La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
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Beppugrillo
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Beppugrillo » mercoledì 26 settembre 2018, 16:40

A me sembra abbastanza evidente che NESSUNA Professional oggi ha il roster per fare bene due grandi giri nella stessa stagione, al massimo Giro e Vuelta con gli stessi 9. Perché cedere a loro la responsabilità di scegliere di non andare anche se potrebbero? Non è così scontato che una Wanty pur non avendo gli uomini per fare una figura dignitosa decida di non andare al Giro. A loro alla fine conviene comunque andare probabilmente, anche perché se ci esce qualche risultato sono parecchi punti che valgono per l'anno dopo (bisogna vedere cosa "sacrifichi" per fare il Giro)




Trullo
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Trullo » mercoledì 26 settembre 2018, 17:31

Neggli anni '80 quando pochissime squadre facevano Giro e Tour la squadra di Reverberi, che era molto modesta, li faceva regolarmente,,, Spesso conquistando le ultime posizioni della generale



dietzen
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da dietzen » mercoledì 26 settembre 2018, 17:48

Basso ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 16:14
bartoli ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 15:57
Mi spiegate come fa l'Androni (o qualunque squadra italiana) ad allestire una squadra per Giro e Tour con un budget massimo di 2.8?
Valerio, credo che tu (come altri) stia dimenticando un punto: se la Androni o qualunque squadra italiana arriva fra le prime due, non ha l'obbligo di fare Giro, Tour e Vuelta. Ha la facoltà di scegliere a quali (o persino se) partecipare: mi pare ben diverso :)
però quale professional rinuncerebbe a fare il tour?
poi probabilmente con la certezza di correre in francia un secondo sponsor che ti permetta di ingaggiare altri 4-5 corridori buoni lo trovi.


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Basso
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Basso » mercoledì 26 settembre 2018, 17:58

dietzen ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 17:48
però quale professional rinuncerebbe a fare il tour?
poi probabilmente con la certezza di correre in francia un secondo sponsor che ti permetta di ingaggiare altri 4-5 corridori buoni lo trovi.
Tendenzialmente vere entrambe le frasi :)


11 Vuelta 7-Prato
12 Appennino-Japan
13 Giro 9-CN ITA-Vuelta 20-Sabatini
14 Vasco-Dauphiné-Tour 3-Tour 21-Pologne-Tre Valli
15 Laigueglia-Escaut-Giro 2-Giro 18-Giro GC-Tour 13-Fourmies
16 Nice-Vuelta 12
17 Frankfurt-Tour 11-Vuelta 16-Chrono
18 Bianche-DePanne-Romandie-Köln-Piemonte-Chrono
19 Nice-Turkey-Portugal-Vuelta 10

dietzen
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da dietzen » mercoledì 26 settembre 2018, 18:00

Trullo ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 17:31
Neggli anni '80 quando pochissime squadre facevano Giro e Tour la squadra di Reverberi, che era molto modesta, li faceva regolarmente,,, Spesso conquistando le ultime posizioni della generale
non per fare il precisino, ma fecero giro-tour solo due stagioni e furono invitati perché avevano van impe.
nella seconda occasione fecero niente (il belga era ormai a fine carriera), ma nella prima van impe vinse una tappa, la maglia a pois e finì quarto nella generale.


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Bomby
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Bomby » mercoledì 26 settembre 2018, 18:32

A me la cosa che le prime due (tre) "professional" abbiano il diritto ma non il dovere di partecipare ai 3 GT (e alle classiche WT) piace parecchio: micca sono obbligate a farle tutte, ma si possono organizzare. Agli sponsor se gli dici: l'anno prossimo possiamo partecipare di sicuro alle corse che ci pare, anzi, meglio, se non ci va di andare in Spagna, non ci andiamo, secondo me sono contenti, e magari trovi qualcosa di buono. L'unica cosa che aggiungerei è la facoltà di partecipare alle altre in graduatoria se qualcuna delle prime non partecipa.
Gli sponsor non si trovano: posso essere d'accordo: ma che progetto gli si propone? C'è qualcosa -all'interno delle possibilità che concedono i regolamenti ed i limiti- che si può fare per migliorare la situazione?



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Seb
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Seb » mercoledì 26 settembre 2018, 18:37

Bomby ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 18:32
Agli sponsor se gli dici: l'anno prossimo possiamo partecipare di sicuro alle corse che ci pare, anzi, meglio, se non ci va di andare in Spagna, non ci andiamo, secondo me sono contenti, e magari trovi qualcosa di buono.
Sempre che la graduatoria si faccia sui punti di fine stagione e non su quelli di inizio stagione. Questo ancora non lo sappiamo



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da dietzen » mercoledì 26 settembre 2018, 18:43

Seb ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 18:37
Bomby ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 18:32
Agli sponsor se gli dici: l'anno prossimo possiamo partecipare di sicuro alle corse che ci pare, anzi, meglio, se non ci va di andare in Spagna, non ci andiamo, secondo me sono contenti, e magari trovi qualcosa di buono.
Sempre che la graduatoria si faccia sui punti di fine stagione e non su quelli di inizio stagione. Questo ancora non lo sappiamo
credo e spero che sia sui punti a fine stagione, sarebbe una sfida interessante anche per noi appassionati.
se invece è sui punti a gennaio sarà solo un mercato delle vacche.


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Trullo
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Trullo » mercoledì 26 settembre 2018, 18:45

dietzen ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 18:00
Trullo ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 17:31
Neggli anni '80 quando pochissime squadre facevano Giro e Tour la squadra di Reverberi, che era molto modesta, li faceva regolarmente,,, Spesso conquistando le ultime posizioni della generale
non per fare il precisino, ma fecero giro-tour solo due stagioni e furono invitati perché avevano van impe.
nella seconda occasione fecero niente (il belga era ormai a fine carriera), ma nella prima van impe vinse una tappa, la maglia a pois e finì quarto nella generale.
Ho controllato e hai ragione, mi sno confuso, in realtà quella di Reverberi fece una sola stagione al Tour, e proprio perchè aveva Van Impe (ormai a fine carriera) nell'85
Nell'83 Van Impe correva con la Metauro Mobili di Poggiali e Battaglini e come ricordi fece una buona classifica



Winter
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 26 settembre 2018, 18:50

Basso ha scritto:
martedì 25 settembre 2018, 20:45
Winter ha scritto:
martedì 25 settembre 2018, 20:10
Io speravo nell eliminazione delle continental
non ho capito il sistema delle licenze
durata 3 anni
Vuol dire che fino al 2023 nessuno può salire nel WT?
E perché l'eliminazione delle Continental? :dubbio:
Perche' non servono a nulla
Son finte
Non sono squadre professionistiche
non hanno nessuna regola (salvo rarissime eccezioni)
Gia' il fatto che l'uci non controlla.. non lo trovo corretto

Piuttosto mettiamo le professional da 1,2 ml di euro con solo 10-12 corridori
ma pagati (come in francia)

Mi sembra una concorrenza sleale verso le squadre professional
Puoi correre quasi tutte le gare del calendario.. salvo il Giro (che spesso non invita tutte le ns. squadre) , Sanremo , Lombardia e Tirreno..
pero' puoi farlo con 400? forse anche meno euro
Nessuno stipendio , nessun passaporto biologico , nessun vincolo
chi te lo fa fare a passare Professional ?



jumbo
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da jumbo » mercoledì 26 settembre 2018, 18:54

probabilmente andrebbe ridotto di un paio di unità il numero di squadre WT e aumentata a 3 la platea di wild card per le migliori professional lasciandone altre 3 a vegni e colleghi.
le squadre WT sono comunque troppe e la durata triennale delle licenze non va bene, andrebbe rivalutata anno dopo anno.



Winter
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 26 settembre 2018, 19:05

Pero'.. se lo fai anno per anno.. nessuno punterebbe sui corridori giovani
Uno invece con 3 anni puo' programmare un po



Winter
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 26 settembre 2018, 19:12

bartoli ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 10:06
Che ci crediate o meno i soldi in Italia non ci sono. Questa riforma va a favore di un ciclismo elitario e con la totale incertezza sulla partecipazione o meno al Giro d'Italia i pochi che investono sul ciclismo scompariranno, magari per fare posto alle riserve della Wanty o della Cofidis come accadeva anni fa
Tu cosa proponevi ?
capisco quello che vuoi dire
pero' Ogni anno 4 professional italiane.. (gli ultimi 4 anni è cosi) daresti sempre la wild card a loro ?



Theakston
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Theakston » mercoledì 26 settembre 2018, 19:39

qrier ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 13:08
Non mi piace molto.

Anch'io sarei per meno squadre world tour, tipo 16.
E alzerei il limite minimo di corridori, vorrei più squadre.

Farei:

- 16 Wt
- 8 professional

Totale 192 corridori

Tra le 8 professional, alle prime 4 del ranking darei il diritto di correre le corse world tour.
A inizio anno dovrebbero comunicare le corse wt che correranno e dove rinunciano farei passare il diritto alla miglior classificata successiva.

Così sarebbero 4 inviti per meriti sportivi e gli altri 4 liberi per l'organizzatore.

Nelle classiche e piccole corse a tappe si potrebbe aggiungere un'ulteriore professional a invito.
Così sarebbero 25 squadre x 7 = 175 corridori
Anche a me questa proposta sembra più ragionevole. In questo modo sarebbe possibile pensare a 6-7 squadre italiane che abbiano interesse a far bene per guadagnarsi la wild card!
Invece rischiamo di veder sparire anche le poche che ci sono!
Prendi una Sangemini: in quest'ipotesi alternativa potrebbe provare a fare il salto a Professional, con le regole attuali e future fa una fusione ... per rimanere Continental!



Winter
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 26 settembre 2018, 20:23

ma Sangemini.. mica non fa il salto per le regole..
semplicemente non ha i soldi



marco_graz
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da marco_graz » mercoledì 26 settembre 2018, 21:05

Winter ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 20:23
ma Sangemini.. mica non fa il salto per le regole..
semplicemente non ha i soldi
Il concetto credo che fosse che se comunque non prenderai mai parte al giro perche' hai MINIMO 4 professional italiane piu' organizzate allora non ha senso passare professional, se invece magari la possibilita' si apre anche ad una quinta e sesta italiana qualcuna delle continental potrebbe essere interessata al salto.



Theakston
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Theakston » mercoledì 26 settembre 2018, 23:22

marco_graz ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 21:05
Winter ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 20:23
ma Sangemini.. mica non fa il salto per le regole..
semplicemente non ha i soldi
Il concetto credo che fosse che se comunque non prenderai mai parte al giro perche' hai MINIMO 4 professional italiane piu' organizzate allora non ha senso passare professional, se invece magari la possibilita' si apre anche ad una quinta e sesta italiana qualcuna delle continental potrebbe essere interessata al salto.
Il senso era quello. Oppure, ragionando al contrario, si può pensare che se un regolamento simile fosse stato adottato 10 anni fa, magari 2-3 squadre in più sarebbero sopravvissute.
Poi è chiaro che se da Continental fai lo stesso calendario con meno oneri, perché mai dovresti fare il salto, meglio sponsorizzare l'evento e comparire sullo sfondo del podio, mettere la copertina col marchio accanto al vincitore di turno ecc... come fa appunto Sangemini.



team opc
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da team opc » mercoledì 26 settembre 2018, 23:38

Con le nuove regole,potrebbe quindi succedere che chi vince la ciclismo cup semplicemente non ha piu l'invito garantito al Giro?
A quel punto anche le priorità delle squadre italiane potrebbero cambiare.
Ad esempio settembre e ottobre ad ora sono fondamentali per le italiane.



team opc
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da team opc » mercoledì 26 settembre 2018, 23:47

Bomby ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 18:32
A me la cosa che le prime due (tre) "professional" abbiano il diritto ma non il dovere di partecipare ai 3 GT (e alle classiche WT) piace parecchio: micca sono obbligate a farle tutte, ma si possono organizzare. Agli sponsor se gli dici: l'anno prossimo possiamo partecipare di sicuro alle corse che ci pare, anzi, meglio, se non ci va di andare in Spagna, non ci andiamo, secondo me sono contenti, e magari trovi qualcosa di buono. L'unica cosa che aggiungerei è la facoltà di partecipare alle altre in graduatoria se qualcuna delle prime non partecipa.
Gli sponsor non si trovano: posso essere d'accordo: ma che progetto gli si propone? C'è qualcosa -all'interno delle possibilità che concedono i regolamenti ed i limiti- che si può fare per migliorare la situazione?
Teoricamente sono d'accordo su tutto Bomby,però una cosa secondo me non è precisa;non si può fare un discorso allo sponsor dicendo l'anno prossimo facciamo queste gare importanti,perché non si sa quando verrà considerato il ranking che determinerà le due ammesse di diritto.



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Seb » giovedì 27 settembre 2018, 8:36

team opc ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 23:38
Con le nuove regole,potrebbe quindi succedere che chi vince la ciclismo cup semplicemente non ha piu l'invito garantito al Giro?
Esatto, dal 2019 niente più invito... da quanto ho saputo gli organizzatori sarebbero già stati avvisati



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da marco_graz » giovedì 27 settembre 2018, 9:25

Seb ha scritto:
giovedì 27 settembre 2018, 8:36
team opc ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 23:38
Con le nuove regole,potrebbe quindi succedere che chi vince la ciclismo cup semplicemente non ha piu l'invito garantito al Giro?
Esatto, dal 2019 niente più invito... da quanto ho saputo gli organizzatori sarebbero già stati avvisati
Capisco, sarebbero 3 WC gia' andate e una sola a discrezione degli organizzatori. Certo credo che una vincente della Ciclismo Cup che non smantella la squadra abbia comunque la quasi sicurezza di partecipare.



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Mr. MM » giovedì 27 settembre 2018, 10:33

Beppugrillo ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 14:08
sono corse di un livello piuttosto basso o comunque adatte ad un tipo di corridori che non è al centro del ciclismo.
Sono d'accordo sul fatto che il ranking andrebbe rivisto e magari pure diviso tra corse a tappe e in linea, se mi permetti questo concetto (tra l'altro già espresso pochi post prima) è un po' miope, perché semplicemente è una questione di punti di vista, al nord queste corse sono il ciclismo, che ti piaccia o meno.



Mr. MM
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Mr. MM » giovedì 27 settembre 2018, 10:36

Basso ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 16:14
bartoli ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 15:57
Mi spiegate come fa l'Androni (o qualunque squadra italiana) ad allestire una squadra per Giro e Tour con un budget massimo di 2.8?
Valerio, credo che tu (come altri) stia dimenticando un punto: se la Androni o qualunque squadra italiana arriva fra le prime due, non ha l'obbligo di fare Giro, Tour e Vuelta. Ha la facoltà di scegliere a quali (o persino se) partecipare: mi pare ben diverso :)
Ma soprattutto, se arrivasse tra le prime due, vuoi che non riesca a trovare qualche sponsor che gli permetta di allestire un roster degnamente competitivo per l'anno successivo?



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da team opc » giovedì 27 settembre 2018, 22:03

Mr. MM ha scritto:
giovedì 27 settembre 2018, 10:36
Basso ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 16:14
bartoli ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 15:57
Mi spiegate come fa l'Androni (o qualunque squadra italiana) ad allestire una squadra per Giro e Tour con un budget massimo di 2.8?
Valerio, credo che tu (come altri) stia dimenticando un punto: se la Androni o qualunque squadra italiana arriva fra le prime due, non ha l'obbligo di fare Giro, Tour e Vuelta. Ha la facoltà di scegliere a quali (o persino se) partecipare: mi pare ben diverso :)
Ma soprattutto, se arrivasse tra le prime due, vuoi che non riesca a trovare qualche sponsor che gli permetta di allestire un roster degnamente competitivo per l'anno successivo?
Bhe insomma bisogna vedere.Ad ora Androni partirà senza Sosa Ballerini e Malucelli,gente che quest'anno ha fatto la fortuna del team.



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da bartoli » giovedì 27 settembre 2018, 23:18

Winter ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 19:12
bartoli ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 10:06
Che ci crediate o meno i soldi in Italia non ci sono. Questa riforma va a favore di un ciclismo elitario e con la totale incertezza sulla partecipazione o meno al Giro d'Italia i pochi che investono sul ciclismo scompariranno, magari per fare posto alle riserve della Wanty o della Cofidis come accadeva anni fa
Tu cosa proponevi ?
capisco quello che vuoi dire
pero' Ogni anno 4 professional italiane.. (gli ultimi 4 anni è cosi) daresti sempre la wild card a loro ?
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Winter » venerdì 28 settembre 2018, 12:31

Li t seguo
Però organizzatori nn obbligati a prendere solo squadre nazionali



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Mr. MM » sabato 29 settembre 2018, 21:57

team opc ha scritto:
giovedì 27 settembre 2018, 22:03
Mr. MM ha scritto:
giovedì 27 settembre 2018, 10:36
Basso ha scritto:
mercoledì 26 settembre 2018, 16:14


Valerio, credo che tu (come altri) stia dimenticando un punto: se la Androni o qualunque squadra italiana arriva fra le prime due, non ha l'obbligo di fare Giro, Tour e Vuelta. Ha la facoltà di scegliere a quali (o persino se) partecipare: mi pare ben diverso :)
Ma soprattutto, se arrivasse tra le prime due, vuoi che non riesca a trovare qualche sponsor che gli permetta di allestire un roster degnamente competitivo per l'anno successivo?
Bhe insomma bisogna vedere.Ad ora Androni partirà senza Sosa Ballerini e Malucelli,gente che quest'anno ha fatto la fortuna del team.
Sì, ma ora come ora non ha la certezza di partecipare a due GT...



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Gianluca Avigo - bove » sabato 29 settembre 2018, 23:03

Mi spiace ma rimango sempre dell'idea che nello sport si va avanti con i risultati. Questa mentalità tutta nostra di avere dei favori perché italiani proprio non la digerisco. Il ciclismo nostrano è in crisi? Va aiutato? Ok ma non lo aiuti invitando a prescindere un team mediocre. Lo aiuti se gli dai una mano a far crescere la base, agevolandolo fiscalmente e finanziariamente e sostenendo gli organizzatori di gare.


«A parità di fattori la spiegazione più semplice è da preferire»
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giorgio ricci
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da giorgio ricci » domenica 30 settembre 2018, 0:08

Credo che il ciclismo WT abbia delle regole molto legate al business.
Credo che non si faccia niente per tutelare le Professional per scelta. Anzi, immagino che se ne auspichi l'estinzione. Se pensiamo agli organici delle squadre WT, con 27 /30 corridori, con la possibilità di fare dei contratti importanti anche a dei giovani neopro, dove li troviamo altri 30 corridori competitivi ai massimi livelli, che possano correre in squadre a cui non viene data praticamente nessuna chances di partecipare a grandi competizioni?
La regola che prevede le prime due Professional che partecipano di diritto ai GT in pratica é un 18 +2 che prevede un paracadute alle squadre WT in caso di smembramento di una di queste squadre. Cioè, una delle altre 2 potrebbe subentrare per non rompere il giocattolo.
Così facendo presto avremo un ciclismo a 20 squadre con eventualmente altre formazioni di basso o bassissimo livello che sarebbero destinate a sparire in poche stagioni. D'altronde, se un corridore di queste si mettesse in luce verrebbe subito assorbito da una delle equipes più equipaggiate.
Credo sia una scelta, che d'altronde è già in atto ora. Guardate il caso van aert o il livello da Continental di quasi tutte le squadre italiane. Con le nuove regole si peggiora il tutto fino all'estinzione.
Quindi non credo che il problema degli inviti alle squadre italiane al Giro sia reale, se le portiamo per campanilismo va bene, ma non risolviamo il problema del movimento, perché se il materiale è scadente, non ci sarà niente da far crescere e i risultati non ci saranno.



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Gianluca Avigo - bove » domenica 30 settembre 2018, 13:39

giorgio ricci ha scritto:
domenica 30 settembre 2018, 0:08
Quindi non credo che il problema degli inviti alle squadre italiane al Giro sia reale, se le portiamo per campanilismo va bene, ma non risolviamo il problema del movimento, perché se il materiale è scadente, non ci sarà niente da far crescere e i risultati non ci saranno.
Condivido. Forse sfugge che stiamo parlando dei migliori corridori al mondo che possono partecipare alle gare più quotate al mondo. Una selezione ci deve pur essere. Il circuito si è allargato di conseguenza anche la base, e quindi inevitabilmente ci sono più esclusi. Ciò non toglie che va studiato bene un sistema che tuteli la seconda e terza serie di team, perché senza queste, nel giro di una generazione si svuterebbe anche il WT.
Personalmente penso che un nodo fondamentale sarà la categoria continental. Certo, capisco la diffidenza vista la scarsità di controlli e vincoli etici, ma non credo nemmeno sia giusto, per colpa di qualche furbo, screditare o abolire una categoria che dovrebbe essere di sviluppo e crescita per chi non è un fenomeno o per chi matura più lentamente.
Poi come sempre è accaduto e sempre accadrà, i fenomeni tutte queste categorie le salteranno a pie pari, andando direttamente nei team che contano.


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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Admin » mercoledì 20 febbraio 2019, 5:13

Quanta fuffa tutto intorno e ancor più in là... :violino:
https://www.youtube.com/watch?v=tJu5l73txYc


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Admin » martedì 7 maggio 2019, 7:18

Ma questa FCI ha pagato o non ha pagato debiti contratti da altri soggetti (privati) utilizzando fondi (pubblici) di provenienza CONI e Governo? :uhm:

https://www.youtube.com/watch?v=OyHSjJmRgyk


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

Silvio Martinello
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Silvio Martinello » martedì 7 maggio 2019, 17:15

Admin ha scritto:
martedì 7 maggio 2019, 7:18
Ma questa FCI ha pagato o non ha pagato debiti contratti da altri soggetti (privati) utilizzando fondi (pubblici) di provenienza CONI e Governo? :uhm:

https://www.youtube.com/watch?v=OyHSjJmRgyk
Complimenti Marco per l'approfondimento! Ora attendiamo gli eventuali riscontri, la vicenda merita la giusta attenzione!



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Gianluca Avigo - bove
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Gianluca Avigo - bove » martedì 7 maggio 2019, 23:34

Silvio Martinello ha scritto:
martedì 7 maggio 2019, 17:15
Admin ha scritto:
martedì 7 maggio 2019, 7:18
Ma questa FCI ha pagato o non ha pagato debiti contratti da altri soggetti (privati) utilizzando fondi (pubblici) di provenienza CONI e Governo? :uhm:

https://www.youtube.com/watch?v=OyHSjJmRgyk
Complimenti Marco per l'approfondimento! Ora attendiamo gli eventuali riscontri, la vicenda merita la giusta attenzione!
Ciao Silvio, che piacere ogni volta. Vado un po OT, ma neanche tanto. Magari avrai già letto qui sul forum le nostre (mie) idee sulla fantomatica riforma uci. Mi piacerebbe molto sapere cosa ne pensi e se hai eventualmente una tua idea sulla organizzazione futura del ciclismo. Ti allego una mia "delirante" idea.
Gianluca Avigo - bove ha scritto:
martedì 7 maggio 2019, 19:28


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Mad
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Mad » mercoledì 8 maggio 2019, 20:35

Vediamo se ho capito bene: la federazione versa 1,2 milioni al comitato organizzatore prima dell'evento, poi ne versa altri 1,2 quando bisogna chiudere tutto ( ho scritto 1,2 ma anche se fossero 1,5 non cambierebbe poi molto ai fini del discorso), guardacaso alla prima revisione dei conti post ingresso in lista istat emerge un buco di circa 3 milioni :roll:



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Slegar
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Slegar » lunedì 1 luglio 2019, 13:05

Oggi, 1 luglio 2019, entrano in vigore alcune modifiche ai regolamenti UCI, qualcuna il 23 ottobre 2019 (inizio della nuova stagione) e qualcun'altra il giorno 1 gennaio 2020.

1 luglio 2019

Ad Aigle devono essere scoppiate le orecchie da quanto sono fischiate, dopo le imprecazioni tirate da Viviani e dal resto del mondo a seguito della volata di Orbetello e della conseguente vaccata della penalizzazione inflitta: dal 100% della penalità nella classifica a punti si passa al 25%. Questo tipo di penalità viene estesa anche agli sprint per i GPM (prima era una penalità a tempo variabile da 30" a 1'). Generalmente le sanzioni sono state alleggerite, rendendole meno draconiane.

Altre regole nuove: regolamentazione più accurata supporto TV dato dagli organizzatori ai commissari UCI per il controllo delle bici da cronometro, regolamentazione della zona cambio dalla cronosquadre mista, stagisti squadre WT e professional, trasferimenti e team di sviluppo per le formazioni WT.

23 ottobre 2010

Sparisce la denominazione professional (UCI Professional Continental Teams) per diventare UCI ProTeams . Sparisce la denomminazione HC per le gare che diverranno UCI ProSeries Event e classificate come 1.Pro e 2.Pro.

Rimane il limite dei 176 partecipanti a gara per le prove dei maschi, mentre viene ridotto il numero per quelle femminili: 144 per le gare di un giorno, 168 per le gare a tappe. Sempre per le gare femmili viene introdotto il minimo do 90 partecipanti per le gare di un giorno e 105 per le gare a tappe. Inoltre, sempre nelle gare femminili, vengono introdotti dei requisiti minimi per quanto riguarda diffusione TV (minimo 45' live per le prove WT), tradizione e numero minimo di squadre al via.

Cambia il ranking per i team che si azzererà all'inizio di ogni stagione.

1 gennaio 2020

I team WT passeranno da un minimo di 23 ad uno di 27 ciclisti in squadra, mentre le ex profesional da 16 a 20. Se la professional è affiliata fuori Europa il numero minimo sarà di 16 per il 2020, 18 per il 2021 e 20 per il 2022. Le squadre continental saranno composte da un minimo di 10 ciclisti ed un massimo di 16.

Il periodo di trasferimento degli specialisti del ciclocross viene posticipato dal 1-25 marzo al 15 mazo-15 aprile.

Al fine una considerazione, con annessa domanda, personale sullle 20 squadre WT per il 2020. Ritengo che l'allargamento del WT a 20 squadre sia una bufala tutta italiana lanciata da certi media superficiali ed amplificata, spero involontariamente, dalla RAI durante il Giro d'Italia. La regola parla di 18 squadre WT per il triennio 2020-2022 con il ripescaggio per meriti sportivi per le eventuali squadre WT del 2019 classificate in 19ª e 20ª posizione di una graduatoria che tiene conto dei ranking delle ultime tre stagioni (Vital Concept è già fuori perché è in attività da due anni) e Admin nel suo video di qualche tempo fa sul "Grande Fuffo" l'aveva spiegato bene. Per cui, sostanzialmente, per avere 20 squadre nel WT nel triennio 2020-2022 la Dimension Data deve classificarsi in 20ª posizione e davanti a lei Cofidis e Total (già adesso la Cofidis è davanti ai sudafricani).

In linea teorica tutte le squadre affiliate all'UCI nel 2019 dovrebbero comporre questa graduatoria, in quanto non ho trovato da nessuna parte che questo ranking sia composto dalle sole squadre WT e dalle professional che ne hanno fatto richiesta.

La domanda che vorrei porre è: Quali squadre partecipano alla composizione di questo ranking triennale?

La domanda non è di poco conto perché se tutte le professional fossero inserite, non solo le cinque che hanno fatto richiesta, non è scontato che una WT riesca ad entrare nella Top-20 (leggi Dimension Data). Teoricamente potremmo trovarci nel 2020 un WT a 18 squadre con la Cofidis al posto della Dimension Data, con quest'ultima superata da Wanty ed Androni oltre che alla Total.


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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da 34x27 » lunedì 1 luglio 2019, 13:29

Slegar ha scritto:
lunedì 1 luglio 2019, 13:05
Sparisce la denominazione professional (UCI Professional Continental Teams) per diventare UCI ProTeams . Sparisce la denomminazione HC per le gare che diverranno UCI ProSeries Event e classificate come 1.Pro e 2.Pro.
Le Continental continueranno a chiamarsi così? E le gare 1.1 e 1.2 che denominazione avranno?


HEY MOTO

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Slegar
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Slegar » martedì 2 luglio 2019, 18:47

34x27 ha scritto:
lunedì 1 luglio 2019, 13:29
Slegar ha scritto:
lunedì 1 luglio 2019, 13:05
Sparisce la denominazione professional (UCI Professional Continental Teams) per diventare UCI ProTeams . Sparisce la denomminazione HC per le gare che diverranno UCI ProSeries Event e classificate come 1.Pro e 2.Pro.
Le Continental continueranno a chiamarsi così? E le gare 1.1 e 1.2 che denominazione avranno?
Non cambierà nulla.


fair play? No, Grazie!

team opc
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da team opc » martedì 16 luglio 2019, 22:00

Mentre oggi viene ufficializzata la chiusura della vini fantini a fine anno, non posso non notare la brutta fine che sta facendo il ciclismo italiano.
20 anni fa, praticamente un terzo delle squadre erano italiane.
La federazione italiana credo debba farsi un esame di coscienza sul proprio operato...



Basso
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Basso » martedì 1 ottobre 2019, 12:22



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Tranchée d'Arenberg
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg » martedì 1 ottobre 2019, 12:36

Basso ha scritto:
martedì 1 ottobre 2019, 12:22
Prepariamo i popcorn :gnam:

http://www.cicloweb.it/2019/10/01/velon ... ssione-ue/
Vabbè, se il motivo della denuncia sono le Hammers Series, mi vien da dire che è solo un pretesto per "prendersi" il comando del mondo del ciclismo. E la cosa non mi trova neanche troppo d'accordo. Dai, chi se le incula le Hammer Series?


Cobblestone 2012 & 2018 - 1° Classifica Generale
Cobblestone 2012 & 2018 - 1° Classifica Classiche
Cobblestone 2013 - 1° Classifica Semiclassiche

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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Basso » martedì 8 ottobre 2019, 10:37

Seconda denuncia in una settimana per Lappartient e soci http://www.cicloweb.it/2019/10/08/la-le ... ntro-luci/


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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Gianluca Avigo - bove » martedì 8 ottobre 2019, 22:17

:hammer: :whip: :welcome:
Basso ha scritto:
martedì 8 ottobre 2019, 10:37
Seconda denuncia in una settimana per Lappartient e soci http://www.cicloweb.it/2019/10/08/la-le ... ntro-luci/
Di questo passo arriveremo, come nella boxe, due o più federazioni internazionali.
Tutti pronti sulla riva del fiume ad attendere il passaggio del/dei cadavere/i.

Se i corridori in accordo con i loro team non cominciano a picchiare i pugni sul tavolo non cambierà nulla. Anzi peggiorera'


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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Gianluca Avigo - bove » mercoledì 9 ottobre 2019, 9:54

https://youtu.be/IYnd_hJWNN0

Hai perfettamente ragione marco, come non essere d'accordo. Ultimamente sono molto polemico con l'uci, ma purtroppo anche per questo importantissimo argomento l'uci latita.
Purtroppo la storia ci insegna che non basta sensibilizzare, ad un certo punto bisogna imporre. Esattamente come fu fatto per il casco 20-25 anni fa


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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da henny5 » mercoledì 9 ottobre 2019, 19:34

A proposito di velon: qui c'è l'intervista ,su velonews, al boss di velon che entra nei dettagli sulle motivazioni della denuncia
https://www.velonews.com/2019/10/commen ... uci_501524

Comunque l'UCI in queste ultime settimane sta' prendendo schiaffoni sulla rifroma che dovrebbe entrare in vigore nel 2020. Soprattutto il parere negativo dell'associazione dei team professionistici secondo me ha un valore importantissimo dato che la riforma coinvolgerà i team professionistici così come gli organizzatori. L'UCI di fronte a tuttociò non puo' continuare a tirare dritto senza far finta di niente, ed allo stesso tempo dire che questa riforma è nell'interesse dello sport senza coinvolgere coloro che fanno parte del mondo del ciclismo(atleti, team, organizzatori di corse, ecc..), deve prenderne atto ed cercare di venire in contro(dubito che cio' avverrà :diavoletto: ).



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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Tour de Berghem » mercoledì 9 ottobre 2019, 21:00

Gianluca Avigo - bove ha scritto:
mercoledì 9 ottobre 2019, 9:54
https://youtu.be/IYnd_hJWNN0

Hai perfettamente ragione marco, come non essere d'accordo. Ultimamente sono molto polemico con l'uci, ma purtroppo anche per questo importantissimo argomento l'uci latita.
Purtroppo la storia ci insegna che non basta sensibilizzare, ad un certo punto bisogna imporre. Esattamente come fu fatto per il casco 20-25 anni fa
Ciao a tutti. Marco “admin” Grassi ha sicuramente molte ragioni, ma forse il livello di sicurezza presente in altri sport nel ciclismo su strada é molto difficile se non impossibile da raggiungere...il ciclismo su strada è un po’ un unicum perché è uno sport in cui si possono raggiungere velocità molto elevate ma non su piste dedicate e progettate ad hoc come nello sci o negli sport motoristici ma su strade normalmente aperte al pubblico, inoltre non c’è un motore (in teoria 😂😂) ma il moto è dato dal gesto atletico del partecipante, quindi pensare a protezioni affidabili ma contemporaneamente non “impedenti” è molto difficile. Una cosa è certa: si può fare molto ma molto di più di ora, questo senza alcun dubbio! Non si potrebbero togliere tutti i rischi ma evitare molte tragedie si, e anche solo una vita umana risparmiata e una famiglia in meno distrutta significherebbe già tanto, tantissimo!


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Fantagiro d'Italia 2012 : 7°

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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Gianluca Avigo - bove » giovedì 10 ottobre 2019, 17:57

Fino a metà anni 80 si è corso con maglie e pantaloncini di lana, anche d'estate. Io c'ero cribbio.

Quindi per esempio predisporre una sorta di salsicciotto lungo la colonna, le clavicole e le anche, già sarebbe qualcosa. Certo non eliminerebbe del tutto il pericolo di frattura, ma se solo lo riducesse di una percentuale accettabile, sarebbe da valutare.


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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Gianluca Avigo - bove » giovedì 17 ottobre 2019, 7:52

In attesa del
Dark Side of The Moon Tour

https://www.tuttobiciweb.it/article/1571245471


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Slegar
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da Slegar » martedì 29 ottobre 2019, 9:18

L'UCI inizia a diventare un pentola a pressione, in quanto in questi giorni si sono aperti due fronti caldi che rischiano di destabilizzare la federazione.

Il primo è la battaglia che l'AIGCP, l'associazione dei gruppi professionistici, ha iniziato contro l'UCI con la riforma che entrerà in vigore nel 2020 in particolare contro la UCI Pro Series ( http://www.cicloweb.it/2019/09/26/rifor ... cs-series/ ). Ieri l'AIGCP ha trasmesso una nota al presidente Lappartient e per conoscenza all'UCI Professional Cycling Council e all'UCI Road Commission (gli organi che decidono l'attività del ciclismo su strada) in cui si critica aspramente l'operato del Presidente dell'UCI stessa:
https://www.facebook.com/permalink.php? ... __tn__=K-R

Sostanzialmente le accuse rivolte sono:
1. La mancanza di ogni responsabilità di ogni singolo membro dell'UCI nell'ambito delle decisioni prese; in particolare si accusa l'UCI di incoerenza di giudizio in fatti di gara (prendendo come spunto la squalifica di Eekhoff ai mondiali U23 ed il ricorso presentato al CAS dall' stesso ciclista con il supporto della federazione olandese) e le mancate sanzioni agli organizzatori quando offrono bassi standard di sicurezza che creano pericoli.

2. Il ruolo di arbitro dell'UCI non viene svolto in maniera equa e coerente.

3. L'UCI con le Pro Series viene accusata di fare cassa con gli introiti che gli organizzatori e le squadre dovranno versare e che con la nuova riforma sono stati aumentati. Inoltre non è stato rispettato nessun criterio di merito nell'inserimento delle prove ma solamente per clientela e si prende ad esempio il GP di Plumelec, città natale di Lappartient, che è stato inserito nelle Pro Series e che nelle ultime tre edizioni non ha mai visto alla partenza nessuna squadra WT.

4. Si è rotto l'accordo con le squadre professionistiche per cui a fronte della partecipazione certa al Tour de France le squadre del WT si impegnavano a prendere parte ad almeno 154 giorni di gare. Con la nuova riforma le squadre saranno obbligate a pertecipare a 180 giorni di gara.

5. Si accusa l'UCI di interferire con le attività commerciali delle squadre.

Il secondo fronte caldo nel prossimo post.


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GiacomoXT
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Re: La Politica del ciclismo: UCI, FCI e non solo

Messaggio da leggere da GiacomoXT » martedì 29 ottobre 2019, 12:46

Slegar ha scritto:
martedì 29 ottobre 2019, 9:18
L'UCI inizia a diventare un pentola a pressione, in quanto in questi giorni si sono aperti due fronti caldi che rischiano di destabilizzare la federazione.

Il primo è la battaglia che l'AIGCP, l'associazione dei gruppi professionistici, ha iniziato contro l'UCI con la riforma che entrerà in vigore nel 2020 in particolare contro la UCI Pro Series ( http://www.cicloweb.it/2019/09/26/rifor ... cs-series/ ). Ieri l'AIGCP ha trasmesso una nota al presidente Lappartient e per conoscenza all'UCI Professional Cycling Council e all'UCI Road Commission (gli organi che decidono l'attività del ciclismo su strada) in cui si critica aspramente l'operato del Presidente dell'UCI stessa:
https://www.facebook.com/permalink.php? ... __tn__=K-R

Sostanzialmente le accuse rivolte sono:
1. La mancanza di ogni responsabilità di ogni singolo membro dell'UCI nell'ambito delle decisioni prese; in particolare si accusa l'UCI di incoerenza di giudizio in fatti di gara (prendendo come spunto la squalifica di Eekhoff ai mondiali U23 ed il ricorso presentato al CAS dall' stesso ciclista con il supporto della federazione olandese) e le mancate sanzioni agli organizzatori quando offrono bassi standard di sicurezza che creano pericoli.

2. Il ruolo di arbitro dell'UCI non viene svolto in maniera equa e coerente.

3. L'UCI con le Pro Series viene accusata di fare cassa con gli introiti che gli organizzatori e le squadre dovranno versare e che con la nuova riforma sono stati aumentati. Inoltre non è stato rispettato nessun criterio di merito nell'inserimento delle prove ma solamente per clientela e si prende ad esempio il GP di Plumelec, città natale di Lappartient, che è stato inserito nelle Pro Series e che nelle ultime tre edizioni non ha mai visto alla partenza nessuna squadra WT.

4. Si è rotto l'accordo con le squadre professionistiche per cui a fronte della partecipazione certa al Tour de France le squadre del WT si impegnavano a prendere parte ad almeno 154 giorni di gare. Con la nuova riforma le squadre saranno obbligate a pertecipare a 180 giorni di gara.

5. Si accusa l'UCI di interferire con le attività commerciali delle squadre.

Il secondo fronte caldo nel prossimo post.
La mancanza totale di squadre WT era sufficiente per declassare una corsa da .HC a .1, secondo l'ultima riforma delle corse.

Direi quindi che l'esempio portato dall'AIGCP sia lampante della situazione creatasi.


FC 2015: Kuurne; Brabante; Amstel; Freccia; Giro (primi 5); Svizzera; Tour t. 7; Tour (tappe); Vuelta t. 10; Bernocchi; Lombardia
FC 2016: Tour t. 20; Wallonie; Sabatini
FC 2017: Europeo


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