Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » venerdì 18 dicembre 2015, 3:39

Sul della spesa e sullo sforzo tecnologico non ci sono dubbi come è verissimo che quel progetto abbia generato tantissime soluzioni tecniche che usiamo quotidianamente. Io non sto sostenendo la teoria del complotto ma dico che per quanto mi riguarda, oltre a tutte le " classiche" dagli hotspot nelle foto, alle videocamere standard senza isolamento (tema sul quale anche alcuni ingegneri della marca produttive hanno ), oltre alle foto con ombre incoerenti (attivissimo mostra solo alcune con sfasamenti minimi mentre c'è ne sono di inspiinspiegabili) che i mith buster, cercando di dimostrare, hanno invece ulteriormente rafforzato tale argomento, si aggiunge il video NASA sulle Orion e la dichiarazione dell'astronauta.
Soprattutto il video NASA mi fa pensare e mi fa tener aperta la possibilità per lincredibile ipotesi.
Sospetta è poi la recente uscita della falsa intervista a Kubrick che ammette di aver partecipato alle messinscena: su chi come me nutre almeno un piccolo dubbio o non esclude la cosa, dovrebbe avere l'effetto tipo "ecco vedi, producono persino dei falsi.."
quando l'intervista è fatta proprio in modo da venir riconosciuta come falsa.

ps: i myth Busters hanno fatto un esperimento per le ombre con un plastico e modificando il paesaggio hanno ottenuto delle ombre non parallele concludendo così che è possibile e debunkando l'argomento. Non so come, se errore o messaggio volontario ma in quel esperimento hanno usato faretti da cinema e dunque hanno dimostrato che quel effetto è possibile proprio che le ombre discordanti sono risultato di più fonti di luce artificiali e non del sole. Attivissimo risponde in malafede mostrando foto terrestri con ombre discordanti ma a causa della particolare conformazione del terreno (non c'entra niente con quello lunare delle foto e con altre ombre convergenti causa prospettiva , ignorando però che sulle foto contestate, la prospettiva non c'entra niente. Dunque la classica tecnica: sbufalare qualche foto e poi dire "vedete, la questione ombre non c'è"
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » sabato 19 dicembre 2015, 3:36

Voglio precisare che non ho nessuna verità in tasca ma il minimo dubbio che avevo, si è risvegliato col video in cui la NASA afferma di lavorare al problema delle "deadly belt" di van hallen mentre al tempo non c'era e non si accenava al fondamentale problema riducendolo ai dati forniti che sono paragonabili ad una o più radiografie. Sommato al lapsus dell'astronauta beam e alle parole del capitano della iss, fa in modo che almeno per me, ci sia lo spazio per questa possibilità.
Senza contare che era passato un solo anno da un altro complotto perfettamente riuscito ed insabbiato: l'omicidio di Robert Kennedy! Testimoni messi a tacere, prove bruciate sul reale numero di colpi sparati, fotografie distrutte prima del processo, fondamentale e solida testimonianza/autopsia del coroner che parla di 3 pallottole di cui una letale sparate a bruciapelo e da dietro e molto altro. Non parlo di JFK perché è superfluo ma almeno per quel caso, un sondaggio gallup degli anni 90, afferma che oltre l'ottanta percento del campione intervistato, crede al complotto.
Un punto fondamentale è che, a differenza di come molti credono, posso pensare che i Kennedy non siano stati uccisi da semplici pazzi ma questo per forza non vuol dire che credo ai rapimenti alieni o alla fantasmagorica teoria della terra cava! Infine vale anche il contrario, almeno spero: chi crede a una o più versioni ufficiali, non è matematico che creda sempre e comunque alla versione ufficiale.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi GiacomoXT » giovedì 24 dicembre 2015, 12:47

Per favore, le tesi sull'incapacità di attraversare le face di Van Allen lasciamole a gentaglia come Mazzucco, che con la faccia come il culo preferisci affidarsi a mezze dichiarazioni estrapolate qua e là senza andare a leggersi mezzo articolo scientifico in merito.

Paragonare le missioni Apollo con quelle Orion è sbagliato, oltre che disonesto. Le missioni Orion sono progettate per arrivare fino alla fascia degli asteroidi e su Marte: è una missione che deve viaggiare per mesi nello spazio interstellare, con tutte le difficoltà che ciò comporta. Non sono più sufficienti le vecchie protezioni (che la missione Apollo disponeva, sebbene molti dicano il contrario: basta guardarsi le specifiche tecniche del modulo di comando dell'Apollo per accorgersene), per cui è necessario studiare nuovi materiali adatti allo scopo. Inoltre, la tecnologia è completamente cambiata negli ultimi 50 anni: l'AGC di Apollo usava chip a core magnetici (che erano molto resistenti se sottoposti a intense radiazioni ed intensi campi elettromagnetici). Sebbene ci siano tante tecnologie a disposizione che sopportano il radiation hardening, è necessario studiare e testare ogni singolo componente.

Sul video delle missioni Orion, perché collegarlo con le missioni Apollo (per sostenere che tali missioni non avessero mai attraversato le fasce) è quindi sbagliato? Perché chi critica e paragona i due casi ignora tutte le diversità delle situazioni.

Come ho già spiegato, la sola necessità di usare nuovi materiali credo sia sufficiente a spiegare la necessità di nuovi test. Vorrei ricordare che, sebbene in un viaggio verso Marte l'attraversamento delle fasce contribuisce in parte minoritaria alla dose di radiazioni assorbite, spedire un modulo nello spazio e fargli attraversare le fasce da degli ottimi risultati per estrapolare alcuni dati sulla capacità delle protezioni adottate di schermare dalle radiazioni. Inoltre, i test di lancio nello spazio sono necessari anche per studiare la resistenza allo stress dei vari componenti meccanici. In altre parole: quando si costruisce qualcosa che va nello spazio, si lancia sempre una copia PRIMA per verificare che tutto vada bene e non ci siano problemi. A maggior ragione se a bordo di tale cosa debbano essere ospitate delle persone: per quanto riguarda le missioni Orion, quello che viene specificato nel video è verificare che la strumentazione di bordo non vada in avaria per via del tasso di radiazioni assorbite (non si parla di danni diretti alla salute umana, come molti tendono a pensare).

Sulle missioni Apollo, non è vero (come affermato, ma qui il problema è di chi diffonde tali cazzate...) che non ci fossero protezioni ad hoc contro le radiazioni. La struttura in alluminio e lo scudo termico in acciaio e leghe di metalli sono OTTIME protezioni contro le radiazioni ionizzanti. Basta cercarsi in rete un qualche studio di radiation hardening o similia per verificare che come materiale di prova (in quanto sufficientemente protettivo e sufficientemente leggero) è proprio l'alluminio. Ma questo era, ovviamente, già noto ai tempi delle missioni Apollo: negli articoli dello stesso Van Allen si fanno delle stime in merito e si parla di quantità di materiale da usare (che guarda caso corrisponde a quello effettivamente usato nelle missioni Apollo) per proteggere un astronauta da tali radiazioni.

Per dare due numeri, pochissimi mm di alluminio sono sufficienti a schermare COMPLETAMENTE gli elettroni contenuti nelle fasce di Van Allen. Per i protoni il discorso è diverso, ma è possibile stimare (http://www.braeunig.us/apollo/VABraddose.htm) che la quantità di radiazione assorbita dagli astronauti per via dei protoni, a valle degli schermi, è compatibile con i valori registrati e dichiarati dalla NASA (leggasi: valori non mortali).

Infine, i russi lanciarono dei razzi in orbita lunare (Zond) e misurarono, con protezioni ben inferiori di quelle usate per le missioni Apollo (meno della metà di materiale), che un viaggio simile sarebbe stato sicuro se della durata di 7 giorni.

Ora, con le informazioni scientifiche al posto giusto, è possibile trarre conclusioni. :cincin:



Sul discorso ombre: l'assunzione che si fa per provare che le ombre lunari sono divergenti a causa di più sorgenti luminose è che il terreno sia piatto. Questa ipotesi mi sembra molto difficile da sostenere per alcune foto.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Slegar » giovedì 24 dicembre 2015, 14:18

Oltre a quanto scritto da Giacomo, nelle missioni Apollo le fasce di Van Allen furono percorse in senso radiale. Nelle missioni Orion penso bisogna considerare che probabilmente la Terra potrà essere usata come "fionda gravitazionale" e quindi queste fasce è molto probabile che vengano percorse lungo la loro circonferenza con tempi di esposizione alle radiazioni notevolmente dilatati.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » domenica 27 dicembre 2015, 21:52

Ho dato un'occhiata al documento che col mio livello da primo anno di ingegneria difficilmente capirò ma mi lascia dubbioso la conclusione visto che i dati del valore delle radiazioni di fatto non lo sappiano neanche oggi (sappiamo che vanno da 10keV a 10MeV e che il comportamento è molto variabile).
Ho cercato qualcosa a rigurdo e ho trovato proprio una missione NASA per studiare il comportamento di queste fasce.
Sito NASA: http://vanallenprobes.jhuapl.edu/gallery/video.php
Nelle conferenze stampa si sottolinea l'importanza della missione perchè le nostre conoscenza a riguardo sono di fatto rimaste quelle degli anni 60. Come per Orion (sul quale slegar ha ragione) come con le dichiarazioni del capitano iss, la nasa sembra sbugiardarsi perchè al tempo disse che per le missioni apollo avevano previsto il momento migliore per far passare la navicella mentre in quei video dicono e ripetono che il comportamento è più imprevedibile di una donna col ciclo, che non ne capiscono i meccanismi e le variazioni si posso registrare in tempi brevi (infatti hanno mandato 2 sonde che si rincorrono lungo la stessa orbita). Oggi dicono che sono imprevedibili mentre negli anni 60 dicevano che avevano fatto la previsione per il momento propizio (previsione completamente impossibile ad oggi). Ad un certo punto della conferenza stampa, dicono addirittura "prima di mandare un astronauta in una zona così pericolosa ed imprevedibile, servono molti altri studi,ecc"
ggi, nel 2015, sui risultati di quella missione del 2012, la nasa afferma:
"The RPS instrument focuses on the inner radiation belt, an area that houses some of the highest energy protons in Earth's magnetic environment. These protons move fast enough that no shielding can stop them. Thus, they can easily penetrate inside a spacecraft, where they can harm electronics or astronauts. To study these particles, the RPS instrument measures the protons' energy and how their intensity varies over time. This will help scientists understand how the inner belt changes in response to solar activity." http://www.nasa.gov/mission_pages/rbsp/ ... YkiKvntmko
Ciò non mi fa correre a conclusioni ma mi fa porre interrogativi, sopratutto dopo aver visto la pazzesca messinscena del 9-11 e come è stata bevuta dalle masse. Credo che chi disse che più grande è il trucco e più funziona, non avesse tutti i torti!
Un'altro argomento, secondo me forte, è quello degli hotspot e fall-off: ho chiesto ad un amico di mio padre che è un fotografo tecnicamente preparato e ad un amico che fa il cameraman in TV (il canale della cbs, non ricordo il nome). Entrambi mi hanno risposto che il fenomeno è molto strano e che non lo sapevano spiegare (come molti altri fotografi\ingegneri intervistati a riguardo). Dopo aver visto il seguente video, pure loro si sono posti degli interrogativi. Interrogativi che non sono un'affermare il complotto lunare ma porsi in modo critico anche rispetto una diretta tv, anzi, sopratutto rispetto una diretta tv.
https://www.youtube.com/watch?v=NG7pjLZPeKY

altro video ambiguo con un'itervista alla cristoforetti: https://www.youtube.com/watch?v=Y-sG785wnQg
poi c'è in video della terra sospesa nel vuoto cosmico con la telecamere appoggiata all'oblo, non lo trovo ma lo lo ricerco: in due parole, dura qualche secondo inpiù in cui si vede che hanno oscurato la capsula, ripreso la terra dall'oblò ma quando tolgono i pannelli per oscurare, si vede che sono appena sopra la terra invece che a metà strada come avevano detto e poi la telecamera non era ppoggiata alla finestra ma da lontano così da dare l'effetto della lontananza.

Il video non è fazioso ma è di mazzucco che non considero un vate o un messia ma che ha il mio rispetto per aver fatto il miglior documentario sul 9-11 al mondo ed ha il merito di aver fatto la "demolizione controllata" di attivissimo che più di una volta ha rivelato la sua malafede oppure il fare lo gnorri rispetto le decine e decine di testimonianze su esplosioni precedenti il primo aereo, sulle pozze di metallo fuso presenti e documentate almeno per altre 6 settimane dopo l'attentato o ancora il sostenere ad occhi chiusi la versione del nist pure quando si autosbugiardava con l'animazione del crollo del wtc7.


PS: cmq no vedo l'ora di tornar a discutere se valverde riuscirà a fare una stagione ancora al livello 2015 o se quintana e contador, stavolta riusciranno a tenere froome sul ventoux :cincin:
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Brogno » domenica 3 gennaio 2016, 22:00

Io la penso piu o meno come questo commentatore del video (utente vangelosecondomarco), soprattutto relativamente al punto del fuoco e all'angolo di illuminazione. Non mi interessa andare pro o contro, ma per me l'analisi di Mazzucco non e' valida.

Mazzucco massimo rispetto per i tuoi video e per il metodo razionale e obbiettivo con il quale tratti gli argomenti, ma in questo caso non tieni conto di diversi fattori che presumibilmente contribuiscono a creare questa anomalia sulla faccia della Luna. Per prima cosa bisogna dire che le foto dei paesaggi terrestri che hai preso come esempio sono illuminati dal Sole che probabilmente si trova alto nel cielo quindi in pieno giorno con i raggi solari che incidono diretti su quella porzione di pianeta, mentre bisogna vedere con quale angolo il Sole illumina la porzione di Luna dove sono state scattate quelle foto che secondo l'ombra riflessa dagli astronauti risulterebbe essere particolarmente acuto quindi stella bassa sull'orizzonte; in secondo luogo non hai tenuto conto del fatto che sulla Luna, come tutti sappiamo non c'è atmosfera, quindi un'elemento in più che contribuisce sulla Terra a riflettere la luce solare ed assorbire gli ultravioletti che donano quel caratteristico azzurro cielo, rendendo il tutto più omogeneo. Bisogna comunque aggiungere che fare dei paralleli con la Terra ed il nostro satellite sul comportamento degli effetti fisici è sempre scomodo, vuoi perché nonostante le leggi fisiche sono sempre le stesse in tutto l'Universo a volte esse si manifestano diversamente a seconda degli elementi con i quali esse interagiscono. Detto questo, in ultima analisi, tengo sempre in conto il fatto che possa essere stata una farsa l'allunaggio ma sino ad ora sono più salde le prove a favore, anche se penso che solo l'Apollo 17 sia stata l'unica.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » lunedì 4 gennaio 2016, 14:10

Quì c'è un'analisi approfondita delle foto con esperti tra i quali il manager del progetto spaziale della Hasselblad e un tecnico della kodak. Troppe cose non sono spiegabili nelle sole fotografie. https://www.youtube.com/watch?v=yo5w0pm24ic
Poi c'è il video della terra nel vuoto cosmico fatto a circa metà strada: non servono teorie strane perchè si vede chiaramente come hanno truccato l'immagine oscurando l'interno ed usando l'oblò.
Poi ci sono cose eccezionali anche qua in italia come il laboratorio del gran sasso e questo esperimento verso il quale c'è interesse in tutto il mondo: https://www.youtube.com/watch?v=hh9O7s-6hnk

ps: dimenticavo pure questo studio, ho fede che il metodo applicato non voglia distorcere ulteriormente http://www.aulis.com/stereoparallax.htm
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi GiacomoXT » lunedì 4 gennaio 2016, 15:38

Che c'è di strano nell'esperimento Xenon1T? :uhm:

Per motivi personali (leggasi: conosco bene dei ricercatori che ci lavorano), preferisco Darkside: http://darkside.lngs.infn.it/
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » lunedì 4 gennaio 2016, 16:36

Cosa c'è di strano? niente, anzi è fantastico che in italia ci sia un'esperimento a questo livello su uno dei temi che più mi interessano ultimamente e curiosissimo di sapere se le wimps esistono e sono la materia oscura.

edit: ho letto l'articolo, quindi quest'esperimento sempre al gran sasso, ha già registrato delle collisioni?
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi GiacomoXT » lunedì 4 gennaio 2016, 17:20

Ma in Italia ci sono TANTI esperimenti sulla rivelazione di materia oscura! :bll:

Si trovano più o meno tutti al Gran Sasso: http://www.lngs.infn.it/it/esperimenti-attuali

Ad esempio, Xenon1T è l'upgrade (in costruzione) di Xenon100. Le pubblicazioni di Xenon100 le trovi qua: http://arxiv.org/find/astro-ph/1/au:+co ... /0/all/0/1

Per Darkside50, invece, le pubblicazioni le trovi qua: http://arxiv.org/find/astro-ph/1/au:+Co ... /0/all/0/1 Anche Darkside sta subendo un upgrade (Darkside100): oltre a raddoppiare il volume attivo del rivelatore (costituito sempre da Argon liquido), so che stanno per iniziare la produzione dei moduli del detector (matrici di fotomoltiplicatori al silicio, SiPM).

I risultati, in ogni caso, sono negativi per tutti questi esperimenti di rivelazione diretta di materia oscura (ovvero: sperano di vedere la collisione di particelle di materia oscura all'interno del rivelatore, e di vedere una modulazione annuale del segnale per motivi astronomici). L'unica eccezione (su cui la comunità è sciettica, perché i parametri estrapolati dal segnale vanno a finire in una regione esclusa da altri esperimenti...) è l'esperimento Dama. Una presentazione su Dama la trovi qua: http://people.roma2.infn.it/~dama/pdf/C ... 07_web.pdf , mentre un articolo che "sconfessa" i risultati di Dama è questo: http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/101 ... 2482v3.pdf

La situazione è abbastanza intricata. Non sono particolarmente esperto di ciò, quindi non so darti ulteriori dettagli precisi.



È credenza comune (ma errata) che in Italia non ci siano esperimenti scientifici all'avanguardia. Oltre a quelli citati sopra, ci sono gli altri esperimenti presenti nei laboratori nazionali dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), situati a Legnaro, Frascati, Gran Sasso e Catania. Ma è possibile citare anche il laboratorio Elettra di Trieste (dove c'è un sincrotrone) o l'osservatorio EGO per onde gravitazionali vicino a Pisa (http://www.ego-gw.it/index.aspx).

Oltre agli esperimenti effettivamente presenti sul suolo italiano, ci sono anche i tantissimi esperimenti in giro per il mondo presso cui partecipano e lavorano tantissimi ricercatori appartenenti ad istituzioni italiane. Un esempio è l'esperimento CMS del CERN: il rivelatore di vertice al silicio (il cuore dell'esperimento) è stato interamente realizzato e montato in Italia (l'assemblaggio è stato fatto presso i laboratori dell'INFN di Pisa). In questo momento, negli stessi laboratori (laboratori in cui io ho l'accesso, visto che ci sto facendo la tesi :sherlock: ) stanno lavorando per l'upgrade del rivelatore.

Ma di esempi di questo tipo ce ne sono a bizzeffe. Ad esempio, io sto lavorando sull'esperimento Belle II, un rivelatore di particelle situato a Tsukuba, in Giappone, presso i laboratori di KEK. L'esperimento si occuperà dello studio approfondito della fisica del quark b. A Pisa stiamo collaborando alla costruzione del rivelatore di vertice al silicio. Altri siti italiani stanno collaborando alla costruzione del calorimetro elettromagnetico e ad altri sottorivelatori.



Se sei interessato ed abiti vicino ad uno di questi luoghi di ricerca, è possibile visitare i laboratori. Periodicamente vengono organizzate delle giornate "a porte aperte". Eventualmente posso darti una mano a trovare le indicazioni utili su internet. :hippy:
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi el_condor » lunedì 4 gennaio 2016, 20:31

GiacomoXT ha scritto:Ma in Italia ci sono TANTI esperimenti sulla rivelazione di materia oscura! :bll:

Si trovano più o meno tutti al Gran Sasso: http://www.lngs.infn.it/it/esperimenti-attuali

Ad esempio, Xenon1T è l'upgrade (in costruzione) di Xenon100. Le pubblicazioni di Xenon100 le trovi qua: http://arxiv.org/find/astro-ph/1/au:+co ... /0/all/0/1

Per Darkside50, invece, le pubblicazioni le trovi qua: http://arxiv.org/find/astro-ph/1/au:+Co ... /0/all/0/1 Anche Darkside sta subendo un upgrade (Darkside100): oltre a raddoppiare il volume attivo del rivelatore (costituito sempre da Argon liquido), so che stanno per iniziare la produzione dei moduli del detector (matrici di fotomoltiplicatori al silicio, SiPM).

I risultati, in ogni caso, sono negativi per tutti questi esperimenti di rivelazione diretta di materia oscura (ovvero: sperano di vedere la collisione di particelle di materia oscura all'interno del rivelatore, e di vedere una modulazione annuale del segnale per motivi astronomici). L'unica eccezione (su cui la comunità è sciettica, perché i parametri estrapolati dal segnale vanno a finire in una regione esclusa da altri esperimenti...) è l'esperimento Dama. Una presentazione su Dama la trovi qua: http://people.roma2.infn.it/~dama/pdf/C ... 07_web.pdf , mentre un articolo che "sconfessa" i risultati di Dama è questo: http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/101 ... 2482v3.pdf

La situazione è abbastanza intricata. Non sono particolarmente esperto di ciò, quindi non so darti ulteriori dettagli precisi.
caro Giacomo , Buon Anno e auguri per la tesi...
Mio figlio ha discusso la tesi di dottorato svolta al CERN (in collaborazione col Sant'Anna) a metà ottobre (al Sant'Anna). Ha avuto la lode ma ha lavorato veramente tanto (aveva perso sei o 7 kg)..
Di nuovo tanti auguri..
Ciao
Emilio

p.S: se t interessano inofmrazioni dal CERN posso darti l'email di mio figlio...



È credenza comune (ma errata) che in Italia non ci siano esperimenti scientifici all'avanguardia. Oltre a quelli citati sopra, ci sono gli altri esperimenti presenti nei laboratori nazionali dell'INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), situati a Legnaro, Frascati, Gran Sasso e Catania. Ma è possibile citare anche il laboratorio Elettra di Trieste (dove c'è un sincrotrone) o l'osservatorio EGO per onde gravitazionali vicino a Pisa (http://www.ego-gw.it/index.aspx).

Oltre agli esperimenti effettivamente presenti sul suolo italiano, ci sono anche i tantissimi esperimenti in giro per il mondo presso cui partecipano e lavorano tantissimi ricercatori appartenenti ad istituzioni italiane. Un esempio è l'esperimento CMS del CERN: il rivelatore di vertice al silicio (il cuore dell'esperimento) è stato interamente realizzato e montato in Italia (l'assemblaggio è stato fatto presso i laboratori dell'INFN di Pisa). In questo momento, negli stessi laboratori (laboratori in cui io ho l'accesso, visto che ci sto facendo la tesi :sherlock: ) stanno lavorando per l'upgrade del rivelatore.

Ma di esempi di questo tipo ce ne sono a bizzeffe. Ad esempio, io sto lavorando sull'esperimento Belle II, un rivelatore di particelle situato a Tsukuba, in Giappone, presso i laboratori di KEK. L'esperimento si occuperà dello studio approfondito della fisica del quark b. A Pisa stiamo collaborando alla costruzione del rivelatore di vertice al silicio. Altri siti italiani stanno collaborando alla costruzione del calorimetro elettromagnetico e ad altri sottorivelatori.



Se sei interessato ed abiti vicino ad uno di questi luoghi di ricerca, è possibile visitare i laboratori. Periodicamente vengono organizzate delle giornate "a porte aperte". Eventualmente posso darti una mano a trovare le indicazioni utili su internet. :hippy:
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » martedì 2 febbraio 2016, 1:00

bellissima animazione su come la terra non ruoti intorno al sole ma la traiettoria sia elicoidale perchè il sole stesso ruota. In realtà sarebbe pure più complesso perchè la stessa via latea si sposta nell'universo comunque è affascinante https://www.youtube.com/watch?v=mvgaxQGPg7I
mi piacerebbe sentire il suono che esce da quella onda sinusoidale...
vedendo l'animazione, viene quasi da pensare che la dualità particella-onda abbia qualcosa a che fare anche col moto dei pianeti (bestemmia)
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 10 febbraio 2016, 1:04

Citazione di bronstein rispetto all'omonimo cubo delle teorie fisiche...per me è folgorante
Allegati
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cubobroistein.JPG (37.86 KiB) Osservato 2341 volte
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 10 febbraio 2016, 1:21

GiacomoXT e deadnature: probabilmente mi sono perso un passaggio nella spiegazione divulgativa del modello standard ma non ho capito come mai il quark top possa avere quasi 200volte la massa del protone. Se è un costituente del protone, come può aver massa superiore?

ah dimenticavo, fonte: seminario ai laboratori di di frascati https://www.youtube.com/watch?v=BqJMFyO0Z2o
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Deadnature » mercoledì 10 febbraio 2016, 12:06

In realtà i costituenti del protone sono i quark up e down (che hanno massa circa 2.5 e 5 MeV, rispettivamente). La somma delle masse dei quark è ben inferiore a quella del protone (938 MeV), e questo eccesso di massa viene solitamente spiegato con le interazioni tra quark mediate dai gluoni. Qui però mi fermo, ché le mie conoscenze di fisica delle particelle sono assai limitate.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 10 febbraio 2016, 14:23

Deadnature ha scritto:In realtà i costituenti del protone sono i quark up e down (che hanno massa circa 2.5 e 5 MeV, rispettivamente). La somma delle masse dei quark è ben inferiore a quella del protone (938 MeV), e questo eccesso di massa viene solitamente spiegato con le interazioni tra quark mediate dai gluoni. Qui però mi fermo, ché le mie conoscenze di fisica delle particelle sono assai limitate.


Ok allora è stato un errore del prof perchè ha proprio detto quark top. E' un peccato che quel canale abbia così pochi iscritti perchè ci sono seminari davvero interessanti anche con chi sta lavorando al LHC

edit: sento ora la notizia che sono state rilevate le onde gravitazionali teorizzate proprio 100anni fa da einstein. L'annuncio ci dovrebbe esser alle 16:30. E' un passo importantissimo verso l'unificazione. Come un secolo fa, sembra che siamo li li per una ennesima rivoluzione scientifica. Senza contare che google ha appena annunciato e rilasciato foto del primo computer basato sulla correlazione quantica. Anche questo è un grandissimo traguardo che potenzierà a dismisura le capacità di calcolo e che un giorno arrivare fino ai dispositivi che abbiamo in tasca.

edit2: altra notizia appena arrivata http://www.pinibook.com/p/112-corsano-s ... 1cdd8.html
l'abito non fa il monaco perchè tramite amici comuni ho conosciuto roberto a ballare ed è una persona splendida, oltre che smodatamente intelligente e capace. Noi italiani dobbiamo fare questo salto perchè io e tanti altri, quando andiamo al lavoro, dobbiamo togliere piercing e coprire tatuaggi manco fossimo dei...boh...
alla nasa evidentemente, di questi problemi non se ne fanno
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Admin » mercoledì 10 febbraio 2016, 15:40

Edit2, a volte ti darei un bacio in fronte... :D

http://www.pinibook.com/p/112-cicloweb- ... 1b1da.html
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 10 febbraio 2016, 16:15

Admin ha scritto:Edit2, a volte ti darei un bacio in fronte... :D

http://www.pinibook.com/p/112-cicloweb- ... 1b1da.html



Hahahah che trollata, stavo scrivendo questo post intanto guardavo il TG leonardo con facebook acceso e vedo un ex compagno di corso che posta questo link su quest'altro amico comune salentino che sta facendo il dottorato in fisica all'università quindi poteva esser vero simile e gli ho pure mandato un messaggio di complimenti! :D
Dopo ho guardato gli altri articoli del sito e ho capito...sono tornato qui per cancellare edit2 ma CW è una dittatura alla grande fratello ed il despota con la mania del controllo aveva già letto tutto in pochi minuti e di conseguenza perculato il sottoscritto hahaha :D
Se non fossi stato così veloce a controllare, avrei rimediato alla figura di merda ma vabbe...io ho una teoria sulle figure di merda che in una certa quantità solo positive!
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Admin » mercoledì 10 febbraio 2016, 16:22

matteo.conz ha scritto:io ho una teoria sulle figure di merda che in una certa quantità solo positive!


Ebbè, e dove se non qui puoi esporre nel dettaglio questa tua teoria??? :D :cincin:
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 10 febbraio 2016, 16:30

Admin ha scritto:
matteo.conz ha scritto:io ho una teoria sulle figure di merda che in una certa quantità solo positive!


Ebbè, e dove se non qui puoi esporre nel dettaglio questa tua teoria??? :D :cincin:


Eh la teoria è ancora incompleta e sopratutto mi manca un grafico che distribuisca le figure di merde lungo l'asse x che rappresenta il tempo...poi ci sarebbe il problema dell'intensità (dovrei aggiungere un altro asse z?) e dell'attenzione della società al tema.
Se potessi farmi da tramite con claudio per chiedere una collaborazione, potrei completarla in tempi brevi e relativi grafici!
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Admin » mercoledì 10 febbraio 2016, 16:31

matteo.conz ha scritto:
Admin ha scritto:
matteo.conz ha scritto:io ho una teoria sulle figure di merda che in una certa quantità solo positive!


Ebbè, e dove se non qui puoi esporre nel dettaglio questa tua teoria??? :D :cincin:


Eh la teoria è ancora incompleta e sopratutto mi manca un grafico che distribuisca le figure di merde lungo l'asse x che rappresenta il tempo...poi ci sarebbe il problema dell'intensità (dovrei aggiungere un altro asse z?) e dell'attenzione della società al tema.
Se potessi farmi da tramite con claudio per chiedere una collaborazione, potrei completarla in tempi brevi e relativi grafici!


:D :nospam: :crazy:
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi GiacomoXT » giovedì 11 febbraio 2016, 13:27

matteo.conz ha scritto:
Deadnature ha scritto:In realtà i costituenti del protone sono i quark up e down (che hanno massa circa 2.5 e 5 MeV, rispettivamente). La somma delle masse dei quark è ben inferiore a quella del protone (938 MeV), e questo eccesso di massa viene solitamente spiegato con le interazioni tra quark mediate dai gluoni. Qui però mi fermo, ché le mie conoscenze di fisica delle particelle sono assai limitate.


Ok allora è stato un errore del prof perchè ha proprio detto quark top. E' un peccato che quel canale abbia così pochi iscritti perchè ci sono seminari davvero interessanti anche con chi sta lavorando al LHC

edit: sento ora la notizia che sono state rilevate le onde gravitazionali teorizzate proprio 100anni fa da einstein. L'annuncio ci dovrebbe esser alle 16:30. E' un passo importantissimo verso l'unificazione. Come un secolo fa, sembra che siamo li li per una ennesima rivoluzione scientifica. Senza contare che google ha appena annunciato e rilasciato foto del primo computer basato sulla correlazione quantica. Anche questo è un grandissimo traguardo che potenzierà a dismisura le capacità di calcolo e che un giorno arrivare fino ai dispositivi che abbiamo in tasca.

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Quello del quark top come costituente del protone è uno strafalcione che non si può sentire! :angry: :angry: :angry:

EDIT: ma è stato Luigi Rolandi a dire tale castroneria? Non ci credo! Si sarà confuso...

Sulle onde gravitazionali, pare che LIGO abbia rivelato un segnale proveniente da due buchi neri in collasso gravitazionale. Ahinoi, il Virgo di Pisa non ha potuto confermare la misura perché... è spento per upgrade. :diavoletto:

Comunque, la rivelazione delle onde gravitazionali non aiuta in alcun modo a trovare una cosiddetta teoria unificata (l'effetto è classico, non quantistico, per cui ci dice ben poco della natura quantistica della gravità).
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi GiacomoXT » giovedì 11 febbraio 2016, 18:04

Per chi volesse leggersi l'articolo originale (ed i vari articoli ad esso correlati): https://dcc.ligo.org/LIGO-P150914/public
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » giovedì 11 febbraio 2016, 23:12

Si si è solo confuso quando parlava delle masse dei quark ma le altre volte che parlava del protone non ha confuso il top con il down. Scusa l'ignoranza, sono solo un appassionato, ma perché la scoperta delle onde gravitazionali ( un passò verso la scoperta del gravitone?) non è uno scalino verso l'unificazione? se si scoprisse che esiste il quanto di gravità, non si andrebbe verso una teoria del tutto che supererebbe il modello standard?

Comunque quel Luigi Rolandi è davvero un grande perché ha detto senza mezzi termini che il vero merito della scoperta è dei giovani. Quando c'è stata l'esplosione, lui e i ricercatori anziani erano pessimisti e scoraggiati. Molti avevano ormai forti dubbi sulla fattibilità soprattutto perché, oltre alle complesse riparazioni, l'acceleratore doveva venir usato molto sotto le potenzialità. L'impulso determinante per il successo è venuto dai giovani ricercatori pieni di passione ed entusiasmo che hanno preso le ulteriori difficoltà come maggiori stimoli per far ancora meglio. Da li sono nate nuove idee, migliori metodi per elaborare i dati e questa rinnovata determinazione ha portato alla storica scoperta. Dire questo con quella umiltà e sincerità è raro e solo quelli davvero grandi lo fanno. Quelle parole mi hanno colpito, ancor più conoscendo qual'è la tendenza di questi tempi in cui discorsi del genere sono sempre più rari: complimenti Signor Rolandi!

PS: grazie per l'articolo, lo leggo domani a mente fresca
Ultima modifica di matteo.conz il venerdì 12 febbraio 2016, 0:31, modificato 1 volta in totale.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi GiacomoXT » giovedì 11 febbraio 2016, 23:47

matteo.conz ha scritto:Si si è solo confuso quando parlava delle masse dei quark ma le altre volte che parlava del protone non ha confuso il top con il down. Scusa l'ignoranza, sono solo un appassionato, ma perché la scoperta delle onde gravitazionali ( un passò verso la scoperta del gravitone?) non è uno scalino verso l'unificazione? se si scoprisse che esiste il quanto di gravità, non si andrebbe verso una teoria del tutto che supererebbe il modello standard?

PS: grazie per l'articolo, lo leggo domani a mente fresca

Le onde gravitazionali non sono il modo migliore per scoprire i gravitoni, poiché il fenomeno non è particolarmente sensibile agli effetti quantistici.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » venerdì 19 febbraio 2016, 16:41

Eugenio coccia: il tempo non esiste https://www.youtube.com/watch?v=VDJX9SdosEE

(il passaggio sull'entropia è eccezionale per un profano come me)
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » martedì 8 marzo 2016, 3:29

Altra "novità" (è nuova per me) sulla luna. Attivissimo è abilissimo ma avendo seguito per anni la discussione sull'undici settembre, sono certo della sua malafede almeno su molti punti caldi di quella questione fondamentale rispetto al mondo di oggi. Perdeteci 5 minuti perchè le discrepanze si accumulano. Con questo non voglio dire niente ma invitare alla riflessione https://www.youtube.com/watch?v=hEsaa7B-SX4
Il video fa il paio con questa analisi http://www.aulis.com/stereoparallax.htm

ps: da appassionato di fantascienza, il giorno in cui le prove mi convinceranno, sarà un colpo al cuore
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » giovedì 24 marzo 2016, 17:13

Mi sono imbattuto in questo interessante articolo perchè parla proprio di quello che intendo su certe sensazioni\intuizioni. Stavo per ordinare un libro di david bohm ma mi sa che prenderò il libro di penrose http://www.ilsole24ore.com/art/tecnolog ... fresh_ce=1
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » venerdì 25 marzo 2016, 14:17

Pi greco (anche il rapporto aureo ed il numero di eulero e) rappresentati con forme e colori. Qual'è il vero significato di questi numeri? sono random o ci sono sotto schemi che ancora non riusciamo a vedere?
https://www.youtube.com/watch?v=NPoj8lk9Fo4
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » domenica 22 maggio 2016, 0:00

Consiglio questo canale in inglese perchè è assolutamente fantastico. In questo breve video si intuisce l'effetto antigravitazionale dell'energia oscura che emerge dalla seconda equazione di friedmann sull'universo a larga scala. Poi ce ne sono sulla prima equazione, sui sistemi di riferimento inerziali e relativi, sulla mappa della radiazione fossile, sui buchi neri,ecc. Se questi temi vi appassionano e capite un po' di inglese, questo canale è imperdibile perchè va oltre i soliti documentari fotocopia che per semplificare troppo, alla fine non spiegano quasi nulla o sono fuorvianti
https://www.youtube.com/watch?v=UwYSWAlAewc
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » lunedì 23 maggio 2016, 1:21

Nella nostra visione del mondo, è facile pensare che la scienza abbia rimpiazzato Dio. Ma alcune questioni filosofiche sono ancora molto spinose, come il libero arbitrio.
Sant'Agostino e Tommaso d'Aquino, si domandavano: come si può essere liberi, se Dio sa in anticipo tutto quello che facciamo?
Il mondo funziona secondo alcune leggi fisiche fondamentali, che regolano il comportamento di ogni singolo oggetto nel mondo. L'assoluta attendibilità di queste leggi, permette grandi conquiste in campo tecnologico.
L'uomo è in fondo un sistema fisico, una complessa struttura di molecole di carbonio e soprattutto d'acqua [...] Il nostro comportamento non fa eccezione a queste leggi fisiche basilari.
Che sia Dio a predisporre gli eventi, sapendo già tutto ciò che faremo, o che siano queste leggi fisiche a governare tutto, non resta molto spazio per la libertà...
Chi sei, dipende soprattutto dalle libere scelte che fai.
Sembra che tutte le tue decisioni, siano una sciarada. Pensa a come avviene: c'è dell'attività elettrica nel tuo cervello, i neuroni si accendono, poi inviano un segnale al sistema nervoso. Questo segnale passa alle tue fibre muscolari che scattano, e tu allora allunghi un braccio. Sembra un tuo libero atto, ma ogni fase di questo processo, è in realtà governata da leggi fisiche, chimiche, elettriche e così via...
Oggi si crede che il Big Bang abbia determinato la situazione iniziale, e che il resto della nostra storia umana, sia solo una reazione delle particelle subatomiche in relazione a queste leggi fisiche di base, [...]Si tratta di particelle che hanno un comportamento casuale, assurdo, nel senso che è imprevedibile. È qualcosa di probabilistico.
La nostra libertà, è solo una questione di probabilità? Deviazione casuale, in un sistema caotico? Sembra essere peggiore, meglio essere una rotella di un enorme ingranaggio deterministico, fisico.
Nella nostra visione del mondo, dobbiamo trovare un posto alle persone, non ai corpi, ma alle persone. Ciò vuol dire, cercare di risolvere il problema della libertà [...], cercare di capire l'individualità.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » giovedì 2 giugno 2016, 2:28

zoom di hubble da vertigine! da vedere https://www.youtube.com/watch?time_cont ... EbJYfi1Mic
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » martedì 14 giugno 2016, 4:57

Nelle ultime settimane ho avuto tempo di leggere e guardare lezioni di coccia, maldacena, suskind, witten,ecc e sono rimasto folgorato da un'ipotesi sempre considerata fantascienza o quasi ma che ora vieni studiata e tenuta in gran considerazione anche dai più grandi fisici. A dar ulteriore fascino è che è più o meno affine al mito della caverna di Platone quindi mi piacerebbe sapere cosa ne pensate o anche solo invogliare qualcuno a discuterne. La spiego con parole mie così come l'ho capita quindi i deadnature e Giacomo non bacchettatemi troppo.
Allora cominciamo col modello cosmologico che è il più accettato e molto coerente con le osservazioni e le previsioni. Per farla semplice il modello si basa su big bang, inflazione, materia oscura e costante cosmologica positiva (espansione accelerata e dunque energia oscura). Il modello è solido ma ha qualche falla: non spiega la formazione dei buchi neri super massicci e non esiste teoria o ipotesi che spieghi come è possibile che in quasar lontanissimi, quindi antichissimi, ci siano BH di miliardi di masse solari: il BH più massiccio si trova in un quasar lontano e vecchio più di 13miliardi di anni dunque a qualche centinaio di milioni d'anni dalla prima nuclueo sintesi. La radiazione cosmica di fondo mostra oltre ogni dubbio che l'universo a 380mila anni dal big bang era quasi omogeneo, una parte su 100mila di differenza ed è impossibile che la gravità in così poco tempo abbia in qualche modo generato BH così estremamente super massicci.
Altra informazione da una lezione di Eugenio coccia: quando pensiamo ai BH, ci immaginiamo materia densissima e questo è vero solo per BH di massa stellare perché all'aumentare della massa, il raggio di swarzshild aumenta al quadrato e quindi i BH super massicci hanno densità basse: sagittarius A al centro della via lattea è stimato esser un po'più denso dell'acqua ed inoltre le più recenti stime sulla densità dell'universo, sono compatibili con quelle di un BH di tot masse solari, incredibile!
Altra questione: se come sembra,stephen hawking ha ragione e quindi esiste l'omonima radiazione, i BH hanno una temperatura che nel caso di quelli molto massicci, dovrebbe essere di qualche grado kelvin.
Ora la questione principale: i BH sembrano violare uno dei principi più fondamentali della meccanica quantistica e cioè sembra che distruggano l'informazione (informazione sui stati quantistici della materia) e questo è uno dei problemi aperti più complessi, paradossali e controversi. Juan maldacena, uno dei più grandi teorici moderni, ha avuto una intuizione geniale e a fine anni 90 ha applicato il principio olografico ai BH. In poche parole, ha ipotizzato e poi dimostrato che l'informazione non viene distrutta ma è contenuta nella superficie in 2D dell'orizzonte degli eventi e che la massa che si stima è "virtuale". Seguito da ed witten, susskind e altri, è riuscito a dimostrarlo e addirittura applicando questi principi a calcoli su proprietà di certe particelle sulle quali il modello standard fallisce, si giunge a risultati coerenti con le misure sperimentali.
Detto tutto ciò ed unendo questi ed altri fatti, si può fare un'ipotesi che non è più semplice speculazione e che darebbe una spiegazione all'aspetto forse peggiore del big bang e cioè che è un fenomeno unico e data l'espansione accelerata, pure irripetibile. Unico ed irripetibile sono concetti che a molti fisici e nel mio piccolo pure a me, non piacciono per niente.
L'ipotesi è che i buchi neri super massicci siano il collegamento con universi paralleli ed olografico e quindi il big bang non è unico ma è la nascita di un BH e quindi di un universo bolla nel multimetro. L'ipotesi poi dice che oltre la radiazione fossile che è il limite all'osservazione perché prima dei 380mila anni non c'erano fotoni liberi ma plasma, ci sia una superficie a 2 dimensioni che contiene tutta l'informazione nel nostro universo bolla in 3D. Questa superficie è l'orizzonte degli eventi del nostro universo e si generata al momento del nostro big bang ma non la vediamo a causa della radiazione di fondo che limita la vista. Nel multiverso ci sarebbero universi di ogni tipo con leggi e costanti della natura diverse perché diverse sono le condizioni iniziali. I buchi neri poco massicci ad esempio sarebbero troppo densi e caldi perché si sviluppi la vita.
Questa teoria ora viene presa molto seriamente perché risolverebbe almeno tre o quattro dei problemi più inspiegabili della cosmologia e fisica: il principio antropico, la debolezza della gravità di 40 ordini di grandezza rispetto le altre forze, il perché dei valori delle 20 costanti che generano il nostro universo governato da precise leggi fisiche e non altre, la comprensione di cosa sia la singolarità sia del big bang che dei BH ed infine il problema dell'unicità ed irripetibilità del fenomeno big bang.
Questa teoria oltre che estremamente affascinante, la trovo geniale e più realistica rispetto che la nascita di tutto dal nulla o dalla singolarità che molti fisici ammettono essere un termine che non indica nulla perché di fatto non sappiamo cos'è e per definizione è un punto senza dimensioni con gravità, densità, ecc infinite.
Sono le 5e30 di una notte insonne, ho scritto sto papiro perché il tema mi intriga e mi piacerebbe fare due chiacchiere. Data l'ora e la mia conoscenza da autodidatta dei temi, spero di non aver fatto troppi strafalcioni e di essermi spiegato abbastanza chiaramente.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi GiacomoXT » mercoledì 15 giugno 2016, 20:32

Ma quale bacchettarti, anzi, ti faccio i miei complimenti perché oltre ad aver capito i concetti basilari del modello cosmologico e le sue problematiche principali, hai saputo sintetizzarle in maniera ottima. :ole:

Ti consiglio di cercare qualche articolo divulgativo di Max Tegmark. Credo potrai ricevere ulteriori spunti di riflessione da un punto di vista abbastanza differente, ma al tempo stesso complementare.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Deadnature » mercoledì 15 giugno 2016, 20:44

Sì mi associo, complimenti per l'ottima sintesi!
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Un blog consigliato da Basso, quello giusto.

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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi GiacomoXT » giovedì 16 giugno 2016, 11:07

Giusto per aggiungere qualcosa: ieri è stato annunciato da LIGO e da Virgo la rivelazione di un secondo segnale interpretato come un'onda gravitazionale emessa dal collasso di 2 buchi neri.

https://www.ligo.caltech.edu/news/ligo20160615
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Strong » giovedì 16 giugno 2016, 11:25

GiacomoXT ha scritto:Giusto per aggiungere qualcosa: ieri è stato annunciato da LIGO e da Virgo la rivelazione di un secondo segnale interpretato come un'onda gravitazionale emessa dal collasso di 2 buchi neri.

https://www.ligo.caltech.edu/news/ligo20160615


dopo aver letto queste due righe mi è uscito del sangue dal naso :D :cincin:
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » giovedì 16 giugno 2016, 14:42

Beh non esagerate, sto solo un po' studiando fisica da autodidatta (ho studiato economia che non c'azzeca niente) perchè le nuove teorie come quella olografica appunto, mi affascinano un casino. La passione mi è venuta dopo un'esperienza con l'ayahuasca che mi ha dato un'intuizione sull'esistenza di una realtà superiore o invisibile che normalmente non percepiamo. Pensateci: "la sinistra azione a distanza" tra le particelle entangled sembra avvenire contemporaneamente quindi al di fuori dello spaziotempo di minkowsky. Quando è avvenuto il big bang tempo e materia era tutta in un punto...quelle particelle primordiali erano entalgled? e se la risposta fosse si? ci sarebbe un qualcosa che unisce tutto nell'universo ed è esattamente quello che i mistici dicono da sempre ed è esattamente l'intuizione che ho sentito pure io come molti altri. Ma un'intuizione che ti da la sensazione di esser la verità, l'unica vera verità....
Ora sto provando a capire come dalle equazioni di campo di einstein, friedman sia giunto a questa eccezionale equazione ma i passaggi coi tensori ancora non li capisco. Ho letto di ligo e virgo ma io sto aspettando lisa! :) LISA potrebbe\dovrebbe captrare le onde del big bang ed eventualmente qualcosa relativo al possibile "cordone ombelicale" con un universo madre del quale il nostro è un buco bianco...spero che dati gli ottimi risultati degli interferometri e di LISA pathfinder, gli investimenti aumentino e LISA possa partire prima.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi Admin » venerdì 17 giugno 2016, 4:08

matteo.conz ha scritto:La passione mi è venuta dopo un'esperienza con l'ayahuasca che mi ha dato un'intuizione sull'esistenza di una realtà superiore o invisibile che normalmente non percepiamo.


:champion: :champion: :champion: :champion: :champion:


Rinnovo l'invito che ti fece cauz. anni fa: apri un thread in cui scrivere tutte le tue avventure. ;) :cincin: :gruppo:
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » lunedì 11 luglio 2016, 22:58

WOW! conferenza all'istituto nazionale di fisica con il racconto, foto, video, orbite, ecc della missione rosetta. Qualcosa di assolutamente eccezionale! quasi fantascientifico! https://www.youtube.com/watch?v=Tr7lp8KVpp0

ps: admin, guarda che io ho una vita noiosa. Ho fatto qualche esperienza, ho vissuto per strada, ho avuto qualche incidente, qualche soddisfazione come la laurea e una borsa di studio ma sono solo un grigio impiegato statale precario al momento...
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » lunedì 25 luglio 2016, 0:08

è made in holywood ma un grandissimo film. Non da risposte ma le domande sono le stesse che mi pongo da anni e che mi hanno fatto tornare sui libri di fisica e filosofia. Consigliatissimo cloud atlas http://abysstream.com/play.php?v=sog6qbik6ye6
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 10 agosto 2016, 15:20

MOSTRI SI AGITANO DIETRO LA TEORIA DELLE STRINGHE
La dottoressa Miranda Cheng [vedi video] nel 2010, a seguito della cancellazione di voli succeduta alla eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull, si ritrovò bloccata allo scalo di Parigi. La Cheng allora era una ricercatrice post-dottorato presso l’Università di Harvard e studiava teoria delle stringhe. A seguito di quella sosta forzata ebbe modo di leggere un documento on-line, pubblicato sul server arXiv.org da Tohru Eguchi, Hirosi Ooguri, Yuji Tachikawa dal titolo “Notes on the K3 Surface and the Mathieu group M_24” [1]. I suoi tre coautori avevano fatto notare una coincidenza numerica con oggetti matematici apparentemente lontani dalla teoria. Leggendo in seguito un libro dal titolo “Monstrous Moonshine”, pubblicato negli anni ‘70 dal matematico John McKay la Cheng ritornò su quella strana coincidenza, la cui espressione parte dallo studio di McKay dei diversi modi di rappresentare la struttura di una misteriosa entità chiamata Gruppo Mostro, un oggetto algebrico gigantesco che i matematici credono catturi un nuovo tipo di simmetria. McKay, che allora lavorava alla Concordia University di Montreal, giunse quasi per caso al suo risultato, mentre studiava in un campo matematico completamente diverso, che coinvolgeva le funzioni-j (altrimenti note come “funzioni modulari”), oggetti tra i più fondamentali della teoria dei numeri. Successivamente, la coincidenza apparve sempre meno casuale, visto che altri matematici come John H. Conway e Simon Norton dimostrarono che tali coincidenze derivano da connessioni tra il Gruppo Mostro e le funzioni-j, appunto. Altri matematici riuscirono nell’intento di portare a termine la costruzione del Gruppo Mostro. Ma la teoria di stringhe è entrata in gioco in questo ambito speculativo solo relativamente di recente. Alcuni fisici teorici si sono resi conto che sorprendenti connessioni esistono tra la teoria dei numeri, l’algebra e la teoria delle stringhe. Nel 2012, si rivelò che al Gruppo Mostro si legano alcune strutture che rappresentano corrispondenze tra le dimensioni di un gruppo di simmetria e i coefficienti di funzioni speciali su un altro gruppo. Queste strutture di corrispondenza si intreccerebbero con delle strutture centrali alla teoria delle stringhe, le cosiddette superfici K3. La nuova prova numerica suggerisce fortemente che in ciascuno dei 23 casi classificati, ci deve essere un modello di teoria delle stringhe che contiene la chiave per comprendere queste corrispondenze numeriche altrimenti sconcertanti. Mentre i matematici hanno esplorato le ramificazioni del Gruppo Mostro, i teorici delle stringhe si sono concentrati su un problema apparentemente diverso: capire la geometria per le piccole dimensioni in cui le stringhe sono confinate o vi si propagano. Differenti geometrie permettono alle corde di vibrare in diversi modi. Per decenni, i fisici hanno faticato a trovare una geometria che producesse gli effetti fisici che vediamo nel mondo reale. Un ingrediente importante in alcuni dei candidati più promettenti per tale geometria è un insieme di forme quadridimensionali note come superfici K3. In contrasto con il modello di teoria delle stringhe che ha interesse matematico, sostiene Shamit Kachru, uno dei teorici più impegnati in questo filone della ricerca, le superfici K3 riempiono i libri di testo della teoria delle stringhe. Non si sa abbastanza circa la geometria delle superfici K3 per contare quanti modi stringhe possono oscillare a ogni livello di energia, ma per i fisici è possibile scrivere una funzione più limitata contando alcuni stati fisici che appaiono in tutte le superfici K3. Nel 2010, tre teorici delle stringhe - Tohru Eguchi dell'Università di Kyoto in Giappone, Hirosi Ooguri del California Institute of Technology di Pasadena (CA, USA), e Yuji Tachikawa dell'Università di Tokyo in Giappone - hanno notato che se si scrive questa funzione in modo particolare, spuntano fuori coefficienti che erano gli stessi di alcune dimensioni speciali di un altro gruppo stravagante, chiamato il gruppo di Mathieu 24 (M24), che ha quasi 250 milioni di elementi. Questo nuovo esempio di Mostro ha fatto maturare nei teorici che la coincidenza stabilitasi tra campi apparentemente lontani dalla fisica stanno dietro alla rappresentazione profonda di una delle teorie candidate a fornire lo scenario unificato di tutte le forze e particelle. Come ha dichiarato uno dei teorici impegnati nella nuova ricerca, “è come cercare un animale su Marte, noi ne vediamo l’impronta, quindi siamo convinti che l’animale è lì”.
L’autore del post ha tratto parte dello scritto da un articolo di Erica Klarreich su Quanta Magazine del 12 Marzo 2015.
Bibliografia.
[1] Tohru Eguchi, Hirosi Ooguri, Yuji Tachikawa, “Notes on the K3 Surface and the Mathieu group M_24” ePRINT: arXiv:1004.0956v2 [hep-th] 25 Giugno 2010.
Questo post è stato pubblicato nella pagina del Gruppo COSMOLOGIA (General Relativity, Fundamental Physics and Cosmology).
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » domenica 28 agosto 2016, 23:12

L'ipotesi wimps non trova riscontri negli esperimenti ed ora comincia proprio a scricchiolare: trovata una intera galassia fatta al 99% di materia oscura. L'ipotesi wimps dice che DM non si addensa ma rimane in "aloni". Queste osservazioni sembrano smentire l'ipotesi http://phys.org/news/2016-08-scientists ... alaxy.html
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 7 settembre 2016, 0:03

Questo esperimento invece ha messo fine al trucco delle variabili nascoste per non ammettere la non-località....gli inglesi direbbero mind-blowing! eccezionale! https://www.youtube.com/watch?v=8ORLN_KwAgs

Qui un approfondimento in italiano sulla definitiva violazione del realismo locale oltre alla variabili nascoste della scuola di copenhagen. sono sempre più convinto che abbia ragione penrose e che la mente\pensieri\coscienza siano effetti quantistici con relativi entanglement fuori dallo spazio tempo di minkowsky. Se come dice uno dei teoremi più fondamentali, l'informazione non viene distrutta mai, neanche dopo la nostra morte, la reincarnazione non è solo una cazzata religiosa ma può esserci qualcosa di vero...come provò a suggerirmi lo spirito dell'ayuascha portandomi in un luogo dove immediatamente mi sentii come a casa. Un luogo nel quale ero convinto di esser stato più volte. (il dmt viene sintetizzato dalla ghiandola pineale ed la concentrazione massima di dmt nel nostro organismo è al momento della nascita, della morte e in minor misura, durante la fase rem del sonno). Ero ateo convinto, ora agnostico e credo non in un dio incarnato, nel dio della religione ma comincio a pensare che il vero "dio" sia la natura stessa con la quale non non siamo separati ma siamo un tutt'uno. Dopo i mistici, gli sciamani, crowley,ecc, anche la scienza sta arrivando col metodo scientifico a trattare certe questioni. Siamo alla vigilia di una svolta come successe 100anni fa ma questa volta avrà ancor più elementi spirituali se così li vogliamo definire.
http://www.lescienze.it/news/2015/10/22 ... o-2812948/

Edward Witten spiega la teoria M per gente come me ma in modo cmq rigoroso https://www.youtube.com/watch?v=USRgRWEf5Js
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 7 settembre 2016, 23:34

novità delle ultime settimane: esiste per caso una quinta forza fondamentale? https://www.youtube.com/watch?v=MuvwcsfXIIo
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi el_condor » martedì 13 settembre 2016, 18:02

http://www.brera.unimi.it/SISFA/atti/1999/Morando2.pdf

chi ha voglia di leggere rimarra' stupito dalle scoperte e innovazioni dovute ad Heaviside..
Oltre ad avere introdotto calcolo vettoriale (con divergenza, rotore etc..) che gli hanno permesso si sintetizzare in 4 equazioni le 20 equazioni di Maxwell, cito soltanto la soluzione del problema delle linee telefoniche e il fatto che nozioni matematiche quali la funzione di Heaviside tanto apprezzata da Dirac lo portarono alla esclusione dalla royal society !!!
Ripeto: Oliver e' stato un autodidatta, dopo le scuole medie ha lasciato gli studi ed e' riuscito a divenire un fisico matematico , fisico e ingegnere di livello stellare..
Heaviside : Marconi= Merckx : Nibali Antonio...
ciao

el_condor
NOn avevo mai letto questa pubblicazione, mi ha fatto molto piacere...
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi el_condor » martedì 13 settembre 2016, 23:26

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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » mercoledì 21 dicembre 2016, 19:49

Interessantissimo! però spero che resti un po' di mistero e fascino a questa questione che è un po' il confine dello spaziotempo quindi della realtà:

Il cosmologo britannico è vicino a risolvere il cosiddetto paradosso dell'informazione del buco nero, da lui stesso formulato circa 40 anni fa, che mette in crisi uno dei fondamenti delle leggi fisiche: il determinismo. In questa intervista, Andrew Strominger, collaboratore di Hawking, illustra i contenuti delle loro ricerchedi Seth Fletcher
Alla metà degli anni settanta, Stephen Hawking fece una serie di scoperte inquietanti, secondo cui i buchi neri potrebbero evaporare, o anche esplodere, e distruggere tutta l'informazione sulla materia caduta al loro interno. I fisici hanno impiegato i successivi quarant'anni a mettere ordine alle conseguenze di questo risultato. Poi l'anno scorso, in una conferenza tenutasi a Stoccolma, Hawking ha annunciato di essere vicino, insieme con i suoi collaboratori, a una soluzione del cosiddetto paradosso dell'informazione del buco nero. Per conoscere i dettagli, in ogni caso, avremmo dovuto aspettare.

Ora i dettagli sono stati resi noti, o almeno alcuni di essi. All'inizio di gennaio, Hawking, Malcolm J. Perry, fisico dell'Università di Cambridge, e Andrew Strominger, fisico della Harvard University, hanno pubblicato on line un articolo in cui sostengono di aver fatto progressi concreti verso la soluzione del paradosso. Nonostante il titolo sia invitante - Soft hair on black holes (Soffici capelli sui buchi neri) - l'articolo è estremamente tecnico, così ho chiesto a Strominger di illustrarmelo. Quella che segue è la trascrizione della nostra conversazione.

Seth Fletcher: I fisici sono a proprio agio con le idee che suonano come follie, ma l'idea che i buchi neri distruggono informazione non è tra queste. Perché fanno fatica ad accettarla?

Andrew Strominger: Dire che i buchi neri distruggono l'informazione significa che il mondo non è deterministico. E cioè che il presente non predice perfettamente il futuro, e che inoltre non può essere usato per ricostruire il passato. Ora, questa è in qualche modo l'essenza di una legge fisica. Se torniamo all'epoca di Galileo o anche prima, l'idea di una legge fisica è che partendo da una serie di corpi in un certo stato di moto che interagiscono tra loro, si possono usare le leggi fisiche per determinare o dove saranno questi corpi in futuro o da dove devono provenire. Per questo è notevole che i buchi neri distruggono l'informazione. In altri termini, è molto forte affermare che non possiamo usare le leggi fisiche nel modo in cui siamo abituati da migliaia di anni per descrivere il mondo che ci circonda.

Il nuovo studio di Stephen Hawking sui buchi neri
Illustrazione di un buco nero (Wikimedia Commons)
Ora, il semplice fatto che sia un'affermazione molto forte non significa che sia impossibile. In un certo senso, la storia della fisica mostra che spesso le cose che ritenevamo vere non lo erano affatto. Per esempio, eravamo abituati a pensare che spazio e tempo fossero assoluti, o che la Terra fosse al centro dell'universo. Tutte queste cose sembravano evidenti e ben definite. E sono state accantonate una a una. Lo stesso potrebbe accadere al determinismo. Il fatto stesso che l'universo abbia avuto un inizio sembra in contraddizione con il determinismo, perché il fatto stesso che dal nulla si passi all'esistenza di qualcosa non è deterministico. Quindi anche il determinismo potrebbe essere messo in discussione. E in effetti quando Hawking ha esposto per la prima volta la sua argomentazione, cioè che i buchi neri distruggono informazione, è sembrata un'argomentazione così buona che molte delle persone che l'hanno ascoltato hanno creduto che il determinismo fosse morto.

Ma tre cose hanno cambiato la questione. La prima è l'idea che non si può semplicemente alzare le mani e dire che non siamo in grado di descrivere l'universo. È necessaria qualche alternativa, una sorta di legge probabilistica, o qualcosa del genere. E infatti Hawking e altri hanno elaborato un formalismo che permette di avere leggi probabilistiche, e così via, che però hanno presto mostrato incoerenza interna.

La seconda è che dal punto di vista sperimentale non è plausibile affermare che il determinismo va in frantumi solo quando si prende un buco nero di gradi dimensioni e lo si fa collassare, poiché secondo la meccanica quantistica e il principio di indeterminazione, si avrebbero piccoli buchi neri che compaiono e scompaiono dal vuoto. E così si dovrebbe violare ovunque il determinismo. E i limiti sperimentali su questo sono eccezionali. Dal punto di vista sperimentale ci sono conseguenze molto gravi se ci sono anche solo piccole violazioni del determinismo.

SF: Quali sono alcune di queste conseguenze?

AS: Per poter dire che una simmetria implica una legge di conservazione, è necessario il determinismo. Altrimenti le simmetrie implicano leggi di conservazione che valgono solo in media. Quindi la carica elettrica sarebbe conservata in media, lo stesso per l'energia. E i limiti sperimentali sulla conservazione dell'energia sono molto stringenti. Se cioè si aggiungono termini alle leggi della fisica che violano il determinismo in qualche forma, devono essere coefficienti incredibilmente piccoli, una parte su molte migliaia di miliardi.

Il nuovo studio di Stephen Hawking sui buchi neri
Andrew Strominger (sinistra) Malcolm J. Perry (destra) e Stephen Hawking (al centro) al lavoro (Credit: Anna N. Zytkow)
Così il paradosso dell'informazione del buco nero è un problema dal punto di vista sia sperimentale sia teorico. Questi sono le prime due cose. La terza riguarda la teoria delle stringhe. Direi che fino agli anni novanta, la comunità è rimasta divisa al 50-50 su questa faccenda. Ma poi Cumrun Vafa e io abbiamo mostrato, grazie alla teoria delle stringhe, che alcuni buchi neri sono in grado di memorizzare le informazioni necessarie e che, a quanto pare, esiste un modo per lasciare entrare e uscire le informazioni. Per 25 anni, i fisici hanno cercato di riprodurre la legge dell'entropia di Bekenstein-Hawking, o in altre parole, di ricavare il contenuto informativo di un buco nero da principi primi. E nessuno era stato in grado di farlo. E invece noi ci siamo riusciti con assoluta precisione. Tutto funzionava perfettamente e questo doveva essere un indizio di qualcosa, non poteva essere solo un caso.

Ora, non sappiamo se la teoria delle stringhe descrive il mondo, e non lo sapremo presto. Ma questo, credo, ha dato a molte persone, tra cui Hawking, la speranza che nel mondo reale ci possa essere qualche meccanismo che somiglia a quello scoperto nella teoria delle stringhe e che permette alle informazioni di uscire da un buco nero.

SF: Nel nuovo articolo che con Stephen Hawking e Malcolm Perry avete da poco pubblicato on line, sostenete di aver compiuto alcuni passi concreti verso la spiegazione di come le informazioni possano entrare e uscire da un buco nero. Il primo passo della sua argomentazione è confutare alcune ipotesi di base della tesi originale di Hawking, usando “nuove scoperte sulla struttura infrarossa della gravità quantistica”. Può dirci qualcosa di queste scoperte?

AS: Per struttura infrarossa s'intende il comportamento di grandezze che variano alle lunghezze d'onda più ampie. Ho scoperto negli ultimi due anni quelli che a mio avviso sono fatti estremamente sorprendenti sulla struttura non solo della gravità quantistica, ma anche dell'elettrodinamica quantistica alle più ampie lunghezze d'onda. Era chiaro che questi fatti avessero profonde conseguenze per il rompicapo dell'informazione del buco nero: implicano che alcuni presupposti della tesi della distruzione dell'informazione da parte dei buchi neri siano palesemente sbagliate. Ed è così che tutto quanto è cominciato.

SF: Parliamo un po' di queste due ipotesi. Una riguarda lo stato finale di evaporazione di un buco nero, e l'altro è il teorema no-hair.

AS: Il primo ha a che fare con il vuoto, l'entità a più bassa energia. Si è sempre ipotizzato che il vuoto, nella gravità quantistica così come nell'elettrodinamica quantistica, fosse unico, cioè che esistesse un solo stato di energia nulla. Negli ultimi due anni ho mostrato che questa ipotesi è sbagliata. Ci sono infatti infiniti diversi stati di vuoto. In un certo senso, quello che ho mostrato era implicito in ciò che avevano detto altre persone. Tutto è iniziato mostrando l'equivalenza di due differenti lavori degli anni sessanta, quelli di Steve Weinberg e di Bondi, van der Burg, Metzner e Sachs.

Nei miei precedenti articoli, ho capito che ciò avrebbe negato l'originale argomentazione di Stephen della perdita d'informazione nel buco nero, e cioè che uno dei presupposti era sbagliato. Ma non ho approfondito la questione perché ero impegnato in un altro lavoro più importante. Ora è stiamo iniziando ad analizzare in dettaglio le implicazioni di queste conclusioni quando c'è un buco nero.

SF: Stephen Hawking è fra gli autori di questo documento, quindi dobbiamo pensare che anche lui accetti che la sua argomentazione originale fosse viziata.

AS: Esatto, è uno dei motivi per cui ritiene che la cosa sia interessante. La sua teoria è stata bersagliata da ogni tipo di critiche, e lui ha risposto a ognuna. Ma in questo caso mi è sembrato d'accordo subito sul fatto che questa potesse essere la chiave. In realtà, come avrai capito dall'annuncio di Stoccolma, Hawking è più sicuro di me che questo è l'anello mancante per capire l'informazione del buco nero. Nella mia carriera, sono rimasto sorpreso così tante volte che a riguardo non sto facendo alcuna previsione. Ma c'è un flusso logico che stiamo seguendo ora, e vedremo quali saranno le implicazioni. Sono sicuro che presto ci saranno sorprese.

SF: Il passo successivo del documento sembra cruciale: si dice che il teorema no-hair è infondato. Questo teorema, noto anche come teorema dell'essenzialità, afferma che con la formazione di un buco nero a partire dal collasso di un oggetto, si perdono tutte le informazioni fisiche – i “capelli” – su questo corpo. Voi sostenente invece che i buchi neri hanno “capelli soffici”.

AS: È esatto. Nel mio precedente lavoro, ho sostenuto che proprio in base alle leggi di conservazione che ho scoperto, i buchi neri devono avere un qualche tipo di “capelli”. Ma non so proprio come potrebbero essere descritti da equazioni. Qui abbiamo capito come descriverli e come fare i calcoli.

SF: Nel nuovo articolo, "capelli soffici" si riferisce a fotoni e a gravitoni soft, o soffici. Che cosa significa soffice in questo contesto?

AS: Significa con poca energia, o energia pari a zero. È un'espressione in uso forse fin dagli anni sessanta. Un dato sottile ma cruciale è che se si prende il vuoto e si aggiunge un fotone con un po' di energia E, si ottiene un nuovo stato. È un diverso stato quantistico, con energia E e con momento angolare diverso, perché il fotone è dotato di spin. Ora supponiamo di considerare il limite in cui l'energia tende a zero. Si sta aggiungendo qualcosa al vuoto che non ha energia. Quindi è ancora uno stato di energia zero, ma è cambiato il suo momento angolare. Si tratta di un nuovo stato, dello stesso stato, o di che cos'altro? Come dovremmo considerarlo?

La prima cosa da fare è essere molto precisi su quello che s'intende dicendo che due stati sono diversi. Quello che ho fatto, in un modo credo molto preciso e condivisibile da tutti i fisici teorici, è mostrare che si tratta in realtà di uno stato diverso, e che i diversi stati sono legati da una simmetria. Associate a questa simmetria ci sono leggi di conservazione. Penso che sia universalmente accettato che questi articoli sono corretti.

Ecco, che cosa s'intende per particella soft. Si tratta di una particella che ha energia nulla. E quando l'energia va a zero, anche la lunghezza d'onda, proporzionale all'energia, è distribuita su una distanza infinitamente grande. Se vogliamo, è distribuita su tutto l'universo, e in qualche modo tende al confine. Quello che impariamo da questo esempio è che se si aggiunge al vuoto una particella di energia nulla, si ottiene un nuovo stato. E per questo esistono infiniti vuoti, che possono essere pensati come diverso l'uno dall'altro con l'aggiunta di fotoni soft o gravitoni soft.

In questo articolo abbiamo mostrato che questo è vero anche per i buchi neri. In questo senso, i buchi neri hanno i “capelli”: possono avere diverse quantità di fotoni soffici o di gravitoni soffici.

SF: Nell'articolo, lei sostiene che queste particelle, che insieme formano i capelli soffici, si depositano sul buco nero, tramite un processo chiamato “super-traslazione”. Può spiegare questo processo?

AS: L'orizzonte di un buco nero ha la strana caratteristica di essere una sfera in espansione verso l'esterno alla velocità della luce. Per ogni punto sulla sfera, quindi, c'è un raggio luminoso e la sfera è composta da raggi di luce. Ciò avviene a causa della forza di gravità e della curvatura dello spazio, ed è per questo tra l'altro che nulla può uscire dall'interno di un buco nero: il confine del buco nero stesso si muove alla velocità della luce.

Questa simmetria di un buco nero, di cui tutti eravamo al corrente, permette di muoversi uniformemente in avanti e indietro nel tempo, lungo tutti i raggi di luce. Ma c'è un'altra nuova simmetria, emersa dal nostro lavoro (anche se in diverse forme è già stata discussa altrove). È una simmetria in cui i singoli raggi di luce sono spostati in su e in giù. I singoli raggi di luce non possono comunicare tra di loro: se si sta a cavallo di un raggio di luce, il principio di causalità impedisce di comunicare con qualcuno a cavallo di un raggio di luce adiacente. Così questi raggi di luce non sono legati tra di loro. Si possono far scorrere su e giù, l'uno rispetto all'altro. Questo scorrimento è chiamato super-traslazione.

In un certo senso, sembra che non stia succedendo niente. Immaginiamo un fascio di canne infinitamente lunghe, e di si spostarne una in su e in giù rispetto a un'altra. Stiamo facendo qualcosa, o no? Quello che abbiamo dimostrato è che si sta facendo qualcosa. Il risultato è che l'aggiunta di un gravitone soffice può essere descritta in modo alternativo in termini di una super-traslazione in cui si spostano alcuni di questi raggi luminosi avanti e indietro l'uno rispetto all'altro.

Queste sono le super-traslazioni sui buchi neri. Le super-traslazioni sono state introdotte negli anni sessanta, ma non riguardavano i raggi luminosi che costituiscono il confine dello spazio-tempo all'orizzonte di un buco nero, bensì i raggi di luce che compongono il perimetro dello spazio-tempo all'infinito. Il lavoro è iniziato analizzando queste super-traslazioni.

SF: Così fotoni e gravitoni soffici introdotti da super-traslazioni immagazzinano informazione, in quanto sono "pixel quantistici" in un piatto olografico che immagazzina informazione. In che modo immagazzinano informazioni? Che cosa significa per un fotone di energia nulla essere sull'orizzonte e memorizzare informazioni su una particella che è caduta all'interno?

AS: Torniamo ai fotoni e ai gravitoni soffici in uno spazio piatto. Mentre l'energia di una particella tende a zero, la sua lunghezza d'onda si sviluppa su una regione sempre più ampia. E quando la sua energia è pari a zero, in un certo senso, si può pensare a essa come se vivesse sul confine dello spazio-tempo. Ora, l'orizzonte di un buco nero è una superficie tridimensionale: ci sono due direzioni angolari su una sfera. E c'è poi una direzione di tipo temporale, che è in realtà di tipo luce, perché l'orizzonte si muove alla velocità della luce. E quella coordinata di tipo luce ha un limite: se si va alla fine di quei raggi di luce, c'è un confine, che è quello in cui si trova l'ologramma. Così i fotoni o i gravitoni soffici aggiunti al buco nero possono essere pensati come se si trovassero su quel confine.

Abbiamo dimostrato che quando entra in gioco una particella carica, essa aggiunge un fotone soffice al buco nero. Quindi aggiunge “capelli” al buco nero. E, più in generale, per ogni particella che entra nel sistema, poiché tutte le particelle sono dotate di massa e sono accoppiate alla gravità, si aggiunge un gravitone soffice. Quindi c'è una sorta di dispositivo di registrazione. Questi fotoni e gravitoni soffici registrano informazioni su ciò che è finito nel buco nero, informazioni infinitamente più numerose di quelle che in precedenza credevamo registrate da questo meccanismo. Ora, se mi domandi se tutte le informazioni sono registrate da questo meccanismo... sono abbastanza sicuro che la risposta è no, ma ci sono generalizzazioni... e la questione è abbastanza confusa.

SF: Va bene... quindi particelle in caduta depositano particelle , o “capelli”, soffici sull'orizzonte del buco nero. Che cosa si può dire però della prima, infinitamente piccola frazione di secondo successiva alla formazione di un buco nero? Il buco nero ha qualcuna di queste particelle soffici sul proprio orizzonte? C'è qualcosa che è lì fin dall'inizio e che può dire qualcosa su ciò che ha formato il buco nero?

AS: Mi lasci dire una cosa sul vuoto che ha un'estensione evidente ai buchi neri: nel caso del vuoto posso esprimermi più chiaramente e con maggiore certezza. Se si aggiunge un fotone soffice al vuoto, si ottiene un nuovo stato che ha un fotone soffice in più rispetto al vecchio stato. Il numero relativo di fotoni in virtù del quale differiscono due diversi stati di vuoto è una questione ben definita, mentre quella relativa al numero assoluto non lo è. Posso dire che il vuoto A ha un fotone soffice in più del vuoto B, ma non posso dire quale dei due non ne ha. Questa è una sorta di convenzione arbitraria. Quindi non ho affrontato la questione nel modo in cui me l'ha posta, ma sospetto che non abbia senso la domanda "qual è il buco nero senza fotoni soffici?" Si può dire che alcuni ne hanno di più e altri di meno. Si può dire quante particelle si dovrebbero inserire nel buco nero A per avere lo stesso numero di fotoni soffici di B. Ma non si può parlare in termini assoluti.

Questo era parte della sottigliezza. Tre o quattro anni fa, ma anche ora, le persone che non hanno seguito i miei lavori avrebbero potuto dire che il vuoto con il fotone soffice è uguale al vuoto senza un fotone soffice. Questa cosa si è diffusa all'infinito e non significa nulla. Ma una delle lezioni che abbiamo imparato è che i confini dello spazio-tempo all'infinito sono molto importanti e quindi bisogna considerarli, soprattutto quando si vuole studiare qualcosa come l'informazione del buco nero.

SF: Così l'informazione è memorizzata sulla superficie. Che cosa succede quando il buco nero evapora?

AS: Facciamo riferimento ancora all'aggiunta di fotoni soffici al buco nero. Se si confrontano due buchi neri che differiscono solo per l'aggiunta di un fotone soffice che non cambia l'energia, si tratta di buchi neri diversi. Quando evaporano, dovrebbero evaporare in modo diverso. E infatti diamo una formula esatta: uno dei principali risultati del nostro articolo è la differenza nello stato quantistico risultante da un buco nero con o senza un fotone soffice.

SF: Nell'articolo scrive che c'è una relazione suggestiva tra la dimensione minima di questi soffici capelli, la lunghezza di Planck, e la formula Hawking-Bekenstein, che collega l'entropia di un buco nero all'area del suo orizzonte degli eventi.

AS: La legge area-entropia, che Bekenstein e Hawking hanno ottenuto quarant'anni fa, produce una previsione: se si hanno tutti gli ingredienti per comprendere la dinamica quantistica dei buchi neri, è possibile definire il numero di pixel olografici presenti. Ma questo deve emergere in modo esatto. E non succederà finché non avremo tutti i dettagli corretti.

A riguardo, un aspetto ci ha seccato fin dall'inizio è: perché questo non permette una quantità infinita d'informazione? Non vogliamo una quantità infinita di informazione. In definitiva vorremmo usare in qualche modo questo risultato per recuperare la legge dell'area-entropia di Hawking- Bekenstein. Sembrava che stessimo ottenendo una quantità infinita di capelli, perché era possibile che esistessero fotoni soffici dotati di una localizzazione angolare e arbitrariamente piccoli. Ma non c'è modo fisico per eccitarne uno. Dunque sono stati del buco nero impossibili da realizzare fisicamente.

SF: Quelli inferiori alla lunghezza di Planck?

AS: Esattamente, quelli inferiore alla lunghezza di Planck. Io non saprei come impiantare un simile capello.

È importante notare che ci sono state molte proposte per capire l' entropia di un buco nero che ottengono l'area corretta, cioè la corretta proporzionalità all'area, ma che non ottengono correttamente il fattore 1/4 presente nell'equazione. La vera prova del fuoco, che non abbiamo superato, è sempre quel fattore 1/4. Questo è ciò che la teoria delle stringhe ha prodotto e che ha cambiato molto il modo di pensare a questo problema. Ma quello che manca è sempre il fattore 1/4.

SF: Avete chiaro in mente come proseguire?

AS: Ho una lista di 35 problemi da affrontare, ognuno dei quali richiederà molti mesi. È un bel palcoscenico da calcare se sei un fisico teorico, perché ci sono cose ancora incomprensibili, ma ci sono calcoli che siamo in grado di fare che potranno sicuramente far luce sul problema. Ho accennato alla questione solo brevemente, ma c'è qualcosa di molto più ricco e più grande e allo stesso tempo più enigmatico delle super-traslazioni: le super-rotazioni.

SF: Le super-rotazioni?

AS: Sono un altro tipo di simmetria all'infinito in cui i raggi di luce non solo si possono spostare su e giù, ma anche muovere gli uni rispetto agli altri. Si possono scambiare. Se siamo in grado di dare loro un senso, questi elementi diventeranno ancora più importanti. Ma si tratta di risultati molto più recenti. Abbiamo compreso le super-traslazioni negli anni sessanta, mentre abbiamo iniziato a studiare le super-rotazioni circa dieci anni fa. Ma abbiamo imparato molto di loro negli ultimi due anni.

Ritengo anche che ci sia un collegamento molto interessante con gli studi sull'entropia dell'entanglement, che deve essere integrata in questo quadro generale. Quindi ci sono molte cose molto concrete da fare a questo punto.


(La versione originale di questo articolo è apparsa su www.scientificamerican.com l'8 gennaio. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati)
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi nino58 » giovedì 22 dicembre 2016, 11:16

Bè, dai, la notte con la misteriosa libertina pare abbia partorito frutti inaspettati.
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Re: Oliver, un grande ingiustamente dimenticato

UNREAD_POSTdi matteo.conz » giovedì 22 dicembre 2016, 16:09

nino58 ha scritto:Bè, dai, la notte con la misteriosa libertina pare abbia partorito frutti inaspettati.


Nono la passione per l'ignoto, per il fondamentale significato di quello che chiamiamo reale e quindi per la fisica c'era forte già da tempo...è solo una passione in comune.
Il problema è che sono scarso in matematica. Ho comprato un corso sulla teoria delle stringhe dell'università ma sono bloccato sulle mappe conformi: non riesco bene a visualizzare trasformazioni che lasciano gli angoli uguali e quindi non vedo la rappresentazione della world line delle stringhe. Ho un debole per david bohm che dopo aver avuto intuizioni geniali come l'universo olografico, si è dato al misticismo in India e l'umanesimo...cmq qui c'è un'altra visione per chi interessa: quantum loop cosmology con interviste ai maggiori teorici (inglese sub eng)
https://www.youtube.com/watch?v=RghLtdB_XE0
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