Domande a Silvio Martinello

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
endo765
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da endo765 » sabato 27 agosto 2011, 13:36

Silvio Martinello ha scritto:
endo765 ha scritto:Ciao Silvio, volevo chiederti quale sarà per te il nostro futuro nei grandi giri
Ci vorrebbe la bacchetta magica per prevederlo. Mi auguro che Nibali continui a crescere come sta facendo, lo ritengo in questo momento l'unico in grado di dare garanzie di un certo peso.
Ciao.
Silvio
e dei giovani oltre nibali chi vedi bene?




Salvatore77
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Salvatore77 » sabato 27 agosto 2011, 15:35

barrylyndon ha scritto: uno di questi in un'intervista subito dopo il tour:"Il ciclismo sono io"
un altro subito dopo la vittoria di Gianni:"e' la vittoria di chi chiacchiera poco e parla con i fatti"
non doveva esserci stata molta armonia..ma che nazionale!! praticamente un dream team..3 campioni del mondo.non so quante altre selezioni di tutta la storia dei mondiali potevano contare su 3 ex iridati di cui uno uscente..
Diciamo che c'era in particolare uno che proprio stava sulle scatole a tutti, anche i suoi fidi compagni di squadra alla fine hanno fatto il loro egregio lavoro per la causa comune. Comunque fù un bel mondiale.


1° Tour de France 2018

Enzo Vicennati
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Enzo Vicennati » sabato 27 agosto 2011, 22:42

Caro Silvio, salto fra una domanda e l'altra fra le tante che ti hanno proposto e non vorei dare inizio a una corrispondenza infinita, ma un paio di punti della tua risposta non mi trovano troppo d’accordo.
La prima: “Io non rischio la salute” fu qualcosa di più. Venivano gli ispettori negli hotel. Chiedevano ai corridori di firmare l’adesione (che TUTTE le altre federazioni avevano rifiutato) e all’istante pretendevano di effettuare il prelievo e l’analisi. Se l’Accpi decise di aderire e qualche corridore si dichiarò contrario, io ci vedo poco di strano. Di certo non ci fu un lavoro di preparazione a monte, altrimenti non si sarebbero ridotti a chiedere l’adesione a Giro già iniziato. E c'era a monte di questa iniziativa qualcosa di losco e insolito perché alla fine di ottobre 2000 la giunta del Coni sciolse la commissione antidoping e e sopspese "Io non rischio la salute" per quella fuga di notizie, che portò alla pubblicazione dei 61 azzurri con presunti valori abnormi dell'ormone della crescita prima di Sydney. Fra loro, giusto dirlo, Pantani non c'era.
Bè, senti qua, nelle motivazioni parlarono di: «gravissimo nocumento e danno irreparabile al prestigio dello sport italiano, dei suoi atleti e dei suoi dirigenti» provocato dalla fuga di notizie. Poi scrissero che la fuga di notizie portò «al venir meno del rapporto di fiducia con gli atleti» che compromise «irreparabilmente il proseguimento della campagna e le attività di ricerca ad essa commesse».
Ma al nocumento di Pantani secondo te, parlando di doping e tutto il resto, ci ha pensato mai nessuno? Al Coni in quei giorni di Campiglio e subito dopo di Pantani non fregava nulla? E perché?
Ma andando oltre questo dettaglio, sul caso Basso forse fai un po’ di confusione.
Ivan, il mio amico Ivan fu cacciato dal Tour del 2006 dopo voci iniziate al Giro. Scappò. Non confessò nulla, inizialmente. Eppure la prima reazione sui giornali fu di dubitare della natura delle intercettazioni dell’Operacion Puerto. Era luglio. La Fci si riunì e, in assenza di altre prove, lo assolse. C'erano delle sacche, ma si accetto che non fossero sue. L'Uci fa i suoi sporchi giochi, dissero tutti, Basso è un bravo ragazzo. Ma infatti lo è davvero (come lo era Marco) e di lì a poco firmò per la Discovery Channel e io volai in Texas a raccontare il suo primo raduno collegiale. Negò fino a marzo, poi ad aprile lo incastrarono e allora, solo allora confessò di aver tentato di fare uso di doping.
Con Ivan ho parlato di questa storia fino alla noia, eppure fu giustamente ritenuto innocente fino a prova contraria. Fu cacciato dal Tour e, di fronte alle sue reiterate e comprensilbili negazioni, nessuno scrisse: “Basso non ha il diritto di doparsi” come invece fu fatto con Pantani. E quando parlò di tentato doping, lessi appena qualche sbuffo insofferente e null'altro. Occhio, c'erano quelle sacche e il dna diceva che erano le sue. La squalifica non giel'avrebbe tolta nessuno: ammise il minimo e tirò dritto. Non disse chi ce lo aveva portato, non disse nulla. Anzi, fece una conferenza stampa per sottolineare che non aveva detto nulla. Non è una confessione.
Eppure si credette alla sua storia e si fece la corsa a stargli accanto, perché si capì che si rischiava di ammazzarlo con una semplice parola sbagliata. Occhio, visse due anni di vero inferno, glielo leggevi negli occhi e lo stesso Di Rocco, col quale forse ancora collaboravi, accordandogli la sua fiducia disse di aver imparato dalla gestione del caso Pantani cosa NON bisognasse fare.
Dici che con Marco si parlò di doping perché il clima di sospetto era enorme? Con Chiappucci due anni prima c’erano gli stessi sospetti, eppure, nonostante i due ematocriti, nessuno scrisse di doping. Leblanc l'anno prima aveva ringraziato Pantani perché aveva salvato il Tour dal baratro del doping: non aveva il diritto al beneficio del dubbio? Fu strano, dai, lo ricordi bene anche tu.
Io non voglio parlare ora e qui di complotto nell’analisi. Ma permettimi di dire, da addetto ai lavori , che la posizione dei giornali sul caso Pantani fu quantomeno insolita. Insolitamente omogenea.
Basso è stato tutelato in quanto patrimonio del ciclismo italiano e UOMO da difendere. Mi sfugge quale delle due cose non fosse Pantani: un uomo o un patrimonio del ciclismo?
Ci vediamo presto, fra pochi giorni vado alla Vuelta. Ciao, Enzo
Ultima modifica di Enzo Vicennati il domenica 28 agosto 2011, 0:29, modificato 4 volte in totale.



donchisciotte
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da donchisciotte » sabato 27 agosto 2011, 23:31

Interessantissimo, l'ACCPI aveva preso la ferma decisione di aderire alla campagna Io non rischio la salute ( strano, proprio come voleva Ceruti) e i ciclisti hanno come un sol uomo aderito alla decisione dell'ACCPI ( a parte Pantani, ma si sa le teste calde ci stanno sempre).
Solo che toh...... che ti vado a scoprire! che proprio sul fatto che i ciclisti non aderirono affatto mentre la FCI aveva detto che aderivano, il procuratore Guariniello aprì un'inchiesta sulla FCI .
Peccato, era una bella storia quella di Pantani unico oppositore di quella campagna.... ma non è vera. Semplicemente madarono avanti lui per nascondersi dietro lui ma poi non aderì quasi nessuno a quella campagna.
Eh, queste missionarie ( degnissime di rispetto, per carità) che si sono caricate sulle spalle una missione, ( tipo Atlante che si portava il mondo sulle spalle), così piene di pregiudizi e senza capacità di approfondire .... che danno che sono.

Da la Stampa ( e tutti gli altri giornali)

Guariniello al Coni Federciclo irregolare
20 luglio 1999 — pagina 41 sezione: SPORT

TORINO - Il procuratore di Torino Raffaele Guariniello chiederà al Coni quali iniziative intenda prendere nei confronti della Federazione ciclistica italiana sulla mancata adesione dei ciclisti professionisti alla campagna "Io non rischio la salute". Secondo Guariniello la stragrande maggioranza dei professionisti al Giro d' Italia si era rifiutata di sottoporsi ai test sangue-urine del Coni perché non aveva firmato alcuna accettazione. Ma, dal momento che in comunicazioni ufficiali ai responsabili della campagna, la Fci sosteneva che tutti i corridori avevano aderito contestualmente alla firma del cartellino, per il presidente Ceruti e il segretario Standoli si ipotizza ora il reato di falso in atto pubblico.

MARCO PANTANI : E'TUTTO ALLA CONOSCENZA DI TUTTI. Intervista a Minà 1997.


Verità e giustizia per Marco Pantani, una battaglia di civiltà.
Lasciamolo in pace un cazzo!

Principe

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Principe » domenica 28 agosto 2011, 0:53

Enzo Vicennati ha scritto: Ivan, il mio amico Ivan fu cacciato dal Tour del 2006 dopo voci iniziate al Giro. Scappò. Non confessò nulla, inizialmente. Eppure la prima reazione sui giornali fu di dubitare della natura delle intercettazioni dell’Operacion Puerto. Era luglio. La Fci si riunì e, in assenza di altre prove, lo assolse. C'erano delle sacche, ma si accetto che non fossero sue. L'Uci fa i suoi sporchi giochi, dissero tutti, Basso è un bravo ragazzo. Ma infatti lo è davvero (come lo era Marco) e di lì a poco firmò per la Discovery Channel e io volai in Texas a raccontare il suo primo raduno collegiale. Negò fino a marzo, poi ad aprile lo incastrarono e allora, solo allora confessò di aver tentato di fare uso di doping.
Con Ivan ho parlato di questa storia fino alla noia, eppure fu giustamente ritenuto innocente fino a prova contraria. Fu cacciato dal Tour e, di fronte alle sue reiterate e comprensilbili negazioni, nessuno scrisse: “Basso non ha il diritto di doparsi” come invece fu fatto con Pantani. E quando parlò di tentato doping, lessi appena qualche sbuffo insofferente e null'altro. Occhio, c'erano quelle sacche e il dna diceva che erano le sue. La squalifica non giel'avrebbe tolta nessuno: ammise il minimo e tirò dritto. Non disse chi ce lo aveva portato, non disse nulla. Anzi, fece una conferenza stampa per sottolineare che non aveva detto nulla. Non è una confessione.
Eppure si credette alla sua storia e si fece la corsa a stargli accanto, perché si capì che si rischiava di ammazzarlo con una semplice parola sbagliata. Occhio, visse due anni di vero inferno, glielo leggevi negli occhi e lo stesso Di Rocco, col quale forse ancora collaboravi, accordandogli la sua fiducia disse di aver imparato dalla gestione del caso Pantani cosa NON bisognasse fare.
Lungi da me il difendere Basso, ma vorrei far notare come l'atteggiamento tenuto dal varesino dopo la pseudo-confessione fu molto diverso da quello che tenne Pantani durante tutte le vicende giudiziarie che lo riguardarono. Basso dichiarò di essere stato un "pirla", si assunse (in parte) le proprie responsabilità e scontò serenamente la giusta squalifica. Pantani non fece nulla di tutto questo.

Non credo che ci sia stato qualcuno un minimo addentro all'ambiente che abbia creduto all'innocenza di Birillo o alla non attendibilità delle intercettazioni che lo tiravano in ballo (del resto, bastava guardare la classifica generale del giro che aveva appena vinto per capire che forse qualcosa di vero c'era in quell'inchiesta). Con lui l'opinione pubblica è stata più indulgente perchè ha tenuto un atteggiamento tutto sommato comprensibile e, seppur costretto, ha scontanto interamente la sua squalifica, pagando anche per quello che non ha detto, e tornando a correre con un ingaggio che teneva debitamente in considerazione le sue colpe pregresse.

Del resto, basta andarsi a rileggere le dichiarazioni di Basso subito dopo la sua giusta cacciata dal Tour e quelle di Pantani dopo Campiglio per accorgersi subito di una sostanziale diversità di toni e di atteggiamento.




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nino58
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da nino58 » domenica 28 agosto 2011, 11:17

Vedi Claudio, nel 2006 Pantani era già morto e questo cambiò parecchio l'atteggiamento di pubblico, critica e tribunali verso i ciclisti pizzicati.
Nel senso che il pregiudizio/verità (?) (tutti dopati) è rimasto lo stesso o anche cresciuto, ma l'accanimento sul singolo diminuito.
Perchè il capro espiatorio aveva già assolto (un po' per tutti) la sua propria funzione.


Von Rock ? Nein, danke.
Diritto di correre senza condizioni a chi ha scontato una squalifica !!!

Principe

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Principe » domenica 28 agosto 2011, 11:39

nino58 ha scritto:Vedi Claudio, nel 2006 Pantani era già morto e questo cambiò parecchio l'atteggiamento di pubblico, critica e tribunali verso i ciclisti pizzicati.
Nel senso che il pregiudizio/verità (?) (tutti dopati) è rimasto lo stesso o anche cresciuto, ma l'accanimento sul singolo diminuito.
Perchè il capro espiatorio aveva già assolto (un po' per tutti) la sua propria funzione.
Francamente non mi pare che l'opinione pubblica abbia perdonato RIccò come ha perdonato Basso. E la differenza, secondo me, sta tutta nell'atteggiamento e nei comportamenti dei due personaggi.

Semmai, il pubblico ha iniziato a farci l'abitudine. Quando arrestarono il primo mazzettaro durante tangentopoli sembrava che avessero preso Totò Riina e poi via in crescendo fino alle monetine contro Craxi. Oggi, dopo anni di scandali, si scopre che Penati (l'ex Presidente della Provincia di Milano, non un dirigente del Pio Albergo Trivulzio) è indagato per cose gravissime e nessuno si indigna più. Ecco, forse Pantani (così come i tanti suicidi di tangentopoli) ha pagato il fatto di essere stato uno dei primi a farsi beccare dopo anni di controlli antidoping all'acqua di rose.



Admin
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Admin » domenica 28 agosto 2011, 12:33

Vi prego di parlare del caso Pantani nel thread apposito, e di evitare di andare costantemente fuori tema.

Non fatemi stare sempre a sbianchettare (cosa che farò se continuano gli OT).


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da nino58 » domenica 28 agosto 2011, 15:51

Admin ha scritto:Vi prego di parlare del caso Pantani nel thread apposito, e di evitare di andare costantemente fuori tema.

Non fatemi stare sempre a sbianchettare (cosa che farò se continuano gli OT).
Scusa, ma non ce la faccio a seguire queste regole.
Forse è meglio che per un po' mi astenga dallo scrivere, così vi evito sovraccarichi di lavoro.


Von Rock ? Nein, danke.
Diritto di correre senza condizioni a chi ha scontato una squalifica !!!

Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » lunedì 29 agosto 2011, 9:41

endo765 ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto:
endo765 ha scritto:Ciao Silvio, volevo chiederti quale sarà per te il nostro futuro nei grandi giri
Ci vorrebbe la bacchetta magica per prevederlo. Mi auguro che Nibali continui a crescere come sta facendo, lo ritengo in questo momento l'unico in grado di dare garanzie di un certo peso.
Ciao.
Silvio
e dei giovani oltre nibali chi vedi bene?
Non mi sembra ci sia granchè all'orizzonte, Ulissi, tecnicamente, potrebbe a mio parere tra un paio di stagioni provare a fare classifica in un grande giro.
Silvio



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » lunedì 29 agosto 2011, 9:48

donchisciotte ha scritto:Interessantissimo, l'ACCPI aveva preso la ferma decisione di aderire alla campagna Io non rischio la salute ( strano, proprio come voleva Ceruti) e i ciclisti hanno come un sol uomo aderito alla decisione dell'ACCPI ( a parte Pantani, ma si sa le teste calde ci stanno sempre).
Solo che toh...... che ti vado a scoprire! che proprio sul fatto che i ciclisti non aderirono affatto mentre la FCI aveva detto che aderivano, il procuratore Guariniello aprì un'inchiesta sulla FCI .
Peccato, era una bella storia quella di Pantani unico oppositore di quella campagna.... ma non è vera. Semplicemente madarono avanti lui per nascondersi dietro lui ma poi non aderì quasi nessuno a quella campagna.
Eh, queste missionarie ( degnissime di rispetto, per carità) che si sono caricate sulle spalle una missione, ( tipo Atlante che si portava il mondo sulle spalle), così piene di pregiudizi e senza capacità di approfondire .... che danno che sono.

Da la Stampa ( e tutti gli altri giornali)

Guariniello al Coni Federciclo irregolare
20 luglio 1999 — pagina 41 sezione: SPORT

TORINO - Il procuratore di Torino Raffaele Guariniello chiederà al Coni quali iniziative intenda prendere nei confronti della Federazione ciclistica italiana sulla mancata adesione dei ciclisti professionisti alla campagna "Io non rischio la salute". Secondo Guariniello la stragrande maggioranza dei professionisti al Giro d' Italia si era rifiutata di sottoporsi ai test sangue-urine del Coni perché non aveva firmato alcuna accettazione. Ma, dal momento che in comunicazioni ufficiali ai responsabili della campagna, la Fci sosteneva che tutti i corridori avevano aderito contestualmente alla firma del cartellino, per il presidente Ceruti e il segretario Standoli si ipotizza ora il reato di falso in atto pubblico.

MARCO PANTANI : E'TUTTO ALLA CONOSCENZA DI TUTTI. Intervista a Minà 1997.

Ill.ma Maria Rita,
sbaglio o ci eravamo lasciati promettendoci di non tornare sull'argomento.
Lei ha tutta la mia comprensione e rispetto, ma non abbiamo nulla da dirci sul tema specifico. Posso capire che le serva individuare quotidianamente spunti per sottolineare ed alimentare le sue tesi, ma tra di noi non è il caso.
Buona giornata.
Silvio Martinello



Merlozoro
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Merlozoro » lunedì 29 agosto 2011, 13:14

Silvio Martinello ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto:
endo765 ha scritto:Ciao Silvio, volevo chiederti quale sarà per te il nostro futuro nei grandi giri
Ci vorrebbe la bacchetta magica per prevederlo. Mi auguro che Nibali continui a crescere come sta facendo, lo ritengo in questo momento l'unico in grado di dare garanzie di un certo peso.
Ciao.
Silvio
Non mi sembra ci sia granchè all'orizzonte, Ulissi, tecnicamente, potrebbe a mio parere tra un paio di stagioni provare a fare classifica in un grande giro.
Silvio
Ricollegandomi a questa discussione, vorrei chiedere a Silvio cosa ne pensa del mio corregionale Moreno Moser come prossimo uomo da GT.
Forte a cronometro, forte sul passo, buona resistenza, dovrebbe migliorare sicuramente sulle lunghe salite. Gli addetti ai lavori cosa pensano del giovane talento trentino?

Grazie,
Marco.


2018: classifica generale L'ALTRO circuito 1000

donchisciotte
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da donchisciotte » lunedì 29 agosto 2011, 15:44

Ill.mo Signor Martinello, è ,evidentemente, più semplice ignorare i fatti .


Verità e giustizia per Marco Pantani, una battaglia di civiltà.
Lasciamolo in pace un cazzo!

Admin
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Admin » martedì 30 agosto 2011, 2:58

Dopo quest'ennesimo scambio di opinioni, vi prego di parlare del caso Pantani nel thread giusto e di evitare di rilanciare qui la polemica.


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » martedì 30 agosto 2011, 9:14

Non mi sembra ci sia granchè all'orizzonte, Ulissi, tecnicamente, potrebbe a mio parere tra un paio di stagioni provare a fare classifica in un grande giro.
Silvio[/quote]

Ricollegandomi a questa discussione, vorrei chiedere a Silvio cosa ne pensa del mio corregionale Moreno Moser come prossimo uomo da GT.
Forte a cronometro, forte sul passo, buona resistenza, dovrebbe migliorare sicuramente sulle lunghe salite. Gli addetti ai lavori cosa pensano del giovane talento trentino?

Grazie,
Marco.[/quote]

Buongiorno Marco,
Moreno è senza alcun dubbio un ottimo elemento, quello che potrà fare tra i prof è ancora un'incognita, va lasciato maturare tranquillamente e possibilmente con poche pressioni. Dopo le prime due stagioni nella massima categoria si potrà valutare la sua eventuale propensione per i grandi giri, credo onestamente che ora sia prematuro.
Gli addetti ai lavori pensano un gran bene di Moreno, c'è naturalmente molta curiosità intorno al ragazzo e su quello che potrà combinare, e proprio questa curiosità ed attenzione mi auguro non lo "disturbi" nella sua fase di crescita ed ambientamento tra i prof.
Silvio



AntiGazza
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da AntiGazza » martedì 30 agosto 2011, 9:47

Buongiorno Mr Martinello ,
spesso vediamo come nei grandi giri le azioni da lontano siano scoraggiate dal fatto che dietro ci siano degli autentici squadroni che possano poi guidare inseguimenti efficaci.
Forse non casualmente quest'anno nei grandi giri le squadre erano leggermente meno forti degli anni passati per cui abbiamo assistito a grande spettacolo.

Chiedo quale potrebbe essere i pro e i contro di un eventuale riduzione degli uomini che una squadra può schierare in un grande giro , chessò passare da 9 a 7 o 6 uomini?
Alessio



TEX
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da TEX » martedì 30 agosto 2011, 16:24

Silvio Martinello ha scritto:ma tra di noi vogliamo continuare a raccontarci che si può avere l’ematocrito a 48, 49, 50 o 51 al termine di una grande corsa a tappe? Se vogliamo continuare a girarci intorno, liberi di continuare a farlo, non credo aiuterà comunque a capire meglio.
Silvio Martinello
Egregio Signor Martinello, rifacendomi alla sua frase che mi sono permesso di "quotare", per mia cultura personale vorrei rivolgerle la seguente domanda:
Quale valore di GH dovrebbe avere un atleta che è in procinto di partecipare alle Olimpiadi, perchè noi tutti si smetta girare intorno alla realtà?
Confido in una sua risposta chiara e precisa, compatibilmente con i suoi impegni lavorativi.
La ringrazio sin d'ora.



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maglianera
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da maglianera » martedì 30 agosto 2011, 17:12

dopo l'ematocrito ci manca anche la polemica sul GH!
io invece vorrei, se possibile, chiedere quali sono, a giudizio medio dei corridori e dell'ambiente, gli organizzatori e amministrazioni, italiani ed esteri più e meno affidabili sulla sicurezza delle corse: chiusura del traffico, segnalazione dei pericoli, transenne, ecc. (lasciando il più possibile da parte la diplomazia)
grazie



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » giovedì 1 settembre 2011, 11:01

AntiGazza ha scritto:Buongiorno Mr Martinello ,
spesso vediamo come nei grandi giri le azioni da lontano siano scoraggiate dal fatto che dietro ci siano degli autentici squadroni che possano poi guidare inseguimenti efficaci.
Forse non casualmente quest'anno nei grandi giri le squadre erano leggermente meno forti degli anni passati per cui abbiamo assistito a grande spettacolo.

Chiedo quale potrebbe essere i pro e i contro di un eventuale riduzione degli uomini che una squadra può schierare in un grande giro , chessò passare da 9 a 7 o 6 uomini?
Alessio
Alessio buongiorno,
personalmente ritengo che il numero attuale di 9 componenti per Team sia l'ideale per un grande giro. Eventi del genere si vincono o si perdono anche grazie od a causa dei compagni di squadra, e sono appassionanti anche per questo. Concordo con lei che in mancanza di una squadra in grado di controllare la gara, la stessa possa diventare più emozionante, ma è anche vero che vedere una squadra ben amalgamata e ben diretta, sia dal capitano che dal direttore sportivo è un aspetto a mio parere molto interessante e che ha il proprio fascino.
Buona giornata.
Silvio



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » giovedì 1 settembre 2011, 14:59

TEX ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto:ma tra di noi vogliamo continuare a raccontarci che si può avere l’ematocrito a 48, 49, 50 o 51 al termine di una grande corsa a tappe? Se vogliamo continuare a girarci intorno, liberi di continuare a farlo, non credo aiuterà comunque a capire meglio.
Silvio Martinello
Egregio Signor Martinello, rifacendomi alla sua frase che mi sono permesso di "quotare", per mia cultura personale vorrei rivolgerle la seguente domanda:
Quale valore di GH dovrebbe avere un atleta che è in procinto di partecipare alle Olimpiadi, perchè noi tutti si smetta girare intorno alla realtà?
Confido in una sua risposta chiara e precisa, compatibilmente con i suoi impegni lavorativi.
La ringrazio sin d'ora.
Egr. Tex, spero di non deluderla. Non saprei come contribuire all’arricchimento della sua cultura personale, le consiglio di rivolgersi ad un medico dello sport.
Buona giornata.

Silvio Martinello



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » giovedì 1 settembre 2011, 15:07

maglianera ha scritto:dopo l'ematocrito ci manca anche la polemica sul GH!
io invece vorrei, se possibile, chiedere quali sono, a giudizio medio dei corridori e dell'ambiente, gli organizzatori e amministrazioni, italiani ed esteri più e meno affidabili sulla sicurezza delle corse: chiusura del traffico, segnalazione dei pericoli, transenne, ecc. (lasciando il più possibile da parte la diplomazia)
grazie
Le organizzazioni delle grandi corse sono senza alcun dubbio quelle che mettono in campo le maggiori risorse sul delicato fronte della sicurezza. Purtroppo la storia ci insegna che spesso possono non bastare anche gli accorgimenti più rigidi, il ciclismo si corre sulle strade che sono realizzate per gestire il traffico automobilistico e non propriamente per ospitare le gare di ciclismo. Le norme in tal senso sono molto ferree, alcune volte purtroppo si ha l'impressione che soprattutto nelle corse giovanili non ci presti la massima attenzione, è d'obbligo comunque non abbassare la guardia, sul fronte della sicurezza è necessario continuare a migliorarsi.
Grazie a lei e buona giornata.

Silvio Martinello



Lolloso
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Lolloso » giovedì 1 settembre 2011, 16:15

Silvio guardando il percorso della vuelta si può notare che non c'è un vero e proprio tappone da oltre 200km con almeno 3 montagne dure da scalare dove vengono fuori i fondisti , ma tappe tra i 150 e 180 km con una salita finale, può essere questo il fatto che nessuno riesca veramente a fare la differenza in quanto in diversi riescono a gestire le forze ?



held
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da held » giovedì 1 settembre 2011, 16:16

Sig Martinello, vorrei fare una domanda in un certo senso legata a quella poco sopra sulla sicurezza nelle corse. Io invece vorrei conoscere il suo parere sul perchè e sul come in Italia da paese in cui la bicicletta era l'oggetto più amato degli Italiani e di conseguenza uno sport amatissimo e seguito (con conseguente ammirazione per il praticante ciclista, professionista o semplice amatore) alla situazione attuale in cui il ciclismo viene quasi snobbato dalle masse (tralasciando l'aspetto doping che non mi interessa al momento). Più che altro vorrei soffermarmi sull'aspetto culturale, in Italia si è persa quella cultura del ciclismo per cui ai bambini si regala prima un pallone che una bicicletta, il ciclista viene considerato un'ostacolo sulle strade nonchè spesso semplicemente un'esaltato che ama la fatica (vedasi l'articolo di b.s. sul corriere della sera). Vorrei un parere magari prendendo in considerazione ciò che invece rappresenta oramai il ciclismo nelle altre nazioni europee dove vi è sempre grande passione e rispetto per i ciclisti basti pensare alle migliaia di km di piste ciclabili (germania, belgio, olanda) mentre da noi se per errore ne viene costruita una viene subito abbandonata al degrado o utilizzata come parcheggio abusivo.



TEX
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da TEX » giovedì 1 settembre 2011, 16:52

Silvio Martinello ha scritto:
Egr. Tex, spero di non deluderla. Non saprei come contribuire all’arricchimento della sua cultura personale, le consiglio di rivolgersi ad un medico dello sport.
Buona giornata.

Silvio Martinello
Eh si, devo ammettere di essere un tantino deluso.
Vabbè..... me ne farò una ragione.
Che faccio per mitigare la delusione?
Ecco, ho trovato, mi guardo un film.

"Io so che tu sai che io so" con il grande Alberto Sordi e Monica Vitti.

Così siamo contenti tutti!



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » giovedì 1 settembre 2011, 19:37

TEX ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto:
Egr. Tex, spero di non deluderla. Non saprei come contribuire all’arricchimento della sua cultura personale, le consiglio di rivolgersi ad un medico dello sport.
Buona giornata.

Silvio Martinello
Eh si, devo ammettere di essere un tantino deluso.
Vabbè..... me ne farò una ragione.
Che faccio per mitigare la delusione?
Ecco, ho trovato, mi guardo un film.

"Io so che tu sai che io so" con il grande Alberto Sordi e Monica Vitti.

Così siamo contenti tutti!
Gent.mo Tex, che dire, buona visione! E nel caso fosse necessario, non dimentichi, pag. 777 per i sottotitoli.
Silvio Martinello



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » giovedì 1 settembre 2011, 19:42

Lolloso ha scritto:Silvio guardando il percorso della vuelta si può notare che non c'è un vero e proprio tappone da oltre 200km con almeno 3 montagne dure da scalare dove vengono fuori i fondisti , ma tappe tra i 150 e 180 km con una salita finale, può essere questo il fatto che nessuno riesca veramente a fare la differenza in quanto in diversi riescono a gestire le forze ?
La Vuelta, da quando ha accettato di spostarsi nel calendario, si è caratterizzata per questa particolarità, tappe anche dure, ma su distanze limitate. A mio parere scelta intelligente, considerato il momento stagionale, ed in considerazione anche del Campionato del Mondo successivo. Risultato, partecipazione di qualità, agonismo. Unico limite, che molti corridori di nome alla partenza pensano solo al Mondiale, ma tuttoo sommato la Vuelta in questo modo ha trovato una sua dimensione specifica.
Buona serata.
Silvio



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » giovedì 1 settembre 2011, 19:50

held ha scritto:Sig Martinello, vorrei fare una domanda in un certo senso legata a quella poco sopra sulla sicurezza nelle corse. Io invece vorrei conoscere il suo parere sul perchè e sul come in Italia da paese in cui la bicicletta era l'oggetto più amato degli Italiani e di conseguenza uno sport amatissimo e seguito (con conseguente ammirazione per il praticante ciclista, professionista o semplice amatore) alla situazione attuale in cui il ciclismo viene quasi snobbato dalle masse (tralasciando l'aspetto doping che non mi interessa al momento). Più che altro vorrei soffermarmi sull'aspetto culturale, in Italia si è persa quella cultura del ciclismo per cui ai bambini si regala prima un pallone che una bicicletta, il ciclista viene considerato un'ostacolo sulle strade nonchè spesso semplicemente un'esaltato che ama la fatica (vedasi l'articolo di b.s. sul corriere della sera). Vorrei un parere magari prendendo in considerazione ciò che invece rappresenta oramai il ciclismo nelle altre nazioni europee dove vi è sempre grande passione e rispetto per i ciclisti basti pensare alle migliaia di km di piste ciclabili (germania, belgio, olanda) mentre da noi se per errore ne viene costruita una viene subito abbandonata al degrado o utilizzata come parcheggio abusivo.
In effetti il nostro è un Paese che ha perduto molto terreno su questo fronte, diciamo che anche noi ciclisti non facciamo o non abbiamo fatto molto per farci voler bene, detto ciò un automobilista dovrebbe sempre considerare la vulnerabilità di un ciclista quando si va per strada. Riconosciamo però che si nota una certa evoluzione e maggiore consapevolezza della modernità dell'antico mezzo a pedali, negli ultimi tempi. La riscoperta della bicicletta come mezzo di mobilità urbana è un dato di fatto, sul quale diverse amministrazioni sono ormai schierate ed impegnate.I Km di piste ciclabili aumentano in modo esponenziale, se facciamo degli sforzi anche verso una maggiore educazione, non solo specifica ma generale, piano piano saremo un Paese che potrà stare al livello civico dei Paesi Europei più evoluti. Impegnamoci con le nuove generazioni ed avremo un Paese migliore
Buona serata.
Silvio



Salvatore77
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Salvatore77 » giovedì 1 settembre 2011, 19:54

Ciao Silvio,
come mai fino a qualche decennio fà, affermati corridori su strada si cimentavano d'inverno su pista (Saronni, Moser, ma anche altri soprattutto all'estero). Non so se questa cosa accade ancora, forse un po' di meno.
Ecco due domande:
1. fare pista era utile al corridore per una questione economica, oppure prevaleva l'aspetto tecnico?

2. Inoltre, parecchi della pista, mountain bike e ciclocross passano alla strada in età utile per affermarsi, invece il passaggio contrario avviene in tarda età, quando ormai la strada non da più soddisfazioni. Quanto si guadagna a fare pista, mountain bike e ciclocross?
(sarò un po' venale ma è una mia curiosità).
Grazie.


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Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » giovedì 1 settembre 2011, 20:17

Salvatore77 ha scritto:Ciao Silvio,
come mai fino a qualche decennio fà, affermati corridori su strada si cimentavano d'inverno su pista (Saronni, Moser, ma anche altri soprattutto all'estero). Non so se questa cosa accade ancora, forse un po' di meno.
Ecco due domande:
1. fare pista era utile al corridore per una questione economica, oppure prevaleva l'aspetto tecnico?

2. Inoltre, parecchi della pista, mountain bike e ciclocross passano alla strada in età utile per affermarsi, invece il passaggio contrario avviene in tarda età, quando ormai la strada non da più soddisfazioni. Quanto si guadagna a fare pista, mountain bike e ciclocross?
(sarò un po' venale ma è una mia curiosità).
Grazie.
Bella domanda Salvatore, ora accade molto meno. Fare attività su pista é utile, sia per una questione tecnica, sia, a certi livelli, per una questione economica, direi che per un professionista affermato l'aspetto economico è preponderante, com'è corretto che sia.
L'attività su pista, cross e MTB non è certamente controindicata, i tanti ormai esempi ne sono la prova tangibile, ma la nostra tradizione ci porta ancora a non dare la giusta importanza all'aspetto della polivalenza.
Io le posso dire che a fare la pista ad alti livelli si guadagna bene, soprattutto nell'attività seigiornistica invernale, almeno nella mia epoca, ora la crisi forse ha ridimensionato le cose. Immagino anche nel cross e nel MTB a certi livelli, ma non ne conosco sinceramente i parametri.
Buona serata.
Silvio



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Admin » giovedì 1 settembre 2011, 20:28

Tex, cerchiamo di non tirare in lungo polemiche che diventano stucchevoli?
Grazie.


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Abruzzese » venerdì 2 settembre 2011, 3:46

Volevo porre due quesiti a Martinello:

- Spesso accade che coloro che si dedicano all'attività su strada ed in passato hanno praticato attività su pista (o comunque continuano a praticare entrambe) venivano da discipline del settore Endurance quali corsa a punti, scratch, americana oppure nel caso di forti passisti (in quest'ultimo ambito possiamo citare Wiggins, Phinney, Bobridge tra gli attuali o Bradley McGee andando indietro di qualche anno) dall'inseguimento. Non più tardi di 2-3 anni fa però abbiamo assistito ad un qualcosa di insolito: Theo Bos, velocista olandese che nella velocità su pista aveva saputo essere il numero 1 al mondo (con tanto di record sui 200 metri poi battuto da Kevin Sireau), ad un certo punto ha preso la decisione di dedicarsi all'attività su strada, il che ovviamente ha comportato tutta una serie di cose: cambiamento della preparazione, con allenamenti mirati quindi anche ad acquisire fondo e resistenza sulle salite (perchè naturalmente chi viene prettamente dai velodromi ha nelle pendenze più o meno aspre un "nemico" in più da superare onde evitare di andare fuori tempo massimo), nonchè calo di peso pur mantenendo una certa esplosività. Considerando il suo come un caso particolare, come giudichi la scelta di Bos, che ha rinunciato ad essere ancora protagonista nella velocità pura per dedicarsi alla strada? Sull'onda di questo quesito: pensi che in futuro potremmo assistere a situazioni simili per quei corridori che oltre alla buona base velocistica vogliono testarsi anche nell'Omnium (tra le donne mi è parso di notare qualche caso a riguardo);

- Quest'anno si è parlato lungamente di Andrea Guardini, una delle rivelazioni con le sue 10 vittorie, con il suo spunto esplosivo che a mio avviso ha rivelato perfettamente la sua formazione avvenuta su pista. Senza andare indietro nel tempo di tantissimi anni, nel 2007 quando Guardini era juniores seppe vincere il titolo europeo del Keirin ed era protagonista anche nella velocità (5° ai mondiali di Aguascalientes, e pare che da alcuni riscontri in quegli anni Guardini fosse accreditato di tempi attorno ai 10"5 sui 200 metri). Ora probabilmente Andrea sarà avviato ad una promettente carriera su strada e non possiamo sapere se in futuro tornerà a dedicarsi alla pista con una certa costanza ma quel che chiedo è questo: ci si può veramente rammaricare (a cominciare dalla Federazione) del fatto che uno come lui sarebbe realmente potuto diventare uno dei migliori atleti al mondo nella velocità o nel keirin in virtù dei mezzi fisici che possiede? (Naturalmente Guardini a mio avviso è un caso eclatante ma vi sono anche altri ragazzi azzurri molto promettenti che hanno accantonato la pista negli ultimi anni o comunque ne hanno ridotto di molto l'impegno).

Grazie per le risposte e buona giornata.


"L'importante non è quello che trovi alla fine di una corsa. L'importante è ciò che provi mentre corri" (Giorgio Faletti in "Notte prima degli esami")

"qui c'è gente che è totalmente avulsa dalla realtà e nociva al forum"

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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da TIC » venerdì 2 settembre 2011, 11:49

Una domanda solo Silvio (scusa se ti do del tu, ma siamo, mi pare, coetanei) :

Mondiali su strada professionisti :

Anche se non c'eri, cosa e' successo a Lisbona 2001 ?
E se magari sai, anche per sentito dire, cosa e' successo a Praga 1981...


Henry Kissinger : (Ad un summit presso il Ministero degli Esteri alla fine dell'intervento di Aldo Moro) Chi parla in questo modo non può che essere un imbroglione e non può che rappresentare un popolo di imbroglioni.

Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » domenica 4 settembre 2011, 8:54

Abruzzese ha scritto:Volevo porre due quesiti a Martinello:

- Spesso accade che coloro che si dedicano all'attività su strada ed in passato hanno praticato attività su pista (o comunque continuano a praticare entrambe) venivano da discipline del settore Endurance quali corsa a punti, scratch, americana oppure nel caso di forti passisti (in quest'ultimo ambito possiamo citare Wiggins, Phinney, Bobridge tra gli attuali o Bradley McGee andando indietro di qualche anno) dall'inseguimento. Non più tardi di 2-3 anni fa però abbiamo assistito ad un qualcosa di insolito: Theo Bos, velocista olandese che nella velocità su pista aveva saputo essere il numero 1 al mondo (con tanto di record sui 200 metri poi battuto da Kevin Sireau), ad un certo punto ha preso la decisione di dedicarsi all'attività su strada, il che ovviamente ha comportato tutta una serie di cose: cambiamento della preparazione, con allenamenti mirati quindi anche ad acquisire fondo e resistenza sulle salite (perchè naturalmente chi viene prettamente dai velodromi ha nelle pendenze più o meno aspre un "nemico" in più da superare onde evitare di andare fuori tempo massimo), nonchè calo di peso pur mantenendo una certa esplosività. Considerando il suo come un caso particolare, come giudichi la scelta di Bos, che ha rinunciato ad essere ancora protagonista nella velocità pura per dedicarsi alla strada? Sull'onda di questo quesito: pensi che in futuro potremmo assistere a situazioni simili per quei corridori che oltre alla buona base velocistica vogliono testarsi anche nell'Omnium (tra le donne mi è parso di notare qualche caso a riguardo);

- Quest'anno si è parlato lungamente di Andrea Guardini, una delle rivelazioni con le sue 10 vittorie, con il suo spunto esplosivo che a mio avviso ha rivelato perfettamente la sua formazione avvenuta su pista. Senza andare indietro nel tempo di tantissimi anni, nel 2007 quando Guardini era juniores seppe vincere il titolo europeo del Keirin ed era protagonista anche nella velocità (5° ai mondiali di Aguascalientes, e pare che da alcuni riscontri in quegli anni Guardini fosse accreditato di tempi attorno ai 10"5 sui 200 metri). Ora probabilmente Andrea sarà avviato ad una promettente carriera su strada e non possiamo sapere se in futuro tornerà a dedicarsi alla pista con una certa costanza ma quel che chiedo è questo: ci si può veramente rammaricare (a cominciare dalla Federazione) del fatto che uno come lui sarebbe realmente potuto diventare uno dei migliori atleti al mondo nella velocità o nel keirin in virtù dei mezzi fisici che possiede? (Naturalmente Guardini a mio avviso è un caso eclatante ma vi sono anche altri ragazzi azzurri molto promettenti che hanno accantonato la pista negli ultimi anni o comunque ne hanno ridotto di molto l'impegno).

Grazie per le risposte e buona giornata.

Theo Bos è un caso senza dubbio atipico, scelta coraggiosa, dettata dalla volontà del campione olandese di cercare nuovi stimoli. Personalmente avrei continuato ad essere il numero 1 della velocità, piuttosto che uno dei tanti su strada. L'evoluzione che potrà avere la "specialità" dell'omnium è un mistero, e credo lo sia anche per chi ha pensato e partorito questa inutile scelta, che non aiuta certamente ad avvicinare gli stradisti alla pista, anzi.

La penso come te, Andrea, se fosse nato in Francia o in Germania, piuttosto che in Australia o Gran Bretagna, sarebbe stato avviato senza tentennamenti alle prove della velocità pura, che tra l'altro hanno acquisito ancor maggiore importanza con la recente modifica del programma olimpico. Qui da noi aveva sinceramente, se mai ci abbia riflettuto, poca scelta. O dedicarsi alla strada, dove vincerà molto ma, spero di sbagliarmi, con poca qualità, o andare in un corpo militare, appiattirsi dal punto di vista degli stimoli, come altri in passato, ed attendere l'età della pensione agonistica. La nostra organizzazione non aiuta certamente i talenti che emergono a continuare con profitto in un settore altamente specialistico come la velocità. In questo settore, più che in altri, è necessario avere una scuola nazionale, con ramificazioni sul territorio, con un unico coordinamento, sia in ambito maschile che femminile. Pensiamo solo come si è bruciato un talento straordinario come la Frisoni.
Buona domenica.

Silvio



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » domenica 4 settembre 2011, 9:02

TIC ha scritto:Una domanda solo Silvio (scusa se ti do del tu, ma siamo, mi pare, coetanei) :

Mondiali su strada professionisti :

Anche se non c'eri, cosa e' successo a Lisbona 2001 ?
E se magari sai, anche per sentito dire, cosa e' successo a Praga 1981...
Anche se non fossimo coetanei il tu non è un problema.
Mah, credo che quel che accadde veramente a Lisbona lo sappiano solo i protagonisti, certo non fu un bel vedere. Fu chiaro che non regnava ancora il giusto spirito di squadra. A Praga credo sia accaduto lo stesso, le rivalità non hanno consentito di creare la giusta armonia per raggiungere un grande obiettivo, Martini a Praga e Ballerini a Lisbona, non riuscirono a toccare evidentemente le corde giuste con i campioni che avevano in Squadra, cosa che riuscì, invece, in molte altre occasioni.
Buona domenica.
Silvio



CicloSprint
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da CicloSprint » domenica 4 settembre 2011, 16:26

Silvio,

Secondo te la salita più dura d'europa mai affrontata da una corsa a tappe è l' Angliru oppure lo Zoncolan ?



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » lunedì 5 settembre 2011, 9:47

CicloSprint ha scritto:Silvio,

Secondo te la salita più dura d'europa mai affrontata da una corsa a tappe è l' Angliru oppure lo Zoncolan ?
"Sfortunatamente"!! non le ho mai affrontate personalmente :D ..... lo Zoncolan è senza dubbio più ostico, scarse possibilità di tirare il fiato, più corta ma continua nelle pendenze, che la rendono decisamente terribile. L'Angliru presenta dei punti con pendenza massima forse superiore, ma anche diversi punti in cui si può respirare un po. Pertanto Zoncolan.
Ciao.
SM



Salvatore77
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Salvatore77 » lunedì 5 settembre 2011, 13:35

Ciao Silvio,
ho la sensazione che un velocista che passa prof. ha meno problemi ad ambientarsi e cogliere risultati rispetto agli scalatori o uomini da gare di un giorno. Cosa ne pensi?


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Cabernet
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Vincenzo Nibali 2011

Messaggio da leggere da Cabernet » lunedì 5 settembre 2011, 16:23

Salve, posto anche qua questa mia curiosità su Nibali: quest'anno Vincenzo usa rapporti più lunghi oppure è la condizione non ottimale (potrebbe essere un problema della squadra visto che nessuno, a parte Sagan, è andato particolarmente forte?) a far apparire più pesante la pedalata?
La ringrazio



CicloSprint
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da CicloSprint » lunedì 5 settembre 2011, 19:51

Silvio, io ricordo nel 1989 un Giro della Provincia di Reggio Calabria che tu avevi vinto, poi rileggievano il foto-finish e assegnavano la vittoria a Adriano Baffi, tu che cosa ricordi della corsa che tu avevi vinto nel 1989 ?

Immagine



quasar
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da quasar » martedì 6 settembre 2011, 1:41

Salve Silvio,
seppur con ampio ritardo, anche da parte mia un benvenuto nel forum. ho cercato di rileggere gli argomenti da te trattati in modo da non essere ripetitivo e con piacere ho notato che a proposito di certe questioni ti sei subito calato nel clima-forum dispensando spesso e volentieri qualche tackle deciso, forse talvolta a piedi uniti. ma ci sta.
non è mia intenzione trattare un tema che in questi 5-6 anni di permanenza su cicloweb ho volutamente sempre evitato, perchè in totale disaccordo con tesi complottistiche, non per evitare il confronto (sempre costruttivo) ma perchè era ed è evidente che il rischio concreto sia quello che si possa degenerare nel momento in cui si leva una voce fuori dal coro. come hai potuto constatare tu stesso.
pertanto su questa vicenda posso comprendere qualche entrata a gamba tesa da te compiuta. mi è sembrato invece un tantino esagerata e gratuita la durezza verso chi ha evidenziato nei tuoi confronti una certa perplessità in materia di lotta al doping, anche se è chiaro che la perplessità era riferita in generale ad un determinato periodo del ciclismo moderno di cui tu sei stato esponente e che personifichi qua sul forum. premetto che trovo veramente stupidi e inappropriati interventi in cui ti viene chiesto di confessare, di raccontarci pratiche e cose simili, ma forse da parte tua ci vorrebbe un pizzico di comprensione nei confronti dell'appassionato di ciclismo che giorno dopo giorno si è reso conto che tanti campioni per cui ha tanto tifato in realtà erano campioni del nulla, vuoti, che prima ancora di ingannare loro stessi, istituzioni e regole hanno ingannato il tifoso. urlare e sbraitare davanti alla tv o percorrere centinaia di km in camper pur di vedere dal vivo il proprio campione salvo poi rendersi conto di aver tifato il nulla, sai bene che non è una grandissima sensazione. quindi penso sia comprensibile un leggero fastidio dal parte del tifoso quando oggi, dopo tutto quanto è saltato fuori in tema di doping ciclistico, sente ancora professionisti o ex professionisti elevarsi a moralizzatori in materia di doping. Per questo motivo penso che la forte critica alle tue parole precedenti l'avventura olimpica di Sidney, non sia dovuta alla convinzione da parte del tifoso che anche tu fossi dentro il calderone ma sia una diretta conseguenza di quanto tu stesso affermasti e che poi negli anni seguenti è stato ancora di piu evidenziato, ovvero che c'era molta sporcizia in gruppo. pertanto quando si sente un ciclista che accusa qualche suo collega, la prima reazione nel tifoso è quella di dire "ma da che pulpito viene la predica", proprio perchè la storia recente ci ha insegnato che nessuno merita la minima credibilità, specie chi ha vissuto l'era Conconi, dei nonni che a carriera ormai terminata si reinventavano "volanti", dei controlli antidoping all'acqua di rose, di ematocriti che viaggiavano tranquillamente ben oltre il fatidico 50%. e parlo non di opinioni, ma di sentenze che solo la prescrizione ha reso inutili dal punto di vista penale. ma non morale.
Pertanto se un tifoso si infastidisce quando un Martinello o un Cassani o un Bettini o un Cipollini pontifica e si erge a paladino della lotta al doping non prenderla come un attacco diretto personale, ma è un rifuto all'idea che qualche altro Rebellin, DiLuca o Basso possa prenderci in giro condannando il malcapitato collega beccato dall'antidoping sapendo bene che quelle parole di condanna rappresentano un doppio inganno. Non un accusa, ma un rifiuto.
Non mi aspetto una replica, mi auguro possa invece fornirmi qualche delucidazioni su questioni prettamente tecniche che vorrei rivolgerti in seguito ;)



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da endo765 » martedì 6 settembre 2011, 11:06

Ciao Silvio, per te Capecchi facendo un grande giro da capitano in che posizione potrebbe piazzarsi



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Admin » martedì 6 settembre 2011, 13:29

superandyweb ha scritto:
pitoro ha scritto:Quando gli organizzatori italiani capiranno che anche una comunicazione puntuale e attendibile fa parte del gioco, forse annulleranno qualche corsa in meno.
Concordo al 100% con pitoro, gli organizzatori italiani stanno continuando ad organizzare corse come 20-30 anni fa, purtroppo le cose sono cambiate, o si adeguano o tutte queste corsette andranno a sparire. C'è troppa differenza dalle corse organizzate (nel senso di immagine) in altri stati, le nuove corse nate come quelle in america, australia, ecc.. si possono vedere in diretta on-line con un semplice PC per esempio, e ti tengono informati di tutto minuto per minuto.
Il problema economico c'è, non aggiungiamoci anche altro, altrimenti è la fine!
Riprendendo quello che scrivevano pitoro e superandyweb nel thread del Giro di Romagna, chiedo: cosa potrebbe fare realisticamente la Federciclismo per aiutare queste corse?

Accorpare in calendario quelle geograficamente vicine, in modo da favorire una discreta partecipazione anche straniera, e poi?
Dove può, la FCI, tagliare qualche spesa per aiutare gli organizzatori?
Dove può invece intervenire con economie di scala?
Avocando a sé la gestione della comunicazione delle corse più carenti in tal senso? Trovare uno sponsor, anche estero, che si voglia accollare le spese per permettere di trasmettere in diretta (anche in streaming sui siti ufficiali) tali gare?
Non è che se l'investitore locale sa di poter essere visto in diretta in tutto il mondo e non solo in una sintesi serale, sgancia più facilmente?


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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da pitoro » martedì 6 settembre 2011, 13:39

Silvio, riprendo una della tante domande di Admin . Secondo te i piccoli organizzatori locali si rendono conto che devono crescere imprenditorialmente a 360°, pena la scomparsa delle loro corsette (che poi tanto corsette spesso non sono/erano)? Insomma, capiscono che i tempi sono cambiati e che ogni cosa (sponsor e concorrenti al via) va sudata e impone sacrifici?



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da superandyweb » martedì 6 settembre 2011, 14:43

tornando agli organizzatori di corse, in particolare l'ultima il Giro della Romagna, nel sito ufficiale oggi a due giorni dall'arrivo, c'è ancora l'ordine di arrivo del 2010, una starlist che non si scarica ma indica l'edizione di 2 anni fa, planimetria del percorso e tabella di marcia che se la scarichi è come non averla in quanto non si legge nulla...
E allora come si puo incentivare una corsa cosi???
Va bene indubbiamente gli aiuti dagli enti, sponsor, ecc... ma gli organizzatori devo aggiornarsi, facendo entrare gente giovane nelle società con idee nuove e all'avvanguardi. E non è tutta questione di soldi, ad esempio un sito funzionante ed aggiornato costa quanto uno fermo.



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 7 settembre 2011, 9:28

Salvatore77 ha scritto:Ciao Silvio,
ho la sensazione che un velocista che passa prof. ha meno problemi ad ambientarsi e cogliere risultati rispetto agli scalatori o uomini da gare di un giorno. Cosa ne pensi?
Sensazione corretta, con la modifica del calendario, molto più ricco e se vogliamo in alcuni periodi anche dispersivo, ci sono molte più opportunità. Il Kmtraggio delle gare limitato aiuta certamente anche quei corridori veloci che passano tra i prof e si trovano a competere sulle stesse distanze di quando correvano tra i dilettanti. Poi dovendo necessariamente crescere e confrontarsi con i migliori, quindi calendario WT, allora li si capiscono le vere potenzialità. Per gli scalatori la situazione è un po diversa, il ritmo in salita è diverso e necessità di un periodo di adattamento più lungo.
SM



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 7 settembre 2011, 9:33

CicloSprint ha scritto:Silvio, io ricordo nel 1989 un Giro della Provincia di Reggio Calabria che tu avevi vinto, poi rileggievano il foto-finish e assegnavano la vittoria a Adriano Baffi, tu che cosa ricordi della corsa che tu avevi vinto nel 1989 ?

Immagine
Ho un ricordo dolce amaro, prima me la diedero, e sarebbe stata la prima vittoria tra i prof, e poi me la tolsero. Il Giro della provincia di Reggio Calabria era una classica del calendario nazionale che allora si correva sulla distanza ufficiale di 240 KM, in realtà erano sempre almeno 10 in più. Però non ho mai sospettato che la giuria abbia sbagliato, con il tempo mi sono preso la rivincita sull'amico Adriano in altre occasioni. ;) ;)
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 7 settembre 2011, 9:38

endo765 ha scritto:Ciao Silvio, per te Capecchi facendo un grande giro da capitano in che posizione potrebbe piazzarsi
Difficile da dirsi, è senza dubbio un ottimo elemento che finora ha fatto vedere buone cose, che potenzialmente ha le qualità tecniche e fisiche per provarci. Non conosco la sua testa, ovvero la capacità di metabolizzare lo stress anche mentale che chi fa classifica in un grande giro deve saper sopportare e trasformare in positiva motivazione nervosa. Il tempo ci dirà se e fino a che punto potrà esserlo, per ora attendiamo fiduciosi e con pazienza.
SM



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da superandyweb » mercoledì 7 settembre 2011, 10:19

Ciao Silvio
tu sai come è nato il gesto di alzare le braccia al cielo all'arrivo per la vittoria della gara e chi fu il primo a farlo?
Guardando filmati molto vecchi, si vedono i vincitori che non alzavano le braccia al cielo, per cui dovrebbe essere un'usanza non troppo antica.
Grazie



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da galliano » mercoledì 7 settembre 2011, 11:42

Silvio Martinello ha scritto:
AntiGazza ha scritto:Buongiorno Mr Martinello ,
spesso vediamo come nei grandi giri le azioni da lontano siano scoraggiate dal fatto che dietro ci siano degli autentici squadroni che possano poi guidare inseguimenti efficaci.
Forse non casualmente quest'anno nei grandi giri le squadre erano leggermente meno forti degli anni passati per cui abbiamo assistito a grande spettacolo.

Chiedo quale potrebbe essere i pro e i contro di un eventuale riduzione degli uomini che una squadra può schierare in un grande giro , chessò passare da 9 a 7 o 6 uomini?
Alessio
Alessio buongiorno,
personalmente ritengo che il numero attuale di 9 componenti per Team sia l'ideale per un grande giro. Eventi del genere si vincono o si perdono anche grazie od a causa dei compagni di squadra, e sono appassionanti anche per questo. Concordo con lei che in mancanza di una squadra in grado di controllare la gara, la stessa possa diventare più emozionante, ma è anche vero che vedere una squadra ben amalgamata e ben diretta, sia dal capitano che dal direttore sportivo è un aspetto a mio parere molto interessante e che ha il proprio fascino.
Buona giornata.
Silvio
a mio avviso qualcosa si dovrebbe tentare. che so, l'idea di un salary cap, ad esempio, per evitare la formazione di squadroni tipo discovery channel che rendevano il tuor un dramma di noia. lo stesso dicasi per la mapei d'annata nelle classiche del nord.



CicloSprint
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da CicloSprint » mercoledì 7 settembre 2011, 12:26

Silvio,
Oggi leggo sulla "La Gazzetta dello Sport" che la presentazione del Giro d' Italia avverrà il giorno dopo il Giro di Lombardia ossia il 16 ottobre, come mai la corsa la presentano sempre in anticipo ?

perchè il Tour lo farà nella settimana prima del Giro di Lombardia ?




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