.

L'incapacità di valutare distanze e velocità, che è sostanzialmente incapacità di guidare un veicolo, è il reale pericolo, insieme alla distrazione. Assai più dell'atteggiamento arrogante o della velocità.
E' la facilità a dare la patente a giovani o comunque persone poco abili nella guida del mezzo, a costituire un grave pericolo.

Sul portare luci, clacson, faretti, frecce luminose lampeggianti sopra il casco, le sbarre di un metro e mezzo dal bordo della bici (che poi gli imbranati non passano più bloccando il traffico per chilometri e chilometri) ....mi sembrano sinceramente inguardabili ridicolaggini, e scusate il termine. E' come fare strade larghe 100 metri deturpando natura, paesaggio e tutto il resto, per la sicurezza. Poi con la scusa della strada larga, la gente fa ancora meno attenzione e aumenta la velocità del doppio.



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Mr. MM » sabato 6 maggio 2017, 20:25

Io sinceramente la polemica la vorrei fare eccome, così come la faccio ogni volta che ne ho l'occasione con amici/parenti/conoscenti (a volte sono uno scassaballe, lo so).

In Italia andare per strada è diventato pericoloso, con qualsiasi mezzo, non è solo un discorso di bicicletta (condivido comunque il fatto che siano molto più "deboli" e vulnerabili, non c'è dubbio).

Oramai non avendo più 18 anni da un po', tendo a rispettare il codice della strada (quasi) sempre ( e già qui mi sento colpevole). Quando vado a velocità da codice, vengo sorpassato da *tutti*, tranne ciclisti, cinquantini, qualche anziano e gente che essendo distratta dalla conversazione al cellulare ( :muro: ) va pianissimo. Vi sembra normale?
Giusto l'altro giorno, scatta il giallo al semaforo e io, già distante da esso almeno una trentina di metri, forse cinquanta, freno. La tipa dietro di me suona il clacson e gesticola violentemente, intimandomi evidentemente di passare (tra l'altro su una strada secondaria avrei dovuto attraversare uno stradone a due corsie per senso di marcia più spartitraffico centrale, mica ci avrei messo 2 secondi, il rosso sarebbe scattato da un bel pezzo).
Senza considerare gli indicatori di direzione che vengono messi 1 volta ogni 10, le rotonde affrontate alla membro di segugio (ah, la precedenza, se la cavano meglio le donne col fuorigioco...), i sorpassi a destra, i tagli della strada, i sorpassi a zig-zag, i motociclisti che sorpassano a mo' di wurstel nell'hot dog facendo il pelo alle auto a dx e a sx...

All'estero ho guidato in Austria, Francia, Svizzera, Germania e Estonia (in tutti i Paesi, tranne l'ultimo, sia con targa italiana che "autoctona" noleggiata) ed è davvero un altro mondo, nonostante da turista vada ancora più piano perchè non conosco le strade e a volte la lingua. Mi piacerebbe vedere le statistiche del caso, ma non mi stupirei se in italia i dati sull'incidentalità e mortalità fossero di gran lunga superiori a mezza Europa (quella occidentale, per lo meno).

Ragazzi, facciamoci un esame di coscienza tutti quanti quando andiamo in strada. Una massa di 1-2 tonnellate lanciata anche solo a 40 km/h è un'arma a tutti gli effetti.

L'errore può capitare e non potrà mai essere eliminato, ma se vado a 50 ho molta più probabilità di vedere un ostacolo che non a 70.



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Bitossi » sabato 6 maggio 2017, 21:37

herbie ha scritto:
Tranchée d'Arenberg ha scritto: Un ciclista procedeva sul lato sinistro, vicino alla striscia bianca. Un Suv ad alta velocità l'ha superato sterzando subito a sinistra per imboccare una traversa. In pratica gli ha tagliato la strada. Per poco il ciclista non è stato colpito dall'auto. Se fosse andata male magari avremmo sentito un altro "non l'ho visto"...

La realtà è che il ciclista in strada è di troppo, un intruso, un ostacolo da superare il prima possibile. Na rottura di cazzo.


@Bitossi: in questo caso, il ciclista non era contromano. Era sulla sinistra di una strada a senso unico, per svoltarmi e a sinistra senza "tagliare" la carreggiata.
In questo caso non è arroganza o prepotenza dell'automobilista. E' incapacità psicomotoria, cosa della quale soffrono una buona parte degli automobilisti, nel valutare la velocità relativa del ciclista. E' una cosa pericolosissima ed anche è quello che accade quando molti automobilisti non sono in grado di valutare, quando svoltano a sinistra, la velocità del ciclista che viene in direzione opposta, a me è capitato almeno due o tre volte e l'ho scampata per un pelo, una volta era una anziana col motorino, ho impattato col manubrio su una appendice che non so cosa fosse appena sotto il sellino del motorino, ma sono rimasto in piedi.

L'incapacità di valutare distanze e velocità, che è sostanzialmente incapacità di guidare un veicolo, è il reale pericolo, insieme alla distrazione. Assai più dell'atteggiamento arrogante o della velocità.
E' la facilità a dare la patente a giovani o comunque persone poco abili nella guida del mezzo, a costituire un grave pericolo.

Sul portare luci, clacson, faretti, frecce luminose lampeggianti sopra il casco, le sbarre di un metro e mezzo dal bordo della bici (che poi gli imbranati non passano più bloccando il traffico per chilometri e chilometri) ....mi sembrano sinceramente inguardabili ridicolaggini, e scusate il termine. E' come fare strade larghe 100 metri deturpando natura, paesaggio e tutto il resto, per la sicurezza. Poi con la scusa della strada larga, la gente fa ancora meno attenzione e aumenta la velocità del doppio.

Herbie, ma ke minkia hai scritto? :diavoletto:
I veicoli non a motore devono stare obbligatoriamente a destra, in qualsiasi condizione! (Art. 143 C.d.S.)
Se poi devono girare a sinistra, come gli altri veicoli, devono indicare la loro intenzione, e solo dopo possono spostarsi progressivamente verso il margine sinistro della strada, in caso di senso unico, o della carreggiata, in caso di doppio senso. Non è che se la strada è a senso unico, io possa circolare a mio piacimento a sinistra in bici, e magari fare anche degli attraversamenti, e chi se ne frega! :D
Comunque non sappiamo come siano andate le cose nell'esempio di Tranchee, e sul fatto che l'automobilista medio italiano sia un caprone irresponsabile, siamo tutti d'accordo. Però poi non ci si deve comportare come lui, quando si è in bici, a volte con la stessa arroganza e presunzione di avere ragione a priori, perché così mi ha abituato la mamma... :diavoletto:
Intanto, fermo restando che il codice della strada su alcuni argomenti e situazioni è un guazzabuglio, andiamo a ripassare che cosa scrive in termini di circolazione dei "velocipedi": http://www.bikeitalia.it/wp-content/upl ... e-bici.pdf (principali articoli commentati)
Toh... le inguardabili ridicolaggini, almeno le principali, sono già obbligatorie.
Ad esempio campanello, luci e catarifrangenti, pure di giorno, dovrebbero essere presenti (salvo poi contraddire la cosa in altro articolo, quando per le luci si parla di alba e tramonto).
Ne consegue che tutte le bici che usiamo per scopi sportivi, compreso le mie, sono fuorilegge, e non attacchiamoci alla dispensa prevista appunto solo ed esclusivamente per le competizioni.
Riguardo alle sbarre da un metro e mezzo, non ho proprio capito... :dubbio:

(capito tu invece perché mi sto dando sempre più alla mtb? ;) )


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda sceriffo » mercoledì 17 maggio 2017, 17:18

Nicky Hayden investito mentre si allenava nei pressi di Rimini
http://www.corsedimoto.com/gallery/gall ... ky-hayden/



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda maurofacoltosi » giovedì 18 maggio 2017, 12:02

Un altro incidente in bici sulle strade di Romagna: la triathleta Julia Viellehner investita durante un allenamento. Ora è ricoverata in terapia intensiva nello stesso ospedale di Nicky Hayden

http://www.forlitoday.it/cronaca/incide ... orche.html


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda chinaski89 » venerdì 19 maggio 2017, 23:08

sceriffo ha scritto:Nicky Hayden investito mentre si allenava nei pressi di Rimini
http://www.corsedimoto.com/gallery/gall ... ky-hayden/


A quanto pare ha saltato completamente uno stop, l'altro stava andando a lavorare e se l'è trovato sul paraurti :gluglu: mi dispiace davvero un casino per Hayden, uno che mi è sempre parso simpatico :(

Purtroppo le condizioni sono molto tragiche, se anche dovesse sopravvivere credo che ad andar bene finirebbe come Schumacher :(


beppesaronni ha scritto: Non ricordo un solo gt in cui conty, che non era il più forte ma nemmeno il secondo, abbia anche solo provato (non dico che ci sia riuscito. Provato!!!!)


lemond ha scritto: Sagan è il più grande, ma non un gran vincente.

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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Lazzaro » lunedì 22 maggio 2017, 12:06

chinaski89 ha scritto:
sceriffo ha scritto:Nicky Hayden investito mentre si allenava nei pressi di Rimini
http://www.corsedimoto.com/gallery/gall ... ky-hayden/


A quanto pare ha saltato completamente uno stop, l'altro stava andando a lavorare e se l'è trovato sul paraurti :gluglu: mi dispiace davvero un casino per Hayden, uno che mi è sempre parso simpatico :(

Purtroppo le condizioni sono molto tragiche, se anche dovesse sopravvivere credo che ad andar bene finirebbe come Schumacher :(


dovrebbero aver recuperato il video dell'incidente, sembrerebbe che Hayden abbia saltato di netto lo stop



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda udra » lunedì 22 maggio 2017, 16:52

Se n'è andato anche lui, che riposi in pace.



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda antani » lunedì 22 maggio 2017, 17:33

udra ha scritto:Se n'è andato anche lui, che riposi in pace.

Poveraccio riposi in pace , fra l'altro mi stava molto simpatico.


"Sicuramente serve il 25"
~ Davide Cassani su qualsiasi salita

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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Winter » venerdì 26 maggio 2017, 22:26

Ennesima tragedia

http://www.directvelo.com/actualite/583 ... i-est-mort

A causa di un camion

Era un corridore molto particolare
arrivato nel mondo nell elite francese a 41 anni
era soprattutto un grande appassionato
come lavoro faceva il pilota di aerei merci (in francia tanti corridori lavorano )

Lascia la moglie e una figlia di due anni..



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda el_condor » venerdì 26 maggio 2017, 23:29

Winter ha scritto:Ennesima tragedia

http://www.directvelo.com/actualite/583 ... i-est-mort

A causa di un camion

Era un corridore molto particolare
arrivato nel mondo nell elite francese a 41 anni
era soprattutto un grande appassionato
come lavoro faceva il pilota di aerei merci (in francia tanti corridori lavorano )

Lascia la moglie e una figlia di due anni..

che tristezza !!!
Una preghiera...
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Non temete nuotare contro il torrente, è d'un anima sordida pensare come il volgo, perché il volgo è in maggioranza."

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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Celun » domenica 28 maggio 2017, 23:23

cimolai investito, non è una tragedia, per fortuna tutto bene,
ma lo metto qua.
http://www.gazzetta.it/Giroditalia//28- ... 6883.shtml



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda skawise » lunedì 29 maggio 2017, 6:43

Anche Matteo Trentin ha avuto un incidente.
Se non ho letto male, ha investito un orso in discesa. O qualcosa del genere.

EDIT: https://www.instagram.com/p/BUo7Ie2FVwe/



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Ste » lunedì 29 maggio 2017, 7:21

skawise ha scritto:Anche Matteo Trentin ha avuto un incidente.
Se non ho letto male, ha investito un orso in discesa. O qualcosa del genere.

EDIT: https://www.instagram.com/p/BUo7Ie2FVwe/


sì.. fortunatamente l'orso è poi scappato....
http://www.ladige.it/sport/ciclismo/201 ... ntro-lorso



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda maurofacoltosi » lunedì 26 giugno 2017, 0:59

Lo scorso 16 giugno è scomparso Luciano Frosini. 89 anni, ha corso tra i professionisti dal 1949 al 1956, vincendo la tappa di Trieste al Giro del 1951


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Admin » lunedì 26 giugno 2017, 10:34

maurofacoltosi ha scritto:Lo scorso 16 giugno è scomparso Luciano Frosini. 89 anni, ha corso tra i professionisti dal 1949 al 1956, vincendo la tappa di Trieste al Giro del 1951


Ma questa - con rispetto parlando - non è una tragedia. Per notizie del genere c'era un thread aperto mi pare da cauz., "Brutte notizie".


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda maurofacoltosi » lunedì 26 giugno 2017, 13:22

Non me lo ricordavo, scusa


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Tranchée d'Arenberg » martedì 11 luglio 2017, 10:22

E' una notizia che è passata inosservata e che ai più non interesserà, ma rientra pur sempre tra le tragedie del nostro sport.

Come tutti gli anni stavo dando un'occhiata alla solita rassegna dei Campionati Nazionali su cqranking. Ebbene, in Egitto i campionati nazionali si sono tenuti a Marzo: il 2 c'è stata la cronometro, mentre il giorno seguente s'è dispuata la gara in linea. In entrambi i casi a vincere è stato il giovane (classe 1994) Islam Nasser Ragaey della VIB Bikes, neonata squadra continental del Bahrain (corridori dall'Egitto, Kuwait, Bahrain, Marocco, Siria ed Iraq).

Purtroppo dopo pochi giorni, il 20 Marzo, Ragaey è morto a causa di una caduta avvenuta durante i Campionati Africani su pista a Durban :(


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Fabian von Paterberg » martedì 11 luglio 2017, 10:27

Tranchée d'Arenberg ha scritto:E' una notizia che è passata inosservata e che ai più non interesserà, ma rientra pur sempre tra le tragedie del nostro sport.

Come tutti gli anni stavo dando un'occhiata alla solita rassegna dei Campionati Nazionali su cqranking. Ebbene, in Egitto i campionati nazionali si sono tenuti a Marzo: il 2 c'è stata la cronometro, mentre il giorno seguente s'è dispuata la gara in linea. In entrambi i casi a vincere è stato il giovane (classe 1994) Islam Nasser Ragaey della VIB Bikes, neonata squadra continental del Bahrain (corridori dall'Egitto, Kuwait, Bahrain, Marocco, Siria ed Iraq).

Purtroppo dopo pochi giorni, il 20 Marzo, Ragaey è morto a causa di una caduta avvenuta durante i Campionati Africani su pista a Durban :(


L'avevo letto qui http://www.cicloweb.it/2017/03/20/tragedia-ai-campionati-africani-su-pista-muore-legiziano-zaki/ incredibile, almeno per me, la morte su pista... l'ho sempre considerata la parte "sicura" del ciclismo, ma la verità è che quando ci si trova in bicicletta nessun posto lo è. :(


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Basso » martedì 11 luglio 2017, 10:30



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Tranchée d'Arenberg » martedì 11 luglio 2017, 10:31

Fabian von Paterberg ha scritto:
Tranchée d'Arenberg ha scritto:E' una notizia che è passata inosservata e che ai più non interesserà, ma rientra pur sempre tra le tragedie del nostro sport.

Come tutti gli anni stavo dando un'occhiata alla solita rassegna dei Campionati Nazionali su cqranking. Ebbene, in Egitto i campionati nazionali si sono tenuti a Marzo: il 2 c'è stata la cronometro, mentre il giorno seguente s'è dispuata la gara in linea. In entrambi i casi a vincere è stato il giovane (classe 1994) Islam Nasser Ragaey della VIB Bikes, neonata squadra continental del Bahrain (corridori dall'Egitto, Kuwait, Bahrain, Marocco, Siria ed Iraq).

Purtroppo dopo pochi giorni, il 20 Marzo, Ragaey è morto a causa di una caduta avvenuta durante i Campionati Africani su pista a Durban :(


L'avevo letto qui http://www.cicloweb.it/2017/03/20/tragedia-ai-campionati-africani-su-pista-muore-legiziano-zaki/ incredibile, almeno per me, la morte su pista... l'ho sempre considerata la parte "sicura" del ciclismo, ma la verità è che quando ci si trova in bicicletta nessun posto lo è. :(


Ah, ecco. Chiedo venia se non avevo letto all'epoca dei fatti


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Winter » giovedì 7 settembre 2017, 19:10

http://nuestrociclismo.com/32667/notici ... rociclismo

Lutto nel ciclismo colombiano
Muore il 23enne Cristian Sierra



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Faxnico » venerdì 8 settembre 2017, 17:23

Terribile. :(
Ogni tanto sbirciavo qualche post di suo padre su FB.
Ne andava veramente orgoglioso.



Winter
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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Winter » venerdì 8 settembre 2017, 17:30

Ieri quando ho postato non avevo capito fosse il figlio di Alvaro
Dalla dinamica , veramente sfortunato



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda l'Orso » sabato 9 settembre 2017, 5:57

Quando leggo ste cose mi vien voglia fare a pezzi la bici di mio figlio...
:rip:


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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda ciop » sabato 9 settembre 2017, 19:03

Morta la ragazza caduta in mattinata sull'Angliru http://elprogreso.galiciae.com/noticia/ ... el-angliru



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda sceriffo » domenica 10 settembre 2017, 14:09

Ci vuole davvero la mannaia contro questa gente!
http://www.corriere.it/cronache/17_sett ... 6224.shtml



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda l'Orso » venerdì 15 settembre 2017, 15:58



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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Strong » venerdì 15 settembre 2017, 17:13




la velocità ragazzi , la velocità....
l'errore putroppo è dietro l'angolo per chiunque ed in questo caso sembra che l'errore sia stato commesso dal ragazzino
però l'auto andava probabilemente ad una velocità spaventosa (forse non meno di 100km/h)
non c'è tempo e modo per rimediare all'errore e le conseguenze a quelle velocità sono purtroppo ovvie.

velocità delle auto ma anche di chi va in bici, vedo alcuni lanciarsi a velocità folli in discesa su strade aperte al traffico come se fossero in gara.
stanno giocando ad una roulette russa con la propria vita e nemmeno se ne redono conto


i fondamentalisti del ciclismo e gli ultras dei ciclisti sono il male di questo sport.

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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda cauz. » venerdì 15 settembre 2017, 18:03

Strong ha scritto:la velocità ragazzi , la velocità....
l'errore putroppo è dietro l'angolo per chiunque ed in questo caso sembra che l'errore sia stato commesso dal ragazzino
però l'auto andava probabilemente ad una velocità spaventosa (forse non meno di 100km/h)


se la ricostruzione è questa il ragazzino non ha commesso alcun errore.
l'errore, guardacaso letale, è di chi "nonostante una frenata di cinquanta metri" non è riuscito ad evitare l'impatto. e il problema, come dici bene, è solo la velocità.
anzi, è la velocità. togliamoci il "solo", perchè la frenata sarà cominciata nel momento in cui il tizio ha distolto lo sguardo da facebook. magari accorgendosene prima la frenata era di cento metri.


"Il male trionfa sempre, perche' il bene e' stupido" [Lord Casco]
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"il Centogiro - 99 storie (più una) dal Giro d'Italia" dal 4 maggio è in libreria... e al Giro!

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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda Lazzaro » sabato 16 settembre 2017, 13:24




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Re: Un'altra tragedia

Messaggio da leggereda sceriffo » sabato 7 ottobre 2017, 16:27

Se n'è andato JAIR, pittoresco personaggio tuttofare che seguiva le corse soprattutto dei dilettanti. Un buon uomo che chi ha corso, sopratutto al centro nord, non ha non potuto conoscere. Una borraccia di acqua fresca, come una battuta, l'aveva sempre per tutti.
R.I.P.