Ciclismo francese

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
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Celun
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Celun » venerdì 12 luglio 2013, 15:14

Non bene al Tour fino ad ora.

Quest'anno mi sa che vedremo che un concreto ricambio generazionale tarda ad arrivare.

Aspettiamo l'ultima settimana,
ma bene o male i Fedrigo/Voeckler/Riblon/Casar/Peraud/Gadret/Dupont
che qualcosa avevano dato negli ultimi anni, ormai sono in calando(quasi tutti praticamente)

Anche veder scattare Rolland sui primi cavalcavia è una piccola delusione,
nel top della carriera con un tour tutto salite, che fa punta alla maglia a pois e non al podio o al massimo ad una onorevolissima top 5?

Quest'anno pagano tanto anche il calo inatteso di Pinot in questo tour.
Ed i vari Sicard/Geniez/Coppel/Brice Feillu che neanche uno di loro è cresciuto come ci si sarebbe aspettato.

Cresce bene Bardet invece..


Tutto ancora più grave se calcoliamo che poi son quasi tutti corridori che vanno forte solo al Tour,
e praticamente spariscono nelle corse internazionali.




CicloSprint
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da CicloSprint » martedì 16 luglio 2013, 17:30

Che sfortuna oggi

Non partito Pinot

E dopo Rai Costa 3 francesi!!!!

Quando vincono una tappa al 100° Tour ?



Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » martedì 16 luglio 2013, 18:35

Si era malato , visto che non migliorava ha preferito ritirarsi , sarà alla vuelta
Per ora zero vittorie , le grand bornand o semnoz uniche chance



Passista Scalatore
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Passista Scalatore » martedì 16 luglio 2013, 21:13

Il calo prestazionale degli europcar in particolare mi ispira qualche dietrologia e forse non è questa la sede adatta. Rolland molto male, 2 anni da top 10, fulgido scalatore, ora si stacca da 20-30 corridori. Non parliamo neanche di Vockler.
Volendo far nostra la giustificazione per il mio pupillo Thibaut , c'è comunque da sottolineare il basso livello di prestazioni anche di tutta la FDJ.
Solo oggi Jaennesson ha provato a fare qualcosa, cosi come il Cofidis Coppel.
Un tour disastroso per tutti i transalpini, Chacha a parte, l'unico che non corre in un team francese,



mestatore
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da mestatore » martedì 16 luglio 2013, 23:34

winter, ma come mai coppel he sembrava la grande speranza si è ridotto così ?


non sono ciclisti, la fatuita' delle loro vite mi sciocca- T. Krabbe', la corsa.


Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 17 luglio 2013, 18:14

Bella domanda
La sua involuzione è incredibile
Era il miglior talente francese tra il 1980 e il 1987 , forte sia a crono che in salita
La caduta in Corsica ha creato dei problemi fisici
Pero' è tutta la stagione che è al di sotto degli standard Saur
Dal 2011 non è piu migliorato anzi è notevolmente peggiorato
Alla Saur aveva troppe responsabilita' , qui no.. c'erano sia Taaramae che Navarro

Per Passista Scalatore , Sui risultati scadenti dei Francesi ho qualche idea.. ma a leggere il fortum , il male del ciclismo è solo Froome



Mad
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Mad » giovedì 18 luglio 2013, 13:38

Winter ha scritto: Per Passista Scalatore , Sui risultati scadenti dei Francesi ho qualche idea.. ma a leggere il fortum , il male del ciclismo è solo Froome
Ovvero? Non fosse altro perché da Juniores ed U23 sono fortissimi e una volta passati molti "scompaiono".



Admin
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Admin » giovedì 18 luglio 2013, 13:41

Se sono idee "di quel tipo" parliamone nella sezione apposita ;)


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 18 luglio 2013, 18:20

Mi hai letto nel pensiero :D



donchisciotte
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da donchisciotte » lunedì 29 luglio 2013, 15:32

Lemond mi ha chiesto di postare questa nuova puntata del libro di Guimard ( un tuffo nella giovinezza, per me).



Negli anni Novanta il doping artigianale, seguito nel ciclismo da noi, a
differenza di tutti gli sport dei paesi dell'Est dove erano anni avanti,
cedeva il passo alla tacnoscienza. Per avere la misura di ciò, basti pensare
che la ricerca dei miglioramenti delle prestazioni sportive era stata
commissionata dal CONI ai tristemente celebri dott. Conconi e Ferrari.
Insomma era l'inzio di quel doping organizzato allo scopo di poter
raggiungere la ricerca ben più avanzata dei Paesi dell'Est. A partire da lì,
niente era come prima, perché certi corridori (o sportivi in generale)
potevano avere un'assistenza che altri non potevano permettersi, ormai non
tutti erano alla pari: da una parte le squadre (di calcio, rugby, basket o a
titolo individuale altri sportivi) che avevano i mezzi per un doping
scientifico e i medici/preparatori competenti, dall'altra quelli che
restavano ignoranti. Il prodotto di base "miracoloso ha un acronimo famoso
*EPO* e, a partire dal 1992 i risultati e ogni "palmarès" non avevano più
alcun senso almeno per cinque/sei anni. Poi il senso lo riacquistarono,
perché il consumo di EPO si diffuse a "toute le monde" e quindi tutti dopati
uguale a nessuno dopato. Io sto solo dicendo la verità, la verità in tutta
la sua crudezza. (Nota mia, per gli altri sport non mi interessa
specificare, chi vuole può andare a leggersi quali squadre hanno trionfato
ad es. nel calcio italiano e internazionale, ma per i ciclismo, che mi
interessa particolarmente posso accludere la seguente tabella, a titolo di
esempio ho scelto le gare più importanti, per gli anni (sei) che vanno dal
1992 al 1997


Giro d'Italia
1992 Miguel Indurain
1993 Miguel Indurain
1994 Evgenij Berzin
1995 Tony Rominger
1996 Pavel Tonkov
1997 Ivan Gotti Pavel

Tour de France

1992 Miguel Indurain
1993 Miguel Indurain
1994 Miguel Indurain
1995 Miguel Indurain
1996 Bjarne Riis
1997 Jan Ullrich

Vuelta

1992 Tony Rominger
1993 Tony Rominger
1994 Tony Rominger
1995 Laurent Jalabert
1996 Alex Zülle
1997 Alex Zülle

Campionato del Mondo

1992 Gianni Bugno
1993 Lance Armstrong
1994 Luc Leblanc Claudio
1995 Abraham Olano
1996 Johan Museeuw
1997 Laurent Brochard

Siamo negli anni di piombo, durante i quali un corridore, prima di firmare
il contartto, chiedeva prima di tutto il nome del medico della squadra. E se
il medico non disponeva dei "protocolli EPO", nessun corridore si sarebbe
imbarcato in una simile squadra. Ho vissuto questa esperienza nel 1997,
quando ero direttore sportivo alla Cofidis. Nessun medico francese, per
quanto ne so, aveva ancora la piena maestria per utilizzare l'EPO, tranne la
Festina, ma si può considerare francese? E questo è ciò che si chiama il
ciclismo a due velocità. Intendiamoci bene, io non dico che i corridori
francesi non volevano avere a che fare con l'EPO, dico soltanto che i medici
francesi non volevano o non sapevano farlo. Infatti nel 1995, il mio ultimo
anno alla Castorama, parecchi miei corridori sono andati dal nostro medico:
Armand Mégret per chiedergli di essere trattati con l'EPO! Quando lui ha
risposto con un no secco e deciso, i corridori l'ànno trattato da
incompetente e allora lui si è ritirato a vita privata. Era un periodo
terrificante. Lo stesso anno, alla partenza della Freccia Vallone i
corridori sono venuti a trovarmi, per dirmi che correvano solo per stare in
gruppo, non potendo fare di più e questo sentimento di tristezza e
resignazione, unita all'umiliazione è durato per molto tempo. Gli altri
vincevano tutto, senza grandi sforzi e i nostri correvano "a bloc" tutta la
corsa, ma alla minima accelerazione, si staccavano. In una salita della
Liegi si intesero voci del genere: "Allora i piccoli francesi, sempre dietro
eh". :-)

Freccia Vallone 1995

1995 Laurent Jalabert Maurizio Fondriest Evgenij Berzin


Liegi Bastogne Liegi 1995

1995 Mauro Gianetti Gianni Bugno Michele Bartoli



(*) Laurent Jalabert correva per una squadra spagnola: La Once

La sconfitta è sempre difficile, ma quando è ingiusta è ancora peggio e, per
forza di cose, questa rassegnazione era vissuta male da parte di alcuni, che
lavoravano con passione tutto l'anno. :-( Ma poi, inevitabilmente,
diventatava domanda di doping, perché altrimenti non c'era altra speranza e
come avrebbero potuto continuare a svolgere quella professione. Il ciclismo
è come la società, alcuni sono meno forti moralmente, meno scrupolosi, e
pertanto meno armati per resistere e lottare. E una volta inseriti
nell'ingranaggio è quasi impossibile uscirne indenni. Ma fortunatamente noi
abbiamo saputo resistere e, in definitiva, l'abbiamo scampata bella. Io non
sono un uomo troppo impressionabile, ma questa deriva mi ha dato il
voltastomaco, perché avevo informazioni molto inquietanti. Ne avevo parlato
a lungo con L. Fignon, per esempio, e lui mi aveva raccontato la sua
esperienza nella Gatorade, dove aveva terminato la sua carriera. Avevo
fiducia nel suo giudizio e anche lui si diceva "accorato/scoraggiato" per
simili pratiche e quando ne parlavamo, vedevo bene che si sentiva impotente
e aveva paura. E' stata questa la ragione per la quale ha rifiutato tutti i
"protocolli" italiani. Aveva carattere e intelligenza ... lui. :clap:

Alla fine quasi (o tutte) le squadre si sono organizzate e quindi i
corridori disponevano di tutti i mezzi, con uno staff medico intiero a loro
disposizione per somministrare loro l'EPO: Esso era diventato un diritto
per gli atleti (nota mia: la cosa mi pareva anche giusta, perché così si
pareggiavano le cose; è da quando sono piccino che lo dico: tutti dopati è
uguale a nessun dopato, dal punto di vista della competizione, poi ciascuno
sceglie, della sua vita, quello che vuol farne, vedere le leggende di
Achille e Gesù). Nel 1997, quando ero direttore sportivo alla Cofidis, mi
sono scontrato con i corridori, perché abbiamo rifiutato di mettere a loro
disposizione le centrifughe. In effetti i ragazzi volevano poter verificare
quotidianamente il valore di ematocrito che era il solo mezzo allora per
verificare una eventuale assunzione di EPO. D'altra parte si aveva un
ispessimento del sangue e quindi era bene controllare, specie la notte a
riposo, e, a certe ore fisse, si dovevano svegliare per pedalare sui rulli,
al fine di evitare embolie, sincopi etc. L'UCI aveva finito, dietro
pressioni, per reagire e fissare un tasso di ematocrito. A me sembrava anche
troppo il 50% , ma ad es. i colombiani affermavano che il 52% andava bene,
perché molti di loro superavano allegramente (per loro c'era però il fatto
di vivere in altitudine) il 60%. Naturalmente non c'era solo il ciclismo
sotto EPO, nel calcio, in Italia ad es. ci fu il caso della Juventus di
Torino, ma tutto poi passò sotto silenzio, perché ci sono degli sport che
non si possono toccare. A proposito del calcio non c'erano parecchi campioni
del mondo di passaporto francese? :-(
Evidentemente eravamo in piene schizofrenia, perché poi il fissare una
soglia all'ematocrito, era un modo per legalizzare l'EPO. Certo era meglio
che niente, ma ...

P.S.

(Nota mia, nel c.d. caso Fuente (emotrasfusioni) erano implicati atleti di
tutti gli sport più popolari, fra cui il solito tennista spagnolo, ma
provate a domandarvi chi è stato condannato?)

Alla fine quasi (o tutte) le squadre si sono organizzate e quindi i
corridori disponevano di tutti i mezzi, con uno staff medico intiero a loro
disposizione per somministrare loro l'EPO: Esso era diventato un diritto
per gli atleti (nota mia: la cosa mi pareva anche giusta, perché così si
pareggiavano le cose; è da quando sono piccino che lo dico: tutti dopati è
uguale a nessun dopato, dal punto di vista della competizione, poi ciascuno
sceglie, della sua vita, quello che vuol farne, vedere le leggende di
Achille e Gesù). Nel 1997, quando ero direttore sportivo alla Cofidis, mi
sono scontrato con i corridori, perché abbiamo rifiutato di mettere a loro
disposizione le centrifughe. In effetti i ragazzi volevano poter verificare
quotidianamente il valore di ematocrito che era il solo mezzo allora per
verificare una eventuale assunzione di EPO. D'altra parte si aveva un
ispessimento del sangue e quindi era bene controllare, specie la notte a
riposo, e, a certe ore fisse, si dovevano svegliare per pedalare sui rulli,
al fine di evitare embolie, sincopi etc. L'UCI aveva finito, dietro
pressioni, per reagire e fissare un tasso di ematocrito. A me sembrava anche
troppo il 50% , ma ad es. i colombiani affermavano che il 52% andava bene,
perché molti di loro superavano allegramente (per loro c'era però il fatto
di vivere in altitudine) il 60%. Naturalmente non c'era solo il ciclismo
sotto EPO, nel calcio, in Italia ad es. ci fu il caso della Juventus di
Torino, ma tutto poi passò sotto silenzio, perché ci sono degli sport che
non si possono toccare. A proposito del calcio non c'erano parecchi campioni
del mondo di passaporto francese? :-(
Evidentemente eravamo in piene schizofrenia, perché poi il fissare una
soglia all'ematocrito, era un modo per legalizzare l'EPO. Certo era meglio
che niente, ma ...

P.S.

(Nota mia, nel c.d. caso Fuente (emotrasfusioni) erano implicati atleti di
tutti gli sport più popolari, fra cui il solito tennista spagnolo, ma
provate a domandarvi chi è stato condannato?)

Spesso si sente dire che la colpa è degli sponsor, del sistema, degli
organizzatori, delle squadre e dei direttori sportivi. Quello che posso
dire, dopo essere stato corridore, direttore sportivo, dirigente federale
etc. è che la responsabilità principale è, nella maggior parte dei casi e
dei tempi, degli atleti medesimi. Nel caso dell'EPO sono stati alcuni
ciclisti (ma non sa se ci sono stati anche altri "sportivi") che per primi
sono andati da Ferrari e Conconi e, come ho già detto, la generalizzazione è
avvenuta dopo, a partire dal 1997. In quell'anno due terzi almeno del
plotone mondiale disponeva degli stessi prodotti. La situazione poteva
stabilizzarsi se non fosse scoppiato "l'affare Festina". Il controllo fu
fatto su questa squadra, ma sarebbe stato lo stesso per qualsiasi altra,
perché, visto il modo nel quale ci si riforniva, era imperativo avere sul
posto (in ciascun paese) un modo per trovare il prodotto. Bruno Roussel,
d.s. della Festina, ha detto al processo: "Ho preferito controllare il
sistema, piuttosto che lasciare soli i corridori di fronte al potenziale
pericolo di tale medicamento". E questo è vero. Bruno non ha agito male,
perché non aveva proprio nessuna scelta, ma ciò nonostante l'ànno linciato.
(nota mia, come si sa, si ha sempre bisogno di un capro espiatorio :-( )
Devo aggiungere che a me interessa parlare della Francia, perché negli altri
paesi il passar sopra a l'etica era un costume di vita e quindi nessuno (o
quasi) provava un senso di colpa. In Francia era diverso, perché i francesi
sono sempre stati legalitarii: l'emergenza delle mafie, non fa parte della
nostra storia, e non abbiamo, come in Italia e Spagna un'economia parallela
(in nero). Erede del 1789 il nostro popolo rifiuta la logica del sottobosco
e noi abbiamo sviluppato forme di organizzazioni collettive più solide e
nonostante ciò ...

Nel 1997, quando ho ripreso la direzione sportiva della Cofidis non
sopportavo quello che vedevo. Era l'epoca nella quale si accusavano i
francesi di non sapersi allenare, oppure si trattavano i loro dirigenti da
... Ciò che era finito erano invece il binomio d.s. e amore per il proprio
mestiere. Finiti i tempi benedetti dove potevamo pensare a delle strategie
insieme ai corridori e, sempre con loro, costruivamo solidarietà, amicizia e
gioia di stare insieme. :-( Invece vivevamo una grande amarezza quotidiana
ed eravamo ormai entrati in uno schema di ragionamento rudimentale e
regressivo. Ad es. questo corridore può essere sia in buona forma o
totalmente bloccato, secondo la *preparazione* che aveva fatto. Era
allucinante, perché i corridori arrivavano al Tour senza aver corso da più
di un mese, perché erano in *preparazione* :-( Venivano in squadra appena
usciti dalla loro *ibernazione* e insomma non eravamo più sullo stesso
pianeta. :-( Il medico della Festina l'à ben raccontato nel suo libro: un
direttore sportivo non poteva più continuare il suo mestiere spinto dalla
passione, non c'era più la possibilità di educare e formare; solo gli
"stregoni" detenevano le chiavi del successo. Essi soli eleboravano i
programmi di allenamento e quelli di corsa e i parametri erano basati
esclusivamente sui diversi prodotti e protocolli ed essi modificavano la
preparazione unicamente in funzione di queste esigenze. Insoma i d.s. erano
diventati dei semplici autisti e la sola domanda che si facevano era: "Il
dosaggio sarà quello giusto?". In un anno alla Cofidis per me era come se ne
fossero passati dieci ed ho finito per chiedermi: che ci faccio io qui? Un
buco nero. :-(

Approfitto dell'occasione per rispondere a quelli che mi domandano spesso:
"Se si legalizzasse il doping, tutti sarebbero sul piede di parità?" Non
fissare le regole, sarebbe la morte dello sport quale noi lo conosciamo
(nota mia, quale sport intende però non lo dice). Ed io scelgo i limiti
dell'antidoping, rispetto al dover passare la mia vita ai funerali. (nota
mia, altamente drammatico, capita in tutti quelli che hanno pochi argomenti,
ma confusi. :-) )
Dopo un po' più di dieci anni all'inferno, dieci anni nei quali non contiamo
più i corridori privati dei loro titoli o messi in stato di non nuocere, la
lista è troppo lunga, dopo drammi umani come quelli di Marco Pantani e Frank
Vandenbrouche, siamo oggi usciti da questo stato di tenebre? Questi ultimi
anni, dopo l'introduzione del passaporto biologico, e di nuove tecniche
nella lotta al doping, i progressi sono stati considerevoli. Il plotone è
stato messo sotto sorveglianza attiva e i corridori sono stati obbligati a
"disarmarsi", così facendo il il livello globale si è riequilibrato (nota
mia, quest'ultimo per ammissione sua era già stato fatto nel 1998 quando
tutti avevano a disposizione l'EPO e per il resto lui pensa che se
l'antidoping è cresciuto la ricerca contraria invece sia rimasta ferma:
ognuno si illude come può e vuole.)
In altri sport si urla che non c'è il doping da loro! Io potrei citare
numerosi sport, ma penso essenzialmente al calcio e lì posso assicurare che
si sbagliano di grosso. Chi si è indignato quando, durante i mondiali in
germania 2006, la FIFA ha deciso che non ci sarebbero stati controlli del
sangue? Sappiamo tutti che cosa significhi questa decisione, il doping è nel
calcio, come nel ciclismo e quelli che pretendono il contrario sono dei
BUGIARDI!
Oggi il ciclismo, almeno, sembra aver fatto la sua rivoluzione, anche se,
come sempre, ci ci saranno dei cadeveri al bordo delle strade, ma alla fine
penso si sia sulla strada giusta per ritrovare la credibilità.


Verità e giustizia per Marco Pantani, una battaglia di civiltà.
Lasciamolo in pace un cazzo!

dietzen
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da dietzen » lunedì 29 luglio 2013, 19:36

guimard deve averci ripensato negli anni sull'argomento, perché ai tempi in cui delion correva con la castorama lui dichiarava che il ragazzo non si sapeva allenare, non faceva la vita, non aveva la testa per fare il corridore.


Di Rocco non è il mio presidente

Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » lunedì 29 luglio 2013, 20:17

noto che Emilien Viennet (1992 - FDJ) non ha ancora corso una gara tra i pro.. qualcuno sa qualcosa ?



Basso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » lunedì 29 luglio 2013, 20:58

Winter ha scritto:noto che Emilien Viennet (1992 - FDJ) non ha ancora corso una gara tra i pro.. qualcuno sa qualcosa ?
Mi ricordo di aver letto da qualche parte, in tarda primavera, che avesse dei non meglio specificati problemi personali. Di più non so. :boh:


11 Vuelta7-Prato
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Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 3 agosto 2013, 17:05

Su un forum francese dicono che dovrebbe effettuare il suo debutto all'Eneco Tour



Basso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » martedì 6 agosto 2013, 21:36

Bella chiaccherata di Romain Bardet con Alexandre Philippon di velochrono.fr

http://www.velochrono.fr/actu/2013/bard ... eur-a-100/

Una considerazione: in classifica ha concluso al 15° posto finale. Tuttavia ha perso 9' dal gruppo principale nella tappa di Saint Armand Montrond, quella dei ventagli. Senza quell'inconveniente, avrebbe concluso al 10° posto. In questo caso, concordo con chi direbbe «non tutto il mal vien per nuocere»


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Slegar » mercoledì 28 agosto 2013, 13:04

Thibaut Pinot proverà a risolvere i sui problemi con la velocità in discesa con un test ad ottobre sul circuito di Magny-Cours su di un'automobile da corsa:
http://www.cyclingnews.com/news/pinot-t ... descending

Dubbioso .......



l'Orso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da l'Orso » mercoledì 28 agosto 2013, 13:25

Slegar ha scritto:Thibaut Pinot proverà a risolvere i sui problemi con la velocità in discesa con un test ad ottobre sul circuito di Magny-Cours su di un'automobile da corsa:
http://www.cyclingnews.com/news/pinot-t ... descending

Dubbioso .......
ma che.... :muro: :muro: :muro: :fuori: :fuori:


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg » mercoledì 28 agosto 2013, 15:38

l'Orso ha scritto:
Slegar ha scritto:Thibaut Pinot proverà a risolvere i sui problemi con la velocità in discesa con un test ad ottobre sul circuito di Magny-Cours su di un'automobile da corsa:
http://www.cyclingnews.com/news/pinot-t ... descending

Dubbioso .......
ma che.... :muro: :muro: :muro: :fuori: :fuori:
perchè non provano a lanciarlo da un elicottero senza paracadute?? :crazy: a me sembrano delle buffonate


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 29 agosto 2013, 12:47

Tripletta di Bouhanni al Poitou - Charentes
Sto pomeriggio la crono (Durbridge fara' il bis ?)



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 29 agosto 2013, 18:01

Invece Durbridge finisce solo quinto. Grandissima crono di Thomas Voeckler



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg » giovedì 29 agosto 2013, 18:43

Winter ha scritto:Invece Durbridge finisce solo quinto. Grandissima crono di Thomas Voeckler
sorprendente. E si rivede anche Ignatiev! buona notizia :)


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da scile » giovedì 29 agosto 2013, 20:23

Winter, dammi un parere su Armindo Fonseca della Bretagne, mi sembra stia disputando una ottima stagione.



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 29 agosto 2013, 20:55

Non un campione , sprinter di secondo livello



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » venerdì 30 agosto 2013, 4:56

Winter ha scritto:Non un campione , sprinter di secondo livello
Ed anche lui più sprinter atipico che puro, mi pare preferisca gli arrivi che tirano all'insù. Il cognome poi, come facilmente intuibile, tradisce origini iberiche.


"L'importante non è quello che trovi alla fine di una corsa. L'importante è ciò che provi mentre corri" (Giorgio Faletti in "Notte prima degli esami")

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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da dietzen » martedì 3 settembre 2013, 17:06

remy di gregorio è tornato a correre fra gli elite con la martigues sc, ieri ha vinto una tappa al giro di bulgaria.

ci sarà occasione di rivederlo fra i pro nella prossima stagione?


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Basso
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » martedì 3 settembre 2013, 17:23

dietzen ha scritto:remy di gregorio è tornato a correre fra gli elite con la martigues sc, ieri ha vinto una tappa al giro di bulgaria.

ci sarà occasione di rivederlo fra i pro nella prossima stagione?
Glielo auguro ma penso che sia difficile rivederlo quantomeno nei team francesi. Penso che ci potrebbero essere maggiori chance in una squadra estera: il primo nome che mi viene in mente è quello della giapponese Bridgestone-Anchor, diretta dall'ex ds di Agritubel e Cofidis Denis Leproux, in cui militano anche Monier (vincitore di una tappa al Giro 2010), Lebas e Canard.


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg » martedì 3 settembre 2013, 17:30

dietzen ha scritto:remy di gregorio è tornato a correre fra gli elite con la martigues sc, ieri ha vinto una tappa al giro di bulgaria.

ci sarà occasione di rivederlo fra i pro nella prossima stagione?
sarebbe anche giusto. Speriamo qualcuno gli dia una chance, ma la vedo difficile visto il clima che regna nel mondo del ciclismo. Questo rischia di passare come l'ennesimo caso in cui un ciclista coinvolto in un presunto caso di doping ma non squalificato (e ci credo, gli hanno trovato dell'acqua e dello zucchero!) per lo stesso fatto di non essere stato squalificato rischia di essere messo ai margini del ciclismo che conta per il resto della carriera. Una pessima consuetudine che è accaduta a tanti (Sevilla e Mancebo ad esempio).


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 4 settembre 2013, 19:51

In Francia non gli verra' data temo nessuna chance
Cofidis non lo riprendera'
Il suo caso è ancora molto confuso..



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » domenica 8 settembre 2013, 17:48

Oggi giornata d'oro per la FDJ
http://www.cicloweb.it/news/2013/09/08/ ... viani.html

Peccato che Bouhanni e Demare corrano nella stessa squadra.. Non sarebbe male vederli contro

Tra l'altro suo fratello Rayane (Bouhanni classe 1996) oggi ha vinto la quarta prova del challenge national Juniores (una sorta di coppa di Francia con tutti i migliori juniores di Francia)



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Tranchée d'Arenberg
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg » domenica 8 settembre 2013, 21:29

Winter ha scritto:In Francia non gli verra' data temo nessuna chance
Cofidis non lo riprendera'
Il suo caso è ancora molto confuso..
intanto lui si è fatto praticamente un anno e due mesi di "squalifica silenziosa", chiamiamola così. Il paradosso è che quasi quasi gli conveniva confessare, anche se non aveva nulla da farsi perdonare, così da poter riavere una chance. In questo modo, con questa confusione e con questo clima rischia di non mettere più piede nel mondo del professionismo, se non che con qualche continental che corre gare 2.2 in giro per il mondo.


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Celun » domenica 15 settembre 2013, 12:22

cmq exploit francese a questa vuleta, si portano a casa 4 tapponi tutti con ragazzi più giovani del 1988,
ed il ritrovare Pinot cosi costante nelle parti alte della classifica non fa certo male!

come con Moncutiè: sarebbe da analizzare perchè in Spagna vanno molto forte facendo spesso molta fatica al tour..



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » lunedì 16 settembre 2013, 5:07

Celun ha scritto:cmq exploit francese a questa vuleta, si portano a casa 4 tapponi tutti con ragazzi più giovani del 1988,
ed il ritrovare Pinot cosi costante nelle parti alte della classifica non fa certo male!

come con Moncutiè: sarebbe da analizzare perchè in Spagna vanno molto forte facendo spesso molta fatica al tour..
Io credo che ci sia in primis da convivere con un aspetto tutt'altro che secondario, ovvero che i francesi aspettano il vincitore transalpino del Tour dal 1985 e quindi non appena vien fuori un giovane di talento, possibilmente con caratteristiche tali da renderlo competitivo in una gara a tappe, esso viene visto un po' come il Messia della situazione.

E' un qualcosa che, volendo fare un parallelo calcistico, somiglia per certi versi alla questione dell'eredità lasciata in Argentina da Maradona, tanto che non appena spuntava fuori un giovane di talento veniva subito messo di fronte anche alla questione della maglia numero 10 da indossare nella Seleciòn. Così qualcuno è riuscito a fare una carriera dignitosa, qualcuno si è perso (Ortega, Riquelme, D'Alessandro, per arrivare anche a Tevez e Aguero, giusto per fare il nome di qualcuno che si è trovato di fronte alla pesante eredità). Finché poi non è arrivato un fenomeno che col Pibe de Oro condivide anche il piede preferito, ovvero il sinistro e che risponde al nome di Lionel Messi. A 26 anni ha già vinto tutto quello che c'è da vincere a livello di club, ha stracciato record, però...c'è sempre quel grande però rappresentato dal vincere un mondiale con l'Argentina, il tabù che per molti gli resta da sfatare per essere probabilmente considerato più grande di Maradona. (chiuso OT)

Allo stesso modo quindi anche i nuovi francesi devono convivere con le ombre di Fignon e di Hinault, aggiungiamoci poi che i fatti del 1998 hanno reso ancora più lenta e ardua la risalita ed ecco perché ci troviamo alla situazione attuale. Tanto è vero che nell'ultimo Tour de France, anche su queste pagine se non sbaglio, la crisi psicologica di Thibaut Pinot era stata interpretata non solo come un ritorno della fobia della velocità ma anche probabilmente come un aver patito eccessivamente la pressione data dall'aver saputo entusiasmare nell'edizione precedente, centrando anche una bellissima vittoria di tappa. In un certo senso questa Vuelta è stata confortante anche per l'aver visto Pinot in qualche caso prendere addirittura la testa del gruppo per lanciarsi in discesa, magari ora vedremo se i test che avrà in programma di fare si riveleranno utili.

Non dimentichiamoci poi che l'eredità di Moncoutiè come vincitore della classifica di miglior scalatore della Vuelta è stata raccolta proprio da Nicolas Edet, altro ragazzo giovane in forza proprio alla Cofidis.
Sembra invece poi quasi superfluo ribadire come la Vuelta disputata da Warren Barguil sia molto ma molto benaugurante per il futuro, se non altro per la splendida sagacia tattica dimostrata da un ragazzo di appena 21 anni contro professionisti ben più navigati e che quindi lo ponevano in una condizione ardua per il successo di tappa. Di neoprofessionisti capaci di vincere più di una tappa in un grande giro negli ultimi 30 anni se ne sono contati pochissimi, per cui resta un qualcosa di veramente notevole.


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 25 gennaio 2014, 17:55

Bell'Intervista a Arnaud Demare su velo 101

Programma non certo da velocista , bravo cosi si fa

http://www.velo101.com/pros/article/int ... mare--9278



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » sabato 25 gennaio 2014, 19:14

Del resto, da come fa intendere, lui non mira ad essere un semplice velocista ;)


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » domenica 26 gennaio 2014, 11:57

Esatto , solo che mi aspettavo qualche corsa a tappe piu' semplice per mettere subito 2-3 vittorie
Invece un programma molto duro per un 23enne



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » domenica 2 febbraio 2014, 13:28

Apertura della stagione europea con il Gp d'Ouverture

diretta live
http://direct.directvelo.com/live-cours ... e-pmu.html

Alexis Gougeard subito all'attacco (ne fara' tanti di attacchi questa stagione)



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da dietzen » domenica 2 febbraio 2014, 16:34

se non ho capito male, cherel ripreso all'ultimo km e vittoria in volata di vanbilsen.


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » domenica 2 febbraio 2014, 16:36

si doppietta belga



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » lunedì 3 febbraio 2014, 2:57

Winter ha scritto:si doppietta belga
...e dal video che ho visto ottavo posto in caduta di Peio Bilbao, passato alla Caja Rural in questa stagione (mi pare abbia toccato la ruota posteriore di Vichot e sia ruzzolato in terra, coinvolgendo anche un altro corridore che però non ho individuato).


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 6 febbraio 2014, 19:51

Basso ha scritto:
Winter ha scritto:noto che Emilien Viennet (1992 - FDJ) non ha ancora corso una gara tra i pro.. qualcuno sa qualcosa ?
Mi ricordo di aver letto da qualche parte, in tarda primavera, che avesse dei non meglio specificati problemi personali. Di più non so. :boh:
Nell'intervista a Directvelo ha confermato i problemi (depressione) , ma giustamente non vuol tornare sul passato

http://www.directvelo.com/actualite/317 ... vPY2Pt7b7M

Da Junior aveva un buon motore , da Under ha fatto bene al primo anno pero' forse è passato pro un po' prestino
La sua fortuna è la squadra , che non gli fa certo pressione

Tra l'altro oggi prima vittoria stagionale per Bouhanni



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Basso » giovedì 6 febbraio 2014, 20:49

Winter ha scritto:
Basso ha scritto:
Winter ha scritto:noto che Emilien Viennet (1992 - FDJ) non ha ancora corso una gara tra i pro.. qualcuno sa qualcosa ?
Mi ricordo di aver letto da qualche parte, in tarda primavera, che avesse dei non meglio specificati problemi personali. Di più non so. :boh:
Nell'intervista a Directvelo ha confermato i problemi (depressione) , ma giustamente non vuol tornare sul passato

http://www.directvelo.com/actualite/317 ... vPY2Pt7b7M

Da Junior aveva un buon motore , da Under ha fatto bene al primo anno pero' forse è passato pro un po' prestino
La sua fortuna è la squadra , che non gli fa certo pressione

Tra l'altro oggi prima vittoria stagionale per Bouhanni
Speriamo che siano superati. Concordo sul fatto che la squadra sia quella giusta per recuperare al meglio. Tra l'altro ha iniziato ottimamente, attaccando assieme al capitano Vichot domenica al Gp de Marseille.


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da matteo.conz » venerdì 7 febbraio 2014, 1:49

Ormai la depressione si può considerare una "malattia professionale" per i ciclisti ed è in parte naturale: quando l'organismo viene stressato per lunghi periodi è una reazione del cervello. Io ho avuto un periodo di depressione (per fortuna superati senza farmaci) dopo mesi di mal di schiena dovuto ad una vertebra. Pensate che mi ha guarito un chiropratico ebreo di 104 anni che ha imparato a far manipolazioni dai russi internati con lui ad auschwitz!
ps: se qualcuno a problemi lo consiglio: è uno dei migliori in italia ed organizzano corriere per thiene (VI) persino da roma,napoli,ecc
stasera ho voglia di scrivere ma cmq fine ot !


Qui vige l'uguaglianza... Non conta un cazzo nessuno.
Svalorizzando gli altri non ti rendi superiore.
C'è sempre una soluzione semplice ad un problema complesso. Ed è quella sbagliata. A. Einstein

Winter
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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » venerdì 7 febbraio 2014, 17:56

Oggi risposta di Coquard (e diceva di non esser in forma..)
Bella sfida su chi sara' il miglior sprinter francese (anche se sia Coquard che Demare vogliono essere qualcosa piu' che sprint)



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Pat McQuaid » venerdì 7 febbraio 2014, 18:18

Ci sono dei video con le sintesi di Etoile de Besseges? Anche solo gli arrivi. Grazie


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » venerdì 7 febbraio 2014, 18:50

Pat McQuaid ha scritto:Ci sono dei video con le sintesi di Etoile de Besseges? Anche solo gli arrivi. Grazie
Su Youtube ne trovi qualcuno, basta che scrivi Etoile de Besseges 2014 e ti escono.


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Winter » sabato 8 febbraio 2014, 16:54

Bis oggi in una tappa non semplice



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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Kanso » sabato 8 febbraio 2014, 23:43

Ha vinto "alla Sagan"...

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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » domenica 9 febbraio 2014, 2:33

Winter ha scritto:Bis oggi in una tappa non semplice
Eh già: se ho ben capito 2 passaggi sul Mur de Laudun più l'arrivo lì, con pendenze che arrivavano fino al 17%. Battere uno come Degenkolb lì poi non è affatto semplice. Sarà interessante vederlo all'opera anche nel Fiandre un giorno, per la Gand già adesso penso che potrebbe piazzarsi tranquillamente nei 10, se non nei 5.

Per chi volesse vederla, ecco una sintesi della tappa di ieri ;) :

http://www.youtube.com/watch?v=_HcXRjvOGyY


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da dietzen » domenica 9 febbraio 2014, 16:21

conlusione a besseges dove il giovane e assai interessante ludvigsson vince la crono con 4" su coppel e 11" su un ottimo colbrelli. lo svedese porta a casa anche la generale sempre su coppel e degenkolb (che sale sul podio grazie agli abbuoni dei giorni scorsi ma chiude una settimana di soli piazzamenti).


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Re: Ciclismo francese

Messaggio da leggere da Abruzzese » lunedì 24 febbraio 2014, 7:00

Winter ha scritto:
Nell'intervista a Directvelo ha confermato i problemi (depressione) , ma giustamente non vuol tornare sul passato

http://www.directvelo.com/actualite/317 ... vPY2Pt7b7M

Da Junior aveva un buon motore , da Under ha fatto bene al primo anno pero' forse è passato pro un po' prestino
La sua fortuna è la squadra , che non gli fa certo pressione
E con molto piacere possiamo notare come nell'ultimo week end Viennet se la sia cavata piuttosto bene nel Tour du Haut Var: terzo nella seconda tappa di ieri e ottavo nella classifica generale delle due giornate. Abbastanza incoraggiante ;)


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