Filosofia

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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » lunedì 17 dicembre 2018, 10:33

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXV

Derrida nella sua riflessione di congedo dal mondo ha scritto che una bestia non potrà mai commettere "une bêtise" :D , perché quest'ultima è peculiare all'uomo, così solo l'umano può essere imbecille e nessuno (come detto spesso) è esente da questo aspetto. Ad es. Rousseau che, dopo aver teorizzato l'importanza della famiglia, abbandona i figli al brefotrofio e se li sarebbe anche dimenticati in auto d'estate se solo ci fossero state le automobili ai suoi tempi! :x
Solo l'uomo ho detto, e la riprova è che neanche Dio può essere imbecille, a meno che non s'incarni e diventi uomo, nel qual caso potrebbe essere trattato da tale, implicitamente in Dostoevskij (attraverso l'immagine di Myskin), esplicitamente in Nietzsche.
Oppure, sempre a riprova, possiamo ricordare le invettive di Rousseau contro la civiltà, è opportuno, però, notare che essa non scende dal cielo e un qualche Prometeo dovrà pur esserci. L'imbecillità dunque è il fardello necessario della civiltà. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 21 dicembre 2018, 9:12

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXVI

La modernità ha aggravato la "dialettica dell'imbecillismo": siamo sradicati in una società complessa e non sappiamo come comportarci, precipitando spesso nell'angoscia. Il rifiuto delle tradizioni e la ricerca dell'originalità ha portato alla luce un mondo pieno di dilettanti e quindi ora esso ci sembra composto soprattutto da imbecilli, mentre prima apparivano i gruppi. In Grecia ad es. c'erano i meteci, gli iloti, i barbari, ma essi non esprimevano l'imbecillità individuale.
Secondo me, è questo aspetto umano che ci mette in connessione diretta con il male e quindi non sono certo d'accordo con l'insopportabile Rousseau, quando declama: "Oh virtù, scienza sublime delle anime semplici". (Stesso discorso con i poveri di spirito). Ci si chiede se questi non siano mai stati sfiorati dal sospetto che sia vero il contrario? La misantropia e non la filantropia è la chiave di comprensione e l'imbecillità, non l'ignoranza come sostiene Socrate, l'origine del male e infatti l'"akrasia" (cioè la debolezza della volontà) inspiegabile in base all'ignoranza (perché una volta che so che gli zuccheri ingrassano dovrei smettere di ingozzarmi?) è comprensibile invece con ... (continuo, perché sono un imbecille!) :crazy: :diavoletto: :crazy:


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 23 dicembre 2018, 9:53

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXVII

Per chi vuole ipotizzare in tutti i modi un *dio personale* (anche se sembra una mossa né utile, né giusta) vorrei proporre la sostituzione del male con l'imbecillità, perché essa fornisce una risposta sodisfacente agli interrogativi della teodicea. Dio ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, dunque - se risaliamo dal condizionato alla condizione, dalla creatura al creatore - era a suo modo difettivo. :)
Dopo tutto che cos'è il terremoto di Lisbona del 1755, se non un pasticcio in grande stile, che ha procurato enormi difficoltà al suo presunto mondante e ha fornito una apologetica indiretta ad "agenzie" alternative? :diavoletto:

P.S.

La mattina del 1° novembre 1755, festa di Ognissanti, Lisbona si risvegliò presto.

I fedeli, in piccoli gruppi, iniziarono a incamminarsi lentamente verso le chiese cittadine per partecipare alle solenni funzioni sacre, mentre nell’odierna Praça do Comércio – allora conosciuta come Terreiro do Paço (Piazza del Palazzo) perché vi sorgeva il Palazzo reale – cominciava il solito via vai quotidiano di persone e carri ...


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 26 dicembre 2018, 10:17

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXVIII

Il mondo retto dal principio della ragione in ultima analisi non è che apparenza, perché in un colpo di stupidità si può rivelare l’essenza, ossia quello che veramente siamo. Dunque che fare con l’imbecillità? Volerla, fuggirla, rassegnarci? Riusciremo mai a farci furbi e a imparare a vivere? :dubbio: :dubbio: :dubbio:


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da matteo.conz » mercoledì 26 dicembre 2018, 18:27

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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » giovedì 27 dicembre 2018, 9:20

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXIX

Catone, ci narra Cicerone, era solito chiedersi come fosse possibile che un aruspice non ridesse, incontrando un altro scopritore di segni? Ma il motivo di tale mancanza è molto semplice: il riso era inibito dalla impassibile paranoia che stava alla base dell’alto concetto che avevano di sé!
Ride solo chi non sa, pare abbia detto Brecht e può darsi che avesse ragione, perché anche la persona più intelligente non potrà mai dirci, fino in fondo, come qualcosa o qualcuno lo faccia ridere. Però si ride ed è anche vero che la mancanza di senso del ridicolo è considerato, e non a torto, come una circostanza che basta a definire un essere umano come un imbecille. In altre parole il senso del ridicolo è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per un’uscita, sia pure aporetica, dall’imbecillità. :)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » sabato 29 dicembre 2018, 9:28

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXX

Di sé stessi, facciamoci caso, si piange più di quanto non si rida. L’oggetto del riso invece sono gli altri, perché la nostra presa di coscienza è orientata verso il mondo esterno, ma proprio questo dovrebbe far riflettere sui limiti di questa coscienza, che ci fa ridere del “Grande dittatore di Chaplin”, ma è anche quella che ride delle sue barzellette e magari organizza dei progrom. Soprattutto, per imbecilli che siano gli altri, siamo sicuri che non siano comunque meglio di noi? :dubbio:


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » lunedì 31 dicembre 2018, 9:52

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXXI

Lo abbiamo visto: l’imbecillità non esclude il genio, ma con il trascorrere del tempo è successo qualcosa, che possiamo chiamare cultura, educazione, senso del ridicolo e tutto ciò possiamo considerarla come una diga costruita per tamponare quel mare immenso di imbecillità, che è il genere umano.
Non c’è bisogno, come sostiene qualcuno, di credere nella resurrezione della carne. Basta quella dello spirito, ovvero la cultura.
Riassumendo, dopo la certezza sensibile (rido) e la coscienza (rido di qualcosa o di qualcuno), bisogna giungere all’autocoscienza: il risibile potrei essere io, sia per me stesso (raramente), sia per gli altri (il più delle volte).
Chi è consapevole di essere imbecille è, a priori, meno tale di chi non lo sa. L’autocoscienza va di pari passo con la scoperta della mediocrità. :)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 1 gennaio 2019, 11:46



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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 2 gennaio 2019, 9:27

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXXII

Marc Girardin ha scritto una frase che resterà: “Siamo mediocri!” (in senso esortativo). Egli, che era molto meno mediocre di tanti altri, propone il contrario delle sbruffonate che hanno per oggetto eroi e santi! E poiché di inni alla mediocrità se ne son visti pochi nella storia, possiamo convenire che Girardin manifesta una grande originalità e ci vuole un bel coraggio a sostenere un ideale raro e implausibile, quasi una Hybris demoniaca (avrebbero pensato i greci). ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 4 gennaio 2019, 9:30

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXXIII

Da un punto di vista statistico-geometrico la mediocrità è una funzione gaussiana: il 50% del genere umano è al di sopra della media, mentre l’altra metà è inferiore. Valla a trovare la mediocrità!? :D Ciò che chiamiamo così non è né la medietà aristotelica, né quella matematica, bensì il risultato di un esercizio ascetico e quindi una metà quasi impossibile.
Si potrebbe proseguire a lungo su questo argomento, ma è meglio fermarsi su una considerazione che l’esperienza, prima o poi, rende inevitabile: non c’è un imbecille che in qualche momento della vita non si sia identificato con Napoleone, ma ci è voluta tutta l’arte di Tolstoj per capire che il vero eroe è Kutuzov, il cortigiano che temporeggia e lascia che la grande armata sia battuta dal Generale Inverno. :)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 6 gennaio 2019, 9:42

Maurizio Ferraris "L'imbecillità è una cosa seria". XXXIV e ultima

Molti anni fa Umberto Eco si immaginava il dialogo fra Socrate e un discepolo, nel quale il grande filosofo sosteneva che per morire senza rimpianti bisognava convincersi che il mondo è pieno di imbecilli. Se riusciamo a convincerci di questo, anzi che lo sono tutti, noi compresi, il congedo sarà più lieve.

P.S. Ogni epoca ha i suoi tromboni, così come ha i suoi bugiardi, furfanti, santi e, ovviamente, i suoi imbecilli.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 8 febbraio 2019, 14:10

Siamo vicini o lontani all'evento/avvento del comunismo? Rispondono M. Ferraris e A. Badiou

https://www.youtube.com/watch?v=HPwgchfpkxE&t=37s


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » giovedì 21 marzo 2019, 17:03

Maurizio Ferraris al festival della laicità

https://www.youtube.com/watch?v=KZhHNzHLq9o 2015

https://www.youtube.com/watch?v=lSl-UZ4sDYs 2017 con intervento anche di un grande filosofo francese


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da matteo.conz » giovedì 21 marzo 2019, 23:11

Boh lo metto qua anche se un po' ot. Interessante. Io li vedo i post 2000 tutti i giorni a scuola. Mi accorgo anch'io di ste cose a grandi linee perchè non sono un nativo digitale e c'ho un filtro abbastanza decente per ste cose. Poi col master in webmarketing riconosco le tecniche ma quello che dice non è esagerazione.
https://www.facebook.com/Hackthematrix.it/videos/2113789405335970/?t=94


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 22 marzo 2019, 8:23

matteo.conz ha scritto:
giovedì 21 marzo 2019, 23:11
Boh lo metto qua anche se un po' ot. Interessante. Io li vedo i post 2000 tutti i giorni a scuola. Mi accorgo anch'io di ste cose a grandi linee perchè non sono un nativo digitale e c'ho un filtro abbastanza decente per ste cose. Poi col master in webmarketing riconosco le tecniche ma quello che dice non è esagerazione.
https://www.facebook.com/Hackthematrix.it/videos/2113789405335970/?t=94
Interessante, anche se un po' (parecchio) esagerato. P.S. Comunque è una cosa vecchia, perché la religione questa cosa l'à sempre fatta! :x


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » giovedì 2 maggio 2019, 8:17

Ho scritto nell'altra discussione (Presentiamoci) [dove mi son dimenticato (ma in verità l'ò fatto volutamente, perché non volevo chiarire :diavoletto: ) di ringraziare Neme per avermi associato nei saluti e quindi lo faccio qui :clap: :cincin: ]: "da oggi comincerò una storia molto sintetica della filosofia, appositamente prevista per coloro che ne sanno poco o nulla (si potrebbe dire divulgativa)".

I puntata


Solo per far capire a chi vuol farlo come nessuno ha detto/scritto il giusto/vero. Si tratta di approssimazioni talvolta in avanti, altre indietro, ma quasi in tutti i pensatori qualcosa di buono si trova. L’eccezione forse è Agostino d’Ippona che pensava solo per conto di sua madre e della libido e che poi credeva di aver scritto qualcosa di importante sul tempo, ma che alla luce della fisica teorica, ormai è diventato una variabile di cui si può fare a meno, come se non esistesse. ;-) (Cfr. Carlo Rovelli https://www.youtube.com/watch?v=bWTFwYbscnk&t=9s)

Possiamo cominciare con due aforismi anonimi e che servono da prolegomeni alla nostra storia.

In ogni società il potere /denaro non è mai un mezzo, bensì il fine ultimo
La religiosità è talmente simile alla pazzia, che è impossibile distinguerle! ;-)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 3 maggio 2019, 8:36

Piccola storia della Filosofia II

La filosofia è nata (si può dire) in Grecia intorno al V secolo prima dell’era moderna, ma con questo non si vuol dire che prima non ci fossero stati pensatori, ma solo che a essi mancava il desiderio di conoscere il tutto e forse avevano ragione, perché è un desiderio che rimarrà per sempre tale. ;)
Però è anche meglio così, perché così anche in futuro ci sarà bisogno di chi vuol "filosofare". ;)
Però qualcosa di questi grandi è rimasto e vedete voi se è poco o tanto.
Prendo due massime che si trovavano nel tempio di Apòllo a Delfi “Conosci te stesso” e “Nulla troppo”. Esse sono rimaste nei secoli e che cosa esortavano a fare?
La prima forse era ambivalente, perché poteva significare che occorreva essere consapevoli delle proprie possibilità e quindi anche dei limiti, oppure consigliava soltanto di chiarirsi le idee prima di interpellare la divinità. La seconda invece è la massima seguita da tutti i greci nell’antichità e consiste nella parola forse più famosa in Grecia: *Hybris*
Il concetto di hýbris (ὕβϱις) sta alla base del sistema di valori proprio del mondo greco arcaico. Il termine originariamente significava “violenza”, “tracotanza” e si riferiva ad un comportamento particolarmente biasimevole perché lesivo dell'onore altrui. L'uso giuridico si unisce poi alla valenza religiosa: l'hybritès è colpevole involontariamente, perché spinto ad agire dal volere del fato. L'hýbris è un accecamento mentale che impedisce all'uomo di riconoscere i propri limiti e di commisurare le proprie forze: chi ha ambizioni troppo elevate e osa oltrepassare il confine posto dagli dei, pecca di hýbris e incorre in quella che viene chiamata “invidia degli dei” (fthònos theòn); allo stesso modo chi non utilizza le proprie capacità, esce dalla sfera umana per ricadere in una ben più infima, quella bestiale.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 5 maggio 2019, 9:16

Piccola storia della Filosofia III

Eraclito/Parmenide tutto si trasforma o resta sempre uguale a sé stesso? La realtà per il primo è un qualcosa che non potremo mai afferrare, perché ci sfugge sempre fra le mani! Se provo a entrare in un fiume mi accorgo che mentre immergo il piede, il fiume è già cambiato, rispetto a quando avevo alzato la gamba!
Per il secondo invece l’essere è (sempre eguale a sé stesso) il non esser non è. E aggiunge che per essere si intende anche qualcosa che non esiste, ma che può essere pensato. Per un botanico a es. un fiore che lui cercare di far nascere con opportuni innesti, per un religioso… Dio.
Rimane ciò che non è, che non potrà mai essere e quindi egli nega il divenire, perché il non essere è tutto ciò che non si può nemmeno pensare e per negare il movimento un suo discepolo (Zenone di Elea, non lo Zenone fondatore dello stroicismo) creò alcuni paradossi, fra cui il più famoso è quello di di Achille (piè veloce) e della tartaruga. ;)
Una commedia di Epicarmo di Siracusa illustra bene la dicotomia fra le due scuole. Essa si intitola “La speranza e la ricchezza”, laddove la prima ci fa pensare a Eraclito, che spera che le cose cambino sempre e quindi il povero può … La ricchezza invece è quella del capitalista che si augura che nulla cambi (Parmenide).
P.S. La diatriba fra permanenza e mutamento è destinato a durare per sempre, almeno per l’uomo che conosciamo noi. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 7 maggio 2019, 7:50

Piccola storia della Filosofia IV

Pitagora/Galileo (cenni) Tutte le cose che si conoscono hanno un numero, senza di esso non sarebbe possibile conoscere. La matematica è il linguaggio del mondo e per fare un esempio in geometria: uno è il punto, due la linea, tre la superficie, quattro il volume. Per quanto riguarda l’aritmetica è facile comprendere la maggiore mobilità dei numeri dispari, perché se si sommano due di loro dànno, come risultato, pari, mentre è impossibile per i secondi generarne uno dei primi. Grande sconcerto fu per i pitagorici la scoperta della radice quadrata del numero 2 e di tutti i numeri cosiddetti irrazionali. Però si consolarono ben presto con la musica: la differenza di altezza dei suoni dipende dal numero di vibrazioni che si producono, più frequenti sono le vibrazioni, più è acuto il suono. L’ottava, ad es. ha un numero di vibrazioni doppio rispetto alla prima. Ma Galileo cercò di tradurre la matematica in ogni campo, perché era convinto che la natura fosse scritta in tale linguaggio e cercò sempre conferma dalla matematica in ogni sua scoperta. Ad es, nella caduta dei gravi costruì dei piani inclinati su cui fece scorrere delle sfere di bronzo. Fissando un’unità di misura del piano e collegando a esso una bilancia ad acqua, verificò che per un percorso della biglia pari poniamo a dieci cm, il tempo impiegato era una certa quantità di acqua e che quando tale quantità era doppia, significava che il percorso della bilia era quadruplo. E questa corrispondenza matematica esisteva sempre e comunque.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » giovedì 9 maggio 2019, 9:28

Piccola storia della Filosofia V

Abbiamo accennato in precedenza alla massima scolpita al tempio, ma a renderla più famosa non fu il dio, bensì uno dei filosofi più originali che potesse contare il monto antico: Socrate.
Egli, che pensava di conoscere sé stesso abbastanza bene e che si riteneva un filosofo dilettante e ben conscio di dover molto imparare dagli altri, si sorprese molto quando la Sibilla dette il responso che non c’era nessuno in Atene più sapiente di. Lui, che usava il non sapere come un ritornello, cercò subito di verificare se quell’affermazione non fosse uno scherzo e cominciò a interrogare tutti i cittadini che erano noti per la loro sapienza, massime i sofisti che avevano appunto nel nome l’omen. ;) Fra questi Ippia era uno dei più importanti e Socrate gli chiese la definizione di bello. Alla fine si scopre che, come lui, neppure Ippia sa definire il concetto, ma almeno Socrate è consapevole della sua ignoranza. Pertanto in questo è superiore all’avversario e forse sarà questo il motivo per il quale l’oracolo ha decretato la vittoria di colui che Platone sceglierà come suo maestro. ;)
Molti suoi contemporanei si chiedevano se fosse sincero nelle sua professione di ignoranza o non piuttosto un espediente per mettere in imbarazzo chi gli capitava a tiro? Probabilmente proprio del tutto non lo era e si serviva dell’ironia e dell’opporre verità contraddittorie per giungere (avrebbe osservato Hegel) a quella che poteva essere una verità migliore. Lui la chiamava arte maieutica, in onore al mestiere della madre (levatrice). ;)
Il suo scopo ultimo era la lotta all’ignoranza, perché aveva il convincimento profondo che i malvagi sono tali, perché non conoscono quale sia il loro bene. Se un delinquente si fosse reso conto della vera essenza dell'azione non l’avrebbe compiuta (un po’ come i grullini di oggi in Italia). :D
Il criminale, anziché punito, andrebbe istruito e forse da lui prese il modello Cesare Beccaria quando scrisse “Dei delitti e delle pene”. ;) e lo stesso hanno fatto Colombo e Sini qui https://www.youtube.com/watch?v=8oJWXHC_-vU&t=496s


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 12 maggio 2019, 7:49

Piccola storia della Filosofia VI

Protagora

L’uomo è misura di tutte le cose, cioè non è come dice Socrate che si debba ricercare la verità di per sé, ma è solo l’uomo che rende le cose più o meno vere (perché poi in effetti la traduzione vera dal greco non sarebbe cose, ma valori). Questa definizione è stata ripresa da Nietzsche con “Non ci sono fatti, ma solo interpretazioni” e ha avuto l’apogeo con il “post moderno”. Egli era un sofista (sapiente) e si faceva pagare lautamente per insegnare l’arte di prevalere nelle discussioni con un metodo era semplice: occorre conoscere ogni volta la parola opportuna nel momento in cui serve. Questo richiama alla mente Don Milani che sosteneva che la differenza fra il padrone e il servo era che il primo conosceva molte più parole dell’altro. Naturalmente P. si vantava di di saper ribaltare ogni situazione e permettere così a una ragione debole di diventare forte. ;) E’ nel P. di Platone che può leggere il mito dei fratelli Prometeo/Epimeteo (colui che vede prima -pro- e l’altro che capisce dopo -epi-).
Quando furono create le stirpi mortali Zeus incaricò i due di distribuire i talenti e le facoltà a ogni specie animale. Epimeteo cominciò con le bestie, ma quando arrivò all’uomo (siccome era stato come dice il suo nome poco previdente) non aveva più nulla. Rimediò Prometeo che dette alla nostra specie, oltre al fuoco, la sapienza che serve molto di più degli artigli, velocità e del pelo.
Protagora sosteneva che le c.d. antilogie che in greco significano “discorsi che si contraddicono”: per lui ogni questione presentava due facce contrapposte e sta al filosofo illustrarne pregi e difetti di entrambe e poi scegliere quella che ci fa più comodo.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 15 maggio 2019, 9:07

Piccola storia della Filosofia VII

Platone


È considerato da molti il massimo filosofo dell’umanità, anche se il suo nome vero è, per lo più sconosciuto (Aristocle) e tutti invece lo chiamano l’uomo dalle “grandi spalle” (Platone appunto). ;-)
Il fascino del pensiero del Nostro deriva dal presupposto che le idee SONO, mentre tutto il resto assomiglia a esse e ne sono immagini. E anche gli uomini altro non sono che emanazioni di idee eterne, alla maniera in cui le ombre si generano dai corpi. La geometria è la materia che più si presta a spiegare l’idea platonica degli occhi della mente: posso raffigurarmi un esagono anche se non mi è mai capitato di vederne uno con gli occhi. ;) Stesso discorso per gli animali: non abbiamo mai visto il cavallo o l’uomo, però ne abbiamo il concetto mentale, anche se i cavalli e gli uomini in carne e ossa, che incontriamo per strada, non coincidono perfettamente, ma sono solo, diciamo così, simulacri. Come il sole genera sia la luce, sia le ombre, così per Platone le idee ci offrono sia i modelli eterni, quanto le copie terrestri, paragonabili alle ombre. ;) La vera conoscenza non sarà mai raggiunta in questo mondo (aveva anticipato gli scienziati di oggi) e di ciò dà una grande rappresentazione attraverso il suo racconto, forse più celebre: il mito della caverna. E infatti il prigioniero troglodita, che è riuscito a evadere, quando torna dai compagni in catene sarà deriso da questi ultimi, perché incapace di percepire le ombre come loro!
Certo che la teoria delle idee è difficile da dimostrare e forse nemmeno Platone ne era del tutto sicuro, però avrà pensato: deve ancora nascere chi dimostrerà il contrario; ma si sbagliava, perché costui era già nato. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da nemecsek. » mercoledì 15 maggio 2019, 21:16

lemond ha scritto:
giovedì 2 maggio 2019, 8:17
"da oggi comincerò una storia molto sintetica della filosofia, appositamente prevista per coloro che ne sanno poco o nulla (si potrebbe dire divulgativa)".
Iniziativa personalmente molto apprezzata. :clap:

A quanto pubblicato finora dobbiamo intenderla come una " Sintetica Storia della Filosofia occidentale" o metterai in pentola upanisad, sistemi ortodossi veda e buddhanate varie?


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » giovedì 16 maggio 2019, 8:24

nemecsek. ha scritto:
mercoledì 15 maggio 2019, 21:16
lemond ha scritto:
giovedì 2 maggio 2019, 8:17
"da oggi comincerò una storia molto sintetica della filosofia, appositamente prevista per coloro che ne sanno poco o nulla (si potrebbe dire divulgativa)".
Iniziativa personalmente molto apprezzata. :clap:

A quanto pubblicato finora dobbiamo intenderla come una " Sintetica Storia della Filosofia occidentale" o metterai in pentola upanisad, sistemi ortodossi veda e buddhanate varie?
Dell'oriente, mi dispiace, ma non so nulla e quindi hai ragione, cambierò il titolo.
P.S. Sentirò un mio amico "buddhista" se potesse scrivere qualcosa lui.
P.P.S. ti scriverò un m.s. :cincin:


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » sabato 18 maggio 2019, 8:21

Piccola storia della Filosofia occidentale VIII

Aristotele

La virtù, che è come la natura: più accurata e migliore di ogni arte, dovrà tendere al giusto mezzo. Anche lui, come tutti i greci, detestava la hybris! Poi, aggiungeva, rifacendosi a Protagora che l’uomo è misura delle cose sì, ma solo se è virtuoso; inoltre cita anche uno dei sette saggi (Cleobulo) “Ottima cosa è la misura”.
Con la definizione di virtù il cerchio si chiude, perché secondo A. essa altro non è che il superamento dei due vizi principali dell’uomo: il troppo e il poco. Chi ad es possiede il vero coraggio? Solo colui che riesce a evitare gli estremi: fobia e temerarietà.
Questa prospettiva può costituire una buona chiave di lettura per un pensatore multiforme come lui, che non lasciò inesplorato quasi nessun settore dello scibile umano, a maggior ragione se si tiene presente che il giusto mezzo non è frutto di un semplice calcolo, non è un concetto statico, bensì deve rapportarsi ad ogni individuo in guisa diversa (quella che va bene per lui, senza arrivare agli eccessi di Protagora, perché alla fine si deve anche tendere a quella ragionevolezza che dovrebbe essere comune a tutti).
Un esempio che ripresero i latini da Aristotele fu l’aforisma “absit iniuria verbis” e che dovrebbe essere portato ad esempio da chiunque: occorre sempre astenersi dall’offendere gratuitamente gli altri, perché non serve proprio, anzi …!
Talvolta però si rese conto che la medietà non era perseguibile, ad es. nella legge (“dura lex sed lex”), però talvolta si può porre rimedio e ritornare al caso nostro con l’equità. ;)
Per concludere facciamo riferimento alla logica, dove appunto il giusto mezzo è ben applicato con l’invenzione del sillogismo: l’argomentazione parte da due premesse e giunge alla conclusione mediana. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 21 maggio 2019, 9:30

Piccola storia della Filosofia occidentale IX

Lo stoicismo

Il fondatore fu un fenicio, nato nell’isola di Cipro: Zenone, da non confondersi con l’altro Zenone (.., seguace di Parmenide e creatore di innumerevoli paradossi) e il loro motto era vivere secondo ragione anche di fronte al dolore e alla morte. Zenone non aveva il diritto (in quanto straniero) di acquistare fondi in Atene e allora la città gli mise a disposizione un porticato (stoà) dipinto nella piazza centrale.
Era superbo, ma non avido e non faceva pagare le lezioni che impartiva (a differenza dei soifisti) e ammoniva chiunque che abbiamo una sola bocca e due orecchie, per cui dobbiamo più ascoltare che parlare, ;) ma quel che ha detto è rimasto ancora oggi come epitome di imperturbabile nella sofferenza. Prima di lui nessun filosofo aveva negato alle passioni, né soprattutto al piacere e al dolore un ruolo essenziale e infatti le tragedie più amate dai greci ne abbondavano. Solo gli stoici introdussero l’apatia (apàtheia), che significa appunto assenza di passioni. Solo l’apatico è saggio, gli altri sono stolti.
Non confondiamoli però con gli asociali, perché essi non escludevano affatto di prender parte alla vita pubblica.
Il coraggio degli stoici, di fronte al dolore e alla morte, è diventato proverbiale e per loro il suicidio fu sempre considerato un comportamento degno di ammirazione. Di fronte all’impossibilità di conformarsi alla provvidenza razionale, anticipare la morte appariva un gesto naturale e a maggior ragione perché giudicavano il decesso come l’ultimo atto dell’esistenza, quello cioè che genera nuove forme (principio fisico tutt’ora valido: nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma),
Gli stoici furono anche fra i primi deterministi in quanto convinti che gli eventi seguano una necessità ineluttabile e gli uomini (a differenza della tragedia greca) possono farci poco o nulla. E di fronte al destino, vale il precetto di Epitteto astieniti e sopporta.
P.S. Non confondiamo il determinismo con il fatalismo, perché nel secondo si prescinde dalla ragione, nel primo no. E’ fatale che, prima o poi, piova, ma sono libero di andare a scapo scoperto o di coprirmi con un mantello. :)


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