Economia

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TIC
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Re: Economia

Messaggio da leggere da TIC »

pacho ha scritto:Ah Trifà, attento a non leggere troppo, se no poi tocca dover argomentare...e li so cazzi :diavoletto:

Ecco le ricette del tuo idolo. Continua così, che ci facciamo grosse risate.

La via d'uscita liberista dalla crisi? Eutanasia di massa
di Dante Barontini

Non ricordiamo di aver letto, in precedenza, una esposizione più lineare del programma di morte che anima la risposta liberista alla crisi.

Giavazzi e Alesina sono due ideologi del liberismo feroce, non due economisti. Nessuna loro previsione si è mai verificata, nessun loro giudizio ha ricevuto conferma dai processi reali. Dopo il crollo di Lehmann Brothers, nel 2008, e l'esplosione della crisi finanziaria, rimasero il silenzio per diversi mesi. Non avevano letteralmente capito un fico secco di quel che stava per avvenire, al contrario di quanto andavano scrivendo contemporaneamente Nouriel Roubini e l'ottimo Galapagos. In un paese serio, l'editore non avrebbe rinnovato loro il contratto di collaborazione. Ma è anche difficile, per l'editore, trovare due tizi più disponibili di questi a raccontar panzane con l'aria di saperla lunga.
Pontificano dall'alto delle colonne del Corriere della sera e quindi il loro dire non è mai da ignorare. Anticipano quel che la borghesia multinazionale vuole fare nei prossimi mesi, e lo nascondono sotto presunte “oggettive necessità del paese”.
Ma l'editoriale di oggi è rivelatore di un programma di lungo periodo che in qualche modo Contropiano (https://www.contropiano.org/it/archivio ... ete-morire) aveva già individuato tra le pieghe di molti provvedimenti decretati dal governo Monti (e prima da Berlusconi).

Cosa dice la coppia peggiore del mondo? I vecchi costano troppo e non servono a un tubo. Costa mantenerli con le pensioni, costa assisterli con la sanità, costano come servizi sociali a loro dedicati. Basta così, tagliamo ancora più radicalmente il welfare, anzi annientiamolo proprio, e il problema economico dei costi si risolve.

Il punto di partenza, da quasi 20 anni, è sempre lo stesso: “si è allungata l'aspettativa di vita”. Quel che non viene mai detto è: perché? La risposta è stata data in un articolo de “il manifesto” addirittura sei anni fa: “perché era stata allargata la sfera dei diritti e costruita la rete delle istituzioni necessarie e garantirli”. Ovvero scuola, pensioni, sanità, pace, sicurezza sul lavoro, contratto nazionale, livertà sindacale, ecc.

In pratica, ripartendo con la tiritera dell'allungamento dell'aspettativa di vita, Giavazzi e Alesina ci dicono esattamente “siamo troppi, vivete troppo a lungo”. Fate attenzione al “noi” e “voi”, perché nei pronomi c'è un programma economico-politico-sociale mortifero, tale da far impallidire i campi di sterminio. È un discorso pubblico che individua l'anziano come un “danno”. Tra qualche anno o mese lo chiameranno più semplicemente “parassita”, additandolo come il principale responsabile della crisi. Qualche volenteroso allungherà la lista con i portatori di handicap, gli zingari, ecc.
Il nocciolo eugenetico di questo discorso-programma è infatti: gli esseri umani hanno diritto di vivere solo in quanto e finché lavorano. Una volta terminata la scorta di energie utili alla produzione, vai lasciato al tuo destino, secondo il censo (dicono già anche questo!). Ovvero, se hai i soldi ti curi e ti sfami, altrimenti sotterrati rapidamente (riducendo le pensioni e tagliando la sanità si possono far fuori decine di milioni di persone in pochi anni, in tutta Europa). Una bella eutanasia di massa senza dover costruire inguardabili "campi di trapasso" nell'aldilà, con i "normali" strumenti della politica economica aggiornati sotto la dicitura "spending review".

Stiamo esagerando? Non ci sembra affatto. Vi diamo un esempio tra le migliaia possibili (http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=68c0d089c6a269b7). Il “modello sociale” statunitense sta del resto già producendo un “benefico” abbassamento delle aspettative di vita. Basta leggere l'illuminante articolo di Marco D'Eramo che vi proponiamo qui in fondo; anche se tiene d'occhio soltanto le condizioni dei “bianchi senza diploma”, la tendenza generale è evidente.

Quel che vogliono fare per “uscire dalla crisi” - visto che la guerra interimperialista è diventata una soluzione spuntata, dopo la proliferazione delle armi nuclerari – è chiaro: “sfoltire” le popolazioni. Abbiamo anche una versione “democratica” di questo programma. Si chiama Renzi, e “rottamare” è il suo unico discorso pubblico. Ai piani alti della troika, e anche di Palazzo Grazioli, gli vogliono già molto bene, perché "volgarizza" con efficacia quel che altrimenti riuscirebbe troppo sgradevole dire.

Il problema è uno solo: noi li lasciamo fare o proviamo a rovinargli il piano? Buona meditazione.

C'era una volta lo Stato sociale
Alberto Alesina e Francesco Giavazzi

In quarant'anni, dall'inizio degli anni Settanta ad oggi, l'aspettativa di vita alla nascita si è fortunatamente allungata, in Italia, di dieci anni: da 69 a 79 per gli uomini, da 75 a 85 per le donne. L'allungamento della vita si è anche riflesso in un aumento dell'aspettativa di vita a 65-67 anni, cioè al limite dell'età pensionabile: nel 1970 un sessantacinquenne maschio viveva in media altri 13 anni, oggi la media è diciotto; per le donne è salita da 16 a 22 anni. Ci sono voluti decenni prima che ci accorgessimo che occorreva adeguare l'età di pensionamento all'allungarsi della vita media: nel frattempo la spesa per pensioni è cresciuta dall'8 per cento del Prodotto interno lordo (Pil) nel 1970 a quasi il 17 per cento oggi.

L'allungamento della vita ha anche prodotto un aumento delle spese per la salute. Un anziano oltre i 75 anni costa al sistema sanitario ordini di grandezza superiori rispetto a persone di mezza età. Risultato, la nostra spesa sanitaria oggi sfiora il 10 per cento del Pil. Insieme, sanità e pensioni costano il 27 per cento, 10 punti più di quanto costavano quando il nostro Stato sociale italiano fu concepito.

A questo aumento straordinario non abbiamo fatto fronte riducendo altre spese (ad esempio quella per dipendenti pubblici, che era il 10 per cento del Pil 30 anni fa ed è rimasta il 10 oggi), bensì solo con un aumento della pressione fiscale: dal 33 per cento quarant'anni fa al 48 oggi.

È questo uno dei motivi per cui abbiamo smesso di crescere. Avevamo uno Stato calibrato per una popolazione relativamente giovane; poi la vita si è allungata, le spese sono salite, ma lo Stato è rimasto sostanzialmente lo stesso, richiedendo una pressione fiscale di 15 punti più elevata.

Il problema dell'invecchiamento della popolazione non è solo italiano. Anche negli Stati Uniti, ad esempio, il Medicare (l'assistenza sanitaria gratuita per tutti gli anziani, che sta facendo esplodere il deficit americano) è uno dei temi al centro della campagna elettorale. Ma in Italia, con una popolazione che invecchia a tassi più elevati rispetto ad ogni altro Paese occidentale (il tasso di fertilità è inferiore al nostro solo in alcuni Stati del Centro-Est Europa) il tema è di particolare attualità. In più la partecipazione alla forza lavoro in Italia è relativamente bassa in tutte le categorie tranne gli uomini adulti. Donne, giovani e anziani lavorano meno in Italia che in altri Paesi occidentali, quindi relativamente pochi «lavoratori» devono farsi carico di tutti quelli che non lavorano.

Le riforme delle pensioni, ultima quella Fornero (in particolare l'indicizzazione dell'età pensionistica alla vita media), hanno fermato la crescita della spesa. In questi mesi la spending review del governo Monti si è occupata di come risparmiare qualche miliardo di euro, ma purtroppo tutto ciò non basta.

Dobbiamo ripensare più profondamente alla struttura del nostro Stato sociale. Per esempio, non è possibile fornire servizi sanitari gratuiti a tutti senza distinzione di reddito. Che senso ha tassare metà del reddito delle fasce più alte per poi restituire loro servizi gratuiti? Meglio che li paghino e contemporaneamente che le loro aliquote vengano ridotte. Aliquote alte scoraggiano il lavoro e l'investimento. Invece, se anziché essere tassato con un'aliquota del 50% dovessi pagare un premio assicurativo a una compagnia privata, lavorerei di più per non rischiare di mancare le rate.

Lo stesso vale per altri servizi offerti dallo Stato. Uno studente universitario costa circa 4.500 euro l'anno. Le famiglie ne pagano solo una parte; il resto lo paga il contribuente. Perché non dare borse di studio ai meritevoli meno abbienti e far pagare chi se lo può permettere il vero costo degli studi? Così facendo si aumenterebbe anche la domanda di qualità da parte degli studenti e delle loro famiglie. E si sarebbe meno disposti ad accettare professori che non fanno il loro dovere. Un passo nella direzione giusta è stato fatto alzando le tasse universitarie dei fuori corso, ma anche qui non basta.

Insomma, il nostro Stato sociale si è trasformato in una macchina che tassa le classi medio-alte e fornisce servizi non solo ai meno abbienti (com'è giusto che sia) ma anche alle stesse classi a reddito medio-alto. Questo giro di conto, con aliquote alte, scoraggia il lavoro e la produzione. Non solo, ma gli evasori ne traggono vantaggio; infatti beneficiano dei servizi pubblici gratuiti o quasi senza pagare le imposte.

Così come la campagna elettorale americana si sta focalizzando proprio sul ruolo dello Stato, così anche i nostri politici dovrebbero spiegarci che cosa pensano del futuro del nostro welfare . Per esempio se ritengono che quello che ci ritroviamo sia compatibile con la crescita.

Dal Corriere della sera del 23 settembre 2012

La crisi accorcia la vita

Marco d'Eramo

Per i bianchi poveri si torna alla media degli anni '50 Pesa il minor ricorso a cure mediche. Gli americani hanno perso in 4 anni il 10% di reddito

Negli Stati uniti i bianchi poveri li chiamano con un nome niente affatto carino: white trash. Ma negli ultimi anni l'espressione sta assumendo un significato meno metaforico: nel senso che la società sta buttando costoro nella pattumiera della storia. Uno studio pubblicato il mese scorso da Health Affairs e ripreso ieri dal New York Times rivela infatti che per le donne bianche senza diploma superiore la speranza di vita è diminuita di ben 5 anni tra il 1990 e il 2008: da 78,5 a 73,5 anni; mentre i maschi bianchi senza diploma devono aspettarsi di vivere 67,5 anni, tre di meno che nel 1990. Sono numeri schiaccianti: secondo un esperto «il calo di cinque anni nelle donne bianche Usa fa il paio con il catastrofico crollo di sette anni nella speranza di vita degli uomini russi subito dopo il collasso dell'Unione sovietica».
Siamo davvero al "postmoderno" e alla fine del "progresso", non solo della sua ideologia. Eravamo soliti considerare ineluttabile l'allungarsi della vita media, e invece no. La gigantesca redistribuzione del reddito a favore dei ricchissimi si è mangiata i progressi degli ultimi 60 anni in termini non solo di denaro, ma di vita nuda e cruda: le/i bianche/i poveri di oggi sono tornati a quel che negli Usa era la vita media degli anni '50.
Certo, i dati vanno presi con le molle, perché nel 1990 senza diploma era il 22% dei bianchi, mentre ora sono la metà (il 12%): cioè, oggi senza diploma restano solo i disperati. E però. La speranza di vita dei bianchi (uomini e donne) senza diploma si avvicina ormai a quella dei neri senza diploma, mentre si allontana sempre di più da quella dei bianchi con almeno una laurea breve: le bianche con diploma vivono 10,4 anni di più (83,9 anni) delle bianche senza, e il gap cresce tra i bianchi laureati che vivono 12,9 anni di più (80,4) dei bianchi senza diploma. Peggio di questi ultimi stanno solo i neri senza diploma che possono sperare di vivere solo 66,2 anni, 14,2 in meno dei bianchi laureati. Certo, è terribile pensare che il divario di reddito, di classe e di razza ti porta via più di 14 anni di vita nel paese più potente e più ricco del mondo.
E nel corso degli anni questi distacchi sono cresciuti. L'altra America di cui parlava Michael Harrington nel 1962 è sempre più altra. Con alcune novità: tra i gruppi etnici, gli ispanici si rivelano i più longevi, sia donne che uomini, sia nella popolazione generale che tra i senza diploma: anzi latine/i senza diploma vivono sempre più a lungo, mentre bianche/i muoiono sempre prima.
Tra le cause di questo crollo, c'è in primo luogo il minor ricorso a cure mediche: tra gli adulti in età lavorativa senza un diploma di scuola superiore, nel 1993 non era coperto da un'assicurazione sanitaria il 35%, mentre 13 anni dopo la percentuale era salita al 43. Su questi dati la riforma di Obama sembra non avere ancora inciso: dal 2008 al 2011 nel gruppo tra i 19-25 anni la copertura assicurativa è salita al 71,8% (+ 2,3) perché una parte ha potuto essere coperta sull'assicurazione dei genitori, ma tra i 26-29 è scesa dal 72,3 al 70,3%.
Nel frattempo sono peggiorati tutti gli altri indici: il reddito mediano (è mediano il reddito per cui la metà delle famiglie guadagna di più di esso e l'altra metà guadagna meno di esso) è passato da 53.759 dollari (in dollari costanti del 2011) a 55.039 nel 2007 a 50.502 nel 2011. In 4 anni gli americani hanno perso il 10% di reddito e sono più poveri anche rispetto a 10 anni prima: sono tornati agli anni '90. Gli statunitensi che vivono sotto la soglia di povertà sono ormai 48,5 milioni su una popolazione di 303,8 milioni, cioè il 15,9%: nel 2007 il 13,0% e nel 2001 erano il 12,1 %. Per i minori sotto i 18 anni i dati sono ancora più pesanti: oggi il 22,2% (cioè 16 milioni di minori) vive sotto la soglia di povertà, contro il 17,6 nel 2007 e il 16,4 nel 2001.
Tutto ciò ci dice due cose. La prima è che la crisi sta scavando un solco sempre più profondo tra le due Americhe e che le "soluzioni" adottate sono sempre più punitive per gli strati più disagiati. La seconda è che la presidenza Obama ha fatto molto poco per contrastare questo trend.

da “il manifesto” del 22 settembre 2012
AHAHAH
Ma chi credi di essere per far si che legga post cosi' lungo.


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Felice
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Re: Economia

Messaggio da leggere da Felice »

TIC ha scritto:
Io non so che fonti hai te per dire che stanno chiudendo i capannoni in Cina, ma se vuoi ti ti giro delle fonti dove dicono che gli americani non sono mai stati sulla Luna ( e ce ne sono tante)
Poi se permetti non ho nessuna intenzione di leggere tutto quello che gli utenti linkano, anzi, se il post e' troppo lungo evito di leggere anche quello.
Ma sì, hai ragione tu: mi raccomando, non leggere troppo, che rischi di consumarti il cervello. Però, allora, fai il favore, non chiedere alla gente che fonti hanno: uno la fonte te la da, ti da il link, in modo che tu possa accedervi facilmente, e tu non ti prendi la briga di consultarla.


Strong
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Re: Economia

Messaggio da leggere da Strong »

attendevo notizie come questa.
ci sono due modi per far ripartire l'economia occidentale.

competere con i cinesi (es. televisori di TIC)
fare in modo che finisca lo sfruttamento dei lavoratori cinesi


inizamo con la seconda


I lavoratori cinesi scoprono la protesta
http://www.conquistedellavoro.it/cdl/it ... 631567.htm


i fondamentalisti del ciclismo e gli ultras dei ciclisti sono il male di questo sport.
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nino58
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Re: Economia

Messaggio da leggere da nino58 »

Scoprono ?
Sei tu che lo scopri, non loro.


Von Rock ? Nein, danke.
Diritto di correre senza condizioni a chi ha scontato una squalifica !!!
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jerrydrake
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Re: Economia

Messaggio da leggere da jerrydrake »

TIC ha scritto:
Poi se permetti non ho nessuna intenzione di leggere tutto quello che gli utenti linkano, anzi, se il post e' troppo lungo evito di leggere anche quello.
La cosa ammirevole in chi posta una simile affermazione è il fatto stesso di averla scritta. Pontificare su ogni argomento dello scibile umano ammettendo candidamente di non leggere fonti o opinioni troppo lunghe è chiaro sintomo di un Q.I. talmente basso da presupporre la totale incapacità di scrivere... invece no: sa scrivere :o


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TIC
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Re: Economia

Messaggio da leggere da TIC »

jerrydrake ha scritto:
TIC ha scritto:
Poi se permetti non ho nessuna intenzione di leggere tutto quello che gli utenti linkano, anzi, se il post e' troppo lungo evito di leggere anche quello.
La cosa ammirevole in chi posta una simile affermazione è il fatto stesso di averla scritta. Pontificare su ogni argomento dello scibile umano ammettendo candidamente di non leggere fonti o opinioni troppo lunghe è chiaro sintomo di un Q.I. talmente basso da presupporre la totale incapacità di scrivere... invece no: sa scrivere :o
Probabile che abbia un Q.I. basso.
Lascio volentieri il Q.I. alto a chi riesce a fare post kilometrici, la sintesi non e' da tutti...
Diceva qualcuno "Se le idee sono poche, le parole saranno tante".
E anche se non fosse vero, me ne frego (come diceva qualcun altro...).
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pacho
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Re: Economia

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Meglio un giorno da leone, che cento anni da...somaro :diavoletto:


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Re: Economia

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pacho ha scritto:Meglio un giorno da leone, che cento anni da...somaro :diavoletto:
Comportamento classico dei somari e' l'essere inutilmente prolisso. :diavoletto:


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pacho
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Re: Economia

Messaggio da leggere da pacho »

Trifa', non basta inserire la faccina del diavoletto per fare la battuta.
Adesso va e aumenta la produttività invece di cazzeggiare. Che se non produciamo televisori competitivi come in Cina la colpa è pure tua.


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Re: Economia

Messaggio da leggere da TIC »

pacho ha scritto:Trifa', non basta inserire la faccina del diavoletto per fare la battuta.
Adesso va e aumenta la produttività invece di cazzeggiare. Che se non produciamo televisori competitivi come in Cina la colpa è pure tua.
Non preoccuparti, la produttivita' aumentera' da sola. Per fame. :diavoletto:


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UribeZubia
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Re: Economia

Messaggio da leggere da UribeZubia »

TIC ha scritto:
jerrydrake ha scritto:
TIC ha scritto:
Poi se permetti non ho nessuna intenzione di leggere tutto quello che gli utenti linkano, anzi, se il post e' troppo lungo evito di leggere anche quello.
La cosa ammirevole in chi posta una simile affermazione è il fatto stesso di averla scritta. Pontificare su ogni argomento dello scibile umano ammettendo candidamente di non leggere fonti o opinioni troppo lunghe è chiaro sintomo di un Q.I. talmente basso da presupporre la totale incapacità di scrivere... invece no: sa scrivere :o
Probabile che abbia un Q.I. basso.
Lascio volentieri il Q.I. alto a chi riesce a fare post kilometrici, la sintesi non e' da tutti...
Diceva qualcuno "Se le idee sono poche, le parole saranno tante".
E anche se non fosse vero, me ne frego (come diceva qualcun altro...).
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TIC
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Re: Economia

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UribeZubia ha scritto: ...
Preoccupato, dopo il tuo post, sono corso in bagno davanti allo specchio, e finalmente ho tirato un sospiro di sollievo : no, non ho il cranio fascista alla Montanelli... (Camilla Cederna puo' riposare in pace)


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UribeZubia
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Re: Economia

Messaggio da leggere da UribeZubia »

TIC ha scritto:
UribeZubia ha scritto: ...
Preoccupato, dopo il tuo post, sono corso in bagno davanti allo specchio, e finalmente ho tirato un sospiro di sollievo : no, non ho il cranio fascista alla Montanelli... (Camilla Cederna puo' riposare in pace)
ah beh allora... :D


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desmoblu
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Re: Economia

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Per Tic:
Che i ritmi di lavoro nei paesi orientali (Cina e Giappone) fossero quantomeno frenetici è cosa risaputa da tempo. Fiumi di inchiostro sono stati utilizzati per descrivere pratiche e metodi di lavoro in questi paesi in decine di volumi di sociologia del lavoro. Guardate cosa succede nella Foxconn International Holdings, la più grande multinazionale nel settore dei componenti elettronici, con un giro d’affari da circa 60 miliardi di dollari e più di 1 milione e 200 mila dipendenti. Si parla del gigante taiwanese dove nascono e vengono assemblati tutti gli esemplari del marchio di Steve Jobs, dagli iPad agli iPhone. Da tre anni a questa parte però la Foxconn è stata più volte citata sulle pagine di cronaca a causa di una serie di suicidi che hanno coinvolto i suoi dipendenti, stressati dall’iperlavoro e dalle pessime condizioni di vita. Un giornalista cinese dello Shanghai Evening Post: fingendosi un operaio è entrato nella fabbrica di Tai Yuan, nella provincia cinese dello Shanxi, e ha pubblicato un diario della sua esperienza.“La prima notte nel dormitorio è stato un incubo”, si legge nel reportage. “Il dormitorio intero puzza di spazzatura: un misto di odore di immondizia, sudore, sporco. Fuori da ogni stanza ci sono accatastati rifiuti non buttati. Quando ho aperto il mio armadio, ho visto sgusciare fuori scarafaggi e le lenzuola che vengono distribuite ad ogni nuovo lavoratore sono sporche e piene di cenere”.
E ancora: “Il giorno dopo la firma del contratto, in cui si fa molta attenzione ai doveri dei lavoratori e meno ai suoi diritti, ci hanno riunito in una sala e siamo stati informati della storia della società Foxconn, delle politiche e delle misure di sicurezza”, scrive il reporter cinese. “Potrebbe non piacervi il modo in cui verrete trattati – avrebbe detto un istruttore – Ma vi assicuro che è per il vostro bene”. Qualcuno avrebbe anche chiesto delucidazioni sulla vicenda dei suicidi. Gli incaricati della gestione del personale “non hanno evitato l’argomento” scrive il reporter, “ma lo hanno liquidato in poche parole”. “Qualcuno ha detto che le condizioni cattive di vita e di lavoro sarebbero responsabili dell’alto tasso di suicidi all’interno della fabbrica”, racconta ancora nel diario. “Ho notato che tutte le finestre del dormitorio hanno grate metalliche che fanno sentire i dipendenti in prigione”.
Il giorno del debutto. Finalmente il giorno dell’ingresso nella fase produttiva. Dopo i giorni di apprendistato il giornalista arriva alle macchine. “Abbiamo raggiunto l’ingresso del piano di produzione. Se il metal detector alla porta d’ingresso trova il lavoratore in possesso di qualsiasi materiale metallico, come la fibbia della cintura, orecchini, macchine fotografiche, telefoni cellulari, lettori mp3, l’allarme suona e viene licenziato sul posto”. È quanto accaduto ad un dipendente che portava con sé un cavo di ricarica Usb. E una volta a lavoro non ci si può fermare, neanche per un minuto: “Un nuovo lavoratore che sedeva di fronte a me era esausto e si è fermato per qualche minuto”, ha raccontato il giornalista. “La vigilanza lo ha notato e lo ha punito chiedendogli di stare in un angolo per 10 minuti, come a scuola”. Il giornalista ha lavorato ininterrottamente tutta la notte, fino alle 6 di mattina. Secondo i suoi calcoli, i lavoratori di Foxconn devono marchiare 5 dispositivi – la parte posteriore – al minuto. Si parla di 3mila ogni 10 ore di lavoro. “Ciascuna linea di produzione può arrivare a produrre 36mila parti in mezza giornata – scrive il reporter cinese – è spaventoso”. E al termine della giornata lavorativa di 10 ore un supervisore avrebbe detto: “Chi vuole restare a lavorare fino alle 5 del mattino? Siamo tutti qui per fare soldi! Lavoriamo più sodo! Dovete sentirvi onorati di partecipare alla produzione di un oggetto così prezioso come l’iPhone 5!”. Sapete a quanto ammonterebbe il compenso di due ore supplementari? la miseria di 2 euro!
Se ne possono trarre molte riflessioni interessanti.


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TIC
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Re: Economia

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desmoblu ha scritto:Per Tic:
...
Se ne possono trarre molte riflessioni interessanti.
E allora ? Sono cose nuove ? Non ti dice niente che i Cinesi preferiscano fare quel lavoro invece di vivere di "economia di sussistenza" come contadini in qualche angolo della Cina ?
La guerra alla Cina non possiamo dichiararla. Neppure Obama puo' farlo. Non possiamo far altro che aspettare che il PIL Pro Capite dei Cinesi si innalzi ( lo sta gia facendo). Nel frattempo il reddito dei paesi occidentali scendera' (lo sta gia' facendo).
Lo so che tu metti in dubbio il modello di siluppo, ma io non ne vedo altri.


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desmoblu
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Re: Economia

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1) Non è un modello di sviluppo. Se il fine del lavoro è mantenersi, soddisfare i bisogni primari e (progressivamente) vivere bene, e meglio... beh: we're doing it wrong. Quello non è vivere, e nemmeno sopravvivere: è diventare accessori di un consumatore dall'altra parte del pianeta. Brutalmente: quelle persone esistono solo come assemblatori di pezzi di plastica, silicio e alluminio. Un uomo è un uomo, scriveva Brecht.
2) Un dato interessante è quello sulla produttività dell'azienda in questione. 1 milione e 200 mila lavoratori vuol dire 1/50 degli italiani (ma meno di 1/1000 dei cinesi), Sfornano 5 pezzi/minuto a testa, e possono produrre decine di migliaia di pezzi ogni ora (anzi: decine di migliaia per tipo). Lavorano per dieci-dodici ore di fila per l'equivalente di pochi euro. Facendo un rapido calcolo, guadagnano 40 centesimi per pezzo; il prezzo del prodotti finale, da noi, oscilla tra i 750 euro ed i 1000 (o poco meno). Alla Apple un iphone assemblato presso la Foxconn costa- tra materiali e manodopera- una cinquantina di dollari. Se vuoi competere con loro, tanti auguri.
3)..
4)..
5)..


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TIC
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Re: Economia

Messaggio da leggere da TIC »

Questa e' la notizia piu' importante degli ultimi mesi, a cui nessun media da' piu' di tanto rilievo :

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche ... 47081.html

Sta arrivando la crisi anche per la Germania, e la Merkel ha perfettamente ragione quando dice che la crisi dell'occidente durera' almeno per altri 5 anni. In realta' e' anche molto, troppo ottimista.

Tutti diranno "Ecco, i Tedeski pagano anche loro l'auserita' voluta da loro stessi che impedisce all'Europa di comprare i loro prodotti".
Falso, alla base di tutto c'e' sempre la competitivita' dei mercati emergenti.

E badate che i tedeschi sono comunque messi molto meglio dei giapponesi :

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbR71Q0G

E questo accenno ai giapponesi se lo leggano bene quelli che dicono che si esce dalla crisi stimolando il mercato interno...


Winter
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Re: Economia

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Tic ti sei perso questa notizia di oggi..

http://www.blogfinanza.com/10481-laustr ... tro-sp.htm

speriamo che altri seguano gli aussie


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TIC
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Re: Economia

Messaggio da leggere da TIC »

Winter ha scritto:Tic ti sei perso questa notizia di oggi..

http://www.blogfinanza.com/10481-laustr ... tro-sp.htm

speriamo che altri seguano gli aussie
Non me la ero persa. Ma che c'entra ?


Winter
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Re: Economia

Messaggio da leggere da Winter »

Per me è la notizia economica piu' importante della settimana
La speranza è che sia la fine di 3 agenzie di " opinioni " (parole loro) che decidono le sorti di societa' , regioni e nazioni
dando giudizi da tripla A ad aziende quasi fallite e mettendo in difficolta' gli altri


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Felice
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Re: Economia

Messaggio da leggere da Felice »

TIC ha scritto:
Sta arrivando la crisi anche per la Germania, e la Merkel ha perfettamente ragione quando dice che la crisi dell'occidente durera' almeno per altri 5 anni. In realta' e' anche molto, troppo ottimista.
Reddito "mediano" nel 2010 in euros:

Francia : 20 058
Germania : 18 797

Reddito "mediano" nel 2010 in euros equivalenti (vale a dire dopo aver tenuto conto del diverso costo della vita)

Francia : 17 852
Germania : 17 724

Fonte:
http://www.insee.fr/fr/themes/tableau.a ... MPTEF04264

Tasso di povertà (inteso come percentuale della popolazione che dispone di meno del 50% del reddito mediano)

Francia : 7,4 %
Germania : 9,2 %

Fonte :
http://www.inegalites.fr/spip.php?article388

-----------------------------------------------

E dire che noi, qui in Francia, pensavamo di essere in periodo di crisi !

Sveglia TIC ! Che la crisi in Germania non ci fosse lo pensavi solo tu, perché tu guardi sempre ed esclusivamente le cose dal punto di vista di coloro che detengono capitale e ricchezza. Ed infatti, se vai a vedere in numero di ricchi e di super-ricchi, ce ne sono molto di più in Germania che in Francia.


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Re: Economia

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felice, ritengo utopico pensare che il tasso di povertà possa tendere a 0 per cui i valori attorno al 10 mi sembrano valori "normali"

Immagine


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Re: Economia

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Felice ha scritto: ...
Sveglia TIC ! Che la crisi in Germania non ci fosse lo pensavi solo tu, perché tu guardi sempre ed esclusivamente le cose dal punto di vista di coloro che detengono capitale e ricchezza. Ed infatti, se vai a vedere in numero di ricchi e di super-ricchi, ce ne sono molto di più in Germania che in Francia.
Che c'entra ?

(anche se poi a me risulta che la Germania sia la nazione piu' in salute d'Europa, lo dicono gli unici che secondo me possono dirlo, i mercati, vedi spread)

Ma il mio post invece voleva sottolineare che la crisi sta arrivando inevitabilmente anche in Germania, paese esempio di efficenza e che produce beni dall'alto valore aggiunto, figuriamoci le prospettive che ci sono da noi. L'effetto della Cina si fa sentire, per ora ancora indirettamente, anche sui prodotti dall'alto valore aggiunto.


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pacho
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Re: Economia

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Bravo.
Ad ogni modo, da quella mappa vediamo che gli stati africani con soglie di povertà minori erano, oltre al Marcocco, Libia e Siria, proprio gli stati dei satrapi cattivoni.
Giustamente, uno lo hanno tirato giù a cannonate, l'altro ci stanno provando.

Edit. ahahah Grassi, che ti cancelli? attento, rispetto per la divisa!
Bene, comparare mele con pere fa sempre bene.


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Re: Economia

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Cancello i post che contengono solo insulti e non un'idea degna di essere discussa. Non esagerare, ogni limite ha una pazienza.


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pacho
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Re: Economia

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Quali insulti? Aoh, siamo arrivati al punto di inventarli? E' ridicolo. :pomodoro:
Va beh da uno che ritiene uno che ha vinto 8 elezioni in 12 anni sia un dittatorello ci si può aspettare di tutto.
Rispetto per il Capo (e per la divisa).


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Re: Economia

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Ti rispondo nell'apposito thread.


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Re: Economia

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Strong,

il senso del mio post era un po’ differente: si trattava di un invito a riflettere sul significato di quello che comunemente si definisce “crisi”.

Pensaci un attimo: secondo il pensiero corrente, in questi ultimi anni la Francia, come la quasi totalità dei paesi Europei era “in crisi”. La Germania, isola felice in mezzo ad un mare in tempesta, no. L’export tirava, le industrie producevano, i capannoni cari a TIC non chiudevano.

Ora i dati che ho postato dicono una cosa chiarissima e incontestabile: La metà meno benestante della popolazione Francese non è più povera della corrispondente metà della popolazione Tedesca. Peggio, se vai a vedere la percentuale di gente che vive sotto la soglia della povertà, scopri che questa percentuale è ben più alta in Germania che in Francia. Come mai? Ma la Francia non era in crisi mentre la Germania no? Dove finiscono i benefici di quell’export, di quell’industria che tira, di quei capannoni in piena attività?
Finiscono per la quasi totalità nelle tasche della parte più abbiente della popolazione. In particolare, di quella ristrettissima parte che comprende ricchi e super-ricchi.
Secondo te, cosa gliene può importare alla gente comune Francese, quella che la baguette al panificio se la va a comprare da sola e non può mandarci il personale di servizio, il sapere che i ricchi Francesi sono meno numerosi, e che il loro capitale è meno pingue, dei loro omologhi Tedeschi?


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Felice
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Re: Economia

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Sempre per Strong, un paio di commenti alla tua carta:

Non so quale sia la tua fonte, ma penso che ammetterai che è un po’ “strana”.
Guanda per quali paesi non ci sono dati: Arabia Saudita, Corea del Nord… passi. Ma “No data” per Australia e Paesi Scandinavi??? Mica si tratta di paesi in mano a sordide dittature!
Guarda il dato della Cina: uno dei paesi con meno poveri del mondo??? Scherziamo???
Il dato della Cina si spiega in un solo modo: hanno fatto riferimento alla soglia di povertà stabilità dal governo Cinese stesso, ovvero la barra è posta a livelli infimi. Se questo è il caso, ovvero se hanno fatto riferimento ai criteri stabiliti dai vari governi, i dati relativi ai vari paesi non sono omogenei e quindi non sono confrontabili.

Come era stato spiegato da Pacho tempo fa, quando si parla di “soglia della povertà”, c’è spesso un’ambiguità: alle volte si tratta di una soglia “assoluta”, altre di una soglia “relativa”.
Soglia assoluta è quando ci dice: “è povero colui il cui reddito è inferiore a tot dollari al giorno/mese/anno”. L’inconveniente evidente di questo criterio è che non si tiene conto in alcun modo del costo della vita nel paese in questione.
Questo inconveniente è indirettamente superato dalla soglia relativa: si determina dapprima il reddito mediano, quello che separa la metà più abbiente della popolazione dalla metà meno abbiente, e si considera “povero” colui il cui reddito è inferiore ad una fissata percentuale del reddito mediano (p.es. il 50%, anche se spesso si usa il 60%). Che questo criterio sia perfettamente ragionevole, lo puoi verificare con i dati che ho postato: in Germania, ad esempio, sei “povero” se il tuo reddito è inferiore a 783 euro al mese.
I dati che ho postato, e che si trovano a questo link:

http://www.inegalites.fr/spip.php?article388

sono calcolati secondo questo secondo criterio e sono omogenei, e quindi confrontabili, tra loro.


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Re: Economia

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TIC ha scritto:
Felice ha scritto: ...
Sveglia TIC ! Che la crisi in Germania non ci fosse lo pensavi solo tu, perché tu guardi sempre ed esclusivamente le cose dal punto di vista di coloro che detengono capitale e ricchezza. Ed infatti, se vai a vedere in numero di ricchi e di super-ricchi, ce ne sono molto di più in Germania che in Francia.
Che c'entra ?

(anche se poi a me risulta che la Germania sia la nazione piu' in salute d'Europa, lo dicono gli unici che secondo me possono dirlo, i mercati, vedi spread)
Come volevasi dimostrare.


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Re: Economia

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x felice:
ovvio che c'è una bella differenza tra povertà relativa e povertà assoluta ma lo scopo di quel grafico (fonte wiki) non era tanto quello di evidenziare le anomalie su alcuni paesi o la mancanza di dati su altri (anche l'italia è senza dati), piuttosto era per sottolineare, in risposta al tuo post, che non ritengo
si possa sperare di ottenere un tasso di povertà relativa tendente allo 0. Quel grafico, secondo me potrebbe dimostrarlo con tutte le riserve del caso. (anche se non è specificato se sono dati di povertà relativa oppure aasoluta)
Il fatto che la francia risulti essere "meno povera" della germania mi fa però propendere (visto i dati che hai postato) che sia stato realizzato su dati relativi

I dati istat dicono che gli indici di poverà realativa (fino al 2011) sono abbastanza stabili

http://dati.istat.it/Index.aspx?DataSet ... _INDPOVREL

poi vorrei anche fare la distinzione tra chi si impoverisce colpito da eventi esterni incontrollabili e chi invece si impoverisce a causa di scellerate politiche
economico-famigliari. (es. finanziamenti per comprarsi l'iphone) se non hai 600 euro (con margine) per comprarti il super telefono te ne devi comprare uno da 50euro senza indebitarti). potrei parlare anche delle auto....


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Re: Economia

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Strong ha scritto: poi vorrei anche fare la distinzione tra chi si impoverisce colpito da eventi esterni incontrollabili e chi invece si impoverisce a causa di scellerate politiche
economico-famigliari. (es. finanziamenti per comprarsi l'iphone) se non hai 600 euro (con margine) per comprarti il super telefono te ne devi comprare uno da 50euro senza indebitarti). potrei parlare anche delle auto....
Strong, questa cosa non inficia assolutamente lo stato di cose che vede quote di ricchezza spostarsi sistematicamente dai meno abbienti ai ricchi. E in ciò non c'entra l'iPhone.


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Re: Economia

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Admin ha scritto:
Strong ha scritto: poi vorrei anche fare la distinzione tra chi si impoverisce colpito da eventi esterni incontrollabili e chi invece si impoverisce a causa di scellerate politiche
economico-famigliari. (es. finanziamenti per comprarsi l'iphone) se non hai 600 euro (con margine) per comprarti il super telefono te ne devi comprare uno da 50euro senza indebitarti). potrei parlare anche delle auto....
Strong, questa cosa non inficia assolutamente lo stato di cose che vede quote di ricchezza spostarsi sistematicamente dai meno abbienti ai ricchi. E in ciò non c'entra l'iPhone.

certo, ci mancherebbe.
ma diverse famiglie, in questo momento, sono in gravi difficoltà perchè, oltre ad aver perso il lavoro, hanno sul groppone anche tutta una serie di scelte economice scellerate.

io e te, nell'immediato, non possiamo fare nulla contro lo sbilanciamneto della richhezza (e personalmente ritengo che sia comunque utopico pensare di poter far qualcosa in generale), però possiamo fare molto nella gestione economica famigliare


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Re: Economia

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I consumi delle famiglie, secondo la Banca d'Italia, sono tornati al livello del primo dopoguerra.
http://www.tzetze.it/2012/11/leuropa-st ... menta.html


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.


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Re: Economia

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Frieden ha scritto:I consumi delle famiglie, secondo la Banca d'Italia, sono tornati al livello del primo dopoguerra.
http://www.tzetze.it/2012/11/leuropa-st ... menta.html
E' falso.
La banca d'Italia ha riportato una stima OCSE che evidenzia il maggior crollo dei consumi del dopoguerra. Ovviamente i consumi attuali sono incommensurabilmente piu' alti di quelli del dopoguerra.

Tzetze...


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Re: Economia

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Vero. Per essere più precisi, la stima si riferisce al secondo e non al primo dopoguerra.
L'articolo è stato pubblicato su byoblu, non è il caso di generalizzare per sciocchezzuole. Il sugo dell'articolo rimane invariabilmente reale e drammatico.


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Re: Economia

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Il fantastico mondo di trifase. (sì, però in Siria l'esercito usa i bambini come scudi umani, eh)
Logistica, i facchini a 5 euro lordi all'ora. Cooperative fittizie e infiltrazioni criminali.
Facchini, i sottopagati dei 5 euro. Tra cooperative fittizie e infiltrazioni
http://www.parmatoday.it/cronaca/logist ... agati.html


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Re: Economia

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Il governo preferito di tic/trifase e seguaci.

Ddl Stabilità, più fondi per la Tav. È allarme sugli atenei, Profumo: uno su due rischia il default
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbelPRDH

ps: non vi preoccupate...ci sarà chi per giustificare queste stronzte non esiterà a ricorrere a motivazioni morali.


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pacho ha scritto:Il governo preferito di tic/trifase e seguaci.

Ddl Stabilità, più fondi per la Tav. È allarme sugli atenei, Profumo: uno su due rischia il default
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbelPRDH

ps: non vi preoccupate...ci sarà chi per giustificare queste stronzte non esiterà a ricorrere a motivazioni morali.

le università si dovrebbero dare una regolata
in molti casi luoghi di sperpero di denaro pubblico, un serbatoio bucato che PRETENDE di essere rabboccato senza preoccuparsi di chiudere prima le falle.
quelle virtuose sono poche e ce le invidia il mondo


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Re: Economia

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Strong ha scritto:
pacho ha scritto:Il governo preferito di tic/trifase e seguaci.

Ddl Stabilità, più fondi per la Tav. È allarme sugli atenei, Profumo: uno su due rischia il default
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/ ... d=AbelPRDH

ps: non vi preoccupate...ci sarà chi per giustificare queste stronzte non esiterà a ricorrere a motivazioni morali.

le università si dovrebbero dare una regolata
in molti casi luoghi di sperpero di denaro pubblico, un serbatoio bucato che PRETENDE di essere rabboccato senza preoccuparsi di chiudere prima le falle.
quelle virtuose sono poche e ce le invidia il mondo
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2. Andiamo avanti.
Ocse: Italia fanalino di coda negli investimenti per la scuola
Secondo la graduatoria dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico il nostro paese, con un misero 9% della spesa pubblica destinato all'istruzione, è 31esimo in classifica. Stessa posizione anche per il dato che fotografa gli esborsi in rapporto con il Pil (4,9%)
[...]La spesa media per studente in Italia (9.055 dollari) non è lontana dai livelli Ocse (9.249 dollari), ma è diversamente distribuita tra i vari gradi di istruzione.
E' sopra la media per la scuola dell'infanzia (nona su 34 paesi, con quasi 8mila dollari) e la primaria (decima su 35), mentre scende sotto la media per la scuola secondaria (18esima con 9.111 dollari) e per l'istruzione universitaria (24esima, con 9.561 dollari contro la media Ocse di 13.179)[...]
fonte: http://www.repubblica.it/economia/2012/ ... -42329650/

3.
I FALSI MITI DELL'UNIVERSITA' ITALIANA
IL 24 ottobre scorso, è uscito sul Corriere della Sera un editoriale intitolato "Un paese fuori corso" a
firma di Francesco Giavazzi:
..segue...
http://www-3.unipv.it/ingegneria/commis ... 20MITI.pdf
Ultima modifica di pacho il mercoledì 19 dicembre 2012, 17:36, modificato 1 volta in totale.


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Re: Economia

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Corporazioni.
Riporto un interessante articolo di Giavazzi dell'anno scorso sulla sinistra complementarita' Sindacati-Confindustria

http://www.corriere.it/editoriali/11_ot ... 7820.shtml


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Re: Economia

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Se Giavazzi avesse un minimo di coerenza e di dignità, perchè non si dimette dall'università di Confindustria, dove 'insegna' (e viene lautamente pagato)?

Ragionamento del nostro:

- il problema sono i sindacati (ma quando mai..dato che firmano le peggiori schifezze?).
- la controparte dei sindacati è Confindustria.
- dato che confindustria è al governo (lo stato ha ormai perso ogni ruolo di mediatore tra interessi divergenti) non è più necessaria una associazione formale privata, che rappresenti gli interessi delle imprese
- eliminando l'associazione 'confindustria', si toglie il tavolo negoziale dei sindacati, vero obiettivo del nostro.
- togliendo la controparte, il sindacato non ha più ragione d'essere: se ne riduce così il peso.

Poi bisognerebbe capire quale sia la 'colpa' del sindacato in italia, dato che negli ultimi 25 anni la produttività è cresciuta molto di più dei salari, al punto che gli stipendi italiani sono tra i più bassi d'europa.
Ovviamente, quella del signor Giavazzi (e del corriere, il giornale di confindustria che critica confindustria...da scompisciarsi) è una lotta ideologica.


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Re: Economia

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pacho ha scritto:Se Giavazzi avesse un minimo di coerenza e di dignità, perchè non si dimette dall'università di Confindustria, dove 'insegna' (e viene lautamente pagato)?
Giavazzi insegna in Bocconi, l'università di Connfindustria è la LUISS: non confondiamo la cacca con la cioccolata, per piacere...


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Re: Economia

Messaggio da leggere da Strong »

sentenza storica (ma in pochi ne parlano)

Derivati, le quattro banche estere condannate per truffa al Comune di Milano
Confiscati 87 milioni di euro, multa di un milione a ciascun istituto, condanne tra 6 e 8 mesi per nove funzionari


http://milano.corriere.it/milano/notizi ... 2358.shtml

il tutto in pieno Governo Monti.


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l'assoluzione di porta, pero', non si capisce che senso abbia. l'avranno pure truffato, ma i soldi che ci ha messo erano i nostri...


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Re: Economia

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TIC ha scritto:...Riporto un interessante articolo di Giavazzi...
Ecco un esempio della credibilità delle pontificazioni del mito di Tic/Trifase, baron Giavazzi.

Spesa, risultati, efficienza. Miti, leggende e realtà dell'università italiana
http://www.roars.it/online/wp-content/u ... a_rev6.pdf


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Re: Economia

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Interessante intervento sul tema dell'aver vissuto al di sopra dei propri mezzi: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/07 ... zi/307141/


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Re: Economia

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ah Tic/trifà, bella figura demmerda i tuoi idoli...ah ah ah.
Lo stupore di Alesina-Giavazzi e la favola dell’austerità espansiva
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01 ... va/477747/


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Re: Economia

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E ci mancherebbe che il Fatto sostenesse Giavazzi e Alesina, e' come sperare che Libero critichi l'operazione "Alitalia" (...).
Restando al Fatto, sarebbe interessante sentire quello che ne pensa Stefano Feltri, e non un consigliere di politici di sinistra.


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