Il doping degli anni '90

Per discutere, analizzare, approfondire tutto quello che riguarda il tema più dibattuto del ciclismo
DarioF
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » domenica 1 dicembre 2019, 12:34

Salve a tutti,

Susanna conduceva una macchina a noleggio. Era l’11 luglio verso sera, lunghe code al casello autostradale di Saint-Jean-de-Maurienne, fermavano e controllavano tutti. É il suo turno: “Dove sta andando?”
”A Courchevel”
”Da dove viene?”
”Da Monaco”.
“Accosti”.
Il gendarme si gira verso i colleghi, alza il braccio e immediatamente tutti i gendarmi lasciano la postazione. Il traffico torna a scorrere.
Senza perquisire la macchina e verificare i documenti sapevano che era lei che aspettavano.
Più tardi, in commissariato, la curiosità spinse una donna gendarme a chiedere a Susanna: “É vero che a casa hai una Porsche ?”
“E lei come fa a saperlo ?”.
Gelo e sguardi tra i gendarmi per l’inopportuna domanda.
Non era stato un controllo di routine …
Il 13 luglio rimasi in commissariato fino alle 7 di sera, il giudice non c’era. Guardammo la corsa tutti insieme, uno dei gendarmi mi indicò un corridore molto conosciuto, lo chiamò per nome, non era Armstrong e mi disse:« Sappiamo cosa fa quello lì … ma non ce lo lasciano andare a prendere … ».
Prima che iniziasse il Tour in una riunione a porte chiuse tra organizzazione, corridori e staff Leblanc disse che ci sarebbero state perquisizioni. Che strana previsione …
In realtà la mattina del 13 luglio quando due gendarmi entrarono nella mia camera non fecero perquisizioni. Uno dei gendarmi si diresse verso il mio compagno di squadra che era pallido come un cencio e paralizzato dalla paura: “E tu cos’hai da nascondere?”. L’altro gendarme immediatamente lo richiamò dicendogli: “Lui no, solo Frigo”.
Avrebbero dovuto perquisire la camera e la squadra. Invece mi chiesero di raccogliere le mie cose e di seguirli.
Venduto.
Il Ferretti agli inquirenti dichiarò che non escludeva che a fare la soffiata fosse stato un meccanico, un massaggiatore o un corridore. Poi tentò di aggiustare il “non escludo” dicendo che se così fosse stato l’avrebbe saputo …
Non avevo dubbi. Comunque conosco nome e cognome dello spione.
Il lustrascarpe, anche perché privo di intelligenza propria si é limitato ad avvisare la polizia del giorno in cui sarebbe arrivata Susanna. Il suo lavoro é finito lì.
Ma il Mandante … ovvio che c’é stato un Mandante !
Tutto era già pianificato, Leblanc avvisato. Il Tour non voleva altri scandali di squadra. Solo uno, Frigo.
Tanti sapevano, posso assicurarvi che il Mandante ha mosso parecchie pedine, arrivando a contaminare diversi settori. E qui mi devo fermare, non posso dire tutto. Forse un giorno …
Dopo il mio fermo, quasi tutti gli intervistati si finsero scandalizzati: alcuni improvvisamente scoprivano che il doping si usava ancora. Più cercavano di dissimulare e più si infangavano. Si sa, un asino può anche fingersi cavallo ma prima o poi raglia …
Tutti uniti dimenticando il rispetto della presunzione di innocenza e rilasciando dichiarazioni lesive.

Francesco Moser lo conoscete tutti, nel ’05 era presidente del CPA.
ACCPI e CPA sapete di cosa si occupano … prot !
Io e il signor Francesco Moser non c’eravamo mai parlati e detto tra noi non gli sono mai andato a genio. Lo capii prima dei fatti del ’01.
Il 12 mattina mi stavo recando al foglio firma, Susanna era già stata fermata ma non aveva ancora parlato. La gendarmerie venne da me la mattina del 13.
Sentii qualcuno chiamarmi. Con uno scatto felino mi si parò davanti lui: lo «sceriffo». “Vieni qui, vieni qui, ti stavo cercando”, fece alcuni metri al mio fianco, il tempo di dirmi con il sorriso sulle labbra: “oggi con tutto questo caldo sei l’unico corridore a stare al fresco …”. In un attimo eravamo amici per la pelle. Combinazione arrivò anche un noto fotografo, Moserone era euforico, gli disse: “…dai facci una bella foto insieme …”
Dopo la «foto ricordo» me ne andai.
Chissà se l’ha messa tra i suoi trofei !
Il «problema doping» presenta aspetti che toccano anche le istituzioni e certe dichiarazioni o comportamenti se riguardanti personaggi che occupano posizioni di rilievo ne minano la credibilità e sollevano pesanti ombre sulla loro reale missione.

Nella storia del ciclismo quello che é stato fatto al sottoscritto non era mai successo.
Il Mandante ha cercato e ottenuto appoggi e consensi a tutti i livelli. Ogni tanto il sistema vuole la sua vittima per rafforzare la propria posizione: tutto però deve essere circoscritto.
Bella politica.
Ma il Mandante questa volta aveva calcolato male. Vero che la verità non emergerà mai completamente, ma é stato incauto, eccessivamente arrogante e la sua mossa si é rivelata un boomerang.
Ai ciclisti non crede mai nessuno, sono l’anello più debole. I primi e gli unici a pagare.
Sopra non si sale !
Si verificò un fatto inaspettato e da quel momento si innescò una reazione a catena, che mise il Mandante in difficoltà.
Certo, lui aveva già preso accordi e i patti non si cambiano.
Oggi i principali colpevoli, implicati e corrotti li posso mettere tutti in fila. Se tutta questa vicenda fosse stata di dominio pubblico il ciclismo ne sarebbe uscito a pezzi.

Per certi versi il 13 luglio é stata una liberazione.
Ma non pensavo che dire la verità mi portasse un fardello così pesante.
Ho scelto di non avere figli perché non meritavano di vivere in un mondo così di merda.
Oggi ne sono ancora più convinto.

A presto.




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nino58
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da nino58 » martedì 3 dicembre 2019, 11:13

Non per morbosa curiosità, però, quando lo riterrai opportuno, il nome del "Mandante" sarebbe da rendere pubblico.
Con le dovute cautele di ordine giudiziario, certo.
Se il tuo Avvocato ti sconsiglia, non farlo.
Se appena c'è la possibilità penso sia meglio di sì.


Von Rock ? Nein, danke.
Diritto di correre senza condizioni a chi ha scontato una squalifica !!!

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Maìno della Spinetta
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta » domenica 8 dicembre 2019, 10:22

DarioF ha scritto:
domenica 1 dicembre 2019, 12:34

Ho scelto di non avere figli perché non meritavano di vivere in un mondo così di merda.
Oggi ne sono ancora più convinto.

A presto.
Finalmente uno sincero su uno dei fattori a mio avviso dominanti nella denatalità dell'occidente: la mancanza di speranza. Heidegger e Sprangler docent.

Per il resto, leggo e capisco i timori, in tempi di querele facili ci sta, ma faremo un gioco: noi tiriamo a indovinare, e tu ridi sotto i baffi. Giusto per darti un po' di speranza, che magari ci scappa un figlio ;) :cincin:


“Our interest’s on the dangerous edge of things.
The honest thief, the tender murderer, the superstitious atheist”.

herbie
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da herbie » domenica 8 dicembre 2019, 15:19

Maìno della Spinetta ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 10:22
DarioF ha scritto:
domenica 1 dicembre 2019, 12:34

Ho scelto di non avere figli perché non meritavano di vivere in un mondo così di merda.
Oggi ne sono ancora più convinto.

A presto.
Finalmente uno sincero su uno dei fattori a mio avviso dominanti nella denatalità dell'occidente: la mancanza di speranza. Heidegger e Sprangler docent.

Per il resto, leggo e capisco i timori, in tempi di querele facili ci sta, ma faremo un gioco: noi tiriamo a indovinare, e tu ridi sotto i baffi. Giusto per darti un po' di speranza, che magari ci scappa un figlio ;) :cincin:
sarà Spengler ? hai fatto un mix con la marca di jeans.... :D
Hai citato due filosofi per molti versi antitetici quanto al pensiero, ma accomunabili dalla vicinanza al nazismo. Il primo vi aderì forse per puro arrivismo, ma andando contro la propria opera e il proprio pensiero stesso. Ne uscì ben presto, ma questo rimane come una macchia indelebile nella sua opera che ha completato tuttavia una autentica rivoluzione della filosofia iniziata da Kant e proseguita da Husserl.
Il secondo, viceversa, non vi aderì realmente mai, nonostante ripetuti "corteggiamenti", per il semplice fatto che era ancora più "a destra" di Hitler stesso. E, paradossalmente, per questo motivo gode forse anche di maggiore stima.

Però, mi permetto di dire che nè Heidegger nè Spengler si occupano di "speranza". Il primo è e non vuole uscire dal solco eminentemente ontologico in cui si è messo fin dall'inizio. Il secondo, anzi, vuole indicare una via per allontanarsi dall'estremo pericolo, dalla perdita dell'identità dell'Occidente, che spunta qua e là pure nelle parole di Galimberti, tanto per non andare troppo lontano...

Piuttosto, se vogliamo più prosaicamente parlare di "denatalità", a me una risposta è balenata chiarissima quando ho dovuto per forza di cose giovarmi della collaborazione di un geometra, un avvocato, e alcune aziende edili...le migliaia di euro ballavano come fossero noccioline.
Ci sono sproporzioni immorali, a mio parere, tra l'impegno profuso da certe categorie di lavoratori, e le loro parcelle, che gravano per anni sull'economia domestica. Ormai la parcella del medico specialista, in confronto, è assolutamente commisurata al beneficio ricevuto.



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Maìno della Spinetta
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta » domenica 8 dicembre 2019, 17:11

herbie ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 15:19
Maìno della Spinetta ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 10:22
DarioF ha scritto:
domenica 1 dicembre 2019, 12:34

Ho scelto di non avere figli perché non meritavano di vivere in un mondo così di merda.
Oggi ne sono ancora più convinto.

A presto.
Finalmente uno sincero su uno dei fattori a mio avviso dominanti nella denatalità dell'occidente: la mancanza di speranza. Heidegger e Sprangler docent.

Per il resto, leggo e capisco i timori, in tempi di querele facili ci sta, ma faremo un gioco: noi tiriamo a indovinare, e tu ridi sotto i baffi. Giusto per darti un po' di speranza, che magari ci scappa un figlio ;) :cincin:
sarà Spengler ? hai fatto un mix con la marca di jeans.... :D
Hai citato due filosofi per molti versi antitetici quanto al pensiero, ma accomunabili dalla vicinanza al nazismo. Il primo vi aderì forse per puro arrivismo, ma andando contro la propria opera e il proprio pensiero stesso. Ne uscì ben presto, ma questo rimane come una macchia indelebile nella sua opera che ha completato tuttavia una autentica rivoluzione della filosofia iniziata da Kant e proseguita da Husserl.
Il secondo, viceversa, non vi aderì realmente mai, nonostante ripetuti "corteggiamenti", per il semplice fatto che era ancora più "a destra" di Hitler stesso. E, paradossalmente, per questo motivo gode forse anche di maggiore stima.

Però, mi permetto di dire che nè Heidegger nè Spengler si occupano di "speranza". Il primo è e non vuole uscire dal solco eminentemente ontologico in cui si è messo fin dall'inizio. Il secondo, anzi, vuole indicare una via per allontanarsi dall'estremo pericolo, dalla perdita dell'identità dell'Occidente, che spunta qua e là pure nelle parole di Galimberti, tanto per non andare troppo lontano...

Piuttosto, se vogliamo più prosaicamente parlare di "denatalità", a me una risposta è balenata chiarissima quando ho dovuto per forza di cose giovarmi della collaborazione di un geometra, un avvocato, e alcune aziende edili...le migliaia di euro ballavano come fossero noccioline.
Ci sono sproporzioni immorali, a mio parere, tra l'impegno profuso da certe categorie di lavoratori, e le loro parcelle, che gravano per anni sull'economia domestica. Ormai la parcella del medico specialista, in confronto, è assolutamente commisurata al beneficio ricevuto.
"Come cazzo si scriveva?!?!", Mentre scrivevo :)
Non citavo i due tedeschi per la loro vicinanza al nazismo, ma perché hanno descritto in modi diversi la fine dell'uomo occidentale. La disumanizzazione che viviamo e di cui Heidegger ha parlato per primo e con chiarezza, porta a quello. La mancanza di speranza invece è centrale per l'incapacità di rinnovarsi dell'occidente secondo Spengler.

Sui soldi e i figli. Io non dormo la notte per questa questione, però com'è che i tedeschi non li fanno? Pure il decantato welfare francese non ha portato a numeri a saldo positivo. L'esempio più assurdo è Singapore: lì sono pagati per avere figli, ma non li fanno. In una società basata sui consumi i figli sono un costo, non una risorsa. Li fai solo se motivato. In una società marketizzata con mamma e papà al lavoro e felici col Black Friday chi rompe le palle e ti impedisce di lavorare al massimo, andare al cinema, e apericenare coi colleghi è un peso insostenibile. Senza idea di sacrificio, sacrum facere, la fatica la eviti. Meglio estinti e gai, sul Titanic della storia, che affaticati e invecchiati.


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DarioF
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » domenica 8 dicembre 2019, 18:27

Maìno della Spinetta ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 10:22

Finalmente uno sincero su uno dei fattori a mio avviso dominanti nella denatalità dell'occidente: la mancanza di speranza. Heidegger e Sprangler docent.

Per il resto, leggo e capisco i timori, in tempi di querele facili ci sta, ma faremo un gioco: noi tiriamo a indovinare, e tu ridi sotto i baffi. Giusto per darti un po' di speranza, che magari ci scappa un figlio ;) :cincin:
Speranze e motivazioni ne ho anche senza aver figli.
Mi spiace che tu non abbia colto il senso del «mondo di merda» che era riferito al ciclismo e il sistema che gli gravita attorno.
Che poi é una goccia in un mare dello stesso colore :D .
Non ho fatto propaganda anti-natalità, é un mio diritto scegliere se averne o no.
Con tutti quelli che hai, dovresti sorridere di chi come me non ne vuole. Invece questa cosa probabilmente ti disturba…
Da te mi sarei aspettato un “non sai cosa ti perdi … :ole: ”.
A essere performanti ci metti pochi minuti a farli e poi te li tieni.
Quando uno ha delle motivazioni forti non ha bisogno di citare tizio e caio per difendersi.

Mi domando come fai a capire Heidegger e Spengler se non capisci quello che scrivo …



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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da herbie » domenica 8 dicembre 2019, 20:18

Maìno della Spinetta ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 17:11


In una società marketizzata con mamma e papà al lavoro e felici col Black Friday chi rompe le palle e ti impedisce di lavorare al massimo, andare al cinema, e apericenare coi colleghi è un peso insostenibile. Senza idea di sacrificio, sacrum facere, la fatica la eviti. Meglio estinti e gai, sul Titanic della storia, che affaticati e invecchiati.
questo è vero. Secondo me è abbastanza semplice. Quando c'è una prospettiva concreta di bene, nessun "sacrificio" è troppo. Nel fare fatica a mo' di Pozzo di San Patrizio, ovvero nel cominciare a privarti di tutta la libertà che hai per qualche mese, poi si vedrà, senza prospettive concrete e tangibili di miglioramento, qualunque "sacrificio" tende ad essere di troppo.
Ma non è tanto questione di essere capaci di speranza, è questione di struttura del mondo. Nemmeno questione di posto fisso, ma di quanta chiarezza e concretezza si percepisce nelle parole di chi ti dirige. Nel mondo del lavoro di oggi, fumosità e vaghezza del linguaggio la fanno da padrone, e pressochè sempre una parola equivoca va sempre interpretata nella più svantaggiosa delle prospettive. E' questo che genera il "pessimismo".
A questo aggiungiamo che, mentre nel 1960, la prospettiva era quella di 15 anni di pensione in una età in cui il vigore fisico è ancora pressochè ottimale (e la vita dei viaggi e ristoranti la potevi rimandare ai 55-65 anni), oggi la prospettiva è quella di lavorare fino alle fine della vita o fino ad un'età in cui poco hai ancora da "prendere" dalla vita. E una cosa è avere il welfare di altri stati e gli orari lavorativi da part-time, una cosa sono le 48 ore la settimana sui turni.
Oltre al fatto che ci sono cose che si pagano in maniera immoralmente cara rispetto al passato.

Ora mi tolgo di torno e aspetto altri testi di un Frigo che, quanto a vena narrativa, mi pare in gran forma.
Mi permetto di suggerirgli di approfondire come meglio può soprattutto quel tentativo di "incastrarlo" da lui narrato in partenza (chi lo ha avvisato per tempo non potrebbe spifferare dell'altro?) . Chissà che non sia meno di ciò che lui teme, e possa vivere un po' più serenamente.



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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta » domenica 8 dicembre 2019, 22:31

DarioF ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 18:27
Maìno della Spinetta ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 10:22

Finalmente uno sincero su uno dei fattori a mio avviso dominanti nella denatalità dell'occidente: la mancanza di speranza. Heidegger e Sprangler docent.

Per il resto, leggo e capisco i timori, in tempi di querele facili ci sta, ma faremo un gioco: noi tiriamo a indovinare, e tu ridi sotto i baffi. Giusto per darti un po' di speranza, che magari ci scappa un figlio ;) :cincin:
Speranze e motivazioni ne ho anche senza aver figli.
Mi spiace che tu non abbia colto il senso del «mondo di merda» che era riferito al ciclismo e il sistema che gli gravita attorno.
Che poi é una goccia in un mare dello stesso colore :D .
Non ho fatto propaganda anti-natalità, é un mio diritto scegliere se averne o no.
Con tutti quelli che hai, dovresti sorridere di chi come me non ne vuole. Invece questa cosa probabilmente ti disturba…
Da te mi sarei aspettato un “non sai cosa ti perdi … :ole: ”.
A essere performanti ci metti pochi minuti a farli e poi te li tieni.
Quando uno ha delle motivazioni forti non ha bisogno di citare tizio e caio per difendersi.

Mi domando come fai a capire Heidegger e Spengler se non capisci quello che scrivo …
wait wait wait - Citavo te per la chiarezza del concetto e basta. E lo facevo in senso positivo, perché hai esposto un punto radicale e adeguato. la mia in chiusura era una battuta, ti ho messo pure ben due faccine, figurati se mi permetto di dire con freddezza una frase del genere... sarei uno stronzo e basta. E Heidegger e Spengler li ho citati non per difendermi (ma da che cosa poi?) ma perché bene hanno descritto molte decadi fa quanto ci circonda.

POI ho risposto a Herbie, non parlavo di te, e i miei commenti erano rivolti alla sua osservazione sui soldi.

La frase "non sai cosa ti perdi" non avrei mai potuto dirtela perché io mi limitavo solo a sottolineare la chiarezza del tuo concetto e la tua onestà, ben lontana dalle ipocrisie borghesi, e non uso certo un forum per fare le morali a qualcunaltro, che oltretutto non conosco.

POI Herbie ha parlato della questione soldi, allora rispondendo a lui e non a te ho commentato quella.

Quando ci è arrivato il quarto figlio non sai quante persone a mezzavoce ci han detto "non so come fate, quando aspettavamo il terzo abbiamo deciso di abortire". Magari fosse come dici tu, "A essere performanti ci metti pochi minuti a farli e poi te li tieni." In verità è vero che ci metti pochi minuti, ma poi, se non ti va, te ne liberi. E le ragioni che mi sono state date per quel gesto estremo sono le più borghesi "cambiare casa, ma scherzi, proprio ora che eravamo nella zona che ci piace" "non avremmo mai potuto ripartire con pappe, pianti e pannolini", "se lo dicevo al mi capo mi ammazzava" e altre cagate del genere, molto lontane dal tuo concetto, che riprendevo per la chiarezza e l'adeguatezza, non per schernirlo.


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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da herbie » domenica 8 dicembre 2019, 23:16

Maìno della Spinetta ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 22:31

Quando ci è arrivato il quarto figlio non sai quante persone a mezzavoce ci han detto "non so come fate, quando aspettavamo il terzo abbiamo deciso di abortire". Magari fosse come dici tu, "A essere performanti ci metti pochi minuti a farli e poi te li tieni." In verità è vero che ci metti pochi
non voglio entrare nella querelle, però a margine farei osservare che MENO DI UN'ORA dovrebbe essere vietato dalla Convenzione Internazionale per i DIritti dell'Uomo. :P Per altro, i medicinali somministrati all'epoca anche sotto questo punto di vista dovrebbero aver dato una o due marce in più rispetto ai comuni mortali...



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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta » domenica 8 dicembre 2019, 23:45

herbie ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 23:16
Maìno della Spinetta ha scritto:
domenica 8 dicembre 2019, 22:31

Quando ci è arrivato il quarto figlio non sai quante persone a mezzavoce ci han detto "non so come fate, quando aspettavamo il terzo abbiamo deciso di abortire". Magari fosse come dici tu, "A essere performanti ci metti pochi minuti a farli e poi te li tieni." In verità è vero che ci metti pochi
non voglio entrare nella querelle, però a margine farei osservare che MENO DI UN'ORA dovrebbe essere vietato dalla Convenzione Internazionale per i DIritti dell'Uomo. :P Per altro, i medicinali somministrati all'epoca anche sotto questo punto di vista dovrebbero aver dato una o due marce in più rispetto ai comuni mortali...
Convenzione Europea sui Diritti Umani, please... :D
pedantismo stile fallo di frustrazione per via della correzione precedente :D

Mi unisco al "non entro nella querelle", volevo solo sottolineare la forza di una frase, ed è partito un loop OT - scusate, ora mi attengo al topic e sto sul pezzo.


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DarioF
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » martedì 10 dicembre 2019, 18:56

Salve a tutti,

Lo sponsor non gradisce che il proprio marchio venga associato al doping ma credere che patron Paolo Fassa non ne fosse a conoscenza riesce difficile.
Se non avesse rilasciato ambigue dichiarazioni potrebbe cavarsela dando la colpa ai sottoposti, ma le parole e le azioni intraprese hanno un peso.
Dire che: “… nel 2003 ci eravamo attrezzati per questo obiettivo(Giro) …”, lascia poco spazio alla fantasia. O si riferiva alla collaborazione illegale del dott Marcos Maynar Marino, quindi sapeva e ha taciuto, oppure credeva di gestire un’utensileria.
Possiamo affermare che il servizio medico del Maynar ha avuto i suoi benefici. Nel 2003 é stato il team più vittorioso, 51 successi. Ne é valsa la pena …
Apro una breve parentesi: il dott Maynar non si presentò all’interrogatorio ma accettò di rispondere a un formulario scritto. Disse che aveva interrotto la collaborazione col team per una questione economica, non lo avevano pagato per quello che gli era stato promesso. Lavorava senza contratto e veniva pagato in «nero».
Di sicuro il problema soldi alla Fassa Bortolo era pressoché una costante. Se non vinci ti riduco lo stipendio, se ti ammali pure.
Chi aveva un contratto di immagine era costantemente sotto pressione.
Ma torniamo alle assurde dichiarazioni di patron Paolo Fassa: “Tutte le volte in cui abbiamo scoperto che qualche nostro corridore, per conto proprio, faceva delle cose non corrette, lo abbiamo eliminato”.
“Non posso fare nomi, ha concluso, ma ogni anno uno o due li abbiamo lasciati a casa per questa ragione”. Evviva la verità … difficilmente scopri che un atleta si dopa a fine stagione. A metà anno non hanno mai eliminato qualcuno, perché voleva dire continuare a pagare lo stipendio fino a fine anno. Anche se si dopavano ma vincevano se li teneva. E a conti fatti almeno 6-12 corridori facevano cose «per conto proprio».
Bella squadra !
Chissà perché nel ’03 non hanno sospeso i medici dopo che mi hanno mandato all’ospedale … !
Dire che: “… avete visto tutti la figuraccia di Aitor Gonzales al Terminillo …” emerge con forza che di rispetto per l’atleta e della fatica sportiva il Paolo Fassa non ne conosceva il significato.
Comunque, al patron Paolo Fassa non manca il coraggio. Spero che qualcuno gli abbia riferito cosa hanno dichiarato i giudici: “ … UNA PRATICA DEL DOPING DEGLI ATLETI ISTITUZIONALIZZATA E ORGANIZZATA DAI DIRIGENTI DEL TEAM FASSA BORTOLO …”. Chiedere il risarcimento danni a un atleta dopo quanto emerso dalle indagini francesi é una beffa.
Diceva anche: “La campagna di moralizzazione é servita” e ancora “il doping nella nostra squadra non é tollerato”.
Intendeva forse che nelle altre squadre lo era?
Per essere credibile e coerente a tutti i bei discorsi e non lasciare dubbi avrebbe dovuto chiedere i danni a Giancarlo Ferretti. Invece «cuor di leone» i danni li ha chiesti al sottoscritto.
Peccato per lui che ha perso.
Ma il signor Paolo Fassa ha le sue regole, il suo tribunale e probabilmente lui é il giudice.
Ha sette pistole, quattro fucili e sette guardie del corpo.
Paolo Fassa salta come un ragazzino quando un atleta gli regala trionfi. Quelli che non vincono invece andrebbero eliminati. Meno male che Paolo non ha un pulsante.
La Fassa Spa nella causa civile pretendeva che pubblicassi a mie spese sul quotidiano “Il Gazzettino” che ero stato condannato a tre mesi. Su quello volevano farsi belli al paesello.
Nell’immaginario collettivo lo sport é sinonimo di unione, etica e dedizione ma allora personaggi come Paolo Fassa e Ferretti non erano degni di fare parte di questo mondo.
Una volta lo sponsor era un «padre» e i corridori erano i suoi «figli», nel bene o nel male la fatica e la dedizione gli suscitavano emozioni, certo poi c’era il lato economico, ma veniva dopo.
Nella sentenza del processo di Treviso il giudice attestava: “… IN PARTICOLARE, NON PUO’ ESSERE TRASCURATO CHE LA MEDESIMA(FASSA BORTOLO) SI E’ AVVALSA DI UN DIRETTORE SPORTIVO, GIANCARLO FERRETTI, CON TRASCORSI NON PARTICOLARMENTE LIMPIDI …”.
Giancarlo Ferretti é stato osannato e riciclato al di fuori di ogni logica e controllo democratico. In nome dello sport e di forti interessi economici e politici ha continuato a gravitare in un mondo, quello sportivo, che per coerenza avrebbe dovuto allontanarlo.

Eppure il Ferretti, dimenticando le varie sentenze, in un’intervista del 5/2/18 si autocelebra dicendo: “Allora. Sono un imbecille, uno stupido, uno scemo, che dico: pratico quella cosa lì(doping) per vincere una corsa in più? E perdo lo sponsor?” “ … c’é qualcuno che le ha detto, o ha detto, che Ferretti mi dava questo o quell’altro? Non lo trova. Perché non c’é. Lo stesso Dario Frigo non ha mica detto che gliel’ho dato io. C’é stato un momento che lo ha detto, e poi é sparito. Lei sa dov’é Frigo? Non lo sa nessuno. Non so dov’é, é sparito.”
Eccomi ! Non sono sparito, pensavo che il «mercenario» ti tenesse informato sui miei spostamenti. Ho atteso pazientemente nell’ombra la fine delle questioni legali intraprese dalla Fassa e che le vostre bocche la smettessero di giocare a chi raccontava più bugie. Ferretti, io non ho mai dichiarato che tu mi hai dato sostanze dopanti, ci mancherebbe, quello lo hanno fatto i dottori che lavoravano per te. MA HO DICHIARATO CHE LE SOSTANZE LE HAI PAGATE TU COME HAI PAGATO IL MAYNAR. LA VERITÀ NON SI RITRATTA.
Se non ricordi quello che hai dichiarato trovi tutto agli atti a Chambery.
Riguardo all’imbecille, stupido e scemo i fatti parlano per te.
Anche per oggi basta.
Lasciamo che Ferretti si goda la vecchiaia portando a spasso i suoi cani … uno sono sicuro che si chiama Sansone … e a patron Fassa lasciamo una delle peggiori squadre della storia del ciclismo.

A presto.

NB I link relativi alle dichiarazioni sopracitate li trovate sulla pagina Facebook



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lanzillotta
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da lanzillotta » mercoledì 11 dicembre 2019, 0:33

Scopro solo adesso l'esistenza di questo post e la presenza di Dario Frigo sul Forum, non bazzico questa zona del forum, odio il doping e ancora di più parlarne.
Prima di commentare mi darò una lettura a tutto a partire dal primo intervento di Dario.


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Admin
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Admin » mercoledì 11 dicembre 2019, 11:40

Ieri sera ho fatto un breve videoeditoriale su quanto Dario sta condividendo con noi.

https://www.youtube.com/watch?v=hcw07kk3bNk


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

DarioF
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » mercoledì 11 dicembre 2019, 14:20

Admin ha scritto:
mercoledì 11 dicembre 2019, 11:40
Ieri sera ho fatto un breve videoeditoriale su quanto Dario sta condividendo con noi.
Grazie ...



Admin
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Admin » mercoledì 11 dicembre 2019, 15:35

Nel video faccio riferimento a questo corsivo che scrissi quel giorno: http://oldsite.cicloweb.it/articolo/200 ... -solo.html

Rileggendolo, noto il persistere di alcune ingenuità (oggi le riconosco come tali) che di lì a poco avrei spazzato definitivamente via dalla mia visione sul tema.


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

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lanzillotta
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da lanzillotta » mercoledì 11 dicembre 2019, 15:54

Admin ha scritto:
mercoledì 11 dicembre 2019, 11:40
Ieri sera ho fatto un breve videoeditoriale su quanto Dario sta condividendo con noi.

https://www.youtube.com/watch?v=hcw07kk3bNk
Ciao marco condivido il tuo pensiero su molte cose dette, il doping esiste anche oggi, in tutti gli sport. Io mi chiedo come mai in sport come calcio e basket americano in primis non ci siano mai casi di doping? Al massimo beccano quello che usa cocaina, eppure secondo me in quei 2 sport il doping gira anche più che nel ciclismo e nell'atletica. Sarà per una questione di interessi economici??


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Luca90
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Luca90 » mercoledì 11 dicembre 2019, 16:48

Bel video... cosa scrive Frigo l'avevo già letto... quello che è questa epoca probabilmente ne sapremo di più tra 15 20 anni...


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donchisciotte
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da donchisciotte » giovedì 12 dicembre 2019, 0:14

Lettura veramente interessante.
Anche su Pantani.


Verità e giustizia per Marco Pantani, una battaglia di civiltà.
Lasciamolo in pace un cazzo!

MaxUrsella
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da MaxUrsella » giovedì 12 dicembre 2019, 10:42

Interessante dibattito.

Credo che per fare una vera lotta al doping sia necessario estendere la colpa e le sanzioni ai dirigenti e manager.
Non credo sia possibile che un atleta superseguito riesca a fare qualcosa di nascosto.
Non credo che un ciclista riesca a gestire un traffico di sostanze illecite da solo.
Beccano un corridore positivo, lui paga come è giusto che sia ma facciamo pagare anche al manager.

Io sarei per cacciare dal mondo del ciclismo tutti i manager che si ritrovano atleti positivi e vedreste che pulizia.

Medici... la stessa cosa... Radiati dall'albo.
Il doping si può sconfiggere solo andando a colpire anche altre persone oltre ai corridori.

Approfitto per salutare Dario. Eravamo in squadra insieme da dilettanti al 2 anno.



Admin
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Admin » giovedì 12 dicembre 2019, 14:40

lanzillotta ha scritto:
mercoledì 11 dicembre 2019, 15:54

Ciao marco condivido il tuo pensiero su molte cose dette, il doping esiste anche oggi, in tutti gli sport. Io mi chiedo come mai in sport come calcio e basket americano in primis non ci siano mai casi di doping? Al massimo beccano quello che usa cocaina, eppure secondo me in quei 2 sport il doping gira anche più che nel ciclismo e nell'atletica. Sarà per una questione di interessi economici??
Marzullianamente, ti sei fatto una domanda e ti sei dato una risposta.
Oltre che per interessi economici, direi che quei due sport sono gestiti da gente che evidentemente capisce che non ha senso depauperare il proprio "giocattolo" minandone alle basi la credibilità.


Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali

donchisciotte
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da donchisciotte » giovedì 12 dicembre 2019, 19:34

Io non credo, Admin, che il depauperamento sia avvenuto ( solo) per insipienza.
Credo sia avvenuto perché non si verificasse quello di altri sport, più potenti.
Qualcosa bisognava pur dare in pasto quando sono usciti scandali a valanga: Scuola Ferrara, Acqua Acetosa, processo alla Juve ( dove i calciatori erano solo testimoni) ecc.
In certi casi, sono complottista, sì.


Verità e giustizia per Marco Pantani, una battaglia di civiltà.
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lanzillotta
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da lanzillotta » sabato 14 dicembre 2019, 12:50

DarioF ha scritto:
giovedì 21 novembre 2019, 8:01
Winter ha scritto:
mercoledì 20 novembre 2019, 20:55

nella tua carriera pro , hai conosciuto dei corridori puliti? Se si , puoi farci dei nomi?
Certo, tutti quelli che non sono stati beccati ...
Ciao Dario, cosa pensi degli atleti che giustificano i loro insuccessi con la classica espressione "io vado a pane e acqua"??


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DarioF
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » sabato 14 dicembre 2019, 15:20

lanzillotta ha scritto:
sabato 14 dicembre 2019, 12:50

Ciao Dario, cosa pensi degli atleti che giustificano i loro insuccessi con la classica espressione "io vado a pane e acqua"??
Ciao, ognuno può «dire» quello che vuole.



Ciclononno
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Ciclononno » sabato 14 dicembre 2019, 15:27

DarioF ha scritto:
giovedì 21 novembre 2019, 8:01
Winter ha scritto:
mercoledì 20 novembre 2019, 20:55

nella tua carriera pro , hai conosciuto dei corridori puliti? Se si , puoi farci dei nomi?
Certo, tutti quelli che non sono stati beccati ...
Buongiorno Dario. Prima di tutto vorrei farti i complimenti, era da tempo che mi chiedevo che fine avessi fatto e sono contento di sapere che stai bene, anche se naturalmente non ci conosciamo. Le tua testimonianza, il tuo poter camminare a testa alta, non possono che essere presi da esempio. Per questo e per altri motivi stai sicuro che non resterai solo se deciderai di continuare, come spero, con la pubblicazione dei tuoi molto ben scritti racconti di verità.

Un solo appunto in merito alla tua risposta qui sopra, mi pare un poco affrettata. E' vero che ci vogliono le prove ma si possono fare molti esempi di atleti (corridori ciclisti professionisti) mai trovati positivi ad un controllo sui quali difficilmente però si può mettere la mano sul fuoco. In sostanza, come sostieni apertamente anche tu dai tuoi scritti, il sistema "becca" chi vuole, non necessariamente tutti quelli non beccati erano puliti, anzi.
Sarebbe molto facile fare molti nomi ma non è ciò che mi interessa, come neppure chiedere a te.

Saluti e grazie ancora.




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