La crisi del ciclismo italiano

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
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lambohbk
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da lambohbk » giovedì 12 ottobre 2017, 18:38

Uci World Ranking attuale (ultime 52 settimane)

1 Belgio 14 186
2 Italia 13 829
3 Francia 11 963
4 Spagna 10 617
5 Olanda 9 738
6 Colombia 9 394

Nel dettaglio l'Italia

NIBALI Vincenzo (TBM) 2802
VIVIANI Elia (SKY) 1975
ULISSI Diego (UAD) 1840
TRENTIN Matteo (QST) 1702
COLBRELLI Sonny (TBM) 1541
ARU Fabio (AST) 1499
POZZOVIVO Domenico (ALM) 1420
MOSCON Gianni (SKY) 1050

E' vero che questi risultati rappresentano probabilmente solo la punta dell'iceberg, però è comunque una situazione abbastanza positiva


Per chi tifi? Per gli italiani

FC 2017: Dwars Door Vlaanderen, Tre Giorni di La Panne, Giro dei Paesi Baschi, Vuelta España - Combinata, Japan Cup

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Winter
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » martedì 10 aprile 2018, 18:40

Stavo guardando la situazione delle nostre vittorie..
Ho considerato solo wt e professional (e escluso le gare open)

Viviani 6 (volate e una classifica generale)
Pacioni 3 (tutte volate)
Mareczko 2 (entrambe volate)
Guardini 2 (entrambe volate)
Minali 2 (entrambe volate)
Nibali 1 Sanremo solitaria
Moser 1 Laigueglia solitaria
Rosa 1 (Generale)
Colbrelli 1 (volate gruppetto oltre le 10 unita')
Belletti 1 (volata di 10 unità)
Modolo 1 (volata)
Nizzolo 1 (volata)

22 vittorie , solo due ottenute da attaccanti :( (Nibali santo subito..)
16 in volate generali..
2 in volate di gruppetti
e 2 in classifiche generali

In tre mesi di gare solo due vittorie da corridori all'attacco è un risultato disastroso (ma basta veder junior e u23 per capire che l'attacco.. non piace piu')
Il nostro ciclismo era famoso per le corse d'attacco
adesso chi sono i nostri esponenti di quel tipo di corsa ? Escludiamo Nibali.. non mi viene in mente nessuno :(



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lambohbk
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da lambohbk » martedì 10 aprile 2018, 18:44

Winter ha scritto:Il nostro ciclismo era famoso per le corse d'attacco
adesso chi sono i nostri esponenti di quel tipo di corsa ? Escludiamo Nibali.. non mi viene in mente nessuno :(
Scusa la battuta ma si sente la mancanza di Pirazzi :diavoletto:


Per chi tifi? Per gli italiani

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Winter
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » martedì 10 aprile 2018, 18:46

a me viene in mente Tafi
Non ce ne sono piu' corridori di quel tipo



Eroica
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Eroica » martedì 10 aprile 2018, 19:08

Vorrei vedere quante nazioni hanno avuto più di 3-4 vittorie da attaccanti. Mi pare che tutto il ciclismo sia divenuto meno votato all'attacco, non solo quello italiano. I nostri "velocisti" corlbrelli, trentin, ecc sono poi anche piuttosto aggressivi rispetto a un socchiarruota certificato come Matthews.
Più che altro si evince che gli unici italiani che hanno iniziato bene sono stati i velocisti mentre i brambilla, felline, moscon, formolo, aru e vari (insomma quelli che per vincere devono attaccare) non hanno vinto. D'altronde il velocista vince molto di più di un corridore fermo allo sprint, se un Oss dovesse mai vincere una corsa ecco che dovrebbe attaccare. C'è poco da arrivare da soli se non hai le gambe.




Winter
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » martedì 10 aprile 2018, 19:22

Terpstra ha vinto 3 gare da attaccante
Calmejane ha vinto la seconda oggi
e ce ne sono altri

vero ci son molti meno attaccanti
ma i nostri son proprio spariti



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Luciano Pagliarini » martedì 10 aprile 2018, 19:56

Eroica ha scritto:Mi pare che tutto il ciclismo sia divenuto meno votato all'attacco, non solo quello italiano.
Quest'anno quasi tutte le grandi corse sono state vinte da gente che ha attaccato, per ora.

Valgren alla Het Volk, Benoot alla Strade Bianche, Soler alla Parigi - Nizza, Nibali alla Sanremo, Terpstra ad Harelbeke e Fiandre, Lampaert alla Dwars, Sagan alla Roubaix.

Roglic i primi due giorni dei Baschi ha attaccato eccome, mettendo nel sacco pure Landa. Valverde al Catalunya non sarà stato particolarmente arrembante, ma la sua squadra sì.

Le uniche eccezioni sono state Tirreno e Gand.

Più che altro il leit motiv del ciclismo attuale nelle corse di un giorno a me pare sia che uno attacca e gli altri stanno dietro a guardarsi, sperando che scenda dal cielo un fesso che lavori per tre.



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simociclo
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da simociclo » martedì 10 aprile 2018, 20:57

Winter ha scritto:a me viene in mente Tafi
Non ce ne sono piu' corridori di quel tipo
Bartoli.... le sue vittorie più belle (il.fiandre, le due Liegi, la Freccia e uno dei Lombardia) le ha ottenute attaccando.

E lui era pure veloce, quindi merito doppio :)


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nemecsek. » martedì 10 aprile 2018, 21:09

lambohbk ha scritto:
Winter ha scritto:Il nostro ciclismo era famoso per le corse d'attacco
adesso chi sono i nostri esponenti di quel tipo di corsa ? Escludiamo Nibali.. non mi viene in mente nessuno :(
Scusa la battuta ma si sente la mancanza di Pirazzi :diavoletto:
:D


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Walter_White » martedì 10 aprile 2018, 21:43

lambohbk ha scritto:
Winter ha scritto:Il nostro ciclismo era famoso per le corse d'attacco
adesso chi sono i nostri esponenti di quel tipo di corsa ? Escludiamo Nibali.. non mi viene in mente nessuno :(
Scusa la battuta ma si sente la mancanza di Pirazzi :diavoletto:
:diavoletto:


guidobaldo de medici ha scritto:gilbert capitano era una cosa ridicola, non ha mai dato segno di poter reggere un fiandre, neppure lontanamente. del resto la scelta di fare la 3 giorni di de panne era già chiara.

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » domenica 20 maggio 2018, 19:11

Oggi due nei trenta (anzi 33..)
Disastro totale



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da simociclo » domenica 20 maggio 2018, 19:30

Winter ha scritto:
domenica 20 maggio 2018, 19:11
Oggi due nei trenta (anzi 33..)
Disastro totale
E u o dei due (l'unico che si gioca il podio e forse l'unico che finirà in top ten) è abbondantemente sopra i trenta...


"la mente è come il paracadute, funziona solo se si apre" A. Einstein

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » domenica 20 maggio 2018, 19:32

Appunto..
Poi qualcuno tirerà fuori qualche ranking..assurdo
ma nelle corse vere i nostri spariscono

Già si nota che c è meno gente in montagna sulle strade..



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Walter_White » domenica 20 maggio 2018, 19:42

Winter ha scritto:
domenica 20 maggio 2018, 19:32
Appunto..
Poi qualcuno tirerà fuori qualche ranking..assurdo
ma nelle corse vere i nostri spariscono

Già si nota che c è meno gente in montagna sulle strade..
Nessuno fa un'inchiesta o almeno un nell'articolo su questo. Si preferisce nascondere tutto con mega articoloni sulle sporadiche vittorie.


guidobaldo de medici ha scritto:gilbert capitano era una cosa ridicola, non ha mai dato segno di poter reggere un fiandre, neppure lontanamente. del resto la scelta di fare la 3 giorni di de panne era già chiara.

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » domenica 20 maggio 2018, 19:47

Per le classiche la scusa era la scarsa partecipazione
mi pare alla partenza da gerusalemme ci fossero 45 italiani (magari mi sbaglio)
quindi un buon 25 per cento del gruppo
due nei primi 33.. è un sei per cento..

Io dal gruppo dei migliori non ho ancora visto uno scatto vero di uno dei nostri..



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Armati » domenica 20 maggio 2018, 19:49

Ma infatti, non capisco chi si attacca alla "scusa" del ranking per affermare che il ciclismo italiano non è morto. :blabla:
Non sarà morto... Ma non ha fondo per arrivare dove dovrebbe stare.


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Road Runner
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Road Runner » domenica 20 maggio 2018, 19:51

A tal proposito c'è una cosa che in questi giorni mi sta facendo girare le balle: sulla Gazza sono due settimane che pubblicano una pagina al giorno sul Giro d'Italia con le bici elettriche ! Abbiano almeno il pudore di inserirla tra le pagine di motociclismo, non di ciclismo.
La bici elettrica sarà la fine del Ciclismo agonistico, cicloturistico e del ciclismo giovanile.



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Visconte85 » domenica 20 maggio 2018, 19:53

volevo scrivere un papiro, ma non ne vale la pena.....
sempre d'accordo con Winter
:hippy:


2014: Giro tp 21,Tour tp 10,Vuelta tp 3, ARGENTO a Ponferrada
2015: Giro anch'io 3°,Tour tp 10 e 20, GpMontreal
2016: GandWevelgen, Svizzera, Tour tp 13, Vuelta tp 10
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Visconte85 » domenica 20 maggio 2018, 19:56

Road Runner ha scritto:
domenica 20 maggio 2018, 19:51
A tal proposito c'è una cosa che in questi giorni mi sta facendo girare le balle: sulla Gazza sono due settimane che pubblicano una pagina al giorno sul Giro d'Italia con le bici elettriche ! Abbiano almeno il pudore di inserirla tra le pagine di motociclismo, non di ciclismo.
La bici elettrica sarà la fine del Ciclismo agonistico, cicloturistico e del ciclismo giovanile.
guarda, le vendo anch'io le bici elettriche
e ti posso dire che ormai stanno andando alla grande, specie nel settore turistico.
Non sarà la fine del ciclismo agonistico, ma nemmeno un bene


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Eroica » domenica 20 maggio 2018, 21:40

Sinceramente fatico a capire come le bici elettriche mettano in pericolo il ciclismo professionistico. Servono a gente che userebbe la bici per spostarsi o non la userebbe del tutto. Mia madre la usa , altrimenti non la userebbe del tutto la bici. Più che altro i giornali si dovrebbero chiedere seriamente che fine sta facendo il ciclismo inteso come sport agonistico in Italia. Non è che se ci sono le bici elettriche un ragazzino sceglie di praticare il calcio piuttosto del ciclismo . Se non ci sono più ciclisti e spettatori sarà perché lo sport ha perso fascino sulla gente? Agli italiani non frega più niente del ciclismo e i ragazzini non praticano questo sport. Non centrano le bici elettriche. Le bici elettriche ci sono anche in olanda/australia/gran bretagna. Non so se, piuttosto, in quei paesi ci sono tutte quelle granfondo pseudo-agonistiche piene di 50enni dopati che abbiamo in Italia.



Winter
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » domenica 20 maggio 2018, 21:46

Ma cosa centrano le gran fondo?



Winter
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » domenica 20 maggio 2018, 21:47

Ho capito..x il nickname :D



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Visconte85 » domenica 20 maggio 2018, 22:18

Winter ha scritto:
domenica 20 maggio 2018, 21:47
Ho capito..x il nickname :D
:D :D :D

Winter, che ne pensi del percorso del Val d'Aosta di quest'anno?
L'ultima tappa quella di Cervinia, 109km non è male, anche sulla lunghezza potevano aggiungere qualcosina
ma nel complesso bel percorso. Il San Carlo nella prima tappa con arrivo sul Rhemes Notre-Dame. non male nemmeno la tappa di Champoouc


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Salvatore77
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Salvatore77 » domenica 20 maggio 2018, 22:28

Winter ha scritto:
domenica 20 maggio 2018, 19:47
Per le classiche la scusa era la scarsa partecipazione
mi pare alla partenza da gerusalemme ci fossero 45 italiani (magari mi sbaglio)
quindi un buon 25 per cento del gruppo
due nei primi 33.. è un sei per cento..

Io dal gruppo dei migliori non ho ancora visto uno scatto vero di uno dei nostri..
Se a Gerusalemme ci fossero stati 46 italiani con V. Nibali forse saremmo riusciti a gettare un po' di fumo negli occhi e avremmo trovato il modo di dire che la crisi non c'è.
Quest'anno stiamo andando male al Giro come classifica generale e nel futuro prossimo non mi sembra ci siano grosse prospettive.


1° Tour de France 2018

team opc
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da team opc » domenica 20 maggio 2018, 22:38

Ma di Rocco si è mai espresso su questo problema dato il ruolo che ricopre?
Nei primi anni duemila,cioè prima che arrivasse lui,vincevamo la metà delle tappe al Giro e un terzo della serie a era italiana.Ora ci dobbiamo accontentare di due nei 30.E uno ha 35 anni..
Ci si rende conto che il giro rischia di non esser più seguito come dovrebbe essere dopo il 2020 quando Nibali e Pozzovivo si ritireranno per limiti di età e se Aru dovesse perdersi per strada oppure scegliere di andare al Tour anziché venire al Giro



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Visconte85 » domenica 20 maggio 2018, 22:40

DiRocco si vanta solamente....
sempre a spicciolare medaglie di qua e di là
pista, Nibali e numeri ad minchiam
questo dice


2014: Giro tp 21,Tour tp 10,Vuelta tp 3, ARGENTO a Ponferrada
2015: Giro anch'io 3°,Tour tp 10 e 20, GpMontreal
2016: GandWevelgen, Svizzera, Tour tp 13, Vuelta tp 10
2017: Tour tp 10 Vuelta tp 2
2018: Scheldeprijs, Giro tp 21, Tour tp 11

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Salvatore77 » domenica 20 maggio 2018, 22:44

2 italiani nei primi 20 della generale, dove troviamo britannici e va bene, 3 australiani, 3 colombiani senza contare Bernal Quintana Uran assenti. Un austriaco.
Eppure se contiamo i punti eccetera, va a finire che siamo primi.


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cassius
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da cassius » lunedì 21 maggio 2018, 0:13

Il ciclismo italiano è in via di drammatico ridimensionamento poichè mancano totalmente le nuove leve. Se escludiamo Moscon, non abbiamo un vero talento under 25.
I nostri corridori maturi che combinano qualcosa sono perlopiù velocisti (Viviani, Trentin, Colbrelli), abbiamo un solo corridore da GT under 30 (Aru e speriamo che questo Giro non gli seghi troppo le gambe), non abbiamo gente da Liegi e Lombardia se non, facendo atto di fede nel futuro, Formolo.
Il leader del nostro movimento ha 33 anni e gli tocca tirare la carretta a GT, classiche, Mondiale fra un po' gli chiederemo di fare anche la Roubaix, di sconfiggere l'ISIS e di fermare il riscaldamento globale.

Il nostro movimento dilettantistico sta morendo, ormai passano 2-3 italiani per stagione nelle World Tour, ed emergere partendo da una Professional è diventato un mezzo miracolo.

Di questo dobbiamo ringraziare anni di demonizzazione del ciclismo in Italia, che ha fatto scappare gli sponsor. A questo si aggiunga che il WT ha reso il ciclismo uno sport troppo costoso per le nostre medie aziende: col bilancio della Mapei, rivalutato opportunamente, oggi sei una media squadra. E spendere 2-3 milioni in una Professional non è redditizio.



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nikybo85 » lunedì 21 maggio 2018, 2:20

Il problema è anche il non saper sfruttare il materiale..perdere la fucina di scalatori che sta venendo su ora sarebbe un delitto imperdonabile.
Non avere squadre WT poi è gravissimo.



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sceriffo
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da sceriffo » lunedì 21 maggio 2018, 8:37

Prendete la Gazzetta di stamani: dopo una tappa entusiasmante come quella di ieri, una sola striscia in prima pagina, che oltretutto devi aguzzare la vista per vederla. Ed è paradossale, dall'organizzatore della corsa. Calcio, calcio, calcio. Alla stragrande maggioranza degli italiani interessa il calcio, così credono, così vogliono far crederci. E se non spingi il ciclismo, non puoi pensare che crescono talenti, o per lo meno così tanti come in altre nazioni dove, oltretutto, il ciclismo è sport di tradizione recente. Io penso pure che il calcio sia un ottimo strumento di controllo delle masse. Ma qui entriamo nella sociologia, e come direbbe il commissario, passo.



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Slegar » lunedì 21 maggio 2018, 9:30

Si può dire che il movimento dilettantistico in Italia fa schifo, perché troppo chiuso su se stesso, o si compie delitto di lesa maestà? I giovani ciclisti italiani invece di crescere, calano di cilindrata. Troppe gare U23 e quando sono al via gli Elite, questi sono quinta fascia quando va bene.

Gara a caso, Tour de Bretagne:
http://firstcycling.com/race.php?r=82&y=2018

Quando mai i nostri U23 hanno la possibilità di confrontarsi con corridori come Antomarchi, Schmidt o Hurel? Ciclisti come Palini, Taliani, Berlato, Boem, Cecchin, Fedi, dopo essere usciti dal giro delle squadre prof, potevano diventare degli eccellenti sparring partner per gli U23, invece si continua a buttare nel cesso esperienza e a fare la conta delle vittorie nelle gare del giro del campanile.

Qualcuno sembra averlo capito e dopo la categoria junior si accasa all'estero:
http://www.cicloweb.it/2018/04/03/giro- ... ti-italia/


fair play? No, Grazie!

Basso
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Basso » lunedì 21 maggio 2018, 11:36

Slegar ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 9:30
Quando mai i nostri U23 hanno la possibilità di confrontarsi con corridori come Antomarchi, Schmidt o Hurel? Ciclisti come Palini, Taliani, Berlato, Boem, Cecchin, Fedi, dopo essere usciti dal giro delle squadre prof, potevano diventare degli eccellenti sparring partner per gli U23, invece si continua a buttare nel cesso esperienza e a fare la conta delle vittorie nelle gare del giro del campanile.
Come si fa a non sottoscrivere dalla prima all'ultima parola? :)


11 Vuelta7-Prato
12 Appennino-JapanCup
13 Giro9-ITARR-Vuelta20-Sabatini
14 Vasco-Dauphiné-Tour3-Tour21-Polonia-3VV
15 Laigueglia-Escaut-Giro2-Giro18-Giro-Tour13-Fourmies
16 Nice-Vuelta12
17 Frankfurt-Tour11-Vuelta16-Chrono
18 Bianche-DePanne-Romandie-Köln

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da chinaski89 » lunedì 21 maggio 2018, 12:12

Non mi sta per niente simpatico, ma per il nostro ciclismo tocca pregare che Moscon sia davvero quel che sembra, un fuoriclasse, altrimenti prendere il Nibali giusto e clonarlo subito che c'è poco tempo. Altrimenti ancora portare Aru a Lourdes perchè qui per il futuro pare molto dura. Aldilà del fatto che al ciclismo italico servirebbe come il pane un personaggione alla Sagan, perchè tra i miei coetanei (e tra i più giovani peggio) ciclismo è sinonimo di Valium


beppesaronni ha scritto: Non ricordo un solo gt in cui conty, che non era il più forte ma nemmeno il secondo, abbia anche solo provato (non dico che ci sia riuscito. Provato!!!!)
lemond ha scritto: Sagan è il più grande, ma non un gran vincente.

Albino
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Albino » lunedì 21 maggio 2018, 12:46

Esatto. Gli elite possono essere una risorsa e, sicuramente, non sono degli appestati.

Un altro aspetto è la prevalenza di gare con percorsi che vanno dal ridicolo all'insignificante, con pochissimo valore formativo per qualunque delle categorie di corridori che vi partecipano.

Da qui il paradosso dello scalatore: in pratica l'unica produzione del nostro movimento arriva tra i grandi con pochissime corse dure nelle gambe (il tutto in un paese pieno di salite :muro: ). Impensabile chiedere risultati a ragazzi poco abituati agli sforzi e ai dislivelli che prevedono i prof, forse solo dopo anni sono pronti, forse.

Siamo di fronte a un dilettantismo che non prepara alle difficoltà, che non spinge al miglioramento, a fronte del giubilo dei contavittorie.
I risultati poi sono questi...

Qualcosa mi pare si muova, col Giro under (e altre corse) e anche con i nostri che vanno all'estero (il prossimo pare sia Rubino) ma a breve è durissima.


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nikybo85 » lunedì 21 maggio 2018, 13:00

sceriffo ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 8:37
Prendete la Gazzetta di stamani: dopo una tappa entusiasmante come quella di ieri, una sola striscia in prima pagina, che oltretutto devi aguzzare la vista per vederla. Ed è paradossale, dall'organizzatore della corsa. Calcio, calcio, calcio. Alla stragrande maggioranza degli italiani interessa il calcio, così credono, così vogliono far crederci. E se non spingi il ciclismo, non puoi pensare che crescono talenti, o per lo meno così tanti come in altre nazioni dove, oltretutto, il ciclismo è sport di tradizione recente. Io penso pure che il calcio sia un ottimo strumento di controllo delle masse. Ma qui entriamo nella sociologia, e come direbbe il commissario, passo.
:clap: :clap: :clap:



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nemecsek. » lunedì 21 maggio 2018, 13:12

Albino ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 12:46
Impensabile chiedere risultati a ragazzi poco abituati agli sforzi e ai dislivelli che prevedono i prof, forse solo dopo anni sono pronti, forse.

Siamo di fronte a un dilettantismo che non prepara alle difficoltà, che non spinge al miglioramento, a fronte del giubilo dei contavittorie.
I risultati poi sono questi...

Come sostiene Pietro Trabucchi, il "talento innato" viene mitizzato, ma è un falso mito.
Passato Nibali, tristi tempi ci attendono....


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Albino » lunedì 21 maggio 2018, 13:27

nemecsek. ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 13:12
Albino ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 12:46
Impensabile chiedere risultati a ragazzi poco abituati agli sforzi e ai dislivelli che prevedono i prof, forse solo dopo anni sono pronti, forse.

Siamo di fronte a un dilettantismo che non prepara alle difficoltà, che non spinge al miglioramento, a fronte del giubilo dei contavittorie.
I risultati poi sono questi...

Come sostiene Pietro Trabucchi, il "talento innato" viene mitizzato, ma è un falso mito.
Passato Nibali, tristi tempi ci attendono....
Più che di talento parlerei di una predisposizione che, se adeguatamente coltivata, può portare a risultati.
E' vero che il bacino si è ristretto, e di molto, ma qualche ragazzo bravo c'è ancora.

Io prima di disperarmi del tutto aspetterei la compiuta realizzazione dei ragazzi del 99, se neanche questi sfondano cambio sport :D


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nemecsek. » lunedì 21 maggio 2018, 13:32

Albino ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 13:27
nemecsek. ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 13:12
Albino ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 12:46
Impensabile chiedere risultati a ragazzi poco abituati agli sforzi e ai dislivelli che prevedono i prof, forse solo dopo anni sono pronti, forse.

Siamo di fronte a un dilettantismo che non prepara alle difficoltà, che non spinge al miglioramento, a fronte del giubilo dei contavittorie.
I risultati poi sono questi...

Come sostiene Pietro Trabucchi, il "talento innato" viene mitizzato, ma è un falso mito.
Passato Nibali, tristi tempi ci attendono....
Più che di talento parlerei di una predisposizione che, se adeguatamente coltivata, può portare a risultati.
E' vero che il bacino si è ristretto, e di molto, ma qualche ragazzo bravo c'è ancora.

Io prima di disperarmi del tutto aspetterei la compiuta realizzazione dei ragazzi del 99, se neanche questi sfondano cambio sport :D
Il bacino si è ristretto, il calcio mangia quasi tutto, il ciclismo non è glamour... se poi aggiungi tutte le carenze formative che hai evidenziato... :(


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da chinaski89 » lunedì 21 maggio 2018, 15:05

nikybo85 ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 13:00
sceriffo ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 8:37
Prendete la Gazzetta di stamani: dopo una tappa entusiasmante come quella di ieri, una sola striscia in prima pagina, che oltretutto devi aguzzare la vista per vederla. Ed è paradossale, dall'organizzatore della corsa. Calcio, calcio, calcio. Alla stragrande maggioranza degli italiani interessa il calcio, così credono, così vogliono far crederci. E se non spingi il ciclismo, non puoi pensare che crescono talenti, o per lo meno così tanti come in altre nazioni dove, oltretutto, il ciclismo è sport di tradizione recente. Io penso pure che il calcio sia un ottimo strumento di controllo delle masse. Ma qui entriamo nella sociologia, e come direbbe il commissario, passo.
:clap: :clap: :clap:
Non è che vogliono farcelo credere, è così. Alla stragrande maggioranza interessa più una partita di serieB che un tappone del Giro.

Peraltro ho letto la Gazzetta al bar prima e il Giro ha moltissimo spazio oltre ad essere in prima pagina, non vedo come ci si possa lamentare francamente. La Gazzetta è l'unico quotidiano sportivo che da spazio a tutti gli sport, poi può piacere o meno per carità


beppesaronni ha scritto: Non ricordo un solo gt in cui conty, che non era il più forte ma nemmeno il secondo, abbia anche solo provato (non dico che ci sia riuscito. Provato!!!!)
lemond ha scritto: Sagan è il più grande, ma non un gran vincente.

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Stasis » lunedì 21 maggio 2018, 16:07

Il bacino sarà anche ristrettosi, ma resta numericamente il secondo d'Europa.

Il problema è che qualitativamente va impoverendosi. Il dilettantismo italiano purtroppo fa passare atleti poco avvezzi a prendere tanto vento in faccia, nulli a crono, che vincono tante corse grazie al loro spunto veloce o la capacità di regolare allo sprint drappelli ristretti. Questo tipo di corridori non serve a nulla nei pro' dove sei obbligato a confrontarti con danesi, tedeschi, olandesi, inglesi ed australiani che praticano pista e cronometro e che hanno un motore mediamente più sviluppato ed anche stilisticamente sono più formati.
La chiusura della Liquigas/Cannondale ha influito molto su questa crisi. Quella era una squadra in grado di valorizzare i talenti (Nibali, Sagan, Viviani, De Marchi, Oss, Moser) che lavorava nella giusta direzione.

Quest'anno se non altro al Giro si stanno vedendo atleti delle Professional con margini e grinta (su tutti Masnada, Ciccone e Ballerini).

Ma non vedo inversioni di tendenza all'orizzonte



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da sceriffo » lunedì 21 maggio 2018, 16:23

chinaski89 ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 15:05

Peraltro ho letto la Gazzetta al bar prima e il Giro ha moltissimo spazio oltre ad essere in prima pagina, non vedo come ci si possa lamentare francamente. La Gazzetta è l'unico quotidiano sportivo che da spazio a tutti gli sport, poi può piacere o meno per carità
Sì, all'interno, del resto sono gli organizzatori. Ma cosa vedi qua?
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nino58 » lunedì 21 maggio 2018, 16:28

sceriffo ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 16:23
chinaski89 ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 15:05

Peraltro ho letto la Gazzetta al bar prima e il Giro ha moltissimo spazio oltre ad essere in prima pagina, non vedo come ci si possa lamentare francamente. La Gazzetta è l'unico quotidiano sportivo che da spazio a tutti gli sport, poi può piacere o meno per carità
Sì, all'interno, del resto sono gli organizzatori. Ma cosa vedi qua?
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Che l'inserzionista Kerakoll è più importante della garetta organizzata dalla Testata.


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da chinaski89 » lunedì 21 maggio 2018, 16:29

Inter in Champions, notizia che interessa a più lettori.

In alto in evidenza e ben visibile Yates padrone del Giro


beppesaronni ha scritto: Non ricordo un solo gt in cui conty, che non era il più forte ma nemmeno il secondo, abbia anche solo provato (non dico che ci sia riuscito. Provato!!!!)
lemond ha scritto: Sagan è il più grande, ma non un gran vincente.

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nino58 » lunedì 21 maggio 2018, 16:35

chinaski89 ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 16:29
Inter in Champions, notizia che interessa a più lettori.

In alto in evidenza e ben visibile Yates padrone del Giro
Da interista fin dall'infanzia, credo che un giornale sportivo debba dare uguale spazio a tutti gli sport, in modo particolare alle cronache dei fatti.
Così mi gusto di più anche le belle notizie riguadanti la mia squadra.
La questione giornali sportivi-calcio non è che si dia importanza al calcio, è che si sprechino pagine e pagine con i commenti sul mondo del calcio e non sul calcio giocato.


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da chinaski89 » lunedì 21 maggio 2018, 16:37

Detta così la pallamano dovrebbe avere lo stesso spazio del calcio, mi pare un'assurdità. Un giornale sportivo in primis deve vendere, se poi ci sono articoli di ogni sport come sulla rosea tanto di guadagnato, ma i gusti del pubblico hanno un peso è normalissimo


beppesaronni ha scritto: Non ricordo un solo gt in cui conty, che non era il più forte ma nemmeno il secondo, abbia anche solo provato (non dico che ci sia riuscito. Provato!!!!)
lemond ha scritto: Sagan è il più grande, ma non un gran vincente.

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da sceriffo » lunedì 21 maggio 2018, 16:39

chinaski89 ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 16:37
Detta così la pallamano dovrebbe avere lo stesso spazio del calcio, mi pare un'assurdità. Un giornale sportivo in primis deve vendere, se poi ci sono articoli di ogni sport come sulla rosea tanto di guadagnato, ma i gusti del pubblico hanno un peso è normalissimo
Il Giornale in questione dando maggior visibilità al suo prodotto, o meglio all'evento che organizza, venderebbe più copie e meglio il suo prodotto.



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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nino58 » lunedì 21 maggio 2018, 16:42

chinaski89 ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 16:37
Detta così la pallamano dovrebbe avere lo stesso spazio del calcio, mi pare un'assurdità. Un giornale sportivo in primis deve vendere, se poi ci sono articoli di ogni sport come sulla rosea tanto di guadagnato, ma i gusti del pubblico hanno un peso è normalissimo
Il fatto è che tali gusti sono talmente pilotati al punto di fare soffocare alcuni sport o di non permettere loro di crescere.
Gli sport dove abbiamo fatto la storia sono il calcio, il ciclismo, la scherma ed il tiro a volo.
L'atletica ed il nuoto devono sempre avere spazio.
Gli altri, comunque, debbono apparire soprattutto con le info delle gare.


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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Luca90 » lunedì 21 maggio 2018, 16:43

sceriffo ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 16:39
chinaski89 ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 16:37
Detta così la pallamano dovrebbe avere lo stesso spazio del calcio, mi pare un'assurdità. Un giornale sportivo in primis deve vendere, se poi ci sono articoli di ogni sport come sulla rosea tanto di guadagnato, ma i gusti del pubblico hanno un peso è normalissimo
Il Giornale in questione dando maggior visibilità al suo prodotto, o meglio all'evento che organizza, venderebbe più copie e meglio il suo prodotto.
vabbè però all'interno ci sono ogni giorno 10 pagine circa sul giro...


2015: Tre Valli Varesine
2016 (11°) : Giro d'Italia (primi5), Tour de France tappa 11, Tour de France tappa 14, Parigi-Tours
2017 (14°) : Kuurne-Bruxelles-Kuurne, Tro Bro Leon

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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da nemecsek. » lunedì 21 maggio 2018, 18:44

sceriffo ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 16:39
chinaski89 ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 16:37
Detta così la pallamano dovrebbe avere lo stesso spazio del calcio, mi pare un'assurdità. Un giornale sportivo in primis deve vendere, se poi ci sono articoli di ogni sport come sulla rosea tanto di guadagnato, ma i gusti del pubblico hanno un peso è normalissimo
Il Giornale in questione dando maggior visibilità al suo prodotto, o meglio all'evento che organizza, venderebbe più copie e meglio il suo prodotto.
Dalle mie parti si dice anta nen musceie ai gat a rampignè



Se a Cairo (cancro senza braccia) je pagheno i sponson, te mette pure Nozomi Okuhara e er badminton femminile in apertura tutti i ggiorni :angelo:


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Winter
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Re: La crisi del ciclismo italiano

Messaggio da leggere da Winter » lunedì 21 maggio 2018, 18:54

sceriffo ha scritto:
lunedì 21 maggio 2018, 8:37
Prendete la Gazzetta di stamani: dopo una tappa entusiasmante come quella di ieri, una sola striscia in prima pagina, che oltretutto devi aguzzare la vista per vederla. Ed è paradossale, dall'organizzatore della corsa. Calcio, calcio, calcio. Alla stragrande maggioranza degli italiani interessa il calcio, così credono, così vogliono far crederci. E se non spingi il ciclismo, non puoi pensare che crescono talenti, o per lo meno così tanti come in altre nazioni dove, oltretutto, il ciclismo è sport di tradizione recente. Io penso pure che il calcio sia un ottimo strumento di controllo delle masse. Ma qui entriamo nella sociologia, e come direbbe il commissario, passo.
Ma entusiasmante per chi ?
se escludi Pozzovivo d'italiani protagonisti quasi nessuno
L'altro giorno c'era la finale di Europa League..
per un tifoso medio italiano l'interesse era lo stesso
Se invece in quella finale c'era una squadra italiana.. l'interesse sarebbe stato nettamente maggiore




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