Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

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Abruzzese
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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Abruzzese » giovedì 20 giugno 2019, 20:16

Theakston ha scritto:
giovedì 20 giugno 2019, 19:29
Abruzzese ha scritto:
giovedì 20 giugno 2019, 2:46
Theakston ha scritto:
mercoledì 19 giugno 2019, 21:43
Vista adesso su raisport.
Non seguo molto il panorama giovanile. Come si spiega questo dominio dei colombiani in salita?

Mi paiono comunque corridori abbastanza acerbi non come gli anni scorsi dove erano già veri professionisti tipo Vlasov
In generale io credo che oramai si veda decisamente meno il tipico scalatore colombiano che sa andare forte in salita e basta, risultando poi totalmente disastroso in discesa. In Colombia già da varie stagioni ci sono ragazzi che praticano regolarmente la pista e molti si dedicano anche alla MTB, come nei casi già ricordati di Bernal e di Pena.

Certo, adattarsi al ciclismo europeo non è facile per tutti e difatti, se facciamo eccezione per Ardila, altri ragazzi erano rimasti attardati nelle tappe precedenti in cui erano presenti gli attraversamenti di strade bianche o dove si sono verificate delle cadute ed hanno accumulato qualche minuto di distacco. Quando però arriva il terreno a loro più congeniale, sono in grado di far vedere tutto il loro talento. Personalmente sembra quasi di rivedere il GiroBio del 2010,in cui c'era Betancur che in salita spadroneggiava assieme a Beltran e Anacona e dove faceva la sua comparsa pure il venezuelano Monsalve.
Andando a rivedere il palmares di quegli anni lì però anche tante meteore. A parte Betancur, genio e sregolatezza, Eduard Beltran, Sarmiento, Monsalve...e ancor più tra gli italiani piazzati: Santoro, gente di cui nemmeno mi ricordavo come Caddeo, Agostini, Penasa.
Anche Dombrowski quest'anno ha fatto benino al Giro però non sono mai riuscito a capire il suo valore ...
Credo che la verità stia nel mezzo, nel senso che nel caso di corridori come Bentancur a fare la differenza (in negativo) è stata la testa, che ha accompagnato troppo poco le grandi doti atletiche (perché abbiamo visto anche quest'anno che se Carlos vuol fare le cose a modo, sa ancora tirar fuori belle prestazioni e vincere). Per il resto, c'è chi forse non si è adattato o ha trovato l'apice troppo presto, per poi ritagliarsi una carriera da comprimario o ritornando a gareggiare in Colombia.

Sui nostri pure ci sono i fattori più disparati: c'è chi forse ha dato troppo da dilettante, chi come Penasa non è neppure riuscito a passare professionista e quindi non ne conosciamo del tutto i limiti (anche se sono stati diversi i Zalf che purtroppo non hanno rispettato le attese nella massima categoria). La carriera di Agostini invece fu interrotta da una positività al Clostebol quando militava nella Liquigas. Se la sarebbe potuta cavare con un meno di due anni di squalifica ma decise di smettere. Certo, sarebbe stato difficile vederlo gareggiare ancora in una World Tour ma, considerati anche altri atleti, anche in una Professional avrebbe potuto trovar spazio ma comunque non possiamo averne riprova.
Santoro invece forse ha pagato il fatto di non riuscire a fare il definitivo salto di qualità (e qui mi riallaccio al discorso che facevo per Alessandro Monaco, che pure viene dal Sud): buona regolarità nelle gare impegnative e nelle gare a tappe ma non vincente. Gli era pure arrivata la bella opportunità di correre nel team di Savio ma le sue buone prestazioni sono state sporadiche, cosicché da allora ha cominciato a vivacchiare per le Continental, italiane e non e attualmente correre per la formazione Monkey Town, con cui continua a gareggiare in giro per il mondo.

Su Dombrowski invece credo che si debbano fare altri discorsi: quando dominò il Giro 2012 aveva decisamente un'altra gamba rispetto ad Aru, Zakarin e compagnia bella, datagli dall'aver gareggiato già (a buon livello) in corse professionistiche in America (oltre ad aver fatto podio, l'anno prima, al Valle d'Aosta), cosa che allora era molto meno frequente di ora, in cui ci troviamo ragazzi che fanno il Giro Under avendo pure un buon bagaglio di corse professionistiche (emblematico il caso di Vlasov dello scorso anno).
Successivamente sono intervenute altre situazioni, compreso il lottare con una magrezza estrema che è stata figlia delle tante porcate combinate dalla Sky negli anni precedenti. Perché fondamentalmente quelli come me continuano ancora a chiedersi come possa essere possibile, secondo natura, che uno come Dombrowski sia diventato un onesto comprimario (che quest'anno, senza infamia e senza lode, è pure riuscito a finire nei primi 15 al Giro) mentre gente come Froome e Thomas sia riuscita a vincere e stravincere il Tour. Tutto questo senza andare a trovare altri tipi di spiegazione.


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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Theakston » giovedì 20 giugno 2019, 22:37

Dombrowski credo non abbia retto di testa il regime Sky.
Invece Carthy che ha il "physique du role" per il team inglese non l'hanno mai preso. Anche lui sembrava un po' perso invece al Giro ha fatto vedere buone cose.
Dei due in effetti è l'americano quello che prometteva la carriera migliore



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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da maurofacoltosi » venerdì 21 giugno 2019, 2:39

7a tappa: Dimaro Folgarida - Levico Terme

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Ultimo chilometro

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Ampia curva ad U a circa 500 metri dall’arrivo (verso destra)

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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da nikybo85 » venerdì 21 giugno 2019, 8:20

Abruzzese ha scritto:
giovedì 20 giugno 2019, 17:49
nikybo85 ha scritto:
giovedì 20 giugno 2019, 12:15
Impressionato da Hayter, che tipo di corridore è?...viaggia dovunque
Innanzitutto è un ottimo pistard, ti basti sapere che lo scorso anno ai campionati europei nell'Omnium è stato capace di battere Elia Viviani, oltre ad essere valida pedina anche nell'Inseguimento a squadre.

Su strada è dotato di ottime doti sul passo (lo scorso anno quinto al mondiale a cronometro tra gli Under 23) ed ha anche un buon spunto veloce, anche se non al livello dei velocisti più forti (può essere comunque valido uomo da treno, lo si è visto benissimo in occasione della vittoria di Walls). Si difende bene anche in salita, l'ideale sono i percorsi vallonati con salite impegnative ma non lunghissime. In questo Giro sicuramente finora si è superato in tenuta ed oggi era anche fisiologico che pagasse qualcosa in una tappa che prevedeva il doppio Mortirolo. Comunque, anche se dai colombiani ha accusato un distacco importante, non è comunque affondato.
Della pista non ricordavo fosse stato lui a battere Viviani, l'articolo sulla prima tappa me ne ha messo a conoscenza. Ma vederlo tenere poi giorno dopo giorno su buona varietà di percorsi mi ha veramente colpito. Nella tappa di ieri ha pagato un po' di più ma neanche tanto considerato i distacchi che ci sono stati.

Curiosissimo di vedere la sua evoluzione.



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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Abruzzese » venerdì 21 giugno 2019, 17:22

nikybo85 ha scritto:
venerdì 21 giugno 2019, 8:20
Abruzzese ha scritto:
giovedì 20 giugno 2019, 17:49
nikybo85 ha scritto:
giovedì 20 giugno 2019, 12:15
Impressionato da Hayter, che tipo di corridore è?...viaggia dovunque
Innanzitutto è un ottimo pistard, ti basti sapere che lo scorso anno ai campionati europei nell'Omnium è stato capace di battere Elia Viviani, oltre ad essere valida pedina anche nell'Inseguimento a squadre.

Su strada è dotato di ottime doti sul passo (lo scorso anno quinto al mondiale a cronometro tra gli Under 23) ed ha anche un buon spunto veloce, anche se non al livello dei velocisti più forti (può essere comunque valido uomo da treno, lo si è visto benissimo in occasione della vittoria di Walls). Si difende bene anche in salita, l'ideale sono i percorsi vallonati con salite impegnative ma non lunghissime. In questo Giro sicuramente finora si è superato in tenuta ed oggi era anche fisiologico che pagasse qualcosa in una tappa che prevedeva il doppio Mortirolo. Comunque, anche se dai colombiani ha accusato un distacco importante, non è comunque affondato.
Della pista non ricordavo fosse stato lui a battere Viviani, l'articolo sulla prima tappa me ne ha messo a conoscenza. Ma vederlo tenere poi giorno dopo giorno su buona varietà di percorsi mi ha veramente colpito. Nella tappa di ieri ha pagato un po' di più ma neanche tanto considerato i distacchi che ci sono stati.

Curiosissimo di vedere la sua evoluzione.
Se devo dirtela tutta, io spererei in un'evoluzione opposta a quella di un Geraint Thomas per fare un esempio. Vedo bene Hayter come corridore da gare in linea, adatto pure al pavé se vuole. Per le gare a tappe, può essere ottimo per quelle brevi ma non m'intestardirei a diventare uomo da grandi giri se fossi in lui.


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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da nikybo85 » venerdì 21 giugno 2019, 21:12

Abruzzese ha scritto:
venerdì 21 giugno 2019, 17:22
nikybo85 ha scritto:
venerdì 21 giugno 2019, 8:20
Abruzzese ha scritto:
giovedì 20 giugno 2019, 17:49


Innanzitutto è un ottimo pistard, ti basti sapere che lo scorso anno ai campionati europei nell'Omnium è stato capace di battere Elia Viviani, oltre ad essere valida pedina anche nell'Inseguimento a squadre.

Su strada è dotato di ottime doti sul passo (lo scorso anno quinto al mondiale a cronometro tra gli Under 23) ed ha anche un buon spunto veloce, anche se non al livello dei velocisti più forti (può essere comunque valido uomo da treno, lo si è visto benissimo in occasione della vittoria di Walls). Si difende bene anche in salita, l'ideale sono i percorsi vallonati con salite impegnative ma non lunghissime. In questo Giro sicuramente finora si è superato in tenuta ed oggi era anche fisiologico che pagasse qualcosa in una tappa che prevedeva il doppio Mortirolo. Comunque, anche se dai colombiani ha accusato un distacco importante, non è comunque affondato.
Della pista non ricordavo fosse stato lui a battere Viviani, l'articolo sulla prima tappa me ne ha messo a conoscenza. Ma vederlo tenere poi giorno dopo giorno su buona varietà di percorsi mi ha veramente colpito. Nella tappa di ieri ha pagato un po' di più ma neanche tanto considerato i distacchi che ci sono stati.

Curiosissimo di vedere la sua evoluzione.
Se devo dirtela tutta, io spererei in un'evoluzione opposta a quella di un Geraint Thomas per fare un esempio. Vedo bene Hayter come corridore da gare in linea, adatto pure al pavé se vuole. Per le gare a tappe, può essere ottimo per quelle brevi ma non m'intestardirei a diventare uomo da grandi giri se fossi in lui.
O comunque raccoglierei prima dove le mie caratteristiche mi aiutano di più...poi più avanti si fa un punto e si decide se provarci.
Poi trasformarsi per un 8° posto in un GT sarebbe poco utile certo



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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da maurofacoltosi » sabato 22 giugno 2019, 9:54

8a tappa: Rosà - Falcade

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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da maurofacoltosi » domenica 23 giugno 2019, 7:09

8a tappa: Agordo - Passo Fedaia

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Curva a destra a circa 200 metri dall’arrivo

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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Winter » domenica 23 giugno 2019, 18:35

Meritatissima tripletta colombiana
Contento per rubio

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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Abruzzese » lunedì 24 giugno 2019, 2:50

Winter ha scritto:
domenica 23 giugno 2019, 18:35
Meritatissima tripletta colombiana
Contento per rubio

I nostri male
Prevedibilmente è finita con la tripletta colombiana sul podio. Grandi meriti a Rubio che negli ultimi giorni ci ha creduto fortemente nel podio e si è preso pure la maglia verde. Una grande soddisfazione anche per il suo club...anzi dovrei dire i club, visto che da questa stagione l'Aran di Umbertone Di Giuseppe e la Vejus di Donato Polvere hanno unito le loro forze, dando vita ad un unico team (e questo credo dovrebbe ulteriormente far riflettere sulle difficoltà che devono affrontare le formazioni che provengono dal Centro-Sud).

Per il resto, io credo che sia troppo semplicistico dire che gli italiani sono andati male, senza argomentare bene punto per punto: se vogliamo vederla dal profilo delle risultanze, due sole vittorie di tappa continuano ad essere decisamente poche, considerando pure che una è arrivata per merito del gran numero di Mazzucco (un ragazzo che al Nord potrebbe fare bene, ha fatto vedere numeri interessanti già da juniores) a Gaiole in Chianti e dall'altrettanto bel numero di Venchiarutti (probabilmente poco conosciuto dai più, quest'anno si è preso due belle vittorie pesanti, contando pure la Popolarissima) in una tappa che, sulla carta, non era per nulla adatta alle caratteristiche.

Se invece andiamo a vedere nella classifica generale, io non penso che ci si potesse aspettare molto di più e non dobbiamo neppure dimenticare che da quando Cassani ha fatto rinascere la competizione, nelle precedenti annate avevamo piazzato un solo corridore nei primi 10, invece quest'anno ne abbiamo piazzati tre.

Su Covi mi sono soffermato spesso ed ho detto come, secondo me, non fosse partito al 100% per fare classifica al Giro, considerando che la Colpack aveva un Andrea Bagioli arrivato con buonissime credenziali all'appuntamento, dopo la vittoria alla Ronde de l'Isard. Ripeto: probabilmente ha perso qualcosina in esplosività, guadagnando un poco in fondo ma alla fine è stato intelligente nel capire che i colombiani avevano un altro passo e non era in grado di stargli dietro. In questo modo non è naufragato ed ha comunque migliorato il piazzamento dello scorso anno. Così come io credo che nessuno si aspettasse in top 5 Filippo Conca e sulla bontà della sue performance pure ho provato a dare una spiegazione con la cospicua partecipazione a corse in linea e a tappe assieme ai professionisti. In extremis poi ha raggiunto la top ten Filippo Zana, che è un ragazzo che secondo me deve ancora capire bene il suo terreno ideale: nelle corse in linea dure va forse, è discretamente veloce (ma non velocista) e in salita ha una buona tenuta, ci si può sicuramente lavorare per il futuro.

Se devo sbilanciarmi su chi mi ha sorpreso in positivo vedendo il finale di Giro e la tipologia delle tappe, faccio sicuramente il nome di Kevin Colleoni. Credo che questo Giro Under gli abbia fatto capire che ha del potenziale e che non ci si è ancora lavorato del tutto, per cui potrebbe avere ulteriori bei margini di miglioramento. Di certo, arrivare davanti in una tappa col doppio Mortirolo e col Fedaia è un qualcosa che dice molto di più del semplice piazzamento nell'ordine d'arrivo. Soprattutto la grinta espressa mi induce a pensare che possa avere un fondo importante, che (fortunatamente) non ancora è stato esplorato del tutto.

Di certo c'è stato anche chi ha deluso: obiettivamente da uno come Monaco la top ten me l'aspettavo ed il fatto che sia venuto meno proprio nell'ultima frazione (c'è comunque da dire che i "diesel" come lui un chilometraggio come quello con salita secca e durissima possono pagarlo non poco) testimonia ancora quel non riuscire a fare quel salto di qualità che ci si attenderebbe. Scaroni invece ha pagato oltremodo lo sforzo del giorno prima, in cui la sua mossa era stata da applausi, facendolo risalire fino in top 5. È crollato e pazienza, anche se pure lui ho il sospetto che possa rendere meglio nelle gare di un giorno. Chi è mancata del tutto in questo Giro è stata la Zalf: tra Caiati e Faresin qualcosa sarebbe stato lecito attendersela, invece per entrambi è stata una corsa incolore (non so se vi siano stati problemi nello specifico). In generale comunque diversi protagonisti sono mancati, per svariati motivi, anche tra gli stranieri.

Infine, val la pena di ricordare come i due nostri corridori più attesi siano usciti ben presto di scena: Bagioli, come detto, veniva da un ottimo periodo di forma ed è stato mandato ko da un virus intestinale, dopo aver saltato il Giro (per via della scuola) lo scorso anno e dopo il ritiro prematuro dal Val d'Aosta. C'era stato l'Avenir lo scorso anno, corso discretamente, ma quest'anno sembrava avere ottime credenziali, anche se penso che anche lui sarebbe finito col cedere il passo ai colombiani. Battistella invece il Giro Under è come se non l'avesse corso in questi 2 anni ed anche lui al momento non è completamente giudicabile in corse a tappe di simile durezza.

Mettendo insieme quindi tutti questi fattori, si può quindi concludere che sì, le risultanze non sono state eccezionali ma neppure si può essere disfattisti al 100%, in quanto cose positive ve ne sono state comunque. Oltre al fatto che penso sia ormai assodato che non è più pensabile stare a pensare al nostro movimento come se fossimo ancora negli anni Novanta o Duemila. Sappiamo benissimo di avere dei problemi e non bastano sicuramente uno o due anni per mettere tutto a posto.


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Slegar
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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Slegar » lunedì 24 giugno 2019, 10:35

Alcune considerazioni personali.

Per com'è messo il ciclismo italiano di seconda fascia (dilettanti/under) il Giro così com'è disegnato è pure troppo, però deve essere un'opportunità per cercare di alzarne il livello, per cui il disegno è ampiamente promosso. E' ovvio che su un percorso del genere i colombiani la fanno da padrone.

Analizzando i risultati di queste tre ultime edizioni in cui gran parte delle miglior cose si sono viste da chi era nei primi due anni, il Giro Ciclistico d'Italia mi conferma come la categoria U23, per come è impostata, sia dannosa per la crescita di un ciclista, non solo in Italia; troppe gare under, soprattutto internazionali, rischiano di plafonare verso il basso.

Sotto questo aspetto il GiroBio, che era U27, era molto più formativo.


fair play? No, Grazie!

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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Winter » lunedì 24 giugno 2019, 21:16

Argomento di più. .
Livello della corsa.. 6-
Per me inferiore allo scorso anno
6 italiani nei 25
un po pochini per me
4 covi , come prestazione è buona , però in salita ha subito tantissimo. Vero il leader era bagioli. Tra i pro difficile collocarlo come corridore da gt.. piuttosto come uomo da classiche..
5 conca , sorpresona , almeno per me però anche lui difficile da collocare
Zana e monaco si son visti pochissimo
di più scaroni , ha corso molto all attacco..ma il risultato finale è stato per me deludente
Anche lui non lo vedo come uomo gt
Giro durissimo
zero crono
mi sarei aspettato qualche scalatore nostrano..
Non chiedo Simoni , gotti ecc
ma un sella un pozzovivo ecc
degli scalatori
io non ne ho visti
:(



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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Abruzzese » martedì 25 giugno 2019, 2:38

Winter ha scritto:
lunedì 24 giugno 2019, 21:16
mi sarei aspettato qualche scalatore nostrano..
Non chiedo Simoni , gotti ecc
ma un sella un pozzovivo ecc
degli scalatori
io non ne ho visti
:(
Se parliamo di scalatori puri, quindi con fisico minuto e via dicendo, quello che sembrerebbe essere più vicino a questa tipologia è Aldo Caiati della Zalf. Però anche lui non è ancora ben collocabile, nel senso che alterna giornate buone ad altre decisamente meno positive.
Di certo però lo "scalatore alla colombiana" è una razza ormai in via d'estinzione, almeno da noi. Non so se dipenda unicamente dal modo in cui vengono fatti sviluppare i fisici nelle categorie giovanili (certo, se vedi ragazzini che fanno i rulli già da giovanissimi, il ciclomulino da esordienti e altre robe, tralasciando i percorsi) ma sicuramente è molto più rado vedere ragazzi bassi di statura e decisamente orientati verso la salita, oggi come oggi.


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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Mad » martedì 25 giugno 2019, 20:51

Forse e dico forse, si poteva anche fare un percorso un filo meno duro, se si voleva far emergere gli italiani. Invece si è puntato a fargli prendere delle botte nelle gengive, pertanto direi che l'esperimento sia perfettamente riuscito. Onestamente sui colombiani c'è poco da dire, hanno trovato dei percorsi adatti alle loro caratteristiche e li hanno sfruttati al meglio. Come sempre capita nelle categorie formative, relativamente al valore del singolo piazzamento o vittoria, ne riparleremo tra un paio di anni.



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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Winter » martedì 25 giugno 2019, 22:05

Abruzzese ha scritto:
martedì 25 giugno 2019, 2:38
Winter ha scritto:
lunedì 24 giugno 2019, 21:16
mi sarei aspettato qualche scalatore nostrano..
Non chiedo Simoni , gotti ecc
ma un sella un pozzovivo ecc
degli scalatori
io non ne ho visti
:(
Se parliamo di scalatori puri, quindi con fisico minuto e via dicendo, quello che sembrerebbe essere più vicino a questa tipologia è Aldo Caiati della Zalf. Però anche lui non è ancora ben collocabile, nel senso che alterna giornate buone ad altre decisamente meno positive.
Di certo però lo "scalatore alla colombiana" è una razza ormai in via d'estinzione, almeno da noi. Non so se dipenda unicamente dal modo in cui vengono fatti sviluppare i fisici nelle categorie giovanili (certo, se vedi ragazzini che fanno i rulli già da giovanissimi, il ciclomulino da esordienti e altre robe, tralasciando i percorsi) ma sicuramente è molto più rado vedere ragazzi bassi di statura e decisamente orientati verso la salita, oggi come oggi.
Però sembra che il ciclismo mondiale li stia riscoprendo
bernal? 175x60
gaudu? 173x53
evenepoel? 171x61
Pogacar è un po più grosso però è 176 x 66
lambrecht 168x58
Trovo incredibili la totale assenza di quella tipologia di corridori
noi che ne avevamo tantissimi
Per quello , visto il percorso , speravo in qualche novità

Concordo con mad , percorso perfetto per i colombiani



Mad
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Re: Giro d'Italia Under 23 2019 (13-23 giugno)

Messaggio da leggere da Mad » mercoledì 26 giugno 2019, 21:24

Winter ha scritto:
martedì 25 giugno 2019, 22:05

Però sembra che il ciclismo mondiale li stia riscoprendo
bernal? 175x60
gaudu? 173x53
evenepoel? 171x61
Pogacar è un po più grosso però è 176 x 66
lambrecht 168x58
Trovo incredibili la totale assenza di quella tipologia di corridori
noi che ne avevamo tantissimi
Per quello , visto il percorso , speravo in qualche novità
Terrei conto che tra i pro abbiamo tre elementi che io considero scalatori puri e che avevano ancora l'età per partecipare come Conci, Covili e Savini, più i primi due che il terzo in realtà, credo che se non fossero già di là ce li saremmo probabilmente trovati nella top ten se non a podio.
Terrei anche conto che quasi nessuno dei nostri ( compresi anche più di uno dei militanti nelle continental) è abituato a fare corse a tappe, o anche solo gare di un giorno lunghe 170 o 180 km e con certi dislivelli.




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