La crisi del ciclismo italiano

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
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barrylyndon
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da barrylyndon » sabato 12 ottobre 2019, 21:47

Due anni non sono pochi..eh.
e l'anno scorso non ebbe alcun picco..ovvero, lo ebbe al Tour,ma non ebbe modo di dimostrarlo...La Sanremo l'ha vinta piu' per la classe che per la condizione fisica.
Comunque non lo sapremo mai..Per me quest'anno ha fatto il massimo dal punto di vista fisico.


Nibali sta a Froome come Thoeni stava a Klammer.


marco_graz
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da marco_graz » sabato 12 ottobre 2019, 22:27

barrylyndon ha scritto:
sabato 12 ottobre 2019, 21:47
Due anni non sono pochi..eh.
e l'anno scorso non ebbe alcun picco..ovvero, lo ebbe al Tour,ma non ebbe modo di dimostrarlo...La Sanremo l'ha vinta piu' per la classe che per la condizione fisica.
Comunque non lo sapremo mai..Per me quest'anno ha fatto il massimo dal punto di vista fisico.
Ma sono d;accordo eh ;) solo che se quel massimo lo gestiva meglio (riposo post giro per finale di stagione) secondo me era meglio.

E l'anno prossimo e' cmq chiamato ad un altro triplo sforzo visto che quasi sicuramente puntera' al giro per poi essere al meglio dopo due mesi alle olimpiadi e dopo altri due mesi al mondiale, in pratica un suicidio fisico.



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nino58
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nino58 » lunedì 14 ottobre 2019, 12:35

Credo che Guercilena abbia la giusta lungimiranza per non trascinarlo in calendari suicidi.
E penso che Nibali stesso abbia ben chiaro quello che può/deve e quello che non può/deve fare.
Noi, da osservatori/tifosi, ci augureremmo una vittoria a fine luglio o una a fine settembre.
In questa stagione non mi accanirei sui GT.


Von Rock ? Nein, danke.
Diritto di correre senza condizioni a chi ha scontato una squalifica !!!

Cthulhu
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Cthulhu » lunedì 14 ottobre 2019, 18:17

barrylyndon ha scritto:
sabato 12 ottobre 2019, 21:47
Due anni non sono pochi..eh.
e l'anno scorso non ebbe alcun picco..ovvero, lo ebbe al Tour,ma non ebbe modo di dimostrarlo...La Sanremo l'ha vinta piu' per la classe che per la condizione fisica.
Comunque non lo sapremo mai..Per me quest'anno ha fatto il massimo dal punto di vista fisico.
io su questo picco al Tour ci farei la tara. Il giorno prima in salita si era staccato dai migliori, sull'Alpe aveva provato già ad attaccare e gli SKY erano andati a riprenderlo con i gregari senza scomporsi. Poi, certo, era tornato sotto, ma sul momento il dolore non si sente e davanti si erano fatti un paio di km quasi in surplace.



cassius
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da cassius » martedì 22 ottobre 2019, 13:19

Pare che l'anno prossimo sia record (da quando?) di neopro italiani
https://www.tuttobiciweb.it/article/201 ... gione-2020

Segnale positivo?




Lopi90
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Lopi90 » martedì 22 ottobre 2019, 14:00

Dipende, se questo deve significare piu` turnover nel professionismo, con tanta gente che passa e poi resta senza contratto a 25 anni, e` un male, se con gli anni si andra` verso un aumento globale dei professionisti e` un bene.



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Slegar
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Slegar » mercoledì 23 ottobre 2019, 12:39

cassius ha scritto:
martedì 22 ottobre 2019, 13:19
Pare che l'anno prossimo sia record (da quando?) di neopro italiani
https://www.tuttobiciweb.it/article/201 ... gione-2020

Segnale positivo?
Intanto vediamo se mai vedrà la luce questa fantomatica squadra ungherese.



Ho sempre pensato e continuo a farlo che la categoria U23 in Italia sia il buco nero del nostro ciclismo, dove le qualità vengono inghiottite da una mediocrità diffusa dovuta al mancato confronto con ciclisti più scafati. A conferma di ciò sono andato a guardarmi il calendario internazionale UCI per la categoria U23 e tralasciando campionati nazionali, continentali e Nation Cup, in Italia nel 2019 si sono svolte 14 gare sulle 27 previste e per il prossimo anno saranno 14 su 24.

A mio avviso questo è un ulteriore segnale di come la categoria U23 sia vista in Italia come mondo a se stante e non come il trampolino di lancio verso il professionismo.


fair play? No, Grazie!

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Seb
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Seb » mercoledì 23 ottobre 2019, 21:16

Slegar ha scritto:
mercoledì 23 ottobre 2019, 12:39
Ho sempre pensato e continuo a farlo che la categoria U23 in Italia sia il buco nero del nostro ciclismo, dove le qualità vengono inghiottite da una mediocrità diffusa dovuta al mancato confronto con ciclisti più scafati. A conferma di ciò sono andato a guardarmi il calendario internazionale UCI per la categoria U23 e tralasciando campionati nazionali, continentali e Nation Cup, in Italia nel 2019 si sono svolte 14 gare sulle 27 previste e per il prossimo anno saranno 14 su 24.

A mio avviso questo è un ulteriore segnale di come la categoria U23 sia vista in Italia come mondo a se stante e non come il trampolino di lancio verso il professionismo.
Mi permetto di aggiungere un'altra cosa: perché alle varie corse di categoria .2 italiane non partecipano anche le squadre italiane Professional? In Francia ed in Belgio mi pare che le squadre Professional siano quasi sempre al via in queste gare, le nostre squadre Professional hanno disputato e fatto risultati in .2 in Venezuela, Croazia, Cina, Francia... non mi pare che fare le gare italiane sia più degradante, anzi. Se poi è per paura che massacrino la concorrenza (ma non credo), si potrebbe mettere in limite massimo di punti per la partecipazione dei corridori



cassius
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da cassius » giovedì 24 ottobre 2019, 7:46

Seb ha scritto:
mercoledì 23 ottobre 2019, 21:16
Mi permetto di aggiungere un'altra cosa: perché alle varie corse di categoria .2 italiane non partecipano anche le squadre italiane Professional? In Francia ed in Belgio mi pare che le squadre Professional siano quasi sempre al via in queste gare, le nostre squadre Professional hanno disputato e fatto risultati in .2 in Venezuela, Croazia, Cina, Francia... non mi pare che fare le gare italiane sia più degradante, anzi. Se poi è per paura che massacrino la concorrenza (ma non credo), si potrebbe mettere in limite massimo di punti per la partecipazione dei corridori
Se ci mandano i pischelletti per farsi le ossa, perché no?
Diverso è il discorso se una Androni arriva con Masnada, Vendrame ecc perché lì, se non decidono proprio di correre a caso, vanno a rubare le caramelle ai bambini.




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