Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

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Mad
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Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » venerdì 15 aprile 2011, 11:01

Visto che nessuno lo ha ancora fatto, prendo spunto dal suggerimento di Laura di aprire un topic sui mali del ciclismo giovanile, cioè quello che arriva sino alla categoria Juniores.
Laura Grazioli ha scritto: A Brescia ci sono 450 giovanissimi e solamente 40 juniores: come può crescere un movimento così?
Il movimento bresciano resta pur sempre uno dei più importanti d'italia, e molte province si sognano di avere 40 juniores. Il problema sta nel livello raggiunto ormai da questa categoria, che richiede costi esorbitanti. Tutto questo grazie alla specializzazione ( ebbene si!) delle società. Se una volta la squadra locale portava i ragazzi fino alla categoria degli juniores e talvolta dei dilettanti, oggi la maggioranza li cede dopo la categoria allievi (che tra l'altro è l'unica in cui si pagano i punteggi del biennio e non dell'ultimo anno o dell'anno migliore del biennio). In questo modo saltano fuori gli squadroni, che poi si allargano grazie alle doppie affiliazioni ed escono dai confini provinciali se non, talvolta, regionali. L'impregno che viene richiesto improvvisamente aumenta a dismisura, infatti oltre alle ore di allenamento bisogna considerare i trasferimenti. Un esempio pratico sono i corridori che abitano a 40-50 km dalle zone di allenamento e vanno quindi prelevati a scuola: ad ogni allenamento con la squadra bisogna sommare almeno un'ora e mezza di tempo dedicato al viaggio scuola/ sede/ casa. Per questo motivo i ragazzi si allenano da soli per buona parte della settimana, e a quell'età non si è capaci di allenarsi da soli.
galliano.p ha scritto: non conosco per nulla le dinamiche del movimento giovanile, ma così su due piedi, mi pare che ci vorrebbe un investimento sulla pista.
L'unico luogo sicuro, visto la pochezza delle ciclabili, per iniziare i ragazzini in sicurezza.
Ai miei tempi :( giravo sulle strade provinciali senza grossi rischi, adesso è un macello.
La teoria è giusta, ma la pratica è più complicata, purtroppo. Se ci fosse un velodromo in buone condizioni in ogni provincia sarebbe perfetto, ma purtroppo non c'è, così come non ci sono i soldi e la volontà di fare una cosa del genere. Un pò perchè siamo un popolo di stradisti, un pò perchè non abbiamo mai idee innovative, dato che gli anziani che non lasciano il posto ne cercano di tenersi aggiornati ai tempi.

galliano.p ha scritto: Televisivamente parlando, se non pratichi il ciclismo è difficile appassionarsi, essendo uno sport più che un gioco, a differenza di altri.
I suoi tempi sono lunghi e lenti, specxialmente su strada e quindi richiedono i grossa passione per essere fruiti.
Purtroppo sono finiti i tempi in cui Moser iniziava da dilettante e vinceva. Oggi è tardi già a 15 anni, salvo eccezioni quali i figli di extracomunitari ( specie quelli dell'est europa), che la miseria ha reso molto più svegli dei nostri ragazzi.

Prima di quell'età i bambini hanno pochissime capacità tattiche, se si appassionano al ciclismo non è certo perchè hanno visto un ventaglio o una fuga, ma grazie agli amici e ai genitori.
Fabioilpazzo ha scritto:Ragazzi ma c'è qualcosa da aggiungere? Il ciclismo è fatica, e la fatica per un giovane d'oggi è quanto più conviene scansare.
E' vero ma non del tutto. A volte mi capita di vedere in giro il pulmino del Parma A.C. che raccoglie i bambini: li prende verso li due e li porta indietro verso le sei. Anche loro li fanno faticare, a occhio direi per due ore e mezza o tre. Il problema semmai è nella pubblicità: gli insegnanti di educazione fisica sono allenatori calcio, rugby, pallavolo, ma non troverai mai nessuno che è allenatore di ciclismo, perché le società non vogliono laureati al loro interno. E così i bambini crescono facendo tornei su tornei di vari sport, ma è impossibile che si trovino a fare una gimkana. A quel punto si rivolgono all'insegnante che diventa così un "arruolatore". Qui vicino una società è entrata nelle scuole elementari, hanno preparato un percorso (didattico, per il preside e tecnico, per i bambini) e alla domenica corrono in una 40ina, il che vuol dire che ne avevano reclutati almeno 60 ( loro dicono 87). E correre in 40 quando da queste parti le squadre hanno una media di 10-15 partenti non è cosa da poco.




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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da CicloSprint » venerdì 15 aprile 2011, 13:58

Continuate a commentare l' articolo del corriere dello sport di oggi...



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Laura Grazioli
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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » venerdì 15 aprile 2011, 14:26

Ti dirò Ciclosprint che sono molto più interessata alla perdita dei praticanti che alla perdita dei telespettatori...

Il quadro del mondo giovanile fatto da Mad è perfetto oltrechè impietoso (proprio perchè è vero): gli squadroni degli juniores hanno bloccato la crescita dei ragazzi, le squadre giovanili non riescono a sostenersi oltre la categoria degli allievi.
Per di più questi squadroni pagano certi juniores anche più di molti professionisti distruggendo così qualsiasi tipo di concorrenza.
Le politiche scolastiche poi sono scarse e spesso non solo a causa della FCI, anche delle stesse scuole lentissime a recepire proposte didattiche che riguardino la bici (e noi del Velodromo ne sappiamo qualcosa...).
Sulla pericolosità delle strade servirebbe la collaborazione delle amministrazioni comunali che a fatica riescono a "mettersi contro" gli automobilisti creando delle vie ciclabili che siano abbastanza ampie e sicure per essere utilizzate (ho ancora negli occhi le piste ciclabili dell'Olanda a due corsie e riparate dalla strada tramite un'aiuola).
Attirare ragazzini alla bicicletta non sarebbe nemmeno tanto difficile se considerate che è il primo regalo che loro ricevono che li faccia sentire davvero "grandi".


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Winter » venerdì 15 aprile 2011, 18:32

Sottoscrivo tutto quello che ha scritto Mad

Faccio un esempio con la Francia

Qua in Italia da junior quasi tutte le squadre son formate da 10 o piu' di corridori
In Francia invece rare sono quelle con piu' di 5.. corrono quasi tutti per le squadre del paese , con 1 o 2 compagni (che magari conoscono dalle elementari..)
Per le gare piu' grosse partecipano come selezione regionale o dipartimentale (e per i ragazzi è gia' un successone entrarci)
Da noi invece le squadre hanno budget importanti ecc

Gare

Faccio l'esempio del Rhone - Alpes e del Piemonte
In Piemonte si fatica a far una gara alla settimana.. aldila' delle Alpi 3-4 per week end

In piu' in Francia esistono i poli scolastici dove si puo' praticare ciclismo e studiare



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » venerdì 15 aprile 2011, 22:03

Laura Grazioli ha scritto: Il quadro del mondo giovanile fatto da Mad è perfetto oltrechè impietoso (proprio perchè è vero): gli squadroni degli juniores hanno bloccato la crescita dei ragazzi, le squadre giovanili non riescono a sostenersi oltre la categoria degli allievi.
Per di più questi squadroni pagano certi juniores anche più di molti professionisti distruggendo così qualsiasi tipo di concorrenza.
Il problema, secondo me, sta nel fatto che si tratta di una categoria internazionale, che assegna quindi europei, mondiali, e che non si limita alle sole gare regionali. Tutto questo ha dei costi aggiuntivi, come l'obbligo del medico di squadra che non lo fa certo per beneficenza. Da qui è iniziata l'esasperazione della categoria. Oltretutto non si sono posti paletti così vediamo squadroni con doppie affiliazioni che corrono ogni domenica due gare e magari le vincono pure. Per le società incerte poi, visto il periodo di magra, c'è il bonus dell'allievo, che vede valorizzati nel conteggio gli anni del biennio ( unica categoria in cui si segue questa regola) e non del singolo anno. In questo modo si punta a fare cassa subito, invece di provare a fare la categoria maggiore.

Essendo in una società che segue dai giovanissimi agli juniores, la mia opinione è che sarebbe meglio fermarsi alla categoria degli allievi. Da queste parti manca la materia prima, in pratica ci sono più squadre che corridori e quelli che vengono da fuori spesso non sono in grado di affrontare il salto di categoria, diventando quasi antieconomici (è chiaro che non lo si fa per soldi, ma a nessuno piace spendere tanto per ottenere zero).

Magari, nella prossima "puntata" parlerò un pò delle categorie inferiori, visto che ho la fortuna di vederle tutte in azione.




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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » domenica 17 aprile 2011, 9:25

Io avrei i miei modesti consigli per aiutare la categoria juniores (le altre le conosco un pò meno) prendendo appunto spunto, per esempio, da Francia e Australia.
Le squadre juniores devono avere un massimo di 7 corridori.
Abolizione delle doppie/triple affiliazioni.
Tetto massimo per i compensi degli juniores (ricordiamoci che sono ragazzi di 17 anni).
Le corse nazionali devono preferire la partecipazioni di squadre a convocazione regionale.
Le corse internazionali spettano solo alla Nazionale che potrà effettuare diversi ritiri da effettuare in una sede FISSA da stabilire (in modo di non cambiare continuamente dove si fanno i ritiri).
Valutare anche il livello scolastico dei convocati.


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » domenica 17 aprile 2011, 17:13

Apprezzo e condivido i consigli di Laura. A questi aggiungerei:

Normalizzazione del chilometraggio del campionato italiano, con partecipazione riservata alle squadre e non ai comitati regionali.
Regolamenti atti a valorizzare gli atleti che s'impegnano in più discipline ( ad esempio collegando le convocazioni su strada a una fattivo impegno in pista)



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » domenica 17 aprile 2011, 18:40

Mi stupisco (ma anche no) del disinteresse federale per le categorie minori anche se poi i voti per le elezioni contano uguali...


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » domenica 17 aprile 2011, 19:28

Laura Grazioli ha scritto:Mi stupisco (ma anche no) del disinteresse federale per le categorie minori anche se poi i voti per le elezioni contano uguali...
Laura mi stupisci: solo chi non vince si lamenta del sistema. Dopotutto come puoi chiedere a un atleta sacrifici su sacrifici senza ottenere mai un misero risultato? I risultati servono a mantenere vivo l'interesse dell'atleta e degli sponsor verso le società, ma anche in questo caso l'eccesso tende a rovinare tutto. O meglio, rovina il corridore. Poi c'è anche chi riesce a fare risultati e a mantenere un basso profilo ( me l'hai detto tu stessa di questo corridore, morbido morbido :mrgreen: ), ma sono le eccezioni alla regola.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » domenica 17 aprile 2011, 19:48

In genere non sono una lamentosa, però poi quante volte sentiamo lamentarci che non facciamo più risultati nelle categorie superiori? Mi pare che se si va nel 3D dell'Amstel si leggono parecchie lamentele, ma il problema è molto molto molto più a monte.


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » domenica 17 aprile 2011, 19:57

A mio modo di vedere uno dei salti più grossi, è quello tra il giovanissimo e l'esordiente, tranne in quegli individui a cui madre natura ha donato una pubertà precoce ed avanzata. Poi tra le eccezzioni ci sono anche quelli sovrallenati, e molte volte sono quelli che ti fanno pensare "Il buon atleta nasce orfano".

Non è difficile vincere coi giovanissimi, ad esempio basta spremerli coi chilometraggi e qualcosa si dovrebbe ottenere, ma è questo quello che ci serve? A quell'età è molto meglio concentrarsi sulle cosidette capacità coordinative ( Equilibrio, capacità di anticipazione, fantasia motoria e via dicendo), proprio perchè in quella fascia d'età è massima la capacità di apprendere queste abilità. A qualcuno potrebbe spaventare la cosa, ma sui libri si parla addirittura di fare il cambio all'americana. Putroppo la voglia di apparire sul giornale o il protagonismo di alcuni genitori fanno si che ci si dimentichi che queste abilità sono fondamentali a lungo andare, e si punti tutto sul lavoro condizionale (ovvero km, km e ancora km). Ad esempio quante volte si vedono esordienti o allievi sbagliare un rifonimento? Prendiamo ad esempio Frank Schleck o Soler, che sono più le volte che sono per terra che quelle che sono in piedi: sono classici corridori a cui manca qualcosa in capacità coordinative, e queste non si possono recuperare. Senza contare che bisognerà man mano aumentare i chilometraggi degli allenamenti nel corso degli anni, fino al punto di saturare l'atleta e di togliergli ogni voglia residua, specie se nel frattempo, con la maturazione mentale e fisica, i suoi avversari hanno iniziato a batterlo con una buona frequenza.

Un problema che affligge le mie zone è la sindrome da velocista: per paura di scoppiare o perchè il genitore o il ds glielo hanno detto, i ragazzi restano in gruppo ed aspettano la volata.
Un mucchio di bambini, spesso poco pratici, si appresta ad affrontare uno sprint a ranghi compatti senza che non ci sia stata nessuna selezione prima, e senza che, soprattutto, nessuno gli abbia insegnato che quando si è in 40sima posizione si smette di fare la volata. Il risultato, che poi è lo stesso che si ottiene nei circuitini per gli esordienti, è una bella caduta. Infatti alla prima stagionale, tre settimane fa, in un circuito del genere il bollettino medico è stato il seguente: punti al sopracciglio ( taglio da lenti di occhiali), abrasioni sul viso, una clavicola fratturata, due denti rotti e sospetta ( per fortuna poi no) frattura della mandibola. Il meccanico invece lamenta una bici tranciata a metà. E' chiaro che con questo stile di gara diventa fondamentale scegliere un percorso che permetta una certa selezione o sia largo a suffcienza. Quando questo non capita spuntano le limitazioni ai partenti, a volte mascherate come metodo per distribuire equamente i corridori tra le corse di quel giorno. Stupidamente sono impostate sui corridori regionali (di solito 70), quindi in un circuito da 70 partenti in realtà se ne potrebbero trovare anche 120, se ne arrivassero 50 da fuori regione.
Oltre ai danni fisici troviamo quelli mentali: i ragazzi si abituano ad aspettare la volata, ma prima o poi gli capiterà di fare una gara in cui arriva la fuga ( di solito grazie agli extraregionali) e loro non si troveranno dentro, non per mancanza di gambe ma per la paura di osare.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » domenica 17 aprile 2011, 20:02

Clap Clap Clap rumore d'applausi!


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » domenica 17 aprile 2011, 20:22

Mad ha scritto:Infatti alla prima stagionale, tre settimane fa, in un circuito del genere il bollettino medico è stato il seguente: punti al sopracciglio ( taglio da lenti di occhiali), abrasioni sul viso, una clavicola fratturata, due denti rotti e sospetta ( per fortuna poi no) frattura della mandibola. Il meccanico invece lamenta una bici tranciata a metà. E' chiaro che con questo stile di gara diventa fondamentale scegliere un percorso che permetta una certa selezione o sia largo a suffcienza. Quando questo non capita spuntano le limitazioni ai partenti, a volte mascherate come metodo per distribuire equamente i corridori tra le corse di quel giorno. Stupidamente sono impostate sui corridori regionali (di solito 70), quindi in un circuito da 70 partenti in realtà se ne potrebbero trovare anche 120, se ne arrivassero 50 da fuori regione.
Oltre ai danni fisici troviamo quelli mentali: i ragazzi si abituano ad aspettare la volata, ma prima o poi gli capiterà di fare una gara in cui arriva la fuga ( di solito grazie agli extraregionali) e loro non si troveranno dentro, non per mancanza di gambe ma per la paura di osare.
Sottolineo che questa parte vale nelle gare su strada per la categoria esordienti e volendo, anche per gli allievi. Nei giovanissimi queste cose non succedono poiché il regolamento strada dice:
- Il limite di partenti per ogni batteria è fissato a 40 più il 10%, cioè 44;
- Per ogni categoria si possono fare più batterie, ma non c'è la finale.

Poi il primo punto qualcuno talvolta non lo rispetta ( magari ci sono 45 partenti), ma se succede una disgrazia...



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » martedì 19 aprile 2011, 14:22

Un problema di cui si discute in questi ultimi anni, a parte la famosa domenica ludica che però in Lombardia non fanno ( e nessuno da Roma dice nulla), è la differenza di agonismo tra i giovanissimi e gli esordienti, o sarebbe meglio dire la differenza di risultati tra le regioni. Capita spesso di vedere da queste parti veri e propri squadroni di giovanissimi lombardi, liguri e veneti fare piazza pulita di risultati. La giustificazione, quasi univoca, è la differenza di trattamento: mentre noi siamo i buoni, quelli che li lasciano divertire, nelle altre regioni i bambini vengono trattati ed allenati già come se fossero dei veri corridori. La verità sta nel mezzo anche in questo caso, e spesso è qui che nasce il terrore di correre fuori regione, sindrome che attanaglia gli esordienti e anche gli allievi che si abituano a vedere gli altri come marziani. Inoltre viene favorito il processo di provincializzazione del corridore, poichè, considerandoli marziani, ci si accontenta di vincere tra i normali, e da qui si arriva al fenomeno della sindrome da velocista: si aspetta che l'extraregionale vada in fuga ( e lo farà, tanto è superiore) e poi s'inizia la gara tra gli altri, che al solito finisce in volata. E' anche una mancanza d'inventiva e di coraggio dei nostri corridori, che rinunciano a lottare per paura di rimanere senza gambe nel finale e non poter vincere così la coppetta. E qui arrivo al punto: è giusto dare dei premi e stilare una classifica in una gara di una categoria considerata ( a Roma, ma forse non nel resto d'Italia) ludica?
Probabilmente no, ma nessuno cambierà mai questa regola (purtroppo si perdono i voti).
Allora ci si è messi a cercare la soluzione al problema, ma non volendo smettere di correre nel giardino di casa, ci si accontenta di gridare il problema. Può sembrare strano, ma la sproporzione di gare tra giovanissimi ed esordienti, tutta spostata verso i primi è in parte causa di questo problema. Per fare un esempio pratico, a Parma ci sono 14 gare di giovanissimi e solo due per gli esordienti. E le stesse proporzioni si registrano anche a Piacenza e Reggio Emilia. Ma dei problemi che causa all'esordiente negli anni successivi ne parlerò la prossima volta.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » martedì 19 aprile 2011, 15:25

Questa parte è molto interessante: io non conoscevo la domenica "ludica". Puoi spiegare meglio che tipo di progetto è?


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » martedì 19 aprile 2011, 20:04

Laura Grazioli ha scritto:Questa parte è molto interessante: io non conoscevo la domenica "ludica". Puoi spiegare meglio che tipo di progetto è?
Per forza, sei lombarda. :mrgreen:

Ogni terzo week-end del mese, escluso quello in cui c'è il meeting regionale fuoristrada ( che cade la 4° domenica di giugno, se non ricordo male), i bambini non possono partecipare a gare su strada, pena multa di 80€, cosa che è già successa visto che qualcuno ne ha approfittato per andare in Lombardia. I bambini possono però fare tutte le altre tipologie di gara, anche se in molti lo intendono come un week-end in cui si possa fare solo fuoristrada. Non per niente, in quelle due giornate ci sono solo gare fuoristrada, che molti detestano in quanto la logistica è completamente differente da quella per la strada. Che poi faccia bene ai bambini è un altro discorso. All'atto pratico è diventata una domenica di riposo, almeno da queste parti, utile per quelle società che devono organizzare gare e hanno il personale contato ( come noi :mrgreen: ). Per questo ci sono sempre discussioni alle riunioni provinciali e regionali e molti si augurano che questa regola venga abolita. Avrebbe più successo una giornata in pista: fino ai G4 primi sprint, G5 e G6 corsa a punti, che tra l'altro sono tipologie di gara che si possono già fare senza alcun problema.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » domenica 1 maggio 2011, 17:51

Oggi abbiamo organizzato una gara per giovanissimi e durante la gara mi è stato affidato l'ingrato ruolo di fare la segreteria ( non ero da solo, comunque). Fare la segreteria ti apre gli occhi su cosa sia il mondo dei giovanissimi. Magari dopo scrivo qualcosa al riguardo.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » lunedì 2 maggio 2011, 9:12

Se c'è una gara che sembra facile da organizzare è quella dei giovanissimi, basta predisporre un circuito di circa 1km e il gioco è fatto, niente premessi da chiedere in provincia o in altri comuni. Le vere difficoltà nascono per il numero di iscritti ( che ricordo, è teoricamente illimitato) e per le tante categorie che ci sono, cioè 12. Questo comporta 12 ordini d'arrivo, sempre che non ci siano più batterie da fare. Uno dei compiti più difficile diventa quindi districarsi nel programma federale per la gestione delle gare ( una macro di excel), un programma lento, macchinoso, e quindi difficile da gestire perché non sempre risponde ai comandi. Ricordo che in queste gare la giuria decide a proprio piacimento se fermare o meno gli eventuali doppiati, che non vige l'obbligo del fotofinish e che la composizione della giuria è diminuita in numero per i soliti problemi di bilancio, da tre a due elementi. Per vincere la coppa, bambini, ma soprattutto genitori e ds, si scordano di tutte queste difficoltà, e anche del fatto che è una categoria ludica ( almeno nella teoria). Così vedi DS con macchine fotografiche degne di Rodella o Soncini impegnati a fare foto per dimostrare che il loro ragazzo è terzo invece che quinto, altri che richiedono ritocchi agli ordini d'arrivo e tutti si giustificano dicendo che lo fanno per il bambino, salvo poi dire "Ci sarebbe da rifare la G3, ma tanto secondo o quarto non cambia molto, lasciamo stare che ne avete già tante da fare". Per scrupolo guardi verso il PC, vedi il foglio su cui stai tenendo i punti per la classifica a squadre e il dubbio che quel DS abbia lasciato stare la cosa perché anche con quei punti in più la classifica a squadre non sarebbe cambiata, diventa quasi una certezza. Come se non bastasse, arrivano tutti verso la fine della manifestazione, proprio quando la giuria, il medico e il responsabile della manifestazione devono preparare i verbali. Tutto questo senza contare i genitori che arrivano a chiederti il piazzamento del figlio, per fortuna la giuria evita questi problemi dandoci solo i numeri dei premiati e non di tutti quanti, altrimenti non si finirebbe più.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Slegar » lunedì 2 maggio 2011, 13:18

Mad ha scritto:Oggi abbiamo organizzato una gara per giovanissimi e durante la gara mi è stato affidato l'ingrato ruolo di fare la segreteria ( non ero da solo, comunque). Fare la segreteria ti apre gli occhi su cosa sia il mondo dei giovanissimi. Magari dopo scrivo qualcosa al riguardo.
Benvenuto nel fantastico mondo delle segreterie. :lol:
Leggendo il tuo resoconto direi che tutto il mondo è paese e quando ci sono competizioni con classifiche di categoria "l'assalto alla diligenza" è un fatto comune. Mi permetto di dare alcuni suggerimenti, sempre che non li mettiate già in pratica:
  • La segreteria al campo gara allestitela in un luogo chiuso o facilmente delimitabile e isolabile (ufficio in un impianto sportivo, bar del posto, luogo privato, ecc. ovviamente avendo chiesto prima) e nel momento in cui si stanno compilando le classifiche un addetto della segreteria ogni tanto e con cordialità deve fare fare il "carabiniere" e tenere lontano i vari accompagnatori delle squadre.

    Non è necessario che postazione cronometristi e segreteria siano nello stesso punto, eventualmente si fa la spola.

    In sostituzione del fotofinish ti consiglio di procurarti due videocamere montate su cavalletto; la prima in linea con l'arrivo e collegata ad un PC dove registrare le immagini, la seconda in posizione idonea a rilevare i numeri di gara dei ciclisti.


fair play? No, Grazie!

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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » lunedì 2 maggio 2011, 14:17

Slegar ha scritto: La segreteria al campo gara allestitela in un luogo chiuso o facilmente delimitabile e isolabile (ufficio in un impianto sportivo, bar del posto, luogo privato, ecc. ovviamente avendo chiesto prima) e nel momento in cui si stanno compilando le classifiche un addetto della segreteria ogni tanto e con cordialità deve fare fare il "carabiniere" e tenere lontano i vari accompagnatori delle squadre.
A memoria è obbligatorio dagli esordienti in su. Non a caso la giuria deve ( o meglio dovrebbe) multare l'organizzazione se le varie riunioni che sono previste dal protocollo, da quella tecnica a quella per stilare l'ordine d'arrivo, sono fatte in ambienti non chiusi. Il problema sarebbe in parte risolvibile dai giudici comunque, visto che in questa categoria non è ammesso reclamo, non si ascoltano.
Slegar ha scritto: In sostituzione del fotofinish ti consiglio di procurarti due videocamere montate su cavalletto; la prima in linea con l'arrivo e collegata ad un PC dove registrare le immagini, la seconda in posizione idonea a rilevare i numeri di gara dei ciclisti.
Nei giovanissimi non è obbligatorio avere un fotofinish, per cui, nessuno lo mette. A volte è già tanto se il percorso viene transennato. Ad esempio abbiamo chiesto 30 transenne al comune, ce ne hanno date 12 e le abbiamo dovute recuperare noi all'ultimo minuto, per fortuna hanno emesso un'ordinanza che bloccava tutte le strade e ci hanno dato il lusso di un vigile, in cambio però, ci hanno chiesto il volantinaggio del quartiere.


In ogni caso non era mia intenzione parlare a fondo di come si organizza una gara, ma di usarla bensì come prova per far vedere come si pensi al solo risultato, anche se sono ancora bambini.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Admin » lunedì 2 maggio 2011, 16:24

Mad ha scritto:Se c'è una gara che sembra facile da organizzare è quella dei giovanissimi, basta predisporre un circuito di circa 1km e il gioco è fatto, niente premessi da chiedere in provincia o in altri comuni. Le vere difficoltà nascono per il numero di iscritti ( che ricordo, è teoricamente illimitato) e per le tante categorie che ci sono, cioè 12. Questo comporta 12 ordini d'arrivo, sempre che non ci siano più batterie da fare. Uno dei compiti più difficile diventa quindi districarsi nel programma federale per la gestione delle gare ( una macro di excel), un programma lento, macchinoso, e quindi difficile da gestire perché non sempre risponde ai comandi. Ricordo che in queste gare la giuria decide a proprio piacimento se fermare o meno gli eventuali doppiati, che non vige l'obbligo del fotofinish e che la composizione della giuria è diminuita in numero per i soliti problemi di bilancio, da tre a due elementi. Per vincere la coppa, bambini, ma soprattutto genitori e ds, si scordano di tutte queste difficoltà, e anche del fatto che è una categoria ludica ( almeno nella teoria). Così vedi DS con macchine fotografiche degne di Rodella o Soncini impegnati a fare foto per dimostrare che il loro ragazzo è terzo invece che quinto, altri che richiedono ritocchi agli ordini d'arrivo e tutti si giustificano dicendo che lo fanno per il bambino, salvo poi dire "Ci sarebbe da rifare la G3, ma tanto secondo o quarto non cambia molto, lasciamo stare che ne avete già tante da fare". Per scrupolo guardi verso il PC, vedi il foglio su cui stai tenendo i punti per la classifica a squadre e il dubbio che quel DS abbia lasciato stare la cosa perché anche con quei punti in più la classifica a squadre non sarebbe cambiata, diventa quasi una certezza. Come se non bastasse, arrivano tutti verso la fine della manifestazione, proprio quando la giuria, il medico e il responsabile della manifestazione devono preparare i verbali. Tutto questo senza contare i genitori che arrivano a chiederti il piazzamento del figlio, per fortuna la giuria evita questi problemi dandoci solo i numeri dei premiati e non di tutti quanti, altrimenti non si finirebbe più.
Mi ritrovo parecchio in questo racconto di Mad.
Quest'inverno ho dato una mano a un amico che organizzava una challenge di mountain bike per giovanissimi, e tra novembre e febbraio ho dedicato parecchie mattine domenicali proprio all'impegno spiegato bene da Mad (dopo un po' di rodaggio ho svolto l'identico compito per gare di categorie superiori e amatoriali, sempre in quel periodo).

È stata un'esperienza parecchio illuminante, in effetti.
Devo dire che nelle gare che ho seguito gli iscritti non erano tantissimi (mai più di 30 per batteria), però nelle gare delle categorie più giovani, quelle di 1 o 2 giri di circuito, con gruppi non sgranati, prendere tutti i passaggi era una piccola impresa (con un mio amico che veniva con me prendevamo anche i tempi, oltre che i numeri di gara... non c'era la giuria federale nella challenge dei bimbi).
Né posso dire di aver incontrato genitori particolarmente accaniti (a parte qualche eccezione che c'è sempre).
La cosa più brutta era vedere che bambini non tesserati, che potevano comunque prendere il via (con l'"etichetta" PROMOZIONALE, ovvero li si fa correre lo stesso per farli avvicinare alla bici, poi magari qualcuno di loro si tessererà), non venivano conteggiati nelle classifiche (e quindi non premiati anche se vincevano - a volte è successo che il ragazzino capitato lì per caso abbia vinto la sua batteria...).

Ma veniamo al punto più dolente, nell'ambito di questo servizio: dopo le prime due tappe della challenge, che per me sono state un vero e proprio incubo, la situazione è cambiata nettamente in meglio nel momento in cui ho deciso di abbandonare il programma messo a disposizione dal sito della Federazione.
Hai ragione Mad, quel programma (vabbè, quell'excel diciamo) è veramente una trappola, non so se qualcuno l'ha provato sul campo prima di metterlo a disposizione delle società... non solo i bug che lo infestano (tipo, spesso non si può tornare indietro dopo aver visualizzato una classifica), ma la sua macchinosità - alcuni punti sembrano venire da un quadro di Escher... - fanno sì che l'errore, da parte di chi lo usa, sia praticamente certo.
La genialata di poter salvare o stampare una classifica solo da una pagina esterna alla classifica stessa, per dire: quante volte capita, cercando di stampare una classifica, di sovrascriverla per sbaglio, così perdendola definitivamente?

Come ho ovviato al non uso della macro federale? Con un contatore excel messo a punto in pochi giorni dal nostro Pepp, sicuramente migliorabile e immunizzabile rispetto a errori umani (ma è stato progettato davvero dalla sera alla mattina, in pratica), ma almeno a prova di bug, e comunque molto facile da utilizzare!!!
Allora, mi chiedo: se in maniera artigianale abbiamo (o meglio, Pepp ha) realizzato uno strumento più efficace per questo servizio, mi chiedo quanto poco ci potrebbe mettere (a livello di soldi e tempo) la Federazione - se avesse a cuore questo problema - per rilasciare un VERO programma (magari da richiedere - per le società - in cdrom autoinstallante), con un cronometro implementato e un'interfaccia molto più user friendly (non dimentichiamo che spesso nelle società - per non parlare dei giudici di gara - ci sono persone di una certa età che non necessariamente hanno familiarità col computer...).

Come spesso capita coi nostri dirigenti, è proprio la volontà a mancare, quindi.
Amen :D


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Slegar
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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Slegar » lunedì 2 maggio 2011, 18:05

Mad ha scritto:In ogni caso non era mia intenzione parlare a fondo di come si organizza una gara, .....
Neanche da parte mia ma due parole scambiate, anche se si opera in ambiti diversi, possono sempre essere utili anche solamente come deterrente nei confronti dei rompiscatole ;)
..... ma di usarla bensì come prova per far vedere come si pensi al solo risultato, anche se sono ancora bambini.
Premessa: non ho mai avuto a che fare con il mondo del ciclismo "attivo", perché opero in altri settori (sport della neve) e non ho mai seguito direttamente l'attività giovanile, però vivo direttamente una situazione drammatica di abbandono pressoché totale dell'attività agonistica tra le categorie dei 16-enni, juniores e seniores.

La mia è una considerazione che va oltre il ciclismo e che dovrebbe investire il CONI ed il mondo dello sport in generale su come intendere l'attività agonistica nelle categorie giovanili. Personalmente ritengo che agonismo giovanile e risultato non sono la stessa cosa; è completamente sbagliato valutare le prestazioni nelle categorie giovanili con gli stessi criteri delle gare degli adulti (in questo caso il cronometro) questo perché a parità di età i giovani non gareggiano mai ad armi pari. In una gara di seniores (es. Giro d'Italia che andrà a iniziare da qui a poco) i partecipanti sono atleti che hanno completato la maturazione fisica per cui la differenza sarà fatta dal "motore" di ogni singolo ciclista, dall'allenamento, dalla tattica e da altre cose che su questo forum si discute ampiamente. In una gara giovanile questo non è così; a parità di età la maturazione fisica è diversa e chi vince a 12-13 anni è perché probabilmente è più avanti nello sviluppo ma a 18 anni quasi sicuramente il vantaggio "fisico" è stato perso.

E' molto facile che sul podio delle gare giovanili salgano degli ometti che hanno già iniziato ad irrobustirsi e con una peluria sul viso già accennata se non formata mentre chi è ancora un bambino nel fisico probabilmente è stato "spianato" dai primi. Purtroppo spesso gli allenatori tendono a privilegiare i più forti in quel momento e a tralasciare gli altri portando ad probabile un ritiro dell'attività agonistica quei ragazzini i cui propri geni hanno ritardato la maturazione fisica. Il problema è che i rapporti di forza che c'erano a 12-13 anni a 18 sono sicuramente diversi se non invertiti ma però quei ragazzini che arrivavano dietro nelle gare probabilmente si sono già ritirati dall'attività agonistica; quanti potenziali campioni sono stati persi in questo modo.

Un mio amico è stato defenestrato dai quadri tecnici federali dello sci anche per questo motivo: lui era contrario a questo tipo di selezione e proponeva che ai ragazzini fino ai 16 anni doveva essere insegnata la tecnica e trasmessa la passione per la pratica sportiva/agonistica. Il suo motto per le gare giovanili era (è): numeri di gara rovesciati, riconoscimento uguale per tutti e classifiche stilate in ordine alfabetico. Uno sport giovanile così strutturato però porta ad un radicale stravolgimento dei rapporti consolidati tra federazioni e società sportive ed apre a discussioni che portano molto lontano.


fair play? No, Grazie!

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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » lunedì 2 maggio 2011, 20:36

Rispondo velocemente all'admin: il programma federale ha dei buchi e pure stupidi. Abbiamo perso venerdì sera e metà della mattinata di sabato a causa degli elenchi iscritti che si cancellavano parzialmente. Ci è stata data una dritta, ovvero inserire gli iscritti da ordine modifica, peccato che facendo così non fossero più ordinati per categoria ma per numero di tessera. Per fortuna avevamo già assegnato i numeri e stampato una lista, altrimenti non ci saremmo più saltati fuori.
Slegar ha scritto:Neanche da parte mia ma due parole scambiate, anche se si opera in ambiti diversi, possono sempre essere utili anche solamente come deterrente nei confronti dei rompiscatole ;)
Finchè si continuerà a stilare classifiche i rompiscatole ci saranno sempre. Anche se si premiassero gli ultimi.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » venerdì 27 maggio 2011, 8:35

Proprio in questi giorni, complice la fine delle scuole arriva il boom d'iscrizioni. Non parlo di esordienti e allievi ( anche se qualcuno si propone, ma se posso cerco di evitarli, tanto lavoro e poca resa) ma bensì dei giovanissimi. Quest'anno il nostro parco bici, già precario, è messo in difficoltà perchè mancano le misure più piccole (20 e 22) e dobbiamo ripiegare con le numerose 24 che ci sono ( pipe da 6, selle, canotti da bici normale che possono andare a tampone). Per questo sono giorni che siamo chiusi in officina sia per preparare questi mezzi, sia per cercare di spostare qualcuno dei nostri su telai più grandi e riciclare i telai più piccoli. Ma questo boom, che vede protagonisti in maggioranza i bambini sotto i 10 anni da dove viene? Dalla tappa del giro? Dalle troppe panchine patite in inverno? Dagli amici che già corrono, e conseguentemente dai genitori che si trovano bene con noi?



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Laura Grazioli
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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » venerdì 27 maggio 2011, 9:54

Confermo anche a Brescia il boom dei giovanissimi crescono di anno in anno, da vedere se resisteranno andando avanti, ma la quantità non manca.


Un uomo comincerà a comportarsi in maniera ragionevole solo quando avrà esaurito ogni altra possibile soluzione

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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » venerdì 27 maggio 2011, 11:09

Laura Grazioli ha scritto:Confermo anche a Brescia il boom dei giovanissimi crescono di anno in anno, da vedere se resisteranno andando avanti, ma la quantità non manca.
Quelli che vanno forte di natura ne trovi uno ogni tanto, però più ne hai e più puoi cercare di far crescere gli altri. Stimolando un minimo di rivalità i bambini s'impegnano e diventa facile allenarli. Se invece uno corre da solo ha sempre la scusa pronta ( ma quelli son più grandi, hanno il rapporto più lungo, nessuno mi aiuta...)



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » sabato 18 giugno 2011, 18:49

Oggi voglio fare i complimenti a Davide Martinelli, figlio del più famoso Beppe. E' un ragazzo che ho potuto osservare dalla categoria allievi (solo per un anno), ma già allora si vedeva che aveva alle spalle persone competenti. E' cresciuto moltissimo in questi tre anni, passando da compagno di squadra dal nome illustre ( e da allievo nella Ronco aveva in squadra un certo Marini) a campione italiano a cronometro ( proprio oggi), passando per tante gare vinte, non solo a crono ma anche su strada, non solo staccando tutti ma anche battendo tutti in sprint ristretti. Siamo ancora lontani dal poter dire che è nata una stella, ma siamo di fronte a un corridore dall'ottimo potenziale. E sono sicuro che non verrà schiacciato dalle richieste dei genitori e nemmeno da quelle dei suoi futuri ds.



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » mercoledì 22 giugno 2011, 15:39

Ennesima vittoria veneta nel CN juniores: stavolta si tratta di Riccardo Donato (fratello di Giulia Donato).
Ha vinto in volata davanti a Valerio Conti e Simone Consonni, quarto Davide Martinelli, quinto Niccolo Bonifazio.
Un ordine d'arrivo regale: tutti i migliori erano davanti.


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » venerdì 24 giugno 2011, 7:00

Visto che siamo in tema, ma la Giulia che fine ha fatto? Troppo spremuto il limone? :roll:



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Abruzzese » venerdì 24 giugno 2011, 17:12

Lo scorso anno praticamente non ha mai corso su strada, si è fatta vedere un pò solo su pista a causa di frequenti problemi fisici. Quest'anno non so di preciso, anche se recentemente mi pare che abbia gareggiato. Essendo del '92 comunque credo che in questi giorni sia impegnata con l'esame di maturità.


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Abruzzese » giovedì 14 luglio 2011, 21:04

Mad ha scritto:Visto che siamo in tema, ma la Giulia che fine ha fatto? Troppo spremuto il limone? :roll:
La giornata di oggi ci porta novità ;)


http://www.cicloweb.it/news/2011/07/14/ ... onato.html


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da alfiso » domenica 28 agosto 2011, 14:02

So che quanto posto è troppo giovanile, ma che ne dite di questo evento dalle parti di Anversa?
http://www.atv.be/item/dernyspektakel-v ... rkleinsten

Certo che i belgi hanno una tradizione, ma sono capaci di rinnovarsi come pochi. Vecchio e nuovo sono un tutt'uno armonico.
Detto questo, dovremmo dare ampio spazio alla sperimentazione di modelli nuovi nelle categorie giovanili per evitare eccessive specializzazioni, goffe illusioni di genitori e tecnici ante-litteram (troppo ante).
A sedici anni ci si deve ancora divertire, non specializzare, e le opportunità sportive devono crearti solo la voglia di emergere, ma solo "un giorno".



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » giovedì 1 settembre 2011, 8:18

Realtà o fumo (elettorale) negli occhi?
CONSIGLIO FEDERALE: Importanti decisioni per la promozione e lo sviluppo dell’attività giovanile. Week end per l’attività alternativa, Coppa Italia per Società aperta alle categorie agonistiche giovanili, Progetto Vivaio, Progetto Scuole, nuova figura del Coordinatore Tecnico Regionale Giovanile, norme tecniche di tutela - Indetta l'Assemblea Straordinaria per il 4 dicembre 2011

Milano, 25 agosto 2011 - Si è riunito ieri, mercoledìì 24 agosto a Firenze, il Consiglio Federale della Federazione Ciclistica Italiana. In questa sede, il gruppo intersettoriale di lavoro, rappresentato da Falvio Milani (per strada e pista); Renato Riedmuller (per il fuoristrada), Gian Pietro Forcolin (per il Settore Giovanile) e Daniela Isetti (per il Settore Studi) e i referenti delle strutture e commissioni della strada, pista, fuoristrada e giovanile, hanno prodotto una serie di proposte approvate dal Consiglio.

Sono stati istituiti 4 week end per l’attività alternativa su tutto il territorio nazionale per le categorie Giovanissimi, Esordienti, Allievi, Juniores, che nel secondo weekend dei mesi di Aprile, Maggio, Giugno, Luglio avranno la possibilità di gareggiare solo su prove di abilità a specializzazione, come riportato:

Giovanissimi: gimkana o primi sprint pista;

Esordienti: pista e/o ciclocross;

Allievi e Juniores: pista, cronometro e gare a frazione.

E' stata inoltre istituita la "Coppa Italia" per Società aperta alle categorie agonistiche giovanili.

Approvato anche il "Progetto Vivaio": al fine di garantire la continuità dell'attività degli atleti provenienti dai vivai giovanili, viene demandato all'Autorità Garante della Federciclismo il compito di riconoscere rapporti esclusivi di collaborazione per la gestione degli stessi vivai tra Società dei settori giovanili e delle categorie UCI, nonché il compito di disciplinare il tesseramento e la partecipazione alle gare delle Società che hanno sottoscritto detti accordi. E' consentito un solo accordo di collaborazione tra Società della stessa regione. Esclusivamente per le Società della categoria Juniores, è consentito stipulare accordi con le Società Allievi, Esordienti e con Società Under, Elite. Tutti gli accordi devono essere sottoscritti dai Presidenti delle Società ed inviati all'Autorità Garante per l'approvazione, tramite il CR di competenza, entro febbraio del primo anno. L’accordo avrà una validità di almeno 3 anni. In caso di interruzione dell'accordo sottoscritto, si esclude la possibilità di stipulare altri accordi con altre Società per lo stesso periodo. Tutte le Società che sottoscrivono detti accordi per la gestione dei vivai, non possono chiedere il riconoscimento di pluriaffiliazione con altre Società non firmatarie degli accordi stessi e, nel contempo, si impegnano a tesserare almeno 2/3 dei ragazzi che provengono dalle categorie inferiori del proprio vivaio.

Con il nuovo progetto "Scuole di Ciclismo" si intende inoltre allargare la base di utenza per l'avviamento all'attività ciclistica rivolgendosi soprattutto a quella fascia di ragazzi/ragazze che non sono inserite in Società Ciclistiche. A tale scopo è prevista l’istituzione di strutture territoriali riconosciute dalla FCI, che abbiano requisiti minimi legati all’impiantistica, incaricate di avviare all’attività ciclistica i potenziali aspiranti. Il personale tecnico impegnato all'interno di queste strutture sarà composto dai docenti del settore Studi della FCI.

Per supportare l'attività delle Società Giovanili, la FCI ha istituito la figura del "Coordinatore Tecnico Regionale Giovanile" , che deve svolgere la funzione di supporto e coordinamento sul territorio delle diverse attività utili a potenziare il ciclismo giovanile.

Infine, il Consiglio Federale ha approvato due norme a tutela dell'attività giovanile: consentito l’uso di sole ruote standard - profilo massimo 25mm come per la categoria esordienti e riduzione del rapporto per la categoria G4 (sviluppo metrico da 5m a 4,40m), in quanto una serie di test, effettuati dal Settore Giovanile della FCI, ha evidenziato un eccessivo sforzo da parte degli atleti di questa categoria.

Il Consiglio Federale ha indetto l'assemblea Straordinaria per la modifica dello Statuto, in data 4 dicembre 2011.

Tutto il Consiglio Federale ha effettuato un minuto di silenzio in ricordo delle figure carismatiche di Osvaldo Ferrini e Andrea Pinarello.

Ufficio Stampa FCI



Mad
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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » giovedì 1 settembre 2011, 8:34

Sono stati istituiti 4 week end per l’attività alternativa su tutto il territorio nazionale per le categorie Giovanissimi, Esordienti, Allievi, Juniores, che nel secondo weekend dei mesi di Aprile, Maggio, Giugno, Luglio avranno la possibilità di gareggiare solo su prove di abilità a specializzazione, come riportato:

Giovanissimi: gimkana o primi sprint pista;

Esordienti: pista e/o ciclocross;

Allievi e Juniores: pista, cronometro e gare a frazione.
Per giovanissimi voglio vedere se finisce come per il fuoristrada, con società che chiedono deroghe varie per andare in Lombardia.
Per la questione pista forse qualcuno si è dimenticato che a Maggio ed Aprile ci sono ancora i campionati di calcio, mentre il cross penso che non avrà grosso successo, se non tra chi lo pratica già d'inverno, perchè a tutti gli altri mancano sia i materiali che soprattutto le conoscenze tecniche.

E' stata inoltre istituita la "Coppa Italia" per Società aperta alle categorie agonistiche giovanili.
Io non ne sentivo proprio il bisogno, si vede che l'hanno messa dentro per addolcire delusione dei più data dalla domenica "alternativa" di cui sopra.
Approvato anche il "Progetto Vivaio": al fine di garantire la continuità dell'attività degli atleti provenienti dai vivai giovanili, viene demandato all'Autorità Garante della Federciclismo il compito di riconoscere rapporti esclusivi di collaborazione per la gestione degli stessi vivai tra Società dei settori giovanili e delle categorie UCI, nonché il compito di disciplinare il tesseramento e la partecipazione alle gare delle Società che hanno sottoscritto detti accordi. E' consentito un solo accordo di collaborazione tra Società della stessa regione. Esclusivamente per le Società della categoria Juniores, è consentito stipulare accordi con le Società Allievi, Esordienti e con Società Under, Elite. Tutti gli accordi devono essere sottoscritti dai Presidenti delle Società ed inviati all'Autorità Garante per l'approvazione, tramite il CR di competenza, entro febbraio del primo anno. L’accordo avrà una validità di almeno 3 anni. In caso di interruzione dell'accordo sottoscritto, si esclude la possibilità di stipulare altri accordi con altre Società per lo stesso periodo. Tutte le Società che sottoscrivono detti accordi per la gestione dei vivai, non possono chiedere il riconoscimento di pluriaffiliazione con altre Società non firmatarie degli accordi stessi e, nel contempo, si impegnano a tesserare almeno 2/3 dei ragazzi che provengono dalle categorie inferiori del proprio vivaio.
Per me durano 5 minuti, specialmente se delle intere annate si trovano male in quella squadra.
Con il nuovo progetto "Scuole di Ciclismo" si intende inoltre allargare la base di utenza per l'avviamento all'attività ciclistica rivolgendosi soprattutto a quella fascia di ragazzi/ragazze che non sono inserite in Società Ciclistiche. A tale scopo è prevista l’istituzione di strutture territoriali riconosciute dalla FCI, che abbiano requisiti minimi legati all’impiantistica, incaricate di avviare all’attività ciclistica i potenziali aspiranti. Il personale tecnico impegnato all'interno di queste strutture sarà composto dai docenti del settore Studi della FCI.

Per supportare l'attività delle Società Giovanili, la FCI ha istituito la figura del "Coordinatore Tecnico Regionale Giovanile" , che deve svolgere la funzione di supporto e coordinamento sul territorio delle diverse attività utili a potenziare il ciclismo giovanile.
Quando lo vedrò ci crederò.
Infine, il Consiglio Federale ha approvato due norme a tutela dell'attività giovanile: consentito l’uso di sole ruote standard - profilo massimo 25mm come per la categoria esordienti e riduzione del rapporto per la categoria G4 (sviluppo metrico da 5m a 4,40m), in quanto una serie di test, effettuati dal Settore Giovanile della FCI, ha evidenziato un eccessivo sforzo da parte degli atleti di questa categoria.
Cosa vuol dire ruote standard? E negli esordienti non mi pare che il profilo massimo sia 25mm ( nuova regola anche questa?), ma che ci si limiti ad utilizzare le ruote omologate UCI, che siano di 25 o di 80mm non importa.
Eccessivo sforzo dei G4? E poi li mandiamo a fare fuoristrada con rapporto libero, che è sicuramente più lungo di 5m.
Il Consiglio Federale ha indetto l'assemblea Straordinaria per la modifica dello Statuto, in data 4 dicembre 2011.
Quindi non c'è ancora niente di certo?



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GIOVANI. L'Italia che cala, la Francia che cresce: perché?

Messaggio da leggere da Mad » giovedì 9 febbraio 2012, 11:52

(pb) Ognuno ha il proprio modo di vedere le cose e spesso capita che si abbiamo prospettive contrastanti. Prendete le gare giovanili: l’Italia ha deciso, con la sua Federazione, di porre lo stop alle corse su strada la seconda domenica di ogni mese. In Francia, invece, l’attività cresce e si allarga al punto che la Federazione ha dato il suo benestare all’estenzione della stagione per Esordienti e Allievi: dai 13 anni in poi, i ragazzi potranno cominciare la stagione a fine febbraio, come i dilettanti, e protrarla fino ad ottobre.
Il perché della scelta? Presto detto: dopo il boom della Bmx che ha avvicinato tanti ragazzi alla bicicletta, adesso questi giovani vengono attratti dalla strada, i tesseramenti sono in crescita e con essi la domanda di corse sempre nuove. Quindi, più date per tutti. Senza esasperare le cose per nessuno.

Tratto da: Tuttobiciweb.it

Tralasciando i commenti all'articolo, di gente che forse non ha ancora letto i calendari 2012 per le categorie esordienti ed allievi, visto che almeno qui in E-R c'è un sovraffollamento delle gare su strada, vorrei far notare che dall'articolo che i francesi hanno una mentalità diversa dalla nostra riguardo alla vittoria, ed è questo che mi rende contrario all'eventualità di esportare questa novità al calendario. Immagino ( e lo spero per loro) che i francesi abbiano capito che gli esordienti e gli allievi non vanno spremuti come dei limoni per vincere un tricolore ( nel migliore dei casi, altrimenti si tratta della gara della sagra paesana) per poi ritrovarli due o tre anni dopo, con la bicicletta appesa al chiodo. Ad una sei giorni delle rose, un organizzatore "leggermente" arrabbiato, poiché parecchie squadre disertarono a causa della concomitanza dei campionati italiani giovanili su strada, disse in una riunione tecnica: "chi vince un tricolore da esordienti è un fallito". In cuor nostro ognuno lo mandò a quel paese, anche perché noi invece c'eravamo e quindi non meritavamo un simile rimprovero. Poi a mente fredda ripensai a quando correvo e a quelli che allora vinsero o salirono sul podio degli italiani strada, chiedendomi cosa facessero in quel momento. Beh quelli che mi ricordavo avevano tutti appeso la bici al chiodo, quelli che l'avevano vinto su pista erano ancora in giro ( penso a Costanzi, ma anche a Guarnieri) ma non sono più così forti. Per questo motivo sono contrario ad allungare il calendario, c'è gente che inizia a farli uscire in bici da corsa a inizio dicembre e la prima gara è alla quarta di marzo o la prima di aprile. Da professionisti quando dovrebbero incominciare ad uscire in bici, mantenendo questa proporzione?



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Slegar
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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Slegar » giovedì 9 febbraio 2012, 13:19

La tua purtroppo è una riflessione sacrosanta che purtroppo va oltre al ciclismo e va a toccare il cuore del problema e cioè com'è gestita l'attività agonistica giovanile in Italia. Tu vivi il ciclismo, io ho a che fare con il mondo delle discipline invernali ed ogni anno in giro per l'Italia ci sono ragazzi di 15, 16, 17 e 18 anni spremuti come limoni che appendono gli sci o i pattini al chiodo.

Non è chi vince un titolo tricolore esordienti che è un fallito è il "sistema" che lo è. Adesso non ho tempo a sufficienza ma questi sono discorsi che portano molto lontano.

Da qualche parte nel vecchio forum c'è un 3d di Morris, un'intervista ad una professoressa di scienze motorie mi sembra, che centra molto bene il problema.


fair play? No, Grazie!

Winter
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Re: GIOVANI. L'Italia che cala, la Francia che cresce: perch

Messaggio da leggere da Winter » giovedì 9 febbraio 2012, 18:14

Mad ha scritto: Tralasciando i commenti all'articolo, di gente che forse non ha ancora letto i calendari 2012 per le categorie esordienti ed allievi, visto che almeno qui in E-R c'è un sovraffollamento delle gare su strada, vorrei far notare che dall'articolo che i francesi hanno una mentalità diversa dalla nostra riguardo alla vittoria, ed è questo che mi rende contrario all'eventualità di esportare questa novità al calendario. Immagino ( e lo spero per loro) che i francesi abbiano capito che gli esordienti e gli allievi non vanno spremuti come dei limoni per vincere un tricolore ( nel migliore dei casi, altrimenti si tratta della gara della sagra paesana) per poi ritrovarli due o tre anni dopo, con la bicicletta appesa al chiodo. Ad una sei giorni delle rose, un organizzatore "leggermente" arrabbiato, poiché parecchie squadre disertarono a causa della concomitanza dei campionati italiani giovanili su strada, disse in una riunione tecnica: "chi vince un tricolore da esordienti è un fallito". In cuor nostro ognuno lo mandò a quel paese, anche perché noi invece c'eravamo e quindi non meritavamo un simile rimprovero. Poi a mente fredda ripensai a quando correvo e a quelli che allora vinsero o salirono sul podio degli italiani strada, chiedendomi cosa facessero in quel momento. Beh quelli che mi ricordavo avevano tutti appeso la bici al chiodo, quelli che l'avevano vinto su pista erano ancora in giro ( penso a Costanzi, ma anche a Guarnieri) ma non sono più così forti. Per questo motivo sono contrario ad allungare il calendario, c'è gente che inizia a farli uscire in bici da corsa a inizio dicembre e la prima gara è alla quarta di marzo o la prima di aprile. Da professionisti quando dovrebbero incominciare ad uscire in bici, mantenendo questa proporzione?
In Francia il titolo nazionale esordienti non esiste nemmeno..
Fino ai dilettanti le squadre son essenzialmente club di paese con 1-2 corridori per categoria (rare son quelle oltre i 6..)
Una squadra ha due esordienti , un allievo e due juniores ecc
Gia' è una soddisfazione indossare la maglia della squadra regionale
Da noi ci son tante squadre juniores che non han squadre allievi o esordienti
Tutto è finalizzato come hai detto tu all'immediato



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Abruzzese
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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Abruzzese » venerdì 10 febbraio 2012, 1:43

Interessanti gli spunti di discussione lanciati da Mad. Da notare che poi mentre noi sospendiamo l'attività su strada per incentivare alla pratica di altro (MTB, ciclocross, pista), i francesi non solo non hanno bisogno di arrivare a questo ma addirittura si ritrovano un movimento su strada in espansione proprio partendo dal resto (nell'articolo sopracitato si fa riferimento alla Bmx) senza che per questo le altre discipline ne risentano.


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » venerdì 10 febbraio 2012, 8:55

Abruzzese ha scritto:Da notare che poi mentre noi sospendiamo l'attività su strada per incentivare alla pratica di altro (MTB, ciclocross, pista)


Non facciamoci abbindolare dalle parole della federazione, questa sospensione non nasce per fare altre attività ma per addensare il calendario su strada e coprire i buchi dati dalla sparizione di molte gare. Perché chi voleva correva su pista lo faceva anche prima, sebbene durante la settimana. Per il fuoristrada in genere, mancano i mezzi, le conoscenze e le strutture, perché a parte poche squadre specializzate, tutti noi comuni stradisti ( ovvero DS di 2° livello) non abbiamo la benché minima idea di come si faccia fuoristrada, al contrario dei nostri colleghi maestri di MTB. Ecco se si voleva avvicinare i ragazzi al fuoristrada bisognava fare un richiamo generale di tutti i DS e dare loro le nozioni di base, stipulare convenzioni con un fabbricante di MTB per acquistare delle biciclette a prezzo agevolato ( mi vengono in mente FRW ma anche la Merida), ridurre a zero il costo delle tasse di una gara di fuoristrada e così via. E lo stesso vale per la pista.

Abruzzese ha scritto: i francesi non solo non hanno bisogno di arrivare a questo ma addirittura si ritrovano un movimento su strada in espansione proprio partendo dal resto (nell'articolo sopracitato si fa riferimento alla Bmx) senza che per questo le altre discipline ne risentano.
Lo vedo in questi giorni di freddo polare, con i ragazzi scaraventati a fare rulli, anche tutti i giorni. Alla quarta volta non ce la fanno più, sono scoppiati di testa. Mi pare di capire che invece in Francia, quando un bambino inizia ad essere stanco, gli si fa fare dell'altro, senza che ci sia nessun problema.



simo
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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da simo » domenica 12 febbraio 2012, 21:52

Quando capiremo che la strada della multidisciplinarietà tecnica è necessaria per alzare l'asticella del livello prestativo medio regionale o anche nazionale, saremo a mio parere lanciati sul binario giusto.
Servono progetti giovanili locali di Bike Park e di utilizzo della Mtb propedeutica alla bici da strada. I giovanissimi possono anche rinunciare a qualche allenamento su strada, non si compromette nessuna carriera, inserendo una volta alla settimana un'uscita in Mtb su un percorso permanente, ricavato e tracciato su un terreno abbandonato, incolto, che il comune o un privato ha lasciato ad erbacce. I bambini avranno così un'attività multilaterale, varia e ricca di contenuti tecnici più stimolanti, sicuramente impareranno meglio a guidare una bici integrando la stagione su strada con input ogni 5-10 giorni in Mtb. Meglio ancora se al lunedì si portano in pista, ad imparare a conoscere un velodromo, le linee di marcia, gli esercizi di avviamento ed alcuni giochi di abilità e con cronometro se si vogliono ulteriormente stimolare attraverso la competizione/sfida.
Giustamente Mad dice che i nostri ragazzi si stancano mentalmente, quello è il vero rischio che noi tecnici corriamo se non siamo in grado di dare ai ragazzi continuamente motivazioni e stimoli allenanti e/o agonistici.
Sono per la polivalenza tecnica in ambito giovanile, ovviamente tutte le discipline vanno calibrate e pesate, non si può pretendere di essere prestativi 12 mesi all'anno e su ogni tipo di terreno. Però un giovane ciclista che cresce deve sapere utilizzare ogni tipo di bici e su ogni tipo di terreno, quando sarà allievo di 2° anno o junior deciderà dove specializzarsi, sicuramente qualche caratteristica metabolica e muscolare sarà già delineata.
Secondo me trascorrere un inverno (4 mesi) tra corse a piedi in mezzo ai frutteti e un po' di pesi in palestra non porta lontano. Inserire la Mtb o il ciclocross, o in alternativa Montichiari per i fortunati che gravitano intorno al velodromo, insieme a un bel programma di ginnastica posturale e allenamento funzionale in palestra è un bell'investimento per il futuro, sia tecnico, sia condizionale.
Intanto motivazioni e stimoli rimangono ad una soglia elevata, non ci sono cali di tensione e l'intensità di concentrazione resta considerevole, ne guadagna inoltre l'attaccamento per il ciclismo, la passione e l'interesse verso la conoscenza e lo studio di questo sport in tutte le sue ramificazioni.
Secondo me, iniziare a dare questa impostazione già nei giovanissimi è fondamentale: tutte le società potrebbero dotare 3-4 telai vecchi a scatto fisso, da turnare tra i bimbi nel circuito protetto, in estate, quando c'è bisogno di inserire un elemento tecnico di novità per riaccendere l'entusiasmo. A 10 anni si è incoscienti e i bambini sono tentati dal provare una bici senza freni, questo permette di guadagnare tempo e di bypassare quell'antipatico timore ed empasse iniziale che investe la maggior parte dei ragazzi esordienti all'esordio su un velodromo.
Così come organizzarsi con un circuitino su erba tracciato tutto l'anno da utilizzare in primavera e in autunno, con qualche richiamo durante la stagione, potrebbe essere determinante sia a livello tecnico-formativo sia per il rclutamento di nuovi bambini sul territorio (tutti hanno la Mtb o la Bmx in garage, se c'è un percorso tracciato in paese è facile richiamarli e reclutarli, a quell'età!).
Dovremmo cercare di proporre un ciclismo più vario e più stimolante ai nostri ragazzi. I calciatori quando terminano la stagione, in estate si dedicano al beach soccer, i pallavolisti al beach volley, ora c'è anche il beach rugby, non solo al mare, anche nelle città ci sono impianti e tornei estivi di rilievo: anche gli sport di squadra negli ultimi anni seguono la via della polivalenza, cambiano gli scenari ma il gesto specifico e tecnico viene sempre allenato. In atletica c'è l'attività indoor in inverno, nel nuoto idem, gli sciatori di fondo in estate utilizzano gli ski roller su strada, alcuni sono anche impegnati in gare sui pattini.
Dovremmo avere più coraggio e più dinamismo (più disponibilità di tempo anche!! è dura, visto che i tecnici di ciclismo sono quasi tutti volontari).



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » lunedì 13 febbraio 2012, 21:12

simo ha scritto:(più disponibilità di tempo anche!! è dura, visto che i tecnici di ciclismo sono quasi tutti volontari).
Ecco, questo è un punto fondamentale su cui va a battere il nostro presidente regionale alle poche riunioni a cui vado. Ci chiede versatilità, ma poi si dimentica che per molti è già tanto trovare il tempo di allenare i ragazzi durante la settimana su un percorso permanente, con delle bici già pronte, con degli schemi già collaudati. Per riuscire a fare certe cose, bisognerebbe farlo per lavoro.

P.S. Benvenuto bomber :mrgreen:



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da simo » martedì 14 febbraio 2012, 0:29

Sicuramente se un Tecnico del ciclismo giovanile ricevesse qualche gettone per il tempo impiegato e l'attività svolta non sarebbe una vergogna!
Così avviene negli altri sport, l'allenatore che insegna calcio o basket viene pagato. Per non parlare dell'istruttore di nuoto o tennis!
Quanto paga un genitore per iscrivere il proprio figlio in una società ciclistica? 100 euro? 200 euro? gratis?
Quanto costa ogni giovanissimo ad una società ciclistica? e ogni esordiente? ogni allievo?

Grazie vecchio Mad :worthy:



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » martedì 14 febbraio 2012, 12:17

simo ha scritto:Sicuramente se un Tecnico del ciclismo giovanile ricevesse qualche gettone per il tempo impiegato e l'attività svolta non sarebbe una vergogna!
Purtroppo i famosi 75000€ annui ben pochi possono dire di vederli ( non dico tutti, ma anche solo una piccola parte)

simo ha scritto: Quanto paga un genitore per iscrivere il proprio figlio in una società ciclistica? 100 euro? 200 euro? gratis?
Quanto costa ogni giovanissimo ad una società ciclistica? e ogni esordiente? ogni allievo?
Iscrizioni: cifre ridicole, ma forse sbagliamo noi.
Costi: non ho sottomano il bilancio, ma allievi/ esordienti potrei dire un 5000€ e non sbaglierei di molto. Juniores direi anche un 8/9000€. E come ben sai con la dotazione non facciamo certo gli abbondanti.

simo ha scritto: Grazie vecchio Mad :worthy:
All'anagrafe non mi pare, però come anni di esperienza da dirigente posso considerarmi "il vecchio dei giovani". :lol:



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Mad » giovedì 1 marzo 2012, 12:31

In questi giorni ho visto gente disperata perché hanno tolto l'obbligo delle premiazioni individuali nei giovanissimi. Ma non era una categoria definita ludica? Quindi dove sta il problema se invece di premiare i primi 5 si premia la società, specialmente per numero di partenti?
ì



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da TIC » giovedì 1 marzo 2012, 20:01

Il ciclismo giovanile ora sta andando alla grande. Altro che.

1987 Modolo, Oss, Ponzi, Brambilla
1988 Malori
1989 Ulissi, Viviani, Battaglin, Guardini, S. Locatelli, Appollonio, Trentin. (e attenzione a Boem e Puccio)
1990 M. Moser, Aru, Felline, Cattaneo

E il 1991 promette bene.

Solo i francesi sono al nostro livello come giovani. Australia e Olanda ci si avvicinano.
La domanda giusta e' allora "come mai il nostro ciclismo giovanile va cosi' bene ?"


C'e' solo stato un calo tra il 1982 e il 1986.


ps hai visto Nino58 che parlo bene degli Italiani ?


Henry Kissinger : (Ad un summit presso il Ministero degli Esteri alla fine dell'intervento di Aldo Moro) Chi parla in questo modo non può che essere un imbroglione e non può che rappresentare un popolo di imbroglioni.

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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Winter » venerdì 2 marzo 2012, 17:48

Tic sei troppo ottimista
3/4 dei nomi che hai detto van forte in Italia ma l'estero è un'altra cosa
La Germania ha Martin - Degenkolb - Kittel e Gretsch la vedi tanto meno forte ?
Idem il Belgio
Non è un caso che una volta dominavamo i Mondiali Under o Juniores mentre adesso siamo nelle retrovie



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da TIC » venerdì 2 marzo 2012, 18:05

Winter ha scritto:Tic sei troppo ottimista
3/4 dei nomi che hai detto van forte in Italia ma l'estero è un'altra cosa
La Germania ha Martin - Degenkolb - Kittel e Gretsch la vedi tanto meno forte ?
Idem il Belgio
Non è un caso che una volta dominavamo i Mondiali Under o Juniores mentre adesso siamo nelle retrovie
Ti diro, non farei mai cambio tra i giovani italiani e quelli tedeschi. E neanche Belgi. Sono molto ottimista sulle generazioni dal '87 in poi (ah dimenticavo Malacarne '87 pure lui).
Tony Martin poi' e' un '85, fortissimo, ma non piu' giovanissimo. Solo la Francia ci eguaglia, ma di solito poi si perde...


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Winter » venerdì 2 marzo 2012, 18:11

Per ora non mi sbilancio
Pure tanti dei nostri con grandi aspettative son passati e son spariti..
Bucciero ? Finetto ? Marzoli ecc
Tra i velocisti forti come Kittel non ne vedo
Idem su arrivi in leggera salita come Degenkolb (forse Modolo o Battaglin)
Spero negli scalatori



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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da TIC » venerdì 2 marzo 2012, 18:26

Winter ha scritto:Per ora non mi sbilancio
Pure tanti dei nostri con grandi aspettative son passati e son spariti..
Bucciero ? Finetto ? Marzoli ecc
Tra i velocisti forti come Kittel non ne vedo
Idem su arrivi in leggera salita come Degenkolb (forse Modolo o Battaglin)
Spero negli scalatori
Kittel ? Forse Guardini se non si trasferisce in Malesia.
Degenkolb ? Sugli strappetti vedo meglio forse il Batta che Sacha. E poi c'e' Viviani eh, mica e' fermo in salita. Pure Appollonio mi sembra OK negli strappetti.
Io invece sono sicuro degli scalatori. Almeno su Aru mi giocherei le p.lle.

Moser non so se da grande preferira' fare il corridore da GT o da classiche dure. Tu che dici ?


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Re: Se mancano le fondamenta (crisi del ciclismo giovanile)

Messaggio da leggere da Winter » venerdì 2 marzo 2012, 18:57

TIC ha scritto:
Winter ha scritto:Per ora non mi sbilancio
Pure tanti dei nostri con grandi aspettative son passati e son spariti..
Bucciero ? Finetto ? Marzoli ecc
Tra i velocisti forti come Kittel non ne vedo
Idem su arrivi in leggera salita come Degenkolb (forse Modolo o Battaglin)
Spero negli scalatori
Kittel ? Forse Guardini se non si trasferisce in Malesia.
Degenkolb ? Sugli strappetti vedo meglio forse il Batta che Sacha. E poi c'e' Viviani eh, mica e' fermo in salita. Pure Appollonio mi sembra OK negli strappetti.
Io invece sono sicuro degli scalatori. Almeno su Aru mi giocherei le p.lle.

Moser non so se da grande preferira' fare il corridore da GT o da classiche dure. Tu che dici ?
Se correva ai tempi di Indurain.. mi sembra che abbia il fisico piu' alla Cancellara. Se no deve togliere un po' di kg..
Dai Guardini con Kittel non ha speranze. 4 vittorie in Malesia non valgono una corsa in Europa
Viviani bisogna vedere. Appollonio non mi dice molto
Mi son espresso male io vedo piu' talenti negli scalatori che negli sprinter




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