Sul caso Riccò

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Morris
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Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Morris » martedì 8 febbraio 2011, 16:38

Giorgio ha scritto:chiunque faccia un'autoemotrasfusione prendendo sangue dal proprio frigo è per me un incosciente
spero che i giornalisti abbiano esagerato in quell'articolo
Aldilà dei giudizi e della verità su questo ennesimo caso, una cosa è certa: la storia delle alchimie dal 1983 ad oggi, è piena di gente che s'è fatta iniettare, o s'è iniettata "roba", tenuta in frigorifero....


https://www.suiveur.it/interviste/quest ... zio-ricci/
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Bridge184
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Bridge184 » martedì 8 febbraio 2011, 16:49

34x27 ha scritto:
Bridge184 ha scritto:
Quando c'è un uomo che è stato in pericolo di vita solo poche ore prima e questo viene accusato di essersi fatto un'autoemotrasfusione sulla homepage del più grande quotidiano sportivo italiano... allora sì! in questo caso è colpa dei giornalisti!
Chi l'ha messo in pericolo di vita (ammesso che lo sia... non mi pare) io, te, un giornalista o lui stesso?
In questo momento nessuno lo sa per certo! Mi sembra assurdo che la Gazzetta possa prendersi questa libertà.



34x27
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da 34x27 » martedì 8 febbraio 2011, 16:51

Bridge184 ha scritto:
34x27 ha scritto:
Bridge184 ha scritto:
Quando c'è un uomo che è stato in pericolo di vita solo poche ore prima e questo viene accusato di essersi fatto un'autoemotrasfusione sulla homepage del più grande quotidiano sportivo italiano... allora sì! in questo caso è colpa dei giornalisti!
Chi l'ha messo in pericolo di vita (ammesso che lo sia... non mi pare) io, te, un giornalista o lui stesso?
In questo momento nessuno lo sa per certo! Mi sembra assurdo che la Gazzetta possa prendersi questa libertà.
Assurdo sarebbe scrivere una cosa così grave senza avere un MINIMO di certezza.
Vedremo...


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Slegar
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Slegar » martedì 8 febbraio 2011, 16:55

Per ora non dico nulla su Riccò, se non che sono amareggiato.
Morris ha scritto:
Giorgio ha scritto:chiunque faccia un'autoemotrasfusione prendendo sangue dal proprio frigo è per me un incosciente
spero che i giornalisti abbiano esagerato in quell'articolo
Aldilà dei giudizi e della verità su questo ennesimo caso, una cosa è certa: la storia delle alchimie dal 1983 ad oggi, è piena di gente che s'è fatta iniettare, o s'è iniettata "roba", tenuta in frigorifero....
Facciamo "conto tondo": 1980.
(proseguo con i puntini) ........ e non tutte le ciambelle riescono col buco.


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Principe

Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Principe » martedì 8 febbraio 2011, 16:57

Questa triste vicenda, almeno per la piega che sta prendendo, non fa che confermare che ci vuole la radiazione alla prima positività.




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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da cauz. » martedì 8 febbraio 2011, 16:59

Claudio82 ha scritto:Questa triste vicenda, almeno per la piega che sta prendendo, non fa che confermare che ci vuole la radiazione alla prima positività.
questa storia, in contrapposizione a tutte gli altri casi in cui i corridori sono rientrati dalle squalifiche senza incorrere in altri problemi con l'antidoping?


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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da danilodiluca87 » martedì 8 febbraio 2011, 17:02

caro amicoo 34X27 puoi dirmi perchè è ridicolo quello che ho dettoo????
forse non è vero che l'autotrasfusione è comunissimaa....mahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh :? :? :? :?


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Bridge184
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Bridge184 » martedì 8 febbraio 2011, 17:05

danilodiluca87 ha scritto:caro amicoo 34X27 puoi dirmi perchè è ridicolo quello che ho dettoo????
forse non è vero che l'autotrasfusione è comunissimaa....mahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh :? :? :? :?
Questo non vuole dire che non serve a nulla come hai scritto tu.



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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da 34x27 » martedì 8 febbraio 2011, 17:05

danilodiluca87 ha scritto:caro amicoo 34X27 puoi dirmi perchè è ridicolo quello che ho dettoo????
forse non è vero che l'autotrasfusione è comunissimaa....mahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh :? :? :? :?
No, tu hai scritto che non serve a nulla.

viewtopic.php?f=2&t=66#p2442


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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da danilodiluca87 » martedì 8 febbraio 2011, 17:16

34x27 ha scritto:
danilodiluca87 ha scritto:caro amicoo 34X27 puoi dirmi perchè è ridicolo quello che ho dettoo????
forse non è vero che l'autotrasfusione è comunissimaa....mahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh :? :? :? :?
No, tu hai scritto che non serve a nulla.

viewtopic.php?f=2&t=66#p2442
mmmm scusate in effetti avete ragione....comunque io penso che non sia niente di particolaree....
potenzialmente può anche essere sangue peggiore di quello che già hai....dipende da quello che ci metti dentro, se si è andati in alta montagnaa....
comunque si parla di passaporto biologico così perfetto e non riesce a far capire che ci sono queste pratiche così "amatoriali"....??????


Il KILLER di Spoltore

Principe

Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Principe » martedì 8 febbraio 2011, 17:20

cauz. ha scritto:
Claudio82 ha scritto:Questa triste vicenda, almeno per la piega che sta prendendo, non fa che confermare che ci vuole la radiazione alla prima positività.
questa storia, in contrapposizione a tutte gli altri casi in cui i corridori sono rientrati dalle squalifiche senza incorrere in altri problemi con l'antidoping?
Il fatto che non siano incorsi in altri problemi con l'antidoping non vuol dire niente. Anzi, vuol dire parecchio... Vatti a fare una chiacchierata con chi si occupa di tossicodipendenze e fatti spiegare quante volte ci si ricasca prima di uscirne definitivamente. Ok, non sarà la cosa ma è indicativo.



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elisamorbidona
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da elisamorbidona » martedì 8 febbraio 2011, 17:22

Claudio82 ha scritto:Questa triste vicenda, almeno per la piega che sta prendendo, non fa che confermare che ci vuole la radiazione alla prima positività.
in modo che far fuori un concorrente scomodo e/o seguito da un procuratore diverso diventi immensamente più facile ed immediato.
Naturalmente il provvedimento deve riguardare un solo sport che sappiamo perchè negli altri è inutile cercare, vero?
Aggiungiamo il fatto che nelle dirigenze dei vari enti sportivi circolano facilmente esercitando una certa influenza per usare un eufemismo, come in ogni altro ente del paese, personaggi molto vicini alla criminalità organizzata anche quella ormai endemica, e avremo un quadro preciso degli scenari aperti dal giustizialismo demagogico (e facilmente colluso) della radiazione alla prima positività



donchisciotte
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da donchisciotte » martedì 8 febbraio 2011, 18:11

1) Il medico non aveva obblighi di segreto.Il medico ha ricevuto una notizia di reato. Doveva comunicarla alla procura. Per Riccò non ci sono provvidenziali Tribunali dei ministri.
2) Non riesco a provare rabbia. Se le notizie sono vere e saranno confermate, mi appare un ragazzo privo di strumenti culturali, arrogante, approssimativo in tutto, che fa doping alla carlona nella scelta del medico dopatore e facendo da sé. Un gradasso d’argilla.
Ma penso sia veramente la punta “ cialtrona” di un iceberg.
Penso che correndo molti meno rischi di lui, con santoni preparati e potenti, l’iceberg non sia stato nemmeno scalfito: altri tipi di doping, trasfusioni con sangue non tenuto 25 giorni nel frigo di casa. Penso che Riccò abbia guardato gli altri e non abbia visto un campo di gigli.
Come sempre , come tutti i ciclisti, se tutto sarà confermato, Riccò pagherà pesantissimamente. Addio al ciclismo, un talento ( lo disse anche Sassi) bruciato e una vita che non mi sembra avviata verso il meglio.
Lo faranno a pezzi, pagherà la sua arroganza, la sua cialtroneria, il suo essere approssimativo. Pagherà tutto. Come sempre accade a un ciclista E SOLO A UN CICLISTA.
Il bastone, come sempre, non ha funzionato con Riccò che rischia o ha rischiato di pagare anche con la vita.
Mi sbagliavo, credevo che stavolta si fosse almeno fatto furbo come tanti, che prendesse meno rischi, almeno.
Eppure, come sempre, non penso che con la fine ciclistica di Riccò sia stato appagato il mio senso di giustizia. Non penso che il mondo o il ciclismo siano migliori. C’è qualcosa che, come sempre, mi lascia un’amarezza e un senso di giustizia incompiuta.
A un livello più alto di un ciclista, nessuno paga niente.
Auguro a Riccardino di riprendersi fisicamente e di saper trovare un senso nella sua vita futura, ha solo 27 anni. E’ un ciclismo più povero senza il talento di Riccò.


Verità e giustizia per Marco Pantani, una battaglia di civiltà.
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da eliacodogno » martedì 8 febbraio 2011, 18:19

donchisciotte ha scritto:1) Il medico non aveva obblighi di segreto.Il medico ha ricevuto una notizia di reato. Doveva comunicarla alla procura. Per Riccò non ci sono provvidenziali Tribunali dei ministri.
2) Non riesco a provare rabbia. Se le notizie sono vere e saranno confermate, mi appare un ragazzo privo di strumenti culturali, arrogante, approssimativo in tutto, che fa doping alla carlona nella scelta del medico dopatore e facendo da sé. Un gradasso d’argilla.
Ma penso sia veramente la punta “ cialtrona” di un iceberg.
Penso che correndo molti meno rischi di lui, con santoni preparati e potenti, l’iceberg non sia stato nemmeno scalfito: altri tipi di doping, trasfusioni con sangue non tenuto 25 giorni nel frigo di casa. Penso che Riccò abbia guardato gli altri e non abbia visto un campo di gigli.
Come sempre , come tutti i ciclisti, se tutto sarà confermato, Riccò pagherà pesantissimamente. Addio al ciclismo, un talento ( lo disse anche Sassi) bruciato e una vita che non mi sembra avviata verso il meglio.
Lo faranno a pezzi, pagherà la sua arroganza, la sua cialtroneria, il suo essere approssimativo. Pagherà tutto. Come sempre accade a un ciclista E SOLO A UN CICLISTA.
Il bastone, come sempre, non ha funzionato con Riccò che rischia o ha rischiato di pagare anche con la vita.
Mi sbagliavo, credevo che stavolta si fosse almeno fatto furbo come tanti, che prendesse meno rischi, almeno.
Eppure, come sempre, non penso che con la fine ciclistica di Riccò sia stato appagato il mio senso di giustizia. Non penso che il mondo o il ciclismo siano migliori. C’è qualcosa che, come sempre, mi lascia un’amarezza e un senso di giustizia incompiuta.
A un livello più alto di un ciclista, nessuno paga niente.
Auguro a Riccardino di riprendersi fisicamente e di saper trovare un senso nella sua vita futura, ha solo 27 anni. E’ un ciclismo più povero senza il talento di Riccò.
Complimenti. Questa è l'unica lettura obiettiva della vicenda. Purtroppo...


Se il tuo modo di lavorare è questo qui, compragli un casco a Sgarbozza e fallo fare a lui il Giro, perché io non lo faccio più (P.S.)

'Idea del Forum' per me non vuol dire assolutamente niente. (H.F.)

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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da 34x27 » martedì 8 febbraio 2011, 18:34

donchisciotte ha scritto:1) Il medico non aveva obblighi di segreto.Il medico ha ricevuto una notizia di reato.
Non ne sono sicurissimo, smentitemi pure, ma se non sbaglio si tratta solo di un "reato sportivo", cioè non contemplato dal codice civile/penale italiano; quindi non so fino a che punto il medico fosse "obbligato" a riferire tutto...


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nocciolo
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da nocciolo » martedì 8 febbraio 2011, 18:53

eliacodogno ha scritto:
donchisciotte ha scritto:1) Il medico non aveva obblighi di segreto.Il medico ha ricevuto una notizia di reato. Doveva comunicarla alla procura.
Che io sappia (vale per tutto il post) non esiste obbligo di denuncia, tranne per i reati contro la personalità dello stato, quelli che riguardano i sequestri di persona e altre amenita' come traffico d'armi, a meno che uno non sia un pubblico ufficiale. Nel caso di un medico pero' vige il segreto professionale, non solo non devo ma non posso neanche. Ve lo immaginate adesso il prossimo pallino che sbaglia qualcosa andare dal medico e non dire niente per paura, salvo poi lasciarci le penne perche' appunto non ha detto nulla? Sarebbe demenziale e credo che sia la razio per cui il segreto sia stato istituito.

N



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eliacodogno
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da eliacodogno » martedì 8 febbraio 2011, 19:07

A questo punto i discorsi di forma passano in secondo piano: si può procedere contro il medico-spia se ha sbagliato ma temo che questo non renda più leggera la posizione di Riccardo.


Se il tuo modo di lavorare è questo qui, compragli un casco a Sgarbozza e fallo fare a lui il Giro, perché io non lo faccio più (P.S.)

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donchisciotte
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da donchisciotte » martedì 8 febbraio 2011, 19:10

No, il medico è tenuto al sdegreto professionale salvo che non vi sia una giusta causa che faccia venir meno questo obbligo. E una giusta causa tipica è quando viene a conoscenza di una notizia di reato.


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schwoch83
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da schwoch83 » martedì 8 febbraio 2011, 19:12

ma infatti state dando una lettura del caso sbagliata per quanto riguarda il segreto professionale.

Per quanto è emerso, le dichiarazioni di Riccò al medico di Pavullo sono state inserite nel referto che lo stesso ha inviato all'ospedale di Modena.

Per cui il medico non ha violato alcun segreto professionale, dal momento che ai sensi dell'art. 9 delle norme deontologiche mediche, "Il medico deve mantenere il segreto su tutto ciò che gli è confidato o che può conoscere in ragione della sua professione; deve, altresì, conservare il massimo riserbo sulle prestazioni professionali effettuate o programmate, nel rispetto dei principi che garantiscano la tutela della riservatezza.

La rivelazione assume particolare gravità quando ne derivi profitto, proprio o altrui, o nocumento della persona o di altri.

Costituiscono giusta causa di rivelazione, oltre alle inderogabili ottemperanze a specifiche norme legislative (referti, denunce, notifiche e certificazioni obbligatorie):

a) - la richiesta o l’autorizzazione da parte della persona assistita o del suo legale rappresentante, previa specifica informazione sulle conseguenze o sull’opportunità o meno della rivelazione stessa;

b) - l’urgenza di salvaguardare la vita o la salute dell’interessato o di terzi, nel caso in cui l'interessato stesso non sia in grado di prestare il proprio consenso per impossibilità fisica, per incapacità di agire o per incapacità di intendere e di volere;

c)- l'urgenza di salvaguardare la vita o la salute di terzi, anche nel caso di diniego dell'interessato, ma previa autorizzazione del Garante per la protezione dei dati personali."

A quel punto la procura che sta indagando ha legalmente messo agli atti il referto medico.


ps: ho editato il messaggio...in un primo momento avevo messo la norma deontologica vecchia, ma comunque il senso non cambia ;)



Stasis 21
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Stasis 21 » martedì 8 febbraio 2011, 19:26

A me sembra perlomeno strano che un corridore come Riccò, visti anche i trascorsi dei familiari, tenga in casa propria, nel proprio frigorifero, per 25 giorni!, delle sacche di sangue. Ne sapremo (purtroppo) di più avanti, se la versione dovesse rimanere questa è chiaro che staremo parlando di un incosciente sotto tutti gli aspetti. Detto questo mi associo a chi spera si possa riprendere come uomo visto che le Chere dei media, a quanto pare, hanno già sforbiciato il filo della sua (eventuale?) carriera agonistica.
Certo è che una procura che indaga sui reati(sportivi poi) di un moribondo con questa celerità, deve avere del marcio dentro e alle spalle.



Fabioilpazzo
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Fabioilpazzo » martedì 8 febbraio 2011, 19:35

Ciuccio e presuntuoso, si dice dalle mie parti. E stupido. Perchè se con un doping così casereccio, rozzo e raffazzonato riusciva a conseguire quei risultati, vuol dire che veramente di talento ne ha buttato tanto, e le gambe per andar forte le aveva anche senza aiuti. Amen. Inutile pensare che che da qui la situazione migliori, non penso che un medico vada in giro a spifferare di una trasfusione così, perchè non ha altro da fare o per odio verso la categoria. Il fatto c'è, è grave. Ma ripeto, non è la seconda positività a farmi arrabbiare. Sarei un fesso altrimenti.



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Frejus
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Frejus » martedì 8 febbraio 2011, 20:53

Sono allibito.
Rita come al solito ha fatto un'ottima analisi della situazione, condivido al 100%.
Voglio solo riportare la fine del suo post:

Auguro a Riccardino di riprendersi fisicamente e di saper trovare un senso nella sua vita futura, ha solo 27 anni. E’ un ciclismo più povero senza il talento di Riccò.



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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da FofinhoCR7 » martedì 8 febbraio 2011, 20:58

A me sta storia dell' autoemotrasfusione convice assai poco:
- non posso credere che uno a cui hanno rotto i c _ _ _ _ _ _ _ per quattro aspirine tenute fuori dalla scatola, possa rischiarsi di tenere nel frigo di casa delle sacche di sangue;
- se, come dice l'articolo della gazzetta, lui stesso aveva dubbi sullo stato di conservazione del sangue, non posso certo credere che sia così idiota da iniettarselo comunque;
- sa di essere supercontrollato; come può pensare che non gli "becchino" in qualche modo una trasfusione, tra il resto fatta in modo così "artigianale";
- non sono espertissimo di queste pratiche, ma qualcosa ne so comunque: l'autoemotrasfusione consisterebbe nel prelevarsi una certa quantità di sangue in un periodo lontano dalle gare, dare poi all'organismo il tempo di "ricrearsi" in modo naturale il sangue prelevato e infine reiniettarsi il sangue precedentemente prelevato e conservato (o anche eventualmente "trattato") in prossimità dell'evento agonistico a cui si punta, in modo da avere a disposizione più sangue (o sangue più concentrato) e di conseguenza più globuli rossi per il trasporto d'ossigeno. E' un po' più scientifico ma a grosse linee funziona così. Ebbene, con questa premessa, perchè mai dovrebbe reiniettarsi il sangue a inizio febbraio?? Se mai dovesse rischiare una "mossa" del genere credo lo farebbe per un Giro d'Italia o, come ha fatto col cera, per un Tour de France, non certo per il Giro del Mediterraneo;
- non è da escludere (attenzione, ho detto che non è da escludere, non che è certamente così) che sfruttando il caso, il medico abbia fatto una sparata del genere per farsi un po' di pubblicità. Al giorno d'oggi mi aspetto di tutto.
Aspetto sviluppi sulla questione (mi auguro positivi) e per il momento non posso che fare gli auguri a Riccardo affinchè si riprenda al più presto. Poi si vedrà, ma se fosse vera una cosa del genere........ [meglio non aggiungere altro]



BlackRoseKing
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da BlackRoseKing » martedì 8 febbraio 2011, 21:06

Boh si io sono d'accordo e non sono d'accordo.
Cioè,d 'accordo, a me spiacerà non vederlo più perchè cmq faceva saltare la corsa..quindi ovvio, a chi non piace..
Però quando si parla di addio ad un talento, io non me la sento di spendere certe parole..premesso che non so quali siano al 2011 le vede dimensioni del doping tra i professionisti, sino a prova contraria Riccò ha sfoderato si grandi prestazioni, ma anche grandi prestazioni dopanti, chi può dire con certezza se le sue prestazioni fossero frutto del suo talento cristallino, o di un dopaggio costante?
Non lo so, certo dispiace, se tutto ciò è vero, a me Riccò resta simpatico, io non l'ho mai trovato arrogante, un po folkloristico magari :D
Io sono cmq contro la radiazione, e non perchè non sia la cosa giusta, forse lo è in effetti, ma perchè non ha senso che in un ciclismo dove ci sono stati casi come la Telecom, la Festina, la stessa Saunier ai bei tempi, ancora si voglia pensare di risolvere tutto facendo del ciclista l'unico capro espiatorio..suvvia..e i DS? Riis a capo delle (Ex) squadra più forte del circuito? I medici?
Per me, ipocrisia allo stato puro..Forza cmq Riccardo, che possa riprendersi in fretta..



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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da superalvi » martedì 8 febbraio 2011, 21:17

Morris ha scritto:
Giorgio ha scritto:chiunque faccia un'autoemotrasfusione prendendo sangue dal proprio frigo è per me un incosciente
spero che i giornalisti abbiano esagerato in quell'articolo
Aldilà dei giudizi e della verità su questo ennesimo caso, una cosa è certa: la storia delle alchimie dal 1983 ad oggi, è piena di gente che s'è fatta iniettare, o s'è iniettata "roba", tenuta in frigorifero....
potresti citarne alcuni anche a noi più giovani, grazie



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Subsonico
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Subsonico » martedì 8 febbraio 2011, 22:01

FofinhoCR7 ha scritto:A me sta storia dell' autoemotrasfusione convice assai poco:
- non posso credere che uno a cui hanno rotto i c _ _ _ _ _ _ _ per quattro aspirine tenute fuori dalla scatola, possa rischiarsi di tenere nel frigo di casa delle sacche di sangue;

fattore umano. Ovvero, se uno è incosciente..c'è poco da fare.

Su Riccò ho sempre avuto un opinione pessima. Mi pare di aver scritto anche sul vecchio forum, che per essere dei veri campioni, bisogna esserlo nella testa, oltre che nelle gambe, e Riccò lo è solo nelle gambe. Oggi ne ho avuto la conferma. Amen.


VINCITORE DEL FANTATOUR 2016 SUL CAMPO: certe fantaclassifiche verranno riscritte...

"Stufano è un Peter Sagan che ha smesso di sognare (E.Vittone) "

Principe

Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Principe » martedì 8 febbraio 2011, 22:03

Frejus ha scritto:Sono allibito.
Rita come al solito ha fatto un'ottima analisi della situazione, condivido al 100%.
Voglio solo riportare la fine del suo post:

Auguro a Riccardino di riprendersi fisicamente e di saper trovare un senso nella sua vita futura, ha solo 27 anni. E’ un ciclismo più povero senza il talento di Riccò.
Gli auguri sono assolutamente condivisibili. Mi permetto di far notare che forse è anche un ciclismo un pò più pulito senza Riccò.



dietzen
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da dietzen » martedì 8 febbraio 2011, 22:06

boh, ma perchè uno dovrebbe farsi una trasfusione a inizio febbraio?


Di Rocco non è il mio presidente

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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Morris » martedì 8 febbraio 2011, 22:08

FofinhoCR7 ha scritto: - non sono espertissimo di queste pratiche, ma qualcosa ne so comunque: l'autoemotrasfusione consisterebbe nel prelevarsi una certa quantità di sangue in un periodo lontano dalle gare, dare poi all'organismo il tempo di "ricrearsi" in modo naturale il sangue prelevato e infine reiniettarsi il sangue precedentemente prelevato e conservato (o anche eventualmente "trattato") in prossimità dell'evento agonistico a cui si punta, in modo da avere a disposizione più sangue (o sangue più concentrato) e di conseguenza più globuli rossi per il trasporto d'ossigeno. E' un po' più scientifico ma a grosse linee funziona così. Ebbene, con questa premessa, perchè mai dovrebbe reiniettarsi il sangue a inizio febbraio?? Se mai dovesse rischiare una "mossa" del genere credo lo farebbe per un Giro d'Italia o, come ha fatto col cera, per un Tour de France, non certo per il Giro del Mediterraneo;
Invece è tutto in sincronia, ed è spiegabile con chi non si può permettere il doping ultrarivoluzionario di squadroni che hanno investito in questa direzione, facendo passare il tutto, come un capitolo di spesa per l’antidoping (il bello è che certi giornalisti l’hanno pure creduto!).
Quello che tu dici non tiene conto di un aspetto nuovo dell’antidoping: il passaporto biologico.
Cos’è questi se non un insieme di parametri, suoi quali devi stare, per non farti pizzicare o fermare? Bene, come tutte le cose però, anche questo passaporto ha un suo inizio che fa strada, o meglio, stabilisce quantità, equilibri ecc. Ed allora, come avveniva un tempo per il certificato che stabiliva che l’atleta “Ics” aveva l’ematocrito naturalmente alto, dove il soggetto e chi gli stava accanto, medici in primis, facevano (soprattutto quando l’atleta era ancora in età decisamente tenera) delle vere e proprie “addizioni”, per trasformare la finzione in una realtà credibile, oggi, con questo nuovo parametro, insiste la medesima necessità di alterare i valori all’insù. In sostanza, si deve lavorare affinché i parametri da far considerare come fisiologici nel soggetto, siano i più ampi possibili e costanti durante l’anno. Quindi, parlando di valori finti, questo trucco deve essere fatto in continuazione. Ma non è finita, perché all’interno di questa ricerca che, ad esempio, l’autoemotrasfusione consente, il soggetto ha bisogno di sostanze che arricchiscano, ma che non lascino tracce su altri versanti dell’antidoping, ovvero un normale controllo, quindi, anche qui, c’è la necessità di aggiungere doping su doping per dare un risultato di negatività. Che la salute ci guadagni in tutto questo è da cretini, ma è il prezzo da pagare, se non si possiedono altri modi per doparsi, in una sotterranea, ma esistente, legge dell’eguaglianza. Morale: senza entrare nel contesto del caso, ovvero se Riccò se la sia realmente fatta quella autoemotrasfusione, se era solo quando se l’è fatta e se era stata confezionata bene, quel che è certo è che col passaporto biologico unito al resto, il bisogno di assumere è raddoppiato. Altresì, sono raddoppiati i rischi immediati sulla salute, specie per chi non può fare quello che possono garantire i milioni di euro di un team, o quelli personali (visto che un tipo li ha spesi....). In altre parole, la via verso infarti, blocchi renali, embolie, ictus, leucemie fulminanti ecc, in piena carriera, è divenuta assai più larga. C’erano meno rischi col limite dell’ematocrito al 50%? Paradossalmente sì!
Purtroppo il discorso sul doping, giunge sempre allo stesso punto: è battibile? Per me, e da anni ed anni lo penso, no! Di sicuro questo antidoping, che muove danaro a iosa, tanto ormai quanto il doping, non è credibile.


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Subsonico
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Subsonico » martedì 8 febbraio 2011, 22:13

dietzen ha scritto:boh, ma perchè uno dovrebbe farsi una trasfusione a inizio febbraio?
fattore umano ;)

comunque è anche vero che fino ad ora ha parlato il medico e non riccò...ma difficile, a questo punto, credere che sia tutta una bufala..
gli avran fatto poi delle analisi, all'ospedale, per verificare che effetivamente la causa sia quella.


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Morris
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Morris » martedì 8 febbraio 2011, 22:19

superalvi ha scritto: potresti citarne alcuni anche a noi più giovani, grazie
Dal 1980, come giustamente ha scritto Slegar, più o meno l'anno in cui l'eritropietina fu scoperta come un doping rivoluzionario (i nordici dello sci, furono i primi, ed a questi si ispirò Conconi....), le emotrasfusioni, le autoemotrasfusioni e l'epo iniettata in endovena, sono diventate una costante dello sport. Fare nomi significa scrivere fino a domattina, e non basterebbe, anche con la velocità di un Concorde. Ho scritto sopra 1983, perchè in quell'autunno, nel ciclismo, vi furono le prime trasfusioni, allora legali, su Moser. Obiettivo: la preparazione per il tentativo al record dell'ora.

Ciao!


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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg » martedì 8 febbraio 2011, 22:29

danilodiluca87 ha scritto:
34x27 ha scritto:
danilodiluca87 ha scritto:caro amicoo 34X27 puoi dirmi perchè è ridicolo quello che ho dettoo????
forse non è vero che l'autotrasfusione è comunissimaa....mahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh :? :? :? :?
No, tu hai scritto che non serve a nulla.

viewtopic.php?f=2&t=66#p2442
potenzialmente può anche essere sangue peggiore di quello che già hai....
ed è questa la cosa più drammatica. A me dispiace veramente tanto che un ragazzo rischi la vita dopo essersi iniettato del sangue tenuto 25 giorni in un frigo (ammesso che siano vere le dichiarazioni del medico di Pavullo, sia chiaro!). Io non troverei mai la scelleratezza di fare una cosa del genere da solo senza l'ausilio di un medico.


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mestatore
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da mestatore » martedì 8 febbraio 2011, 23:20

condivido quanto lucidamente scritto da donchi, veramente ben detto.
bravissima donchi
anche io ritengo che il problema sia il milieu culturale, la gradassagine invincibile...

segnalo a tutti gli studenti di legge e agli affermati principi del foro che un medico è tenuto all' obbligo di referto quando lavoro in un pronto soccorso di un ospedale pubblico.
l' emissione di una prognosi riservata è un referto che viene fatto in triplice copia , proprio poichè una di queste viene inviato all' autorità giudiziaria.
un medico che lavora in un dea di un ospedale pubblico è un esercente di pubblico servizio e ha degli obblighi precisi.
tutto questo non centra niente con il codice deontologico ed il segreto professionale. serve a proteggere le vittime di violenza, i minori, persino gli imbecilli che si fanno male da soli, ubriachi e fatti mentre guidano e per proteggere le eventuali vittime della reiterazione di un simile comportamento.

io non voglio emettere alcuna sentenza nei confronti di riccardo, pero' molti in gruppo nel suo caso apertamente parlavano di un pentimento non sincero, cosa che non è avvenuta per molti altri corridori, o almeno non con tale evidenza.

segnalo ancora una volta che il doping , per me, prima ancora che un fatto eticoe regolamentare è un problema sanitario e di tutela della salute degli atleti.

continuo a pensare che il passaporto biologico se bene usato sia una buona cosa. deve essere messo a punto e migliorato.
è un deterrenteed un indicatore, non deve essere utilizzato per emettere squalifiche.
al massimo che i corridori vengano fermati per tutele della salute, come avveniva ai tempi del 50%
magari per 6 mesi.
costringe chi vuole doparsi a pratiche difficili e costose oppure meno efficaci , le microdosi.
se poi uno , è così pirla da iniettarsi sangue trattato e conservato in maniera inadeguata, non è certo colpa delle regole.
niente puo' fermare chi è disposto a tutto, senza furbizia e buon senso.

auguro a ricco' di rimettersi., dui tutto cuore,.
a me non ha mai divertito, neppure da dilettante e non credo sia un così grande talento. troppe ombre, troppa insolenza.
rispetto il giudizio tecnico di chi è competente molto piu' di me, come morris e prof.
a me, continua a non piacere.
poi, davvero, che stia bene, ha 27 anni e un figlio


non sono ciclisti, la fatuita' delle loro vite mi sciocca- T. Krabbe', la corsa.

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elisamorbidona
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da elisamorbidona » martedì 8 febbraio 2011, 23:56

farei però notare che il medico del PS deve mettere a referto ciò che obiettivamente e con buon grado di certezza rileva ad un primo esame del paziente. Può mettere ipotesi diagnostiche quando queste abbiano un riscontro nei dati di laboratorio rilevati, che di certo non sono andati a cercare l'autoemotrasfusione.
Se il paziente, colto da un momento di panico asserisce di aver mangiato cetrioli avariati, il medico fa la diagnosi di gastroenterite da certrioli avariati o prima va a cercare cause organiche o batteriche comunque precise e obiettivamente documentabili? Da quando in qua l'affermazione di un "paziente in stato di shock" diventa la diagnosi da non omettere assolutamente in un referto in triplice copia da passare all'autorità giudiziaria? Non mi pare che sia notizia di reato civile la detenzione di sangue proprio nel proprio frigorifero...la realtà è che in qualunque altro caso l'affermazione del paziente sarebbe entrata da un orecchio e uscita dall'altro, il problema vero era risolvere il blocco renale e capire se la causa fosse in qualche modo legata a patologie organiche ancora non emerse. In questo caso è apparso il miraggio dell'occasione della vita e allora la confidenza del paziente preso dal panico diventa ipotesi diagnostica di indubbia rilevanza. Ripeto: vorrei capire se si fosse trattato del calciatore di turno in chiara e facilmente osservabile e documentabile crisi da cocaina se le ipotesi diagnostiche non sarebbero diventate immediatamente vaghe e fumose. Come sempre due pesi e due misure.

Tutto ciò al di là ogni possibile giudizio nei confronti di RIccò, personalmente aspetto di capire bene la storia anche se il discorso dell'autoemotrasfusione, secondo me comunque associato ad un episodio acuto dovuto ad altro, può anche stare in piedi, quantunque il comportamento del corridore parrebbe di una temerarietà troppo impressionante (c'è ancora in piedi la pratica Cobra-Red per cui ti hanno sequestrato gli ansiolitici rovistandoti nei cassetti, e tieni in frigo una sacca di sangue per un mese????) per essere vera. Parrebbe ma effettivamente la psiche umana è qualcosa di insondabile...



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nemecsek
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da nemecsek » mercoledì 9 febbraio 2011, 1:28

elisamorbidona ha scritto:farei però notare che il medico del PS deve mettere a referto ciò che obiettivamente e con buon grado di certezza rileva ad un primo esame del paziente. Può mettere ipotesi diagnostiche quando queste abbiano un riscontro nei dati di laboratorio rilevati, che di certo non sono andati a cercare l'autoemotrasfusione.
Se il paziente, colto da un momento di panico asserisce di aver mangiato cetrioli avariati, il medico fa la diagnosi di gastroenterite da certrioli avariati o prima va a cercare cause organiche o batteriche comunque precise e obiettivamente documentabili? Da quando in qua l'affermazione di un "paziente in stato di shock" diventa la diagnosi da non omettere assolutamente in un referto in triplice copia da passare all'autorità giudiziaria? Non mi pare che sia notizia di reato civile la detenzione di sangue proprio nel proprio frigorifero...la realtà è che in qualunque altro caso l'affermazione del paziente sarebbe entrata da un orecchio e uscita dall'altro, il problema vero era risolvere il blocco renale e capire se la causa fosse in qualche modo legata a patologie organiche ancora non emerse. In questo caso è apparso il miraggio dell'occasione della vita e allora la confidenza del paziente preso dal panico diventa ipotesi diagnostica di indubbia rilevanza. Ripeto: vorrei capire se si fosse trattato del calciatore di turno in chiara e facilmente osservabile e documentabile crisi da cocaina se le ipotesi diagnostiche non sarebbero diventate immediatamente vaghe e fumose. Come sempre due pesi e due misure.

Tutto ciò al di là ogni possibile giudizio nei confronti di RIccò, personalmente aspetto di capire bene la storia anche se il discorso dell'autoemotrasfusione, secondo me comunque associato ad un episodio acuto dovuto ad altro, può anche stare in piedi, quantunque il comportamento del corridore parrebbe di una temerarietà troppo impressionante (c'è ancora in piedi la pratica Cobra-Red per cui ti hanno sequestrato gli ansiolitici rovistandoti nei cassetti, e tieni in frigo una sacca di sangue per un mese????) per essere vera. Parrebbe ma effettivamente la psiche umana è qualcosa di insondabile...

Informo che:

Il doping è reato penale

Il medico di pronto soccorso nell'esercizio delle sue funzioni assume la qualifica di incaricato di pubblico servizio, quindi è tenuto ad informare l' autorità giudiziaria

L' autodenuncia dell' autotrasfusione in fase di anamnesi fortunatamente non è entrata da un orecchio e uscita dall'altro, in quanto funzionale alla diagnosi e alla terapia

Tra le varie ipotesi ci può essere l indigestione di cetrioli avariati e quella di pratiche dopanti, con i dati a disposizione e con un minimo di onestà intellettuale ognuno potrà farsi idea di quella più probabile

Cordalità


A volte il dito indica proprio il dito, non la luna.
Dopo Campiglio qualcuno ha abbandonato il ciclismo, qualcun altro ha ripreso a seguirlo.
I veri campioni erano quelli che dicevano no [Winter]

schwoch83
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da schwoch83 » mercoledì 9 febbraio 2011, 1:29

mestatore ha scritto:
segnalo a tutti gli studenti di legge e agli affermati principi del foro che un medico è tenuto all' obbligo di referto quando lavoro in un pronto soccorso di un ospedale pubblico.
l' emissione di una prognosi riservata è un referto che viene fatto in triplice copia , proprio poichè una di queste viene inviato all' autorità giudiziaria.
un medico che lavora in un dea di un ospedale pubblico è un esercente di pubblico servizio e ha degli obblighi precisi.
tutto questo non centra niente con il codice deontologico ed il segreto professionale. serve a proteggere le vittime di violenza, i minori, persino gli imbecilli che si fanno male da soli, ubriachi e fatti mentre guidano e per proteggere le eventuali vittime della reiterazione di un simile comportamento.
questo passaggio dimostra che non hai capito bene quello che ho scritto...o forse non lo hai letto con attenzione (magari la prossima volta se risparmi il sarcasmo verso chi, come me, lavora in questo campo, è meglio...): ho detto le tue stesse cose ;)

Io ho appunto citato le norme deontologiche per rispondere a chi diceva che il medico dell'ospedale era tenuto al segreto professionale. Ho scritto che Il segreto professionale (che è previsto appunto dalle norme deontologiche a cui poi il c.p. fa riferimento) non vale per i casi in cui il medico è tenuto per legge a dare comunicazione dello stato del paziente, come appunto nel caso del referto.

Poi presumevo (e presumo tuttora) che tutti sapessero cosa sia un referto...pertanto non ho spiegato oltre; mi sono limitato a dire che parlando di segreto professionale si è fuori strada, non è una fattispecie applicabile al caso in esame.

(spero di essere stato più chiaro adesso ;) )

Per elisamorbidona: il medico deve mettere a referto le dichiarazioni del paziente, la diagnosi è un'altra cosa; cioè lui aveva il dovere di mettere nel referto quello che gli ha detto Riccò...poi la verità può essere anche un'altra, è anche possibile (sparo a caso) che lui si sia fatto le trasfusioni e il blocco renale non c'entri niente con queste...o che abbia parlato di trasfusioni per non dire che ha preso di nuovo il c.e.r.a., o che era sotto shock e parlava a vanvera. Ti ripeto: un conto è affermare le cause che hanno portato al blocco renale (cosa che per quanto sappiamo il medico non ha fatto, non avendone gli strumenti), un altro è riportare quello che ti dice il paziente (ed è una cosa che il medico deve fare in un referto) ;)



mestatore
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da mestatore » mercoledì 9 febbraio 2011, 1:49

cara elisa,
sono un poco sorpreso : il problema appare il comportamento del medico e non quello del ciclista.
ti segnalo che la clinica di una grave reazione trasfusionale immediata associata all' anamnesi positiva per una trasfusione ( oltretutto fai da te,) in un soggetto sano che il pomeriggio si era allenato regolarmente non è assolutamente paragonabili alla pur sgradevole ingestione di cetrioli avariati ed esistono poche condizioni che possono determinare quadri clinici ad insorgenza così acuta e drammatica . non certo un attacco influenzale,tanto per intenderci.
nel caso di reazioni trasfusionali precoci, si sta parlando di eventi che possano portare a morte il paziente in un ospedale bene attrezzato e mi riferisco ad una verosimile reazione emolitica intravasale, con febbre alta , brivido, alterazioni comportamentali, oliguria fino al danno renale, oppure uno shock settico, assolutamente possibile per sangue conservato e trasfuso in condizioni igieniche inadeguate, oppure reazione allergica , dal momento che il sangue poteva anche non essere quello del cobra per un errore, oppure le cose associate, anche se le prime 2 ipotesi appaiono piu' probabili.
i dati clinici in questi casi sono molto evidenti e gli esami ematici pure. non esistono farmaci specifici , come il narcan per l' overdose, non esistono antidoti, ma è necessaria un intensità di cure molto elevata , con supporto di tipo rianimatorio, come è stato fatto.
difficile sbagliare questa diagnosi, se il paziente non conta balle ( chissa'poi perchè dovrebbe contarle, una volta che si e' reso conto lui, o chi gli vuol bene, che si gioca la ghirba)

aggiungo che tante sono le ipotesi causali possibili: la cattiva conservazone dell' emoderivato, le condizioni igieniche , anche lo scambio di sacca,. qualcuno quel sangue lo avrà prelevato e preparato e di sicuro non lo faceva solo a ricco', sarebbe troppo antieconomico. quindi , potrebbe aver scambiato la sacca del cobra con quella di qualcun altro ( sicuramente calciatore o tennista, così siamo tutti piu' contenti) che si rivolgeva a lui per lo stesso motivo. pensa, sbagliamo negli ospedali dove le procedure sono rigorosissime , credo possa anche succedere in u organizzazione fai da te...

il medico nel referto di prognosi riservata deve scrivere l' ipotesi diagnostica piu' probabile, da cosa è affetto ilpaziente e non puo' tacere in particolare se si tratta di notizie che interessano eventualmente l' autorità giudiziaria.

non mi piace neppure molto la contrapposizione tra il doping del povero ricco' con quello dei ricchi anglofoni amici di mcquaid. stiamo parlando di un povero con un ingaggio a sei cifre in euro, che milita in un team pt , uno dei favoriti per il giro d' italia, uno dei top riders, mica di un poveraccio dell' est che milita in una continental che fa un programma di gran fondo...in italia, da conconi in poi , nel campo del doping non siamo secondi a nessuno. insomma un po di rispetto per i nostri stregoni, il dottor maserati, cecco e tanti altri mica sono rossocrociati....

poi , ripeto , auguri a ricco' come a qualunque altro uomo in pericolo, ma che debba ancora fare il ciclista professionista non so...
poi, non so cosa abbia detto e fatto il ragazzo di formigine, ma non sarei sorpreso se , una volta rimessosi , smentisse di aver fatto riferimento, nel momento del pericolo, quando l' informazione poteva salvargli la pelle, ad una trasfusione.
in fondo non sarebbe la prima volta che ricco' cambia versione, fa piroette, poi ammette anzi no e vi frega tutti.
in fondo non sarebbe neppure il primo e ultimo ciclista a fare così.

io non gli ho mai creduto, da dilettante , da neopro, da grande speranza nuovo pantani, e neppure ora , da uomo redento gli davo fiducia .
troppo gradasso, troppo insolente, troppo poco furbo ( o intelligente, che talvolta sono la stessa cosa).

auguri a lui, poi, quando la verità emergerà, potremo accapigliarci, se ce ne resta la voglia.

ciao
mesty


non sono ciclisti, la fatuita' delle loro vite mi sciocca- T. Krabbe', la corsa.

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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da mestatore » mercoledì 9 febbraio 2011, 1:58

schwoch83 ha scritto:
mestatore ha scritto:
segnalo a tutti gli studenti di legge e agli affermati principi del foro che un medico è tenuto all' obbligo di referto quando lavoro in un pronto soccorso di un ospedale pubblico.
l' emissione di una prognosi riservata è un referto che viene fatto in triplice copia , proprio poichè una di queste viene inviato all' autorità giudiziaria.
un medico che lavora in un dea di un ospedale pubblico è un esercente di pubblico servizio e ha degli obblighi precisi.
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questo passaggio dimostra che non hai capito bene quello che ho scritto...o forse non lo hai letto con attenzione (magari la prossima volta se risparmi il sarcasmo verso chi, come me, lavora in questo campo, è meglio...): ho detto le tue stesse cose ;)

Io ho appunto citato le norme deontologiche per rispondere a chi diceva che il medico dell'ospedale era tenuto al segreto professionale. Ho scritto che Il segreto professionale (che è previsto appunto dalle norme deontologiche a cui poi il c.p. fa riferimento) non vale per i casi in cui il medico è tenuto per legge a dare comunicazione dello stato del paziente, come appunto nel caso del referto.

Poi presumevo (e presumo tuttora) che tutti sapessero cosa sia un referto...pertanto non ho spiegato oltre; mi sono limitato a dire che parlando di segreto professionale si è fuori strada, non è una fattispecie applicabile al caso in esame.

(spero di essere stato più chiaro adesso ;) )

Per elisamorbidona: il medico deve mettere a referto le dichiarazioni del paziente, la diagnosi è un'altra cosa; cioè lui aveva il dovere di mettere nel referto quello che gli ha detto Riccò...poi la verità può essere anche un'altra, è anche possibile (sparo a caso) che lui si sia fatto le trasfusioni e il blocco renale non c'entri niente con queste...o che abbia parlato di trasfusioni per non dire che ha preso di nuovo il c.e.r.a., o che era sotto shock e parlava a vanvera. Ti ripeto: un conto è affermare le cause che hanno portato al blocco renale (cosa che per quanto sappiamo il medico non ha fatto, non avendone gli strumenti), un altro è riportare quello che ti dice il paziente (ed è una cosa che il medico deve fare in un referto) ;)
ti chiedo scusa , non mi riferivo in particolare a te , anche se ora capisco meglio quello che volevi dire ( che è la stessa cosa che dicevo io :mrgreen: )
ripeto, che , se le informazioni che abbiamo sono corrette, la diagnosi non è di certezza, ma nel caso di una reazione trasfusionale è altamente probabile.
e' anche possibile che la particolare gravità del quadro possa essere dovuta al fatto che il corridore abbia portato a termimene la trasfusione, anzichè sospenderla immediatamente, comne si fa nel caso di reazoni avverse anche lievi.
ciao
mesty


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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da elisamorbidona » mercoledì 9 febbraio 2011, 10:11

il discorsco dei cetrioli avariati era per dire che nelle ipotesi diagnostiche non si può prendere per oro colato quello che dice il paziente "in evidente stato di shock", quando si tratta di stilare un documento ufficiale come un referto va omesso tutto ciò che non è obiettivamente ancora non riscontrabile con certezza. La cura prestato al momento poi è tutta, ma tutta una altra cosa.
Altrimenti come mai per tutti i grandi nomi dello sport finiti al PS. per evidenti errori di dosaggio farmacologico dopante non è nai stata aperta alcuna indagine? Perchè una cosa è la cura prestata al momento, tutta una altra cosa ciò che viene messo a referto, visto che in assenza di dati diagnostici certi il medico l'ipotesi doping non la mette a referto. La cura ematologica intensiva va applicata ugualmente in quei casi, che si tratti di reazione ad autotrasfosione o ad altro, lasciando che siano altri, in possesso di un quadro più generale e completo, aad azzardare ipotesi, soprattutto quella della diagnosi-doping.n Logico che a voce poi è chiaro che all'ematologo o al nefrologo o all'immunologo che sia riferisci quando "confessato" dal paziente.
Non ho parlato di RIccò, ho solo parlato del medico che ha messo a referto una confessione di doping sostituendosi al magistrato e cogliendo al volo una splendida occasione di avanzamento di carriera.
Il medico non deve dare notizia di reato quando il reato è evidentemente sotto i suoi occhi, non è un investigatore privato il medico del PS, altrimenti dove andremmo a finire?



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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Laura Grazioli » mercoledì 9 febbraio 2011, 10:38

Elisa io capisco tutto, ma Mesty è un medico e forse ste cose sui medici lui le sa meglio di noi no?... Se ha detto che quando c'è ipotesi di reato (e il doping lo è) il medico lo deve mettere in referto perchè dici che non è vero?


Un uomo comincerà a comportarsi in maniera ragionevole solo quando avrà esaurito ogni altra possibile soluzione

Strong
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Strong » mercoledì 9 febbraio 2011, 12:18

Laura Grazioli ha scritto:Elisa io capisco tutto, ma Mesty è un medico e forse ste cose sui medici lui le sa meglio di noi no?... Se ha detto che quando c'è ipotesi di reato (e il doping lo è) il medico lo deve mettere in referto perchè dici che non è vero?
Scusate se mi intrometto ma ho l'impressione che si stia girando un pò attorno alla questione.
Non penso che il punto sia che non deve esser messa a referto la "confessione" di riccò al medico ma piuttosto è
capire come mai i media sapevano già tutto.
Forse la terza copia del referto deve essere inviata per legge alla Gazzetta dello Sport?

Perchè i medici dell'ospedale (soggetti a segreto professionale) hanno "venduto" l'ultim'ora ai media?


i fondamentalisti del ciclismo e gli ultras dei ciclisti sono il male di questo sport.

Strong
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Strong » mercoledì 9 febbraio 2011, 12:34

a conferma di quanto appena scritto:

http://www.cicloweb.it/articolo/2011/02 ... ione-sara-

"......Intanto dal Coni l'Ufficio di Procura Antidoping ha già comunicato che, «sulla base delle notizie apparse sulla stampa, ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del ciclista»."

praticamente la denuncia è venuta dalla stampa. per me è assurda questa cosa!


i fondamentalisti del ciclismo e gli ultras dei ciclisti sono il male di questo sport.

schwoch83
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da schwoch83 » mercoledì 9 febbraio 2011, 12:49

Anche qui mi sento di assolvere i medici...il referto certamente sarà stato mandato alla procura e lì una talpa (come accade sempre) li avrà dati alla stampa.

Poi sul potere dei media nelle indagini sfondi una porta aperta con me...in Italia gli atti della magistratura arrivano sempre alla stampa immediatamente...a me fece impressione quando spuntarono i filmati di Rebellin che erano atti d'indagine (peraltro non ammessi!), ma voglio dire cambiando ambito anche calciopoli finì immediatamente in pasto alla stampa (bruciando anche parte dell'indagine che si basava sull'effetto sorpresa), idem gli sviluppi del caso Ruby di questi giorni, e di tutte le inchieste dei nostri giorni.

Ma mi sa che stiamo andando un pò OT: mi sembra che il caso Riccò, se confermato, apre panoramiche più rilevanti per il nostro sport.

La mia impressione (da non esperto in materia di doping) è che tutti questi controlli a sorpresa, obblighi di rintracciabilità, ecc., piuttosto che scoraggiare il doping, spingano il corridore a inventare forme particolari di doping pericolosissime.
Cioè signori, qui (se confermato) c'è un ragazzo che, pur di sfuggire all'antidoping e alle procure che possibilmente lo avrebbero beccato se andava da qualche medico, arriva a tenere il sangue nel frigo di casa propria (follia pura!)...fare una cosa del genere senza assistenza di un medico, senza controlli, è rischiosissimo...ci stava rimettendo la vita, è la dimostrazione che col doping (soprattutto artigianale) ci si può restare secchi.

Ripeto...se è vero quello che sta emergendo, Riccò poteva morire di doping...ed è una cosa che dovrebbe farci riflettere tutti.



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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Admin » mercoledì 9 febbraio 2011, 13:23

Strong ha scritto: Forse la terza copia del referto deve essere inviata per legge alla Gazzetta dello Sport?
Hahahahahahah bellissima questa. Comunque ci sarà senz'altro una spiegazione valida.

Seguo con grande interesse tutto quello che state scrivendo. Certo, la voglia di intervenire non è tantissima. Avevo pure preso Riccò al fantaciclismo, che disastro :D

Questa probabile radiazione la mettevo in conto sin dal primo momento, speravo solo che si facesse almeno un paio di stagioni buone prima di essere ribeccato, ma poi magari il rimpianto sarebbe stato maggiore.

Certo, tutto è andato in maniera assai grottesca, quasi da non crederci. Mi resta una grande amarezza perché altri che sanno stare al mondo meglio di Riccò continuano ben pasciuti a fare i loro comodi, mentre a Ricky ora tutti si sentono in dovere di dire che è un pirla. Può essere che più che altro sia molto sfigato, o può essere che sia davvero l'unico a fare certe cose e quindi l'unico passibile di blocchi renali. Sarà davvero così?


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Tranchée d'Arenberg
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg » mercoledì 9 febbraio 2011, 14:24

Admin ha scritto:
Strong ha scritto: Forse la terza copia del referto deve essere inviata per legge alla Gazzetta dello Sport?
Può essere che più che altro sia molto sfigato, o può essere che sia davvero l'unico a fare certe cose e quindi l'unico passibile di blocchi renali. Sarà davvero così?
Forse è sfigato perchè probabilmente tanti altri sono più furbi e le cose le fanno con più attenzione e meno superficialità. Resta il fatto che (sempre che tutto quello che è emerso a livello mediatico sia vero) iniettarsi da solo nelle vene del sangue tenuto 25 giorni in frigo, senza "l'ausilio" di un medico che ti dica cosa puoi rischiare, a me pare veramente folle, pazzesco. E sinceramente non penso che in gruppo tutti siano così incoscienti da ricorrere a questa pratica con queste dinamiche, perchè altrimenti oggi stesso sarebbe necessario bloccare tutti i professionisti e fermare il ciclismo agonistico. Non è neanche una questione di regole e leggi infrante, non si tratta di prendere per il culo i tifosi e gli avversari. E' principalmente un problema legato alla salute di ragazzi giovani e almeno inizialmente sani.


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pedalando
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da pedalando » mercoledì 9 febbraio 2011, 15:00

Admin ha scritto: Certo, tutto è andato in maniera assai grottesca, quasi da non crederci. Mi resta una grande amarezza perché altri che sanno stare al mondo meglio di Riccò continuano ben pasciuti a fare i loro comodi, mentre a Ricky ora tutti si sentono in dovere di dire che è un pirla. Può essere che più che altro sia molto sfigato, o può essere che sia davvero l'unico a fare certe cose e quindi l'unico passibile di blocchi renali. Sarà davvero così?
Io opto per la soluzione più semplice: è veramente un pirla :lol:
E se legge queste pagine non mi stupirei se fra un po' ritratta sostenendo che aveva solo mangiato dei cetrioli avariati :evil:

P.S.: questa mi fa sganasciare:
http://darwinawards.com/reject/new/pend ... 30045.html


"Non chiederci la parola che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo...
codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo."
Eugenio Montale.


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donchisciotte
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da donchisciotte » mercoledì 9 febbraio 2011, 15:46

Admin, quindi tu introduci il fattore sfiga. Mah, io vorrei sperare che nel gruppo non sia frequentissimo farsi trasfusioni così, rozzi e selvaggi. Voglio sperare che chi va da un certo tipo di medici non faccia così, che siano più seguiti.
Se, invece, fanno le trasfusioni così, allora Riccò è anche sfigato.


Verità e giustizia per Marco Pantani, una battaglia di civiltà.
Lasciamolo in pace un cazzo!

granfondista
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da granfondista » mercoledì 9 febbraio 2011, 15:54

Tranchée d'Arenberg ha scritto:
Forse è sfigato perchè probabilmente tanti altri sono più furbi e le cose le fanno con più attenzione e meno superficialità. Resta il fatto che (sempre che tutto quello che è emerso a livello mediatico sia vero) iniettarsi da solo nelle vene del sangue tenuto 25 giorni in frigo, senza "l'ausilio" di un medico che ti dica cosa puoi rischiare, a me pare veramente folle, pazzesco. E sinceramente non penso che in gruppo tutti siano così incoscienti da ricorrere a questa pratica con queste dinamiche, perchè altrimenti oggi stesso sarebbe necessario bloccare tutti i professionisti e fermare il ciclismo agonistico. Non è neanche una questione di regole e leggi infrante, non si tratta di prendere per il culo i tifosi e gli avversari. E' principalmente un problema legato alla salute di ragazzi giovani e almeno inizialmente sani.
Io non credo alla storia del sangue nel suo frigo, è troppo anche per uno come lui.
Penso lo abbia detto (sempre che sia vero) per non coinvolgere gli altri implicati in questa squallida storia, ovviamente non spinto da altruismo ma dalla paura di eventuali ritorsioni.


Meglio brocco che Di Rocco: Cicloweb forever!!

TEX
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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da TEX » mercoledì 9 febbraio 2011, 16:50

Admin ha scritto:
Seguo con grande interesse tutto quello che state scrivendo. Certo, la voglia di intervenire non è tantissima. Avevo pure preso Riccò al fantaciclismo, che disastro :D

Questa probabile radiazione la mettevo in conto sin dal primo momento, speravo solo che si facesse almeno un paio di stagioni buone prima di essere ribeccato, ma poi magari il rimpianto sarebbe stato maggiore.
Ah si? Avevi preso Riccò al fantaciclismo?
Puoi mettere tutte le faccine che vuoi, ma hai scritto una cazzata fuori posto lo stesso!
Guarda.... che quasi crepa, per pirla che sia stato bisognerebbe stare attenti a fare delle battute del genere, non l'hanno beccato positivo ad una gara, il che avrebbe giustificato ironia e sarcasmo a piene mani.
Si tratta in ogni caso di un tizio che stava per morire.
Non conta un accidente che se la sia cercata o meno, ok?
C'è un limite a tutto!
Speravi che si facesse almeno due anni buoni prima di farsi ribeccare? Bella soddisfazione sarebbe stata eh? Ma fammi il piacere.
E meno male che sei l'amministratore del forum, se anche del sito non lo so.....
Una cosa del genere la potevo fare io o qualche altro utente e per questo venire bacchettato dall'"admin" di turno, non di sicuro chi ha la responsabilità della moderazione.
Hai fatto una battutaccia da bar che andava bene per un ematrocrito alto.
Questo forum, di cui sono un poco assiduo frequentatore, mi dava un idea di serietà, in questo caso mi ha proprio deluso.
Se devo essere bannato per lesa maestà me ne farò una ragione.



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Re: Sul caso Riccò

Messaggio da leggere da eliacodogno » mercoledì 9 febbraio 2011, 16:59

Scusa TEX, compiere operazioni caserecce sul sangue è una scelta pericolosa e un po' idiota, perciò finire all'ospedale è una possibilità concreta. Noto che ora il modenese non è più in pericolo di vita non credo che un po' di ironia sulla vicenda faccia male a qualcuno.


Se il tuo modo di lavorare è questo qui, compragli un casco a Sgarbozza e fallo fare a lui il Giro, perché io non lo faccio più (P.S.)

'Idea del Forum' per me non vuol dire assolutamente niente. (H.F.)


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