Filosofia

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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 19 luglio 2019, 8:55

Piccola storia della Filosofia occidentale XXXII

L'io puro può essere una profilassi contro il sorgere della metafisica? Forse, ma solo se non ha la pretesa di conoscere l'inconoscibile e qui Kant distingue l'io puro (intelletto) dalla ragione e quest'ultima la definisce come un qualcosa di arrogante che ha la pretesa di conoscere ogni cosa. Ad es, se l'intelletto non sa come giustificare l'io penso comune a tutti gli uomini, la ragione ha una risposta semplice, inventando l'anima immortale, oppure se la scienza non riesce a spiegare come il soggetto umano riesca a essere il legislatore della natura, di nuovo la ragione ha subito pronta la risposta: esiste un Essere supremo a cui la natura deve le proprie leggi. ;)
Ma è ovvio, per Kant, che le conoscenze della ragione sono illusorie, perché non hanno a che fare con fenomeni, bensì esseri inconoscibili! :x
La metafisica va del tutto bandita dalla filosofia? Forse no, perché qualche merito lo possiede: l'uomo non vuole morire e quindi desidera sperare in qualcosa dopo la morte ed ecco che l'idea di un'anima immortale, sebbene indimostrabile ci viene in soccorso. ;)
L'idea di Dio, insomma, ci permette di dare un senso al succedersi dei fenomeni. Sono illusioni, ma non del tutto inutili, perché possono salvare l'uomo dalla disperazione, anche se al prezzo di rinnegare il rigore espresso dall'intelletto.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 21 luglio 2019, 8:47

Piccola storia della Filosofia occidentale XXXIII

La prima via di salvezza quindi, secondo Kant è fare come se Dio ci fosse (avente presente Mauro Biglioni e il suo facciamo finta che? ;) ), ma la seconda, quella di cui va orgoglioso è il c.d. *imperativo categorico* ovvero avrei un comportamento moralmente corretto se "agisci in modo che anche tutti gli altri possano fare lo stesso!" Ad es. il suicidio è *immorale*, perché se ... porterebbe al'estinzione dell'umanità. ;)
Kant però si rendeva conto che, se l'azione morale non deve riscuotere alcun premio, all'uomo può venire a mancare ogni incentivo e allora il Nostro si inventa tre postulati per la morale:
a) la libertà dell'individuo
b) l'immortalità dell'anima
c) l'esistenza di Dio
Ecco così che in sede etica, il filosofo di Königsberg va diritto verso la metafisica, perché, come dice lui stesso, i postulati sono indimostrabili, però, per salvarci, dobbiamo far finta che siano veri. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 23 luglio 2019, 9:23

Piccola storia della Filosofia occidentale XXXIV

Georg Wilhelm Friedrich Hegel fu il gran sacerdote della ragione e infatti il suo aforisma supremo recita: *Ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale*. In lui la presunzione dell'uomo non ha limiti, perché la realtà è dominata dalla filosofia, anche se essa si rende conto un po' per volta del proprio potere. Certo che esistono anche sentimento e passione, ma guai a essi se vogliono uscire dai binari della ragione! E Hegel fu acclamato *profeta in patria* (solo per lui i tedeschi tolsero il *nemo* ;)
Se presa alla lettera quel suo aforisma/assioma di partenza può essere (e fu) contestabile, ma a pensarci bene è tutt'altro che insensata e Hegel non nega che ci siano nella realtà anche fango, sporcizia e quant'altro, ma sono solo accidenti senza peso nella realtà e nel pensiero. Quel che per lui è chiaro è che la realtà marcia verso un'unica direzione, perché i posteri sono avvantaggiati dal sapere tramandato dai predecessori e ha sempre detto che lui aveva tratto ben giovamento da Parmenide, Eraclito, Platone e Spinoza. Il primo per la totalità dell'universo, il secondo per il movimento, il terzo per la dialettica e l'ultimo per il panteismo. [continua]


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da nino58 » martedì 23 luglio 2019, 9:25

lemond ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 9:23
Piccola storia della Filosofia occidentale XXXIV

Georg Wilhelm Friedrich Hegel fu il gran sacerdote della ragione e infatti il suo aforisma supremo recita: *Ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale*. In lui la presunzione dell'uomo non ha limiti, perché la realtà è dominata dalla filosofia, anche se essa si rende conto un po' per volta del proprio potere. Certo che esistono anche sentimento e passione, ma guai a essi se vogliono uscire dai binari della ragione! E Hegel fu acclamato *profeta in patria* (solo per lui i tedeschi tolsero il *nemo* ;)
Se presa alla lettera quel suo aforisma/assioma di partenza può essere (e fu) contestabile, ma a pensarci bene è tutt'altro che insensata e Hegel non nega che ci siano nella realtà anche fango, sporcizia e quant'altro, ma sono solo accidenti senza peso nella realtà e nel pensiero. Quel che per lui è chiaro è che la realtà marcia verso un'unica direzione, perché i posteri sono avvantaggiati dal sapere tramandato dai predecessori e ha sempre detto che lui aveva tratto ben giovamento da Parmenide, Eraclito, Platone e Spinoza. Il primo per la totalità dell'universo, il secondo per il movimento, il terzo per la dialettica e l'ultimo per il panteismo. [continua]
Tale aforisma supremo fa un po' il paio con il "principio antropico", però.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 23 luglio 2019, 9:32

nino58 ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 9:25
Tale aforisma supremo fa un po' il paio con il "principio antropico", però.
Il Principio Antropico e l'emergere della centralità dell'osservatore, per cui a me sembra più collegabile a Kant (a occhio).


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da nino58 » martedì 23 luglio 2019, 9:44

lemond ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 9:32
nino58 ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 9:25
Tale aforisma supremo fa un po' il paio con il "principio antropico", però.
Il Principio Antropico e l'emergere della centralità dell'osservatore, per cui a me sembra più collegabile a Kant (a occhio).
Giusto.
Lo dicevo in relazione al fatto della centralità dell' umanità più che dell'osservatore.
La razionalità è prerogativa del pensiero riflesso.
Applicabile sia in un universo acefalo che in uno in cui sia presente un "motore iniziale".
E' evidente che il principio antropico ha un certo senso soltanto nel secondo caso.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 23 luglio 2019, 11:35

nino58 ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 9:44
E' evidente che il principio antropico ha un certo senso soltanto nel secondo caso.
In teoria non avrei nulla contro il "motore iniziale", basta intendersi su che cosa sia. Però poi c'è la storia dell'inizio prima del tempo, che credo non abbia senso, ma, ripeto dico a occhio, perché sono un dilettante e filosofia a scuola non c'era nei programmi e nemmeno all'Università, così come fisica!!! :grr:
P.S. per la verità un anno (mi pare) di fisica, insieme a matematica, c'era, ma ...


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da nino58 » martedì 23 luglio 2019, 11:38

lemond ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 11:35
nino58 ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 9:44
E' evidente che il principio antropico ha un certo senso soltanto nel secondo caso.
In teoria non avrei nulla contro il "motore iniziale", basta intendersi su che cosa sia. Però poi c'è la storia dell'inizio prima del tempo, che credo non abbia senso, ma, ripeto dico a occhio, perché sono un dilettante e filosofia a scuola non c'era nei programmi e nemmeno all'Università, così come fisica!!! :grr:
P.S. per la verità un anno (mi pare) di fisica, insieme a matematica, c'era, ma ...
Sì, c'erano tre anni anche allo scientifico, ma non era astrofisica o fisica delle particelle, era tutta fisica sui vettori e calcolo sui vettori, una palla...


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 23 luglio 2019, 11:45

nino58 ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 11:38
Sì, c'erano tre anni anche allo scientifico, ma non era astrofisica o fisica delle particelle, era tutta fisica sui vettori e calcolo sui vettori, una palla...
Rammento che in quell'anno imparai una cosa: gli opposti si attraggono e viceversa ...


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da nino58 » martedì 23 luglio 2019, 11:47

lemond ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 11:45
nino58 ha scritto:
martedì 23 luglio 2019, 11:38
Sì, c'erano tre anni anche allo scientifico, ma non era astrofisica o fisica delle particelle, era tutta fisica sui vettori e calcolo sui vettori, una palla...
Rammento che in quell'anno imparai una cosa: gli opposti si attraggono e viceversa ...
Io neppure quello :D


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 26 luglio 2019, 12:26

Piccola storia della Filosofia occidentale XXXV

Da buon storicista, ha scritto "La fenomenologia dello spirito" ovvero la storia della coscienza; dove si rende conto che le diverse vicissitudini storiche (anche negative) erano necessarie per il progresso; e, anzi, è la storia del dolore e della lacerazione che accompagna il dramma dell'autocoscienza sin quando essa non riesce a superarlo, accedendo alla ragione. Hegel, a differenza di Kant, è ottimista convinto e i fenomeni per lui procedono in forma triadica (tesi-antitesi-sintesi), come nell'elettricità: due cariche contrapposte generano energia e così, nel nostro caso: sensazione-percezione-intelletto. Però, attenzione, anche la ragione deve avere sofferenza, perché possa rispecchiare la realtà, ma, a differenza della coscienza infelice, non si contrappone a essa, bensì partecipa alla vicissitudini sapendo che sono le sue stesse. La coscienza è come un individuo che ha paura della sua ombra, la ragione invece, anche se infastidita da qualcosa che la segue, sa di non essere niente di diverso dalla propria ombra. Alla ragione siffatta, Hegel dà il nome di spirito in senso laico e quindi può affermare che la ragione è spirito in quanto ha certezza di essere ogni realtà ed è consapevole di sé come del suo mondo e del mondo come di sé stessa. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da nino58 » venerdì 26 luglio 2019, 12:33

lemond ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 12:26
Piccola storia della Filosofia occidentale XXXV

Da buon storicista, ha scritto "La fenomenologia dello spirito" ovvero la storia della coscienza; dove si rende conto che le diverse vicissitudini storiche (anche negative) erano necessarie per il progresso; e, anzi, è la storia del dolore e della lacerazione che accompagna il dramma dell'autocoscienza sin quando essa non riesce a superarlo, accedendo alla ragione. Hegel, a differenza di Kant, è ottimista convinto e i fenomeni per lui procedono in forma triadica (tesi-antitesi-sintesi), come nell'elettricità: due cariche contrapposte generano energia e così, nel nostro caso: sensazione-percezione-intelletto. Però, attenzione, anche la ragione deve avere sofferenza, perché possa rispecchiare la realtà, ma, a differenza della coscienza infelice, non si contrappone a essa, bensì partecipa alla vicissitudini sapendo che sono le sue stesse. La coscienza è come un individuo che ha paura della sua ombra, la ragione invece, anche se infastidita da qualcosa che la segue, sa di non essere niente di diverso dalla propria ombra. Alla ragione siffatta, Hegel dà il nome di spirito in senso laico e quindi può affermare che la ragione è spirito in quanto ha certezza di essere ogni realtà ed è consapevole di sé come del suo mondo e del mondo come di sé stessa. ;)
Ottima sintesi del pensiero hegeliano. :clap: :clap: :clap:
La cui fenomenologia (tesi-antitesi-sintesi) si sviluppa modificandosi, in Gramsci, in prassi-teoria-prassi.
In cui la seconda prassi è, sostanzialmente, una sintesi. :cincin:


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 26 luglio 2019, 13:02

nino58 ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 12:33
lemond ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 12:26
Piccola storia della Filosofia occidentale XXXV

Da buon storicista, ha scritto "La fenomenologia dello spirito" ovvero la storia della coscienza; dove si rende conto che le diverse vicissitudini storiche (anche negative) erano necessarie per il progresso; e, anzi, è la storia del dolore e della lacerazione che accompagna il dramma dell'autocoscienza sin quando essa non riesce a superarlo, accedendo alla ragione. Hegel, a differenza di Kant, è ottimista convinto e i fenomeni per lui procedono in forma triadica (tesi-antitesi-sintesi), come nell'elettricità: due cariche contrapposte generano energia e così, nel nostro caso: sensazione-percezione-intelletto. Però, attenzione, anche la ragione deve avere sofferenza, perché possa rispecchiare la realtà, ma, a differenza della coscienza infelice, non si contrappone a essa, bensì partecipa alla vicissitudini sapendo che sono le sue stesse. La coscienza è come un individuo che ha paura della sua ombra, la ragione invece, anche se infastidita da qualcosa che la segue, sa di non essere niente di diverso dalla propria ombra. Alla ragione siffatta, Hegel dà il nome di spirito in senso laico e quindi può affermare che la ragione è spirito in quanto ha certezza di essere ogni realtà ed è consapevole di sé come del suo mondo e del mondo come di sé stessa. ;)
Ottima sintesi del pensiero hegeliano. :clap: :clap: :clap:
La cui fenomenologia (tesi-antitesi-sintesi) si sviluppa modificandosi, in Gramsci, in prassi-teoria-prassi.
In cui la seconda prassi è, sostanzialmente, una sintesi. :cincin:
Non so, ma non credo, che nel libro che ho sottomano, ci sia posto per Gramsci. Per cui se tu volessi ampliare il suo pensiero, penso che faresti cosa buona. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da nino58 » venerdì 26 luglio 2019, 13:08

lemond ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 13:02
nino58 ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 12:33
lemond ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 12:26
Piccola storia della Filosofia occidentale XXXV

Da buon storicista, ha scritto "La fenomenologia dello spirito" ovvero la storia della coscienza; dove si rende conto che le diverse vicissitudini storiche (anche negative) erano necessarie per il progresso; e, anzi, è la storia del dolore e della lacerazione che accompagna il dramma dell'autocoscienza sin quando essa non riesce a superarlo, accedendo alla ragione. Hegel, a differenza di Kant, è ottimista convinto e i fenomeni per lui procedono in forma triadica (tesi-antitesi-sintesi), come nell'elettricità: due cariche contrapposte generano energia e così, nel nostro caso: sensazione-percezione-intelletto. Però, attenzione, anche la ragione deve avere sofferenza, perché possa rispecchiare la realtà, ma, a differenza della coscienza infelice, non si contrappone a essa, bensì partecipa alla vicissitudini sapendo che sono le sue stesse. La coscienza è come un individuo che ha paura della sua ombra, la ragione invece, anche se infastidita da qualcosa che la segue, sa di non essere niente di diverso dalla propria ombra. Alla ragione siffatta, Hegel dà il nome di spirito in senso laico e quindi può affermare che la ragione è spirito in quanto ha certezza di essere ogni realtà ed è consapevole di sé come del suo mondo e del mondo come di sé stessa. ;)
Ottima sintesi del pensiero hegeliano. :clap: :clap: :clap:
La cui fenomenologia (tesi-antitesi-sintesi) si sviluppa modificandosi, in Gramsci, in prassi-teoria-prassi.
In cui la seconda prassi è, sostanzialmente, una sintesi. :cincin:
Non so, ma non credo, che nel libro che ho sottomano, ci sia posto per Gramsci. Per cui se tu volessi ampliare il suo pensiero, penso che faresti cosa buona. ;)
Non sono così colto.
L'ho saputo (diverso tempo fa) e qui l'ho riportato. :)
Su Gramsci ( e tanti altri) : spesso i libri di una specifica materia (nel nostro caso, di filosofia o storia della filosofia) trattano solo autori "specifici", cioè filosofi classificati come filosofi.
Gli scritti di altri che non siano esclusivamente filosofi non vengono catalogati, anche se le cose che scrivono sono pensieri filosofici veri e propri.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 26 luglio 2019, 13:11

nino58 ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 13:08
Non sono così colto.
L'ho saputo (diverso tempo fa) e qui l'ho riportato. :)
Nemmeno io, però ... ho tanto tempo. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da nino58 » venerdì 26 luglio 2019, 13:11

lemond ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 13:11
nino58 ha scritto:
venerdì 26 luglio 2019, 13:08
Non sono così colto.
L'ho saputo (diverso tempo fa) e qui l'ho riportato. :)
Nemmeno io, però ... ho tanto tempo. ;)
Io non ancora.
Forse da fine 2020. :cincin:


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » lunedì 29 luglio 2019, 9:36

Piccola storia della Filosofia occidentale XXXVI

"La vita umana è un oscillare perpetuo fra il dolore e la noia" e questa massima ci spiega abbastanza bene il pensiero di Arthur Schopenhauer che poi continua: se speriamo di provare qualche gioia, dobbiamo ricordarci che ogni piacere non è che il rimedio a qualche insodisfazione!
A.S. nutriva il massimo disprezzo per Hegel e per tutti gli altri filosofi idealisti che, secondo lui specie il primo, stravolge il buon senso e spaventa con l'oscurità del suo gergo. Cercò di mettersi in concorrenza con lui all'università, facendo coincidere gli orari delle loro lezioni, ma dovette prodursi davanti a banchi vuoti e ciò diventò una delle "croci della vita" e cercò di vendicarsi accusando la "filosofia dell'università" di buffoneria e impostura. :x
Già Platone aveva detto che era meglio non esser nati e il greco era uno dei tre punti di riferimento, il secondo era Kant, da cui trasse la teoria della conoscenza, mentre il terzo era Buddha per la morale della rinuncia. Ma più forte dell'amore per lui era l'odio e lo riversava (come già detto) verso colui che esaspera l'ottimismo idealistico, celebrando un presunto lieto fine della storia universale! E siccome questa visione rosea delle cose può allettare i più ingenui, Schopenhauer accusa Hegel di presentare una "filosofastreria istupidente e perniciosa per lo spirito!" (continua)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 30 luglio 2019, 17:18

Le tre sorelle è il titolo di un dramma teatrale, penultima opera drammatica composta da Anton Cechov nel 1900

https://www.youtube.com/watch?v=hQtXZq2-tbU&t=3835s


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 31 luglio 2019, 7:27

Piccola storia della Filosofia occidentale XXXVII

Se guardiamo in faccia la realtà ci accorgiamo che la verità è il contrario di quanto sosteneva Leibniz: il nostro è il peggiore dei mondi possibili e l'uomo appartiene alla morte per il semplice fatto di essere nato! Ma il pensiero di A.S. non si fonda su di essa, ma sul dolore, derivante da malattia, persecuzione, miseria, cecità, pazzia. È il dolore il senso della vita, è duro riconoscerlo, ma tant'è e, come già detto la gioia è un prodotto indiretto, relativo alla momentanea liberazione da qualcosa che ci opprime. E infatti mica ci accorgiamo della salute, giovinezza e libertà quando ce l'abbiamo. :) :x :x Certo gli ingenui non se ne rendono conto, ma i grandi sì e, ad es. Dante che naturalmente ha preso la materia per il suo inferno dal mondo reale, ne ha fatto venir fuori un *inferno perfetto*. ;) Quando invece descrive il cielo e le sue gioie si trovò davanti a un'insuperabile difficoltà. In definitiva vale l'adagio dell'antico poeta: "sunt lacrimae rerem" (piangono le cose e non sono gli uomini). L'unico rimedio (se si può chiamare così) per Schopenhauer è vivere senza desideri.

P.S. Chi volesse approfondire il Nostro, può trovare più di cinquanta puntate in questa stessa discussione, a partire da giovedì 29 marzo 2018, Irvin Yalom "La cura Schopenhauer"


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 2 agosto 2019, 9:23

Piccola storia della Filosofia occidentale XXXVIII

Alla morte di Hegel la sua scuola si divise in "destra" e "sinistra" e fu quest'ultima a raccogliere i pensatori più importanti: David F. Strauss, Feuerbach, Marx.
Per loro la religione è solo un mito e la proiezione dei nostri desideri o se volete una sostanza come l'oppio che non ci fa avvertire nessun dolore (o quasi).
Dei tre fu K. Marx a lasciare la traccia più profonda non per la critica alla religione, ma per la teoria della storia, che sempre si realizza attraverso conflitti di classe. La definizione che dà di classe è piuttosto sbrigativa: sfruttatori/sfruttati. Per realizzare una società migliore il Nostro si rifà al sogno di Platone, secondo cui a governare dovevano essere le teorie esposte dai filosofi, in particolare il comunismo. Ma come avrebbe potuto la classe sfruttata (i proletari, cioè coloro che avevano solo la prole come ricchezza) arrivare alla meta? Solo attraverso una rivoluzione violenta a cui seguisse la *dittatura del proletariato*. Ma dove e come può scoppiare la rivoluzione? La risposta è che arriverà dialetticamente e come conseguenza delle contraddizioni del capitalismo. Marx é convinto dell'esistenza di una legge tendenziale di caduta del saggio di profitto, con la conseguente progressiva concentrazione del capitale in poche mani e questo, a sua volta, forma un binomio indisgiungibile con l' immiserimento crescente degli operai. In simile situazione si genera la massima contraddizione tra lo sviluppo delle forze produttive (il proletariato) e il numero sempre più ristretto di capitalisti e Marx può affermare che “la produzione capitalistica genera essa stessa, con l'inevitabilità di un processo naturale, la propria negazione”. "Conditio sine qua non" alla rivoluzione è quindi che il capitalismo raggiunga il massimo "sviluppo" e la scienza ci dice che scoppierà in Germania.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 4 agosto 2019, 10:06

Piccola storia della Filosofia occidentale XXXIX

Della sinistra hegeliana e di Marx non si accorse per niente il più celebre filosofo di fine Ottocento: Friedrich Nietzsche, il che si spiega facilmente, perché a lui dei poveri e degli sfruttati non interessava quasi niente, aveva in mente solo il suo genio e qualche spirito eletto, per es. Schopenhauer.
Egli fu contro l'ordine costituito, la morale corrente, le fedi religiose e confidava che l'uomo potesse evolvere in quella che poi sarà chiamata la teoria del *superuomo*.
Nel libro più famoso egli immagina che Zarathustra scenda dalla montagna per annunciare una nuova era attraverso tutta una serie di rivelazioni, fra cui la più sconvolgente è che: *Dio è morto* In altre parole, non basta definirsi atei, occorre aggiungere che di questa calamità gli uomini più maturi se ne sono già liberati (e per forza di cose "le salmerie seguiranno"). :diavoletto:
Il concetto di Dio rappresenta il contrario dell'energia che anima la vita e il culto ha ottenuto il bel risultato di svuotare il mondo di ogni attrattiva, perché per identificare il credente (credino) si è scelto tutto quanto esiste di debole, di infermo, di mal riuscito etc. In altre parole per chi ama la vita, la morale tradizionale cristiana (umiltà, castità, rinuncia alla felicità, rassegnazione fino al martirio etc.) rappresenta soltanto una mortificazione della stessa! :x
La sua formula è invece *amor fati*: chi accetta il fato è condotto per mano da esso, chi gli si ribella può essere solo spazzato via! Riconoscere chi si è con gioa, senza combattere inutili battaglie e questo è il superuomo che riesce a essere al di là del bene e del male. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 4 agosto 2019, 14:52

Sottomissione, secondo M. Ferraris

https://youtu.be/CeSZEPrHrf0?t=3235

Da questo minuto è imperdibile, per il resto vedete un po' voi


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 6 agosto 2019, 9:02

Piccola storia della Filosofia occidentale XL

Il XX è il secolo della logica e i due eroi sono Beltrand Russel e il suo allievo e oppositore, Ludwig Wittgenstein.
Il primo diventò famoso per aver risolto la contraddizione che riguardava il paradosso del mentitore il quale, se dice che sta mentendo, mette in imbarazzo logico chi voglia stabilire se dice il falso o il vero! Russel scioglie il nodo, vietando a ogni proposizione logica di parlare di sé stessa. ;)
La vita del Nostro fu molto lunga e piena di trasgressioni, ma gioiose: non aveva il risentimento di Schopehauer, né la stravaganza paradossale di Nietzsche e non si macerava sugli enigmi dell'esistenza, ma, come detto, su quelli della logica.
All'interno di questo capitolo, c'è una perla che va sotto il nome di *antinomia di Russel* che, detto per inciso, provocò un'enorme depressione nell'antagonista di allora, l'insigne matematico Gottlob Frege, che dovette sottostare a una delle più desolate confessioni che sia mai stata scritta da uno scienziato! :x
All'origine del "casus belli" sta una domanda che ha sempre imbarazzato i filosofi: che cosa sono i numeri?
Frege aveva risposto che il numero è una collezione (o classe) di oggetti. Russel però si accorse di un fatto strano: se apro la credenza e vedo un certo numero di cucchiai, avrò la classe dei cucchiai, ma questa classe non è, a sua volta un cucchiaio. Invece la classe delle cose che non sono cucchiai è proprio una cosa che non è un cucchiaio. Per cui vi sono due tipi ben diversi di classi: quelle a cui non si addice la loro definizione (ad es. essere cucchiai) e quindi non possono predicare sé stesse e le altre che invece lo possono fare. Chiamiamo normali le classi come quelle dei cucchiai, perché quasi tutte sono così: la classe degli uomini non è un uomo etc. Anomale saranno invece quelle che possono predicare sé stesse, ad es. la classe dei concetti è, a sua volta un concetto. (continua)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 9 agosto 2019, 9:44

Piccola storia della Filosofia occidentale XLI

Che cosa accadrà della classe di tutte le classi normali, cioè quelle che non predicano sé stesse? Sarà normale o anomala?
Qui scatta l'antinomia di Russel, perché comunque si risponda ci si contraddice! E lo spiegò con il c.d. paradosso del barbiere.
Se in un villaggio isolato vi e' un solo barbiere, che non porta la barba, e che fa la barba a tutti gli abitanti del villaggio eccetto a quelli che se la fanno da soli, chi fa la barba al barbiere?
a) non può farsi la barba da solo perché la fa solo ai quelli che non se la fanno da soli
b) non può farsi fare la barba da un altro perché lui la fa a tutti quelli che non se la fanno da soli.
Dopo aver enunciato la teoria, Russel sostenne però che non è inevitabile e introdusse la teoria dei tipi, che risolve tutti i paradossi derivanti dall'applicazione di un predicato a sé stesso, fra cui anche quello del mentitore cretese di Epimenide.
Per farla capire possiamo esemplificare: è come se uno dicesse che il corpo umano comprende come sue membra le mani, i piedi, il collo e il corpo umano. È evidente che il corpo umano in quanto totalità non può essere membro di sé stesso. ;)
Russel spese quasi tutta la sua vita su argomenti del genere, che alla quasi totalità della gente può sembrare irrilevante, ma in soccorso si può pensare a un aforisma di Hegel: "Esiste il noto e il conosciuto e compito della filosofia è appunto il rendere conosciuto quello che per la gente comune è soltanto noto!"


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 11 agosto 2019, 8:51

Piccola storia della Filosofia occidentale XLII

Russel ebbe come allievo Ludwig Wittgenstein, anche se non si possono immaginare due individui più diversi: equilibrato e socievole il primo; nevrotico e misantropo l'altro.
L.W. era nato da una ricca famiglia ebrea austriaca ed acquistò ben presto fama internazionale con il Trattato logico-filosofico, ma le lezioni universitarie erano improntate di una lucida follia, per esempio rimanevo spesso taciturno a lungo in cattedra con la testa fra le mani, talvolta aggrediva verbalmente gli studenti, per cadere subito dopo in crisi depressiva.
Più volte Russel cercò di impedirgli qualche eccesso, ma con scarsi risultati; sarebbe stato un caso da psicanalista, categoria che il Nostro però odiò sempre e combatté con gran vigore.
Wittgenstein non crede che la filosofia possa approdare a qualche invenzione, il suo compito è quello di chiarire i pensieri, ovvero cercare di *disinfettarsi dalle nostre confusioni mentali!* Dopodiché, la filosofia può scomparire. (continua)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 14 agosto 2019, 9:35

Piccola storia della Filosofia occidentale XLIII

Il ridimensionamento della filosofia, secondo il Nostro, è a vantaggio della logica. Cercando di riprendere Aristotele, che la considerava basilare, insieme al linguaggio, L.W. utilizza questo principio, ma con la specificazione che quel che il linguaggio apporta alla conoscenza sono delle immagini logiche con cui rivestiamo le nostre percezioni. Ma aver logicizzato il mondo è anche una debolezza, perché comporta la conseguenza che non possiamo uscire dal nostro linguaggio per esprimere quello che esso ha in comune con la realtà.
È un'impotenza tragica molto consona al tenebroso temperamento di Wittgenstein, che si trova, per fare un esempio, come il dito indice che non potrà mai denotare sé stesso! :( E allora "Su ciò di cui non si può parlare , si deve tacere". È una condanna che ricorda quella di Kant sulla metafisica.
Ma dieci anni dopo aver formulato l'enunciato lo ripudiò; ma questa svolta radicale, anziché screditarlo, gli portò fortuna e la nuova teoria che nacque da essa (il neopositivismo logico) ebbe un successo non inferiore.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 16 agosto 2019, 8:30

Piccola storia della Filosofia occidentale XLIV

Nel primo Novecento, quando ormai si pensava che il pensiero avesse elaborato ogni possibile teoria, si assiste invece al nascere di due scuole affatto nuove: la psicanalisi e la fenomenologia.
La prima si propone di mettere in soffitta la coscienza, sostituendola con la *psiche*.
Il padre della corrente è Sigmund Freud che scoprì una via del tutto nuova per arrivare alla psiche senza coscienza, ovvero l'interpretazione dei sogni: per lui occorre indagare soprattutto la natura sessuale che il sogno ci indica e sapere che stiamo appagando un nostro desiderio inconscio.
Forse la psicanalisi non sarebbe nata se S.F. non avesse conosciuto uno dei più grandi neurologi dell'epoca: Jean-Martin Charcot. Questi aveva notevoli capacità ipnotiche e con esse si accorse che alcuni malati psichici guarivano prendendo coscienza dei traumi che li aveva fatti ammalare.
Il suggerimento che Freud diffuse fu che le nevrosi vanno curate accedendo alla parte più inesplorata della psiche, l'inconscio. In questa parte oscura si accumulano i ricordi più brutti e traumatici della vita e quando l'individuo non riesce a rimuoverli, ecco che nasce la malattia!
Come abbiamo già detto il sogno ci rappresenta un desiderio e spesso questo è di natura sessuale e perciò l'interpretazione deve cercare i simboli nascosti; essi altro non sono che rappresentazioni di realtà sconvenienti (di solito ci vergognamo della nostra sessualità).
Per i critici Freud esagerava quando arriva a sostenere che anche l'angoscia sarebbe uno dei sintomi caratteristici dell'impulso sessuale e va da sé che questo modo di pensare scandalizzò molti. ;)


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 16 agosto 2019, 14:12

Mauro Bonazzi e Carlo Sini: I miti fondatori PROMETEO / TECNICA E POTENZA

https://www.youtube.com/watch?v=Lb9wKZS0ArA


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » domenica 18 agosto 2019, 9:49

Piccola storia della Filosofia occidentale XLV

Contro l'incoscio e la psicanalisi si elevò il grido di Edmund Husserl che come Freud era ebreo e nato in Moravia: per conoscere te stesso lascia perdere l'incoscio e guarda invece alla coscienza. Per lui non esiste oggetto senza coscienza e questo comporta l'impossibilità di un contenuto inconscio nella psiche, quel che è in quest'ultima devess'ere anche nella coscienza, pur se talvolta tenue e confusa.
In Husserl i fenomeni sono le cose che appaiono, ma non sono (come per Kant) prodotti dal soggetto conoscente, bensì manifestazioni del reale. Per Kant c'è l'apparenza, laddove per l'altro si tratta di *essenza* e appunto questa teoria prende il nome di *Fenomenologia*.
Ma come si fa a poter cogliere le essenze nella loro centralità? La nostra coscienza deve prescindere dalle accidentalità a dai dettagli, se ad es. qualcuno traccia su una lavagna un disegno circolare approssimativo, chi lo vede percepisce al contempo non solo quel tracciato di gesso, ma anche l'essenza geometrica del cerchio. ;)
Ma le essenze rischiano di essere troppe e confuse, per cui il filosofo della fenomenologia deve saper distinguere quelle importanti e mettere fra parentesi le altre. È grazie all'epoché (ovvero sospensione del giudizio su alcuni fenomeni) che possiamo dare un senso al mondo, che naturalmente consiste nella sua essenza. Se ciò che ci circonda sparisse, secondo lui non sparirebbe la coscienza, ma subirebbe solo una modificazione non essenziale. Per questo motivo che voleva criticarlo sosteneva che fosse un solipsista, cioè uno che crede che la psiche sia la sola realtà. In effetti Husserl non aveva mai più riaperto la parentesi con la quale aveva chiuso il mondo. :(


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » martedì 20 agosto 2019, 11:20

Piccola storia della Filosofia occidentale XLVI

Anche la filosofia ha il suo genere "horror" e forse l'esistenzialismo è stato il pensiero che più ha tentato di mettere in crisi l'esistenza umana.
Martin Heidegger ha introdotto nella disciplina gli ingredienti della quotidianità, mostrando come essi siano importanti quanto i concetti astratti. Egli ignora l'amore e l'amicizia e si concentra invece sull'angoscia e la morte. La prima svela il nulla dell'esistenza (e infatti, per il suo emulo Sartre, l'uomo è nulla).
Il lessico in M.H. è radicalmente nuovo, ricco di etimologie e neologismi, il che fece gridare alla frode i detrattori, che, a maggior ragione, lo criticarono per le compromissioni con il nazismo! (Fra l'altro avrebbe anche tradito il maestro Husserl, determinandone la cacciata dall'università, in quanto ebreo).
Per amor di precisione, va detto che l'adesione al partito fu tiepida e di breve durata e in ogni caso i nazisti non lo amavano, perché lo consideravano un nichilista.
Nel 1927 scrisse il suo capolavoro "Essere e tempo" dedicato all'analisi della natura umana e in esso non si legge mai la parola uomo. ;)
Già Parmenide aveva chiamato essere la realtà, suscitando la diffidenza di Aristotele, perché (secondo lui) essere da solo non può significare qualcosa. La gente dice il cielo è azzurro, quella donna è sola, ma nessuno "il cielo è", dunque è arbitrario parlare di essere senza un predicato. (continua)


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