Domande a Silvio Martinello

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
alfiso

Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da alfiso » martedì 23 agosto 2011, 22:13

Apro questo 3d come se fosse conseguente alla prima risposta di Silvio Martinello ad un mio post in "Servizio Rai" e immaginando che nulla sia avvenuto in questi gg. Proporrei di evitare qua le domande esplicite sul doping in sè, soprattutto se legato a vicende personali (che ormai tutti sappiamo non portare da nessuna parte) e, se siete d'accordo, potremmo tentare di focalizzare al massimo sulle politiche antidoping (sulle regole e la loro chiarezza e condivisione), quelle che influenzano direttamente il movimento professionistico nel suo contesto più generale (ovvero entro i limiti accettati in "Dite la vostra sul ciclismo!"), ma soprattutto il movimento giovanile, che mi pare un argomento che Silvio ha a cuore. Noi tutti, mi sento di dire, non di meno. Altri argomenti affrontabili potrebbero essere:
- gare, percorsi, favoriti, ecc (argomenti prettamente agonistici)
- la Fci e l'Uci, rapporti di forza internazionali fra movimenti, l'Uci ed i suoi regolamenti
- la Fci e la promozione e tutela del movimento (scenari futuri e futuribile)
- il settore giovanile
- la pista (questa Cenerentola quando la sposiamo?) - lo so, qua è OT (attendo lumi da Admin e Silvio se concentrare le domande in unico 3d)
- ciclismo & media (non domande Rai in senso stretto)

Oserei dire di escludere da questo 3d le discussioni sulla Rai, perchè c'è già lo spazio idoneo ben affermato.
Giusto per rompere il ghiaccio, pongo i primi quesiti.

Quanto è futuribile che, come avvenuto in altre federazioni sportive ed in altri paesi, anche qui in Italia alcuni ex atleti/corridori max 50enni (non ne faccio una questione di età ma di tensione ideale) possano candidarsi al termine di questo quadriennio olimpico a dirigere la Federazione Ciclistica Italiana ed avviarne una gestione più aperta, trasparente e manageriale?
Se credi che sia futuribile, ritieni che vi siano già persone con questo skill disposte a farsi avanti?
Ritieni che il web possa essere uno strumento di promozione e confronto delle idee fra candidati e che possa far breccia nell'opinione dei delegati delle società, ovvero i grandi elettori?


Ps. se siete d'accordo potremmo mettere i quesiti in grassetto o in rosso per comodità grafica. Lasciando il normale corsivo per premesse o repliche.




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barrylyndon
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da barrylyndon » mercoledì 24 agosto 2011, 10:03

volevo chiedere a Martinello,visto che lui ha "vissuto" il gruppo dai dilettanti ai prof, quale corridore della sua generazione non ha reso secondo le aspettative, e quale altro invece l'ha sorpreso, producendo risultati aldisopra di quello che era nelle previsioni degli addetti ai lavori e sue in particolare,
saluti,Massimo


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Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 24 agosto 2011, 10:27

Buongiorno Alfiso, mi porti già su terreni delicati, ma non voglio sottrarmi. Doverosa una premessa, ma poi non ci torna più sopra. Autorizzando l’apertura di questo thread non ho posto nessuna limite ai quesiti, quindi anche la materia doping può essere affrontata, se interverrà qualcuno che vorrà usare lo spazio per innescare delle polemiche risponderò a tono, come credo di aver fatto, ribadisco, in questi gg. senza spirito bellicoso. Chiedo a te, che leggendoti mi sei sembrato certamente tra i più attenti, di segnalarmi dove ritieni sia andato sopra le righe. L’unica “durezza” che mi sono concesso è stata con Meriadoc, al quale non ho replicato ritenendolo dai ragionamenti, inarrivabile per me.
Ora provo ad entrare nel merito dei tuoi interessanti quesiti:
Dal punto di vista della fattibilità non esiste nessun freno affinché alla dirigenza della FCI si possano candidare ex atleti/corridori, e con ciò avviare una gestione più aperta, trasparente e manageriale come auspichi, tu come molti altri. Le problematiche dal punto di vista pratico a mio avviso sono comunque molte, di vario genere, e provo sinteticamente ad esporle.
1) Aspetto economico. I dirigenti di Federazione, ai vari livelli, non percepiscono, come ben sai, nessun tipo di compenso, un 50enne normalmente è ancora in una fase “produttiva” della sua vita, almeno che non sia uno che può permettersi di vivere di rendita. (personalmente non ne conosco). Come potrà dedicare il moltissimo tempo necessario alla FCI? Può sembrare un aspetto marginale, ma non lo è. Le Federazioni sono complesse da gestire, vere e proprie aziende, è paradossale che, considerando le competenze richieste, non siano previsti compensi per gli amministratori. Ti sarai chiesto come mai i dirigenti di Federazione, sono spesso soggetti in pensione o che svolgono attività che permettono di richiedere l’aspettativa, congelando provvisoriamente il loro impiego, naturalmente senza rischiare di perderlo, questa è la risposta.
2) Fatto fermo il punto precedente, un ex atleta/corridore non necessariamente un ex campione, con riconosciuto carisma e capacità manageriale, tutte da verificare successivamente comunque, dovrebbe impegnarsi, con largo anticipo, in una logorante campagna, chiamiamola “elettorale”. La definisco tra virgolette perché in realtà trattasi di una snervante ricerca di consenso, che purtroppo non si basa sui progetti che si è intenzionati a proporre, ma su quanto questi progetti andranno ad incidere sugli equilibri esistenti, locali e nazionali, e sulla “gratificazione” da garantire agli "amici" ed ai “protetti” degli amici, dopo l’elezione. Quindi, un “giovane 50 enne” con la volontà di cambiare le cose, incontrerebbe molte difficoltà, scontrandosi con logiche che di manageriale hanno praticamente nulla.
3) A mio avviso esistono comunque figure con un profilo adatto, evito però di farne i nomi, non sarebbe ne corretto ne opportuno, ma i profili adatti a mio avviso esistono, e non solo tra i tanti grandi ex con una “testa pensante”.
4) Il web è uno strumento straordinario da questo punto di vista, e con la diffusione sempre più capillare che sta avvenendo, è destinato ad averne sempre di più, sia dal punto di vista prettamente gestionale, sia dal punto di vista della divulgazione e confronto di idee e programmi.

Vorrei però non apparire solo negativo, purtroppo l’esperienza personale vissuta non mi aiuta molto in questo, ma provare a proporre una ricetta. Bisogna iniziare dal basso, dalle società, inserendo territorialmente nuovi soggetti, giovani, con la capacità di comprendere la reale necessità di cambiamento, che successivamente saranno chiamati in sede assembleare ad eleggere il nuovo Consiglio Federale, che a quel punto potrà essere eletto con logiche diverse rispetto a quelle attuali. Infatti le regole assembleari prevedono l’elezione territoriale, nei comitati provinciali, dei grandi elettori, che successivamente sono chiamati nell’assemblea nazionale ad eleggere le varie cariche nazionali, dal presidente in giù. Successivamente è quanto mai auspicabile che si vada oltre l’attuale sistema di volontariato, che al di là dell’alto valore etico e morale, e del massimo rispetto che il movimento deve ai tanti volontari che soprattutto a livello giovanile, ma non solo, sono impegnati, è anacronisticamente superato, considerando appunto le competenze richieste e le responsabilità civili e penali a cui i dirigenti sportivi sono chiamati a rispondere, e che spesso nemmeno conoscono. Evidente che questi passaggi sarebbero una totale rivoluzione rispetto alle regole attuali, un percorso non semplice da fare, ma a mio avviso necessario per sperare in un reale cambiamento di gestione. Credo di aver risposto a tutti i tuoi quesiti, dal tuo messaggio capisco che ne hai molti altri da sottoporre, non so di cosa ti occupi, ma dimostri molta preparazione nel merito delle tante questioni aperte, complimenti, il movimento per cambiare marcia ha bisogno proprio di soggetti come te.
A presto.
Silvio Martinello



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robby
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da robby » mercoledì 24 agosto 2011, 10:34

visto che ci sono una domandina la metto pure io,

posso permettermi di dare del tu?

visto e considerato che hai praticato anche moltissima pista, non credi che valga la pena valorizzare maggiormente questo settore del ciclismo? Io abito a pochi km dal bellissimo velodromo di Montichiari e qualche volta mi è capitato di pedalarci e di vedere anche belle manifestazioni (mondiali juniores dello scorso anno in particolare!)

C'è da dire che io non sono espertissimo in materia e no seguo molto bene il movimento, ma sto vedendo ultimamente buoni risultati a livello giovanile...Credo che questo potrebbe portare giovani di belle speranze anche a correre molto bene su strada, penso in particolare ad Elia Viviani

Cosa ne pensi quindi del binomio pista/strada?

Ciao e grazie


"Vai Marco, o salti tu, o salta lui...è saltato lui"
Marco Pantani, Montecampione 1998

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Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 24 agosto 2011, 10:48

barrylyndon ha scritto:volevo chiedere a Martinello,visto che lui ha "vissuto" il gruppo dai dilettanti ai prof, quale corridore della sua generazione non ha reso secondo le aspettative, e quale altro invece l'ha sorpreso, producendo risultati aldisopra di quello che era nelle previsioni degli addetti ai lavori e sue in particolare,
saluti,Massimo
Buongiorno Massimo, provo facendo appello alla mia scarsa memoria. Tra coloro che ho conosciuto come avversari tra i giovani, e che a mio avviso non sono riusciti ad esprimere nella massima categoria tutto il loro potenziale, cito Sergio Scremin e Roberto Pagnin. Sarà mica un caso che Roberto svolge a 50 anni un'intensa e vincente attività amatoriale? Capisce di aver lasciato per strada un potenziale enorme? Tra coloro invece che sono riusciti a ritagliarsi uno spazio importante nella categoria maggiore, nonostante non fosse un corridore che vinceva moltissimo tra i giovani, cito Massimo Ghirotto. Intelligenza sopra la media, punto di riferimento fondamentale in tutti i team dove ha corso, con licenza di vincere, opportunità sfruttata conquistanto corse di valore assoluto, per tanti anni elemento chiave delle Nazionali di Alfredo Martini, che ha sempre visto in lui un elemento di assoluta affidabilità. Ne ho dimenticati moltissimi, appena mi tornano in mente li cito, ma attendo anche da te qualche spunto.
Buona giornata.
Silvio Martinello.




Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 24 agosto 2011, 11:07

robby ha scritto:visto che ci sono una domandina la metto pure io,

posso permettermi di dare del tu?

visto e considerato che hai praticato anche moltissima pista, non credi che valga la pena valorizzare maggiormente questo settore del ciclismo? Io abito a pochi km dal bellissimo velodromo di Montichiari e qualche volta mi è capitato di pedalarci e di vedere anche belle manifestazioni (mondiali juniores dello scorso anno in particolare!)

C'è da dire che io non sono espertissimo in materia e no seguo molto bene il movimento, ma sto vedendo ultimamente buoni risultati a livello giovanile...Credo che questo potrebbe portare giovani di belle speranze anche a correre molto bene su strada, penso in particolare ad Elia Viviani

Cosa ne pensi quindi del binomio pista/strada?

Ciao e grazie
Diamoci del tu tranquillamente, nessun problema.
Con me Robby sfondi una porta aperta su questo punto. Mi sono sempre battuto affinchè anche da noi si iniziasse a seguire il modello anglosassone per la crescita dei nostri giovani, ma è difficile sradicare dalle loro posizioni la grande maggioranza dei tecnici che lavorano con i giovani. Nel nostro sistema si punta a fare "cassa" con i giovani, più che a pensare di farli crescere privilegiando il loro futuro, e quindi lo sviluppo delle tante abilità necessarie per competere ad alto livello. E per sviluppare le abilità necessarie, è consigliata l'attività su pista e fuoristrada aggiungo, ed esempi ne abbiamo molti tra i campioni attuali. Da noi si cerca la specializzazione, da stradista, fin dalle prime pedalate. Viviani è un elemento interessantissimo, con le qualità e la mentalità giusta per fare strada. Talenti ne abbiamo molti, anche numericamente, rispetto alle "potenze" attuali, Australia e Gran Bretagna su tutte, la differenza sta nel modello tecnico che attuiamo. Il nostro è superato da tempo con il risultato che perdiamo per strada una marea di potenziale, il loro consente di far emergere in modo netto tutte le potenzialità di cui dispongono.
Buona giornata Robby.
Silvio Martinello



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da barrylyndon » mercoledì 24 agosto 2011, 11:23

Grazie per la tempestiva risposta.
a me personalmente ha sorpreso Chiappucci,anche se non era di certo il mio corridore preferito..e' vero che non godeva di molta simpatia nel gruppo?
Seconda domanda:negli anni 70-80 lo sceriffo del gruppo veniva considerato Moser.Ai tuoi tempi ce n'era uno? e chi era, eventualmente?
terza domanda:Bugno potenzialmente poteva battere Indurain,o secondo te per il monzese non c'era proprio speranza?
Quarta domanda:tu sei stato in squadra con Cipollini ,quali differenze ,secondo te, ci sono tra lui e lo sprinter del momento,Cavendish?
scusa per la raffica di domande.
ciao Massimo..


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TIC
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da TIC » mercoledì 24 agosto 2011, 11:44

Silvio Martinello ha scritto: Tra coloro che ho conosciuto come avversari tra i giovani, e che a mio avviso non sono riusciti ad esprimere nella massima categoria tutto il loro potenziale, cito Sergio Scremin e Roberto Pagnin.
Buona giornata.
Silvio Martinello.
Pagnin era una bomba. Anch'io mi son sempre chiesto perche' non ha sfondato. Le sue corse ideali potevano essere le classiche del Nord.
Scremin ha fatto vedere cose ottime tra i dilettanti, ma Pagnin sembrava proprio il nuovo Moser.


Henry Kissinger : (Ad un summit presso il Ministero degli Esteri alla fine dell'intervento di Aldo Moro) Chi parla in questo modo non può che essere un imbroglione e non può che rappresentare un popolo di imbroglioni.

Salvatore77
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Salvatore77 » mercoledì 24 agosto 2011, 13:38

Ciao.
Io ho l'impressione che molti dilettanti ottengano risultati eccellenti perchè riescono a maturare prima o meglio riescono a bruciare le tappe di tale maturazione a scapito di una carriera professionistica che spesso si rivela breve e magra di risultati. Credo che sia colpa anche degli ingaggi, della fretta di accaparrarsi il passaggio tra i prof. e altre problematiche che ci allontanano sensibilmente dal dilettantismo.
Come si potrebbe fare per evitare di bruciare i talenti?
Si potrebbe obbligare le squadre prof (come avviene nel calcio ma nel ciclismo avviene di rado) a tenere i vivai per garantire una graduale maturazione?


1° Tour de France 2018

alfiso

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da alfiso » mercoledì 24 agosto 2011, 13:57

Silvio Martinello ha scritto:Chiedo a te di segnalarmi dove ritieni sia andato sopra le righe.
Solo sfumature Silvio, niente di sostanziale. C'è la sostanza e quello conta.
La mia unica preoccupazione era quella di non buttare il bambino (la discussione, il confronto e le idee) insieme all'acqua sporca (la foga comunicativa -> gli eccessi -> gli scazzi -> gli attacchi e offese personali).
E' stato un peccato, spero superabile e superato, perchè molti di coloro che hanno trasceso o accentuato i toni sono persone che qua dentro esprimono opinioni sincere, valide (comunque la si pensi) e tanta passione, Meriadoc compreso purtroppo. Errare è umano, ammetterlo di più, percui spero in sue scuse e dopo in un tuo ripensamento. Ma a freddo.
Il "contingentamento" dell'argomento doping è legato alle regole del forum, per quello proponevo di limitarlo agli aspetti più "politici" (che però a mio avviso contano di più allo stato) e proponevo di evitare di parlare "dei" doping e delle storie individuali. Il rischio di cadere nel dozzinale, oltretutto in un contesto di sofferenza umana individuale, è troppo grande. A me personalmente non interessano processi individuali, gossip, ecc.. Mi interessa che cambi il sistema dell'antidoping, che diventi più trasparente, meno iniquo, gestito da soggetti in terzietà al di fuori dell'Uci, e se l'Uci deve esserne parte per forza, che sia in collaborazione obbligata con una Lega dei team e con i rappresentanti delle associazioni dei corridori e degli organizzatori. La stessa terzietà che deve essere richiesta ai soggetti economici che vogliono operare come organizzatori, procuratori, ecc.. I conflitti di interesse in seno all'Uci vanno fermati perchè stanno minando alla radice la credibilità di questo sport, più del doping ed anzi la compresenza delle due cose genera inquietudini maggiori. Un efficace regolamento antidoping ridurrebbe la morbosa ricerca pruriginosa di alcuni media a ciò che è: trash, spazzatura. E nel contempo tuteleremmo gli atleti sul piano umano ed il movimento nel complesso dalle badilate di fango, di cui la sua stessa dirigenza appare in costante ed inspiegabile (apparentemente) ricerca.
Uso la metafora: trovo assurdo ed anche "immondo" accettare che due stati si facciano la guerra e poi pretendere che individualmente i soldati comandati diventino dei pacifisti. Un sistema equivoco ed iniquo (perchè lo è) non ha il diritto di additare colpe individuali, ma ti chiederò più avanti di questo in forma più organica e specifica con dettagli maggiori per l'analisi. Mi preparo il post con calma. Prima spazio agli altri.

Chiarissima l'analisi sulla Fci, società e movimento. Mi allarma quanto dici sull'evoluzione dal volontariato verso un sistema più professionale della gestione delle società, anche se capisco la necessità. Mi allarma perchè dubito vi siano le risorse necessarie, umane (tecniche) e soprattutto economiche. Forse si potrebbe fare attraverso il consorziamento delle strutture sociali, come già un po' avviene nella pista, con i tecnici ed i materiali forniti dai centri. Il rischio è quello di una ulteriore riduzione dei club attivi sul territorio e quindi la loro capillarità. Anche se sacrificare in parte la quantità alla qualità può essere un bene.
Riguardo alle candidature mi auguro veramente che qualcuna emerga a breve e che si avvii il confronto di idee sul web. Sulla remunerazione dei dirigenti federali, basterebbe credo una piccola modifica ed adeguamento dei regolamenti Coni, che preveda la remunerazione degli stessi, a prescindere che siano dipendenti Coni o dipendenti di altra azienda in aspettativa. Lo so, non è cosa immediata.
Ultima modifica di alfiso il mercoledì 24 agosto 2011, 14:49, modificato 1 volta in totale.



Pat McQuaid
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Pat McQuaid » mercoledì 24 agosto 2011, 14:12

Ma lasciamolo in pace sto Silvio Martinello...non è che iniziamo un po a rompergli le scatole?????


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Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 24 agosto 2011, 15:13

barrylyndon ha scritto:Grazie per la tempestiva risposta.
a me personalmente ha sorpreso Chiappucci,anche se non era di certo il mio corridore preferito..e' vero che non godeva di molta simpatia nel gruppo?
Seconda domanda:negli anni 70-80 lo sceriffo del gruppo veniva considerato Moser.Ai tuoi tempi ce n'era uno? e chi era, eventualmente?
terza domanda:Bugno potenzialmente poteva battere Indurain,o secondo te per il monzese non c'era proprio speranza?
Quarta domanda:tu sei stato in squadra con Cipollini ,quali differenze ,secondo te, ci sono tra lui e lo sprinter del momento,Cavendish?
scusa per la raffica di domande.
ciao Massimo..
Claudio aveva i suoi pregi ed i suoi difetti, come tutti noi, ad alcuni piaceva ad altri meno, personalmente l'ho sempre trovato un ragazzo piacevole. Credo abbia raccolto quello che i suoi mezzi gli permisero. Grande combattente, la perla del Sestriere, più dei piazzamenti al Tour ed al Giro, per me rimane straordinaria.
Io passai tra i professionisti nel 1986, Francesco era lo Sceriffo, unico ed irripetibile, l'ultimo vero "capo" del gruppo ritengo sia stato Moreno Argentin, poi sono iniziati gli anni in cui passavano 60 corridori l'anno nel gruppo, ed altrettanti smettevano, i punti di riferimento piano piano sono scomparsi.
Potenzialmente Gianni, a mio avviso poteva battere Indurain, il motivo per cui non ci riuscì, almeno in un grande giro, riamane per me un mistero. Comunque Gianni uno dei più grandi che io abbia conosciuto, classe abbinata a qualità straordinarie.
Tra Cipollini e Cavendish, per ora le differenze sono l'albo d'oro. Quello di Mario ben più ricco, Mark ha tutto il tempo per raggiungerlo e, forse, migliorarlo. Con Mark non ci ho corso, con Mario si, e devo dire con estrema franchezza che madre natura gli regalò doti non comuni, che lui ha sfruttato, ma a mio parere, non appieno.
Ciao
Silvio



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 24 agosto 2011, 15:21

Salvatore77 ha scritto:Ciao.
Io ho l'impressione che molti dilettanti ottengano risultati eccellenti perchè riescono a maturare prima o meglio riescono a bruciare le tappe di tale maturazione a scapito di una carriera professionistica che spesso si rivela breve e magra di risultati. Credo che sia colpa anche degli ingaggi, della fretta di accaparrarsi il passaggio tra i prof. e altre problematiche che ci allontanano sensibilmente dal dilettantismo.
Come si potrebbe fare per evitare di bruciare i talenti?
Si potrebbe obbligare le squadre prof (come avviene nel calcio ma nel ciclismo avviene di rado) a tenere i vivai per garantire una graduale maturazione?
Ciao Salvatore,
Concordo pienamente su ogni punto, io amo dire che da noi nelle categorie giovanili, si punta a fare "cassa", invece di instradarli nel modo giusto, quindi sfruttare tutto ciò che possono dare, senza pensare che il passaggio al professionismo è un nuovo punto di partenza e non un punto d'arrivo. Obbligare i team prof alla politica del vivaio è un'idea, di loro interesse primario tra l'altro, ma gli squadroni che primeggiano tra i dilettanti? Sono sicuro non sarebbero d'accordo.



Winter
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 24 agosto 2011, 15:31

Silvio Martinello ha scritto:
Salvatore77 ha scritto:Ciao.
Io ho l'impressione che molti dilettanti ottengano risultati eccellenti perchè riescono a maturare prima o meglio riescono a bruciare le tappe di tale maturazione a scapito di una carriera professionistica che spesso si rivela breve e magra di risultati. Credo che sia colpa anche degli ingaggi, della fretta di accaparrarsi il passaggio tra i prof. e altre problematiche che ci allontanano sensibilmente dal dilettantismo.
Come si potrebbe fare per evitare di bruciare i talenti?
Si potrebbe obbligare le squadre prof (come avviene nel calcio ma nel ciclismo avviene di rado) a tenere i vivai per garantire una graduale maturazione?
Ciao Salvatore,
Concordo pienamente su ogni punto, io amo dire che da noi nelle categorie giovanili, si punta a fare "cassa", invece di instradarli nel modo giusto, quindi sfruttare tutto ciò che possono dare, senza pensare che il passaggio al professionismo è un nuovo punto di partenza e non un punto d'arrivo. Obbligare i team prof alla politica del vivaio è un'idea, di loro interesse primario tra l'altro, ma gli squadroni che primeggiano tra i dilettanti? Sono sicuro non sarebbero d'accordo.
ma perche' all'estero ci riescono e noi no ?
Garmin - Radio Shack - Rabobank - Omega Pharma - Quick Step - FDj (è di questi giorni l'accordo con il team U Nantes) - Europcar - Saur - Ag2r - Euskaltel han tutte un team dilettantistico o alcune addirittura juniores
Non penso che sia una questione solo di soldi



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 24 agosto 2011, 15:52

alfiso ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto:Chiedo a te di segnalarmi dove ritieni sia andato sopra le righe.
Solo sfumature Silvio, niente di sostanziale. C'è la sostanza e quello conta.
La mia unica preoccupazione era quella di non buttare il bambino (la discussione, il confronto e le idee) insieme all'acqua sporca (la foga comunicativa -> gli eccessi -> gli scazzi -> gli attacchi e offese personali).
E' stato un peccato, spero superabile e superato, perchè molti di coloro che hanno trasceso o accentuato i toni sono persone che qua dentro esprimono opinioni sincere, valide (comunque la si pensi) e tanta passione, Meriadoc compreso purtroppo. Errare è umano, ammetterlo di più, percui spero in sue scuse e dopo in un tuo ripensamento. Ma a freddo.
Il "contingentamento" dell'argomento doping è legato alle regole del forum, per quello proponevo di limitarlo agli aspetti più "politici" (che però a mio avviso contano di più allo stato) e proponevo di evitare di parlare "dei" doping e delle storie individuali. Il rischio di cadere nel dozzinale, oltretutto in un contesto di sofferenza umana individuale, è troppo grande. A me personalmente non interessano processi individuali, gossip, ecc.. Mi interessa che cambi il sistema dell'antidoping, che diventi più trasparente, meno iniquo, gestito da soggetti in terzietà al di fuori dell'Uci, e se l'Uci deve esserne parte per forza, che sia in collaborazione obbligata con una Lega dei team e con i rappresentanti delle associazioni dei corridori e degli organizzatori. La stessa terzietà che deve essere richiesta ai soggetti economici che vogliono operare come organizzatori, procuratori, ecc.. I conflitti di interesse in seno all'Uci vanno fermati perchè stanno minando alla radice la credibilità di questo sport, più del doping ed anzi la compresenza delle due cose genera inquietudini maggiori. Un efficace regolamento antidoping ridurrebbe la morbosa ricerca pruriginosa di alcuni media a ciò che è: trash, spazzatura. E nel contempo tuteleremmo gli atleti sul piano umano ed il movimento nel complesso dalle badilate di fango, di cui la sua stessa dirigenza appare in costante ed inspiegabile (apparentemente) ricerca.
Uso la metafora: trovo assurdo ed anche "immondo" accettare che due stati si facciano la guerra e poi pretendere che individualmente i soldati comandati diventino dei pacifisti. Un sistema equivoco ed iniquo (perchè lo è) non ha il diritto di additare colpe individuali, ma ti chiederò più avanti di questo in forma più organica e specifica con dettagli maggiori per l'analisi. Mi preparo il post con calma. Prima spazio agli altri.

Chiarissima l'analisi sulla Fci, società e movimento. Mi allarma quanto dici sull'evoluzione dal volontariato verso un sistema più professionale della gestione delle società, anche se capisco la necessità. Mi allarma perchè dubito vi siano le risorse necessarie, umane (tecniche) e soprattutto economiche. Forse si potrebbe fare attraverso il consorziamento delle strutture sociali, come già un po' avviene nella pista, con i tecnici ed i materiali forniti dai centri. Il rischio è quello di una ulteriore riduzione dei club attivi sul territorio e quindi la loro capillarità. Anche se sacrificare in parte la quantità alla qualità può essere un bene.
Riguardo alle candidature mi auguro veramente che qualcuna emerga a breve e che si avvii il confronto di idee sul web. Sulla remunerazione dei dirigenti federali, basterebbe credo una piccola modifica ed adeguamento dei regolamenti Coni, che preveda la remunerazione degli stessi, a prescindere che siano dipendenti Coni o dipendenti di altra azienda in aspettativa. Lo so, non è cosa immediata.
Comprendo i timori, ma se non si inizia continueremo a pardere terreno, e si troveranno sempre meno giovani disposti a sacrificare tempo ed affetti alla causa. Il volontariato è fondamentale, è il perno principale su sui è impostato il sistema sportivo italiano, che tanti successi ha regalato, ma sta mostrando tutti i suoi limiti. Dobbiamo prendere dall'attuale sistema organizzativo quello che ancora può essere utile, e migliorare tutto il resto. Quanti ex corridori escono dall'ambiente dopo aver esaurito le loro parentesi agonistiche? E non mi riferisco solo ad ex professionisti, quelli sono i meno numerosi, pensa a quanti, e sono tanti, terminano nelle categorie giovanili, allievi, juniores, under. Perchè non tentiamo di mantenerli nell'ambiente, ad occuparsi dei giovani a loro volta, ad appassionarsi di tematiche politico sportive, in questo modo ci garantiremo anche il tanto auspicato ricambio generazionale dirigenziale ad ogni livello, molto lento nei suoi processi di rinnovamento, e potremmo finalmente avere dirigenti mentalmente al passo con i tempi.
Io ho sempre pensato che le risorse a fronte di progetti validi si trovano, e rimango fortemente convinto di ciò, a maggior ragione in un'epoca di stagnazione economica come l'attuale.
Tema sistema antidoping, concordo con te su ogni punto, il passaporto biologico a mio parere è lo strumento ideale per avere uno sport credibile, il limite è che viene gestito dall'UCI, ed il sospetto che sia usato strumentalmente è purtroppo elevato, rischiando con ciò di vanificare l'efficace strumento.
A risentirci.
Silvio



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » mercoledì 24 agosto 2011, 16:47

Ciao Salvatore,
Concordo pienamente su ogni punto, io amo dire che da noi nelle categorie giovanili, si punta a fare "cassa", invece di instradarli nel modo giusto, quindi sfruttare tutto ciò che possono dare, senza pensare che il passaggio al professionismo è un nuovo punto di partenza e non un punto d'arrivo. Obbligare i team prof alla politica del vivaio è un'idea, di loro interesse primario tra l'altro, ma gli squadroni che primeggiano tra i dilettanti? Sono sicuro non sarebbero d'accordo.[/quote]
ma perche' all'estero ci riescono e noi no ?
Garmin - Radio Shack - Rabobank - Omega Pharma - Quick Step - FDj (è di questi giorni l'accordo con il team U Nantes) - Europcar - Saur - Ag2r - Euskaltel han tutte un team dilettantistico o alcune addirittura juniores
Non penso che sia una questione solo di soldi[/quote]

All'estero ci riescono eccome, si sono adeguati alle nuove regole inserite da tempo. Le squadre giovanili dei team citati, sono gestite direttamente o tramite soggetti terzi, monitorando tutti i vari aspetti necessari a fare delle scelte "sicure" al momento del passaggio al professionismo, privilegiando questo fine ultimo, e non la ricerca del bottino più ricco possibile in ambito giovanile. Il nostro sistema organizzativo, non si è ancora adeguato. Aveva iniziato la Mapei giovani, ricorderai, ma poi tutto finì al termine della loro permanenza tra i prof, e da allora non si è più mosso nulla. Le tanto criminalizzate squadre continental (non a torto debbo dire, ci sono delle situazioni da panico in giro), dovevano servire, come servono negli esempi che hai portato, proprio a questo. Questo passo potrebbero, ed a mio parere dovrebbero, farlo i grossi team dilettantistici, ma poi come farebbero a garantire le 50/60/70 vittorie l'anno ai loro sponsor? Con questi obiettivi, meglio rimanere a fare attività dilettantistica. Fino a quando gli è permesso, come biasimarli.



Salvatore77
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Salvatore77 » mercoledì 24 agosto 2011, 18:15

Silvio Martinello ha scritto: Tra Cipollini e Cavendish, per ora le differenze sono l'albo d'oro. Quello di Mario ben più ricco, Mark ha tutto il tempo per raggiungerlo e, forse, migliorarlo. Con Mark non ci ho corso, con Mario si, e devo dire con estrema franchezza che madre natura gli regalò doti non comuni, che lui ha sfruttato, ma a mio parere, non appieno.
Ciao
Silvio
Mario da giovane era un bel passita, se ricordo faceva anche la crono 4x70 da juniores e da dilettante partecipò a mondiali e/o olimpiadi su percorsi non propriamente piatti. alla fine ci ha messo una dozzina di anni per vincere la Sanremo e oltre le Gand, avrebbe sicuramente puntare alle campagne del nord con più decisione, magari saltando qualche grande giro.
Anch'io credo che aveva le potenzialità per raccogliere di più, forse qualche sponsor magari preferiva più foto a braccia alzate al Giro e tour che in una classica.


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Subsonico
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Subsonico » mercoledì 24 agosto 2011, 18:38

Silvio Martinello ha scritto:Ciao Salvatore,
Concordo pienamente su ogni punto, io amo dire che da noi nelle categorie giovanili, si punta a fare "cassa", invece di instradarli nel modo giusto, quindi sfruttare tutto ciò che possono dare, senza pensare che il passaggio al professionismo è un nuovo punto di partenza e non un punto d'arrivo. Obbligare i team prof alla politica del vivaio è un'idea, di loro interesse primario tra l'altro, ma gli squadroni che primeggiano tra i dilettanti? Sono sicuro non sarebbero d'accordo.
ma perche' all'estero ci riescono e noi no ?
Garmin - Radio Shack - Rabobank - Omega Pharma - Quick Step - FDj (è di questi giorni l'accordo con il team U Nantes) - Europcar - Saur - Ag2r - Euskaltel han tutte un team dilettantistico o alcune addirittura juniores
Non penso che sia una questione solo di soldi[/quote]

All'estero ci riescono eccome, si sono adeguati alle nuove regole inserite da tempo. Le squadre giovanili dei team citati, sono gestite direttamente o tramite soggetti terzi, monitorando tutti i vari aspetti necessari a fare delle scelte "sicure" al momento del passaggio al professionismo, privilegiando questo fine ultimo, e non la ricerca del bottino più ricco possibile in ambito giovanile. Il nostro sistema organizzativo, non si è ancora adeguato. Aveva iniziato la Mapei giovani, ricorderai, ma poi tutto finì al termine della loro permanenza tra i prof, e da allora non si è più mosso nulla. Le tanto criminalizzate squadre continental (non a torto debbo dire, ci sono delle situazioni da panico in giro), dovevano servire, come servono negli esempi che hai portato, proprio a questo. Questo passo potrebbero, ed a mio parere dovrebbero, farlo i grossi team dilettantistici, ma poi come farebbero a garantire le 50/60/70 vittorie l'anno ai loro sponsor? Con questi obiettivi, meglio rimanere a fare attività dilettantistica. Fino a quando gli è permesso, come biasimarli.[/quote]

a tal proposito:
http://www.cicloweb.it/news/2011/08/11/ ... -2012.html


VINCITORE DEL FANTATOUR 2016 SUL CAMPO: certe fantaclassifiche verranno riscritte...

"Stufano è un Peter Sagan che ha smesso di sognare (E.Vittone) "

Mont Ventoux
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Mont Ventoux » mercoledì 24 agosto 2011, 21:43

Approfitto della competenza di Silvio Martinello per avere uno scambio di opinioni sul Tour corso da Contador e più in generale sulla questione di correre due grandi giri all'anno con ambizioni di vittoria o di classifica in entrambi (nel senso di correrne due consecutivi però, Giro e Tour o Tour e Vuelta. Giro e Vuelta è chiaramente più semplice perchè c'è parecchia distanza temporale fra le due corse e anche perchè nessuna delle due è esigente e competitiva come il Tour)
Non vorrei infatti che il tentativo fatto da Contador quest'anno, riuscito solo a metà e comunque nella sua parte più semplice, scoraggiasse definitivamente chi in futuro volesse impegnarsi nell'ambizioso tentativo. Contador per primo, tanto più che tutti gli altri potrebbero pensare che se non c'è riuscito il più forte si tratta davvero di utopia.

E mi sembra fra l'altro che Contador stesso abbia dichiarato di non voler più correre il Giro, visto che un corridore del suo calibro non può permettersi di non arrivare al Tour al meglio delle proprie possibilità, come è successo quest'anno.

Personalmente, infatti, sono del parere che programmando la stagione fin dall'inverno (Contador come sappiamo ha improvvisato invece un pò la doppia presenza a causa dell'incognita squalifica) sia possibile, ovviamente per una cerchia ristretta di campioni da gare a tappe dotati di grandi doti da fondisti, correre due grandi giri consecutivi.
Contador è arrivato al Giro e ha corso il Giro con una condizione fisica assolutamente perfetta. Col senno di poi possiamo dire benissimo che non ne valeva la pena, e che gli sarebbe bastato essere un Contador al 90% per vincere comunque, che tanta brillantezza fosse sprecata considerando la superiorità disarmante sugli avversari. Ma insomma, con una programmazione più oculata del picco di forma, gestendo meglio le energie, non cercando ovvaimente di vincere già in primavera, è davvero inconcepibile pensare come per un fenomeno come Contador sia impossibile vincere Giro e Tour nello stesso anno (o anche Tour e Vuelta)
Fra l'altro il suo Tour è stato nettamente segnato dal ritardo che ha accumulato nella prima tappa, un handicap causato dalla sfortuna che unito alla forma non eccezionale ha impedito che potesse lottare per la vittoria. Eppure, se non fosse stato per la crisi negli ultimi km del Galibier, sul podio ci arrivava comunque insomma, come minimo proprio..

Io credo che questo sport sarebbe sicuramente più credibile se per i migliori fosse normale correre due grandi giri ogni anno. Adesso come adesso non si potrà certo fare una colpa a Contador se rinuncerà a correre il Giro i prossimi anni (se i suoi rivali non facessero altrettanto, almeno) ma mi chiedo anche se per un corridore del calibro di A. Schleck non sia preferibile incominciare a vincere un grande giro, anche se non si trattasse del Tour, piuttosto che continuare ad inanellare dei posti d'onore a Parigi (e con un Contador al meglio è destinato a battere il recordi di Zotemelk senza alcun dubbio..)
E mi chiedo anche, infine, cosa avrebbe aggiunto alla carriera di Contador un'altra stagione vissuta tutta in funzione del Tour, come il 2009 ed il 2010. Lo avrebbe rivinto sicuramente, ma non è stato molto meglio aver fatto l'esperienza del doppio impegno.
Non è molto più apprezzabile e meritevole dell'onore delle armi un Contador che esce sconfitto dal Tour dopo aver tirato fuori l'orgoglio del campione battuto (come ha fatto nella memorabile tappa dell'Alpe d'Huez) piutosto che il Contador che programma a puntino la vittoria con la certezza di conseguirla?
Non sarebbe molto più appassionante il ciclismo se ci fosse questo tipo di parità di impegni per tutti i protagonisti?



Edone
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Edone » mercoledì 24 agosto 2011, 22:06

Volevo chiedere a Silvio Martinello in qualità di opnionista Rai ( per il quale mi complimento per la sua semplicità nelle spiegazioni e per la puntualità nei suoi interventi anche in questo forum) i motivi per il quale la Rai dal 2002 non trasmette più la Vuelta; sapevo in passato di problemi con la tv di stato spagnola per una questioni di diritti che sono poi finiti in esclusiva ad Eurosport che però dovrebbero terminare per quanto ne so io con questa edizione. La riavremo in Rai dal 2012? Infine per l'edizione 2011 sono previste rubriche o servizi oltre a Radio corsa? Grazie Saluti.
Edoardo



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lanzillotta
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da lanzillotta » giovedì 25 agosto 2011, 3:43

povero Silvio..lo state stressando..:lol:


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Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » venerdì 26 agosto 2011, 9:22

Salvatore77 ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto: Tra Cipollini e Cavendish, per ora le differenze sono l'albo d'oro. Quello di Mario ben più ricco, Mark ha tutto il tempo per raggiungerlo e, forse, migliorarlo. Con Mark non ci ho corso, con Mario si, e devo dire con estrema franchezza che madre natura gli regalò doti non comuni, che lui ha sfruttato, ma a mio parere, non appieno.
Ciao
Silvio
Mario da giovane era un bel passita, se ricordo faceva anche la crono 4x70 da juniores e da dilettante partecipò a mondiali e/o olimpiadi su percorsi non propriamente piatti. alla fine ci ha messo una dozzina di anni per vincere la Sanremo e oltre le Gand, avrebbe sicuramente puntare alle campagne del nord con più decisione, magari saltando qualche grande giro.
Anch'io credo che aveva le potenzialità per raccogliere di più, forse qualche sponsor magari preferiva più foto a braccia alzate al Giro e tour che in una classica.
Eccomi di nuovo qui dopo la pausa GP di Carnago.
Mario aveva un enorme potenziale, ma semplicemente si accontantava di quello che otteneva, che non era comunque poco, anzi.
Ciao.
Silvio



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » venerdì 26 agosto 2011, 9:42

Mont Ventoux ha scritto:Approfitto della competenza di Silvio Martinello per avere uno scambio di opinioni sul Tour corso da Contador e più in generale sulla questione di correre due grandi giri all'anno con ambizioni di vittoria o di classifica in entrambi (nel senso di correrne due consecutivi però, Giro e Tour o Tour e Vuelta. Giro e Vuelta è chiaramente più semplice perchè c'è parecchia distanza temporale fra le due corse e anche perchè nessuna delle due è esigente e competitiva come il Tour)
Non vorrei infatti che il tentativo fatto da Contador quest'anno, riuscito solo a metà e comunque nella sua parte più semplice, scoraggiasse definitivamente chi in futuro volesse impegnarsi nell'ambizioso tentativo. Contador per primo, tanto più che tutti gli altri potrebbero pensare che se non c'è riuscito il più forte si tratta davvero di utopia.

E mi sembra fra l'altro che Contador stesso abbia dichiarato di non voler più correre il Giro, visto che un corridore del suo calibro non può permettersi di non arrivare al Tour al meglio delle proprie possibilità, come è successo quest'anno.

Personalmente, infatti, sono del parere che programmando la stagione fin dall'inverno (Contador come sappiamo ha improvvisato invece un pò la doppia presenza a causa dell'incognita squalifica) sia possibile, ovviamente per una cerchia ristretta di campioni da gare a tappe dotati di grandi doti da fondisti, correre due grandi giri consecutivi.
Contador è arrivato al Giro e ha corso il Giro con una condizione fisica assolutamente perfetta. Col senno di poi possiamo dire benissimo che non ne valeva la pena, e che gli sarebbe bastato essere un Contador al 90% per vincere comunque, che tanta brillantezza fosse sprecata considerando la superiorità disarmante sugli avversari. Ma insomma, con una programmazione più oculata del picco di forma, gestendo meglio le energie, non cercando ovvaimente di vincere già in primavera, è davvero inconcepibile pensare come per un fenomeno come Contador sia impossibile vincere Giro e Tour nello stesso anno (o anche Tour e Vuelta)
Fra l'altro il suo Tour è stato nettamente segnato dal ritardo che ha accumulato nella prima tappa, un handicap causato dalla sfortuna che unito alla forma non eccezionale ha impedito che potesse lottare per la vittoria. Eppure, se non fosse stato per la crisi negli ultimi km del Galibier, sul podio ci arrivava comunque insomma, come minimo proprio..

Io credo che questo sport sarebbe sicuramente più credibile se per i migliori fosse normale correre due grandi giri ogni anno. Adesso come adesso non si potrà certo fare una colpa a Contador se rinuncerà a correre il Giro i prossimi anni (se i suoi rivali non facessero altrettanto, almeno) ma mi chiedo anche se per un corridore del calibro di A. Schleck non sia preferibile incominciare a vincere un grande giro, anche se non si trattasse del Tour, piuttosto che continuare ad inanellare dei posti d'onore a Parigi (e con un Contador al meglio è destinato a battere il recordi di Zotemelk senza alcun dubbio..)
E mi chiedo anche, infine, cosa avrebbe aggiunto alla carriera di Contador un'altra stagione vissuta tutta in funzione del Tour, come il 2009 ed il 2010. Lo avrebbe rivinto sicuramente, ma non è stato molto meglio aver fatto l'esperienza del doppio impegno.
Non è molto più apprezzabile e meritevole dell'onore delle armi un Contador che esce sconfitto dal Tour dopo aver tirato fuori l'orgoglio del campione battuto (come ha fatto nella memorabile tappa dell'Alpe d'Huez) piutosto che il Contador che programma a puntino la vittoria con la certezza di conseguirla?
Non sarebbe molto più appassionante il ciclismo se ci fosse questo tipo di parità di impegni per tutti i protagonisti?
Condivido al tua analisi, Contador ha il potenziale per vincere Giro e Tour nella stessa stagione, indubbiamente. L'esperienza di quest'anno è certamente condizionata dall'incertezza conseguente al giudizio che lo attende, ma ha i mezzi per riprovarci con molte probabilità di successo, anche se non è impresa semplice, nemmeno per un fuoriclasse come lui.
Non ne vedo altri per ora in grado di provarci.
Pensare di "obbligare" i migliori a correre due grandi giri ogni anno, francamente mi sembra molto complicato, non solo dal punto di vista normativo, ma anche dal punto di vista fisico. La possibilità di farlo esiste, ma un conto è schierarsi alla partenza con l'intento di fare classifica, un conto partire per allenarsi, cosa molto più agevole. Lo stress che un uomo di classifica deve sopportare in una grande corsa a tappe, non è solo fisico, quello lo soffrono tutti, anche i velocisti che nelle tappe di montagna arrivano a 30/40 minuti, ma soprattutto quello mentale. Lottare quotidianamente per rimanere davanti, per non cadere, per non farsi sorprendere e così via, è molto stressante, pertanto pretendere dai corridori, anche se campioni, che ogni anno partecipino a 2 grandi giri con l'obiettivo di fare classifica è pura utopia.
A.Schleck a mio avviso non ha le potenzialità per tentare l'accoppiata, almeno per ora, ma dubito potrà provarci, almeno di situazioni particolarmente favorevoli che gli si dovessero presentare.
Concordo sul fatto che all'immagine di Contador abbia dato di più la grande tappa dell'Alpe d'Huez che un piazzamento sul podio di Parigi, nell'occasione ha fatto un'azione da applausi, anche se ha nuovamente fatto vedere che dal punto di vista della gestione della gara ha notevoli margini di miglioramento ancora, infatti capita ormai troppo spesso che arrivi nel finale in riserva, pagando un prezzo altissimo in termini di risultati.
In questo ambito deve migliorare ancora molto, e se e quando riuscirà a farlo, temo che sarà notte fonda per tutti.
Silvio



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » venerdì 26 agosto 2011, 9:46

Edone ha scritto:Volevo chiedere a Silvio Martinello in qualità di opnionista Rai ( per il quale mi complimento per la sua semplicità nelle spiegazioni e per la puntualità nei suoi interventi anche in questo forum) i motivi per il quale la Rai dal 2002 non trasmette più la Vuelta; sapevo in passato di problemi con la tv di stato spagnola per una questioni di diritti che sono poi finiti in esclusiva ad Eurosport che però dovrebbero terminare per quanto ne so io con questa edizione. La riavremo in Rai dal 2012? Infine per l'edizione 2011 sono previste rubriche o servizi oltre a Radio corsa? Grazie Saluti.
Edoardo

Edone ti ringrazio per i complimenti.
La Rai non trasmette la Vuelta semplicemente perchè non ne ha i diritti. Non sono a conoscenza di quando la Rai riavrà la possibilità di trattare nuovamente l'evento, e se, nel caso, deciderà di farlo, sono scelte dirigenziali come puoi immaginare, ma vedendo il trattamento che la Rai sta riservando al ciclismo, io al tuo posto sarei ottimista. Non mi risulta che siano previste altre rubriche oltre a Radio Corsa, che rimane ad ogni modo un contenitore dove si parla di ciclismo a 360 gradi, quindi completo e, mi permetto, ben fatto.
Ciao.
Silvio



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da barrylyndon » venerdì 26 agosto 2011, 10:08

Silvio Martinello ha scritto:
Concordo sul fatto che all'immagine di Contador abbia dato di più la grande tappa dell'Alpe d'Huez che un piazzamento sul podio di Parigi, nell'occasione ha fatto un'azione da applausi, anche se ha nuovamente fatto vedere che dal punto di vista della gestione della gara ha notevoli margini di miglioramento ancora, infatti capita ormai troppo spesso che arrivi nel finale in riserva, pagando un prezzo altissimo in termini di risultati.
In questo ambito deve migliorare ancora molto, e se e quando riuscirà a farlo, temo che sarà notte fonda per tutti.
Silvio
Ciao Silvio.
ho evidenziato questo tuo pensiero e da esso ne traggo una domanda per te.
Prima di questo tour,Contador non e' mai stato attaccato prima dell'ultima erta o degli ultimi km.
Lo si e' portato in carrozza sino in prossimita' del traguardo e poi lui....bang.con il suo scatto secco( che come violenza trovo paragoni solo con Pantani), annichiliva la concorrenza.
Lasciamo stare il Giro d'Italia di quest'anno,ove era nettamente superiore e forse tatticamente nessuna delle squadre avversarie poteva disporre di alternative valide per mettere alla frusta Contador e compagni,ma al tour 2009 i 2 fratelloni,sempre se ricordo bene, si limitavano a restare con lui fino all'ultima salita per poi giocarsela(spesso perdendo) negli ultimi km.
Lo scatto di Andy Schleck a 60 km dell'arrivo del Galibier potrebbe aver "inaugurato" un nuovo modo per contrastare lo strapotere dello spagnolo?
anche alla luce del tuo pensiero sopra evidenziato.
ciao e grazie..


beppesaronni ha scritto:
Giocati 10 euro facilissimi per Milano passaggio del turno
http://www.sportando.com/it/italia/seri ... detto.html

Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » venerdì 26 agosto 2011, 10:21

barrylyndon ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto:
Concordo sul fatto che all'immagine di Contador abbia dato di più la grande tappa dell'Alpe d'Huez che un piazzamento sul podio di Parigi, nell'occasione ha fatto un'azione da applausi, anche se ha nuovamente fatto vedere che dal punto di vista della gestione della gara ha notevoli margini di miglioramento ancora, infatti capita ormai troppo spesso che arrivi nel finale in riserva, pagando un prezzo altissimo in termini di risultati.
In questo ambito deve migliorare ancora molto, e se e quando riuscirà a farlo, temo che sarà notte fonda per tutti.
Silvio
Ciao Silvio.
ho evidenziato questo tuo pensiero e da esso ne traggo una domanda per te.
Prima di questo tour,Contador non e' mai stato attaccato prima dell'ultima erta o degli ultimi km.
Lo si e' portato in carrozza sino in prossimita' del traguardo e poi lui....bang.con il suo scatto secco( che come violenza trovo paragoni solo con Pantani), annichiliva la concorrenza.
Lasciamo stare il Giro d'Italia di quest'anno,ove era nettamente superiore e forse tatticamente nessuna delle squadre avversarie poteva disporre di alternative valide per mettere alla frusta Contador e compagni,ma al tour 2009 i 2 fratelloni,sempre se ricordo bene, si limitavano a restare con lui fino all'ultima salita per poi giocarsela(spesso perdendo) negli ultimi km.
Lo scatto di Andy Schleck a 60 km dell'arrivo del Galibier potrebbe aver "inaugurato" un nuovo modo per contrastare lo strapotere dello spagnolo?
anche alla luce del tuo pensiero sopra evidenziato.
ciao e grazie..
L'azione di A.S. nella tappa del Galibier, è stata un 'altra perla del Tour 2011, non so se abbia "inaugurato" un nuovo modo per contrastare lo spagnolo, è un'azione che si è sviluppata perchè esistevano le condizioni, una su tutte, nessuno dei grandi protagonisti era supportato da una squadra in grado di gestire situazioni del genere. Nell'occasione ricorderai che Evans si assunse la responsabilità di tenere sotto controllo il Schleck, limitando i danni, e preparandosi con ciò il terreno per la vittoria finale. La spettacolarità dell'ultimo Tour, è nata dal grande equilibrio regnato fino alla fine e dalla mancanza di una squadra in grado di controllare la gara nelle tappe di alta montagna. Ecco che i grandi sono stati chiamati allo sconro frontale, che ha reso l'ultima settimana di una spettacolarità eccezionale.
Ciao.
S.



marc
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da marc » venerdì 26 agosto 2011, 12:37

Salvatore77 ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto: Tra Cipollini e Cavendish, per ora le differenze sono l'albo d'oro. Quello di Mario ben più ricco, Mark ha tutto il tempo per raggiungerlo e, forse, migliorarlo. Con Mark non ci ho corso, con Mario si, e devo dire con estrema franchezza che madre natura gli regalò doti non comuni, che lui ha sfruttato, ma a mio parere, non appieno.
Ciao
Silvio
Mario da giovane era un bel passita, se ricordo faceva anche la crono 4x70 da juniores e da dilettante partecipò a mondiali e/o olimpiadi su percorsi non propriamente piatti. alla fine ci ha messo una dozzina di anni per vincere la Sanremo e oltre le Gand, avrebbe sicuramente puntare alle campagne del nord con più decisione, magari saltando qualche grande giro.
Anch'io credo che aveva le potenzialità per raccogliere di più, forse qualche sponsor magari preferiva più foto a braccia alzate al Giro e tour che in una classica.

aggiungo che forse più che gli sponsor contava la scelta di Cipollini stesso: non ha mai digerito le classiche del pavè (la Gand lo è solo in parte)...una volta disse che quello sul pavè non era ciclismo, o una cosa del genere. Peccato perchè ricordo un suo piazzamento nei primi 10 al Fiandre, avrebbe avuto tutto le qualità per vincere la classica dei Muri e la Roubaix...ha vinto sì un Mondiale, ma è stato il più brutto che io ricordi, una noia mortale che neanche la Sanremo di Cavendish nel 2009 è riuscita ad avvicinarlo quanto a sbadigli...di tutt'altro spessore, per esempio, il Mondiale vinto da Boonen, corridore simile per carattestiche fisiche a Cipollini


perché per me il ciclismo non è ancora una passione onanistica, ma è un pezzo di cultura popolare e familiare.

CicloSprint
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da CicloSprint » venerdì 26 agosto 2011, 12:52

Caro Silvio,
Nei tuoi anni da pro', chi era il velocista più forte sulle montagne ?



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GiboSimoni
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da GiboSimoni » venerdì 26 agosto 2011, 13:27

Ciao Silvio, mi permetto di darti del tu e di rivolgerti una domanda.

Ormai da qualche anno a questa parte il ciclismo italiano sta vivendo un periodo piuttosto scarso, sopratutto dal punto di vista dei risultati, nelle corse a tappe siamo aggrappati a Basso-Scarponi e Nibali i primi due in un'età non verdissima e non in grado di battere i Contador o A.Schleck il secondo è il più giovane e forse in futuro potrebbe anche batterli quei due, nelle classiche siamo affidati a Visconti, Pozzato, Cunego tre corridori che deludono da secoli ormai e che sinceramente affidargli il compito di tenere alta la bandiera nelle corse adatte a loro è troppo, negli altri campi lo stesso non siamo messi bene e pensare che fino a qualche anno fa avevamo una marea di corridori forti: Bettini, Di Luca, Rebellin, nelle classiche più altri nelle corse a tappe ecc, ora sembrerebbe ci siano dei giovani italiani sparsi qua e là nelle squadre più o meno importanti, ma bisogna dare il tempo che acquisiscano consapevolezza nei propri mezzi e sopratutto esperienza, ecco quello che ti chiedo è questo: a cosa è dovuta la crisi del ciclismo italiano? quanto è profonda la crisi? quando si ricomincierà a essere la nazione più forte? Grazie e ciao :)


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Signori non ce ne sono più - Gilberto Simoni ad Aprica 2006

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Le vere emozioni sono nell'accarezzare una mamma non più autosufficiente e su una sedia rotelle e vedere il sorriso di essa.

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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » venerdì 26 agosto 2011, 16:27

CicloSprint ha scritto:Caro Silvio,
Nei tuoi anni da pro', chi era il velocista più forte sulle montagne ?
Guido Bontempi senza dubbio, era lo chef de bus nei gruppetti, e tirava il collo a tutti. Nell'ultima parte della carriera però se la cavava alla grande anche nelle corse di media difficoltà, ed aveva lasciato per strada parte della sua famosa progressione. Tra i velocisti era comunque tra quelli che in salita teneva di più. In alcune occasioni mi salvavo anch'io, al contrario della maggior parte dei colleghi velocisti.
Ciao.
Silvio



alfiso

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da alfiso » venerdì 26 agosto 2011, 16:35

Silvio Martinello ha scritto:
CicloSprint ha scritto:Caro Silvio,
Nei tuoi anni da pro', chi era il velocista più forte sulle montagne ?
Guido Bontempi senza dubbio, era lo chef de bus nei gruppetti, e tirava il collo a tutti. Nell'ultima parte della carriera però se la cavava alla grande anche nelle corse di media difficoltà, ed aveva lasciato per strada parte della sua famosa progressione. Tra i velocisti era comunque tra quelli che in salita teneva di più. In alcune occasioni mi salvavo anch'io, al contrario della maggior parte dei colleghi velocisti.
Ciao.
Silvio
Ai tuoi tempi i velocisti chiedevano al pubblico "pousser, pousser!" in cerca di umana pietà ed era un piacere contravvenire un poco all'etica sportiva ed ai regolamenti per gli ultimi; oggi alcuni non si pongono il problema, si attaccano all'ammiraglia :lol: :lol: :lol:



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » venerdì 26 agosto 2011, 16:40

GiboSimoni ha scritto:Ciao Silvio, mi permetto di darti del tu e di rivolgerti una domanda.

Ormai da qualche anno a questa parte il ciclismo italiano sta vivendo un periodo piuttosto scarso, sopratutto dal punto di vista dei risultati, nelle corse a tappe siamo aggrappati a Basso-Scarponi e Nibali i primi due in un'età non verdissima e non in grado di battere i Contador o A.Schleck il secondo è il più giovane e forse in futuro potrebbe anche batterli quei due, nelle classiche siamo affidati a Visconti, Pozzato, Cunego tre corridori che deludono da secoli ormai e che sinceramente affidargli il compito di tenere alta la bandiera nelle corse adatte a loro è troppo, negli altri campi lo stesso non siamo messi bene e pensare che fino a qualche anno fa avevamo una marea di corridori forti: Bettini, Di Luca, Rebellin, nelle classiche più altri nelle corse a tappe ecc, ora sembrerebbe ci siano dei giovani italiani sparsi qua e là nelle squadre più o meno importanti, ma bisogna dare il tempo che acquisiscano consapevolezza nei propri mezzi e sopratutto esperienza, ecco quello che ti chiedo è questo: a cosa è dovuta la crisi del ciclismo italiano? quanto è profonda la crisi? quando si ricomincierà a essere la nazione più forte? Grazie e ciao :)
Beh Gibo, hai fatto un'analisi perfetta, credo che le cause siano 2 principalmente: la prima una coincidenza generazionale, anche se con Nibali abbiamo un futuro garantito nelle corse a tappe, Contador permettendo, però l'elemento competitivo lo abbiamo certamente. Nelle corse di un giorno io continuo a ritenere Cunego un elemento di livello assoluto, a mio avviso solo la Roubaix gli è preclusa, l'essere incostante ad alto livello è per me spiegabile solo con la mancanza di fiducia nei propri mezzi e nel voler insistere con il fare classifica nei grandi giri. All'orizzonte non si intravede nel breve nulla di nuovo per ora, ma dobbiamo dare tempo ai tanti giovani emergenti di fare la necessaria esperienza. Seconda causa, l'organizzazione dell'attività giovanile, troppo intensa, con il solo scopo di raccogliere risultati. Questi a mio parere i motivi.
Ciao.
Silvio



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » venerdì 26 agosto 2011, 16:44

alfiso ha scritto:
Silvio Martinello ha scritto:
CicloSprint ha scritto:Caro Silvio,
Nei tuoi anni da pro', chi era il velocista più forte sulle montagne ?
Guido Bontempi senza dubbio, era lo chef de bus nei gruppetti, e tirava il collo a tutti. Nell'ultima parte della carriera però se la cavava alla grande anche nelle corse di media difficoltà, ed aveva lasciato per strada parte della sua famosa progressione. Tra i velocisti era comunque tra quelli che in salita teneva di più. In alcune occasioni mi salvavo anch'io, al contrario della maggior parte dei colleghi velocisti.
Ciao.
Silvio
Ai tuoi tempi i velocisti chiedevano al pubblico "pousser, pousser!" in cerca di umana pietà ed era un piacere contravvenire un poco all'etica sportiva ed ai regolamenti per gli ultimi; oggi alcuni non si pongono il problema, si attaccano all'ammiraglia :lol: :lol: :lol:
Alfiso, non si disdegnava nemmeno allora, situazioni "ambientali" permettendo. :) :)



alfiso

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da alfiso » venerdì 26 agosto 2011, 16:45

Silvio Martinello ha scritto: Alfiso, non si disdegnava nemmeno allora, situazioni "ambientali" permettendo. :) :)
AH AH AH Beata sincerità :lol: :lol: :lol:



Strong
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Strong » venerdì 26 agosto 2011, 16:49

non è una domanda ma mi riallaccio al discorso di Gibo...
Ieri sera su raisport hanno passato la replica del mondiale di Benidorm '92

La nazionale era composta da

Bugno
Chiappucci
Chioccioli
Argentin
Fondriest
Ghirotto
Perini
Vona
Cassani
Cenghialta
Elli
Furlan
Giovanetti

...se penso a quella di quest'anno mi viene da piangere...


i fondamentalisti del ciclismo e gli ultras dei ciclisti sono il male di questo sport.

Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » venerdì 26 agosto 2011, 17:33

Strong ha scritto:non è una domanda ma mi riallaccio al discorso di Gibo...
Ieri sera su raisport hanno passato la replica del mondiale di Benidorm '92

La nazionale era composta da

Bugno
Chiappucci
Chioccioli
Argentin
Fondriest
Ghirotto
Perini
Vona
Cassani
Cenghialta
Elli
Furlan
Giovanetti

...se penso a quella di quest'anno mi viene da piangere...
Troppa grazia verrebbe da dire.... e confronto impietoso. Ma dobbiamo comunque avere fiducia, Bettini sta facendo meglio che può con ciò che ha a disposizione, vedrete che il 25 settembre ci saranno anche i nostri a lottare, ci manca sulla carta il cavallino vincente....ma chissà che con un po di fortuna...



Salvatore77
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Salvatore77 » venerdì 26 agosto 2011, 17:46

Strong ha scritto:non è una domanda ma mi riallaccio al discorso di Gibo...
Ieri sera su raisport hanno passato la replica del mondiale di Benidorm '92

La nazionale era composta da

Bugno
Chiappucci
Chioccioli
Argentin
Fondriest
Ghirotto
Perini
Vona
Cassani
Cenghialta
Elli
Furlan
Giovanetti

...se penso a quella di quest'anno mi viene da piangere...
I primi anni 90 erano sempre squadroni. Quella del 1991 era ancora più forte, perchè nel 1992 c'erano più o meno gli stessi nomi altisonanti, però come potenzialità aveva qualcosa meno rispetto a quella di Stoccarda. Benidorm era un circuito duro per Argentin e Fondriest che preferivano strappetti brevi a una lunga salita da rapporto ma comunque non riuscirono a dire di no a Martini ma il loro apporto in corsa fù praticamente nullo.
Aggiungerei un paio di cosette:
1. in quella nazionale rivestiva un ruolo da punta più o meno occulta "Ghirotto" che nelle premondiali volava e Alfredo gli cucì addosso un ruolo interessante.
2. Poche settimane prima ci fù l'olimpiade di Barcellona dove il nostro terzetto (Casartelli, Gualdi, Rebellin) raccolse il risultato pieno. Il blocco olimpico scompariva con la corsa a cinque cerchi e molti dilettanti passarono prof. d'estate. Martini confessò che era in aria di convocazione il giovanissimo Rebellin ma qualche problemino fisico fece cambiare idea al nostro selezionatore.


1° Tour de France 2018

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barrylyndon
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da barrylyndon » venerdì 26 agosto 2011, 20:47

Strong ha scritto:non è una domanda ma mi riallaccio al discorso di Gibo...
Ieri sera su raisport hanno passato la replica del mondiale di Benidorm '92

La nazionale era composta da

Bugno
Chiappucci
Chioccioli
Argentin
Fondriest
Ghirotto
Perini
Vona
Cassani
Cenghialta
Elli
Furlan
Giovanetti

...se penso a quella di quest'anno mi viene da piangere...
uno di questi in un'intervista subito dopo il tour:"Il ciclismo sono io"
un altro subito dopo la vittoria di Gianni:"e' la vittoria di chi chiacchiera poco e parla con i fatti"
non doveva esserci stata molta armonia..ma che nazionale!! praticamente un dream team..3 campioni del mondo.non so quante altre selezioni di tutta la storia dei mondiali potevano contare su 3 ex iridati di cui uno uscente..


beppesaronni ha scritto:
Giocati 10 euro facilissimi per Milano passaggio del turno
http://www.sportando.com/it/italia/seri ... detto.html

alfiso

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da alfiso » venerdì 26 agosto 2011, 21:17

Barrylindon hai individuato un record per il quale vale la pena ricercare (sebbene per farsi male col presente). 3 campioni già titolati al via.
A me sembra che anche nel 1987 vi fu il record (Argentin, Saronni, Moser).
Credo che solo i belgi al massimo passano vantare questo record, potevano negli anni 70 (avrebbero potuto se Monseré non fosse morto).
Però non mi pare abbiano mai raggiunto tale livello, a me non risulta anche se non ne sono certo; bisognerebbe chiedere a Morris.



Mont Ventoux
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Mont Ventoux » venerdì 26 agosto 2011, 21:24

Silvio Martinello ha scritto:


Pensare di "obbligare" i migliori a correre due grandi giri ogni anno, francamente mi sembra molto complicato, non solo dal punto di vista normativo, ma anche dal punto di vista fisico. La possibilità di farlo esiste, ma un conto è schierarsi alla partenza con l'intento di fare classifica, un conto partire per allenarsi, cosa molto più agevole. Lo stress che un uomo di classifica deve sopportare in una grande corsa a tappe, non è solo fisico, quello lo soffrono tutti, anche i velocisti che nelle tappe di montagna arrivano a 30/40 minuti, ma soprattutto quello mentale. Lottare quotidianamente per rimanere davanti, per non cadere, per non farsi sorprendere e così via, è molto stressante, pertanto pretendere dai corridori, anche se campioni, che ogni anno partecipino a 2 grandi giri con l'obiettivo di fare classifica è pura utopia.
A.Schleck a mio avviso non ha le potenzialità per tentare l'accoppiata, almeno per ora, ma dubito potrà provarci, almeno di situazioni particolarmente favorevoli che gli si dovessero presentare.
E' verissimo sì, lo stress mentale di dover correre due grandi gare a tappe con ambizioni da vertice è la parte più complicata del progetto, prima ancora della questione riguardante la condizione atletica secondo me. Il velocista può concentrarsi esclusivamente per le tappe piatte e fregarsene di non correre nelle prime posizioni in tutte le altre, dove gli "basta" portare la bici al traguardo. Idem per gli altri corridori non da classifica nelle tappe in cui non hanno aspirazioni o compiti particolari da svolgere. Dover correre davanti sempre e rimanere sempre concentratissimi è invece un supplizzio vero e proprio.

Tuttavia è più una questione di mode, secondo me. La programmazione esasperata del ciclismo degli ultimi 15 anni ha reso utopia ciò che per gente come Bugno o Chiappucci (senza parlare ovviamente di tutto il secolo di ciclismo precedente che però era anche uno sport diversissimo dall'attuale come inevitabile che sia..) o altri corridori dei primi anni '90 era ancora una consuetudine diciamo. Indurain stesso ha corso per tre anni di seguito Giro e Tour.
Bugno o Chiappucci arrivavano sul podio al Giro e al Tour ed erano fra l'altro protagonisti anche nelle grandi corse di un giorno, pur nelle loro diverse caratteristiche e carature di corridori.
Obbligare i migliori al doppio impegno si potrebbe anche fare. Ciò che non si può ovviamente fare e pensare di obbligarli in qualche modo al massimo rendimento possibile sul doppio impegno. Quale giudice sportivo potrebbe mai stabilire se Contador o Evans o Basso hanno corso il Giro col freno tirato e il Tour al loro massimo? E' evidente che non è assolutamente possibile. Tuttavia ciò che manca al ciclismo di vertice attualmente è, se non la continuità di confronto per tutta la stagione come magari avviene nel tennis ad esempio, (dove c'è la garanzia ad esempio che nei quattro grandi tornei dello Slam, e non solo in quelli in realtà, che Federer e Nadal o Djokovic ci siano sempre e sempre da protagonisti) almeno una replica o qualche rivincita nel corso della stagione fra gli stessi corridori. Contador e A. Schleck, che sono i più talentuosi cliclisti da gare a tappe, incrociano le armi solo al Tour. Io credo che sia troppo poco onestamente. Ed è fra l'altro fortemente limitativo delle stesse capacità attrattive del ciclismo stesso nei confronti dei media o del pubblico in generale. Non è sicuramente il modo migliore per fidelizzare il pubblico, in ogni caso. Un ciclismo settoriale, per cui chi si occupa del Giro non deve occuparsi del Tour e chi si occupa del Tour non deve occuparsi della Vuelta. E' un pò uno spreco di possibilità, la dispersione dei confronti ravvicinati rende anche molto più difficile stilare delle graduatorie di merito.
Le cose quasi certamente continuaranno così, ed è un peccato. Speriamo che almeno Contador non abbandoni l'idea, anche puntando alla Vuelta dopo il Tour, magari.

Su A. Schleck, infine, più che il discorso di puntare a fare due grandi giri la mia considerazione riguardava il fatto che se continua a vivere con l'unica ossessione del Tour non rischia solo di non vincerlo mai, ma si preclude, attraverso la conquista di un Giro ad esempio, anche la conquista di alcune certezze psicologiche che possono essere la base per affronatare il Tour con maggiore tranquillità e convinzione nei propri mezzi.



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da barrylyndon » venerdì 26 agosto 2011, 21:57

alfiso ha scritto:Barrylindon hai individuato un record per il quale vale la pena ricercare (sebbene per farsi male col presente). 3 campioni già titolati al via.
A me sembra che anche nel 1987 vi fu il record (Argentin, Saronni, Moser).
Credo che solo i belgi al massimo passano vantare questo record, potevano negli anni 70 (avrebbero potuto se Monseré non fosse morto).
Però non mi pare abbiano mai raggiunto tale livello, a me non risulta anche se non ne sono certo; bisognerebbe chiedere a Morris.
mah,scorrendo l'albo d'oro forse una nazionale olandese a cavallo anni 70-80..KUIPER,KNETMANN RAS..dopo bisogna vedere quella dell'87..con ZOOTEMELK campione uscente.ma mi sembra difficile corressero ancora tutti e 4 in nazionale..


beppesaronni ha scritto:
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alfiso

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da alfiso » venerdì 26 agosto 2011, 22:09

barrylyndon ha scritto:
alfiso ha scritto:Barrylindon hai individuato un record per il quale vale la pena ricercare (sebbene per farsi male col presente). 3 campioni già titolati al via.
A me sembra che anche nel 1987 vi fu il record (Argentin, Saronni, Moser).
Credo che solo i belgi al massimo passano vantare questo record, potevano negli anni 70 (avrebbero potuto se Monseré non fosse morto).
Però non mi pare abbiano mai raggiunto tale livello, a me non risulta anche se non ne sono certo; bisognerebbe chiedere a Morris.
mah,scorrendo l'albo d'oro forse una nazionale olandese a cavallo anni 70-80..KUIPER,KNETMANN RAS..dopo bisogna vedere quella dell'87..con ZOOTEMELK campione uscente.ma mi sembra difficile corressero ancora tutti e 4 in nazionale..
Credo di no perchè Zootemelk vinse nel 1985 e nel 1986 non c'era Raas (che fece l'ultimo a Barcellona) e Knetemann non fu selezionato in quell'anno, ma solo l'anno successivo a Villach.
E' singolare che noi italiani non si sia mai mostrato con orgoglio questo doppio record.

Invece hai fatto bingo con gli olandesi Kuiper-Knetemann-Raas. Il trio mondiale degli olandesi nel 80-81-82. Ci battono 3-2 :(
Ultima modifica di alfiso il venerdì 26 agosto 2011, 22:16, modificato 1 volta in totale.



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da barrylyndon » venerdì 26 agosto 2011, 22:14

e a Sallanches..pensi che non vi fossero tutti e tre?cioe' Knetemann,Ras e Kuiper?


beppesaronni ha scritto:
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da alfiso » venerdì 26 agosto 2011, 22:18

barrylyndon ha scritto:e a Sallanches..pensi che non vi fossero tutti e tre?cioe' Knetemann,Ras e Kuiper?
Esatto, ti ho scritto. Andavo a braccio per esclusione a ritroso.



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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da barrylyndon » venerdì 26 agosto 2011, 22:26

alfiso ha scritto:
barrylyndon ha scritto:
alfiso ha scritto:Barrylindon hai individuato un record per il quale vale la pena ricercare (sebbene per farsi male col presente). 3 campioni già titolati al via.
A me sembra che anche nel 1987 vi fu il record (Argentin, Saronni, Moser).
Credo che solo i belgi al massimo passano vantare questo record, potevano negli anni 70 (avrebbero potuto se Monseré non fosse morto).
Però non mi pare abbiano mai raggiunto tale livello, a me non risulta anche se non ne sono certo; bisognerebbe chiedere a Morris.
mah,scorrendo l'albo d'oro forse una nazionale olandese a cavallo anni 70-80..KUIPER,KNETMANN RAS..dopo bisogna vedere quella dell'87..con ZOOTEMELK campione uscente.ma mi sembra difficile corressero ancora tutti e 4 in nazionale..
Credo di no perchè Zootemelk vinse nel 1985 e nel 1986 non c'era Raas (che fece l'ultimo a Barcellona) e Knetemann non fu selezionato in quell'anno, ma solo l'anno successivo a Villach.
E' singolare che noi italiani non si sia mai mostrato con orgoglio questo doppio record.

Invece hai fatto bingo con gli olandesi Kuiper-Knetemann-Raas. Il trio mondiale degli olandesi nel 80-81-82. Ci battono 3-2 :(
ti do la notizia del pareggio...ad Oslo sempre con il trio Argentin,Bugno, Fondriest :clap:


beppesaronni ha scritto:
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alfiso

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da alfiso » venerdì 26 agosto 2011, 22:30

barrylyndon ha scritto: ti do la notizia del pareggio...ad Oslo sempre con il trio Argentin,Bugno, Fondriest :clap:
Musica :violino: It sounds better :D



endo765
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da endo765 » sabato 27 agosto 2011, 10:13

Ciao Silvio, volevo chiederti quale sarà per te il nostro futuro nei grandi giri



herbie
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Iscritto il: sabato 26 febbraio 2011, 17:19

Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da herbie » sabato 27 agosto 2011, 11:14

buongiorno sig. Martinello, vedendo per le strade e sulle salite della mia zona abbastanza spesso professionisti in allenamento già da una quindicina di anni, mi sono fatto una certa idea sul cambiamento dei sistemi di allenamento, non so se giusta o sbagliata. Ho l'impressione che oggi si insista moltissimo sui lavori di forza (anche e soprattutto per gli scalatori) e sui lavori in progressione di sforzo, tipo test, anche in salita. A detta di tutti i sistemi di allenamento sono molto più efficaci di un tempo.
Sempre vedendo qua e là professionisti in allenamento anni fa mi capitava molto più spesso di incorntrarli più volte in un giorno su varie salite, e, pensandoci un attimo, alla sera riuscivo a ricostruire più o meno i loro giri. Risultavano spesso uscite lunghe con tre-quattro salite medie o lunghe. Oggi mi capita invece pressochè sempre di trovarli su salite vicino alla fascia di pianura con il rapportone, oppure salire di buon passo (mi superano e lasciano per strada) ad un impegno che posso valutare ad occhio tra il medio e la soglia. Così mi sono fatto l'idea che se un tempo, comunque non molti anni fa, le uscite sulla lunga distanza e soprattutto su percorsi circolari con varie salite erano almeno un paio la settimana (diciamo un buon 30% del lavoro) ora sono molto più ridotte a favore di lavori specifici di vario genere, che certamente daranno frutti nell'immediato più tangibili e soprattutto misurabili con una certa precisione. Mi conferma questa impressione, anche ricordando il modo in cui vi allenavate voi, soprattutto in vista delle grandi corse a tappe?
Sono sicuro che questo cambiamento in favore della qualità dia molti benefici in termini di prestazione, tuttavia ho la sensazione che abbia almeno due limiti importanti:
1) pur dando benefici tangibili e ben misurabili anche nel breve tempo, tenda tuttavia a dare una condizione di forma massimale più breve e discontinua, cosa che sarebbe una buona spiegazione del fatto che, a differenza di un tempo, sia così difficile tenere una condizione buona o ottima per due gt (alla fine come arco temporale sono poco più di due mesi- Giro- Tour: 10 maggio - 20/25 luglio-);
2) metta nel corridore un certo maggior timore rispetto ad un tempo nel pianificare e affrontare lunghi chilometraggi in fuga, o fuori soglia fatti in situazioni di corsa difficili da studiare e valutare in sede di pianificazione della preparazione, come richiedono gli attacchi a lunga gittata nelle tappe di montagna, cosa forse data dalla disabitudine a fare certe uscite molto lunghe e con molti metri di dislivello in allenamento, oggi, mi par di capire, pressochè sconsigliate da tutti i preparatori;
mi piacerebbe sentire la sua opinione in proposito



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » sabato 27 agosto 2011, 13:27

Caro Enzo, eccomi con le risposte che ti dovevo.
Avrai letto le cose postate in questi giorni, mi conosci, sono uno che non ama girare intorno alle questioni, preferisco affrontarle con decisione. Ammetto che "l'arena" in cui avevo deciso di confrontarmi, avrei dovuto opportunamente evitarla, soprattutto per non suscitare la “contrarietà” di alcuni soggetti che hanno idealmente deciso di caricarsi sulle spalle la “missione” di interpretare in modo personalistico le vicende che hanno coinvolto Marco Pantani, ma mi sono sentito tirato per i capelli ed ho reagito.
Lo scrivo con assoluta sincerità, verso costoro nutro il massimo rispetto, il mio modo pragmatico di affrontare le cose a volte ottiene un riscontro negativo, soprattutto se non la penso come l’interlocutore di turno, ma ciò non significa che non ci sia da parte mia la capacità di approfondire e tentare di capire. Mi piacerebbe trovare la stessa capacità nei miei interlocutori, rendendomi comunque conto che non sempre è possibile, soprattutto in presenza di pregiudizi sempre fuorvianti. Nel caso specifico, mi permetto nuovamente di sottolineare come il clima dell’epoca ed i comportamenti dei singoli si possono capire, solo se si sono vissuti personalmente, e non mi riferisco ai soli corridori o al loro entourage, ma ci metto anche gli addetti ai lavori come voi giornalisti. Se questa premessa ottiene in risposta che sono arrogante e presuntuoso, con un cervello iperuranizzato, che se di ciclismo potessero parlare solo i prof. ecc. ecc, beh allora è chiaro che ho proprio sbagliato spazio, ne prendo atto ed arrivederci, ognuno va per la propria strada.
Ora però devo delle risposte a te, pertanto torno sull'argomento volentieri.
Come funzionassero le cose era di dominio pubblico nell’ambiente, della necessità d'individuare soluzioni condivise, coerenti e soprattutto che contribuissero a ridare credibilità al mondo del ciclismo tutti ne sentivano l’esigenza, soprattutto dall’interno. Il ciclismo è uno sport che vive di sponsorizzazioni, l’efficacia del ciclismo come veicolo promozionale e pubblicitario è facilmente riscontrabile da ricerche di ogni genere, ed in quegli anni si iniziò a comprendere che sperperare questo patrimonio era da irresponsabili. Chi avrebbe continuato ad investire in uno sport di dopati, di corrotti, senza nessuna credibilità? Naturalmente tutti gli attori in campo non furono esenti da errori, le idee che uscirono non furono tutte lungimiranti, ma qualche cosa bisognava fare, ed i corridori furono chiamati a fare la loro parte. In quegli anni ricoprivo la carica di Vicepresidente dell’ACCPI, non partecipai al Giro del 1999 ma ero quotidianamente in contatto per il ruolo che ricoprivo, evidentemente i colleghi, eleggendomi, ritenevano avessi la capacità di rappresentarli al meglio. La linea dell’ACCPI, alla cui guida c’era il compianto Avv. Enrico Ingrillì, lui si costantemente al seguito della corsa, era quella di sposare la campagna del Coni “Io non rischio la salute”, ritenemmo non fosse il caso di fare barricate, i segnali avrebbero potuto essere interpretati nel modo scorretto, proprio per i motivi sopra citati. Marco era di altra idea, dimostrò più volte la sua personale titubanza, la linea che si decise di assumere non gli piacque certamente, riteneva i controlli dell’UCI sufficienti. Tutti noi su questo punto fummo d’accordo, ma l’ambiente e le istituzioni chiedevano anche questo passaggio, ed il clima non ci sembrò tale da iniziare un braccio di ferro, che ritenemmo inopportuno per la credibilità che con fatica si cercava di riconquistare. Giova ricordare a tutti coloro che sono appassionati delle vicende di allora, che l’anno prima, 1998, ci fu lo scandalo Festina al Tour, corridori, e non solo, trattenuti in carcere e costretti a confessare come funzionava il sistema Festina. A quel Tour invece c'ero, almeno fino al momento del ritiro per la frattura del bacino a causa di una caduta in volata, ottava tappa mi sembra, ed il clima di nauseante sospetto lo ricordo. Si era giunti ad un momento storico che definire clima da processo sommario ad un intero movimento, ritengo non sia esagerato.
Non dubito che ci fosse qualche collega che chiamasse Marco per sollecitarlo ad assumere una posizione diversa, ma ripeto, non era quella ufficiale.
Le dichiarazioni di Andrea Noè si possono condividere, solo un ipovedente può sostenere che Marco non sia stato un grande, ma se lui avesse assunto un atteggiamento diverso dopo Campiglio, io non sarei così sicuro, caro Enzo, che sarebbe rimasto solo. Riconosco che non sarebbe stata una scelta semplice, ma coraggiosa e soprattutto che gli avrebbe impedito di scivolare in fondo al baratro come purtroppo accadde. Quella era una scelta complicata, d’accordo, ma quella che ha fatto dove lo ha portato? Ma queste, come molte altre, sono valutazioni a posteriori, che servono solo ad alimentare le discussioni, faccio notare che quel passo coraggioso io lo chiesi a Marco allora, non adesso, a 15 anni di distanza.
Gli esempi che porti, sono a mio avviso sostanzialmente diversi, Basso ha confessato, ha fatto 2 anni di squalifica ed è tornato, Pellizotti ha sempre sostenuto la sua buona fede di fronte alle contestazioni che gli sono state rivolte, il Tas ha chiuso il caso dandogli torto, ma non mi risulta che si siano levate barricate a difenderli.
Marco non è mai stato trovato positivo, e questo non devi certamente ricordarlo a me, lo so bene ed ho sempre cercato di far capire l’enorme differenza che anche dal punto di vista normativo esiste, nelle occasioni in cui sono stato chiamato per parlare di ciclismo, spesso di fronte a gruppi di studenti con cui vengono organizzati incontri nelle loro scuole, ma tra di noi vogliamo continuare a raccontarci che si può avere l’ematocrito a 48, 49, 50 o 51 al termine di una grande corsa a tappe? Se vogliamo continuare a girarci intorno, liberi di continuare a farlo, non credo aiuterà comunque a capire meglio.
Con Marco, e non solo con lui, iniziarono a parlare di doping perché il clima di allora, come quello di adesso purtroppo, era di grande sospetto nei confronti del ciclismo e dei ciclisti. Ecco perché era ed è quanto mai prioritario adottare tutte le politiche utili a far ritrovare credibilità al nostro ambiente.
Enzo, io non conosco nulla delle vicende giudiziarie che videro coinvolto Marco, convengo con te che non hanno avuto nei suoi confronti la mano leggera, la magistratura fa il proprio lavoro, converrai comunque con me che tante disgrazie giudiziarie se le è cercate, probabilmente anche a causa di scelte infelici su chi dovesse tutelarlo, ma sempre scelte furono, e per quel poco che l’ho conosciuto, era uno che amava fare di testa propria, e soprattutto circondarsi di gente che lo assecondasse, senza contraddirlo.
Ognuno di noi, anche se non custodiamo ricordi particolari, preferirebbe che Marco fosse ancora qui, a dividerci su questioni di natura tecnica o tattica, commentando le gesta dei campioni di oggi, pensa come sarebbero autorevoli i suoi commenti, o tornare a dividerci sulle scelte di allora, ma il destino gli ha riservato altro.
Constatare che ora, provocatoriamente, con l'onorevole e legittimo scopo di cercare la verità, ci sia chi trova soddisfazione ad indicare in alcuni che non la pensavano come lui, i responsabili della sua tragica e triste fine, oltre che inutile allo scopo, lo trovo demenziale, di cattivissimo gusto e soprattutto poco rispettoso della sua memoria.
Sperando di incontrarti presto caro Enzo, approfittando per scambiarci i nostri punti di vista, ti saluto con amicizia.

Silvio Martinello



Silvio Martinello
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Re: Domande a Silvio Martinello

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » sabato 27 agosto 2011, 13:34

endo765 ha scritto:Ciao Silvio, volevo chiederti quale sarà per te il nostro futuro nei grandi giri
Ci vorrebbe la bacchetta magica per prevederlo. Mi auguro che Nibali continui a crescere come sta facendo, lo ritengo in questo momento l'unico in grado di dare garanzie di un certo peso.
Ciao.
Silvio




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