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lemond
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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » mercoledì 9 ottobre 2019, 13:29

Dialoghi di Platone - Simposio (seconda parte)

Questo mito originale ci spiega due cose:
1)in ogni epoca i rapporti sessuali sono sempre stati etero e omo.
2)il tentativo di ritornare ad una situazione primordiale. Notare che nel mondo greco la forma sferica è sempre vista come unità originaria perfetta.
Se si leggono accuratamente tutti i discorsi ci si accorge che ognuno di essi contiene una parte di verità:il discorso finale di Socrate non sarà nient'altro che una sintesi in cui li unisce praticamente tutti. Egli racconta di essersi una volta incontrato con una sacerdotessa (Diotima) che gli ha rivelato tutti i misteri dell'eros. Per la nascita di Afrodite, tra le varie divinità ci sono anche Poros (astuzia,furbizia) e Penia (povertà); essi, ormai ubriachi per l'eccessivo bere, si uniscono e viene così concepito Eros, che ha quindi le caratteristiche dei suoi genitori: è ignorante, povero e brutto a causa di Penia, ma sa cavarsela sempre grazie a Poros. Non è bello, ma sa andare a caccia della bellezza, sente l'amore ed è soggetto della ricerca della bellezza e dell'amore, svolge le mansioni dell'amante e non dell'amato.
Chiaramente se ricerca la bellezza significa che non la possiede, così il filosofo è privo e bisognoso del sapere (penia=povertà), ma ha anche le capacità di cercarsi e di procurarsi ciò di cui è privo (poros=astuzia, espediente).
Dato che Eros è privo di bellezza e le cose buone sono belle, manca anche di bontà, però, ciò che non è bello o buono, non è necessariamente brutto e cattivo; per Platone vi è un livello intermedio tra il sapere e l'essere ignoranti: la via di mezzo.
La posizione intermedia comunque non è un male perché è uno stimolo per arrivare: chi si trova nella posizione più bassa sa di non potersi elevare e neanche ci prova, chi è in quella più alta non si deve impegnare perché è già nella posizione ottimale, per cui si impegna e lavora solo quelli che stanno in una zona intermedia (i filosofi, che non sanno ma si sforzano di avvicinarsi al sapere). :)


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lemond
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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » venerdì 11 ottobre 2019, 9:25

Dialoghi di Platone - Simposio (terza parte)

Tutti gli dei, aveva detto Diotima, sono belli e buoni e di conseguenza Eros non rientra nella categoria. Anche da questo punto di vista Eros riveste una posizione intermedia: non è un dio, ma neanche un mortale, è un qualcosa che nasce e muore di continuo, è una metafora con cui si vuole dimostrare che non si può mai possedere totalmente l'amore, è anche metafora della filosofia perché l'uomo non possiede il sapere, ma si sforza per ottenerlo; può riuscire ad avvicinarvisi,ma non si tratta comunque di una conquista definitiva, il pieno sapere è irraggiungibile.
Dunque Eros è una semi-divinità intermedia. Nella struttura sociale dell'epoca, l'omosessualità era tipica dei filo spartani e di coloro che avevano un'impostazione culturale arcaica: è questo il caso di Socrate e Platone. Il rapporto veniva vissuto "pedagogicamente", era cioè un rapporto di tipo maestro-allievo. A differenza dell'amore eterosessuale, di livello più basso in quanto volto al piacere fisico e alla procreazione materiale, quello omosessuale era di più alto livello in quanto volto alla procreazione spirituale: si fecondano le anime per procreare nuove idee.
Propriamente in Socrate non si parlava di amore, ma vanno tenute in considerazione le affermazioni a riguardo della maieutica. (Socrate diceva di fare lo stesso lavoro della madre che era un'ostetrica: lei faceva partorire le donne, lui le idee); Socrate aveva quindi già in mente anime gravide da far partorire.
Platone invece sostiene che ci sia una vera e propria fecondazione delle anime, che chiaramente non devono essere sterili.


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Re: Filosofia

Messaggio da leggere da lemond » sabato 12 ottobre 2019, 11:29

Dialoghi di Platone - Simposio (ultima parte)

Alla fine del Simposio irrompe improvvisamente Alcibiade, totalmente ubriaco, che racconta pubblicamente di aver fatto delle "avances" a Socrate, che però non ha accettato: lui bello, giovane, aitante con un vecchio decrepito che non ci sta, il che sta a significare che la bellezza esteriore conta meno di quella interiore, ed è anche un modo per ribadire il concetto della scala gerarchica dell'amore. 
Socrate non ci viene presentato come un asceta, egli è totalmente immerso nella sua realtà, ma non si lascia catturare; ai festini lui partecipa tranquillamente, pur non identificandovisi e dagli altri si distingue eziandio perché mantiene sempre la capacità di giudizio (nel Simposio è l'unico a non addormentarsi).
Emerge poi nel Simposio, ed emergerà anche nel Fedro, l' idea del bello: le anime migliori hanno un trasporto di gioia, dice Socrate, quando vedono nelle cose sensibili l'immagine dell'idea che stanno cercando, perciò chi cerca l'idea del bello è preso dalla passione per gli esseri in cui scorge la bellezza e il raggiungimento dell'idea del bello non è che un approfondimento di questo amore.
Socrate dice: "La giusta maniera di procedere da sé, o di essere condotti da un altro nelle cose d'amore, è prendere le mosse delle cose belle di quaggiù, al fine di raggiungere il Bello, salire sempre di più, come procedendo per gradini; da un solo corpo bello a due e da due a tutti i corpi belli. Da tutti i corpi belli alle belle attività umane e da queste alle belle conoscenze, e dalle conoscenze procedere fino a che non si pervenga a quella conoscenza di null'altro se non del Bello stesso e così, giungendo al termine, conoscere ciò che è il bello in sé " .


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