Ciclismo francese

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Basso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » mercoledì 20 giugno 2012, 22:13

Ripesco questo 3d dopo aver letto la notizia che Eric Boyer, gm della Cofidis, dopo un incontro con i vertici dello sponsor, ha lasciato senza parlare l'hotel della squadra che si prepara per il campionato nazionale. Non ha risposto (così come il boss Cofidis) alle chiamate dei giornalisti e Mr Cofidis stà incontrando gli atleti :dubbio:

http://www.lavoixdunord.fr/sports/eric- ... 8b0n528397

E dire che é appena stata confermata la sponsorizzazione...


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Abruzzese
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » giovedì 21 giugno 2012, 19:23

Ennesimo titolo francese a cronometro per Chavanel su un Roy che ultimamente va molto forte nelle gare contro il tempo.

Da segnalare comunque anche l'ottimo terzo posto di Yoann Paillot, il campione europeo U23 a cronometro in carica.


"L'importante non è quello che trovi alla fine di una corsa. L'importante è ciò che provi mentre corri" (Giorgio Faletti in "Notte prima degli esami")

"qui c'è gente che è totalmente avulsa dalla realtà e nociva al forum"

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Slegar
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Slegar » giovedì 21 giugno 2012, 19:30

Basso ha scritto:Ripesco questo 3d dopo aver letto la notizia che Eric Boyer, gm della Cofidis, dopo un incontro con i vertici dello sponsor, ha lasciato senza parlare l'hotel della squadra che si prepara per il campionato nazionale. Non ha risposto (così come il boss Cofidis) alle chiamate dei giornalisti e Mr Cofidis stà incontrando gli atleti :dubbio:

http://www.lavoixdunord.fr/sports/eric- ... 8b0n528397

E dire che é appena stata confermata la sponsorizzazione...
Probabilmente lo sponsor ritiene Boyer il principale responsabile dell'uscita della squadra dal Worldtour.
Abruzzese ha scritto:Da segnalare comunque anche l'ottimo terzo posto di Yoann Paillot, il campione europeo U23 a cronometro in carica.
Ulteriore conferma di quanto il ciclismo francese stia per ritornare a breve ai vertici del movimento mondiale e ci rimarrà per moltissimi anni (alla faccia di McQuaglia e del ciclismo anglofono).


fair play? No, Grazie!

Basso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » martedì 26 giugno 2012, 9:57

Ritorno sull'improvvisa sfuriata in casa Cofidis.
Eric Boyer non è più il gn della squadra transalpina; come principali colpe attribuitegli si trovano la partenza di Gallopin e il mancato arrivo di Chavanel e/o Voeckler.
Il sostituto è Yvon Sanquer, già responsabile della Festina post scandalo e dell'Astana 2010. Stranamente (non so se sia il primo caso di trasferimento in corso d'opera) quest'anno ha fatto il ds della Fdj alla Liegi e al Giro.


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tetzuo
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da tetzuo » giovedì 19 luglio 2012, 17:57

secondo voi riusciranno Pinot e Rolland a ripetere le imprese dei tre più forti francesi della ''mia'' epoca? (JaJa, Leblanc e Virenque)

1 vuelta, 1 mondiale, podi al tour e al giro, tappe nei gt, maglie a pois, grandi fughe, podi nelle classiche e al mondiale

per il momento ci siamo con le tappe nei gt (ricordando che JaJa aveva uno spunto veloce notevole visto che fino al grave incidente del 95(??) si buttava costantemente in volata), per il resto vedremo nei prossimi anni se diventeranno uomini per tutte le stagioni o se circoscriveranno la loro classe solo al tour. Intanto sono sbalordito, soprattutto da Pinot corridore di cui leggevo qui grandi recensioni da parte di Laura e qualcun'altro, ma che oggi, sapendo pure che un paio di giorni fa è stato male, mi ha lasciato di stucco nel finale.

Rolland forse non ha fatto il salto rispetto al tour dello scorso anno, ma su un tracciato meno adatto e con una condizione meno favorevole, bissa top ten e tappa di montagna

In prospettiva quale altro nome potrebbe tirare fuori il ciclismo transalpino? SIcard? Demare? altri nomi?




Pat McQuaid
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Pat McQuaid » giovedì 19 luglio 2012, 18:01

tetzuo ha scritto:secondo voi riusciranno Pinot e Rolland a ripetere le imprese dei tre più forti francesi della ''mia'' epoca? (JaJa, Leblanc e Virenque)

1 vuelta, 1 mondiale, podi al tour e al giro, tappe nei gt, maglie a pois, grandi fughe, podi nelle classiche e al mondiale

per il momento ci siamo con le tappe nei gt (ricordando che JaJa aveva uno spunto veloce notevole visto che fino al grave incidente del 95(??) si buttava costantemente in volata), per il resto vedremo nei prossimi anni se diventeranno uomini per tutte le stagioni o se circoscriveranno la loro classe solo al tour. Intanto sono sbalordito, soprattutto da Pinot corridore di cui leggevo qui grandi recensioni da parte di Laura e qualcun'altro, ma che oggi, sapendo pure che un paio di giorni fa è stato male, mi ha lasciato di stucco nel finale.

Rolland forse non ha fatto il salto rispetto al tour dello scorso anno, ma su un tracciato meno adatto e con una condizione meno favorevole, bissa top ten e tappa di montagna

In prospettiva quale altro nome potrebbe tirare fuori il ciclismo transalpino? SIcard? Demare? altri nomi?
Io spero in Kenny Elissonde, sempre per quanto riguarda le salite e i grandi giri; spero che nel 2013 disputi almeno o Giro o Vuelta.


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noel
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da noel » giovedì 19 luglio 2012, 18:04

Romain Bardet della Ag2R

Rolland è un cavallo da grandi galoppate alpine un Virenque meno combattivo..
Pinot è mooolto buono e mi sembra uno da sgrezzare, magari in una squadra straniera, ma è troppo giovane...
non vorrei che un tour corso in prima linea a 22 anni possa rappresentare un macigno di aspettative troppo pesanti per il futuro.



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tetzuo
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da tetzuo » giovedì 19 luglio 2012, 18:08

noel ha scritto:Romain Bardet della Ag2R

Rolland è un cavallo da grandi galoppate alpine un Virenque meno combattivo..
Pinot è mooolto buono e mi sembra uno da sgrezzare, magari in una squadra straniera, ma è troppo giovane...
non vorrei che un tour corso in prima linea a 22 anni possa rappresentare un macigno di aspettative troppo pesanti per il futuro.
Bardet era quello in fuga all'amstel che sembrava non volesse farsi più riprendere ( e poi forse anche alla liegi o alla freccia) ?

daccordissimo sul fatto che le aspettative potrebbero diventare un macigno, e da lì si potrebbe vedere la caratura del corridore. Vincere è fattibile, il difficile arriva nel confermarsi o nel migliorare ulteriormente.



Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 19 luglio 2012, 18:41

tetzuo ha scritto:secondo voi riusciranno Pinot e Rolland a ripetere le imprese dei tre più forti francesi della ''mia'' epoca? (JaJa, Leblanc e Virenque)

1 vuelta, 1 mondiale, podi al tour e al giro, tappe nei gt, maglie a pois, grandi fughe, podi nelle classiche e al mondiale

per il momento ci siamo con le tappe nei gt (ricordando che JaJa aveva uno spunto veloce notevole visto che fino al grave incidente del 95(??) si buttava costantemente in volata), per il resto vedremo nei prossimi anni se diventeranno uomini per tutte le stagioni o se circoscriveranno la loro classe solo al tour. Intanto sono sbalordito, soprattutto da Pinot corridore di cui leggevo qui grandi recensioni da parte di Laura e qualcun'altro, ma che oggi, sapendo pure che un paio di giorni fa è stato male, mi ha lasciato di stucco nel finale.

Rolland forse non ha fatto il salto rispetto al tour dello scorso anno, ma su un tracciato meno adatto e con una condizione meno favorevole, bissa top ten e tappa di montagna

In prospettiva quale altro nome potrebbe tirare fuori il ciclismo transalpino? SIcard? Demare? altri nomi?
Sicard ha avuto degli enormi problemi fisici , sta recuperando a fatica , si dice che il prossimo anno correra' per una squadra francese
Pinot e Rolland son sicuramente i due piu' forti pero' entrambi son estremamente limitati a crono , devono migliorare molto.
Demare e Bouhanni per gli sprint
Tolta la classe 1993 (fortissima) che deve ancora crescere , secondo me Barguil è un corridore che fara' molto bene , gia' era forte quest'anno ha ancora fatto un salto di qualita'. Peccato vada all'Argos



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tetzuo
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da tetzuo » giovedì 19 luglio 2012, 18:44

sempre che migliorare a cronometro non penalizzi le loro caratteristiche. Considerando anche che Rolland l'anno prossimo ne farà 27 di anni

Pinot lo voglio con Rijs, poi ci divertiamo :D



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 19 luglio 2012, 18:48

No spero che restino nelle squadre francesi
Meno robotizzate rispetto ad altre pero' con piu' cuore



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Spartacus
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Spartacus » giovedì 19 luglio 2012, 18:55

Sì, era quello dell'Amstel Bardet

Comunque Pinot è un piccolo fenomeno, considerando i margini immensi di miglioramento che può avere un 22enne.. gli auguro solo di non finire come Coppel che doveva essere l'uomo francese per i GT e si ritrova ad essere un anonimo corridore da 15-25° posizione..



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 20 luglio 2012, 13:03

Nessuno di voi considera Tony Gallopin? Il Cunghin francese che va, però, forte a cronometro.


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e il mio amico Poli, che lavora alla Coop,
... il martedì. :bll:

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tetzuo
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da tetzuo » venerdì 20 luglio 2012, 13:37

eccone un altro, gallopin!

perché il cuneghin francese, Lemond? :D

Peccato che non ha potuto mostrare la tenuta in questo tour, perché messo fuori da un malanno (o era caduto non ricordo), mi sembra tra l'altro molto completo, con spunto veloce e tenuta sulle distanze. Se non sbaglio era con i migliori anche al fiandre



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 20 luglio 2012, 14:07

tetzuo ha scritto:eccone un altro, gallopin!

perché il cuneghin francese, Lemond? :D
Perché non vince mai. :bll: Anche se si piazza spesso. :)


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 21 luglio 2012, 10:53

lemond ha scritto:Nessuno di voi considera Tony Gallopin? Il Cunghin francese che va, però, forte a cronometro.
Si ma è limitato in salita , se la cava quando c'e' un solo gpm. ma la successione di salite non le regge
Pinot da junior era discretamente competitivo anche a crono , deve lavorare sulla posizione ma è un 1990. Margini ci sono



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » sabato 21 luglio 2012, 13:53

Winter ha scritto:
lemond ha scritto:Nessuno di voi considera Tony Gallopin? Il Cunghin francese che va, però, forte a cronometro.
Si ma è limitato in salita , se la cava quando c'e' un solo gpm. ma la successione di salite non le regge
Pinot da junior era discretamente competitivo anche a crono , deve lavorare sulla posizione ma è un 1990. Margini ci sono
D'accordo che non potrà vincere un Tour, ma ho letto qui che qualcuno considera addirittura i velocisti, mi sembra che Tony in confronto sia Merckx. :)


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 21 luglio 2012, 14:33

Velocista non è di sicuro
In piccolo lo si puo' paragonare a Jalabert (solo meno forte allo sprint , a crono , sugli strappi e in salita)
E' un 1988. Secondo me è piu' adatto alle classiche che ai grandi giri



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 21 luglio 2012, 18:08

Un vero velocista , Bouhanni sesta vittoria stagionale al Vallonia



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 2 agosto 2012, 18:24

Prima vittoria da pro per Kenny Elissonde (la versione francese di Pozzovivo , classe 1991) nella seconda tappa della Paris - Correze



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Giogiò78 » venerdì 3 agosto 2012, 9:31

La Francia dopo aver passato anni difficili senza grossi corridori ( dai 3 citati forti negli anni '90, non ci sono stati più grandi interpreti), mi sembra che stia lavorando bene, e abbia parecchi corridori forti.

Gallopin mi sembra adatto alla classiche, è un '88 ma credo che nel giro di un paio di anni possa fare benissimo alla Liegi, o al Lombardia.
Rolland lo scorso anno mi entusiasmò con la vittoria bellissima all'Alpe d'Huez. quest'anno invece non mi è piaciuto, a parte la bella fuga di La Toussiere non è mai rimasto con i più forti quando scattavano.

Pinot è un '90, e può solo migliorare, come detto nelle categorie minori non era malaccio a Crono, magari con un pò di miglioramento della posizione e soprattutto con più convinzione potrebbe difendersi meglio.

Ellisonde non lo conosco, però è luglio 1991, può solo migliorare.

Demare è già un ottimo velocista non al livello dei Top , però avendo 21 anni ha grossi margini. Al Giro mi aspettavo un piazzamento tra i primi 3, invece solo un 4°, ma ripeto è giovane .
Bouhanni, ha vinto il campionato francese, e 6 corse in stagione, e soprattutto oltre 20 piazzamenti tra i 10. Mi sembra qualcosa in più di un velocista.

La FDJ è incredibile come stia lavorando , ha una serie impressionante di giovani. Le squadre italiane dovrebbero prendere esempio.

Ci sono un altro paio di francesi più grandi di età dai quali ci si attende l'esplosione definitiva:
- il citato Coppel,
- Jeannesson che però ha saltato il Tour per problemi fisici , forse lo vedremo alla vuelta.
- Julien Simon, che ha vinto 2 tappe al Catalogna, ma poi al Tour è andato piano.
- Julien El Fares, passato quest'anno agli americani del Team Type 1 Sanofi, e che nel 2010 vinse la prima tappa della Tirreno- Adriatico.

questi non hanno tantissimo tempo per esplodere, il 2013 per loro sarà l'anno della verità



noel
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da noel » venerdì 3 agosto 2012, 10:00

Io ho l'impressione che questi giovani, per fare il salto di qualità, debbano emigrare verso altri lidi...
Due nomi su tutti: Gilbert (che nn è francese ma ha sempre coso per la fdj) e Chavanel.
Prima erano dei giovanotti con tanta forza che correvano un pò a capocchia senza programmazione e senza obiettivi.
Entrambi hanno fatto il salto di qualità decisivo quando sono passati in squadre estere di un certo livello.

Il Tour di Rolland di quest'anno può essere considerato emblematico, nel senso che mi aspettavo che restasse agganciato più a lungo
al trenino dei primi, invece era uno dei primi a staccarsi. Nonostante questo una top ten bassa e una vittoria di tappa è un buon risultato ma
mi sa che senza un salto di qualità importante il suo livello rimarrà questo.



Basso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » venerdì 3 agosto 2012, 10:05

Secondo me hai scritto cose poco condivisibili.
Giogiò78 ha scritto:La Francia dopo aver passato anni difficili senza grossi corridori ( dai 3 citati forti negli anni '90, non ci sono stati più grandi interpreti), mi sembra che stia lavorando bene, e abbia parecchi corridori forti.
Forti, attualmente, solo Chacha. Forti in potenza, molti. Le ultime vittorie francesi nelle principali corse:

- Sanremo: '95 Jalabert;
- Fiandre: '92 Durand;
- Roubaix: '97 Guesdon;
- Liegi: '77 Hinault;
- Lombardia: '97 Jalabert;
- Giro: '89 Fignon;
- Tour: '86 Hinault;
- Vuelta: '96 Jalabert;
- Mondiale: '97 Brochard;
- Mondiale Crono: '97 Jalabert.

Se vuoi metto anche le corse "semiclassiche":
- Paris-Nice: '97 Jalabert;
- Tirreno: mai;
- Harelbeke: mai;
- Wevelgem: '97 Gaumont;
- Freccia: '97 Jalabert;
- Amstel: '81 Hinault;
- Romandia: '99 Jalabert;
- Delfinato: '07 Moreau;
- Suisse: '97 Agnolutto;
- San Sebastian: '02 Jalabert;
- Amburgo: mai;
- Paris-Tours: '06 Guesdon

L'ultima vittoria italiana in ognuna delle corse citate è posteriore a quella transalpina, con l'eccezione della Vuelta, del Mondiale Crono e del Delfinato. Considerando che, in questo millennio, la Francia ha vinto al massimo la Paris-Tours, mi pare di paragonare una bistecca fiorentina con un hamburger McDonald's.
Giogiò78 ha scritto:Gallopin mi sembra adatto alla classiche, è un '88 ma credo che nel giro di un paio di anni possa fare benissimo alla Liegi, o al Lombardia.
Rolland lo scorso anno mi entusiasmò con la vittoria bellissima all'Alpe d'Huez. quest'anno invece non mi è piaciuto, a parte la bella fuga di La Toussiere non è mai rimasto con i più forti quando scattavano.
Pinot è un '90, e può solo migliorare, come detto nelle categorie minori non era malaccio a Crono, magari con un pò di miglioramento della posizione e soprattutto con più convinzione potrebbe difendersi meglio.
Ellisonde non lo conosco, però è luglio 1991, può solo migliorare.
Demare è già un ottimo velocista non al livello dei Top , però avendo 21 anni ha grossi margini. Al Giro mi aspettavo un piazzamento tra i primi 3, invece solo un 4°, ma ripeto è giovane .
Bouhanni, ha vinto il campionato francese, e 6 corse in stagione, e soprattutto oltre 20 piazzamenti tra i 10. Mi sembra qualcosa in più di un velocista.
Gallopin, più che a Liegi e Lombardia, per me è più adatto a Fiandre ed, eventualmente, Roubaix.
Rolland è stato sempre nella top 10 delle varie tappe di montagna e, oltre ad aver vinto a La Toussuire, ha attaccato in discesa con Vdb a Bellegarde prendendo 30" buoni al gruppo. L'unico giorno di "cotta" è stato a Bagnères de Luchon assieme a Pinot.
Pinot ha fatto il primo Gt della carriera: non ricordo molti che, a 22 anni e al primo Gt, arrivano in una top 10 vincendo una tappa. Il futuro è già suo.
Il resto è condivisibile.
Giogiò78 ha scritto:La FDJ è incredibile come stia lavorando , ha una serie impressionante di giovani. Le squadre italiane dovrebbero prendere esempio.
C'è una squadra italiana che, negli ultimi 3 anni, ha proposto questi nomi: Sagan, Moser, Viviani, D.Caruso, Oss, Capecchi, Ponzi, Guarnieri, senza contare 2 vittorie di Gt e altri 3 podi in Gt. Mi sembra che ci sappia fare, questa squadra.
Giogiò78 ha scritto:Ci sono un altro paio di francesi più grandi di età dai quali ci si attende l'esplosione definitiva:
- il citato Coppel,
- Jeannesson che però ha saltato il Tour per problemi fisici , forse lo vedremo alla vuelta.
- Julien Simon, che ha vinto 2 tappe al Catalogna, ma poi al Tour è andato piano.
- Julien El Fares, passato quest'anno agli americani del Team Type 1 Sanofi, e che nel 2010 vinse la prima tappa della Tirreno- Adriatico.
questi non hanno tantissimo tempo per esplodere, il 2013 per loro sarà l'anno della verità
Coppel difficilmente entrerà in top 5 di Gt.
Jeannesson lo vedremo alla Vuelta e, pur essendo un corridore che mi piace, vederlo competitivo per vincere qualcosa di importante sarà difficile.
Simon non sarà mai più che un buon mestierante.
El Fares si è già perso, purtroppo per lui. Anche perché non eccelle in nulla.


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Admin » venerdì 3 agosto 2012, 14:17

Basso ha scritto:L'ultima vittoria italiana in ognuna delle corse citate è posteriore a quella transalpina, con l'eccezione della Vuelta,
Riformula :D


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

Basso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » venerdì 3 agosto 2012, 14:43

Admin ha scritto:
Basso ha scritto:L'ultima vittoria italiana in ognuna delle corse citate è posteriore a quella transalpina, con l'eccezione della Vuelta,
Riformula :D
'azz mi è sfuggito lo squalo :hammer: :hammer: :hammer:
Grazie, boss :mrgreen:


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mestatore
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da mestatore » venerdì 3 agosto 2012, 23:39

a me , prima dell' infortunio era piaciuto anche bardet
che ne pensi winter?


non sono ciclisti, la fatuita' delle loro vite mi sciocca- T. Krabbe', la corsa.

Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 4 agosto 2012, 12:59

mestatore ha scritto:a me , prima dell' infortunio era piaciuto anche bardet
che ne pensi winter?
Pure a me (l'Amstel corsa da grande protagonista)
E' un corridore completo , buono sia per le classiche valloni che per le gare a tappe
L'anno scorso ha fatto una stagione super da Febbraio a Ottobre (è stata ofuscata da quella incredibile di Demare , ma in altri anni sarebbe stato il corridore Under 23 dell'anno)
Classe 1990 come Pinot (e Le Bon che per ora sta un po' deludendo , ma da Junior era superiore ad entrambi), meno scalatore puro , l'ideale sarebbe un'evoluzione di carriera stile Rolland (primi risultati in questo triennio , salto di qualita' nel 2015)
Lavenu non gli fa certo fretta



Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 11 agosto 2012, 15:30

Bardet e Pinot si stan giocando l'ultima tappa del Tour de l'Ain



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 11 agosto 2012, 15:44

Vittoria di Pinot , Bella prova cmq di Bardet

Coppel sta cercando di prendere la maglia



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 11 agosto 2012, 18:16

Sia Bardet che Pinot finiranno la stagione al Lombardia (Bravi)



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Slegar
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Slegar » lunedì 11 marzo 2013, 9:19

Come tre anni fa Bernadeau è nuovamente alla ricerca di uno sponsor per la propria squadra. A fine stagione 2013 terminerà la sponsorizzazione di Europcar e la multinazionale del noleggio non ha intenzione di rinnovare il contratto:
http://www.cyclismactu.net/news-saison- ... 31071.html


fair play? No, Grazie!

Basso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » lunedì 11 marzo 2013, 14:33

Laurent Jalabert è stato investito nella tarda mattinata nella sua Montauban da un auto che proveniva dal senso di marcia opposto. All'arrivo dei soccoritori era incosciente ed ha preso conoscenza all'arrivo dei pompieri. Portato in ospedale, sembra aver subito alcune fratture.

http://www.cicloweb.it/news/2013/03/11/ ... o-diverse-


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andriusskerla
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da andriusskerla » venerdì 29 marzo 2013, 18:13

La Route Adelie Vitré va ad un corridore della Androni, forse Malaguti, che precede Hutarovich e Jules.



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Slegar
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Slegar » mercoledì 10 aprile 2013, 13:40

Bernadeau vuole chiudere il budget della prossima stagione prima del Tour:
http://www.biciciclismo.com/cas/site/no ... p?id=60958

La sua aspirazione è di poter passare dagli attuali sette a nove milioni di budget non per puntare al WT ma per mantenere gli attuali ciclisti e rafforzare la struttura tecnica della squadra.


fair play? No, Grazie!

dietzen
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da dietzen » mercoledì 10 aprile 2013, 14:09

Slegar ha scritto:Bernadeau vuole chiudere il budget della prossima stagione prima del Tour:
http://www.biciciclismo.com/cas/site/no ... p?id=60958

La sua aspirazione è di poter passare dagli attuali sette a nove milioni di budget non per puntare al WT ma per mantenere gli attuali ciclisti e rafforzare la struttura tecnica della squadra.
comunque par di capire che, pur senza aumentare l'investimento, europcar continua come sponsor, no? sarebbe già una buona notizia.


Di Rocco non è il mio presidente

Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 10 aprile 2013, 18:52

L'ideale sarebbe l'altra sigla che c'e' sulla maglia (Accor)
la Vandea è gia' cosponsor , in piu' c'e' Colnago
9 ml son tanti



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Spartacus
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Spartacus » mercoledì 10 aprile 2013, 19:58

comunque non voler passare nel WT è una mossa azzecatissima da parte di Bernaudeau, da vero dirigente esperto ed intelligente.. tanto gli inviti non mancano ai francesi che praticamente fanno tutte le gare che a loro interessano: Nizza, quasi tutte le classiche, Romandia, Delfinato, Tour, Lombardia e per me quest'anno potrebbero pure fare la Vuelta se chiedono l'invito..



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tetzuo
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da tetzuo » giovedì 9 maggio 2013, 14:23

34x27 ha scritto:
tetzuo ha scritto:e continua la leggenda che la francia ha velocisti ma non uomini da gt

ci ha pensato il mago giggi a rimetterli in carreggiata citando Pinot e Rolland.
Anche Jeanesson è un buon prospetto...
a proposito di jeannesson

Arnold Jeannesson - Je me suis retrouvé au sol

Pris dans une chute à quelques encablures de l'arrivée, Arnold Jeannesson a rassuré ses fans sur son site officiel. Le français de la formation FDJ, leader sur ce Tour d'Italie, souffre d'un hématome au mollet et d'un genou râpé.

Sur son site officiel, Arnold Jeannesson a déclaré: "La journée a bien commencé sous le soleil mais après la mi-course la pluie est arrivée. Mes coequipiers m’ont bien aidé et m’ont parfaitement placé au pied de la dernière difficulté, je me sentais très bien alors j'en ai profité pour rester placé et éviter de prendre une cassure lors du sprint mais il y a eu une belle chute dans le dernier virage et je me suis retrouvé au sol, rien de grave : un hématome au mollet et un genou râpé. Je vais essayer de bien soigner ça ce soir, je pourrai profiter de l'étape de demain destinée aux sprinteurs pour récupérer."

speriamo recuperi, una top ten per lui sarebbe un gran risultato.



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » lunedì 13 maggio 2013, 11:19

Cyrille Guimard nel suo libro “Dans les secrets du Tour de France” dedica il primo capitolo alla memoria di Laurent Fignon, chiamandolo “l’ami, le fils spirituel”. I rapporti fra i due da molto si erano interrotti e C.G. si dice molto dispiaciuto di non aver voluto/saputo riprenderli in maniera vera e non solo formale. :-( Egli confessa di non aver potuto leggere il libro di Laurent prima di dover scrivere questo e si domanda, solo ora, ma perché non mi ha chiamato? :-( Ci saremmo messi davanti a un tavolo e avremmo parlato da uomini per dirci quanto avevamo in fondo al cuore. Ormai è tardi! :grr:


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da tetzuo » giovedì 16 maggio 2013, 14:06

Vediamo se dopo Jeannesson ce la faccio anche con lui :lol:

Francis Mourey nella prima tappa alpina è stato a lungo con i migliori, sorprendendo, ma fino ad un certo punto. Attualmente è il miglior francese in classifica (mi pare trentesimo), siete sorpresi di averlo visto su questi livelli? Nelle sue tre precedenti esperienze al giro d'italia si classifico:

2012 78°
2007 43°
2004 104°

Un vero peccato comunque per la FDJ, davvero sfigatissima nell'aver perso Casar e Jeannesson, avrebbe potuto contare su un discreto terzetto.



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » martedì 21 maggio 2013, 21:22

tetzuo ha scritto: Francis Mourey nella prima tappa alpina è stato a lungo con i migliori, sorprendendo, ma fino ad un certo punto. Attualmente è il miglior francese in classifica (mi pare trentesimo), siete sorpresi di averlo visto su questi livelli? Nelle sue tre precedenti esperienze al giro d'italia si classifico:

2012 78°
2007 43°
2004 104°
Riprendo un po' questa considerazione: a 5 tappe dal termine lo troviamo al 23esimo posto in classifica generale, per cui proseguendo questo trend questo Giro può essere la sua miglior corsa a tappe di sempre. Di sicuro non ce lo si aspettava del tutto, dal momento che il leader della FDJ doveva essere Jeannesson. Mi chiedo più che altro, visto che anche la carta d'identità comincia ad avere il suo peso (a dicembre compirà 33 anni) se non abbia in mente per questi ultimi anni di carriera, di voler cercare nuovi stimoli, sacrificando molto l'attività crossistica dell'inverno per provare magari ad ottenere buoni risultati su strada. Chiedo soprattutto agli esperti di ciclismo francese se si sa qualcosa in merito su di lui (ovviamente spero che continui a praticare il ciclocross perchè sa ancora cavarsela molto bene).


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 31 maggio 2013, 8:54

Traduco dal libro di C. Guimard "Dans le secrets du Tour de France"

Jacques Anquetil (L'Intouchable)

"Quando il pericolo è grande, è allora che mi sforzo (di dare il meglio)". Potrei citare frasi di J.A. all'infinito e pensare solo a lui. Il suo è un nome che rappresenta la storia del ciclismo e anche la storia pura e semplice. *A* come Anquetil: prima lettera dell'alfabeto, come se attraverso e con lui tutto ricominciasse, come se tutto fosse nato con la sua sola presenza. :) Con lui appare un nuovo genere, un nuovo stile, un nuovo modo di essere: Anquetil un inventore totale. :clap:
Jacques era un personaggio affatto atipico e, a prescindere dal ciclismo, una delle perone più carismatiche che abbia mai conosciuto. Se entrava in una stanza, tutti si fermavano, se parlava, tutto si chiariva al suono delle sue parole; quando pedalava, le parole non c'erano proprio per poter significare veramente la nostra ... ammirazione. :champion:
Era tutto il contrario di Poulidor, J. aveva una classe "folle", R. mancava di qualcosa che, per il momento, potremmo chiamare fluidità.
Quando sono andato a vedere la partenza del Tour 1957 a Nantes, l'ò cercato continuamente e il mio cuore batteva veloce e quando l'ò visto, infine, non ho avuto occhi che per lui e Darrigade. :) Il 1957 era l'anno del suo primo Tour e fu anche la sua prima vittoria. Questo istante ha accompagnato tutta la mia giovinezza e ancora oggi, quando penso al passato, comprendo bene quanto quel momento fu importante per me. A riflettere bene devo confessare che J.A. è stato il mio solo *eroe*, il mio solo *mito*. Spesso si dice, a giusto titolo che non bisognerebbe mai conoscere di persona i proprio *eroi*, ma in questo caso, potete anche non credermi, il conoscerlo rappresenta un'eccezione alla regola e infatti mi dette una tale felicità che non potevo immaginarla maggiore (neppure nei miei sogni). :) Ho addirittura vinto la mia prima corsa da professionista "grazie a lui": aveva tirato insieme a me per raggiungere i fuggitivi e poi io avevo vinto allo sprint. Un ricordo *imperissable*. :carta:
Correre insieme era un piacere indicibile e una lezione quasi sempre eccezionale. Si aveva l'impressione che lui fosse nato su una bici e che fendesse lo spazio e il vento contrario con ... direi quasi "devozione". :) Pedalava con una leggerezza così prodigiosa che non poteva non affascinare: la sua posizione in sella era quasi perfetta (sempre). Era la fluidità al servizio della potenza.
Per me Jacques non era un principe, né un aristocratico, era sé stesso e tanto mi bastava, lui era lui, non aveva alcun modello da seguire e non solo, perché egli ironizzava addirittura sulla propria immagine e non si curava minimamente di quello che gli altri potevano pensare di lui e del mondo in cui viveva. Non era prigioniero del sociale, era un autentico "emancipato", un signore che aveva inventato la sua propria classe, casta e autonomia. :) :champion:
Atipico dunque e al contempo enigmatico, perché si aveva l'impressione di non poterlo toccare, anche se lui non lo voleva, ma era così. E poi conduceva una vita da signore, a la maniera dei grandi di alta classe, anche i giorni di corsa pasteggiava a champagne e aragosta e faceva le notti bianche. "Du jamais vu".
Certo non ho conosciuto uno come Fausto Coppi e immagino che fosse impressionante come Jacques, ma non so, anche perché J.A. anche nel dopo carriera si è rivelato un consultante di lusso (su Antenne 2) con analisi sempre dirette, pertinenti, sanza mai un errore.
Dopo, quando diventò responsabile della nazionale, è quasi nata un'amicizia fra noi e in quel caso ho scoperto un altro personaggio, con una vita privata affatto perticolare e che ciascuno dentro di sé doveva accettare comunque. Quando parlavo con altri, di lui, certuni (moralisti) sostenevano che Jacques era amorale e io rispondevo che non si poteva giudicare: lui era lui e se anche fosse stato amorale, non certo però era *immorale*. :x Come diceva Marguerite Duras: "Sono di una moralità dubbia, perché dubito della morale degli altri." :D
Io non l'ò mai sentito parlar male di chicchesia e mai dare giudizi approssimativi, preferiva il ragionamento su ogni altra considerazione, anche se, tutto sommato, finiva un po' con assomigliare a quelli che io chiamo "i poeti un po' anarchici" come Brassens, Brel o Ferré. :clap:
Anquetil? Un intouchable, un pantheon a lui seul. :champion:


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 1 giugno 2013, 12:40

Lemond il prossimo libro da leggere ? quello su Anquetil ;)



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » sabato 1 giugno 2013, 12:48

Winter ha scritto:Lemond il prossimo libro da leggere ? quello su Anquetil ;)
Scritto da chi? E con quale titolo?

intanto, continuo da Guimard.

Si è spesso scritto qui e là che sono stato comunista da giovane, ma si dicono tante stupidaggini nel corso di una vita (parlo sia per me che per gli altri) che se dovessi rettificarle tutte, un libro non sarebbe sufficiente. In ogni modo cerco di fare del mio meglio per "risolvere" la questione. Sono ateo, per quanto riguarda la religione e già da quando avevo 12 anni ero ateo, anche in termini politici. Al cantiere, dove lavoravo, ero più "comunardo" (in francese communisant, che si potrebbe anche tradurre "avere simpatie per un comunismo , diciamo utopistico) che comunista. La mia religione, il mio partito sono sempre stati lo sport e il ciclismo. Più tardi, anzi, ho avuto diversi scontri con il *comunismo*: quanto tu eri corridore alla mia epoca e ti scontravi con atleti venuti dall'URSS, DDR o Polonia e vedevi quello che facevano, francamente potevi comprendere molto male il rapporto con il comunismo. E se invece riuscivi a capirlo, allora era il migliore dei respingenti possibili. (n.d.t. questa frase la dedico in special modo ai miei amici Donchi e Desmo) Nel 1967 divenni professionista con la Mercier, con grande sconforto del colonnello Crespin, allora ministro dello Sport, che voleva restassi dilettante per partecipare ai giochi olimpici del Messico, ma perdere un anno per confrontarmi con i ciclisti statalizzati dell'Est, supervitaminizzati, non aveva alcun interesse ai miei occhi.


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 1 giugno 2013, 12:52

Appena ho l'autore buono te lo do
il libro su Guimard mi pare ti soddisfi ;) (io l'ho letto in 3 giorni)



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » sabato 1 giugno 2013, 13:11

Winter ha scritto:Appena ho l'autore buono te lo do
il libro su Guimard mi pare ti soddisfi ;) (io l'ho letto in 3 giorni)
E^ interessante, ma io lo leggo non solo per quello, ma anche per riportarne le parti interessanti e quindi dedico a questo libro un tempo limitato, giorno per giorno.

P.S.

Mi ricordo anch'io (tu non credo) quando anche da noi si poteva avere la TV a gettone, l'antesignana della "pay per ... :cincin:


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » domenica 2 giugno 2013, 7:59

Raymond Poulidor

Come rappresentare questo grande personaggio, senza associarlo a Jacques? Credo non si possa, perché solo conoscendo il fatto che Anquetil aveva vinto tutto con la sua scienza innata, si può comprendere come il pubblico avesse bisogno di un R.P. sempre, più o meno, magnifico nella sconfitta. :)
Devo confessare che il Nostro è uno strano personaggio, perché fra la realtà e l'immagine che la gente ha di lui ... il cammino è enorme. :old: In apparenza rappresentava il mondo agricolo, la fattorie e la campagna, mentre Jacques l'aristocrazia: il re dei campi vs il principe "tout court". Ma in realtà era tutto il contrario, perché il vero imprenditore agricolo era Anquetil, era lui ad avere una vera passione per la terra ed ha finito la vita lavorando per essa. Poupou invece è nato dalla terra, ma si può dire che se n'è ben emancipato quasi subito. Altra annotazione: tante volte ho sentito dire che Raymond non ha testa, ma ancora una volta penso che fosse vero il contrario, perché per me, che l'ò conosciuto da vicino, la qualità che più ho apprezzato in lui è stata proprio l'intelligenza. :old: Ho corso sei anni con lui e spesso abbiamo anche dormito insieme e penso di sapere di chi parlo. Poulidor ha saputo fare ciò che occorreva per non complicarsi la vita e anche dopo ha saputo amministrarsi in maniera sempre giudiziosa. Sapete, secondo me, quale sia la prova più convincente della sua ...? E' riuscito a vivere tenendo lontano da sé la cosa che più ha il potere di distruggere chiunque: lo *stress*. :grr: L'unico rischio che si è sempre concesso era quello con le carte, ma era talmente bravo che anche lì ... Non bisognava mai giocare a carte contro di lui. :old: E siccome io non ero scemo, ho giocato solo se potevo fare coppia con lui. :) Nel ciclismo è riuscito, in mancanza di vittorie eclatanti, a lasciare un immagine di sé stesso come pochi e, pur non essendo mai riuscito a indossare la maglia gialla è comunque arrivato sul podio a 40 anni. "La gloria senza la maglia" ecco il titolo di un libro che si potrebbe immaginare su di lui. :) Non ha mai voluto la responsabilità di essere "un patron" era sempre il d.s sportivo a prendere le decisioni che lo riguardavano e talvolta era talmente lontano dalle tattiche più immaginative (non le voleva nemmeno conoscere) che cadeva lui stesso nella trappola ideata dalla sua squadra. :D Forse, apllicandosi di più nella strategia, avrebbe avuto un "palmarès" migliore, ma a che pro :dubbio: visto che è lo sportivo più amato da cinquant'anni, quello che ha firmato più autografi di tutti? Semmai è Anquetil che si doveva sentire privato di qualcosa dalla popolarità dell'altro, non certo Poupou dalle vittorie del primo. :) La cosa più strana di tutte è che Raymond quella popolarità non l'à mai cercata, non era come Virenque, non cercava mai le telecamere e i giornalisti, semplicemente stava "nel suo" con quell'aria placida e "le mosche" arrivavano. :) Forse il "mistero" sta tutto nel fatto che ciascuno si poteva identificare in lui, perché vedeva in lui il *dominato*, *l'operaio*, *il contadino*, mentre Jacques, come ho già scritto ... E' la storia (non vera) del ricco e del povero! Per finire, un aneddoto molto esemplificativo: un giorno una donna di una certa età gli porse una busta, con dentro un assegno di diecimila franchi dellepoca, accompagnata da poche righe, del tipo: "Lei ha avuto talmente sfortuna nella vita che mi sento in dovere di sostenerlo". :D :crazy: :diavoletto:

P.S.

Quando Poulidor andò a trovare Jacques all'ospedale, sul letto di morte, il Normanno gli disse: " Vedi Raymond anche in questo caso tu arriverai secondo". :) :x


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » domenica 2 giugno 2013, 10:13

Le ultime due righe spiegano bene che personaggio e che carisma avesse anquetil :clap: :clap:



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » martedì 4 giugno 2013, 10:05

Cipo

... Ho sempre cercato di aiutare i miei colleghi e devo riconoscere che, da questo punto di vista, non sono cambiato nel tempo: ho sempre avuto poca simpatia per gli arroganti nello sport. :x Se dovessi scegliere con chi passare insieme le vacanze fra Abdou e Cipo (due velocisti diversi, ma contemporanei) non esiterei un solo istante a scegliere l'uzbeco, pur non avendo troppa "attrazione" per costui; però non vorrei mai avere a che fare con Cipo. :x
Vivendo all'interno dell'ambiente, abbiamo il privilegio raro di sapere ciò che accade veramente e posso affermare che Cipo era tutto, salvo una brava persona: i suoi gregari erano trasformati in uomini pronti ad ogni più sporco lavoro ("homme de main" dice lui), nel senso di bloccare o spingere gli avversari. Questo non vi richiama alla mente Marc Cavendish nel 2010 al Tour? Cipo aveva una bella capacità di parlare ed era diventato una star per i media (n.d.t. ciò non vi richiama alla mente una conduttrice del Giro? :crazy: ). Questa situazione per me era insopportabile, tanto più che i giornalisti in quel periodo trattavano in malo modo il povero Abdou: tutte le critiche si concentravano su di lui. :x Era vero che le sue volate non erano esemplari e che non sempre riusciva a mantenere la sua linea, ma secondo me non basta per fare del suo rivale (Cipo) il bello dello sprint. Atteggiamento assurdo, secondo me. A me piace fare le pulci alle pretese verità e suggerisco di non fidarsi delle immagini ufficiali descritte da un insieme corporativo come i media. Di solito quel che viene presentato non riflette per niente la vera moralità degli individui diventati star. :grr:


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da lemond » sabato 8 giugno 2013, 9:44

Eddy Mercks (Vous avez dit Cannibale?)

Osare scrivere quello che segue sarà per molti un "sacrilegio" o forse una prova d'indipendenza di giudizio? In ogni caso: la mia verità. :old:
Molti considerano il belga il più grande nella storia del ciclismo e il suo "palmarès" testimonia da solo le dimensioni surreali del corridore: vincere, vincere a tutti i costi, vincere sempre e ovunque. Ma che le cose siano chiare, io non ho per Mercks lo stesso modo di vedere/sentire che ho per J. Anquetil e la ragione è semplice: Eddy non era e non è un uomo carismatico e questo fatto, appunto, non è determinato dal "palmarès". Altrimenti che dire di Fausto Coppi? Secondo chi ha avuto il privilegio di vederlo egli era incomparabile e secondo P. Chany e J. Augendre l'italiano era nella categoria dei "mostri sacri". Mercks con le sue vittorie potreva stare in questa categoria? Secondo me ... NO. Non dovete vedere in questi propositi alcuna aggressività: evoco soltanto il mio sentimento più intimo e vero. D'altra parte aggiungo alle mie riflessioni una domanda: Mercks era il più dotato per il ciclismo? La mia risposta è categorica: :no: E, se mi riferisco anche soltanto ai corridori che ho frequentato da vicino, ne conosco almeno due che disponevano di qualità superiori: Anquetil e Hinault e non ho nessun dubbio al riguardo. :old:
Le prime impressioni sono quasi sempre quelle buone e i ciclisti altro non sono che uomini ed è questa considerazione che mi permette di sostenere che E.M. non ha mai avuto lo stesso raggio d'azione di J.A. o, il che è lo stesso, Mercks non mi ha mai fatto sognare e per me è la più crudele delle verità. Eddy era un vero professionista, un lavoratore che non lasciava niente al caso, ma non ha mai fatto accendere la mia immaginazione, con lui nulla poteva andare al di là della corsa. Non poteva mai diventare un mito e anche quando parlava era sempre monocorde, per non dire convenzionale. A voler essere cattivi, Mercks non ha mai detto altro che ... banalità e non aver niente da dire quando si è il più grande corridore della sua epoca è ... desolante. :x Mercks non era né una star, né un'icona, non è mai stato pervaso da quel qualcosa che conduce le folle, ma anche gli intellettuali, gli artisti in un altro mondo, un mondo allo stesso tempo meravigliorso, poetico e romantico. :)
Più increbile ancora: egli correva il Tour, il Giro, le Midi-libre o la più piccola delle "Kermesse" nello stesso modo e come poteva un lato così meccanico e freddo, affascinare? :dubbio:
Grande Boucle 1969, aveva 24 anni ed era il suo primo Tour: partito con il suo compagno Van Den Bosche sul Tourmalet, dette spetatcolo. Dopo aver esitato, aveva continuato da solo, prima nella vallata, poi sull'Aubisque, per arrivare a Mourenx con circa otto minuti. Un raid di 140 km, un exploit sicuramente e l'Equipe titolava: "Mercks surpasse Mercks" ed era sicuramente vero, ma quello che so io è che occorrono anche circostanze favorevoli per arrivare a ciò. Questo genere di "exploit" è possibile solo a partire dal fatto che dietro il gruppo accetti la proprio capitolazione, tanto più che perdere un minuto o sei non cambia niente. Pertanto quel giorno chi si sarebbe voluto sacrificare per andargli dietro e per far cosa? Ciascuno difendeva le posizioni e lasciava che Mercks se ne andasse e quindi, nella misura in cui gli altri si :worthy: non posso affermare che ci sia stato un alcunché di eroico in quella prestazione. Il mistero spiegato, secondo me, lo si trova nel soprannome: il Cannibale. Ma il grande campione è colui che vuole "arraffare" tutto? Questo tipo di logica: il migliore deve sempre prevalere, secondo me non produce gli eroi, un campione diventa tale e popolare soprattutto nelle sconfitte. Nessuno, tranne in Belgio, era veramente tifoso di Eddy e quando nel 1975 fu sonoramente sconfitto da B. Thevenet non ci si è accorti di nessun movimentyo di simpatia spontanea, contrariamente a quello che si era/sarà avvertito nei casi di Anquetil e Fignon. Le disfatte possono ingrandire la nostra umanità, questo caso non si è realizzato con Eddy Mercks. :x


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