Virtual Race. Perché no?

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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nime ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 17:50
Gianluca Avigo - bove ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 17:44

Vedi sopra
Se ora dobbiamo pure fare le pulci e sindacare su questo o quel programma addio, buon divertimento.
A me interessa vedere i pro competere, se poi usano il comodor 64 chi se ne frega
ma si lascia perdere, da quando hai aperto questo 3d si stanno convincendo a uno a uno, l'astinenza farà il resto

intanto oggi un settore in crisi, fermo, che vive di pubblicità e sponsor è riuscito ancora a far vedere le maglie in giro

adesso sarebbe anche ora che Eurosport dopo tutti i soldi che spendo :D faccia alzare dal divano Magrini e compagnia e si attivino anche loro per co organizzare un evento
:cincin:


pietro
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Ora bisogna mettere il viso dei corridori e poi è perfetto per questa situazione :diavoletto:


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Tranchée d'Arenberg
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Gianluca Avigo - bove ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 17:44
Tranchée d'Arenberg ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 17:26
Seb ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 16:46

Ma dai, come fai a dire che è la stessa cosa? Con tutte quelle cagate di Power-Up e robe simili? Stamattina nella gara Alpecin uno ha attivato l'invisibilità per attaccare...
Praticamente Pro Cycling Manager è più realistico :diavoletto:
Vedi sopra
Se ora dobbiamo pure fare le pulci e sindacare su questo o quel programma addio, buon divertimento.
A me interessa vedere i pro competere, se poi usano il comodor 64 chi se ne frega
Cavolo, in questo thread non si può fare neanche una battuta?


Cobblestone 2012 & 2018 - 1° Classifica Generale
Cobblestone 2012 & 2018 - 1° Classifica Classiche
Cobblestone 2013 - 1° Classifica Semiclassiche

FantaCycling Manager 2016 - 1° Classifica (squadre)

beppesaronni ha scritto: Ps: hirshi fara cagare. Hirshi è la nuova moda. Come votare calenda. Ma hirshi è un bluff....
Faxnico
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Ciccone ha appena domato un'Alpe su Zwift intanto. Tra i pro ho notato Valverde a 2.18 e Martinelli a 6.04.
Poi altri dilettanti piazzati in ordine sparso (Troncoso, uruguayo della San Antonio Florida, il "blogger" Nico Borras, ecc.).


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

Messaggio da leggere da Gianluca Avigo - bove »

Faxnico ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 18:56 Ciccone ha appena domato un'Alpe su Zwift intanto. Tra i pro ho notato Valverde a 2.18 e Martinelli a 6.04.
Poi altri dilettanti piazzati in ordine sparso (Troncoso, uruguayo della San Antonio Florida, il "blogger" Nico Borras, ecc.).
Ciccone spesso 2 volte al giorno su zwift
Per noi è un casino, pero loro che devono spararsi ore credo sia pesantuccio


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Beppugrillo
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Re: Virtual Race. Perché no?

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I CCC che prendono per il culo Van Avermaet su Whatsapp
Allegati
92056374_10156792205700723_6689633888207110144_n.jpg
92056374_10156792205700723_6689633888207110144_n.jpg (50.58 KiB) Visto 3850 volte


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Brogno
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Gianluca Avigo - bove ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 19:43
Faxnico ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 18:56 Ciccone ha appena domato un'Alpe su Zwift intanto. Tra i pro ho notato Valverde a 2.18 e Martinelli a 6.04.
Poi altri dilettanti piazzati in ordine sparso (Troncoso, uruguayo della San Antonio Florida, il "blogger" Nico Borras, ecc.).
Ciccone spesso 2 volte al giorno su zwift
Per noi è un casino, pero loro che devono spararsi ore credo sia pesantuccio
Vedo spesso Barguil fare le gare su Zwift. Si puo' dire quello che si vuole ma se si riprendesse domani penso che sarebbe uno dei piu brillanti. Ho visto un 33' sull'Alpe.


Comunque i bookies sono dei genii, ma quanti cazzo di soldi si faranno, con tutti quelli che punteranno su Thomas??? (Tour 2018)

Se vincono Valverde o Nibali mi tatuo in fronte la parola INSBRUCK (Innsbruck 2018)

Beppesaronni
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Re: Virtual Race. Perché no?

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:unzunz:
Brogno ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 23:27
Gianluca Avigo - bove ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 19:43
Faxnico ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 18:56 Ciccone ha appena domato un'Alpe su Zwift intanto. Tra i pro ho notato Valverde a 2.18 e Martinelli a 6.04.
Poi altri dilettanti piazzati in ordine sparso (Troncoso, uruguayo della San Antonio Florida, il "blogger" Nico Borras, ecc.).
Ciccone spesso 2 volte al giorno su zwift
Per noi è un casino, pero loro che devono spararsi ore credo sia pesantuccio
Vedo spesso Barguil fare le gare su Zwift. Si puo' dire quello che si vuole ma se si riprendesse domani penso che sarebbe uno dei piu brillanti. Ho visto un 33' sull'Alpe.
La dico in francese "puntata eva" :shock:
Considerando che sembra essere molto molto ma molto simile a quella vera


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Beppugrillo
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Il problema numero 2 (premesso che il numero 1 è ovviamente il fatto che non è ciclismo) secondo me è la grafica. Per quanto sofisticata rimane altamente irrealistica, ripetitiva e vuota. Guardare il ciclismo ha molto più di quanto chiunque voglia ammettere a che fare con il contorno, i paesaggi, il pubblico, le inquadrature strane, i castelli di Auro. Un tappeto verde virtuale con qualche oggetto 3D random sparso qua e là invece ti annoia prestissimo.


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Re: Virtual Race. Perché no?

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Tranchée d'Arenberg ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 18:03
Gianluca Avigo - bove ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 17:44
Tranchée d'Arenberg ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 17:26

Praticamente Pro Cycling Manager è più realistico :diavoletto:
Vedi sopra
Se ora dobbiamo pure fare le pulci e sindacare su questo o quel programma addio, buon divertimento.
A me interessa vedere i pro competere, se poi usano il comodor 64 chi se ne frega
Cavolo, in questo thread non si può fare neanche una battuta?
Ma no anzi... devi
Non avevo capito io
Sorry
:hammer:
:cincin:


nime
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Beppugrillo ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 7:39 Il problema numero 2 (premesso che il numero 1 è ovviamente il fatto che non è ciclismo) secondo me è la grafica. Per quanto sofisticata rimane altamente irrealistica, ripetitiva e vuota. Guardare il ciclismo ha molto più di quanto chiunque voglia ammettere a che fare con il contorno, i paesaggi, il pubblico, le inquadrature strane, i castelli di Auro. Un tappeto verde virtuale con qualche oggetto 3D random sparso qua e là invece ti annoia prestissimo.

perchè non è ciclismo? è un ciclismo diverso, non riconosciuto, ma diverso

questa è una cosa credo su cui ci dobbiamo accordare, vince quello che ha le gambe migliori per la prestazione richiesta, è sempre ciclismo, è solo diverso, così come il ciclismo su strada ha delle caratteristiche, le crono ne hanno altre, le tantissime versioni di ciclismo su pista altre caratteristiche ancora

alcune richiedono ad esempio capacità di guida estrema, questo le annulla enfatizzando al massimo la capacità di generare watt, quello che ne ha avuto di più sul paterberg ha vinto

sulla grafica grazie dai, si lo sappiamo tutti che le immagini vere sono meglio :D


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Beppugrillo ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 7:39 Il problema numero 2 (premesso che il numero 1 è ovviamente il fatto che non è ciclismo) secondo me è la grafica. Per quanto sofisticata rimane altamente irrealistica, ripetitiva e vuota. Guardare il ciclismo ha molto più di quanto chiunque voglia ammettere a che fare con il contorno, i paesaggi, il pubblico, le inquadrature strane, i castelli di Auro. Un tappeto verde virtuale con qualche oggetto 3D random sparso qua e là invece ti annoia prestissimo.
hai ragionè
Anche lo Smart working non è la stessa cosa
Anche le lezioni on Line
Anche fare la spesa con la mascherina
Anche telefonare ai tuoi genitori che non vedi da un mese, non è la stessa cosa
Anche le video chiamate con amici e colleghi
Però, purtroppo , oggi questo abbiamo.
Anzi, fosse capitato solo 10/15 anni fa avremmo avuto molto meno di questo.
Bisogna farselo andare bene. Ovvio non lo ha ordinato il dottore, se ne può fare a meno. Per quanto mi rigurda, come dicevo qualche post fa, "pütost che nient lé mei pütost "


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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nime ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 9:33
Beppugrillo ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 7:39 Il problema numero 2 (premesso che il numero 1 è ovviamente il fatto che non è ciclismo) secondo me è la grafica. Per quanto sofisticata rimane altamente irrealistica, ripetitiva e vuota. Guardare il ciclismo ha molto più di quanto chiunque voglia ammettere a che fare con il contorno, i paesaggi, il pubblico, le inquadrature strane, i castelli di Auro. Un tappeto verde virtuale con qualche oggetto 3D random sparso qua e là invece ti annoia prestissimo.

perchè non è ciclismo? è un ciclismo diverso, non riconosciuto, ma diverso

questa è una cosa credo su cui ci dobbiamo accordare, vince quello che ha le gambe migliori per la prestazione richiesta, è sempre ciclismo, è solo diverso, così come il ciclismo su strada ha delle caratteristiche, le crono ne hanno altre, le tantissime versioni di ciclismo su pista altre caratteristiche ancora

alcune richiedono ad esempio capacità di guida estrema, questo le annulla enfatizzando al massimo la capacità di generare watt, quello che ne ha avuto di più sul paterberg ha vinto

sulla grafica grazie dai, si lo sappiamo tutti che le immagini vere sono meglio :D
Concordo

Già nel ciclismo tradizionale ci sono molte discipline diverse. Per esempio la velocità pura personalmente non mi ha mai fatto impazzire. La fisicità di quella disciplina, per me, non ha nulla a che fare con il ciclismo che mi piace. Però c'è, ed è una delle tante variati.

Questa "nuova" possibilità non è così scontata. Non è, chi spinge di più vince
Bisogna saper gestire lo sforzo
Bisogna saper stare al limite per 40/60 minuti
Bisogna conoscere il percorso
Bisogna conoscere il software

Insomma le variabili ci sono. Spero non ci sia bisogno di dover affinare la tecnica su questi mezzi, spero si torni presto al vento, sotto l'acqua o il sole a picco, ma nel frattempo. ..

Bettiol nell'intervista instagram post gara con la ADS
- come va Alberto?
- sono distrutto

Tra l'altro ho avuto ancora conferma che ADS, in quel lavoro lì è molto brava. Non capisco perché Rai sport non l'abbia mandata in onda.
Bugno numero uno


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Beppugrillo
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Re: Virtual Race. Perché no?

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nime ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 9:33
Beppugrillo ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 7:39 Il problema numero 2 (premesso che il numero 1 è ovviamente il fatto che non è ciclismo) secondo me è la grafica. Per quanto sofisticata rimane altamente irrealistica, ripetitiva e vuota. Guardare il ciclismo ha molto più di quanto chiunque voglia ammettere a che fare con il contorno, i paesaggi, il pubblico, le inquadrature strane, i castelli di Auro. Un tappeto verde virtuale con qualche oggetto 3D random sparso qua e là invece ti annoia prestissimo.

perchè non è ciclismo? è un ciclismo diverso, non riconosciuto, ma diverso

questa è una cosa credo su cui ci dobbiamo accordare, vince quello che ha le gambe migliori per la prestazione richiesta, è sempre ciclismo, è solo diverso, così come il ciclismo su strada ha delle caratteristiche, le crono ne hanno altre, le tantissime versioni di ciclismo su pista altre caratteristiche ancora

alcune richiedono ad esempio capacità di guida estrema, questo le annulla enfatizzando al massimo la capacità di generare watt, quello che ne ha avuto di più sul paterberg ha vinto

sulla grafica grazie dai, si lo sappiamo tutti che le immagini vere sono meglio :D
Qualsiasi insieme di persone, mezzi e regole può essere uno sport o una disciplina. Se diciamo che tutto quello che coinvolge una bicicletta è ciclismo allora questo è ciclismo, esistono le cronometro, il keirin e i cicloballetti. Io intendevo ovviamente che è un tipo di gara che non ha nulla a che vedere con le discipline a cui siamo affezionati e che, non a caso, nel corso degli anni sono quelle che si sono affermate. Tattiche individuali, di squadra, forature, cadute, tecnica, resistenza, rifornimenti, adattamento alle condizioni climatiche, conoscenza del percorso, del fondo stradale, di tutto questo non c'è praticamente niente, è tutto appiattito verso la potenza con poche piccole variabili
Poi comunque non mettevo in dubbio il fatto che è meglio di niente, sono uno di quelli che ha preso i rulli appena iniziata la quarantena quindi questo discorso non solo lo condivido, lo vivo anche (e infatti il discorso "grafica" provo a superarlo usando i video reali e non le grafiche 3D, con quelle non durerei un chilometro). Ma in assoluto non l'ho trovato uno spettacolo divertente, molto difficilmente guarderò altre eventuali gare


nime
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Re: Virtual Race. Perché no?

Messaggio da leggere da nime »

si ci siamo intesi, è una nuova disciplina, che come molte altre può piacere meno o molto meno, a me per esempio inseguimento o crono non piacciono, ovviamente la virtuale è quella che mi piace meno di tutte, ma credo che abbia il suo perchè, sia una necessità anche economica per i team al momento e che quello che abbiamo visto è solo un esperimento embrionale delle potenzialità che può avere, perchè è ancora infinitamente migliorabile


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Brogno
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Re: Virtual Race. Perché no?

Messaggio da leggere da Brogno »

nime ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 11:06 si ci siamo intesi, è una nuova disciplina, che come molte altre può piacere meno o molto meno, a me per esempio inseguimento o crono non piacciono, ovviamente la virtuale è quella che mi piace meno di tutte, ma credo che abbia il suo perchè, sia una necessità anche economica per i team al momento e che quello che abbiamo visto è solo un esperimento embrionale delle potenzialità che può avere, perchè è ancora infinitamente migliorabile
Hai toccato un punto fondamentale.
Al momento non ci possiamo permettere di schifare nulla che possa continuare a dare al ciclismo e ai suoi sponsor un minimo di visibilita'.
Se fosse anche che dobbiamo vedere Sagan e MVDP fare curling, sarebbe comunque buono.
CCC sta licenziando, Michelton sta tagliando gli stipendi, e sara' una slavina.
Se deve essere il ciclismo virtuale a tenere su la baracca per qualche mese, che ben venga.
Se invece avete idee migliori, fatevi sentire perche' il movimento ne ha bisogno.


Comunque i bookies sono dei genii, ma quanti cazzo di soldi si faranno, con tutti quelli che punteranno su Thomas??? (Tour 2018)

Se vincono Valverde o Nibali mi tatuo in fronte la parola INSBRUCK (Innsbruck 2018)

Beppesaronni
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Re: Virtual Race. Perché no?

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si condivido molto, non solo le squadre, ma anche le aziende sponsor non so quanto avranno denaro e voglia di investire anno prossimo, tutto quello che permette un ritorno dell'investimento in termini di visibilità va accettato e stimolato


pietro
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Brogno ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 13:18
nime ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 11:06 si ci siamo intesi, è una nuova disciplina, che come molte altre può piacere meno o molto meno, a me per esempio inseguimento o crono non piacciono, ovviamente la virtuale è quella che mi piace meno di tutte, ma credo che abbia il suo perchè, sia una necessità anche economica per i team al momento e che quello che abbiamo visto è solo un esperimento embrionale delle potenzialità che può avere, perchè è ancora infinitamente migliorabile
Hai toccato un punto fondamentale.
Al momento non ci possiamo permettere di schifare nulla che possa continuare a dare al ciclismo e ai suoi sponsor un minimo di visibilita'.
Se fosse anche che dobbiamo vedere Sagan e MVDP fare curling, sarebbe comunque buono.
CCC sta licenziando, Michelton sta tagliando gli stipendi, e sara' una slavina.
Se deve essere il ciclismo virtuale a tenere su la baracca per qualche mese, che ben venga.
Se invece avete idee migliori, fatevi sentire perche' il movimento ne ha bisogno.
Si d'accordissimo.
Anche gli stessi organizzatori delle gare più in difficoltà avrebbero qualcosina da guadagnarci, non paragonabile a una gara "reale" ma comunque meglio di niente


Stylus
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Forse questa situazione farà una crudele situazione tra chi possiede quella "vecchia" mentalità che noi tutti abbiamo a più riprese lamentato soprattutto nel ciclismo nostrano e che ahinoi tiene a galla le sorti di 3/4 del movimento non worldtour (ma a quanto pare non solo), e chi invece ha più dimestichezza con le nuove tecnologie, con un mondo più globalizzato, con una capacità organizzativa più "agile". E' brutto perché ne va di mezzo capitale umano, ma probabilmente ha velocizzato qualcosa che sarebbe comunque stato inevitabile, mentre la situazione ha costretto ad adattarsi e quelli che possiedono le qualità che ho detto prima, sopravvivono meglio. Chi è stato capace di mantenere valido il proprio marchio e di mantenerne la visibilità probabilmente ne uscirà più velocemente da questa situazione, con sponsor ed investitori che saranno più stimolati, chi invece ha lasciato la propria corsa, il proprio team al proprio destino, ne uscirà male. Piccolezze: guardate i corridori della De Ceuninck, guardate i propri team come si sono preoccupati di tutelare la propria immagine e di mettere in risalto lo sponsor.


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Spesso viene attribuita a Darwin, ma non credo sia letteralmente sua

" di fronte ad un cambiamento, non sono le specie più forti a sopravvivere, ma quelle che meglio si adattano"

Ora questa surreale situazione ha sicuramente dato un'accelerazione a tutte le applicazioni tecnologiche che comunque sarebbero prima o poi arrivate nel mondo del lavoro, scuola, sanità e anche sport. Spero che lo sport torni quanto prima quello per le strade, nei campetti, negli stadi e nei palazzetti. Di sicuro per il ciclismo, la riforma tanto attesa, ora sarà più che mai fondamentale. Il ciclismo WT che abbiamo visto fino alla Pa-Ni, penso/spero lo ricorderemo come il ciclismo à
Dall'epoca AC ( ante Covid ).

A tal proposito. Admin, perché non provi a mettere in piedi una puntata di cicloverb, con interventi via Skipe con il prossimo presidente della FCI? Come chi? Ma Silvio no..... Cribbio!


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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herbie
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Stylus ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 14:22 Forse questa situazione farà una crudele situazione tra chi possiede quella "vecchia" mentalità che noi tutti abbiamo a più riprese lamentato soprattutto nel ciclismo nostrano e che ahinoi tiene a galla le sorti di 3/4 del movimento non worldtour (ma a quanto pare non solo), e chi invece ha più dimestichezza con le nuove tecnologie, con un mondo più globalizzato, con una capacità organizzativa più "agile". E' brutto perché ne va di mezzo capitale umano, ma probabilmente ha velocizzato qualcosa che sarebbe comunque stato inevitabile, mentre la situazione ha costretto ad adattarsi e quelli che possiedono le qualità che ho detto prima, sopravvivono meglio. Chi è stato capace di mantenere valido il proprio marchio e di mantenerne la visibilità probabilmente ne uscirà più velocemente da questa situazione, con sponsor ed investitori che saranno più stimolati, chi invece ha lasciato la propria corsa, il proprio team al proprio destino, ne uscirà male. Piccolezze: guardate i corridori della De Ceuninck, guardate i propri team come si sono preoccupati di tutelare la propria immagine e di mettere in risalto lo sponsor.
questo il linea teorica va bene.
Ma, concretamente parlando, nella situazione attuale in cosa si traduce? nel sostituire da qui in poi il Giro delle Fiandre di 240 km. con quello virtuale di 35? Non credo si voglia intendere questo...
Io sono da tempo per l'adozione di varie modifiche regolamentari, che troverei innovative rispetto al ciclismo classico, dai grandi giri a progressiva esclusione, alle classiche monumento per squadre nazionali, alla riduzione dei corridori per squadra nelle grandi classiche.
Tuttavia, concretamente parlando, ogni innovazione può fare andare avanti le cose meglio, oppure può anche peggiorarle. Parlare di innovazione in sè mi pare un po' ideologico....


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Come ormai credo si sia capito, fino a 4 settimane fa non mi passava nemmeno dall'anticamera del cervello di guardare o cercare informazioni sugli e-sport.
Poi arriva il corona virus e di necessità virtù.

Ho trovato sul tubo, il virtual Gp di F1 vinto all'esordio da Leclerc. Non sono un appassionato di F1, quindi non voglio nemmeno star lì a fare le valutazioni tecniche del caso, ma piuttosto mi ha impressionato la qualità grafica del "giochino". Ripeto non essendo ne appassioto ne fruitore, ero rimasto ai video game dei bar con la monetina o quasi.

Se non lo avete già fatto dategli un'occhiata. Impressionante



pietro
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Gianluca Avigo - bove ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 8:28 Come ormai credo si sia capito, fino a 4 settimane fa non mi passava nemmeno dall'anticamera del cervello di guardare o cercare informazioni sugli e-sport.
Poi arriva il corona virus e di necessità virtù.

Ho trovato sul tubo, il virtual Gp di F1 vinto all'esordio da Leclerc. Non sono un appassionato di F1, quindi non voglio nemmeno star lì a fare le valutazioni tecniche del caso, ma piuttosto mi ha impressionato la qualità grafica del "giochino". Ripeto non essendo ne appassioto ne fruitore, ero rimasto ai video game dei bar con la monetina o quasi.

Se non lo avete già fatto dategli un'occhiata. Impressionante

Sarebbe bello se anche nel ciclismo riproducessero, più o meno, l'ambiente della corsa reale perché vedere il paterberg asfaltato e largo 10 metri era piuttosto strano


pietro
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Qualcuno sa quale sarà il "percorso" della the digital swiss 5?
Gli organizzatori hanno detto che ci saranno tappe di ogni tipo e anche che la composizione delle squadre cambierà da tappa a tappa in base al percorso.


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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pietro ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 9:03 Qualcuno sa quale sarà il "percorso" della the digital swiss 5?
Gli organizzatori hanno detto che ci saranno tappe di ogni tipo e anche che la composizione delle squadre cambierà da tappa a tappa in base al percorso.
Credo di aver caloto che ricalcheranno i finali del percorso reale, in programma quest'anno.


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Re: Virtual Race. Perché no?

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Gianluca Avigo - bove ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 10:08
pietro ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 9:03 Qualcuno sa quale sarà il "percorso" della the digital swiss 5?
Gli organizzatori hanno detto che ci saranno tappe di ogni tipo e anche che la composizione delle squadre cambierà da tappa a tappa in base al percorso.
Credo di aver caloto che ricalcheranno i finali del percorso reale, in programma quest'anno.
Grazie :)


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Seb
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Re: Virtual Race. Perché no?

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pietro ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 8:41 Sarebbe bello se anche nel ciclismo riproducessero, più o meno, l'ambiente della corsa reale perché vedere il paterberg asfaltato e largo 10 metri era piuttosto strano
Nella piattaforma che ospiterà il Digital Swiss 5 gli sfondi dovrebbero essere reali, associando delle video riprese dei percorsi


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Re: Virtual Race. Perché no?

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Seb ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 10:31
pietro ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 8:41 Sarebbe bello se anche nel ciclismo riproducessero, più o meno, l'ambiente della corsa reale perché vedere il paterberg asfaltato e largo 10 metri era piuttosto strano
Nella piattaforma che ospiterà il Digital Swiss 5 gli sfondi dovrebbero essere reali, associando delle video riprese dei percorsi
Si ho letto proprio ora, grazie


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Re: Virtual Race. Perché no?

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herbie ha scritto: martedì 7 aprile 2020, 23:00
Stylus ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 14:22 Forse questa situazione farà una crudele situazione tra chi possiede quella "vecchia" mentalità che noi tutti abbiamo a più riprese lamentato soprattutto nel ciclismo nostrano e che ahinoi tiene a galla le sorti di 3/4 del movimento non worldtour (ma a quanto pare non solo), e chi invece ha più dimestichezza con le nuove tecnologie, con un mondo più globalizzato, con una capacità organizzativa più "agile". E' brutto perché ne va di mezzo capitale umano, ma probabilmente ha velocizzato qualcosa che sarebbe comunque stato inevitabile, mentre la situazione ha costretto ad adattarsi e quelli che possiedono le qualità che ho detto prima, sopravvivono meglio. Chi è stato capace di mantenere valido il proprio marchio e di mantenerne la visibilità probabilmente ne uscirà più velocemente da questa situazione, con sponsor ed investitori che saranno più stimolati, chi invece ha lasciato la propria corsa, il proprio team al proprio destino, ne uscirà male. Piccolezze: guardate i corridori della De Ceuninck, guardate i propri team come si sono preoccupati di tutelare la propria immagine e di mettere in risalto lo sponsor.
questo il linea teorica va bene.
Ma, concretamente parlando, nella situazione attuale in cosa si traduce? nel sostituire da qui in poi il Giro delle Fiandre di 240 km. con quello virtuale di 35? Non credo si voglia intendere questo...
Io sono da tempo per l'adozione di varie modifiche regolamentari, che troverei innovative rispetto al ciclismo classico, dai grandi giri a progressiva esclusione, alle classiche monumento per squadre nazionali, alla riduzione dei corridori per squadra nelle grandi classiche.
Tuttavia, concretamente parlando, ogni innovazione può fare andare avanti le cose meglio, oppure può anche peggiorarle. Parlare di innovazione in sè mi pare un po' ideologico....
Ovviamente non posso concordare con te, e non è neppure detto che il sapersi ben vendere sui nuovi media e sulle alternative che offre ora il ciclismo può essere sufficiente per coprire i costi di un ciclismo fatto di ruote, telai, trasferte, pullman, staff.
Questo è impossibile, nemmeno la f1 che ha un'alternativa negli esports può farlo, neppure i tanti ristoranti che ora sono chiusi e hanno cercato alternative delivery possono sostenersi a lungo, altrimenti chiuderebbero tutti e aprirebbero attività solamente delivery e d'asporto.
Però sul fatto che, meglio fare piatti d'asporto che non fare nulla penso siano tutti d'accordo, come sto per esempio vedendo nel mio paese, che non è una metropoli ma nel quale ho visto ogni genere di attività inventarsi servizi delivery pur di raccimolare qualcosa e mettere una toppa ad il rosso inferno che troveranno a fine quarantena. Mi
E' anche palese che alcune attività possono innovarsi e adattarsi meglio di altri, ma qui serve l'abilità e la fantasia di ogni libero imprenditore, e se ho fatto l'esempio del ristoratore è perché il più immediato, ma se fossi un imprenditore penserei comunque a qualcosa pur di non restare con le mani in mano a subire la situazione (ed io non lo sono). Mi immagino anche la situazione di un qualsiasi vecchio imprenditore legato al cartaceo o che non ha saputo digitalizzare completamente il proprio sistema di gestione o di contatto con il cliente: probabilmente in questo periodo avrà dovuto perdere tempo per riorganizzare il lavoro per i propri dipendenti e avrà perso tempo rispetto a chi invece, era già pronto.
Neel mondo dei media, della velocità di trasmissioni di notizie, anche un post su facebook può far guadgnare un centesimo in più rispetto a far sparire le proprie tracce dal proprio settore economico per tre mesi, pure partecipare ad una gara virtuale, organizzare una gara virtuale, fare una distribuzione di beficienza, mettere il proprio pannello pubblicitario dietro ai rulli durante le dirette instagram, partecipare ad intervista e via dicendo secondo la libera fantasia di chi può pensare anche ad una minima novità per non far perdere valore alla propria immagine (e come detto, non sono ne pubblicitario ne un imprenditore per averne abastanza).

Per esempio è di ieri la notizia che gli sponsor De Ceuninck chiederanno un risarcimento, il vecchio Patrick comprende, ma non è un caso che abbia anche detto:

"L’anno scorso, naturalmente, sono stati viziati con i nostri successi. Ora hanno molta meno visibilità. Ma non si può neanche dire che non la offriamo: le nostre nuove cifre sui media sono migliori dell’anno scorso. Domenica scorsa più di 600.000 persone hanno visto il Giro delle Fiandre Virtuale."

Come detto, non si può lasciare nulla al caso. Può bastare ciò per far campare un team di ciclismo a lungo in questi tempi? Certo che no, altrimenti si farebbe meglio a chiudere baracca e creare una startup, o un team virtuale, ma se ciò può bastare per racimolare due spicci in più rispetto a chi non fa nulla, se può servire a campare un giorno in più, è dovere farlo ed essere attento.

Per questo dico che probabilmente questa situazione agevolerà chi ha saputo adattarsi più velocemente, mentre chi resterà fermo al mondo prima dei media virtuali, crollerà: in fondo, se la diffusione della propria immagine sui questi tipo di media aveva un importante valore economico prima della quarantena, figuriamoci ora che è tecnicamente ora il principale e unico mezzo di intrattenimento e diffusione pubblicitaria.


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Stylus ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 12:10
herbie ha scritto: martedì 7 aprile 2020, 23:00
Stylus ha scritto: lunedì 6 aprile 2020, 14:22 Forse questa situazione farà una crudele situazione tra chi possiede quella "vecchia" mentalità che noi tutti abbiamo a più riprese lamentato soprattutto nel ciclismo nostrano e che ahinoi tiene a galla le sorti di 3/4 del movimento non worldtour (ma a quanto pare non solo), e chi invece ha più dimestichezza con le nuove tecnologie, con un mondo più globalizzato, con una capacità organizzativa più "agile". E' brutto perché ne va di mezzo capitale umano, ma probabilmente ha velocizzato qualcosa che sarebbe comunque stato inevitabile, mentre la situazione ha costretto ad adattarsi e quelli che possiedono le qualità che ho detto prima, sopravvivono meglio. Chi è stato capace di mantenere valido il proprio marchio e di mantenerne la visibilità probabilmente ne uscirà più velocemente da questa situazione, con sponsor ed investitori che saranno più stimolati, chi invece ha lasciato la propria corsa, il proprio team al proprio destino, ne uscirà male. Piccolezze: guardate i corridori della De Ceuninck, guardate i propri team come si sono preoccupati di tutelare la propria immagine e di mettere in risalto lo sponsor.
questo il linea teorica va bene.
Ma, concretamente parlando, nella situazione attuale in cosa si traduce? nel sostituire da qui in poi il Giro delle Fiandre di 240 km. con quello virtuale di 35? Non credo si voglia intendere questo...
Io sono da tempo per l'adozione di varie modifiche regolamentari, che troverei innovative rispetto al ciclismo classico, dai grandi giri a progressiva esclusione, alle classiche monumento per squadre nazionali, alla riduzione dei corridori per squadra nelle grandi classiche.
Tuttavia, concretamente parlando, ogni innovazione può fare andare avanti le cose meglio, oppure può anche peggiorarle. Parlare di innovazione in sè mi pare un po' ideologico....
Ovviamente non posso concordare con te, e non è neppure detto che il sapersi ben vendere sui nuovi media e sulle alternative che offre ora il ciclismo può essere sufficiente per coprire i costi di un ciclismo fatto di ruote, telai, trasferte, pullman, staff.
Questo è impossibile, nemmeno la f1 che ha un'alternativa negli esports può farlo, neppure i tanti ristoranti che ora sono chiusi e hanno cercato alternative delivery possono sostenersi a lungo, altrimenti chiuderebbero tutti e aprirebbero attività solamente delivery e d'asporto.
Però sul fatto che, meglio fare piatti d'asporto che non fare nulla penso siano tutti d'accordo, come sto per esempio vedendo nel mio paese, che non è una metropoli ma nel quale ho visto ogni genere di attività inventarsi servizi delivery pur di raccimolare qualcosa e mettere una toppa ad il rosso inferno che troveranno a fine quarantena. Mi
E' anche palese che alcune attività possono innovarsi e adattarsi meglio di altri, ma qui serve l'abilità e la fantasia di ogni libero imprenditore, e se ho fatto l'esempio del ristoratore è perché il più immediato, ma se fossi un imprenditore penserei comunque a qualcosa pur di non restare con le mani in mano a subire la situazione (ed io non lo sono). Mi immagino anche la situazione di un qualsiasi vecchio imprenditore legato al cartaceo o che non ha saputo digitalizzare completamente il proprio sistema di gestione o di contatto con il cliente: probabilmente in questo periodo avrà dovuto perdere tempo per riorganizzare il lavoro per i propri dipendenti e avrà perso tempo rispetto a chi invece, era già pronto.
Neel mondo dei media, della velocità di trasmissioni di notizie, anche un post su facebook può far guadgnare un centesimo in più rispetto a far sparire le proprie tracce dal proprio settore economico per tre mesi, pure partecipare ad una gara virtuale, organizzare una gara virtuale, fare una distribuzione di beficienza, mettere il proprio pannello pubblicitario dietro ai rulli durante le dirette instagram, partecipare ad intervista e via dicendo secondo la libera fantasia di chi può pensare anche ad una minima novità per non far perdere valore alla propria immagine (e come detto, non sono ne pubblicitario ne un imprenditore per averne abastanza).

Per esempio è di ieri la notizia che gli sponsor De Ceuninck chiederanno un risarcimento, il vecchio Patrick comprende, ma non è un caso che abbia anche detto:

"L’anno scorso, naturalmente, sono stati viziati con i nostri successi. Ora hanno molta meno visibilità. Ma non si può neanche dire che non la offriamo: le nostre nuove cifre sui media sono migliori dell’anno scorso. Domenica scorsa più di 600.000 persone hanno visto il Giro delle Fiandre Virtuale."

Come detto, non si può lasciare nulla al caso. Può bastare ciò per far campare un team di ciclismo a lungo in questi tempi? Certo che no, altrimenti si farebbe meglio a chiudere baracca e creare una startup, o un team virtuale, ma se ciò può bastare per racimolare due spicci in più rispetto a chi non fa nulla, se può servire a campare un giorno in più, è dovere farlo ed essere attento.

Per questo dico che probabilmente questa situazione agevolerà chi ha saputo adattarsi più velocemente, mentre chi resterà fermo al mondo prima dei media virtuali, crollerà: in fondo, se la diffusione della propria immagine sui questi tipo di media aveva un importante valore economico prima della quarantena, figuriamoci ora che è tecnicamente ora il principale e unico mezzo di intrattenimento e diffusione pubblicitaria.
Concordo e aggiungo. Non è solo un questore economica nel breve termine, anche perché come dicevate non può compensare le perdite di questa stagione, ma sopratutto "mantiene il contatto" con i tifosi/clienti. Oggi nessuna attività commerciale, e il ciclismo lo è, può permettersi di perdere 2/3 mesi di contatti con i suoi clienti/tifosi. Quindi sposo in toto, l'auspicio di Admin, ci vorrebbe una gara al giorno. Perche non organizzare Campionati su più prive tra italiani o team italiani? Tanto al momento i pro già stanno facendo rulli alla nausea. Perché allora non cercare almeno un minimo si profitto e visibilità. Non credo che agli sponsor della Bardiani ( che già fa qualcosa ), della Androni, la vini Zabu e a tutte le altre continentale faccia schifo avere migliaia di visualizzazioni, oggi!
Come al solito è questione di mentalità e volontà.
Fossi in loro non perdereri altro tempo


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Live ora il ritorno alle corse di Alan Marangoni



Bellissimo, con Giorgio Brambilla che fa il ds Live


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Re: Virtual Race. Perché no?

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Gianluca Avigo - bove ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 18:48 Live ora il ritorno alle corse di Alan Marangoni



Bellissimo, con Giorgio Brambilla che fa il ds Live
è troppo simpatico, ma lo vedo un po sfatto
e Giorgione pensa a staccare quelli che non ha ancora ripreso !!


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nime
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Re: Virtual Race. Perché no?

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spettacolo Maranga 17mo :D


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Bravissimi e con i toni perfetti. Si vede che si divertono.
Un paio di battute di Alan mentre era al gancio mi hanno fatto morire.
Ad un certo punto si è intrippata pure mia moglie e l'ha vista fino alla fine ( e vi assicuro che è un evento ) :mrgreen:


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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spettacolo Maranga 17mo
Su 400 e passa, con diversi pro della Bardiani e senza usare le famose "cagate"
Solo gambe

Mercoledì prossimo top ten


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Re: Virtual Race. Perché no?

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Che poi alla fine Alan non è che fosse così provato, avrei voluto vedere gli altri, E come ha detto Giorgio ha anche sprecato parecchio accelerando troppo bruscamente. La prossima non la perdo di sicuro, questa l' ho beccata al pelo


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Re: Virtual Race. Perché no?

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aitutaki1 ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 21:41 Che poi alla fine Alan non è che fosse così provato, avrei voluto vedere gli altri, E come ha detto Giorgio ha anche sprecato parecchio accelerando troppo bruscamente. La prossima non la perdo di sicuro, questa l' ho beccata al pelo
L'astinenza e la clausura fanno brutti scherzi :fuori: però chissenefrega. Anche io non vedo l'ora di mercoledì prossimo


pietro
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Re: Virtual Race. Perché no?

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nime ha scritto: mercoledì 8 aprile 2020, 19:40 spettacolo Maranga 17mo :D
Alla fine hanno squalificato 11 persone ed è arrivato sesto :ole:


nime
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Re: Virtual Race. Perché no?

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curiosità quali sono i tipi di cheaters più frequenti e come vengono rilevati?


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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nime ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 9:14 curiosità quali sono i tipi di cheaters più frequenti e come vengono rilevati?
Vado veramente a braccio, perché non sono così esperto. Credo mettano a confronto Fc e watt. Ovviamente se ci sono evidenti incongruenze sei fuori. Poi credo di aver letto da qualche parte che esiste una lista nera di personaggi sospetti. Quindi una sorta di protocollo Anti doping esiste anche qui.
Inoltre ho scoperto che anche su zwift esistono gare senza "aiutini" watt e basta.


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Brogno
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Gianluca Avigo - bove ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 13:06
nime ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 9:14 curiosità quali sono i tipi di cheaters più frequenti e come vengono rilevati?
Vado veramente a braccio, perché non sono così esperto. Credo mettano a confronto Fc e watt. Ovviamente se ci sono evidenti incongruenze sei fuori. Poi credo di aver letto da qualche parte che esiste una lista nera di personaggi sospetti. Quindi una sorta di protocollo Anti doping esiste anche qui.
Inoltre ho scoperto che anche su zwift esistono gare senza "aiutini" watt e basta.
di solito si bara sul peso.
Comunque oltre certi watt/kg c'e' un oscreening dove vengono richieste piu prove dei wattaggi fatti.


Comunque i bookies sono dei genii, ma quanti cazzo di soldi si faranno, con tutti quelli che punteranno su Thomas??? (Tour 2018)

Se vincono Valverde o Nibali mi tatuo in fronte la parola INSBRUCK (Innsbruck 2018)

Beppesaronni
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Brogno ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 15:33
Gianluca Avigo - bove ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 13:06
nime ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 9:14 curiosità quali sono i tipi di cheaters più frequenti e come vengono rilevati?
Vado veramente a braccio, perché non sono così esperto. Credo mettano a confronto Fc e watt. Ovviamente se ci sono evidenti incongruenze sei fuori. Poi credo di aver letto da qualche parte che esiste una lista nera di personaggi sospetti. Quindi una sorta di protocollo Anti doping esiste anche qui.
Inoltre ho scoperto che anche su zwift esistono gare senza "aiutini" watt e basta.
di solito si bara sul peso.
Comunque oltre certi watt/kg c'e' un oscreening dove vengono richieste piu prove dei wattaggi fatti.
In effetti, se mettessi nella mia scheda che peso 35 kg.....

Be, per una eventuale gara tra pro, il problema non sussiste. Bene o male i pesi dei vari Big sono noti. Chilo più chilo meno


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Gran bel finale. Non spoilero e consiglio di vederla. Gran bella sorpresa



pietro
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Gianluca Avigo - bove ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 22:13 Gran bel finale. Non spoilero e consiglio di vederla. Gran bella sorpresa

Lui è abituato a queste lunghezze di gara, inaspettatissima sta vittoria però.
Ma per scattare ha usato un bonus?


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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pietro ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 22:53
Gianluca Avigo - bove ha scritto: giovedì 9 aprile 2020, 22:13 Gran bel finale. Non spoilero e consiglio di vederla. Gran bella sorpresa

Lui è abituato a queste lunghezze di gara, inaspettatissima sta vittoria però.
Ma per scattare ha usato un bonus?
Non mi pare. Non ho visto nessuno usare nulla. Però non ci metto la mano sul fuoco.

Edit
Ho guardato la sua pagina fb, ha usato il "burrito" in pratica eviti che per qualche secondo non ti prendano la scia. Credo non abbia inciso più di tanto perché è partito come una fionda. Tra l'altro ho letto che erano presenti molti specialisti. Quindi ancora più valore. In effetti in cronaca ( l'inglese lo capisco a malapena ) si intuiva una certa sorpresa. Bravo. Bella gara


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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E anche il team ineos sbarca su zwift
Domenica alle 18.00

https://www.cyclingnews.com/news/team-i ... -april-12/

Diretta YouTube


Faxnico
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Re: Virtual Race. Perché no?

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Gianluca Avigo - bove ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 15:28 Alle 12.00 ho fatto anche io una gara. Credo si la terza o quarta gara che faccio. Ragazzi è ovviamente un'altro sport, e come in tutte le discipline esistono gli specialisti. Per quello che vale, lo sforzo è molto simile al cross. In pratica sempre a tutta, e dei fuori soglia da infarto.
Ripensavo alle tue parole prima, Gianluca. :)
Son diversi giorni che vorrei cominciare un mini-blocco incentrato su intervalli (40/20 e race winning) per migliorare sui 20' e fare un'Alpe dignitosa (compatibilmente con la mia "stazza" e limiti esagerati, intendiamoci).
Solo che previsioni meteo inquietanti e tristissimo responso mattutino della bilancia suggeriscono recupero e di rinviare il tutto alla prossima settimana con temperature più miti.
Ieri tra l'altro fatto incetta di tramezzini, torta con crema e frutta, pasta con asparagi e gamberetti, cioccolata e chi più ne ha più ne metta. :cincin:
Risultato. Vado per una gara tirata sul Sand e Sequoia all'ora di pranzo. Mezz'oretta in tutto per tenere comunque la gamba attiva. No powerups.
Partenza tranquilla, al solito. :diavoletto:
Almeno mi impongo di evitare la volata in acido, che domani è un'altro giorno. E per il resto, sempre a ruota tranne un paio di passaggi in testa, a mia insaputa e rigorosamente rallentando. :lol:
Alla fine arriviamo in una 20ina con dentro De Kort, Gaudu, Dion Smith, Serrano della Caja Rural e... 3°il nostro CN junior 2019 di CX, Samuele Leone! :clap:
Quest'inverno già si vedevano spesso Pidcock e Toon Aerts. ;)
Ho anch'io l'impressione possa diventare (se non lo è già) uno strumento di estrema utilità per i crossisti.
Da complementarsi con richiami di tecnica di guida del mezzo, ovvio.


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Faxnico ha scritto: domenica 12 aprile 2020, 15:22
Gianluca Avigo - bove ha scritto: domenica 5 aprile 2020, 15:28 Alle 12.00 ho fatto anche io una gara. Credo si la terza o quarta gara che faccio. Ragazzi è ovviamente un'altro sport, e come in tutte le discipline esistono gli specialisti. Per quello che vale, lo sforzo è molto simile al cross. In pratica sempre a tutta, e dei fuori soglia da infarto.
Ho notato almeno un paio forse tre analogia ( ovviamente tecnica di guida e clima a parte )
- partenze a fuoco ( se perdi le prime posizioni del gruppo e si fa qualche buco, non rientri più )

- Gare relativalente brevi dai 30 ai 60 minuti

- gestione dello sforzo massimale e sub massimale ( non si respira mai )

Detto questo mi piacerebbe vedere anche una gara di almeno un paio d'ore con arrivo sull'alpe d'huez

Ripensavo alle tue parole prima, Gianluca. :)
Son diversi giorni che vorrei cominciare un mini-blocco incentrato su intervalli (40/20 e race winning) per migliorare sui 20' e fare un'Alpe dignitosa (compatibilmente con la mia "stazza" e limiti esagerati, intendiamoci).
Solo che previsioni meteo inquietanti e tristissimo responso mattutino della bilancia suggeriscono recupero e di rinviare il tutto alla prossima settimana con temperature più miti.
Ieri tra l'altro fatto incetta di tramezzini, torta con crema e frutta, pasta con asparagi e gamberetti, cioccolata e chi più ne ha più ne metta. :cincin:
Risultato. Vado per una gara tirata sul Sand e Sequoia all'ora di pranzo. Mezz'oretta in tutto per tenere comunque la gamba attiva. No powerups.
Partenza tranquilla, al solito. :diavoletto:
Almeno mi impongo di evitare la volata in acido, che domani è un'altro giorno. E per il resto, sempre a ruota tranne un paio di passaggi in testa, a mia insaputa e rigorosamente rallentando. :lol:
Alla fine arriviamo in una 20ina con dentro De Kort, Gaudu, Dion Smith, Serrano della Caja Rural e... 3°il nostro CN junior 2019 di CX, Samuele Leone! :clap:
Quest'inverno già si vedevano spesso Pidcock e Toon Aerts. ;)
Ho anch'io l'impressione possa diventare (se non lo è già) uno strumento di estrema utilità per i crossisti.
Da complementarsi con richiami di tecnica di guida del mezzo, ovvio.

Fermo restando che sono scarso, le senazioni di fatica sono molto simili.
Penso ci siano almeno 3 analogie ( ovviamente al netto guida e clima )

- partenza a fuoco. Se perdi la testa del gruppo e si formano buchi, non rientri più

- durata delle gare. Generalmente dai 30 ai 60 minuti

- gestione dello sforzo. Si viaggia sempre al limite e quindi è facile saltare in aria.

Detto questo, mi piacerebbe vedere anche una gara di un paio d'ore, con arrivo sull'alpe d'huez.


Gianluca Avigo - bove

Re: Virtual Race. Perché no?

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Detto fatto
La gara in diretta ora sul canale YouTube di zwift organizzata e sponsorizzata dal team ineos, arrivo sull'alpe d'huez



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