Pagina 1 di 1

Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 12:11
da Stylus
Pur se non tutti noi praticanti ne abbiamo avuta una esperienza diretta, credo che tutti abbiamo sentito parlare di ciclismo virtuale, soprattutto in riferimento a l'applicazione Zwift (certamente il più celebre, ma non è l'unico, noi in Cyanide ne stiamo sviluppando uno, per esempio, ma il dominio di Zwift sul mercato è talmente dominante da reggere quasi in regime di monopolio.

Cos'è Zwift? Zwift è il software più comunemente usato per collegare un rullo interattivo al computer. Tutti i tuoi sforzi vengono visualizzati – sullo schermo del computer – in un paesaggio virtuale. Anche le salite – se si dispone del giusto rullo smart – vengono regolate automaticamente. Si pedala in un mondo virtuale, fatto di percorsi di fantasia (ma non solo, ultimamente sono stati fatti degli sforzi per ricreare percorsi reali, come la salita dell'Alpe d'Huez o il circuito di Innsbruck), da soli o in modalità multiplayer online, ovvero con altri giocatori che in ogni parte del globo stanno pedalando come noi nel loro salotto o nel loro garage.

Leggendo brevemente la cronostoria, la prima versione di Zwift esce nel 2014 ma in breve tempo sono creati campionati e-sports di livello mondiale. Nel 2018 è stata creata un campionato che coinvolge alcune squadre professionistiche con una divisione e-sport.

Momento cruciale risale sicuramente alla fine del 2018 quando Zwift annuncia un piano di investimenti pluriennale dalla cifra monstre di 120 milioni di euro, in gran parte indirizzati alla parte pubblicitaria e organizzativa.
https://www.cnbc.com/2018/12/18/cycling ... ports.html

Zwift ricrea, in occasione del prologo del Giro d'Italia, un percorso virtuale fedele all'originale ed eventi collegati dove si mettono in gioco molti dei ciclisti del Giro

https://zwiftinsider.com/giro-bologna/

Ma l'ascesa del prodotto è veramente super rapida: vengo a leggere di un resoconto di una riunione della Federazione Francese di marzo che dichiara di tenere in serio conto Zwift e il suo circuito di eventi e si impegna con la stessa a tenere sotto l'egidia della federazione (in accordo con Lappartient) tutti gli eventi che potrebbero essere potenzialmente organizzati con questo strumento.

Immagine

Questo per capire che la risposta data da Vegni in una recente intervista velonews non può esssere classificata semplicemente come boutade. Chiaro che per il 2020 pare proprio utopia, ma visto l'interesse crescente e la potenza economica di zwift, può essere non pura fantasia immaginare, in un periodo di tempo più breve di quanto immaginiamo (5 anni?) se non una tappa di un grande giro, almeno una corsa classificata UCI, corsa interamente nel "virtuale".

https://www.velonews.com/2019/06/news/v ... gue_494423
VN: What about the rumors that next year’s Giro will start with a “virtual” time trial stage, like a Zwift-style stage?
MV: Let’s just say, just like everyone else, we have to look to the future. And by doing so, we are looking to bring a younger public closer to cycling. A public that also in a virtual way can also compete against the champions that ride the route every day. Why not? We are working on it.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 12:13
da Walter_White
La morte del ciclismo e non dico altro perché rischio il ban

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 12:28
da Trullo
Sta al ciclismo come il subbuteo o il calciobalilla al calcio

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 13:13
da Niи
Figo.
Siete un po' drastici nei commenti.
Fare i rulli in garage è stata per anni la rottura di coglioni più grande della mia vita. Offrire uno stimolo in più per chi è un professionista o un semplice amatore o addirittura un novizio per passare del tempo facendo un attività sportiva e allo stesso tempo il "divertimento" della competizione è una cosa positiva.

Poi è chiaro che il ciclismo su strada è appunto su strada. Saper curvare, stare in mezzo al gruppo, capire il vento, gestire la temperatura esterna ecc.. son tutte componenti che solo la pratica su strada può darti, ma non penso che ci sia alcuna persona che vorrà vivere il ciclismo solo rinchiuso tutta l'anno in una stanza adibita a rulli e realtà virtuale. Chi ama pedalare, lo farà sia nella realtà virtuale che nella realtà reale.

Pensateci però. Quanti ragazzini nella fascia di età tra 10 e 15 anni potrebbero avvicinarsi alla bici vissuta come "fatica ed allenamento" anche in questo modo? Mettiamo che prenda corpo anche nelle palestre, quanti adulti invogliati dal rimettersi in forma potrebbero scoprire la voglia di una bici da corsa, gareggiando dapprima virtualmente? Ricordiamo che gran parte degli amatori vive in ciclismo come una sfida con sè stessi.
Se poi dovesse prendere piede, anche i costi potrebbero pure calare e organizzare una seduta con realtà 3d aggiuntiva potrebbe essere a portata di molti nel giro di una decade.

La morte del ciclismo sarebbe solo, nel caso in cui, il professionismo si spostasse...dalla strada. La risposta: mai.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 14:20
da Fiammingo
Beh dai non siate drastici, per scaldarsi prima di una tappa virtuale su zwift, i prof usciranno di casa per fare un giretto sulle strade asfaltate... l'opposto di cosa succede adesso! :D

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 18:44
da il_panta
Zwift è geniale e anche piacevole da utilizzare, ma non mischierei le cose. Se in parallelo alle corse su strada nascessero corse virtuali, magari sullo stesso percorso del Giro, sarebbe una bella iniziativa, ma non in sostituzione. Secondo me comunque non avverrà.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 20:49
da rizz23
il_panta ha scritto:
lunedì 3 giugno 2019, 18:44
Zwift è geniale e anche piacevole da utilizzare, ma non mischierei le cose. Se in parallelo alle corse su strada nascessero corse virtuali, magari sullo stesso percorso del Giro, sarebbe una bella iniziativa, ma non in sostituzione. Secondo me comunque non avverrà.
Eccome se avverrà, e non serve attendere 5 anni.
Per la cronometro di Bologna c'è stata la gara virtuale, ma era una trovata promozionale.

La prima corsa a tappe è vicina, e vedrete se non avverrà anche sotto l'egida UCI.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 20:52
da il_panta
rizz23 ha scritto:
lunedì 3 giugno 2019, 20:49
il_panta ha scritto:
lunedì 3 giugno 2019, 18:44
Zwift è geniale e anche piacevole da utilizzare, ma non mischierei le cose. Se in parallelo alle corse su strada nascessero corse virtuali, magari sullo stesso percorso del Giro, sarebbe una bella iniziativa, ma non in sostituzione. Secondo me comunque non avverrà.
Eccome se avverrà, e non serve attendere 5 anni.
Per la cronometro di Bologna c'è stata la gara virtuale, ma era una trovata promozionale.

La prima corsa a tappe è vicina, e vedrete se non avverrà anche sotto l'egida UCI.
Che nascano corse, anche UCI, non mi stupisce. Io mi riferivo a spostare le corse storiche nel virtuale, cioè fare un paio di tappe del Giro in virtuale. Ecco, quello credo e spero che non avverrà, ma forse sono limitato.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 20:54
da rizz23
No ok, ora capisco meglio cosa intendessi, scusami.
Spero anche io che non accada la sostituzione, non sono così sicuro che tra 15 anni non ci si arrivi...

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 21:02
da giorgio ricci
Nel mondo postmoderno é accettabile.
Il dramma sarebbe confondere virtuale e reale. Il ciclismo su strada è chiamato così perché si corre sulle strade, poi ci si può sbizzarrire come si vuole, però è un altra cosa.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 21:42
da Salvatore77
Premessa: stiamo parlando di un giochino e nulla più.
Mi chiedevo: un'intera tappa senza l'effetto scia non diventa una interminabile cronometro individuale? Oppure il software tiene conto anche di questo?

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: lunedì 3 giugno 2019, 22:03
da il_panta
Salvatore77 ha scritto:
lunedì 3 giugno 2019, 21:42
Premessa: stiamo parlando di un giochino e nulla più.
Mi chiedevo: un'intera tappa senza l'effetto scia non diventa una interminabile cronometro individuale? Oppure il software tiene conto anche di questo?
Ne tiene conto.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: martedì 4 giugno 2019, 10:44
da Stylus
Da sviluppatore di pcm devo dire che per quel poco che ho visto di Zwift, se devo essere sincero, credo che la fisica sia da noi meglio implementata, ma poco importa per ora, visto che comunque vada partono tutti ad armi pari. Ed infatti non è un caso che si parli di prologo, nel caso, e non di corsa in linea.
Rizzato dice bene, non è pelegrino pensare di vedere da qui a poco una corsa (in linea o tappe) inserita nel circuito UCI. E non si parla di un circuito e-sports patrocinato dall'UCI ma di una corsa del calendario a tutti gli effetti, dove possono partecipare squadre WT, Continental e Professional. Vegni spara troppo alto (credo che quella frase sia anche un po' leggera e molto circostanziale, ma i soldi di Zwift sono tanti e la capacità di RCS di cogliere le occasioni là dove ci sono quattrini è stata senza dubbio messa in mostra negli ultimi anni, dalle corse in Arabia alla partenza in Israele, allo stesso progetto-demo di Bologna prologo con Zwift.
Sebbene io stesso non vorrei mai vedere il virtuale sovrapporsi al reale, penso davvero che le due cose possano sovrapporsi presto nel nostro sport, più che in altri: innanzitutto perché, è l'unico sport simulato dove le qualità messe in campo dai giocatori virtuali sono le più simili a quelle dei loro corrispettivi reali insieme ai giochi di simulazione sportiva (mentre fifa et similia restano sport su joystick), e poi la capacità "virtuale" potrebbe benissimo essere considerata come una specializzazione di un corridore, alla pari dello scalatore, il velocista, il cronoman.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: martedì 4 giugno 2019, 12:11
da rizz23
Stylus ha scritto:
martedì 4 giugno 2019, 10:44
... la capacità "virtuale" potrebbe benissimo essere considerata come una specializzazione di un corridore, alla pari dello scalatore, il velocista, il cronoman.
Questa è una frontiera già più interessante, cui non avevo pensato.
Un'integrazione più che una sostituzione, posso anche starci.

Invece lo scenario di un'eventuale sostituzione del ciclismo su strada con ciclismo su rulli a me preoccupa proprio perché mi sembra futuribile nel medio-lungo termine.
In favore della strada ci sono tutti gli aspetti sportivi, nessuno escluso: non vedo una sola ragione per preferire il virtuale al reale su quel piano.
Ma in favore dei rulli ci sono una quantità enorme di vantaggi economici e logistici: spese azzerate, chiusure strade scongiurate, marketing, possibilità di monetizzare con biglietti se l'evento si svolge in un palazzetto.

A proposito dei palazzetti: facile che la prima gara a tappe "ufficiale" di questo genere sarà invernale, che possa configurarsi anzi proprio come uno sport invernale, un mondo e un circuito alternativo - anche se fa paura dirlo - a ciclocross e pista.

Re: Ciclismo virtuale e realtà

Inviato: martedì 4 giugno 2019, 12:18
da nino58
giorgio ricci ha scritto:
lunedì 3 giugno 2019, 21:02
Nel mondo postmoderno é accettabile.
Il dramma sarebbe confondere virtuale e reale. Il ciclismo su strada è chiamato così perché si corre sulle strade, poi ci si può sbizzarrire come si vuole, però è un altra cosa.
Virtuale e reale sono già ben confusi, peraltro.
Lo sport, specie quello "en plain air", rimane tra le poche entità rimaste nel reale.