Lingua italiana, domande e risposte.

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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » martedì 12 giugno 2018, 12:41

Minoritari, ma presenti nella pronuncia più sorvegliata e quindi ancora con qualche possibilità di imporsi nell'uso generale sono: abbacìno, infervòro, subodòro, valùto. Per legittimarli, più che al latino, converrà pensare ai sostantivi corradicali: bacìno, fervore, odore, valuta, che tutti pronunciano piani.

Indovinello agli albori dell'italiano
Se pareba boves, alba pratàlia aràba
et albo versòrio teneba, et negro sèmen seminaba
Traduzione
Teneva davanti a sé i buoi, arava bianchi prati,
e un bianco aratro teneva e un nero seme seminava


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da nemecsek. » martedì 12 giugno 2018, 23:39

Carlè, me faresti un sunto sull uso della virgola?
Temo sempre di essere ridondante nel loro uso, e di metterle nei posti sbagliati.
Di essere ridondante nel loro uso e di metterle nei posti sbagliati.
Grazie. :D

edit puoi pure pigliare qualche mio vecchio intervento come esempio e correggerlo, se ritieni. :crazy:
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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 13 giugno 2018, 10:25

nemecsek. ha scritto:
martedì 12 giugno 2018, 23:39
Carlè, me faresti un sunto sull uso della virgola?
Temo sempre di essere ridondante nel loro uso, e di metterle nei posti sbagliati.
Di essere ridondante nel loro uso e di metterle nei posti sbagliati.
Grazie. :D

edit puoi pure pigliare qualche mio vecchio intervento come esempio e correggerlo, se ritieni. :crazy:
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"Vaste programme" avrebbe detto De Gaulle, perché l'uso dei segni di interpunzione è molto soggettivo e la virgola forse è quello che dipende più dai gusti personali. Ad es ci sono stati scrittori che hanno proprio deciso di non farne mai (o quasi) uso. In ogni modo posso dirti quello che pensa Luca Serianni il miglior italianista vivente.
Non va mai usata all'interno di blocchi unitari, ad es. fra soggetto e predicato (Nemecsek legge); tra predicato e oggetto (leggo il giornale), tra aggettivo e sostantivo (i vecchi nonni). Tuttavia questa norma non vale tutte le volte che uno dei due elementi del sintagma è messo in evidenza (sorrideva, lui, senza cappello e cravatta).
Segnaliamo alcune situazioni in cui può trovarsi la virgola:
a) nelle enumerazioni
b) prima di un apposizione; è andato a far visita a Giuseppe, suo figlio
c) prima di un vocativo assoluto: "Senti, babbo!" "Via, caro Renzo".
d) questa è la più importante: negli incisi
e) nelle ellissi: il primo indossava un berretto, il secondo un cappello (sottinteso indossava).
Mi fermo qui, ma ripeto ... anzi no . :)


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 13 giugno 2018, 15:09

Anche il grande Luca Serianni fa riferimento al cambiamento di genere di cui avevamo già parlato: "... l'alternanza genera un cambiamento di dimensioni e di solito comporta anche una connotazione negativa; e le due possono andare di pari passo: se infatti una pennellessa o una coltella (o coltellessa) designano semplicemente un pennello a spatola molto larga e un coltello da macellaio di particolari dimensioni, articolessa e sonettessa significano invece un articolo lungo e noioso e un sonetto doppio e, per estensione, un sonettaccio da quattro soldi. E così discorsa o discorsessa nel Carducci sta a indicare un discorso lungo, enfatico, inconcludente e noioso! :)


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da nemecsek. » mercoledì 13 giugno 2018, 22:00

lemond ha scritto:
mercoledì 13 giugno 2018, 10:25
nemecsek. ha scritto:
martedì 12 giugno 2018, 23:39
Carlè, me faresti un sunto sull uso della virgola?
Temo sempre di essere ridondante nel loro uso, e di metterle nei posti sbagliati.
Di essere ridondante nel loro uso e di metterle nei posti sbagliati.
Grazie. :D

edit puoi pure pigliare qualche mio vecchio intervento come esempio e correggerlo, se ritieni. :crazy:
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"Vaste programme" avrebbe detto De Gaulle, perché l'uso dei segni di interpunzione è molto soggettivo e la virgola forse è quello che dipende più dai gusti personali.
Grazie! :)

Se permetti, quando avrò qualche dubbio li posterò qui, per una tua opinione.

p.s.

Io di Serianni conosco un Bruno, meticcio arbereshe sardo, carpentiere, ultras non allineato in Maratona.
Sarebbe stato un mosca/ gallo eccellente.
Lui però la punteggiatura la violenta.


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » giovedì 14 giugno 2018, 8:06

nemecsek. ha scritto:
mercoledì 13 giugno 2018, 22:00

Se permetti, quando avrò qualche dubbio li posterò qui, per una tua opinione.

p.s.

Io di Serianni conosco un Bruno, meticcio arbereshe sardo, carpentiere, ultras non allineato in Maratona.
Sarebbe stato un mosca/ gallo eccellente.
Lui però la punteggiatura la violenta.
Era proprio questo lo scopo della discussione e ti devo dire che l'eventuale opinione di Bitossi è migliore della mia. ;)

P.S. Se vuoi conoscere Luca, invece di bruno, ecco qui https://www.youtube.com/watch?v=AnPQAT18wf0


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 15 giugno 2018, 13:50

il filo -> i fili/ le fila
Il maschile, al plurale designa in concreto i fili d'erba, della luce, del telefono etc. Il femminile, invece si riferisce più all'astratto, come ad es. alla trama di una congiura, cioè alle fila come intreccio di un caso, piuttosto che a singoli oggetti filiformi. C'è da dire altresì che è spesso usato, ma è sbagliato, l'uso di fila (plurale) come insieme di persone o cose, invece di *file*. Es. una certa inquietudine serpeggiava fra le *file* del partito.


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » lunedì 18 giugno 2018, 13:24

È un uso solo toscano, ma, in quanto tale non sbagliato secondo la grammatica, quello dei numerali in funzione di sostantivi e quindi possono avere anche il plurale, per cui, giocando a carte, uno può chiedere quanti setti sono usciti. :)


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da Bitossi » lunedì 18 giugno 2018, 13:40

lemond ha scritto:
lunedì 18 giugno 2018, 13:24
È un uso solo toscano, ma, in quanto tale non sbagliato secondo la grammatica, quello dei numerali in funzione di sostantivi e quindi possono avere anche il plurale, per cui, giocando a carte, uno può chiedere quanti setti sono usciti. :)
Dimmi il plurale di tre! :diavoletto:
(esistono anche i sostantivi invariabili, eh... :old: )


Ringrazio la mia mamma per avermi fatto studiare da ciclista

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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » lunedì 18 giugno 2018, 13:45

Bitossi ha scritto:
lunedì 18 giugno 2018, 13:40
lemond ha scritto:
lunedì 18 giugno 2018, 13:24
È un uso solo toscano, ma, in quanto tale non sbagliato secondo la grammatica, quello dei numerali in funzione di sostantivi e quindi possono avere anche il plurale, per cui, giocando a carte, uno può chiedere quanti setti sono usciti. :)
Dimmi il plurale di tre! :diavoletto:
(esistono anche i sostantivi invariabili, eh... :old: )
Giusto, ma io parlavo degli altri. :bll:


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » sabato 23 giugno 2018, 9:17

Il noi allocutivo

Se vogliamo far notare a qualcuno che un'affermazione è eccessiva potremmo dirgli *non esagerare o non esageri*, ma anche dargli una sfumatura di maggiore benevolenza con, appunto il noi allocutivo: "Non esageriamo". ;) È un modo di prendere per noi un po' di colpa, ancorché ben sappiamo di non essere responsabili. :)


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » domenica 24 giugno 2018, 9:42

I dimostrativi (ovvero, usati per indicare, lat. demonstro) fondamentali in italiano sono tre: questo, codesto e quello. Il secondo indica vicinanza a chi ascolta e non a chi parla, ma purtroppo è ignorato da molti al di fuori della toscana e addirittura Luigi Fornaciari (lucchese) nel 1881 osservava che il cotesto "puzzava" di affettazione! Ma che volete, costui era la stessa persona che applaudiva Pio IX, invece che mandagli gli accidenti di rito. :D


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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da Gimbatbu » domenica 24 giugno 2018, 18:07

lemond ha scritto:
lunedì 18 giugno 2018, 13:24
È un uso solo toscano, ma, in quanto tale non sbagliato secondo la grammatica, quello dei numerali in funzione di sostantivi e quindi possono avere anche il plurale, per cui, giocando a carte, uno può chiedere quanti setti sono usciti. :)
Conoscevo un tizio che commentando le schedine soleva dire tra l' ilarità generale :- Quanti dui ci sono? - Scopro adesso che aveva ragione! :ouch:



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Re: Lingua italiana, domande e risposte.

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 27 giugno 2018, 9:59

pro-blè-ma

dal latino problèma, dal greco próblema, derivato di probállein 'proporre, mettere innanzi', composto di pro- 'avanti' e ballein 'gettare'.

'Problema' è una parola che viene usata con disinvoltura fin dalla più tenera età, ma i suoi caratteri peculiari, quelli che la rendono potente, li colgono in pochi.

Partiamo dall'etimo perché è folgorante: il problema è il proposto, cioè letteralmente ciò che è posto davanti. Un 'posto' che nel greco ballein, verbo fecondo e benedetto, è un messo e un gettato. Il problema quindi interviene, collocato o lanciato sul nostro corso - e da questa prima presentazione, davvero neutra, già sorridiamo per come il problema si sia volto tutto in bega.

Sarebbe un errore credere di esaurire il problema nella bega, nella questione difficile, nell'inconveniente: perché l'intervento del problema richiede una soluzione.

P.S.
Sono una trentina d'anni che lotto contro l'uso di questa parola prezzemolo; la gente pare "si sciacqui la bocca" nell'usarla: non ci sono più difficoltà o malattie, ma solo problemi e problemi di salute. Ho usato solo due esempi, ma se potrebbero considerare a decine! La proposta è diventata difficoltà, perché i bambini alle elementari non sapevano risolvere i quesiti che assegnava loro il maestro e nella vita da adulti si sono rifatti!!!


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