Gb Baronchelli campione d'altri tempi

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giorgio ricci
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Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » giovedì 22 ottobre 2015, 21:26

Ho avuto occasione di vedere Baronchelli durante un'occasionale visita al suo negozio di Arzago d'adda.
Dopo un'iniziale imbarazzo mi sono presentato come un suo tifoso. Il mitico Tista dopo avere un po esitato di fronte a due perfetti sconosciuti perditempo si è un po sciolto e ha distribuito alcune pillole di saggezza che sintetizzano perfettamente un modo d'intendere il ciclismo fiero e carico di valori.
La prima cosa che mi ha colpito è stata l'essenzialita della sua officina, senza fronzoli ma carica di passione, dedizione e cultura ciclistica.
Il grande gb era dedito a comporre una specialissima e davanti al nostro desiderio di fargli alcune domande ha rotto il ghiaccio parlando di come la passione ciclistica sia completamente staccata dall'agonismo. Ha poi risposto al mio amico, appassionato ciclista non amante della competizione dicendo che la sua filosofia è corretta e di come sia patetico arrivare a 50 anni scannandosi per vincere la borsa della spesa senza realmente apprezzare le gioie della bicicletta .
Quella breve visita mi ha ricordato alcune delle emozioni piu belle della mia giovinezza. Io , ragazzino anti duopolio Moser _Saronni ho sempre tifato per questo grande corridore, soffrendo per le sue sconfitte, gioiendo per le sue vittorie e studiando la sua fragilità e la sua incompiutezza che me lo faceva immaginare simile a me, ragazzino timido e un po insicuro.
Solo ora , a distanza di 30 anni, mi accorgo che Baronchelli è l'esempio di un ciclismo che non esiste piu, fatto di sacrifici, intuizione, talento senza barocchismi tecnologici, senza businness esasperato e senza medici e alambicchi che hanno trasformato questo sport in un circo che viaggia sul filo del baratro.
Baronchelli, come dice Morris in un suo articolo , era il corridore piu vero di un epoca a suo modo non bella del ciclismo italiano.
Grazie Gb per le emozioni di tutti i tipi che mi hai regalato e che oggi mi hai fatto rivivere.

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maglianera
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da maglianera » giovedì 22 ottobre 2015, 23:33

è stato anche sfortunato che nella sua epoca i Giri d'Italia erano molto meno adatti alle sue caratteristiche di scalatore di quanto lo sarebbero questi degli ultimi anni. Aveva come unico punto debole le cronometro, oltre a un carattere forse troppo sensibile. Peccato anche che in quegli anni le sue squadre non facevano il Tour (una sola sfortunata partecipazione nel 1979) . Ricordiamo anche che fu l'unico a far tribolare veramente Merckx al giro quando era ancora il miglior Merckx, nel 1974, e l'ultimo a cedere ad un immenso Hinault nel mondiale più duro di sempre, quello di Sallanches. Secondo me oggi sarebbe sul livello di Nibali, con qualche chance in più nelle gare in linea perché in volata non era per niente fermo.



giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » venerdì 23 ottobre 2015, 16:18

La carriera di Gb venne un po frenata da un infezione al fegato nel 1975.
Io non lo vedo all'altezza di Nibali, proprio per il carattere diverso dal siciliano e forse per,una continuita,che,negli anni è venuta a meno.
Avesse,avuto percorsi come quelli attuali lo potrei paragonare a un Simoni ,e per le caratteristiche favorevoli nelle corse in linea un poco a pascal Richard , anche se lo svizzero era più scaltro e piu fortunato.



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Bitossi » venerdì 23 ottobre 2015, 16:44

Per la verità Baronchelli partecipò a due Tour: '76 e '79.
Mi viene in mente che in una tappa di uno dei due (mi pare il primo) fosse andato in fuga con un buon vantaggio, a livello di prendere la maglia se ricordo bene, ma si dimenticò di mangiare, ed andò in crisi. Chi si ricorda la circostanza con esattezza? :dubbio:

Per quel che riguarda la vita successiva, mi è capitato di incrociarlo a qualche Granfondo, ormai diversi anni fa, sia in bdc sia in mtb. Disinteressato (come giusto) alla vittoria, e gentile con i ritardatari doppiati (come successe a me in una GF in mtb... :diavoletto: ), al contrario di tanti amatori adrenalinici che abbiamo più volte criticato in queste pagine... :D


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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da nino58 » venerdì 23 ottobre 2015, 16:59

Bitossi ha scritto:Per la verità Baronchelli partecipò a due Tour: '76 e '79.
Mi viene in mente che in una tappa di uno dei due (mi pare il primo) fosse andato in fuga con un buon vantaggio, a livello di prendere la maglia se ricordo bene, ma si dimenticò di mangiare, ed andò in crisi. Chi si ricorda la circostanza con esattezza? :dubbio:

Per quel che riguarda la vita successiva, mi è capitato di incrociarlo a qualche Granfondo, ormai diversi anni fa, sia in bdc sia in mtb. Disinteressato (come giusto) alla vittoria, e gentile con i ritardatari doppiati (come successe a me in una GF in mtb... :diavoletto: ), al contrario di tanti amatori adrenalinici che abbiamo più volte criticato in queste pagine... :D
Era l'Alpe d'Huez.
Maglia gialla virtuale fino ai meno due.
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Un Tour non impossibile.


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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta » venerdì 23 ottobre 2015, 17:00

Bitossi ha scritto:Per la verità Baronchelli partecipò a due Tour: '76 e '79.
Mi viene in mente che in una tappa di uno dei due (mi pare il primo) fosse andato in fuga con un buon vantaggio, a livello di prendere la maglia se ricordo bene, ma si dimenticò di mangiare, ed andò in crisi. Chi si ricorda la circostanza con esattezza? :dubbio:

Per quel che riguarda la vita successiva, mi è capitato di incrociarlo a qualche Granfondo, ormai diversi anni fa, sia in bdc sia in mtb. Disinteressato (come giusto) alla vittoria, e gentile con i ritardatari doppiati (come successe a me in una GF in mtb... :diavoletto: ), al contrario di tanti amatori adrenalinici che abbiamo più volte criticato in queste pagine... :D
l'aneddoto completo vuole che mangiò (se non ricordo male) solo pomodori. Ed andò in crisi di fame.


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CicloSprint
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da CicloSprint » venerdì 23 ottobre 2015, 17:18

Campione schiacciato dal dualismo Moser-Saronni, dopo l' infezione al fegato, ma quando un tappa al Giro d'Italia 1978 (Canazei) per il maltempo diventò improvvisamente dura, Baronchelli tornò a essere quello di quattro anni prima (quando il pubblico italiano l' aveva quasi abbandonato), vinse la tappa, ma portò in volta De Muynck (era la maglia rosa) e così perse il Giro, visto che il resto del suo percorso non era adatto alle caratteristiche del Tista e inoltre in quel Giro Baronchelli annunciò il divorzio dalla Scic per andare alla Bianchi.



marc
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da marc » venerdì 23 ottobre 2015, 17:28

Avendo 35 anni non ho ricordi diretti del grande GB.
Mio zio però era un suo grandissimo tifoso. Immagino che lo sarei stato anch'io. Ha vinto due Giri di Lombardia a distanza di quasi 10 anni. Ed è l'ultimo lombardo ad aver vinto la classicissima d'autunno.
Vi chiedo come mai ha disputato così poche Liegi. La sua squadra non veniva invitata o c'erano problemi di calendario?


perché per me il ciclismo non è ancora una passione onanistica, ma è un pezzo di cultura popolare e familiare.

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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da el_condor » venerdì 23 ottobre 2015, 22:19

marc ha scritto:Avendo 35 anni non ho ricordi diretti del grande GB.
Mio zio però era un suo grandissimo tifoso. Immagino che lo sarei stato anch'io. Ha vinto due Giri di Lombardia a distanza di quasi 10 anni. Ed è l'ultimo lombardo ad aver vinto la classicissima d'autunno.
Vi chiedo come mai ha disputato così poche Liegi. La sua squadra non veniva invitata o c'erano problemi di calendario?
6 vittorie consecutive nel Giro dell'Appennino e un giro perso per pochi secondi da Merckx !!!
Fare paragoni con i ciclisti attuali mi pare esercizio dialettico ove ognuno puo' dire quel che vuole: personalmente ritengo che uno come Baronchelli la Vuelta 2015 l'avrebbe vinta senza problemi ...
ciao
el_condor


Giordano Bruno
Non temete nuotare contro il torrente, è d'un anima sordida pensare come il volgo, perché il volgo è in maggioranza."

giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » venerdì 23 ottobre 2015, 23:17

Io per motivi anagrafici cominciai a seguirlo seriamente nel 1980, prima al Giro dove fece una prestazione altalenante, che a me , bambino ingenuo deluse un po , e in seguito al mondiale di Sallanches , che vissi come una vittoria.Ne sentivo parlare spesso dagli adulti in quanto corridore incompiuto e plurivincitore del Giro dell'appennino, che si correva dalle mie parti.
Onestamente, in quegli anni , non seguivo molto le classiche italiane ,perche considervo noioso aspettare che i corridori apparissero dalle telecamere fisse e che Guerino Farolfi passasse a De zan gli aggiornamenti delle corse.
Durante il 1983 il suo rendimento mi deluse, ma nell'84 fui molto contento del sesto posto al Giro che fino alla fine speravo diventasse almeno un quinto.
Ricordo poi la felicita per,la vittoria nella tappa della,Vuelta 85, (allora,le notizie,si avevano sulla gazzetta,il giorno,dopo), che mi faceva ben sperare per il Giro, anche se sapevo che il percorso non era per lui ed ero ben consapevole dei suoi limiti, ma forse mi piacevano,proprio quelli.
Nel 1986 mi fece commuovere quando vinse in Calabria e prese,la sua prima Maglia rosa, che dedicò con la sua solita umiltà a suo padre. Correva nella squadra di Moser, stava facendo un bel Giro , era con i migliori nella tappa di Foppolo ma cedette nel finale a Lemond e Visentini ; alla fine della tappa era comunque terzo in,classifica. Nel giorno di riposo si ritirò, la verità non si seppe mai. Parliamo tanto del tradimento di Sappada , ma di cosa fecero al Tista, che si ritirò quasi umiliato non se ne parla mai. Forse per non toccare,un pezzo grosso,come Moser. Qualcuno sa cosa accadde,quella sera ?
Lui passo a,meta stagione alla Del Tongo, e vinse il Lombardia battendo in contropiede Kelly e Anderson. Io godetti come un riccio, sapeva di rivincita , fu per me l'emozione piu grande , eguagliata in,seguito solo dalle imprese di Pantani.
Fu anche il suo bellissimo canto del cigno



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Bitossi » venerdì 23 ottobre 2015, 23:21

nino58 ha scritto:
Bitossi ha scritto:Per la verità Baronchelli partecipò a due Tour: '76 e '79.
Mi viene in mente che in una tappa di uno dei due (mi pare il primo) fosse andato in fuga con un buon vantaggio, a livello di prendere la maglia se ricordo bene, ma si dimenticò di mangiare, ed andò in crisi. Chi si ricorda la circostanza con esattezza? :dubbio:

Per quel che riguarda la vita successiva, mi è capitato di incrociarlo a qualche Granfondo, ormai diversi anni fa, sia in bdc sia in mtb. Disinteressato (come giusto) alla vittoria, e gentile con i ritardatari doppiati (come successe a me in una GF in mtb... :diavoletto: ), al contrario di tanti amatori adrenalinici che abbiamo più volte criticato in queste pagine... :D
Era l'Alpe d'Huez.
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Poi restò vuoto.
Il Tour di Van Impe.
Un Tour non impossibile.
Già, comunque in una tappa successiva, quella della cavalcata di Van Impe, prese 20 minuti ed il giorno dopo non partì.

Mi pare proprio di ricordare che in quegli anni il Tour non fosse trasmesso dalla RAI, cosa che toglie molto all'immaginario... :(
(aiutatemi ancora: che cosa passava in RAI? Una sintesi differita o solo immagini serali? :dubbio: )


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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Visconte85 » venerdì 23 ottobre 2015, 23:31

giorgio ricci ha scritto: Nel 1986 mi fece commuovere quando vinse in Calabria e prese,la sua prima Maglia rosa, che dedicò con la sua solita umiltà a suo padre. Correva nella squadra di Moser, stava facendo un bel Giro , era con i migliori nella tappa di Foppolo ma cedette nel finale a Lemond e Visentini ; alla fine della tappa era comunque terzo in,classifica. Nel giorno di riposo si ritirò, la verità non si seppe mai. Parliamo tanto del tradimento di Sappada , ma di cosa fecero al Tista, che si ritirò quasi umiliato non se ne parla mai. Forse per non toccare,un pezzo grosso,come Moser. Qualcuno sa cosa accadde,quella sera ?
io non so quasi niente di Baronchelli ma questo episodio mi incuriosisce molto.


2014: Giro tp 21,Tour tp 10,Vuelta tp 3, ARGENTO a Ponferrada
2015: Giro anch'io 3°,Tour tp 10 e 20, GpMontreal
2016: GandWevelgen, Svizzera, Tour tp 13, Vuelta tp 10
2017: Tour tp 10 Vuelta tp 2
2018: Scheldeprijs, Giro tp 21

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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Basso » venerdì 23 ottobre 2015, 23:52

Bitossi ha scritto:Mi pare proprio di ricordare che in quegli anni il Tour non fosse trasmesso dalla RAI, cosa che toglie molto all'immaginario... :(
(aiutatemi ancora: che cosa passava in RAI? Una sintesi differita o solo immagini serali? :dubbio: )
A quel che ho trovato, dal 1973 per un decennio niente diretta; nel 1976 trasmesse solo le tappe della domenica.


11 Vuelta7-Prato
12 Appennino-JapanCup
13 Giro9-ITARR-Vuelta20-Sabatini
14 Vasco-Dauphiné-Tour3-Tour21-Polonia-3VV
15 Laigueglia-Escaut-Giro2-Giro18-Giro-Tour13-Fourmies
16 Nice-Vuelta12
17 Frankfurt-Tour11-Vuelta16-Chrono
18 Bianche-DePanne-Romandie-Köln

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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Bitossi » sabato 24 ottobre 2015, 0:24

Basso ha scritto:
Bitossi ha scritto:Mi pare proprio di ricordare che in quegli anni il Tour non fosse trasmesso dalla RAI, cosa che toglie molto all'immaginario... :(
(aiutatemi ancora: che cosa passava in RAI? Una sintesi differita o solo immagini serali? :dubbio: )
A quel che ho trovato, dal 1973 per un decennio niente diretta; nel 1976 trasmesse solo le tappe della domenica.
Eppure, probabilmente a seconda degli anni, qualcosa passava: ad esempio del Tour 1975 (quello con Moser in giallo nelle prime tappe) ho delle immagini abbastanza nitide, che non posso essermi inventato... :D
Ma non ricordo bene, mannaja. Forse, come scrivevo, delle sintesi differite, oppure solo immagini sparse nei notiziari? :dubbio:

EDIT: oh, poi magari io vedevo la TV svizzera italiana (trasmetteva il Tour?), ed ora faccio confusione... :ouch:


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giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » sabato 24 ottobre 2015, 14:36

Nessuno sa darmi infornazioni riguardo alla grave offesa subita da Baronchelli al Giro 1986?
Riguardo alla diretta Tour, ricordo che nell'84 85 venne trasmessa solo l'ultima settimana. Forse la diretta riprese con il 1987.



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da CicloSprint » sabato 24 ottobre 2015, 14:51

Canazei 1978, era al servizio di Saronni (al debutto al Giro), ma quel giorno diventò protagonista e aveva l'occasione di vincere il Giro, ma non riusci a staccare De Muynck.

https://www.youtube.com/watch?v=sznVViMDKyU

Il giorno dopo il Tista annunciò il divorzio a fine stagione con la Scic, forse per ripicca su Saronni ?



giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » sabato 24 ottobre 2015, 15:36

Alcune riflessioni sul Giro del 1974; non me ne voglia chi tende a enfatizzare il risultato di Baronchelli ma io ho un opinione un po diversa su quel Giro. Rammento che si Baronchelli arrivò a 12 secondi ma che il terzo ,Gimondi, arrivò a 33 senza mai attaccare. Inoltre Fuente , senza la crisi nella tappa di Sanremo, la stessa che fece rientrare in classifica GB , avrebbe vinto quel Giro in quanto fino a quel momento, ( e pure dopo), aveva sistematicamente staccato Merckx in salita.
La mia opinione è che quel Merckx non fosse il miglior Merckx; il belga per malanni vari saltò quasi tutta la primavera e,si,presentò,al Giro non rodatissimo. Si che dopo vinse pure Svizzera ,Tour e Mondiale :worthy: ,ma, anche se sembra una bestemmia, aveva gia,perso qualcosa in salita , tanto che al Tour non fece la differenza sulle Alpi ( facili), e fece fatica negli unici veri arrivi in salita a pla d'adet e sul Tourmalet, facendo poi faville in pianura a Orleans e nelle crono.
Insomma io ci vedo già i prodromi della sconfitta al Tour 75 e del sucessivo rapido declino.



tarangu
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da tarangu » lunedì 26 ottobre 2015, 10:54

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Edone
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Edone » lunedì 26 ottobre 2015, 12:31

giorgio ricci ha scritto:Nessuno sa darmi infornazioni riguardo alla grave offesa subita da Baronchelli al Giro 1986?
Riguardo alla diretta Tour, ricordo che nell'84 85 venne trasmessa solo l'ultima settimana. Forse la diretta riprese con il 1987.
Sicuramente la diretta di tutte le tappe è ritornata dal 1987 . Per quanto riguarda gli anni 84/85/86 ricordo benissimo la diretta solo dell'ultima settimana forse anche nel 1983 ma di questo non ne sono sicuro in quanto ricordo la prima vittoria del povero Fignon con il commento dell'allora Antenne 2. Per quanto riguarda invece gli anni 70 il Tour non fu trasmesso sicuramente nel 1975 (c'era Moser...e non ci sono immagini rai ) e successivamente solo le tappe domenicali nell'edizione 1976. Poi buio completo (notizie solo dai giornali o solo dal canale francese per chi lo riceveva...) fino agli anni ottanta.



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da l'Orso » lunedì 26 ottobre 2015, 13:08

Per gli anni "bui" del Tour ho vaghi ricordi di aver visto qualcosa su Antenne 2 e forse pure su telemontecarlo.. sulla rai andavan in onda tristi riassunti edulcorati nella domenica sportiva (forse anche in qualche telegiornale... ).

Tornando in TD, non mi spiacerebbe leggere qualcosa sul Giro '86...

(ero "tifoso" di Moser, però se c'era GB, poche volte.., parteggiavo per lui)


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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da CicloSprint » lunedì 26 ottobre 2015, 13:54

Edone ha scritto:
giorgio ricci ha scritto:Nessuno sa darmi infornazioni riguardo alla grave offesa subita da Baronchelli al Giro 1986?
Riguardo alla diretta Tour, ricordo che nell'84 85 venne trasmessa solo l'ultima settimana. Forse la diretta riprese con il 1987.
Sicuramente la diretta di tutte le tappe è ritornata dal 1987 . Per quanto riguarda gli anni 84/85/86 ricordo benissimo la diretta solo dell'ultima settimana forse anche nel 1983 ma di questo non ne sono sicuro in quanto ricordo la prima vittoria del povero Fignon con il commento dell'allora Antenne 2. Per quanto riguarda invece gli anni 70 il Tour non fu trasmesso sicuramente nel 1975 (c'era Moser...e non ci sono immagini rai ) e successivamente solo le tappe domenicali nell'edizione 1976. Poi buio completo (notizie solo dai giornali o solo dal canale francese per chi lo riceveva...) fino agli anni ottanta.
Nel 1978 la Ds fece un servizio suila vittoria di Hinault.



giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » lunedì 26 ottobre 2015, 17:07

Grazie a tarangu per le,immagini del Giro 74.
Sul brutto episodio del Giro 86 vi è traccia su Bs speciale Giro di quell'anno e sul numero 7 di luglio della stessa rivista. Poi il silenzio. Beppe Conti sul suo libro sulla rivalita Moser_Saronni si è ben guardato di citare l'episodio cosi come Moser nel suo libro peana non si è ricordato del fatto .
Il mitico Gb. Baronchelli , dovrebbe scrivere un libro pure lui , ma è troppo umile e troppo signore per cercare facile pubblicità



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Mystogan » martedì 27 ottobre 2015, 23:14

Il duello con Merkcx sulle Tre Cime è uno dei più belli di sempre



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Visconte85 » martedì 27 ottobre 2015, 23:39

caspita....il Tista.
Grandissima promessa. da dilettante un giro d'Italia ed un tuor de L'avenir...Da neopro un giro perso per una frattura del gruppo a Salerno (!!!) ...ci perse 19" e pese il giro per 12" ...
Però concediamogli le vittorie fatte...94 , non una cinquantina. Fra le quali un paio di giri di Lombardia, un gp. di Francoforte, giro del Lazio, 2 giri dell'Emilia, giro di Romandia, giro dei Paesi Baschi, Trofeo Baracchi (con Moser)...oltre ai 6 giri dell'Appennino, ai 2 giri del Piemonte, Placci, 2 Romagna, Calabria, Coppa Sabatini, 2 giri di Toscana, 5 tappe al giro...la maggior parte in arrivi solitari, visto la mancanza di spunto veloce.
Mancanza di carattere? Non ne sono convinto. Semplicemente mancanza di resistenza dopo 2 settimane di corsa. Il tutto forse dovuto alla malattia virale contratta al giro del 75 e mai perfettamente superata. Forse dovuto ad un limite fisiologico suo. Ma bisogna dire che ha spesso corso il giro sotto gli insulti dei tifosi avversari, (soprattutto moseriani) , dai quali prese sputi, botte, ombrellate. Tutto messo sempre sotto silenzio dalla vera dittatura dei mammasantissima di allora. Moser non si è mai sentito di difendere un collega (come sarebbe toccato poi a Visentini...) dalle interperanze dei suoi tifosi. Un esempio di sportività eccelso il trentino..... Tecnicamente il Tista era un bellissimo passista scalatore, non disastroso a cronometro, e in grado di vincere in carriera 94 corse, la maggioranza per distacco. Sapeva quindi attaccare e rischiare. Perse in modo incredibile il mondiale 81...se ricordi era in fuga all'ultimo giro con lo scozzese Millar....ancora più fermo di lui in volata. Il Tista mantenne le consegne..non tirò, ma fu inseguito alla morte dalla squadra azzurra, Panizza in particolare. Raggiunto a 600 metri dal traguardo, si mise lo stesso a tirare la volata a Saronni. Tirò fino ai 300 metri e doveva essere seguito nel treno da Moser...che disse di essere stato vittima di un salto di catena....Saronni, lasciato allo scopeerto troppo presto, fu rimontato da Maertens e giunse secondo. Moser, con la "catena saltata" giunse sesto. Baronchelli tacque ancora. Il bello è che passò per capro espiatorio...aveva tirato poco la volata...naturalmente.
Silenzio sul fatto che era in fuga, silenzio sul fatto che era appena stato ripeso dai suoi coequipier, silenzio sul fatto che Moser non aveva fatto la sua parte. Ma quelli erano tempi così. Dagli sempre ai soliti. 2 galletti e gli altri a fare gli zerbini. poi saltano fuori le storie relative al carattere. Il carattere si vide al mondiale durissimo di Sallanches, dove Hinault tirò il collo a tutti...Moser a casa dopo sei giri, Saronni dopo 4 ed il Tista a lottare contro la moto bretone a conquistare un argento che lo faceva primo degli umani dietro al mostro. Quello era il suo carattere.
Ho sofferto le pene dell'inferno col tista. Ma non riuscivo proprio a condannarlo. Non era un egoista come i due galletti. era amato dai colleghi anche dagli avversari. Era un ciclista buono, ma non eccezionale che non sopportò, a 21 anni, la pressione di una nazione intera che attendeva di liberarsi dalla schiavitù del cannibale. Oggi coccoliamo Cunego, e facciamo bene. Allora ci aspettavamo da un ragazzo che duellasse col cannibale. Semplicemente non ne era capace e si sbruciacchiò .
Su una cosa Tista sbagliò di grosso. Correva troppo poco all'estero e senza convinzione. per lui c'era solo il giro e le corse italiane. Il giro non l'ha mai vinto, ma le corse italiane più dure le ha vinte tutte. Spesso da dominatore.
Poteva vincere di più? Forse, ma chi lo sa? Non ci sono le controprove.
In realtà ha vinto più di quello che si crede comunemente. Se avesse avuto la volata.......
Si è capito che ero tifoso del Tista? Fate la tara al
mio racconto ed avete il Tista....Ma non eccedete nella tara...era veramente un buon corridore............

post del grandissimo Janjanssen
http://oldforum.cicloweb.it/viewthread.php?tid=3335


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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da nino58 » mercoledì 28 ottobre 2015, 9:56

E abbiamo detto tutto.


Von Rock ? Nein, danke.
Diritto di correre senza condizioni a chi ha scontato una squalifica !!!

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TIC
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da TIC » mercoledì 28 ottobre 2015, 12:40

Beh, adesso vado controcorrente io (e' il.mio carattere), io che sono il più grande tifoso di gb
Non aveva il carattere del grande campione, troppo modesto, intelligente ma troppo buono. Che e pure un pregio come persona , anzi ho sempre tifato per lui x questo motivo.ma x essere un grande campione ci vuole un altro carattere. Poi e vero, quei problemi al fegato lo hanno fortemente limitato nelle corse a tappe, che erano il suo forte, le ha chiuse quasi sempre in calando, hanno causato problemi con il recupero. Se non avesse avuto quei problem al fegatoi sarebbe stato un indurain, ma lui valeva di piu. Se avesse avuto il carattere voglio dire.
Anche io ho apre desiderato sapere cosa accadde al giro 86.


Henry Kissinger : (Ad un summit presso il Ministero degli Esteri alla fine dell'intervento di Aldo Moro) Chi parla in questo modo non può che essere un imbroglione e non può che rappresentare un popolo di imbroglioni.

giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » mercoledì 28 ottobre 2015, 19:41

Bellissimo l'articolo di Janjanssen . Grazie a Visconte85 per averlo riproposto.
Condivido totalmente la disamina di TIC. I fatti del Giro 86 chiudono un periodo del ciclismo italiano che non ho amato, e che trovo anzi sopravvalutato. L'omerta che è caduta,su quel fatto mi da fastidio. Vorrei vedere se fosse accaduto in altre circostanze che scandalo,avrebbe provocato. Dimostra pure,la tracotanza dei mammasantissima di quel periodo.



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da matteo.conz » mercoledì 28 ottobre 2015, 21:58

Ho guardato il mondiale di hinault e la cosa che più mi ha colpito, oltre alla prestazione del bretone, è che i vari scalatori "leggeri" mollavano uno dopo l'altro su quella ripida salita mentre l'unico a resistere strenuamente fu baronchelli. In diverse inquadrature si vede il francese agile sui pedali ma GB, con una stazza da passista, resiste e resiste...
Dev'esser stato un gran mondiale da vedere!


Qui vige l'uguaglianza... Non conta un cazzo nessuno.
Svalorizzando gli altri non ti rendi superiore.
C'è sempre una soluzione semplice ad un problema complesso. Ed è quella sbagliata. A. Einstein

giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » lunedì 2 novembre 2015, 20:44

In questo sito scrivono molte persone dentro il mondo del ciclismo e appassionati di ogni età. Io non credo che nessuno sia in grado di fornire informazioni su quell'episodio.
Propongo inoltre una cosa : perche non usare il tempo letargico dell'inverno per approfondire argomenti del passato. Ad esempio ricordare,avvenimenti importanti o curiosi legati a corse,degli anni 60 e 70. Sarebbe piu bello e istruttivo, nonche bella fonte di dibattito che disquisire sull'improbabile campagna acquisti di chissà quale squadretta ( ora si chiamano professional ),o su ritiri di corridori bolliti o di quarta fascia .
Io ho provato a esprimere un parere su Merckx del Giro 74, era un'opinione che si prestava ad un ampio dibattito e , invece è rimasta lettera morta.
Non vorrei che si diventasse come il calcio, dove quando, anche a buoni livelli, si cerca di ricordare partite ed eventi Importanti del passato ,non si riesce mai ad andare prima del 90. Hanno cancellato in dieci anni piu di 80 anni di calcio.
Se il ciclismo, che vive di memoria storica , arriva a questo allora possiamo certamente cancellare o trasformare tutte le corse del calendario o pensare che un esotico Tour di Ali Babá possa sostituire il Giro del lazio o il campionato di Zurigo.
Il ciclismo è epica e poesia ed è fatto di grandi cantori. Per concludere vorrei ricordare un giorno al Giro del 1989, prima della terza tappa, che si concludeva sull'etna , la rai mandò in onda uno speciale condotto da De zan e con ospite Ruggero Radice, sul ciclismo dagli anni 30 fino agli anni 60 con filmati bellissimi sotto una musica struggente. In quei momenti io mi commossi , questo è il ciclismo e la sua leggenda.



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da el_condor » martedì 10 novembre 2015, 19:54

giorgio ricci ha scritto:In questo sito scrivono molte persone dentro il mondo del ciclismo e appassionati di ogni età. Io non credo che nessuno sia in grado di fornire informazioni su quell'episodio.
Propongo inoltre una cosa : perche non usare il tempo letargico dell'inverno per approfondire argomenti del passato. Ad esempio ricordare,avvenimenti importanti o curiosi legati a corse,degli anni 60 e 70. Sarebbe piu bello e istruttivo, nonche bella fonte di dibattito che disquisire sull'improbabile campagna acquisti di chissà quale squadretta ( ora si chiamano professional ),o su ritiri di corridori bolliti o di quarta fascia .
Io ho provato a esprimere un parere su Merckx del Giro 74, era un'opinione che si prestava ad un ampio dibattito e , invece è rimasta lettera morta.
Non vorrei che si diventasse come il calcio, dove quando, anche a buoni livelli, si cerca di ricordare partite ed eventi Importanti del passato ,non si riesce mai ad andare prima del 90. Hanno cancellato in dieci anni piu di 80 anni di calcio.
Se il ciclismo, che vive di memoria storica , arriva a questo allora possiamo certamente cancellare o trasformare tutte le corse del calendario o pensare che un esotico Tour di Ali Babá possa sostituire il Giro del lazio o il campionato di Zurigo.
Il ciclismo è epica e poesia ed è fatto di grandi cantori. Per concludere vorrei ricordare un giorno al Giro del 1989, prima della terza tappa, che si concludeva sull'etna , la rai mandò in onda uno speciale condotto da De zan e con ospite Ruggero Radice, sul ciclismo dagli anni 30 fino agli anni 60 con filmati bellissimi sotto una musica struggente. In quei momenti io mi commossi , questo è il ciclismo e la sua leggenda.
condivido in pieno..Forse pero' e' piu' facile dare giudizi che analizzare i fatti ..
ciao
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giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » mercoledì 2 novembre 2016, 22:15

Ho rivisto il Giro di Lombardia 86. A distanza di 30 anni godo ancora. Ricordo l'emozione pazzesca quando il Tista è partito e Kelly e Anderson non l'hanno inseguito. Io vedevo già con successo il fatto che fosse lì coi primi. Il mio eroe di tante battaglie e di troppe sconfitte.
Solo Pantani mi ha fatto piangere dopo di lui, e solo Criquelion nel Fiandre e Bettini a Salisburgo mi hanno esaltato quasi come quel giorno.Dico quasi , perché quel Lombardia rimane una gioia indimenticabile.
Volevo solo ricordarlo nel trentennale di quella vittoria.
Grazie Tista .



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Theakston » giovedì 3 novembre 2016, 10:19

giorgio ricci ha scritto:Bellissimo l'articolo di Janjanssen . Grazie a Visconte85 per averlo riproposto.
Condivido totalmente la disamina di TIC. I fatti del Giro 86 chiudono un periodo del ciclismo italiano che non ho amato, e che trovo anzi sopravvalutato. L'omerta che è caduta,su quel fatto mi da fastidio. Vorrei vedere se fosse accaduto in altre circostanze che scandalo,avrebbe provocato. Dimostra pure,la tracotanza dei mammasantissima di quel periodo.
Mi piacerebbe conoscere qualche aneddoto sul tanto criticato strapotere del duo Saronni-Moser, un periodo di dimensione piuttosto provinciale del ciclismo nostrano. Sapevo qualcosa di Giri disegnati su misura, intemperanze dei tifosi degne del peggior contesto calcistico, rivalità a danno di altri validi corridori.... Chi ha qualche storia da raccontare? (senza rischiare querele.... :D )



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta » giovedì 3 novembre 2016, 10:23

giorgio ricci ha scritto:Ho rivisto il Giro di Lombardia 86. A distanza di 30 anni godo ancora. Ricordo l'emozione pazzesca quando il Tista è partito e Kelly e Anderson non l'hanno inseguito. Io vedevo già con successo il fatto che fosse lì coi primi. Il mio eroe di tante battaglie e di troppe sconfitte.
Solo Pantani mi ha fatto piangere dopo di lui, e solo Criquelion nel Fiandre e Bettini a Salisburgo mi hanno esaltato quasi come quel giorno.Dico quasi , perché quel Lombardia rimane una gioia indimenticabile.
Volevo solo ricordarlo nel trentennale di quella vittoria.
Grazie Tista .
Posta il link!


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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da nino58 » giovedì 3 novembre 2016, 10:57

giorgio ricci ha scritto:Ho rivisto il Giro di Lombardia 86. A distanza di 30 anni godo ancora. Ricordo l'emozione pazzesca quando il Tista è partito e Kelly e Anderson non l'hanno inseguito. Io vedevo già con successo il fatto che fosse lì coi primi. Il mio eroe di tante battaglie e di troppe sconfitte.
Solo Pantani mi ha fatto piangere dopo di lui, e solo Criquelion nel Fiandre e Bettini a Salisburgo mi hanno esaltato quasi come quel giorno.Dico quasi , perché quel Lombardia rimane una gioia indimenticabile.
Volevo solo ricordarlo nel trentennale di quella vittoria.
Grazie Tista .
Belle immagini anche dalla TV.
Lui, puntino giallo inquadrato dall'alto, filare da Sesto su viale Monza, piazzale Loreto, corso Buenos Aires, porta Venezia, corso Venezia, piazza san Babila, corso Vittorio Emanuele ed arrivare in piazza Duomo con l'elicottero che ronza attorno alla Madonnina.
Bellissimo ricordo anche per me.


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giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » giovedì 3 novembre 2016, 14:33

Lo trovate su You tube , cercando Giro di Lombardia 86.
Non chiedetemi di postare il link. Sono basico , ho impiegato due anni a capire il Quote . :dunce:



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Slegar
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Slegar » giovedì 3 novembre 2016, 17:44

Theakston ha scritto:Mi piacerebbe conoscere qualche aneddoto sul tanto criticato strapotere del duo Saronni-Moser, un periodo di dimensione piuttosto provinciale del ciclismo nostrano. Sapevo qualcosa di Giri disegnati su misura, intemperanze dei tifosi degne del peggior contesto calcistico, rivalità a danno di altri validi corridori.... Chi ha qualche storia da raccontare? (senza rischiare querele.... :D )
Dimensione provinciale una ciufola; Saronni e Moser erano le punte di un movimento che in quegli anni era leader nel mondo delle due ruote. Tornando a GB Baronchelli, e al duo Moser-Saronni, quel Lombardia è stato l'ultimo lampo, e che lampo, di una grande carriera che in quel 1986 fu molto particolare; iniziò la stagione alla Supermercati Brianzoli come gregario di Moser per il Giro e a luglio, dopo lo sgarbo della 4ª tappa del Giro in cui il Tista battè Moser indossando la maglia rosa, si trasferì alla Del Tongo di Saronni.



giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » giovedì 3 novembre 2016, 19:15

Per sapere più cose sul periodo del dualismo Moser Saronni consiglio il libro di Beppe Conti
Moser Saronni duello infinito
È esaustivo e rende bene l'idea del periodo storico e agonistico .



Winter
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 3 novembre 2016, 19:47

Slegar ha scritto:
Theakston ha scritto:Mi piacerebbe conoscere qualche aneddoto sul tanto criticato strapotere del duo Saronni-Moser, un periodo di dimensione piuttosto provinciale del ciclismo nostrano. Sapevo qualcosa di Giri disegnati su misura, intemperanze dei tifosi degne del peggior contesto calcistico, rivalità a danno di altri validi corridori.... Chi ha qualche storia da raccontare? (senza rischiare querele.... :D )
Dimensione provinciale una ciufola; Saronni e Moser erano le punte di un movimento che in quegli anni era leader nel mondo delle due ruote. .
Gia..
anche perche' i veri rivali di Hinault non erano certo Zoetemelk e co.. ma Moser e Saronni (e lo stesso Hinault lo diceva)
Saranno anche stati provinciali
pero' nel periodo del Tour facevano 50mila spettatori nei vari circuiti.. e li conoscevano tutti , anche fuori dal ciclismo
Mentre Nibali ha vinto il Tour e lo conoscono solo gli appassionati di ciclismo



Theakston
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Theakston » giovedì 3 novembre 2016, 20:09

Winter ha scritto:
Slegar ha scritto:
Theakston ha scritto:Mi piacerebbe conoscere qualche aneddoto sul tanto criticato strapotere del duo Saronni-Moser, un periodo di dimensione piuttosto provinciale del ciclismo nostrano. Sapevo qualcosa di Giri disegnati su misura, intemperanze dei tifosi degne del peggior contesto calcistico, rivalità a danno di altri validi corridori.... Chi ha qualche storia da raccontare? (senza rischiare querele.... :D )
Dimensione provinciale una ciufola; Saronni e Moser erano le punte di un movimento che in quegli anni era leader nel mondo delle due ruote. .
Gia..
anche perche' i veri rivali di Hinault non erano certo Zoetemelk e co.. ma Moser e Saronni (e lo stesso Hinault lo diceva)
Saranno anche stati provinciali
pero' nel periodo del Tour facevano 50mila spettatori nei vari circuiti.. e li conoscevano tutti , anche fuori dal ciclismo
Mentre Nibali ha vinto il Tour e lo conoscono solo gli appassionati di ciclismo
Ok non è che voglia mettere in dubbio il valore assoluto di Moser (che si è vinto pure 3 Roubaix!) o Saronni, però come mai nel periodo a cavallo tra i 70 e gli 80 l'Italia praticamente sparisce dal Tour (non che adesso, Nibali a parte, vi sia protagonista...) ?
Sul fatto che fossero ben più popolari dei campioni di adesso nessun dubbio, allora credo ci fosse molto più seguito popolare per le imprese di tanti sport diversi dal calcio



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » giovedì 3 novembre 2016, 21:11

I motivi per cui gli italiani non andavano al Tour erano molteplici ; il ciclismo in Italia pagava parecchio.
Nascevano in continuazioni corse e circuiti nuovi, gli sponsor erano generosi , la gente arrivava a migliaia anche per il circuito meno importante. Inoltre non mancavano i campioni ne degli ottimi comprimari.
Era un movimento autarchico ma efficiente, il Giro era la punta di diamante del movimento e dopo si preferiva monetizzare anche perché in un mondo non globalizzato gli sponsor preferivano portare i propri corridori in giro per l'Italia che a fare il Tour , il ritorno era maggiore .
Ma ricordiamoci che non vi erano solo i due duellanti ma i vari Baronchelli , Contini , Visentini , Beccia , Battaglin , Gavazzi capaci anche di exploit internazionali.
Era un epoca diversa , forse unica e irripetibile ma non la vedrei negativamente. Poi se pensiamo al movimento incapace di essere protagonista al Tour sono d'accordo ma ricordiamo che un gregario come Riccomi fece quinto nel 76, e che
Battaglin vinse la maglia a pois nel 79.
Io ero critico verso quel periodo ma riconosco che il ciclismo bel nostro paese era fiorente, e nello sfacelo attuale quasi lo rimpiango .



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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da dietzen » giovedì 3 novembre 2016, 22:47

giorgio ricci ha scritto: Era un movimento autarchico ma efficiente, il Giro era la punta di diamante del movimento e dopo si preferiva monetizzare anche perché in un mondo non globalizzato gli sponsor preferivano portare i propri corridori in giro per l'Italia che a fare il Tour , il ritorno era maggiore .
mi torna in mente un'intervista a Saronni a fine carriera, quando gli chiedono se non era rammaricato di non aver corso di più al tour, e diceva proprio questo. se non ricordo male sintetizzò il concetto con un: a del tongo interessava più il giro di puglia che il tour de france.


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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta » giovedì 3 novembre 2016, 23:46

Grazie a dio il tourcentrismo è un'invenzione recente, non bisogna guardare a quegli anni, come slegar e Giorgio ci consigliano, con gli occhi di oggi.


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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » venerdì 4 novembre 2016, 8:48

Non dimentichiamoci inoltre come era diversa la composizione dei partecipanti alle corse professionistiche allora rispetto ad oggi.. Prima del 1980 vi erano solamente Belgio, Italia , Francia , Spagna, Olanda , poca Germania ovest e poca Svizzera , qualche Svedese ( Johansson su tutti ), un norvegese (Knudsen ), qualche danese (Marcussen ) e un irlandese (Kelly )e direi basta .
Solo nell'80 si affacciò l'Australia con Anderson e poi con Wilson, e gli Usa con Boyer .
Il ciclismo mondializzato inizia negli anni 80.
Veramente un altro mondo.



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Morris
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Morris » martedì 22 novembre 2016, 12:27

Mi è stato chiesto in un thread sopra, ed anche in privato, di intervenire su Gibì Baronchelli. Lo faccio, dapprima allegando, senza correzione alcuna, quanto scrissi nel lontano marzo 2004 e che era destinato alla defunta e lontanissima rubrica “Graffiti” di Cicloweb. Poi, il testo che segue, finì sul mio libro “Protagonisti del ciclismo a Forlì” e su Museociclismo.

Gian Battista "Gibì" o "Tista" Baronchelli è passato, o si cerca di farlo passare, alla storia, come un incompiuto, quando in realtà, semmai, può essere considerato un corridore dal quale ci si aspettava di più. Ogni giudizio, aldilà degli errori e della sfortuna di questo comunque stupendo atleta, non può non partire dall'analisi dei tempi in cui Gibì ha corso, e dalle non poche storture e contraddizioni del ciclismo italiano di quel periodo. Le ragioni oggettive che hanno pesato in quel contesto storico si muovevano, dapprima, nell'esigenza ossessiva tipicamente italiana di trovare un indigeno in grado di mettere alle corde Eddy Merckx, poi, nello stravalutare le corse della penisola a danno di quel Tour per anni dribblato malamente dai nostri migliori ciclisti, indi, nell'esagerazione di vedere il dualismo Moser Saronni come un chiasma che, di fatto, bruciava tutto il resto, ed infine nel non considerare nel giusto merito chi giungeva secondo dietro Bernard Hinault. Se analizziamo passo su passo questi aspetti, Baronchelli, esce più cospicuo e il suo comunque ottimo palmares, assume ben altri significati.
Gibì, aveva vinto nel 1973, a vent'anni, il Giro d'Italia per dilettanti e il Tour de L'Avenir, nonostante in questa corsa avesse dovuto superare una caduta che gli aveva reso un ginocchio gonfio come un melone. Quanto basta per essere atteso al professionismo con molto interesse. Nel 1974 però, il suo comportamento eccezionale nel Giro d'Italia d'esordio fra i prof, fu tale da stravolgere la ragionevolezza dell'osservatorio italiano. Si dimenticava che i 12" secondi che alla fine separarono Baronchelli da Merckx, potevano creare eccessivo peso nella tempra di Gibì e sottovalutavano il peso della forma del belga che non superava l'80%. Già, perché se un Eddy in quelle condizioni è sempre bastato per superare Gimondi in una grande corsa a tappe, sempre l'80% rimaneva. E che Baronchelli avesse potuto superare l'uomo di Sedrina, ci stava, semplicemente perché andare più forte di Gimondi in salita, non era impresa da marziani. Invece di covare e tutelare il ragazzino, certo pieno di qualità, gli si buttò addosso l'attesa di una nazione. Arrivò poi il '75 e l'esordio vincente di Gibì a Laugueglia, confermato da un successo di tappa al Giro di Sardegna, diede ulteriore fiato alle trombe in vista del Giro d'Italia. Qui però, Baronchelli, contrasse una malattia virale che ne limitò il rendimento in corsa e che forse non fu mai completamente superata. La sottovalutazione del fatto da parte di un osservatorio che vedeva quel Giro disegnato per lui, pose Gibì (che finì la corsa rosa al decimo posto), già sull'alone di una certa delusione. Nel frattempo, il comportamento di Francesco Moser al Tour di quell'anno, dove fu maglia gialla nelle frazioni di pianura per poi essere seppellito di minuti in salita, portò l'osservatorio a incentrare sul trentino attese esagerate su corse, come quelle a tappe, dove, checché se ne dicesse, difficilmente poteva essere un evidente. E fu così che il Giro d'Italia, cominciò a proporre percorsi che per troppi anni incrinarono la tradizione di manifestazione legittimamente equilibrata.

L'edizione della corsa rosa del '76, una delle più scarse della storia, quasi tutta vissuta sul rallentatore, con anziani in evidente declino e giovani poco adatti all'attacco o di scarsa personalità, provocò un verdetto che il nostro Gibì pagò a lungo. Vinse il vecchio Gimondi, Moser arrivò 4° e Baronchelli solo quinto. Poco importava se non stava bene: era ormai un normale per quell'osservatorio che stava ingigantendo Moser su corse le cui qualità erano contrarie a quelle che dimostrava nelle classiche e che esaltava a dismisura un vecchio come Gimondi, che aveva vinto senza brillare come del resto tutti gli altri. Gibì poi, fece un errore grave: andò al Tour senza condizione e concentrazione uscendone distrutto e ritirato, fino al punto di considerare, in cuor suo, la Grande Boucle come una manifestazione da evitare. E ciò fu disastroso per la sua carriera limitatamente alle corse a tappe. Nel '77, in un Giro che si distingueva per il suo "piattume" e per il tanto crono, Gibì si difese bene, vinse il tappone di Pinzolo, ma non poté evitare di finire terzo, dietro a Pollentier e, ancora, Moser: un fatto capitale nella già poca lucidità dell'osservatorio. Dietro l'angolo, c'era proprio nella sua medesima squadra, il piccolo fenomeno Saronni e poco importava se, in quel '77, Baronchelli aveva vinto, fra le diverse corse, il Giro dell'Appennino (una gara vinta sempre da campioni), il Giro di Romandia e, soprattutto, alla grande, il Giro di Lombardia, grazie ad un arrivo solitario e dopo aver seppellito di minuti il miglior cast del ciclismo mondiale. Col '78 si alzarono i sipari del dualismo Moser-Saronni e Gibì, pur vincendo 11 corse, tra le quali una sfilza di classiche nazionali come il Giro dell'Appennino (la sua corsa), il Giro del Piemonte, la Coppa Placci, il Giro dell'Umbria, facendo cilecca al Giro d'Italia, si giocò le residue speranze, in chiave nazionale, per la giusta considerazione dei suoi mezzi. Certo, a Milano giunse secondo a 59" dalla maglia rosa De Muynck e vinse la difficile tappa di Canazei, ma quel Giro, pur considerando che qualcuno doveva riparare verso il belga la scorrettezza di un attacco dopo una caduta che gli costò la corsa rosa di due anni prima (frazione di Bergamo), doveva essere suo. Altro errore, che ripeteva il già fatto nel '77 e che poi rappresentò una costante, fu quello di non andare al Tour. Col '79, stagione per Gibì davvero tribolata per acciacchi vari (ciononostante colse diversi traguardi compreso nuovamente l'Appennino e il Giro di Romagna) esplose il dualismo fra Moser e Saronni e per gli altri, in Italia, fu notte fonda. Baronchelli, tra l'altro, cominciò a dover pagare sulle strade l'ostracismo dei tifosi di Moser (i più calcistici mai visti sulle strade) che non disdegnavano di seppellirlo di insulti e di ....tutto il resto del corredo calciofilo. La stessa cosa capitò a Visentini poco dopo e, mi si permetta, considero queste idiote escandescenze, come un segmento tra i più tristi che abbia vissuto o letto nello sport.
Nel 1980, quando il mondo fu costretto a sancire lo spessore di un similare di Merckx, nelle vestigia del francese Bernard Hinault, Baronchelli fu il primo degli umani. Non solo perché nella gara crogiolo dell'anno, una volta tanto coincidente col campionato mondiale, in quel di Sallanches, fu l'ultimo a piegarsi al marziano bretone, ma per le vittorie raccolte nell'anno: ben ventuno, fra le quali l'Henninger Turm, il Giro dell'Appennino, il Giro della Provincia di Reggio Calabria, il Giro dell'Emilia, la Coppa Sabatini, il Giro del Piemonte, il GP di Montelupo, la tappa di Campotenese al Giro (dove finì 5°), una tappa del Giro del Trentino ed una di quello di Puglia. Insomma quanto bastava per essere qualcosa di più nella considerazione tutta per gente come Moser e Saronni che, ai mondiali di Sallanches, quando Hinault decise di fare sul serio, non poterono far altro che andare in albergo a farsi una doccia. Ed il mondiale, Gibì, lo avrebbe vinto l'anno dopo a Praga, se gli italiani in una delle giornate più nere dell'era Martini, non avessero inseguito con veemenza il duo Millar-Baronchelli, con l'azzurro sicuro vincente allo sprint. Furono ripresi a seicento metri dall'arrivo e Gibì, che nella fuga non aveva tirato per rispettare le consegne, fece il suo lavoro nello sprint decisivo a favore di Saronni, per poi prendersi gli improperi dei soliti imprecisi, per aver lasciato al vento troppo presto il Beppe nazionale. In realtà, quando Baronchelli si spostò, dietro ci doveva essere Moser per completare il lavoro per Saronni.....ma i due dovevano essere immuni da critiche. La lapidazione del "Tista" per quel mondiale sfumato, da parte dei tifosi saronniani, rappresenta un'altra pagina triste di quel periodo del nostro ciclismo. Nel 1981, le sue belle corse per dimostrarsi iridato degno, Gibì, come al solito, le aveva vinte. Solo per citarne alcune: il Giro del Lazio, il Giro dell'Appennino, il Giro di Toscana e la dura tappa di Cascia al Giro d'Italia (chiuso al 10° posto). Anche nel 1982, il suo ruolino fu positivo grazie a nove successi fra i quali il GP Industria e Commercio, il Giro dell'Umbria e il suo siamese Giro dell'Appennino. Non vinse tappe al Giro d'Italia, dove si piazzò al quinto posto.

Col 1983, iniziò la lenta flessione del "Tista": solo due successi in gare di secondo piano. Idem l'anno successivo, ma stavolta nell'ambo di vittorie ci stava il Giro di Toscana. Nel 1985 provò la Vuelta di Spagna e prima di abbandonare per un'indisposizione, vinse la tappa di Santiago. Tornò a ruggire nella stagione '86, quando a Nicotera, rivinse una tappa del Giro d'Italia (si ritirò poi qualche giorno dopo) e, soprattutto, trionfò nuovamente in una classica monumento, come il Giro di Lombardia. Nell'occasione, fu ancora capace di staccare tutti. Anche nel 1987, il suo spunto in salita, ebbe modo di farsi vedere: vinse infatti la Cronoscalata del Ghisallo, valevole per il Trofeo dello Scalatore. Passò ancora due anni fra i professionisti prima di abbandonare l'attività e vinse ancora gare minori. Lasciò i giudizi dell'osservatorio a fine '89. Campione mancato? Direi proprio di no, perché campione lo è stato eccome, viste le 94 vittorie, i piazzamenti di prestigio e, soprattutto, il modo di giungere al successo. Poteva essere più grande? Per quanti si può dire la stessa cosa nella storia del ciclismo? Tanti! Per me, che non sono mai stato suo tifoso, "Tista" Baronchelli è la figura italiana più bella del segmento del ciclismo che mi è piaciuto di meno, nonché l'uomo di quell'epoca che più mi ha ricordato i valori dei decenni precedenti.

La Scheda
Nato a Ceresara (Mantova) il 06 settembre 1953. Completo, alto 1,84 per kg 74-75. Professionista dal 1974 al 1989 con 89 vittorie (più 2 cronostaffette).

Il curriculum completo di GB Baronchelli

Vittorie

1974 Nessuna

1975 Trofeo Laigueglia
1975 Tappa Montespada (Giro di Sardegna)
1975 Circuito di Col S. Martino
1975 Trofeo Baracchi (con Moser)
1975 Circuito di Magione

1976 Circuito di Faenza
1976 Circuito di Cuneo
1976 Prima Tappa Giro dei Paesi Baschi
1976 Terza Tappa Giro dei Paesi Baschi
1976 Giro dei Paesi Baschi
1976 Giro di Romagna
1976 Frazione cronostaffetta a Martinsicuro
1976 Circuito di Chignolo Po
1976 Criteriem Monasterolo (Tipo Pista)

1977 Giro dell'Appennino
1977 Tappa Le Locle (Giro della Svizzera Romanda)
1977 Giro della Svizzera Romanda
1977 Tappa Pinzolo (Giro d'Italia)
1977 Circuito di Arezzo
1977 Circuito di Chignolo Po
1977 Circuito di Pergola
1977 Giro di Lombardia
1977 Circuito di Canelli

1978 Tappa Canazei (Giro d'Italia)
1978 Circuito Lido di Venezia
1978 Giro dell'Appennino
1978 Cantagallo Pistoia
1978 Giro dell'Umbria
1978 Circuito di Garbagnate
1978 Giro del Piemonte
1978 Circuito di Grotte di Castro
1978 Coppa Placci
1978 Circuito di Castellina Scalo

1979 Giro dell'Appennino
1979 Giro di Romagna
1979 Prima frazione cronoscalata di Genga
1979 Genga classifica finale
1979 Circuito di Carpineti
1979 Cronoscalata della Futa

1980 Giro della Provincia di Reggio Calabria
1980 Tappa Castellana Grotte (Giro di Puglia)
1980 Giro dell'Appennino
1980 Gran Premio di Francoforte
1980 Tappa Arco di Trento (Giro del Trentino)
1980 Tappa Campotenese (Giro d'Italia)
1980 Circuito di Nanno
1980 Gran Premio Montelupo
1980 Coppa Sabatini Peccioli
1980 Circuito di Cavo Isola d'Elba
1980 1 ° Frazione cronoscalata di Frasassi
1980 2° Frazione cronoscalata di Frasassi
1980 Cronoscalata di Frasassi (classifica finale)
1980 Kitzbuel fr. linea
1980 Kitzbuel fr. cronometro
1980 Circuito di Kitzbuel - classifica finale
1980 Giro del Piemonte
1980 Circuito di Rovereto
1980 Circuito di Laterina
1980 Giro dell'Emilia
1980 2° Prova Ruota d'Oro
1980 Ruota d'Oro (classifica finale)

1981 Giro di Puglia
1981 Tappa Cascia (Giro d'Italia)
1981 Circuito di Vigolo Marchese
1981 Giro dell'Appennino
1981 Giro di Toscana
1981 Circuito di Roccastrada
1981 Giro del Lazio

1982 Tappa Lodrone (Giro del Trentino)
1982 Giro dell'Appennino
1982 Circuito di Granze
1982 Cronoscalata Sarnico - San Fermo
1982 Giro dell'Umbria
1982 Cronoscalata di Frasassi
1982 Gran Premio di Larciano
1982 Circuito di Chignolo Po
1982 Cronoscalata Castione Monte Pora

1983 Circuito di Roccastrada
1984 Circuito di Faenza
1984 Giro di Toscana
1985 Tappa Santiago (Giro di Spagna)
1986 Tappa Nicotera (Giro d'Italia)
1986 Circuito di Vailate
1986 Cronoscalata della Futa
1986 Giro di Lombardia
1987 Cronoscalata del Ghisallo (Prova Trofeo dello Scalatore)
1988 Circuito di Bologna
1988 Circuito di Nanno
1988 Circuito di Sospirolo


Piazzamenti al Giro d'Italia
1974 2°
1975 10°
1976 5°
1977 3°
1978 2°
1980 5°
1981 10°
1982 5°
1983 17°
1984 6°
1985 6°

Altri piazzamenti di rilievo:
1974 3° Tappa Sanremo (Giro d'Italia)
1974 2° Tappa Tre Cime di Lavaredo (Giro d'Italia)
1974 2° Giro d'Italia (Classifica finale)
1974 3° Giro della Provincia di Reggio Calabria
1975 3° Cronotappa il Ciocco (Giro d'Italia)
1975 3° Tappa La Maddalena (Giro d'Italia)
1975 2° Giro del Friuli
1976 3° Tappa Il Ciocco (Giro d'Italia)
1976 3° Tappa Bergamo (Giro d"Italia)
1976 3° Tirreno Adriatico
1976 3° Giro di Puglia
1976 3° Valli Varesine
1976 2° Trofeo Laigueglia
1977 3° Giro d'Italia (classifica finale)
1977 2° Coppa Agostoni
1978 3° Tappa Ravello (Giro d'Italia)
1978 2° Giro d'Italia (classifica finale)
1978 3° Tre Valli Varesine
1978 3° Coppa Agostoni
1978 3° Gran Premio Montelupo
1978 3° Trofeo Baracchi (in coppia con Johansson)
1978 2° Freccia Vallone
1979 2° Giro della Svizzera Romanda
1979 3° Giro del Piemonte
1979 3° Trofeo Pantalica
1980 2° Tappa Isola d'Elba (Giro d'Italia)
1980 2° Giro di Puglia
1980 3° Giro del Trentino
1980 2° Giro del Lazio
1980 2° Sallanches - Campionato del Mondo
1980 2° Gran Premio di Larciano
1981 3° Trofeo Matteotti
1982 2° Tappa Agrigento (Giro d'Italia)
1982 3° Tappa Monte Campione (Giro d'Italia)
1982 3° Giro di Puglia
1982 3° Giro del Trentino
1982 2° Giro di Toscana
1982 3° Tre Valli Varesine
1982 3° Gran Premio di Camajore
1983 2° Giro di Campania
1983 3° Giro dell'Umbria
1983 3° Cronoscalata della Futa
1983 2° Giro di Puglia
1984 3° Giro di Puglia
1984 2° Cronoscalata della Futa
1984 2° Giro dell'Umbria
1984 2° Tre Valli Varesine
1985 3° Tappa Selva di Val Gardena (Giro d'Italia)
1986 3° Coppa Placci
1986 3° Trofeo Matteotti
1987 2° Giro del Trentino

Presenze in Nazionale:
1976 42 Ostuni
1978 16° Adenau Nurburgring
1979 ritirato a Valkenburg
1980 2° a Sallanches
1981 27° Praga
1982 30° Goodwood
1983 32° Antenrhein
1984 20° Barcellona
1985 60° Giavera del Montello
1986 40° Colorado Spring

Note (1):
1973 1 ° Tour dell'Avvenire Dilettanti
1973 1 ° Giro d'Italia Dilettanti

Note (2)
Alle 89 vittorie singole sono da aggiungere 2 Cronostaffette.


Quando ti alzi la mattina, volgiti verso Aigle e fai una pernacchia o il gesto dell'ombrello. Tu non sai perché lo fai, ma ad Aigle sì.

l'Orso
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da l'Orso » martedì 22 novembre 2016, 12:49

:clap: :clap: :clap:
sarò ripetitivo ma ci vuole
grazie Morris


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Morris
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Morris » martedì 22 novembre 2016, 13:03

Ogni corridore, come qualsivoglia atleta, possiede un “nascosto”, una verità intima, su fatti, vicissitudini e particolari, che può tenere con sé fino al punto di non ritorno, o confidare a persone stra-fidate. Un tempo, fra queste, c’era anche qualche giornalista, oggi costoro sono quasi del tutto spariti. Segno dei tempi, o morfologia d’un mestiere definito tale da un certo Benito Mussolini, che s’è involuto? Poco importa, non è tema di dibattito. Quel che è certo è che il nostro Tista Baronchelli, di verità particolari, ignorate, oscure o mai narrate, ne possiede come più o meno tutti. Forse quella di Foppolo, nel Giro ’86, che mi è stata chiesta in privato, non è nemmeno la più grande. Perlomeno il sottoscritto ne è convinto.

Per tentare di spiegarla al meglio, senza pretesa alcuna, salvo il semplice approfondimento, occorre partire un poco prima di quel 27 maggio 1986.
Userò questa prassi, anche a costo di essere logorroico…



Un ciclista del passato, grandissimo dilettante, che ha lavorato tanto per il Tista in uno dei più bei successi di questi, mi disse che per quanto particolare e abbastanza introverso, Gibì Baronchelli, non avrebbe mai fatto con una certa facilità la figura del “pirla” o del debole, pur di togliersi un “peso” o, come solitamente si dice, “per dispetto”. Recepii quel messaggio con una punta di sufficienza e la legai in qualche modo alla comunque breve esperienza che quel corridore aveva consumato accanto al Tista. Poi però, cominciai a dar ben più credito alle sue parole, quando, parlando malissimo, come tanti altri del resto, di un’icona del ciclismo nostrano, arricchì quel giudizio con una serie di particolari che gli altri avevano in gran parte omesso o reso generici. “Vuoi vedere che questo verace, ha il dono di una sincerità più spiccata? – mi chiesi.

La Supermercati Brianzoli, in un’epoca decisamente migliore dell’odierna in quanto a genesi, consistenze e morfologie dei sodalizi (altro terreno sul quale è stata iniettata la siringa di cianuro dell’organizzazione cancerogena di Aigle), non era nata per Moser. S’era formata nel 1984, sulle ceneri della Mareno Wilier Triestina, la squadra d’esordio al professionismo del MdS Gianluigi Stanga e, nell’anno della determinazione tra le protagoniste del movimento professionistico italiano, ovvero il 1985, era formata da “soli” 10 corridori (una normalità nel periodo): 8 lombardi, un biellese, ed un abruzzese ormai lombardo. Un dato comunque raro nella storia ciclistica. L’arrivo di Moser dalla Gis, nel 1986, fu semplicemente un innesto, perché dei vecchi compagni di squadra del trentino, i soli Giuliani e l’austriaco Maier lo seguirono. Chi ha fatto squadre in uno sport individuale, ma delle intense e particolari tinte di squadra come il ciclismo, sa cosa significano le constatazioni elencate sopra. In altre parole in una Supermercati Brianzoli che voleva crescere, l’acquisto dell’asso trentino, certo già trentacinquenne, non aveva i connotati di una semi-fusione, bensì l’innesto del capitano. Anche sotto l’aspetto tecnico, perché l’aggiunta di Enzo Moser a Gianluigi Stanga come diesse, non era proprio un rafforzo: in fondo, l’Enzo, era il fratello del ……capitano.

Il silenzioso Gibì, all’alba della stagione 1986, poteva esibire esperienze in formazioni dove s’era trovato a convivere con big o galletti, in numeri sufficienti per capire se eventuali frizioni di squadra o di personale disagio, dipendevano dal suo carattere e dalla sua supposta introversione. Non aveva però mai corso con Moser, che era il soggetto più difficile col quale convivere, per come i due erano fatti. Tra l’altro, il corridore lombardo, aveva non poco subito l’invadenza della tifoseria moseriana, prima della “strana unione” nella Supermercati Brianzoli, avvenuta, non dimentichiamolo, a 33 anni per Gibì e 35 per il trentino. In poche parole, non ci fosse stato un contratto a monte, Gibì non avrebbe mai messo nero su bianco, verso un sodalizio ove correva Moser.

Alla vigilia del Giro d’Italia, che il capitano della Supermercati Brianzoli fosse Moser, lo vedeva chiunque, ma era altrettanto vero che a Baronchelli era stato promesso, per logica e/o semplice intelligenza, un ruolo importante nel caso la corsa si fosse messa in un certo modo. Era, tra l’altro, la via migliore per far partire in maniera più tranquilla un Gibì che, per storia e carattere, mal avrebbe accettato un ruolo di gregariato senza uscita alcuna.

Ed il Giro, per Gibì, si mise presto nel modo migliore per far valere le sue possibilità. La terza tappa, consistente in una interstorica porcheria se inserita in un GT, ovvero la cronosquadre, portò da una parte Saronni in rosa e, dall’altra, sanzionò un ulteriore ritardo ad uno dei favoriti, lo statunitense Lemond. La Supermercati Brianzoli, grazie al secondo posto a 9” dalla Del Tongo, consentì ai suoi uomini più illustri di occupare i vertici della classifica, alle spalle del leader Saronni (Moser a 10”, Thurau a 12”, Corti a 14” e Baronchelli a 16”). Nella 4° frazione che si concludeva sulla collina di Nicotera, il Tista, con un fulmineo attacco a due chilometri dal traguardo, vinceva in solitudine, guadagnando pure quella maglia rosa che aveva inseguito per 13 anni. La sua gioia fu tale, che trattenne a stento le lacrime. Moser giunse secondo regolando la volata del gruppo inseguitore con tutti i migliori. Per il gioco degli abbuoni (in epoca “mosersaronniana” erano davvero generosi!), la classifica di quella sera vedeva Baronchelli anticipare di 17” il trentino e di 22” lo scalzato Saronni. Nel Tista dunque, si fece largo la convinzione di dover essere preso in considerazione nella squadra, perlomeno come “semicapitano”.

Nel primo giorno col rosa addosso, Baronchelli ebbe una prima pessima sensazione a proposito degli equilibri di squadra. La tappa che si concludeva a Cosenza prevedeva nel finale la salita del Passo della Crocetta, un’ascesa che sfiorava i mille metri e con la cima a 27 chilometri dal termine. Qui Moser andò in bambola e tutta la Supermercati se lo coccolò, lasciando Baronchelli davanti, da solo, con tutti i migliori che se le stavano dando di santa ragione. Sulla cima passò solitario Visentini, con una cinquantina di secondi sul Tista, poi, nella difficile discesa, dove Moser perse ulteriore terreno (aspetto davvero insolito per uno come lui), avvenne il ricongiungimento davanti e nel finale, in contropiede, partì Lemond che vinse la frazione. Saronni col secondo posto e gli abbuoni raccolti, arrivò quasi a ruota del Tista sul foglio rosa: solo 7” dividevano i due. Gibì, innervosito, commentò non bene l’accaduto all’interno della squadra. Pensava: “Okay aiutare Moser, ma proprio tutti destinati lì? E se avessi ceduto un poco anch’io? Mi avrebbero attaccato tutti di sicuro…”. I malumori di quella serata, inoltre, confermarono quello che già sapeva da anni, anche col rosa addosso, tutta la stampa seguiva Moser e Saronni, quindi, non c’era da stupirsi se tutta la Supermercati pensasse a Moser…
A Potenza, nella successiva frazione, Baronchelli perse il rosa, che, per il gioco degli abbuoni, premiò ancora una volta Saronni. La tappa però, fu appannaggio di Roberto Visentini che stava mostrando una forma e delle qualità notevoli, come sempre ben poco notate dalla stampa, che aveva occhi ed orecchie solo per i soliti due.

Dopo giorni di corsa, con in mezzo pure la scalata del Terminillo (distante però dal traguardo) e un sostanziale nulla di fatto ai vertici, a parte la crescente dimostrazione di vivacità di Visentini, si giunse alla cronometro di Siena. Per Gibì, quella era una prova doppiamente importante: se voleva avere qualche considerazione ulteriore in squadra, non poteva andare troppo male al cospetto del superfavorito “capitano” Moser. Ed il responso del “tic tac”, fece capire chiaramente che il trentino (finendo 10°) non avrebbe potuto vincere quel Giro (“Ora vorrei soltanto andarmene a casa” – disse a fine tappa Francesco); mentre il Tista si difese abbastanza bene, chiudendo a soli 10” dal capitano. Vinse il polacco Piasecki che anticipò di soli 7”, un sempre più convincente Visentini. Saronni finì 3° a 30” e rafforzò il primato in classifica. Gibì, nella serata senese, manteneva il secondo posto nella generale, ma con uno svantaggio allargatosi a 1’18”. Una situazione peggiorata in chiave Giro, ma migliorata negli equilibri all’interno della Supermercati Brianzoli. Era quello che il Tista pensava, ed assieme a lui anche quella microbica nicchia d’osservatorio che non percorreva il ciclismo interamente sul duo. Ma l’ottimismo del bergamasco era davvero senza ombre?

Il disagio di Gibì, infatti, continuò, anche perché nella Supermercati, forse per ricaricare il morale di Moser dopo l’infelice cronometro, si preparò con connotati altisonanti verso il trentino, la difficile tappa di Sauze d’Oulx di due giorni dopo la crono. Così pensò Baronchelli perlomeno, anche lungo la prima parte della Savona-Sauze d’Oulx. Già, perché secondo il vecchio gregario di Moser Stefano Giuliani, lanciato in una fuga a lunga gittata partita assai prima del Sestriere, la sua azione era dovuta ad un accordo coi tecnici Stanga ed Enzo Moser, per fungere da punto d’appoggio a Baronchelli o a Corti sulla salita d’arrivo. Fatto sta, che il Tista, forse in giornata storta, o in leggera crisi nervosa, temprata magari da quei “complimenti” che i tifosi moseriani ogni tanti gli facevano, si mostrò diverso dai giorni precedenti e vulnerabile alla battaglia che stava imperversando fra Visentini e Lemond, con la maglia rosa Saronni sull’ovvia difensiva. Per giunta il Moser, incollato alla ruota del leader della classifica, trovò nelle pendenze non aspre, ma lunghe, del Sestriere e di Sauze d’Oulx, la sua giornata migliore, non facendosi staccare troppo dai primi. Cosa che capitò, per quanto in maniera leggera, proprio a Gibì. A fine tappa (vinta dall’occhialuto irlandese Martin Earley), infatti, il bergamasco rese 59” a Visentini e Lemond, 43” al compagno Corti e 33” a Saronni e Moser. Il foglio rosa di giornata lo vide così scavalcato da Visentini, ma terzo, a 1’51” dal leader Saronni.

Il comportamento di Corti, rimasto sempre accanto a Moser e poi solo nel finale uscito (magari su suggerimento del trentino), quando la tenuta del capitano s’era concretizzata, era l’oggetto principale del nervosismo di Gibì. Per lui era una dimostrazione, di quel che stava avvenendo da tempo in seno alla squadra. La tappa di Foppolo, di due giorni dopo, probabilmente la più dura del Giro, ne avrebbe potuto dare conferma.

La Erba-Foppolo di soli 143 km, avente nel finale ed in successione il duro Passo San Marco e l’erta finale della località dell’alta Val Brembana, fu dunque il teatro di una storia che aveva probabilmente origini più lontane, perlomeno nell’equilibrio del Tista. Sul Passo San Marco Baronchelli attaccò e sulla sua sortita rimasero in testa in cinque, oltre a Gibì: Visentini, Lemond, Chioccioli, Corti e lo spagnolo Pedro Munoz. Saronni con a ruota Moser scollinarono in cima ai 1985 metri del San Marco a 2 minuti. In un paesaggio innevato, con una temperatura di poco superiore allo zero ed una resa pericolosa dal nevischio arrivante (Corti scivolò, ma si rialzò subito), i fuggitivi persero terreno rispetto agli inseguitori, tirati da Saronni. La salita finale vide invece aumentare il nervosismo di Gibì (qualche ennesima offesa dal pubblico?) anche perché Corti stava perlopiù alla sua ruota. E quando Visentini attaccò, si trovò in debito (nervoso e fisico) al punto di perdere qualche metro di troppo, mentre Corti, dopo un attimo di titubanza, uscì dalla sua ruota e rientrò. Lì, il Tista, ebbe la risposta che la sua mente aveva maturato in quei giorni e si lasciò andare, anche se sul traguardo, il suo distacco dal vincitore Munoz (che approfittò al meglio di un guaio meccanico a Visentini), non fu da crisi vera e propria: 1’23”. La classifica, a Foppolo, vedeva Gibì ancora terzo, ad 1’51” dalla nuova maglia rosa Roberto Visentini che anticipava Saronni di 1’06”. Nella carovana intanto era giunta la terribile notizia della morte, dopo sedici giorni di coma, di Emilio Ravasio.

Cosa avvenne nell’albergo della Supermercati Brianzoli? Baronchelli litigò con Stanga (che era il suo diesse di riferimento - nonché amico secondo il tecnico - perché con Enzo Moser non parlava o quasi), evidenziando con rabbia le diversità di comportamento di Corti, rispetto a lui e Moser, ed aggiunse tutto quello che aveva, a suo giudizio, vissuto nel Giro fin lì consumato. Gli disse che si sarebbe ritirato e che non gliene fregava niente del terzo posto in classifica. Stanga avvisò il presidente della Supermercati, Pedrinelli, che si precipitò a raggiungere l’albergo per la riunione del caso. Incontro che avvenne in serata, presenti: il presidente, i due Moser, corridore e diesse, Stanga e Baronchelli. Il Tista mantenne la sua decisione di ritirarsi, ed a malapena fu stilato un comunicato che doveva fungere da versione ufficiale, di un ritiro per problemi di salute. Il giorno dopo, mentre Stanga, arrampicandosi sugli specchi, cercò di spiegare le condizioni di salute del Tista, Enzo Moser si lasciò andare ad un: “Sto Gibì e proprio un bel pistola”.
Qualche ora dopo andando fra le righe delle dichiarazioni dei coinvolti, si ebbe un quadro più credibile di ciò che avvenne. Vediamole un po’…

“Mai sognato di far scenate a Baronchelli - disse Francesco Moser - gli ho solo detto che era assurdo ritirarsi quando si è così ben piazzati in classifica. Sono andato in camera a convincerlo, ma non ha voluto sentir ragioni. Anche se stava male, queste due tappe erano delle passeggiate”.

Gianluigi Stanga, invece, dopo essersi detto sconcertato, dichiarò: “È vero: ho detto che se non lo avessi visto in faccia (per le supposte condizioni di salute del Gibì), avrei pensato che si fosse venduto. L'ho detto per difenderlo da chi lo aveva criticato (il presidente Pedrinelli) per la sua fuga sul San Marco con Lemond e Visentini. La frase, poi, gli è stata riferita e lui si è offeso. Perché non mi ha parlato? D'accordo, è un tipo sensibile, ma sono suo amico e l'ho sempre difeso anche da chi, in passato, lo aveva bastonato. Cosa succederà? Non lo so, di sicuro il rapporto si è ormai incrinato: Baronchelli? È offeso e umiliato. È chiuso in casa e non risponde neppure al telefono”.

Era evidente che qualcuno di importante e decisivo nel team (il Presidente Pedrinelli) aveva violentemente accusato il Tista di essersi venduto, ed il tentativo di Stanga di rappezzare in qualche modo l’infortunio fra i due, era finito nel goffo impresentabile. Venduto, fra l’altro, per aver attaccato chi? Era forse un compagno-capitano questo chi? E che cosa stava a fare il terzo in classifica, se non “poteva” attaccare per migliorare la posizione? Come dire: “Esegui gli ordini, che sei pagato per questo”.
Fatto sta che a giugno, il Tista, probabilmente licenziato, o con rottura del contratto consensuale, fu libero di accasarsi altrove. Si trattava di un caso raro nella storia ciclistica. Per taluni giornali di allora avrebbe significato poco perché il Tista era un corridore finito. Invece, il silenzioso Gibì, tornando con quel Saronni col quale, evidentemente, aveva convissuto in maniera più decente, dimostrò a quell’osservatorio poco illuminato, di aver preso una sonora cantonata, andando a dominare, tre mesi dopo, il Giro di Lombardia.


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giorgio ricci
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da giorgio ricci » martedì 22 novembre 2016, 16:47

C'è solo da dire
Grazie :clap: :clap: :clap:



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Visconte85
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Visconte85 » martedì 22 novembre 2016, 18:22

:clap: :clap: :clap: :clap: :clap:

Morris, scusa l'OT. Il Passo della crocetta, oltre il 1986, quante altre volte è stato percorso dal Giro d'Italia?


2014: Giro tp 21,Tour tp 10,Vuelta tp 3, ARGENTO a Ponferrada
2015: Giro anch'io 3°,Tour tp 10 e 20, GpMontreal
2016: GandWevelgen, Svizzera, Tour tp 13, Vuelta tp 10
2017: Tour tp 10 Vuelta tp 2
2018: Scheldeprijs, Giro tp 21

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Morris
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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da Morris » martedì 22 novembre 2016, 19:02

Il Passo della Crocetta percorso dal Giro d’Italia 1986, era quello calabrese (ne esiste uno anche in Liguria, vicino Rapallo), situato in provincia di Cosenza, ed avente una cima che sfiora i 1000 metri. Che io sappia, da quell'anno, non è stato più percorso dalla “Corsa Rosa”. Prima altre due volte: nel 1981 e nel 1985.


Quando ti alzi la mattina, volgiti verso Aigle e fai una pernacchia o il gesto dell'ombrello. Tu non sai perché lo fai, ma ad Aigle sì.

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Re: Gb Baronchelli campione d'altri tempi

Messaggio da leggere da UribeZubia » martedì 22 novembre 2016, 19:04

:clap: :clap: :clap:


Il riso abbonda sulla bocca degli stolti.


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