Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
claudiodance
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Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da claudiodance » lunedì 2 aprile 2012, 17:00

Tom Boonen vince il Giro delle Fiandre come liberandosi da un fardello.

La foto dell’arrivo. Barba lunga, la maglietta aperta su una canotta blu, senza guanti, l’auricolare penzolante. Il corpo guizza nell’aria, muscoli ovunque, sembra un supereroe Marvel nell’atto di scagliarsi sul malcapitato super-cattivo di turno. Colpisce il vento con un pugno rabbioso, ma il sorriso già si allarga sul volto. Ecco come un eroe torna a capeggiare le fila di un popolo, con la rabbia che lascia posto alla felicità.
Ha vinto il giro delle Fiandre. Dopo una primavera pressoché perfetta, torna là dove deve essere, sul trono della gara dei muri. Negli ultimi anni ne era sceso, arresosi alle tattiche scellerate della squadra, alla forza turbinosa dell’ultraterreno Cancellara e anche alle proprie debolezze, umanissime, di giovane individuo.

Il figliolo prediletto di una nazione torna a far battere i cuori del proprio popolo. Sale sul podio della gara più amata e sembra ancora lui, il 25enne Wereldcampionen di Madrid, capace di vincere la Ronde indossando l’iride.

Eppure non aveva mai rinunciato. Non aveva mai abbandonato la lotta. Negli anni di Devolder si era solo messo al servizio del proprio esercito bianco blu, obbedendo a incomprensibili ordini superiori. Aveva abbracciato il compagno oltre la linea, perché gli eroi veri lo sono anche quando devono cedere il palcoscenico. Nell’anno di Cancellara aveva accettato il guanto di sfida, come Ettore scende dalle mura di Troia, consapevole del fatto che Achille avrebbe fatto scempio delle sua vita. Aveva seguito Fabian in un attacco da lontano, ma non solo: aveva risposto alla richiesta di condividere la fatica della fuga, aveva tirato come lo svizzero, schiumando fatica acida ad ogni turno in testa, faticando in certi tratti perfino a mettere avanti la propria ruota, ma non si era arreso, piegato solo da un attacco sferrato con inaudita ferocia proprio sul Muur, un attacco talmente sovrumano da indurre voci e sospetti. Indossava il tricolore di campione belga e mai avrebbe tradito l’orgoglio di una nazione intera. Fu uno spettacolo tragico e bellissimo. Un’ora di corsa contro un avversario troppo forte per tutti, ma non per l’ardore di combattente di Tom. Il Tommeke dei fumetti, l’eroe che avrebbe ispirato una generazione di giovani; il fidanzato perfetto per tutti i cicloamatori papà di giovani ragazze. Così si immolò all’altare di Fabian (che indossava, a sua volta, il rossocrociato della confederazione elvetica), umiliato anche sette giorni dopo, nella gara di Roubaix. Mai una rinuncia per viltà, nella storia sportiva di questo campione. L’anno scorso, 2011, forse la Ronde corsa con la condizione più scadente di sempre. Ancora nella scia di Cancellara, a farsi spazzare via dopo un paio di chilometri, con Pozzato, come esordienti al cospetto di un uomo fatto e poi a stringere i denti, umiliato da un passaggio sul Muur fuori dalle ruote migliori e pure nel finale ancora la possibilità di rientrare sulle ruote di altri, di giocarsi una partita allo sprint, senza essere il più forte, ma forse il più determinato. Inseguendo Chavanel (ah, i compagni di squadra), Nuyens e Fabian (ah, ancora lui, maledetto, ma non era andato in crisi?) nei convulsi frangenti finali.
Mai arreso, mai la paura di esporre al giudizio pubblico la propria sconfitta sportiva, giacchè la lotta condotta fino al fondo di se stessi è l’unico metro di giudizio che valga, alla fine.

Tom Boonen, nelle gare dei muri e del pavè si è sempre assunto la responsabilità della condotta delle gare stesse. Anche quando il conteggio semplice delle forze in campo non glielo avrebbe imposto. Lo imponeva, invece, l’investitura di un popolo intero, il richiamo dell’onore e della bellezza del confronto.
Ieri, dopo la caduta di Cancellara poteva sembrare tutto facile. I giornalisti immaginavano una corsa con solo due partenti, e invece Tom ha dovuto combattere ancora. Imporsi come capitano unico di una formazione che avrebbe potuto schierane almeno altri due, rispondere alle stilettate di Vanmarcke, controllare Sagan, già diventato la giovane star del futuro, rimediare a un probabile guasto meccanico che ne limitava il rendimento sui muri e infine resistere all’attacco dei ritrovati Ballan e Pozzato, davvero in giornata di grazia. E così ancora una lotta. Una vittoria strappata e consegnata al pubblico fiammingo, anzi no, al pubblico belga, anzi che dico, al pubblico, al pubblico di suoi tifosi di sempre, di tutto il mondo, di tutto l’universo a pedali.

Giacchè Tom, Tornado Tom, è patrimonio di tutto il ciclismo, inteso come quella comunità trasversale di persone, che ama le gare e lo spirito delle gare. Lo è per l’incredibile generosità del suo gareggiare, per la capacità di raschiare il fondo del barile, per la bellezza rabbrividente del suo gesto in fuori sella, per l’abilità impareggiabile sulle strade del pavè, per la statura delle sue vittorie, per la Storia che trascina con sé e dietro di se, ma anche per il sorriso radioso, per l’aura da eroe gentile e per la modernità dei tratti che in un men che non si dica, lo solleva dalla tradizione nella quale affonda le proprie radici e anche…anche, per la storia personale, nota a tutti, di uomo dalle umane tentazioni, dalla vergogna affrontata senza scuse ne compromessi, e infine, per il ritorno, per questo ritorno alle vittorie più belle.

Tom Boonen, come in una famosa canzone, è salito sulle spalle dei giganti, per continuare a percorrere la loro strada. Lo ha fatto, lo sta facendo, con una forza e uno stile del tutto personali.
Evviva Tom! Evviva!!


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desmoblu
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da desmoblu » lunedì 2 aprile 2012, 17:12

Addì due aprile duemiladodici Dance ritrovò il trattopen che aveva smarrito dietro una scatola di crostatine e rispolverò una prosa alata degna dei tempi migliori




(e molto condivisibile).
;)



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galliano
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da galliano » lunedì 2 aprile 2012, 18:13

claudiodance ha scritto: Giacchè Tom, Tornado Tom, è patrimonio di tutto il ciclismo, inteso come quella comunità trasversale di persone, che ama le gare e lo spirito delle gare. Lo è per l’incredibile generosità del suo gareggiare, per la capacità di raschiare il fondo del barile, per la bellezza rabbrividente del suo gesto in fuori sella, per l’abilità impareggiabile sulle strade del pavè, per la statura delle sue vittorie, per la Storia che trascina con sé e dietro di se, ma anche per il sorriso radioso, per l’aura da eroe gentile e per la modernità dei tratti che in un men che non si dica, lo solleva dalla tradizione nella quale affonda le proprie radici e anche…anche, per la storia personale, nota a tutti, di uomo dalle umane tentazioni, dalla vergogna affrontata senza scuse ne compromessi, e infine, per il ritorno, per questo ritorno alle vittorie più belle.
In queste poche righe si riassumono i motivi per i quali Tom è amato trasversalmente da gran parte degli appassionati delle due ruote.
Il suo modo di correre e di sorridere a fine gara lo rendono ammirevole a prescidere dalle simpatie.
Verso di lui nutro la stessa benevolenza che avevo per un altro belga, ahimè scomparso, VDB.



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Strong » lunedì 2 aprile 2012, 18:29

ha lo "spessore" del campione nella vittoria e nella sconfitta.
Non a caso è lui il simbolo del Belgio e tutti gli altri passano in secondo piano


i fondamentalisti del ciclismo e gli ultras dei ciclisti sono il male di questo sport.

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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da matter1985 » lunedì 2 aprile 2012, 18:34

Boonen e' uno dei grandi campioni odierni,gli manca soltanto la sanremo per completare la carriera.Ieri non era il piu' forte sui muri ma ha vinto alla grande lo stesso.


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da meriadoc » lunedì 2 aprile 2012, 19:52

in che senso avrebbe affrontato senza scuse nè compromessi le sue debolezze? sarà mica la storia della cocaina? non mi are abbia mai ammesso di averne fatto uso, io ricordo che ha usato una scusa alla gasquet, ma potrei sbagliarmi. Poi, insomma, salvato dal fatto che fu trovato più volte a controlli "fuori competizione", ci ho sentito tanta di quella puzza di bruciato...
comunque, come corridore, ha smesso di piacermi da lungo tempo, più o meno dal fiandre 2006, sopravvalutato e, come tutti i corridori di lefevere e come molti belgi si accontentano di essere, protagonista quasi solo nelle corse del pavé


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da eliacodogno » lunedì 2 aprile 2012, 20:00

meriadoc ha scritto:in che senso avrebbe affrontato senza scuse nè compromessi le sue debolezze? sarà mica la storia della cocaina? non mi are abbia mai ammesso di averne fatto uso, io ricordo che ha usato una scusa alla gasquet, ma potrei sbagliarmi. Poi, insomma, salvato dal fatto che fu trovato più volte a controlli "fuori competizione", ci ho sentito tanta di quella puzza di bruciato...
comunque, come corridore, ha smesso di piacermi da lungo tempo, più o meno dal fiandre 2006, sopravvalutato e, come tutti i corridori di lefevere e come molti belgi si accontentano di essere, protagonista quasi solo nelle corse del pavé
A me pare che invece avesse ammesso, almeno secondo quanto aveva raccontato Auro in qualche telecronaca del Tour da cui era stato escluso. Comunque Tom non è proprio il corridore da una stagione, basta vedere le sue vittorie, dai...che poi possa esserti antipatico va bene, ma per intenderci non è un Van Petegem.


Se il tuo modo di lavorare è questo qui, compragli un casco a Sgarbozza e fallo fare a lui il Giro, perché io non lo faccio più (P.S.)

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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da meriadoc » lunedì 2 aprile 2012, 20:11

è un certo tipo di antipatia...è dovuta al tipo di corridore che ha finito per essere, troppo presto nella sua carriera; comunque van petegem fu protagonista anche ai mondiali di hamilton e valkenburg, non è stato sempre un corridore da una stagione, ma siccome è arrivato secondo in pochi se ne ricordano, come se non dicessero molto della sua caratura di corridore. In generale, però, hai capito il mio discorso, trovo un pò esagerata questa idolatria verso il pavè, fiandre-roubaix sono grandi gare, ma ci sono altri grandi gare sparse per il calendario, e molti belgi tendono a infiaschersene, e basta capire quanta importanza diano in belgio a quelle corse per comprendere perchè.
comunque ci sta tutto che boonen venga celebrato in queste occasioni, e anche ma fa piacere che sia a livelli, se non 2005-2006, comunque vicini, più corridori forti, meglio è, c'è solo da guadagnarci


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da eliacodogno » lunedì 2 aprile 2012, 20:18

V.Petegem a Hamilton me lo ricordo, a Valkenburg no, visto che ancora non seguivo questo sport. Comunque in Belgio va così, come in Italia tanti corridori hanno vissuto di solo Giro, diventando anche più famosi di altri che hanno vinto ovunque e di più. Però rispetto ad altri connazionali che volano su queste strade e poi si eclissano, rimango del parere (personalissimo) che questo ragazzo sia solito spendersi con un certo impegno per tutta la stagione.

Credo che comunque il Boonen del 2005, a meno che la memoria non mi porti a ingigantire le imprese passate, sia ancora un bel gradino sopra questo. :)


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da lemond » martedì 3 aprile 2012, 9:00

claudiodance ha scritto: Tom Boonen, come in una famosa canzone, è salito sulle spalle dei giganti, per continuare a percorrere la loro strada. Lo ha fatto, lo sta facendo, con una forza e uno stile del tutto personali.
Evviva Tom! Evviva!!
Ripensando agli anni persi, rimasti solo nella sua memoria, intuisce con la mente dell'eroe e del gigante che nel ciclismo c'è sempre un'altra storia. E chi aveva sentito la crudele solitudine dell'emarginato, conosce le due facce che gli urlano nella mente e sa che dalle pietre (e dalla vita) si può avere ... tutto e niente. :clap:


Fanno festa i musulmani il venerdì
il sabato gli ebrei
la domenica i cristiani
i barbieri il lunedì
e il mitico Lopez, che lavora alla Coop,
... il martedì. :bll:

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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da claudiodance » martedì 3 aprile 2012, 16:20

Mah, io ricordo che una conferenza stampa con lo sguardo molto serio. Ricordo le scuse per un ruolo non rispettato, quello di esempio per i ragazzi e ricordo la rivendicazione dell’assenza di doping. Potrei sbagliarmi, non ho controllato, ma non credo.

In merito alla continuità, Boonen non è un Van Hoydoonk (l’uomo della sola Ronde) o un E. Planckaert (uomo del pavè- succhia ruote incorreggibile), ma nemmeno un Musseuw (che alla Sanremo non è mai arrivato bene, con continuità, come Tom). È più uno Jan Raas, che invece di essere brutto e antipatico è figo e amato da tutti.

In merito all’idolatria verso il pavè: beh, è il mio gusto personale. L’importanza di tali gare non è nemmeno in discussione. Come della Liegi, della Sanremo etc. La specializzazione, talvolta eccessiva, dei massimi protagonisti delle gare in questione è un portato dell’estremismo delle gare stesse che si svolgono su percorsi appannaggio quasi esclusivo di quella parte di mondo. Accade lo stesso con gli arrivi in montagna su pendenze cicloalpinistiche: Contador, I. Anton e Basso sono difficilmente competitivi alla Milano-Sanremo, per esempio. Sia chiaro, non ero un fan di Duclos-Lassalle, ne di Leonardo Piepoli ma di Roger DeVlaeminck e Fignon sì.

Ciao belli, claudio.


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ProfRoubaix
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da ProfRoubaix » mercoledì 4 aprile 2012, 22:27

Ottima lettura, Cla'.

"Giacchè Tom, Tornado Tom, è patrimonio di tutto il ciclismo, inteso come quella comunità trasversale di persone, che ama le gare e lo spirito delle gare. Lo è per l’incredibile generosità del suo gareggiare, per la capacità di raschiare il fondo del barile, per la bellezza rabbrividente del suo gesto in fuori sella, per l’abilità impareggiabile sulle strade del pavè, per la statura delle sue vittorie, per la Storia che trascina con sé e dietro di se, ma anche per il sorriso radioso, per l’aura da eroe gentile e per la modernità dei tratti che in un men che non si dica, lo solleva dalla tradizione nella quale affonda le proprie radici e anche…anche, per la storia personale, nota a tutti, di uomo dalle umane tentazioni, dalla vergogna affrontata senza scuse ne compromessi, e infine, per il ritorno, per questo ritorno alle vittorie più belle".

Magari sovrainterpreto ma mi sembra che sulla linea d'arrivo Pozzato (che mai come domenica ha corso da campioonen e non da succhiaruote, cosa che finalmente gli ha fatto conquistare l'ammirazione di molti) avesse una smorfia di fatica che volgeva al sorriso che mi ricordato quella di Indurain battuto da Bugno al mondiale 1991: differentemente delle chiacchiere dei tifosi, i corridori sono i primi a riconoscere la grandezza dei propri avversari, metro imprescindibile della propria fatica.

A proposito di grandezza, ho fatto una piccola statistica sulle vittorie nelle classiche. Mi sembra che i dati siano eloquenti.

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Anche includendo il mondiale, il senso della posizione di Tom nella storia non cambia.

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herbie
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da herbie » giovedì 5 aprile 2012, 10:47

ProfRoubaix ha scritto: Magari sovrainterpreto ma mi sembra che sulla linea d'arrivo Pozzato (che mai come domenica ha corso da campioonen e non da succhiaruote, cosa che finalmente gli ha fatto conquistare l'ammirazione di molti) avesse una smorfia di fatica che volgeva al sorriso che mi ricordato quella di Indurain battuto da Bugno al mondiale 1991: differentemente delle chiacchiere dei tifosi, i corridori sono i primi a riconoscere la grandezza dei propri avversari, metro imprescindibile della propria fatica.

A proposito di grandezza, ho fatto una piccola statistica sulle vittorie nelle classiche. Mi sembra che i dati siano eloquenti.
sovrainterpreti, perchè le parole di Pozzato pochi minuti dopo portano in tutt'altra direzione...e anche le critiche a chi ha fatto cadere Cancellara e per un pelo non anche lui insieme a Langeveld, ai corridori "imbranati" sono velate di un certo malpensare a cui rodono ancora gli sputi e le moto della Roubaix di tre anni fa....

Mi stanno bene le statistiche relative alle gare del pavè, adatte ovviamente a corridori potenti pesanti e, per abitudine ai percorsi e formazione atletica, ovviamente belgi.
Però se vogliamo estenderla per paragonare tra loro corridori da grandi classiche, non ha molto senso aprire la statistica al solo Mondiale.
Per quanto riguarda il paragone con Museeuw per me ci sta tutto. Stesse caratteristiche, stesso atteggiamento tradizionalista da eroe "bianco", la cocaina è la sostanza più perbene d'altra parte... non sarei tanto d'accordo con l'accostamento a VDB,come Gilbert ugualmente da asfalto che da pavè, ma poi quello era un eroe "nero"...per nulla politically correct e infatti come tutti gli Innominati e Innominabili di questo sport purtroppo è stato relegato sulla sua zattera a consumarsi sotto il suo sole. Il Re Bianco invece passa su due ali di folla, e quando lo si aiuta, un vantaggio lo si ritrova sempre, più in là. Anche per questo vince molto di più.
Boonen, politically correct o meno, comunque è nato con l'aura del Re Bianco, così sarebbe stato in qualunque contesto. VDB, purtroppo, no, grandezza atletica a parte.



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da galliano » giovedì 5 aprile 2012, 11:17

herbie ha scritto: Per quanto riguarda il paragone con Museeuw per me ci sta tutto. Stesse caratteristiche, stesso atteggiamento tradizionalista da eroe "bianco", la cocaina è la sostanza più perbene d'altra parte... non sarei tanto d'accordo con l'accostamento a VDB,come Gilbert ugualmente da asfalto che da pavè, ma poi quello era un eroe "nero"...per nulla politically correct e infatti come tutti gli Innominati e Innominabili di questo sport purtroppo è stato relegato sulla sua zattera a consumarsi sotto il suo sole. Il Re Bianco invece passa su due ali di folla, e quando lo si aiuta, un vantaggio lo si ritrova sempre, più in là. Anche per questo vince molto di più.
Boonen, politically correct o meno, comunque è nato con l'aura del Re Bianco, così sarebbe stato in qualunque contesto. VDB, purtroppo, no, grandezza atletica a parte.
In parte ti do ragione, VDB era il cuore di tenebra, mentre Bonen pare più inserito nel contesto sociale fiammingo. non crea fastidi.
Sinceramente non so se Bonen si sente il classico eroe "bianco" (mi fai venire in mente certe minoranze Boere nel sud del continente nero), però è vero che lo si può vendere come tale. Il figliul prodigo che ritrova la retta via.

Forse ricordo male, ma mi pare che anche VDB fosse comunque molto amato in belgio.
Non è stato in fondo isolato dal suo paese come il lebbroso da evitare. Ma su questo non sono informato adeguatamente.



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da claudiodance » giovedì 5 aprile 2012, 17:09

Caspita, avvincenti escursioni ragazzi, ma….beh, non avevo alcuna intenzione di affondare la spada nell’analisi sociale belga o generica che sia. Nemmeno cercavo di incasellare il campione Boonen dentro classificazioni tipo “bianco - nero”, “p. correct - not correct”, “Nominabile - Innominabile”, “lebbroso – risanato”, bensì di immaginare come si possa sentire un campione sportivo che avverte su di sé l’attenzione e la pressione di una comunità intera.

Credo sia indubbio che questa attenzione esista e allo stesso modo credo che appaia la risposta di tipo agonistico che Tom Boonen trasferisce nelle gare più importanti per quella comunità stessa.

Se poi l’attenzione della comunità e la risposta del campione siano di tipo “conformista o alternativo” non lo so… e non mi interessa nemmeno tanto saperlo. Mi interessa di più la risposta emotiva del singolo e l’empatia che si crea fra la comunità di appassionati e il campione.
Invece rilevo un infelice accenno, spero e credo involontario, a presunti aiuti al “re bianco” che poi verrebbero ricambiati sempre, più in la nel tempo. Mah, ragazzi, questa, in sintesi, è cultura mafiosa dello commercio di favori. Se il re bianco è Tom, beh, quando sarebbero avvenuti questi vantaggiosi passaggi di reciproci favori? Forse Vanmarcke ha tirato cento metri di troppo per riprendere il francese della Europcar, allo scopo di ripagare la vittoria nel Het Volk!??!?
Credo che Tom non abbia dormito una settimana per aver perso quella volata….


Ciao belli.
claudio


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da herbie » giovedì 5 aprile 2012, 18:30

beh dai non prenderla così male.. :stretta: non è la mafia, è semplicemente nella logica di uno sport di squadra come il ciclismo : anzi le alleanze trasversali ne sono state il sale per anni, anche oggi sarebbero l'unico sistema in certi casi per far saltare certe corse e fare iniziare i fuochi d'artificio, io le rimpiango. Intendevo dire che oggi come allora, se davi una mano a Museeuw o Indurain nelle loro corse, prima o poi qualcosa ti tornava, se la davi a Chiappucci, ti correvano contro anche tutti gli altri come correvano contro a lui.
A me stonava il parallelo con VDB, esteticamente parlando, non da un punto di visto stilistico atletico (e anche in questo, soprattutto confrontando la posizione in bici e i moovimenti delle spalle nel fuorisella, c'è una discreta differenza), ma da un punto di vista dell'immagine, sono agli antipodi, come il bianco e il nero...è proprio il tuo scritto che me lo ha fatto pensare, Ettore e Achille, ma io Achille lo vedo più booniano, esteticamente parlando. ....Cancellara quando spinge sui pedali invece è il dio Vulcano con il suo martello....



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da desmoblu » venerdì 6 aprile 2012, 8:35

Intanto Guido ho fatto un gran sorriso quando ho visto il tuo grafico. Ho riconosciuto la testa pensante dietro quei tre colori ;)
In quanto alla sovrainterpretazione, o presunta tale, su una testata dal colore rosato e dalla dubbia valenza giornalistica è apparso qualche giorno fa un pezzo-intervista a Pozzato. Titolo. "Vi racconto il mio amico Boonen, tra vino e.." ..e qualcos'altro, non posso tenere a mente i titoli della gazzetta.
Se poi Pozzato criticava i responsabili delle cadute, credo proprio che fosse per il numero che ha dovuto fare per restare in sella, e non certo per l'eliminazione di Cancellara. come le ha prese da Boonen, con un Cancellara in più ci sarebbero forse state altre soluzioni tattiche (allunghi vs volata) ma le avrebbe prese dallo svizzero. Oppure da Boonen e dallo Svizzero, finendo una posizione indietro. Insomma, non credo proprio che abbia detto quelle cose per malcelata stizza verso Boonen e/o preferendo essere battuto da Cancellara piuttosto che dal belga.
Claudio, quello che hai scritto mi ha fatto venire in mente un altro campione (anzi, IL campione); l'avevo già citato per parlare dell'importanza della testa e della fame (tutte cose endogene), ora rientra in gioco per parlare dell'elemento esterno: la gente. Che nazione il Belgio! E come deve essere unico correre su quelle strade, tra quella gente.
Citazione di De Zan (padre):"Quando Eddy correva, non lo faceva per se stesso o per la squadra che lo pagava profumatamente, ma per un'intera nazione che regolarmente lo seguiva, trepidava ad ogni sua impresa.(...) Eddy Merckx non ha maturazioni, né lente, né veloci, è subito Merckx, in tutta la sua devastante forza".
E ripeto: tutt'altro corridore il nostro Tom, ma queste due similitudini segniamocele a bordo pagina, rigorosamente a matita.



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da herbie » venerdì 6 aprile 2012, 9:46

mi dispiace, non pensavo di suscitare una tale alzata di scudi. Non volevo in nessun modo mettere in discussione la carriera p chissà quale vittoria del grande Tom. Facevo un apprezzamento estetico-stilistico, sollecitato dal suggestivo scritto di Claudio che già in tale direzione orienta, e dicevo che uno con il carisma del kalòs kai agathòs dalla nascita come lui, dell'eroe buono, si trova facilmente a giudare eserciti dominatori, non a capeggiare masnade di riottosi, e, nella vita come nello sport è più facile che si trovi a sfondare qualche porta aperta, aiutato piuttosto che fermato con ogni mezzo. Punto. E infatti vedi il percorso sportivo di Boonen o Indurain o Musseuw e te li ritrovi sempre luminosi capitani di squadre fortissime che fanno le corse da dominatrici, i Vandenbrucke ancorchè fortissimi, vincenti senza ombra di dubbio, magari invece fanno il battitore libero, la seconda punta.... e hanno una reciproca attrazione con le formazioni meno importanti, da contrattacco, da sobillazione, piuttosto che da Impero. E una questione estetico-strutturale del personaggio che poi si riversa nel carattere e nelle scelte. Il viceversa funziona meno secondo me. Se poi sono classificazioni sterili, pazienza, può benissimo essere, in ogni giudizio estetico risiede il rischiò dell'unilateralità.

@desmoblu: su internet certe affermazioni le ritrovi meno facilmente, figuriamoci sulla Gazzetta (che poi se devo credere ciecamente ad un articolo della Gazzetta dei giorni nostri in cui si parla di come si diverte un corridore invece che di questioni più...sostanziali e meno..."gossippare"...mah!), invece se segui la telecronaca le dichiarazioni le senti direttamente dall'interessato. A caldo, Pozzato ha avuto parole molto dure sui corridori che provocano cadute come quella di Cancellara. Lui ha detto che si trovava nei pressi e ha evitato per poco pure quella di caduta. Non parliamo poi dell'attentato fatto dallo spettatore a Langeveld e della manovra piuttosto goffa di Vansummeren che ha spezzato il gruppo in un punto strategico come l'inizio del Paterberg, anche quella evitata per un soffio da Pozzato.
Il Belgio c'è un vero e proprio tifo ultras per i corridori più vari, come da altre parti per il calcio. Magari ci fosse anche da noi una cosa del genere, sono convinto che quelche vittoria importante in più verrebbe da sola, ma soprattutto molti sponsor che significano molti corridori in più. Grande promozione e marketing intorno al ciclismo, con tutti i pregi del tifo molto caloroso, ma anche i difetti e non bisogna negarlo. La maggioranza sostiene e basta, ma c'è sempre qualcuno meno sportivo degli altrie ultratifoso che pensa pure di intervenire direttamente nelle vicende sportive, chiedere a chi queste corse le ha fatte per tanti anni....



claudiodance
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da claudiodance » venerdì 6 aprile 2012, 10:53

Ma no, tranquillo herbie, nessuna alzata di scudi. Non ritengo sterili le tue affermazioni, semmai fin troppo ricche di riferimenti e sconfinamenti in diverse discipline dell’umana conoscenza. Il che va bene, sia chiaro.

Perciò sì, Boonen come “bello e buono” predestinato. Guida l’immaginario di una comunità etc. Non sarei altrettanto deterministico per il cuore di tenebra. VDB (gloria imperitura al suo inimitabile stile!!) in realtà ebbe uguali opportunità di tutti i predestinati ricchi di talento (Ullrich, Pantani,..) Formazioni forti e strutturate come la Mapei squadra giovanile, poi contratti faraonici con la CODIFIS etc. E dopo le prime cadute ebbe altre occasioni (Quick Step, Fassa Bortolo) ma semplicemente non ebbe la forza di volgerle a suo favore.

Comunque, ripeto, è tutto ok. Poi personalmente Tom mi muove qualcosa nel sangue. Ci vedo un misto di forza, bellezza e carattere che commuove qualcosa di intimo e profondo. Inoltre è indubbiamente forte, vincente da giovane e anche da trentenne, ha un palmares che fa impressione, e che spero possa essere ancora più impressionante….a breve!!

Forza Tom, non ti lasciare sfuggire....Chavanel!
ciao belli
claudio


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prof
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da prof » venerdì 6 aprile 2012, 11:59

herbie ha scritto:

... E infatti vedi il percorso sportivo di Boonen o Indurain o Musseuw e te li ritrovi sempre luminosi capitani di squadre fortissime che fanno le corse da dominatrici, i Vandenbrucke ancorchè fortissimi, vincenti senza ombra di dubbio, magari invece fanno il battitore libero, la seconda punta.... e hanno una reciproca attrazione con le formazioni meno importanti, da contrattacco, da sobillazione, piuttosto che da Impero. E una questione estetico-strutturale del personaggio che poi si riversa nel carattere e nelle scelte. Il viceversa funziona meno secondo me. Se poi sono classificazioni sterili, pazienza, può benissimo essere, in ogni giudizio estetico risiede il rischiò dell'unilateralità.

...
Molto bella questa osservazione e molto vera. Non posso non ricordare Pantani, oggetto (!) del desiderio di Squinzi: si recò a Milano, negli uffici Mapei, in moto e solo per dirgli che lui sarebbe rimasto alla Mercatone. E' leggenda mai smentita che il padrone del Sassuolo gli abbia squadernato il libretto degli assegni con l'importo in bianco. Ancora oggi mi chiedo che ne sarebbe stato se avesse accettato. E, soprattutto, perchè me lo chiedo ancora ?
Comunque, ad ogni buon conto, domenica esulterò solo se vincerà Pozzato. A me Boonen non mi attizza ... non certo come mi attizzava Roger De Vlaeminck, anche se vinse di meno. Anche lui in aura di "irregolarità" e mai perfettamente integrato, al punto da andare sempre e puntualmente a sbattere contro Eddy di cui mai ha voluto ammettere la superiorità. A proposito di Eddy ... anche lui bello stravagante di suo; basta ascoltarlo oggi.



claudiodance
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da claudiodance » venerdì 6 aprile 2012, 15:28

prof ha scritto:
herbie ha scritto:

... E infatti vedi il percorso sportivo di Boonen o Indurain o Musseuw e te li ritrovi sempre luminosi capitani di squadre fortissime che fanno le corse da dominatrici, i Vandenbrucke ancorchè fortissimi, vincenti senza ombra di dubbio, magari invece fanno il battitore libero, la seconda punta.... e hanno una reciproca attrazione con le formazioni meno importanti, da contrattacco, da sobillazione, piuttosto che da Impero. E una questione estetico-strutturale del personaggio che poi si riversa nel carattere e nelle scelte. Il viceversa funziona meno secondo me. Se poi sono classificazioni sterili, pazienza, può benissimo essere, in ogni giudizio estetico risiede il rischiò dell'unilateralità.

...
Molto bella questa osservazione e molto vera. Non posso non ricordare Pantani, oggetto (!) del desiderio di Squinzi: si recò a Milano, negli uffici Mapei, in moto e solo per dirgli che lui sarebbe rimasto alla Mercatone. E' leggenda mai smentita che il padrone del Sassuolo gli abbia squadernato il libretto degli assegni con l'importo in bianco. Ancora oggi mi chiedo che ne sarebbe stato se avesse accettato. E, soprattutto, perchè me lo chiedo ancora ?
Comunque, ad ogni buon conto, domenica esulterò solo se vincerà Pozzato. A me Boonen non mi attizza ... non certo come mi attizzava Roger De Vlaeminck, anche se vinse di meno. Anche lui in aura di "irregolarità" e mai perfettamente integrato, al punto da andare sempre e puntualmente a sbattere contro Eddy di cui mai ha voluto ammettere la superiorità. A proposito di Eddy ... anche lui bello stravagante di suo; basta ascoltarlo oggi.

Mah, Marco Pantani da dilettante venne riconosciuto immediatamente come un super scalatore e messo sotto contratto dalla formazione italiana, Carrera, più forte e internazionale dei 15 anni trascorsi in quel momento. (G: Bontempi, Visentini, Roche, Zimmerman, Maechler, R. Soerensen, Chiappucci…)
Poi Mercatone Uno allestì una formazione dalle caratteristiche tecniche senza precedenti. Ovvero costruita solo per supportare le performance nei GT di Marco, la squadra praticamente spariva nel resto della stagione in termini di rendimento; non aveva un velocista, non aveva un cacciatore di classiche, i gregari erano potenziali capitani (Zaina, Garzelli, Velo..). Ricordo distintamente il tam-tam giornalistico che fece da prologo all’operazione e che faceva proprio un proclama di Pezzi: “Facciamo una squadra tutta per Pantani!”

Insomma, avrà anche rifiutato i soldoni di Squinzi, ma non credo che avesse problemi di stipendio ed era comunque il capitano di una corazzata, forse non una corazzata in termini di peso politico , ma corazzata tecnica sì, di brutto.
Una linea di riflessione potrebbe essere che nella Mapei avrebbe condiviso i gradi di capitano con altri, mentre in Mercatone rimaneva lider maximo e indiscusso.
Che poi il personaggio avesse carattere da non omologato/ribelle è vero ed accertato e potrebbe anche essergli piaciuto andare in moto da Squinzi a dirgli: “Grazie, ma no.!”
E devo dire che questo aneddoto del viaggio in moto è molto bello davvero.

Ciao belli, buona regina delle classiche! E forza Tommy!
claudio


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da prof » sabato 7 aprile 2012, 10:32

claudiodance ha scritto:
prof ha scritto:
herbie ha scritto: ......
Insomma, avrà anche rifiutato i soldoni di Squinzi, ma non credo che avesse problemi di stipendio ed era comunque il capitano di una corazzata, forse non una corazzata in termini di peso politico , ma corazzata tecnica sì, di brutto. Una linea di riflessione potrebbe essere che nella Mapei avrebbe condiviso i gradi di capitano con altri, mentre in Mercatone rimaneva lider maximo e indiscusso. Che poi il personaggio avesse carattere da non omologato/ribelle è vero ed accertato e potrebbe anche essergli piaciuto andare in moto da Squinzi a dirgli: “Grazie, ma no.!” E devo dire che questo aneddoto del viaggio in moto è molto bello davvero. Ciao belli, buona regina delle classiche! E forza Tommy! claudio
Hahaha, carissimo, faccio tutti i dovuti scongiuri alla tua ultima invocazione ... Forza Pippo ! Le tue considerazioni sono certamente giuste e perciò condivisibili. Rimane solo da aggiungere che, negli anni, si è visto quanto poi sarebbe divenuto importante il peso "politico" rispetto al resto. Per quel che mi attiene e per quanto e come ho vissuto la cosa, credo che quel peso politico e di potere abbia agito fin da quel momento e non proprio a favore di Marco. Da allora quella domanda è sempre stata l'unica domanda che mi sono sempre posto attorno alle vicende successive. L'unica. Non ho certo la pretesa di dire verità assolute: ero marginale allora e lo sono oggi ancor piu', rispetto agli accadimenti in parola. Ciao carissimo, è sempre piacevole leggerti.



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da claudiodance » sabato 7 aprile 2012, 14:10

ciao Prof,
sono sempre stato un fan dello stile di Pozzato. Oggi sulla gazza Roger lo decanta (non mancare di leggere la sua intervista). Gli è mancato l'agone brutale di Tom e gli rimprovero troppe ruote un pò troppo succhiate. Se dovesse vincere domani sarei contento. Pippo merita una grande soddisfazione. Al fiandre ha corso molto bene, con generosità. Lo scatto mancato nel finale non inficia la sua miglior prestazione della carriera in una grande corsa. Paradossalmente il fatto che non vi fosse una vera alleanza fra i due veneti contro il belga, ma che tutto si sia limitato al fatto che Pippo non rincorreva Ballan è ancora più "onorevole" per Pozzato. Ha creduto e cercato di vincere da "più forte" e merita rispetto.Ma domani non ce n'è per nessuno :P
ciao, buona Roubaix
claudio


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Snake
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Snake » domenica 8 aprile 2012, 16:22

Qualcuno domenica scorsa ridimensionava il suo palmares sul pavè per il fatto di non aver mai compiuto un'impresa alla Cancellara, beh eccovi accontentati :diavoletto:

Tom :clap: :clap: :clap:



Winter
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Winter » domenica 8 aprile 2012, 16:32

Ormai è sui livelli di Museeuw
Speriamo corra l'Amstel



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Tom Boonen - Il Re Del Pavè?

Messaggio da leggere da GiboSimoni » domenica 8 aprile 2012, 16:52

Alla luce di quanto ha fatto Tom Boonen pochi minuti fa, voglio aprire un'altro topic sul mitico corridore belga, per instaurare un'altro dibattito. Nel suo palmares ora ci sono 4 Roubaix, 3 Fiandre, 3 Wevelgem e altre corse minori sempre sul pavè, non mi piace paragonare campioni di epoche diverse perchè ci son troppe differenze, dai metodi di allenamento, alla tecnologia e altro, ma può essere considerato almeno nella sua era il "Re" del pavè il grande Tom?


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Re: Tom Boonen - Il Re Del Pavè?

Messaggio da leggere da meriadoc » domenica 8 aprile 2012, 16:58

questa voglia di fare classifiche...alla fine della sua epoca cosa vorrebbe dire? di quelli con cui ha corso? ultimi 10 anni? scusa, ma quale sarebbe la concorrenza, solo Cancellara allora è paragonabile, e a puro livello numerico boone è in chiaro vantaggio. Quindi?
a livello di pavè poi, lo svizzero è forse il più forte in assoluto, ma corsa sul pavè non equivale a dire che si decida su un tratto di pavè.
ma in generale, sarebbe veramente un sondaggio che conterrebbe due opzioni...capirai


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da desmoblu » domenica 8 aprile 2012, 16:59

Io direi, pur avendo vissuto marginalmente quell'epoca, che è forse superiore a Museeuw. Per numero di vittorie nelle classiche, per la tipologia del corridore etc. Poi ad esempio si sta a parlare di corridori 'bianchi' e 'neri', favoriti e predestinati, ma si potrebbe anche ricordare che quando lo stesso Museeuw vinse davanti a Tafi fu frutto di un ordine dall'ammiraglia e non di vera e propria lotta. Sui fatti 'altri' non mi pronuncio.
Sta di fatto che Boonen, tra classiche e mondiali, è al vertice insieme a pochissimi altri, tra cui il già citato Merckx; direi che è entrato nella storia, e a buon diritto.



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da dietzen » domenica 8 aprile 2012, 17:06

bè, c'è da scrivere una nuova pagina... :champion:


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Re: Tom Boonen - Il Re Del Pavè?

Messaggio da leggere da GiboSimoni » domenica 8 aprile 2012, 17:08

meriadoc ha scritto:questa voglia di fare classifiche...alla fine della sua epoca cosa vorrebbe dire? di quelli con cui ha corso? ultimi 10 anni? scusa, ma quale sarebbe la concorrenza, solo Cancellara allora è paragonabile, e a puro livello numerico boone è in chiaro vantaggio. Quindi?
a livello di pavè poi, lo svizzero è forse il più forte in assoluto, ma corsa sul pavè non equivale a dire che si decida su un tratto di pavè.
ma in generale, sarebbe veramente un sondaggio che conterrebbe due opzioni...capirai
vabbè ho capito, chiudete il topic.


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Subsonico » domenica 8 aprile 2012, 18:22

Oggi Boonen avrebbe potuto benissimo aspettare Carrefour de l'Arbre, non l'ha fatto: ha voluto dimostrare a tutti che non ha vinto 3 Roubaix per caso, che harelbeke, gent e fiandre non sono piovuti dal cielo.
Ha vinto in solitaria, a differenza delle altre corse quest'anno, ed ha raggiunto una quadrupletta storica che a nessuno è mai riuscita e probabilmente mai più riuscirà. E pensare a quella Het Volk persa così...avrebbe fatto l'ein-plein.


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg » domenica 8 aprile 2012, 21:48

Snake ha scritto:Qualcuno domenica scorsa ridimensionava il suo palmares sul pavè per il fatto di non aver mai compiuto un'impresa alla Cancellara, beh eccovi accontentati :diavoletto:

Tom :clap: :clap: :clap:

non vorrei esagerare, ma l'impresa odierna di Boonen, se mai ci vogliamo addentrare in un poco utile paragone con quella di Cancellara del 2010, vale un pizzico in più rispetto a quella dell'elvetico, non tanto perchè è partito 10 km prima, ma in quanto, mentre Cancellara aveva bisogno di arrivare da solo per evitare la volata contro lo stesso Boonen, il fiammingo invece poteva benissimo accontentarsi di vincere la corsa in volata. E invece no, Boonen ha voluto strafare e c'è riuscito, nonostante non ne avesse bisogno. Qui sta la grandezza dell'impresa e del campione che oggi è entrato di diritto nella leggenda di questo sport. :clap:


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da TornadoTom » domenica 8 aprile 2012, 22:10

Oltretutto nel 2010 non c'era una squadra organizzata inseguire, oggi invece c'era il team sky che ha potuto fare una sortadi cronosquadre ad inseguire. Oggi avrebbe staccato anche Cancellara :clap: :clap: :clap:



alfiso

Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da alfiso » domenica 8 aprile 2012, 22:28

:nonono: calma e gess!



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da meriadoc » domenica 8 aprile 2012, 22:36

non dite fesserie, Boonen non è certo in grado di staccare Cancellara che sia sul pavè, su un muro, o in pianura.
Non so se Cancellara avrebbe vinto le due gare che non ha corso, probabilmente sì, ma se volete evitare il ritornello "se ci fosse stato Cancellara" evitate voi per primi certe iperboli chiamando in causa lo svizzero, altrimenti manifestate un complesso di inferiorità verso Cancellara che Boonen non merita gli venga attribuito.


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Belluschi M. » domenica 8 aprile 2012, 23:21

Probabile fosse finito 1-1 lo scontro fra i due titani.
Che al Fiandre avrebbe vinto Cancellara, credo tutti d'accordo (il percorso è adattissimo a lui, il prossimo anno lo dimostrerà).
Mentre oggi credo il diretto di Berna non sarebe stato in grado di staccare Tom. Credo si sarebbe visto un arrivo a 2 in volata, con esito scontato.
Ma coi se e coi ma, ovviamente......


I veri campioni erano quelli che dicevano no [Winter]

Froome è il bersaglio preferito di chiunque provi un minimo di frustrazione nei confronti del ciclismo professionistico [Leonardo Piccione].

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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da meriadoc » domenica 8 aprile 2012, 23:32

magari avrebbe vinto boonen entrambe le volte, e comunque ho visto tanto ciclismo per sapere e accettare che cadute, forature, giochi di squadra fanno parte della storia. Ma appunto per questo, ha poco senso eccepire, la corsa ha avuto il suo svolgimento, e quello va commentato.
comunque mi sorprende che non si riconosca che la tattica sky (e non solo) ha unicamente avvantaggiato boonen. la sky non ha fatto alcuna cronosquadre, ha messo per 10 km a tirare a tutta uno prima stannard e solo lui, poi per altri 10 km hayman e solo lui. siccome anche lo stesso boonen stava dando il massimo, testa bassa a tutta, e come se boonen si fosse scontrato per 10 km contro stannard prima e contro hayman poi, negli ultimi 50 Km di una Roubaix! per avere qualche chance, dietro avrebbero dovuto tirare a tutta i capitani come flecha, ballan, ebh, boom
ed infatti quando fabian partì 2 anni fa, fu boonen a tirare a tutta per l'inseguimento, quello fu un vero 1 contro 1 tra i due, e il vantaggio crebbe vertiginosamente (arrivò a toccare i 3 minuti, e cietro tirarono ance flecha e hushovd)
questo se proprio si vuole fare l'analogia, a mio parere piuttosto superflua, tra le due corse


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da claudiodance » lunedì 9 aprile 2012, 1:28

Che giornata!
Magari fra qualche giorno azzarderò letture tecniche, ipotesi di duelli mancati e analisi. Adesso no. Guardo la replica di quanto giá visto nel pomeriggio e mi convinco del tutto. L'ha fatto veramente! È tutto vero e bellissimo. Viva Tom, viva!


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Merlozoro » lunedì 9 aprile 2012, 2:41

Belluschi M. ha scritto:Probabile fosse finito 1-1 lo scontro fra i due titani.
Che al Fiandre avrebbe vinto Cancellara, credo tutti d'accordo (il percorso è adattissimo a lui, il prossimo anno lo dimostrerà).
Mentre oggi credo il diretto di Berna non sarebe stato in grado di staccare Tom. Credo si sarebbe visto un arrivo a 2 in volata, con esito scontato.
Ma coi se e coi ma, ovviamente......
Non so...personalmente penso sempre che Fabian possa staccare chiunque quando ha a disposizione un tratto di pavè per sprigionare la sua potenza...
Quindi lo scontro per me si poteva chiudere 2 a 0 per Fabian...
Questo nulla toglie alle vittorie di Boonen che oggi è entrato di diritto nell'olimpo dei migliori interpreti di queste corse...

Ps:ecco ci fosse stato Sagan oggi, mi sarebbe piaciuto vedere lo sviluppo della gara...



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Re: Tom Boonen - Il Re Del Pavè?

Messaggio da leggere da tetzuo » lunedì 9 aprile 2012, 21:12

assolutamente sì. Non solo per la quantità, ma anche per la qualità. L'impresa compiuta all'ultima roubaix (con l'attenuante :diavoletto: dell'assenza di cancellara), rimarrà per sempre come una delle più belle imprese della sua era, nelle corse sul pavè.

Poi la forza di cancellara su pietre, sterrato, pianura non la sminuisce, anzi, rende ancora più luminose le imprese dello svizzero.



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Arme » martedì 10 aprile 2012, 0:17

sarà un fuoriclasse del pavè e delle volate, ma un cocainomene com euomo non vale un granchè. Sono dispiaciuto per ogni corsa ce vince, per me è la faccia sporca del ciclismo.


Sapete perché la gente ama lo sport? Perché nello sport c'è giustizia. Perché nello sport, prima o poi, trionfa la giustizia. Perché nello sport, prima o poi, i conti tornano, arrivano i nostri, vincono i buoni. (Pastonesi)

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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da cauz. » martedì 10 aprile 2012, 1:08

Arme ha scritto:sarà un fuoriclasse del pavè e delle volate, ma un cocainomene com euomo non vale un granchè. Sono dispiaciuto per ogni corsa ce vince, per me è la faccia sporca del ciclismo.
su quattro post che hai scritto in questo forum, due (il 50%) li hai usati per parlare di boonen e cocaina. che dire, benvenuto forse no.


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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Arme » martedì 10 aprile 2012, 14:50

grazie cmq!...


Sapete perché la gente ama lo sport? Perché nello sport c'è giustizia. Perché nello sport, prima o poi, trionfa la giustizia. Perché nello sport, prima o poi, i conti tornano, arrivano i nostri, vincono i buoni. (Pastonesi)

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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Arme » martedì 10 aprile 2012, 14:51

questo è il sesto...scendiamo a 1/3!


Sapete perché la gente ama lo sport? Perché nello sport c'è giustizia. Perché nello sport, prima o poi, trionfa la giustizia. Perché nello sport, prima o poi, i conti tornano, arrivano i nostri, vincono i buoni. (Pastonesi)

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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da galliano » martedì 10 aprile 2012, 15:12

Arme ha scritto:sarà un fuoriclasse del pavè e delle volate, ma un cocainomene com euomo non vale un granchè. Sono dispiaciuto per ogni corsa ce vince, per me è la faccia sporca del ciclismo.
chi sarebbero le facce pulite?
lo chiedo senza provocazione, è interessante conoscere le idee dei nostri interlocutori.

ad esempio io conosco Bonen solo per quello che fa in corsa, quindi sarei molto in difficoltà a dire che è la faccia sporca o pulita del ciclismo.
Ultima modifica di galliano il martedì 10 aprile 2012, 15:34, modificato 1 volta in totale.



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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da lemond » martedì 10 aprile 2012, 15:25

cauz. ha scritto:
Arme ha scritto:sarà un fuoriclasse del pavè e delle volate, ma un cocainomene com euomo non vale un granchè. Sono dispiaciuto per ogni corsa ce vince, per me è la faccia sporca del ciclismo.
su quattro post che hai scritto in questo forum, due (il 50%) li hai usati per parlare di boonen e cocaina. che dire, benvenuto forse no.
Sull'altra discussione ha scritto che Alejandro spera non vinca alla Liegi: "Tutti tranne lui, perché ...". Secondo me è il Prince, con un altro soprannome. :diavoletto: :crazy: :D


Fanno festa i musulmani il venerdì
il sabato gli ebrei
la domenica i cristiani
i barbieri il lunedì
e il mitico Lopez, che lavora alla Coop,
... il martedì. :bll:

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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Arme » martedì 10 aprile 2012, 16:00

galliano.p ha scritto:
Arme ha scritto:sarà un fuoriclasse del pavè e delle volate, ma un cocainomene com euomo non vale un granchè. Sono dispiaciuto per ogni corsa ce vince, per me è la faccia sporca del ciclismo.
chi sarebbero le facce pulite?
lo chiedo senza provocazione, è interessante conoscere le idee dei nostri interlocutori.

ad esempio io conosco Bonen solo per quello che fa in corsa, quindi sarei molto in difficoltà a dire che è la faccia sporca o pulita del ciclismo.
http://www.repubblica.it/2009/04/sport/ ... caina.html
certo nessuno vuole giudicare persone che vedi solo in televisione fuori dall'ambito sportivo, ma quello di cui parlo è proprio l'ambito sportivo, perchè per quanto mi riguarda uno che prende droga, anche se non è tecnicamente doping, non ha un granchè di sportivo e non mi rallegra certo vederlo in cima ad un ordine di arrivo. Non concordi sul rapporto sport-coca?
Le facce pulite? chi non ha mai avuto a che fare con vicende simili, come il CANCE! Devo citare altri fenomeni che per quanto ne sappiamo sono puliti? Evans, Gilbert, Cav, Cobo, Wiggins, Nibali, Hushovd, Sastre, Lehipeimer, Horner, Kloden, Martin, Sagan, Freire...Dei nostri? NIbali, Cunego (è il giudizio che do dopo aver letto quello che scrivono nel Forum su di lui...), Petacchi (e nessuno tiri fuori quell'assurdità del salbutamolo!) lo stesso Basso per quanto ne so è talmente redento che praticamente è uno spot all'antidoping, Pinotti, Pozzato... Ti basta? a me no, spero di poterne aggiungere presto altri, sperando nella carriera di giovani promettenti...


Sapete perché la gente ama lo sport? Perché nello sport c'è giustizia. Perché nello sport, prima o poi, trionfa la giustizia. Perché nello sport, prima o poi, i conti tornano, arrivano i nostri, vincono i buoni. (Pastonesi)

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Coppel
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da Coppel » martedì 10 aprile 2012, 16:14

lemond ha scritto:
cauz. ha scritto:
Arme ha scritto:sarà un fuoriclasse del pavè e delle volate, ma un cocainomene com euomo non vale un granchè. Sono dispiaciuto per ogni corsa ce vince, per me è la faccia sporca del ciclismo.
su quattro post che hai scritto in questo forum, due (il 50%) li hai usati per parlare di boonen e cocaina. che dire, benvenuto forse no.
Sull'altra discussione ha scritto che Alejandro spera non vinca alla Liegi: "Tutti tranne lui, perché ...". Secondo me è il Prince, con un altro soprannome. :diavoletto: :crazy: :D

Perché sto Alejandro ce l'ha con lui? :diavoletto:



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galliano
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da galliano » martedì 10 aprile 2012, 16:17

Arme ha scritto:
galliano.p ha scritto:
Arme ha scritto:sarà un fuoriclasse del pavè e delle volate, ma un cocainomene com euomo non vale un granchè. Sono dispiaciuto per ogni corsa ce vince, per me è la faccia sporca del ciclismo.
chi sarebbero le facce pulite?
lo chiedo senza provocazione, è interessante conoscere le idee dei nostri interlocutori.

ad esempio io conosco Bonen solo per quello che fa in corsa, quindi sarei molto in difficoltà a dire che è la faccia sporca o pulita del ciclismo.
http://www.repubblica.it/2009/04/sport/ ... caina.html
certo nessuno vuole giudicare persone che vedi solo in televisione fuori dall'ambito sportivo, ma quello di cui parlo è proprio l'ambito sportivo, perchè per quanto mi riguarda uno che prende droga, anche se non è tecnicamente doping, non ha un granchè di sportivo e non mi rallegra certo vederlo in cima ad un ordine di arrivo. Non concordi sul rapporto sport-coca?
Le facce pulite? chi non ha mai avuto a che fare con vicende simili, come il CANCE! Devo citare altri fenomeni che per quanto ne sappiamo sono puliti? Evans, Gilbert, Cav, Cobo, Wiggins, Nibali, Hushovd, Sastre, Lehipeimer, Horner, Kloden, Martin, Sagan, Freire...Dei nostri? NIbali, Cunego (è il giudizio che do dopo aver letto quello che scrivono nel Forum su di lui...), Petacchi (e nessuno tiri fuori quell'assurdità del salbutamolo!) lo stesso Basso per quanto ne so è talmente redento che praticamente è uno spot all'antidoping, Pinotti, Pozzato... Ti basta? a me no, spero di poterne aggiungere presto altri, sperando nella carriera di giovani promettenti...
Francamente faccio fatica a seguirti. Lo giudichi solo nell'ambito sportivo? se così fosse non mi pare che l'affaire cocaina sia così grave.
seguedo la tua logica mi paiono ben più gravi altri casi. Gli stessi che tu citi come esempi (Petacchi, Basso) se li giudichiamo con il metro sportivo che usi per Bonen, dovrebbero essere ai tuoi occhi ben più colpevoli.
Non capisco poi su cosa dovrei concordare sul rapporto sport-coca. L'uso di coca mi pare un fenomeno di un certo tipo di società, non mi pare abbia una stretta correlazione con lo sport.
Ultima modifica di galliano il martedì 10 aprile 2012, 16:20, modificato 1 volta in totale.



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lemond
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Re: Tom Boonen – Il ritorno dell’Eroe.

Messaggio da leggere da lemond » martedì 10 aprile 2012, 16:20

Arme ha scritto:http://www.repubblica.it/2009/04/sport/ ... caina.html
certo nessuno vuole giudicare persone che vedi solo in televisione fuori dall'ambito sportivo, ma quello di cui parlo è proprio l'ambito sportivo, perchè per quanto mi riguarda uno che prende droga, anche se non è tecnicamente doping, non ha un granchè di sportivo e non mi rallegra certo vederlo in cima ad un ordine di arrivo. Non concordi sul rapporto sport-coca?
Le facce pulite? chi non ha mai avuto a che fare con vicende simili, come il CANCE! Devo citare altri fenomeni che per quanto ne sappiamo sono puliti? Evans, Gilbert, Cav, Cobo, Wiggins, Nibali, Hushovd, Sastre, Lehipeimer, Horner, Kloden, Martin, Sagan, Freire...Dei nostri? NIbali, Cunego (è il giudizio che do dopo aver letto quello che scrivono nel Forum su di lui...), Petacchi (e nessuno tiri fuori quell'assurdità del salbutamolo!) lo stesso Basso per quanto ne so è talmente redento che praticamente è uno spot all'antidoping, Pinotti, Pozzato... Ti basta? a me no, spero di poterne aggiungere presto altri, sperando nella carriera di giovani promettenti...
Caro neo Prince, già portare La Repubblica come giornale di riferimento a mio parere la dice lunga sul tuo rapporto con il ciclismo. :( E infatti la coca è una faccenda privata e non c'entra niente con il fatto agonistico e neppure il "doping", perché in quasi tutti gli altri sport il più "pulito" ha la "rogna". Chi non ha mai avuto vicende simili è perché, probabilmente, è stato gestito meglio, cioè da persone che sanno che cosa fare e quali sono i punti deboli dell'antidoping.
Al di fuori di questa materia da trattare altrove e che non mi appassiona per nulla, perché è come il miele per le mosche (e tali insetti non mi piacciono molto), ci sarebbe molto da dire sul più grande campione del mondo di tutti i tempi che si fa tutte le salite lunghe attaccato alle automobili e in volata ha fatto chiudere la carriera, per ruotata, ad almeno un corridore, ma forse più. Questa si che è antisportività, mica il doping e la coca. :grr: :grr: :grr:

P.S.

Mi son fatto un po' prendere dal ... perché poi non stiamo parlando di sport->diporto->diletto, bensì di professionismo, che è tutt'altra cosa. :)


Fanno festa i musulmani il venerdì
il sabato gli ebrei
la domenica i cristiani
i barbieri il lunedì
e il mitico Lopez, che lavora alla Coop,
... il martedì. :bll:


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