Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato

Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Bitossi » mercoledì 17 giugno 2015, 15:27

Direi che una discussione simile non esiste ancora (ho controllato). Come da titolo del thread, si sarebbe potuto fare anche un sondaggio semi-serio, ma la funzione non c'è. :D

Prendendo spunto da quanto comparso nel thread dei "mali leciti", vediamo quindi di ragionare un po' di più sull'argomento.
Promettendo di centellinare le mie promesse 100/150 pagine, comincerei col fissare dei punti-chiave, che possono essere ovviamente corretti o diversificati.

- Danneggiano o favoriscono il movimento, soprattutto in Italia? (è vero che sottraggono risorse, soprattutto al movimento giovanile?)

- Competizione o cicloturismo?

- Sono dannose dal punto di vista educativo? E da quello salutistico? (aggiungerei: sono "ridicole" per degli ultra 40/50/60enni?)

- Sono dannose dal punto di vista ecologico?



Per gli approfondimenti personali, quando ho un po' di tempo. Se nel frattempo qualcuno vuole iniziare con valutazioni, sia pro sia contro, sui punti proposti, o anche fornendo spunti nuovi, naturalmente è il benvenuto. :cincin:
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Slegar » mercoledì 17 giugno 2015, 18:43

Premesso che le mie esperienze agonistiche sulle due ruote a pedali si fermano ad una granfondo in MTB e a due frazioni di triathlon più di quindici anni fa, per cui non posso essere molto rappresentativo, provo a rispondere sui punti in ordine inverso:

Bitossi ha scritto:- Sono dannose dal punto di vista ecologico?

Una fonderia lo è di più. Per quanto riguarda il "zozzume" di cartacce, contenitori e qualsivoglia residuo con un po' di buonsenso da parte di ciclisti e degli organizzatori è un problema marginale.

Bitossi ha scritto:- Sono dannose dal punto di vista educativo?

Che cavolo di domanda è? Non sono competizioni di bon ton e presumo ci siano delle regole, scritte e non scritte, da rispettare e a chi sgarra si applicano i principi sportivi della "giustizia sommaria". Come detto non ho praticamente esperienza di gare in bici ma sugli sci stretti ne ho fatte, e continuo a farne, parecchie centinaia; non sono un "bastardo" in gara ma a chi compie delle scorrettezze nei miei confronti rispondo "a modo" (colpi sui bastoncini, pestare le code degli sci) e con un'occhiata del tipo "la prossima volta finisci nel bosco" si sistema il tutto (per non parlare delle gare in cui si ha il diritto di pista libera dove ho fatto assaggiare la neve a qualcuno).

Bitossi ha scritto:- E da quello salutistico?

L'attività fisica agonistica non è mai salutare.

Bitossi ha scritto:- sono "ridicole" per degli ultra 40/50/60enni?

Il motivo per cui ho smesso è che sugli sci passo per uno spazio libero di 10 cm. con la bicicletta non ne sono capace e ho capito che non avrei mai imparato; diciamo che non mi sentivo ridicolo ma inadeguato. Però trovo enorme godimento in gara passare in discesa nei 10 cm. di neve libera in mezzo ad un groviglio, preceduto da un sonoro "Hop! Hop!", e sentire le imprecazioni degli "inadeguati" perché sei passato e non ti sei frantumato assieme a loro (il massimo è quando ti cade qualcuno davanti, con un salto scavalchi il bastoncino in carbonio che è in mezzo alla pista e incroci lo sguardo terrorizzato di chi si immagina le centinaia di euro sbriciolarsi sotto i tuoi sci). Diciamo che senza gli "inadeguati" mi divertirei di meno in gara.

Bitossi ha scritto:- Competizione o cicloturismo?

Premesso che ognuno della vita sua fa quello che gli pare e piace, ci sarebbe da discutere parecchio sul modo di concepire l'agonismo nelle gare amatoriali in Italia, non solo nel ciclismo, però non ho voglia di parlarne altrimenti non ho il tempo per rispondere alla parte più interessante.

Bitossi ha scritto:- Danneggiano o favoriscono il movimento, soprattutto in Italia? (è vero che sottraggono risorse, soprattutto al movimento giovanile?)

A mio avviso penso proprio di no; sicuramente è inadeguato il mondo del ciclismo giovanile, partendo da Di Rocco fino all'organizzatore locale, nel promuovere e valorizzare il "prodotto ciclismo". Nel link qui sotto sono elencati i contributi della Regione Veneto erogati a manifestazioni internazionali organizzate in regione nel 2014 e si possono trovare degli spunti interessanti:
http://www.regione.veneto.it/c/document ... upId=10801

Al 17° posto in graduatoria troviamo la Granfondo Damiano Cunego; se operiamo la sottrazione tra spesa e sbilancio vediamo che l'organizzatore ha incassato novantamila euro e ipotizzando un introito di quindicimila euro delle iscrizioni (400*37,5) si vede che sono stati raccolti settantacinquemila euro di sponsorizzazioni.
Scorrendo la graduatoria si possono calcolare gli introiti, al netto del "nero", derivanti dalle sponsorizzazioni di varie competizioni ciclistiche organizzate nel Veneto:
17 - Granfondo Damiano Cunego - € 75.000,00
29 - 99ª Popolarissima - € 11.758,00
31 - Ciclocross Internazionale del Ponte - € 15.700,00
48 - 72ª Bassano / Monte Grappa - € 5.000,00
50 - 90ª Astico/Brenta - € 12.700,00
65 - 45° Trofeo Bianchin - € 15.000,00
67 - 48ª piccola San Remo - € 26.773,83

E' evidente che il ciclismo su strada non ha appeal nei confronti degli investitori, viste le cifre asfittiche in gioco. Possono quei 75.000,00 euro essere travasati nell'attività giovanile? Assolutamente no, perché chi finanzia la "Damiano Cunego" non potrà mai avere la stessa contropartita con la Astico/Brenta o la Popolarissima.

Una soluzione, in presenza di una federazione seria, sarebbe quella di "persuadere" gli organizzatori delle gran fondo, visto che hanno già sostenuto le spese per l'allestimento del traguardo, del cronometraggio e altro, di incastrare anche delle competizioni del ciclismo giovanile, invece di semplicemente "mungere" gli organizzatori.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Bitossi » mercoledì 17 giugno 2015, 22:51

Slegar ha scritto:
Bitossi ha scritto:- Sono dannose dal punto di vista educativo?

Che cavolo di domanda è? Non sono competizioni di bon ton e presumo ci siano delle regole, scritte e non scritte, da rispettare e a chi sgarra si applicano i principi sportivi della "giustizia sommaria". Come detto non ho praticamente esperienza di gare in bici ma sugli sci stretti ne ho fatte, e continuo a farne, parecchie centinaia; non sono un "bastardo" in gara ma a chi compie delle scorrettezze nei miei confronti rispondo "a modo" (colpi sui bastoncini, pestare le code degli sci) e con un'occhiata del tipo "la prossima volta finisci nel bosco" si sistema il tutto (per non parlare delle gare in cui si ha il diritto di pista libera dove ho fatto assaggiare la neve a qualcuno).

Ecco, partiamo da questo, che apparentemente è un aspetto di minore importanza. Intanto mi stupisce che proprio tu mi/ti chieda "Che domanda è?"
Forse vale la pena precisare che il termine "educativo" qui va inteso all'inglese (education=cultura, compresa quella civica ), piuttosto che educazione=esercizio di "bon ton"... :D
Singolare è anche che tu richiami "regole", che poi alla fine si disvelano per quelle che sono: quelle della jungla! :diavoletto: (scherzo,eh...)

Intendiamoci subito: non è che qui si pensi di cambiare il mondo. Siamo tutti abbastanza cresciutelli da sapere senza bisogno di moralizzatori che quello a cui quotidianamente assistiamo è frutto di molteplici influenze. Quindi, tutti sappiamo che eventuali "scorrettezze" di tipo civico non sono certo esclusiva delle Granfondo, o del clima competitivo. Magari si può semplicemente osservare, con un pizzico di senso critico, che quando il numero ("la folla") ed il conseguente anonimato lo consentono, alcuni vizietti vengono più facilmente alla luce. Mettiamoci anche il fatto che le gare amatoriali generalmente si svolgono sullo stesso "territorio" del traffico automobilistico, ed alcuni parallelismi diventano ancora più chiari.
Che la carenza di senso civico sia una prerogativa del nostro vivere quotidiano è un'altra considerazione lapalissiana. E non ne sto facendo una questione unicamente italiana (anche se forse qualche riflessione al riguardo andrebbe fatta); parlo di normale e quotidiana "merditudine umana".

E quindi, è legittimo pensare che magari con alcuni semplicissimi accorgimenti, alcune manifestazioni di "maleducazione" (sempre all'inglese... ;) ) possano essere limitate, e quindi meno facilmente emulate dal "gregge"? :fischio:
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi giorgio ricci » giovedì 18 giugno 2015, 7:56

Sicuramente tolgono risorse ai movimenti giovanili. C'era un momento,in cui si organizzavano gran fondo praticamente ovunque ,mentre le gare vere cominciavano a sparire.
Poi sono dannose per la testa di molti partecipanti; ho visto gente credersi Merckx , non socializzare ma competere come cavalli, dividere i partecipanti in buoni e scarsi , ma soprattutto , e aggiungo soprattutto, passare giornate e serate ad effettuare pratiche da radiazione a vita.
Insomma ,non sono educative anche in,quel senso. Sarebbe meglio,fossero completamente non competitive e si fondassero sulla filosofia di pedalare,insieme accomunati dalla stessa passione. Poche ma buone.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi matteo.conz » giovedì 18 giugno 2015, 8:46

Un ottimo spunto di slegar sarebbe obbligare gli organizzatori che ricevono un contributo pubblico, ad organizzare una gara giovanile contestuale. Qui sorge però un altro grosso problema: metti in contatto dei giovani con migliaia di amatori ed una parte di questi usa farmaci di brutto. Domenica c'è la granfondo sportful qui a Feltre e c'è un po di polemica (in un articolo del giornale locale)visto che tra gli ultimi vincitori ci sono dei dopati conclamati e se la sera fai un giro nel campeggio....
Il giornale non ha dato la notizia ma l'anno scorso, dei borghesi che controllavano i soliti furti di bici, hanno incrociato stranieri con una macchina piena di farmaci...cioè, se vengono perfino da fuori a rifornire, mi pare un livello abbastanza alto. È una GF mica un teknival! come si può arginare il problema dell'incontro tra giovani e cicloturisti "troppo agonisti"? problema che in realtà c'è già perché le GF le fanno anche ragazzi delle squadre giovanili.
Perché non si considera di fare le GF non agonistiche? perché nella nostra società la competizione viene inculcata fin da piccoli e alla GF ci sono migliaia di partecipanti, alla gara non competitiva invece ci sono 4 gatti.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi il_panta » giovedì 18 giugno 2015, 11:22

Non sono d'accordo sull'ultima affermazione Matteo, la maggior parte di chi va a una granfondo va per divertirsi; poi anche io quando sono con gli amici ho il gusto di staccarli, ma è goliardia. Il fatto è che questa maggior parte non salta all'occhio negli ordini di arrivo, ma non facciamo di tutta l'erba un fascio.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi matteo.conz » giovedì 18 giugno 2015, 11:54

il_panta ha scritto:Non sono d'accordo sull'ultima affermazione Matteo, la maggior parte di chi va a una granfondo va per divertirsi; poi anche io quando sono con gli amici ho il gusto di staccarli, ma è goliardia. Il fatto è che questa maggior parte non salta all'occhio negli ordini di arrivo, ma non facciamo di tutta l'erba un fascio.


No non volevo generalizzare e se l'impressione che ho dato era quella, mi sono espresso male. La stragrande maggioranza va per divertirsi e una piccola parte sono degli invasati. Il weekend scorso c'era la 24ore a feltre ed ogni anno è come una notte bianca e ci si diverte. Un gruppo di ciclisti ha fatto tutta la 24ore da soli e un tipo è collassato di brutto verso la ventesima ora.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Slegar » giovedì 18 giugno 2015, 17:14

@Bitossi
In quello che ho scritto ho dato per scontato, sbagliando, la diversa applicazione delle regole, per lo sci sicuramente scritte, da tenere in gara nel ciclismo e nello sci ed applicate anche nelle granfondo. Se nelle gare di ciclismo, soprattutto quelle ai massimi livelli, si applicasse lo stesso metro di giudizio dello sci molte volte mezzo gruppo sarebbe messo fuori classifica: salti di spartitraffico, passaggi sui marciapiedi, deviazioni in volata finirebbero sotto la mannaia dei giudici. C'è troppo lassismo, a mio modo di vedere, nell'applicazione delle regole nel ciclismo. Se vuoi, per non allungare troppo il post, ti spiego quali sono le regole scritte e quelle che tu chiami legge della jungla.

Ho dato per scontato, inoltre, quella che è intrinsecamente una componente negativa del ciclismo: per un qualsiasi amatore ****enne, dove gli asterischi indicano la decade dell'età, completamente a digiuno di pratica sportiva giovanile salire su una bicicletta e prendere a scarpate i pedali è il modo più semplice per avvicinarsi alla pratica agonistica e più si pesta sui pedali più si va forte. Con questa facilità d'ingresso nel mondo agonistico non è necessaria la passione per lo sport della bicicletta; questo comporta, a mio avviso, che se in ambito sciistico almeno il 95% dei praticanti ha come punti di riferimento personaggi come Cologna, Northug, Pellegrino o Auckland, in ambito ciclistico ci sia una sostanziosa fetta di praticanti che di Nibali, Aru o Gilbert ne conoscano forse l'esistenza.

Se combiniamo un lassismo generale nell'applicazione delle regole al fatto che una sostanziosa fetta di amatori non conosca le "regole non scritte" del ciclismo e che di fatto nessuno gliele insegni è facile che nelle granfondo la "merditudine umana" emerga in tutto il suo splendore, mancando un qualsiasi tipo di argine. E' anche vero che se la moltitudine si comporta da argine la "merditudine" resta confinata, in Italia come all'estero. Provo a farti un esempio.

Nelle gare di massa di sci di fondo è facile che in partenza ci si pesti le code degli sci ed i bastoncini; in Italia questo comporta una sequela di urla, imprecazioni e bestemmie. Alla Vasaloppet si parte assieme in 15.000 ed in partenza ci si pestano gli sci, si toccano i bastoncini e si rischia di cadere ma tutto questo avviene in "religioso" silenzio e chi in Italia urla, impreca e bestemmia in Svezia non apre bocca.

Dirai: vabbè ma la Scandinavia e la Svezia in particolare sono la patria della civiltà.
Ti rispondo in francese: sticazzì.

Questi vichinghi che non aprono bocca, senza nessuna vergogna ti pestano le code, ti passano sopra le punte degli sci, se c'è un bastoncino in mezzo la pista non fanno nulla per scansarlo e ci passano sopra, se hai bisogno di aiuto al di fuori dai ristori si comportano come un qualsiasi strozzino dei peggiori bassifondi di una metropoli: dei barbari silenziosi su due sci ...... e sciano pure come le bestie ........ Ovviamente si è in "trasferta" e l'italiano sopporta in silenzio, così come il tedesco, lo svizzero, l'austriaco, ecc.
Capita poi che i vichinghi calino in Italia, es. Marcialonga, e pensino bene di comportarsi allo stesso modo ma dopo un paio di urli ed imprecazioni lanciate, magari in un improbabile esperanto, dagli italiani (.... e dai tedeschi, dagli svizzeri, dagli austriaci, .....) la loro indole barbarica resta confinata nel loro intimo.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi pacho » giovedì 18 giugno 2015, 20:42

Slegar ha scritto:Questi vichinghi che non aprono bocca, senza nessuna vergogna ti pestano le code, ti passano sopra le punte degli sci, se c'è un bastoncino in mezzo la pista non fanno nulla per scansarlo e ci passano sopra, se hai bisogno di aiuto al di fuori dai ristori si comportano come un qualsiasi strozzino dei peggiori bassifondi di una metropoli: dei barbari


OT: beh mi sento confortato. Pensavo che la maggioranza di questi individualisti della peggior specie scandinava fosse così solo nella vita reale.
Invece è così pure nello sport :D

70 anni di social-democrazia ha prodotto ottimi risultati direi sotto il profilo umano e culturale.
Minchia li odio. L'altra sera mi son pure sentito dire da uno alternativo: vieni qui a rubarmi il mio lavoro. Dato che era più grosso di me, gli ho detto che se è per quello sono qui anche per rubargli la figa :diavoletto:
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Bitossi » lunedì 22 giugno 2015, 11:40

Bitossi ha scritto:(sono "ridicole" per degli ultra 40/50/60enni?)

Metto giù un paio di idee sul senso del ridicolo, a cui, confesso, sono particolarmente sensibile.

Tra tutte le frasi più o meno celebri, aforismi, ecc. scelgo questa: "Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono" (Giacomo Leopardi)
Niente male, il gobbetto di Recanati... secondo me centra pienamente il punto, anche se ai suoi tempi di Granfondo non ce ne erano! :diavoletto:

Parere o essere. Questo è il punto.

Non vorrei sembrare sbrigativo, ma faccio un breve inciso: per me competizione = classifiche = vittoria/sconfitta (pareggio? :D ) = premio = gioco a somma 0.
Fuori da questa equazione (e quindi fuori dallo sport agonistico), a mio avviso, per un vero benessere bisognerebbe invece ricercare quanto più possibile qualcosa a somma positiva, divisibile, distribuibile.
Ma questa è solo la mia idea, eh... ;)

Tornando al punto, può un .....enne "competere" con piena autorevolezza/credibilità/realismo, rivestendo i panni dell'atleta a tutto tondo? Secondo me no, e come contentino ottiene le classifiche per fascia di età... :D
E quindi si "accontenta" si sembrare o credere di essere uno dei suddetti deputati a fare competizione. E magari vince pure qualche salame! :diavoletto:

In altre parole: avrebbe le condizioni per godersi in pieno la sua età anagrafica, condividendo una pratica meravigliosa (cicloturismo? chiamiamola come vogliamo), magari mettendoci pure un pizzico di (auto)ironico agonismo nel gruppo dei sodali, ed invece va ad impasticciarsi nello scimmiottamento di quanto fanno, dividendosi ben altre risorse, dei 20-30-40enni che hanno "studiato" per fare quel mestiere. :D
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi l'Orso » lunedì 22 giugno 2015, 11:54

quindi facciam sparire tutte le categorie, professionisti inclusi, lasciamo un tesseramento unico dai 3 ai 300 anni e tutti se la giocano in una gara unica, le fasce che siano solo relative a punteggi:
io ci sto :)

da esordiente sognavo di correre "contro" (assieme) ai professionisti, ora idem (da esordiente avrei avuto qualche possibilità di non farmi seminare subito dopo il via, ora invece giusto prima della partenza posso star loro vicino :D ).


i post fiume alla fine non li ho... "postati", non ho tempo di metterli giù in modo leggibile anche perchè è un periodo che son molto tirato e scrivo peggio del solito ...

Sarebbe però utile accennare alla storia delle GF in Italia e un cenno alla situazione amatoriale, per descrivere anche il mondo che sta ancora tenendo alti i numeri del ciclismo.. se ci pensate voi, eventualmente io vado in aggiunta/rettifica :D
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » lunedì 22 giugno 2015, 15:57

Nonostante aborri l'idea delle GF competitive (come del resto le corse amatoriali), purtroppo sono la linfa vitale per il movimento professionistico e - sempre purtroppo - ritengo che possano assorbire risorse destinate alle categorie giovanili.
Oggi la maggior parte dei budget dei Team WT e professional, scorporati i finanziamenti derivanti dai governi di alcuni Paesi, sono quasi tutti garantiti dalle aziende di settore. Io credo che se non ci fosse competizione, l'amatore sarebbe molto meno incentivato ad avere bici e materiali sempre più preformanti.
Di contro, molte gare importanti del calendario giovanile e che fino a qualche anno fa erano appuntamenti fissi del calendario nazionale ed internazionale, sono state sospese per mancanza di fondi ed al loro posto, e questo è il paradosso o se volete la dimostrazione del teorema, disputano gare amatoriali. Così come aziende che in passato supportavano categorie giovanili, adesso fanno da sponsor a team di granfondisti.
In sostanza, se da una parte giovano alle aziende di settore, dall'altra inghiottono risorse che una volta venivano destinate all'attività minore.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi l'Orso » lunedì 22 giugno 2015, 16:20

è per quello che occorre fare un po' di "ripasso" di quel che è successo in questi ultimi 25 anni, di cos'ha combinato la federazione nostrana per smantellare il ciclismo federale e in (gran) parte farlo scappare verso il mondo amatoriale... ora sta cercando di riassorbirlo solo per il numero dei tesserati.. (e sappiam bene che ritorni han questi numeri)
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi bove » lunedì 22 giugno 2015, 23:30

Bitossi ha scritto:
- Danneggiano o favoriscono il movimento, soprattutto in Italia? (è vero che sottraggono risorse, soprattutto al movimento giovanile?)

- Competizione o cicloturismo?

- Sono dannose dal punto di vista educativo? E da quello salutistico? (aggiungerei: sono "ridicole" per degli ultra 40/50/60enni?)

- Sono dannose dal punto di vista ecologico?


- Danneggiano, si sottraggono
- Cicloturismo ( magari anche alla francese, partenza libera, percorso segnalato e gestito dalle / alle )
- si, si, si ( c'ho messo un po a capirlo ma si,si,si )
- non saprei

Condivido con chi ha detto che la FCI dovrebbe obbligare gli organizzatori delle GF ( che mi auguro diventino non competitive ) ad organizzare una gara giovanile di contorno, utilizzando i fondi raccolti dalla GF.
Altrimenti tra altri 20 anni ci mandiamo gli amatori alle olimpiadi e ai mondiali.
Gianluca Avigo
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi herbie » martedì 23 giugno 2015, 5:40

bove ha scritto:
Bitossi ha scritto:
- Danneggiano o favoriscono il movimento, soprattutto in Italia? (è vero che sottraggono risorse, soprattutto al movimento giovanile?)

- Competizione o cicloturismo?

- Sono dannose dal punto di vista educativo? E da quello salutistico? (aggiungerei: sono "ridicole" per degli ultra 40/50/60enni?)

- Sono dannose dal punto di vista ecologico?


- Danneggiano, si sottraggono
- Cicloturismo ( magari anche alla francese, partenza libera, percorso segnalato e gestito dalle / alle )
- si, si, si ( c'ho messo un po a capirlo ma si,si,si )
- non saprei

Condivido con chi ha detto che la FCI dovrebbe obbligare gli organizzatori delle GF ( che mi auguro diventino non competitive ) ad organizzare una gara giovanile di contorno, utilizzando i fondi raccolti dalla GF.
Altrimenti tra altri 20 anni ci mandiamo gli amatori alle olimpiadi e ai mondiali.


come dire, la pensiamo in maniera identica su tutto... ;)

io aggiungerei, dato il fatto che c'è comunque un certo numero di persone che si prepara/ ha tempo /passione/ soldi per cui l'attività ciclo"amatoriale" è pressochè un lavoro ed ormai è una forma di vita, si potrebbe fare una specie di "supercategoria" con prove di accesso e retrocessioni annuali- magari veri e propri campionati provinciali e poi italiani open per amatori organizzati insieme a quelli per professionisti-, a seconda dei risultati (o del numero di gare fatte) di 300-400 "cicloamatori-professionisti" italiani. In occasione delle gran fondo, questi possono partire davanti, un quarto d'ora prima di tutti gli altri, e, come nelle maratone podistiche, fanno la competizione agonistica vera e propria, a questo punto sì, con 100-200-300 concorrenti VERAMENTE agonistica e dove tutti partono con il medesimo livello di preparazione e le medesime possibilità, alla pari. Gli altri fanno la manifestazione veramente "amatoriale" con tempo registrato magari solo sulle salite oppure anche no, ma senza classifiche e premi solo per le società. Se uno un anno ha tempo a disposizione/ voglia/passione/talento ecc. ecc. e si può preparare come gli altri, si iscrive a due-tre prove di selezione organizzate a livello regionale e nazionale dalla FCI o dai vari enti, se arriva, per dire, nei 100 (o insomma fa una certa somma di piazzamenti prestabilita) l'anno dopo "passa" al posto dei 100 peggiori dell'anno prima, che "retrocedono".
Nel senso: agonismo, ma solo per chi "se la cerca", agonismo VERO, con uguali possibilità per chi vuol farlo, competizione a tutti gli effetti con i pochi corridori, quelli che hanno le tue stesse possibilità e partono alla pari con te. Ovviamente aperta a chiunque non sia un corridore professionista in attività, con regolare contratto.
Se uno ama l'agonismo e può dedicare ore ogni giorno alla preparazione agonistica come molti fanno già oggi, non vedo perchè debba rifiutare regole del genere. Quanto più alto è il livello, tanto più dovrebbe essere stimolato e divertirsi....o no?
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Maìno della Spinetta » martedì 23 giugno 2015, 15:03

Io sarei per continuare così,
Le Granfondo sono un mix di cose, meglio non irregimentarle troppo snaturandole.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi l'Orso » martedì 23 giugno 2015, 15:40

Maìno della Spinetta ha scritto:Io sarei per continuare così,
Le Granfondo sono un mix di cose, meglio non irregimentarle troppo snaturandole.

GIà ora alcune cose iniziano a stridere, guardacaso da quando ci ha messo il naso (la "manomorta") la federazione... se le gonfiano ancora un po' si tornerà ad organizzarle fuori dalle regole, del resto non è la prima volta che succede.

La fci deve lasciar perdere quel settore (ma i numeri fan troppa gola e vengon buoni in caso di elezioni) e concentrarsi sul riformare i settori giovanili fino ai dilettanti compresi.
Per riformare intendo il tornare al ciclismo giovanile degli agli anni 80/90, copiando di fatto quanto avviene in Francia, così si comincia a far qualcosa di utile al ciclismo, invece di insistere sui babyprofessionisti che non servono a nulla in fatto di passione se non a creare qualche bolla mediatica che si perde nell'oceano dell'informazione attuale.
Facciamo rinascere le piccole società di paese, invece di farle chiudere soffocandole con adempimenti sempre più gravosi e regolamenti insulsi, inutili e megalomani....
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Belluschi M. » martedì 23 giugno 2015, 15:54

herbie ha scritto: In occasione delle gran fondo, questi possono partire davanti, un quarto d'ora prima di tutti gli altri, e, come nelle maratone podistiche, fanno la competizione agonistica vera e propria, a questo punto sì, con 100-200-300 concorrenti VERAMENTE agonistica e dove tutti partono con il medesimo livello di preparazione e le medesime possibilità, alla pari. Gli altri fanno la manifestazione veramente "amatoriale" con tempo registrato magari solo sulle salite oppure anche no, ma senza classifiche e premi solo per le società.

Guarda che nelle maratone, o qualsiasi altra distanza podistica, le cose non funzionano come hai descritto.
A parte determinate gare in pista che richiedono minimi di partecipazione (meeting importanti e gare di campionato italiano) le restanti gare sono aperte a tutti e nulla vieta al non professionista di poter battere chi lo fa di professione.
E' un evento improbabile, ma specie in Italia dove il sistema professionistico dei gruppi militari funziona da cani ogni tanto capita di vedere qualche forza armata asfaltata da non professionisti.
Nelle gare podistiche, peraltro, viene registrata a tutti la proprio prestazione cronometrica e ti assicuro che anche chi è lontanissimo da premi si spreme al massimo per fare il proprio primato personale.
I veri campioni erano quelli che dicevano no [Winter]

Froome è il bersaglio preferito di chiunque provi un minimo di frustrazione nei confronti del ciclismo professionistico [Leonardo Piccione].
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi bove » venerdì 26 giugno 2015, 22:47

l'Orso ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Io sarei per continuare così,
Le Granfondo sono un mix di cose, meglio non irregimentarle troppo snaturandole.

GIà ora alcune cose iniziano a stridere, guardacaso da quando ci ha messo il naso (la "manomorta") la federazione... se le gonfiano ancora un po' si tornerà ad organizzarle fuori dalle regole, del resto non è la prima volta che succede.

La fci deve lasciar perdere quel settore (ma i numeri fan troppa gola e vengon buoni in caso di elezioni) e concentrarsi sul riformare i settori giovanili fino ai dilettanti compresi.
Per riformare intendo il tornare al ciclismo giovanile degli agli anni 80/90, copiando di fatto quanto avviene in Francia, così si comincia a far qualcosa di utile al ciclismo, invece di insistere sui babyprofessionisti che non servono a nulla in fatto di passione se non a creare qualche bolla mediatica che si perde nell'oceano dell'informazione attuale.
Facciamo rinascere le piccole società di paese, invece di farle chiudere soffocandole con adempimenti sempre più gravosi e regolamenti insulsi, inutili e megalomani....


:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

Pienamente d'accordo. Noi 40/50 enni dovremmo smetterla di fare i ragazzini, e pensare invece ai ragazzini. Non è ammissibile che ogni domenica ci siano gran fondo e gare amatoriali ovunque, e di gare giovanili sempre meno. Dicono che è la crisi. Però 30/40 euro per una gf li troviamo tutti, poi per una gara di bambini non si trovano 200 euro per fare 4 medaglie ricordo. Mia figlia da quest'anno fa atletica e alla gara organizzata dalla sua società non hanno potuto fare le medaglie perché il comune, che di solito qualcosa dava, non ha dato nulla. Ovviamente per le foto di rito erano tutti presenti. Essendo nuovo della società, non ne ero al corrente, ma ho già proposto per il prossimo anno una colletta tra genitori, o meglio di organizzare una non podistica, per raccogliere fondi, visto che tutte, ripeto tutte, le domeniche ci sono maratone, mezze maratone e podistiche non competitive. Qualcuna fortunatamente organizza anche a contorno la garetta per i più piccoli. Infatti, tornando al ciclismo, L'idea di Cassani di utilizzare parte delle iscrizioni amatoriali per i ragazzini, secondo me, dovrebbe diventare legge.

Basta con i vecchi che vogliono fare i professionisti, e con le squadre di ragazzini che vogliono fare altrettanto, e poi ovviamente saltano in aria. Nel mio paese per fare una squadra di calcio, ne hanno dovute fodere 4, e non perché mancano i ragazzini.

Herbie, capisco l'intenzione di voler regolamentare i livelli amatoriali, ma in questo personalmente sono un estremità. Gli amatori è meglio che facciano gli amatori. No classifiche, no premi. Altrimenti inevitabilmente si innesca il gene della ignorantita, che porta alle distorsioni che tutti conosciamo.


Scusate mi sono fatto prendere.
Gianluca Avigo
Presidente AFCCPI (Associazione FantaCicloCrossisti Perditempo Italiani)
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi matteo.conz » sabato 27 giugno 2015, 6:12

Da cycling pro un post lunghetto che però inquadra lo stato dell'arte dopo le nuove regole dell'anno scorso:

FUNZIONA IL NUOVO “CODICE ETICO”
DELLE GRAN FONDO?
La rivoluzione «etica» nelle gran fondo e nelle gare
amatoriali italiane è debuttata poco più di un mese fa,
all’inizio della stagione agonistica. La norma, condivisa
più o meno di buon grado da tutti gli enti e dalla
Federciclismo, ormai la conosciamo a memoria:
chiunque abbia staccato un cartellino di cicloamatore
per la stagione 2014 ha dovuto consegnare al proprio
presidente di società un modulo firmato in cui attestava
di NON trovarsi in nessuna delle sette condizioni che, in
base al nuovo regolamento, impediscono il rilascio del
cartellino stesso. Una vera autocertificazione con valore
legale. Ogni presidente di società, poi, ha dovuto inviare
alla federazione di appartenenza un modulo in cui
certificava di aver chiesto e ricevuto da tutti i suoi
tesserati questo modulo.
Con questa normativa il mondo del ciclismo amatoriale
(primo e unico in Italia) dovrebbe aver escluso dalle
competizioni non solo tutti gli atleti condannati a pene
superiori ai sei mesi (tecnicamente da sei mesi e un
giorno in su, in pratica da nove mesi o un anno che è
sono gli step successivi di sanzione) ma anche chi è in
attesa o in corso di giudizio penale per doping o ha
ricevuto comunicazione di positività o alterazioni dei
valori del passaporto biologico ma anche chi
semplicemente «ha adottato pratiche mediche non
giustificate da condizioni patologiche o terapeutiche
documentate, finalizzate ovvero idonee a modificare i
risultati dei controlli antidoping sull’uso di farmaci non
consentiti». In questo disciplinare sono inseriti anche – a
dire il vero in modo non esattamente elegante, visto il
contesto “dopante” – pure ex professionisti, Elite e
under 23 per un determinato periodo dopo la fine del
loro tesseramento.
In che modo è partita l’applicazione della norma?
Davvero difficile valutarlo in maniera oggettiva. Diciamo
che su cinque presidenti di società da noi interpellati, tre
ci hanno assicurato di aver raccolto il cento per cento
delle dichiarazioni dei loro corridori, uno di doverne
ancora ricevere alcune (ma da atleti al… di sotto di ogni
sospetto, sostiene) mentre un terzo è letteralmente
caduto dalle nuvole sull’esistenza della normativa.
Una verifica online ci ha permesso di capire che la
maggior parte degli enti ha inserito (più o meno bene…)
sia la spiegazione della normativa che la modulistica
web sul sito. Certo, non sempre la collocazione di
questo materiale sui siti è appropriata e la sua visibilità
ottimale, ma sulle carenze dei portali istituzionali del
ciclismo ci siamo soffermati più volte.
Il problema adesso è soprattutto verificare che non ci
sia qualcuno che fa il furbo , ovvero che gareggi pur non
avendo i requisiti per farlo quando, in alternativa,
dovrebbe accontentarsi della tessera di cicloturista e
partecipare solo alle prove senza pretendere una
classifica. Le verifiche, come avevamo subito ipotizzato,
avvengono dal basso (organizzatori e soprattutto
concorrenti) sotto forma di segnalazione via mail e quasi
sempre anonima o ai vari enti o alla casella di posta
“comune” etica@consultanazionaleciclismo.it
E i forum specializzati si sono riempiti con centinaia e
centinaia di pagine di segnalazioni e denunce che hanno
da un lato evidenziato anomalie ma dall’altro creato un
clima da caccia alle streghe davvero pesante. Ecco i casi
più comuni.
1) Atleti che hanno scontato squalifiche in passato e che
comunque hanno gareggiato tra febbraio e marzo. Ce ne
sono già stati ed è evidente che a loro o ai loro
presidenti di società la norma è “sfuggita”. Resta il fatto
che ci sono enti che tesserano senza passare per le
società di base, che di solito sono un buon filtro, e senza
conoscere gli atleti e la loro storia, società piccolissime
dove l’atleta è anche il presidente o un dirigente oppure
tesseramenti giornalieri fatti alla vigilia della corsa con
obbiettive difficoltà di verifica specie se – è successo –
l’atleta viene da una squalifica vecchia di anni e difficile
da rintracciare in archivio oppure da federazioni come
quella paralimpica (caso accaduto in Toscana) i cui
elenchi di ex sanzionati sono tenuti separatamente ma
soprattutto, per i quali pare che non esista l’obbligo di
certificazione etica, fatto che sarebbe naturalmente
gravissimo. Urgono quindi precisazioni.
2) Atleti «falsi positivi”. Molti tra corridori e organizzatori
hanno scritto per citare il caso di Francesco Casagrande,
l’ex pro toscano che ancora oggi corre e vince nella
mountain bike. Ma Casagrande venne squalificato
dall’Uci per sei mesi e quindi, come tutti quelli nelle sue
condizioni, PUO’ legittimamente gareggiare. L’inibizione,
ricordiamolo, parte da squalifiche di lunghezza superiore
a sei mesi e un giorno! Il problema è che dieci/quindici
anni si davano sei mesi anche per fatti che oggi
verrebbero sanzionati con uno o due anni, ma la norma
è rigida e così va applicata.
3) Ci sono casi davvero border line, che danno l’idea di
cosa non si faccia pur di avere una tessera. Ad esempio
quello di Martina Mormorunni che, sotto squalifica per
doping (era tesserata Fci) è riuscita a farsi tesserare dal
Csi e gareggiare nel running e nelle prove di duathlon
(bici più corsa). La Procura del Coni (caso davvero raro)
l’ha risqualificata per due anni a partire dalla data
dell’ultima gara, il 4 gennaio scorso. Il Csi si è scusato
via Twitter, controllare tutto e tutti è difficile ma è
evidente che a questi fatti bisognerà prestare attenzione,
4) Ma il caso secondo noi più “disturbante” riguarda i
cicloturisti. Perché, ricordiamolo, gli atleti che hanno una
sanzione nel loro “curriculum” e gli ex pro possono
tesserarsi solo come cicloturisti e partecipare (oltre alle
prove a loro riservate) anche alle gran fondo ma senza
concorrere alla classifica. Cosa succede? Succede che
squadre di gran nome si presentano al via delle gran
fondo con esponenti di entrambe le categorie, tesserati
ovviamente come “turisti”. E succede che gli alcuni
organizzatori non distinguano (né con pettorali, né con
gabbie di partenza separate) i cicloamatori dai
cicloturisti. In questo modo questi atleti “fanno” la gara,
contribuiscono alle vittorie dei compagni e inquinano
evidentemente tutta la manifestazione. Questo quando il
regolamento Fci precisa chiaramente che gli ex «sono
esclusi da qualsiasi classifica individuale e di società e
dovranno evitare in ogni modo di alterare lo svolgimento
della gara». Come rimediare? Secondo noi separando
nettamente la parte agonistica da quella cicloturistica.
Resta una domanda a cui rispondere. Cosa rischia chi
bara? Chi lo deve giudicare? Risposta alla seconda
domanda: giudica la Procura Federale della
Federciclismo o l’organo competente omologo (se
esiste) dell’ente di tesseramento. La pena per la slealtà
sportiva varia dall’ammonizione alla radiazione, con in
mezzo pene sospensive che vanno da sette giorni a due
anni. Vedremo dopo i primi giudizi quali verranno
applicate, al momento non abbiamo notizia ufficiale di
deferimenti.
Adesso ci piacerebbe avere il vostro parere su quello
che sta succedendo.
Qui vige l'uguaglianza... Non conta un cazzo nessuno.
Svalorizzando gli altri non ti rendi superiore.
C'è sempre una soluzione semplice ad un problema complesso. Ed è quella sbagliata. A. Einstein
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » domenica 12 luglio 2015, 18:21

Finale con colpo di scena per la 34 esima edizione della Prato Abetone, prova dedicata agli amatori.
Il vincitore ha tagliato il traguardo a braccia alzate nel tempo di 3 ore 4 minuti ma, mentre stava festeggiando, arrivava il secondo che sotto lo striscione d'arrivo urlava di fermare il vincitore perché aveva barato. Accusa circostanziata: pare che un motorino elettrico per facilitare la pedalata.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Nievole » domenica 12 luglio 2015, 19:02

Riguardo al caso citato da sceriffo:

su FB decine di commenti di partecipanti (che si sono visti superare sul passo dell'Oppio, dopo metà gara) che confermerebbero le accuse lanciate dal secondo classificato. Emblematica la foto del podio, che non posto ma potete trovare tranquillamente sul web.
Attendiamo sviluppi ma il movimento fa un passo oltre il peggio già raggiunto, proprio con i controlli antidoping di 12 mesi fa, alla scorsa edizione (se non ricordo male i primi 3 tutti trovati positivi).

Ad ogni modo la società del vincitore fa capo ad un negozio (ci ho comprato la bici della fidanzata ;)) che da un po' di tempo già commercia questo tipo di bici con la pedalata assistita (io penso ad un poco riuscito tentativo di pubblicità).
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi el_condor » domenica 12 luglio 2015, 19:38

Nievole ha scritto:Riguardo al caso citato da sceriffo:

su FB decine di commenti di partecipanti (che si sono visti superare sul passo dell'Oppio, dopo metà gara) che confermerebbero le accuse lanciate dal secondo classificato. Emblematica la foto del podio, che non posto ma potete trovare tranquillamente sul web.
Attendiamo sviluppi ma il movimento fa un passo oltre il peggio già raggiunto, proprio con i controlli antidoping di 12 mesi fa, alla scorsa edizione (se non ricordo male i primi 3 tutti trovati positivi).

Ad ogni modo la società del vincitore fa capo ad un negozio (ci ho comprato la bici della fidanzata ;)) che da un po' di tempo già commercia questo tipo di bici con la pedalata assistita (io penso ad un poco riuscito tentativo di pubblicità).

negozio di Empoli ?

ciao
el_condor

P.S: avete fatto le Piastre ?
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Visconte85 » domenica 12 luglio 2015, 19:46

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2015: Giro anch'io 3°,Tour tp 10 e 20, GpMontreal
2016: GandWevelgen, Svizzera, Tour tp 13, Vuelta tp 10
2017: Tour tp 10 Vuelta tp 2
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Nievole » domenica 12 luglio 2015, 19:58

el_condor ha scritto:
Nievole ha scritto:Riguardo al caso citato da sceriffo:

su FB decine di commenti di partecipanti (che si sono visti superare sul passo dell'Oppio, dopo metà gara) che confermerebbero le accuse lanciate dal secondo classificato. Emblematica la foto del podio, che non posto ma potete trovare tranquillamente sul web.
Attendiamo sviluppi ma il movimento fa un passo oltre il peggio già raggiunto, proprio con i controlli antidoping di 12 mesi fa, alla scorsa edizione (se non ricordo male i primi 3 tutti trovati positivi).

Ad ogni modo la società del vincitore fa capo ad un negozio (ci ho comprato la bici della fidanzata ;)) che da un po' di tempo già commercia questo tipo di bici con la pedalata assistita (io penso ad un poco riuscito tentativo di pubblicità).

negozio di Empoli ?

ciao
el_condor

P.S: avete fatto le Piastre ?


Si, celebre negozio di Empoli ;)

Non ho partecipato, non sono più agonista dal 2009, per assurdo ho concluso appunto con la Prato-Abetone quando proposero il percorso uguale alla tappa del Giro 2000, quella della cavalcata di Casagrande.
Il percorso, dall'edizione scorsa, non prevede più Le Piastre come prima ascesa ma la Collina, poi Porretta, valle del Reno e rientro sul vecchio percorso verso l'Oppio.

PS: mi correggo sull'edizione scorsa, due dei primi 3 trovati positivi al test antidoping.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » domenica 12 luglio 2015, 21:29

La Stampa.it riporta notizia di un 41 strancato da malore durante la Fausto Coppi. Ora, é chiaro che non vogliono esserci illazioni, però, e purtroppo, é sempre più in aumento il numero di malori - talvolta ahimè fatali- durante queste manifesti. Può essere che le condizioni a cui é sottoposto un fisico non più giovanissimo, possano portare ad episodi di questo tipo.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi KELLY1 » martedì 14 luglio 2015, 12:19

contro le g. f. si esprimono già gli italiani nella pratica , non le vogliono cosi come sono . i numeri del mercato della bici lo dicono . la corsa viaggia tra il 6-7 % del mecato ciclistico. i dati riportati dalle statistiche parlano di circa 1milone 6centomila vendute ogni anno .la bici da corsa vende ogni anno quasi 100mila pezzi .
se pensiamo che la durata media è di almeno 10 anni , vuol dire che almeno 1 milone di ciclisti gira in bici da corsa. guardiamo ai tesserati cicloamatori e
cicloturisti la fci si aggira intorno alle 50mila unità gli altri enti dovrebbero tesserarne altettanti ( i dati ufficiali non li ho di tutti gli enti) ma voglio essere di manica larga e porto il numero di tesserati a 150mila )
in pratica la fci che dovrebbe promuovere la cultura ciclistica fa scappare i pedalatori invece di attirali.
non che tutti i ciclisti dovrebbero tesserarsi ma se continua di questo passo scappano anche molti di quelli attualmente tesserati.
se non erro l'istat dice che noi italiani possediamo circa 28milioni di bici di tutti i generi .
le bici da corsa quindi tenendo la media delle vendite si avvicinerebbero al 1milone 700mila pezzi.
personalmente faccio parte della schiera dei non tesserati che usa la bici da corsa.
coi sistemi di oggi potrebbero eliminare gli ordini d'arrivo e far arrivare ad ognuno il suo tempo , sarebbero gf molto più umane e conviviali come lo spirito cicloamatoriale dovrebbe essere . questo dedotto dai commenti dei conoscenti partecipanti alle g. f.

p.s. i numeri potrebbero non essere giusti, da rettificare ma le proporzioni rispetto alla realtà ci sono
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » mercoledì 4 novembre 2015, 17:36

GRAN FONDO | La Granfondo Internazionale Nove Colli di Cesenatico ha abbattuto un altro record.
Nella mattinata odierna (mercoledì 4 novembre), in quattro minuti esatti, sono stati venduti tutti i novemila dorsali messi a disposizione dagli organizzatori nel click-day iniziato alle 10:00 sul sito www.novecolli.it.
Si tratta del record assoluto, mai un’iscrizione era avvenuta in così breve tempo.
Il 18 novembre – sempre sul sito www.novecolli.it – saranno messi a disposizione altri tremila numeri con la formula iscrizione+hotel grazie all’accordo con il consorzio Cesenatico Bellavita – GiroHotels.
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Ecco, io mi chiedo cosa spinge la gente a diventare matti per prendersi un numero, pagare un sacco di sghei, sbattersi a 'sto modo per fare 4 o 5 di bici in mezzo ad una bolgia infernale
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Slegar » mercoledì 4 novembre 2015, 17:39

sceriffo ha scritto:Ecco, io mi chiedo cosa spinge la gente a diventare matti per prendersi un numero, pagare un sacco di sghei, sbattersi a 'sto modo per fare 4 o 5 di bici in mezzo ad una bolgia infernale

I boot delle agenzie di viaggio o affini che organizzano pacchetti completi per partecipare all'evento.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » mercoledì 4 novembre 2015, 18:10

Slegar ha scritto:
sceriffo ha scritto:Ecco, io mi chiedo cosa spinge la gente a diventare matti per prendersi un numero, pagare un sacco di sghei, sbattersi a 'sto modo per fare 4 o 5 di bici in mezzo ad una bolgia infernale

I boot delle agenzie di viaggio o affini che organizzano pacchetti completi per partecipare all'evento.

Che sia un gran business per gli organizzatori ed indotto sono d'accordo, ma chi compra mica lo fa perchè ha puntato una pistola alla tempia. E soprattutto che ti sta ad aspettare i fatidici 4 minuti per il click "fortunato" :D
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi robot1 » mercoledì 4 novembre 2015, 19:46

Come spiegava Slegar, non c'è stato il click selvaggio, ma una serie di procedure automatiche di agenzie che si sono accaparrati i pettorali.
Una sorta di "bagarinaggio" legalizzato.
Un giorno potremo raccontare ai nipotini che noi siamo stati fortunati a veder correre Sagan
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Nievole » mercoledì 4 novembre 2015, 20:02

Non sono un partecipante accanito, ma conosco persone che apprezzano molto la capacità organizzativa e la bellezza del percorso della "Nove Colli" (che fondamentalmente NON E' una corsa per scalatori) e che hanno piacere di partecipare ogni anno.
Usando il semplice ragionamento che recita "meglio una corsa organizzata in luogo turistico e ben fatta , magari con il weekend per accontentare la compagna/fidanzata/moglie/ganza, che 4 in zona di medio/basso livello (e ce ne sono, ah se ce ne sono!)".

E non penso siano poi ragionamenti così peregrini.

(per statistica ho oltre 70 conoscenze ciclistiche che stamani hanno preso permessi o ferie dal lavoro per esser pronti al PC all'ora designata ed iscriversi, tutti con successo; al discorso delle agenzie viaggi credo solo in parte, e minima)
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi cauz. » mercoledì 4 novembre 2015, 21:38

sceriffo ha scritto:
Slegar ha scritto:
sceriffo ha scritto:Ecco, io mi chiedo cosa spinge la gente a diventare matti per prendersi un numero, pagare un sacco di sghei, sbattersi a 'sto modo per fare 4 o 5 di bici in mezzo ad una bolgia infernale

I boot delle agenzie di viaggio o affini che organizzano pacchetti completi per partecipare all'evento.

Che sia un gran business per gli organizzatori ed indotto sono d'accordo, ma chi compra mica lo fa perchè ha puntato una pistola alla tempia. E soprattutto che ti sta ad aspettare i fatidici 4 minuti per il click "fortunato" :D


il cliente compra quello che il mercato gli dice di comprare.
così è sempre stato, così sempre sarà.

non ti spieghi la follia della nove colle, ma invece ti spieghi le code per comprarsi l'i-phone 15? o l'ultimo libro di harry potter? o lo sharing dell'isola dei famosi?
"Il male trionfa sempre, perche' il bene e' stupido" [Lord Casco]
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » giovedì 5 novembre 2015, 6:35

cauz. ha scritto:il cliente compra quello che il mercato gli dice di comprare.
così è sempre stato, così sempre sarà.

non ti spieghi la follia della nove colle, ma invece ti spieghi le code per comprarsi l'i-phone 15? o l'ultimo libro di harry potter? o lo sharing dell'isola dei famosi?

Ok, non è che uno giustifica l'altro. Mi sfugge il senso di queste assurde competizioni, mi sfugge la ragione per cui uno debba prendersi del tempo o delle ferie solo per acquistare la partecipazione alla manifestazione. Ecco, voglio dire, credo che si vada oltre la sana passione. Ben oltre. Tutto qua...
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi bove » giovedì 5 novembre 2015, 15:00

sceriffo ha scritto:
cauz. ha scritto:il cliente compra quello che il mercato gli dice di comprare.
così è sempre stato, così sempre sarà.

non ti spieghi la follia della nove colle, ma invece ti spieghi le code per comprarsi l'i-phone 15? o l'ultimo libro di harry potter? o lo sharing dell'isola dei famosi?

Ok, non è che uno giustifica l'altro. Mi sfugge il senso di queste assurde competizioni, mi sfugge la ragione per cui uno debba prendersi del tempo o delle ferie solo per acquistare la partecipazione alla manifestazione. Ecco, voglio dire, credo che si vada oltre la sana passione. Ben oltre. Tutto qua...


Molti, per quello che ho potuto vedere e capire, non hanno corso da ragazzini, ed hanno scoperto la bici in età adulta.
Questo a mio avviso porta ad una visione distorta dello sport. Ormai molto spesso è semplice partecipazione ad un evento.
insomma ESSERCI per poi postare al volo le foto su Facebook o su Twitter, e poter dire IO C'ERO.
Che cosa centra tutto questo con lo SPORT? nulla, a mio avviso.
Ma io sono un povero nostalgico. Quando vedo una gara ( o facevo una gara ) voglio capire:
chi c'è davanti
dove sono io
cosa sta succedendo
voglio insomma essere in gara.

Tutto questo nelle GF con ...mila partenti è praticamente inesistente, se non per i primi 40/50 che lo fanno quasi di mestiere.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Maìno della Spinetta » venerdì 6 novembre 2015, 4:54

La Nove Colli è la GF più antica o giù di lì, è un evento in sé. Non mi stupisce più di tanto... è una di quelle GF poi che un amatore vuol dire di aver fatto almeno una nella volta nella vita, tipo Maratona delle Dolomiti, Otzy e Sportful. Sto con Cauz: mi inquieta di più la fila alle 4 del mattino per l'IPhone (che puoi comprare alle 15:30 di un normalissimo sabato dopo un paio di settimane) di un padre di famiglia di Alessandria che con qualche amico su chat ha detto "stavolta non ci facciamo fregare come l'anno scorso, tutti al PC alle 10:00 e ci facciamo un weekend in Romagna").

Comunque nelle mie peregrinazioni lavorative MOLTISSIMI appassionati con cui ho sgambettato mi chiedevano delle Gran Fondo e della Nove Colli. Sentirsi chiedere della Nove Colli in Indiana, nel nulla della pancia dell'Impero, mi ha stupito e inorgoglito.

Come fenomeno mi stupisce sinceramente molto di più l'ultra-maratona e l'ultra ciclismo. Competizioni come il Tor des Geants in Val d'Aosta o l'Ultracycling Dolomitica (podistico e ciclistico) mi fanno veramente riflettere. Mentre Alpenbrevet e la vecchia Fausto Coppi mi sembrano sì sfide, ma umane, qua si trascende nel solipsismo: si entra in una mistica dell'allenamento e della resistenza che meriterebbe una risposta diversa di soli 600 km in solitaria su una bici. Veramente mi verrebbe voglia di chiedere ai partecipanti: "Ma tu, che cosa vuoi dalla vita?" "Ma ne vale la pena?" E via andare.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » venerdì 6 novembre 2015, 10:53

Sono con Bove. Chi ha corso a buon livelli, anche se pur tra le categorie giovanili, sa che non esiste una gara dove quando parti ne hai gia davanti 2/3 mila e, di piu, gli altri sono gia partiti da 5 minuti e tu sei ancora fermo piede a terra. Allora non è una gara, diventa una pedalata. Il problema è che i 4000 sono convinti che si stanno iscrivendo ad una gara :mrgreen:
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi bove » venerdì 6 novembre 2015, 21:30

Esattamente. Hai sintetizzato perfettamente. Preciso che per quanto mi riguarda le pedalate organizzate vanno benissimo. Anzi penso che anziché organizzare GF dovrebbero organizzare molte più GRF gran Raccolta fondi.
Per beneficenza, per una emergenza o molto più banalmente per finanziare questa o quella società giovanile. Non sarebbe nemmeno male organizzare per esempio una gran fondo in concomitanza con una gara pro in difficoltà. Che ne so il giro del Lazio, sabato pro e domenica GF. Una finanzia l'altra. Si avrebbe anche una certa quota di pubblico garantita.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » lunedì 9 novembre 2015, 23:46

http://www.bikelive.it/professionisti/i ... rsati.html

Imbarazzante. Come esilarante il nome di fantasia che dice che, poiche aveva firmato un contratto, doveva per forza correre anche se malata (Ah io naturalmente ci credo. Però se vi capita d'incontrarla, per favore, ditele che ci sono corridori che firmano contratti da 5 o 6 zeri, e ciò nonostante, tornano a casa dal Giro o dal Tour con la febbre. Sfigati che sono!)
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » lunedì 22 febbraio 2016, 9:34

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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi sceriffo » martedì 8 novembre 2016, 15:32

3 minuti e 16 secondi ieri, per bruciare 9000 pettorali, pagando non so quanto, ma credo non poco. Nemmeno la Zecca di Stato produce così tanto cash in 3 minuti e 16 secondi
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi herbie » martedì 8 novembre 2016, 17:26

bove ha scritto:

insomma ESSERCI per poi postare al volo le foto su Facebook o su Twitter, e poter dire IO C'ERO.
Che cosa centra tutto questo con lo SPORT? nulla, a mio avviso.
Ma io sono un povero nostalgico. Quando vedo una gara ( o facevo una gara ) voglio capire:
chi c'è davanti
dove sono io
cosa sta succedendo
voglio insomma essere in gara.

.


la penso nello stesso identico modo. Mi diverto se so dove sono e cosa succede. Ovvero sto in gara. Altrimenti è un rincorrere ad oltranza il nulla. Facendo tra l'altro una fatica nera.
trovo cosa pregevole ad esempio quelle manifestazioni dove il 50esimo, 100esimo, il 150esimo, il 200esimo sono seguiti da qualcuno con un cartello che indica la posizione....quello almeno è già qualcosa...
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Fiammingo » giovedì 10 novembre 2016, 9:45

herbie ha scritto:
bove ha scritto:

insomma ESSERCI per poi postare al volo le foto su Facebook o su Twitter, e poter dire IO C'ERO.
Che cosa centra tutto questo con lo SPORT? nulla, a mio avviso.
Ma io sono un povero nostalgico. Quando vedo una gara ( o facevo una gara ) voglio capire:
chi c'è davanti
dove sono io
cosa sta succedendo
voglio insomma essere in gara.

.


la penso nello stesso identico modo. Mi diverto se so dove sono e cosa succede. Ovvero sto in gara. Altrimenti è un rincorrere ad oltranza il nulla. Facendo tra l'altro una fatica nera.
trovo cosa pregevole ad esempio quelle manifestazioni dove il 50esimo, 100esimo, il 150esimo, il 200esimo sono seguiti da qualcuno con un cartello che indica la posizione....quello almeno è già qualcosa...


Forte come idea, ma la fanno in qualche granfondo?
Un po l'idea del pacemaker delle maratone, ma con la posizione invece del tempo.
E tecnicamente come fai il tizio con cartello a tenere la posizione? Ha un ausilio tecnologico?

Comunque sono d'accordo con chi dice che se non hai la visione di gara, il divertimento cala a picco...
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Maìno della Spinetta » giovedì 10 novembre 2016, 10:22

Fiammingo ha scritto:
herbie ha scritto:
bove ha scritto:

insomma ESSERCI per poi postare al volo le foto su Facebook o su Twitter, e poter dire IO C'ERO.
Che cosa centra tutto questo con lo SPORT? nulla, a mio avviso.
Ma io sono un povero nostalgico. Quando vedo una gara ( o facevo una gara ) voglio capire:
chi c'è davanti
dove sono io
cosa sta succedendo
voglio insomma essere in gara.

.


la penso nello stesso identico modo. Mi diverto se so dove sono e cosa succede. Ovvero sto in gara. Altrimenti è un rincorrere ad oltranza il nulla. Facendo tra l'altro una fatica nera.
trovo cosa pregevole ad esempio quelle manifestazioni dove il 50esimo, 100esimo, il 150esimo, il 200esimo sono seguiti da qualcuno con un cartello che indica la posizione....quello almeno è già qualcosa...


Forte come idea, ma la fanno in qualche granfondo?
Un po l'idea del pacemaker delle maratone, ma con la posizione invece del tempo.
E tecnicamente come fai il tizio con cartello a tenere la posizione? Ha un ausilio tecnologico?

Comunque sono d'accordo con chi dice che se non hai la visione di gara, il divertimento cala a picco...

Uno allenato con bici elettrica :) bellissima idea comunque. Su novemila sono circa 18 persone con bici elettrica e bandierona con posizione.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Strong » giovedì 10 novembre 2016, 10:40

Maìno della Spinetta ha scritto:Uno allenato con bici elettrica :) bellissima idea comunque. Su novemila sono circa 18 persone con bici elettrica e bandierona con posizione.


secondo me la domanda era come fa a sapere che quello è il 50° o 100° ecc ecc?
sono curioso anch'io anche perchè non li ho mai visti.
può essere che quei cartelli diano indicazioni di massima del tipo sei attorno alla 50° ?
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UNREAD_POSTdi simociclo » giovedì 10 novembre 2016, 10:48

Strong ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Uno allenato con bici elettrica :) bellissima idea comunque. Su novemila sono circa 18 persone con bici elettrica e bandierona con posizione.


secondo me la domanda era come fa a sapere che quello è il 50° o 100° ecc ecc?
sono curioso anch'io anche perchè non li ho mai visti.
può essere che quei cartelli diano indicazioni di massima del tipo sei attorno alla 50° ?


anch'io ho la stessa curiosità di Strong..... :uhm:
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi herbie » giovedì 10 novembre 2016, 10:52

Strong ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Uno allenato con bici elettrica :) bellissima idea comunque. Su novemila sono circa 18 persone con bici elettrica e bandierona con posizione.


secondo me la domanda era come fa a sapere che quello è il 50° o 100° ecc ecc?
sono curioso anch'io anche perchè non li ho mai visti.
può essere che quei cartelli diano indicazioni di massima del tipo sei attorno alla 50° ?


beh io sono anni che lo dico.
ovviamente la posizione è un po' " a occhio", nella maggior parte dei casi, si tratterà di una moto che viaggia a fianco di un gruppo, magari folto.
Parte la gara, quelli in moto cominciano a seguire il primo gruppo, che si sa di quanti elementi è composto. Poi CONTA. Naturalmente nelle prime fasi della gara quelli in moto stanno tutti insieme. Poi poniamo dal chilometro 50, si fermano, contano quanta gente passa, e si avviano uno alla volta al seguito del 50esimo, 100esimo, 150esimo. Così via per tutta la gara.
Secondo me ai fini pratici non è nemmeno così difficile, ovvio che poi il tipo in moto può anche sbagliarsi di una-due-cinque posizioni....ma il fine della cosa sarebbe solo INDICATIVO, e così si dà comunque una informazione utile.

PS: mi pare che lo facciano in qualche triathlon.
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Maìno della Spinetta » giovedì 10 novembre 2016, 11:54

Strong ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Uno allenato con bici elettrica :) bellissima idea comunque. Su novemila sono circa 18 persone con bici elettrica e bandierona con posizione.


secondo me la domanda era come fa a sapere che quello è il 50° o 100° ecc ecc?
sono curioso anch'io anche perchè non li ho mai visti.
può essere che quei cartelli diano indicazioni di massima del tipo sei attorno alla 50° ?


Visto ora, e la spiegazione di herbie - pensavo la stessa cosa, ci si mette in cima alla prima salita e si parte contando semplicemente chi passa... Un po' spannometrico. Se invece c'è il chip obbligatorio basta comunicare a chi è in moto il numero ai rilevamenti
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Fiammingo » giovedì 10 novembre 2016, 12:08

herbie ha scritto:
Strong ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Uno allenato con bici elettrica :) bellissima idea comunque. Su novemila sono circa 18 persone con bici elettrica e bandierona con posizione.


secondo me la domanda era come fa a sapere che quello è il 50° o 100° ecc ecc?
sono curioso anch'io anche perchè non li ho mai visti.
può essere che quei cartelli diano indicazioni di massima del tipo sei attorno alla 50° ?


beh io sono anni che lo dico.
ovviamente la posizione è un po' " a occhio", nella maggior parte dei casi, si tratterà di una moto che viaggia a fianco di un gruppo, magari folto.
Parte la gara, quelli in moto cominciano a seguire il primo gruppo, che si sa di quanti elementi è composto. Poi CONTA. Naturalmente nelle prime fasi della gara quelli in moto stanno tutti insieme. Poi poniamo dal chilometro 50, si fermano, contano quanta gente passa, e si avviano uno alla volta al seguito del 50esimo, 100esimo, 150esimo. Così via per tutta la gara.
Secondo me ai fini pratici non è nemmeno così difficile, ovvio che poi il tipo in moto può anche sbagliarsi di una-due-cinque posizioni....ma il fine della cosa sarebbe solo INDICATIVO, e così si dà comunque una informazione utile.

PS: mi pare che lo facciano in qualche triathlon.


Esatto era quella la domanda e la risposta che volevo sapere..grazie
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Re: Granfondo amatoriali: PRO e CONTRO

UNREAD_POSTdi Stylus » giovedì 10 novembre 2016, 14:44

Da ciclista della domenica (e runner della domenica) rimprovero alle Granfondo, di cui mi piacerebbe correrne una, due aspetti che hanno invece le tapasciate che spesso frequento.

1. Il costo troppo alto della maggior parte delle Granfondo,
2. Il clima troppo competitivo, esasperato e la presenza di "squadre". Alle gare qui in brianza in cui partecipo è bello perchè ci trovo di tutto, come le mamme col passeggino o col cane che fanno camminando i primi chilometri, e praticamente mai società sportive che invece hanno gare a loro riservate.
So che esiste un calendario di Granfondo ottimamente organizzato ma mancano quelle che corrispondono alle campestri tipiche da sagre di paese o quelle più popolari stile Deejay Ten.
Secondo me bisognerebbe 1) abbassare il costo (per esempio proponendo circuiti piccoli e più ripetuti, 2) azzerare i montepremi. Quando partecipo a queste corse lo faccio per avere un diversivo alla solita corsetta solitaria serale in un clima di festa, non per chissà quale risultato.
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