Il doping degli anni '90

Per discutere, analizzare, approfondire tutto quello che riguarda il tema più dibattuto del ciclismo
nikybo85
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Iscritto il: mercoledì 23 agosto 2017, 0:06

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da nikybo85 » venerdì 24 maggio 2019, 23:14

DarioF ha scritto:
venerdì 24 maggio 2019, 17:36
Buonasera a tutti.
Direte che é una storia vecchia. Per molti era già stato chiarito tutto il 13 Luglio 2005. Ma dopo tanti anni grazie a una giustizia un pò lenta vorrei far sapere quello che nessun giornale dal 2009 vuole scivere.
I piani alti non si toccano.
Non cerco riabilitazione o tantomeno tornare nel ciclismo.
Metto il link di seguito alla sezione inchieste giudiziarie.
Saluti.
https://it.wikipedia.org/wiki/Dario_Frigo
Ciao Dario!
Quante volte mi sono detto di lui non si è mai piu' parlato...
Se leggi questo forum sai che la nostra visione è disincantata sul tema...




DarioF
Messaggi: 18
Iscritto il: mercoledì 24 aprile 2019, 19:29

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » mercoledì 29 maggio 2019, 18:45

Buonasera a tutti,
Sono ancora qui.
Vorrei innanzitutto chiedervi scusa, un forum é una comunità con le sue regole, io sono arrivato e senza chiedervi il permesso vi ho linkato una pagina che parla di una vicenda personale che può anche non interessare.
Vi leggo dal 2005, non mi sono mai iscritto, quello che mi portavo dietro era una storia di cui anche io avevo timore a parlarne.
Mi sono iscritto al forum il 24 Aprile, ho ricevuto la mail di attivazione solo il 23 Maggio. Mi spiace che sia accaduto in concomitanza del Giro. Una casualità.
Vorrei ricordare che questa é la mia storia, non é mia assoluta intenzione implicare o alludere all’attuale ciclismo. Se qualcuno si sente colpito avrà qualcosa da nascondere.
Tanti si chiederanno perché ora, forse il vaso era colmo. Per troppo tempo ho letto interviste di un ex-manager e dottori dove la frase “alla Fassa Bortolo si faceva la lotta al doping” era una sorta di mantra. Purtroppo per loro i processi non dicono questo.
Che molti erano d’accordo e sapevano l’ho capito dopo, troppo tardi. Vero che episodi simili erano già successi, ma non avevano mai avuto tanta risonanza mediatica. Avvenivano in un apparente silenzio.
Quando alla riunione a porte chiuse con corridori e staff alla partenza del Tour 2005, Leblanc disse che ci sarebbero state perquisizioni, non ho certo pensato che si riferissero a me.
Nemmeno dopo la stretta di mano e la pacca sulla spalla quasi a dirmi di farmi coraggio da parte di un corridore francese con qui non avevo mai parlato, ho pensato che stesse per succedere qualcosa.
Forse avrei dovuto capirlo dal sorriso maligno di un ex-ciclista che di solito a me non prestava attenzione e che malgrado i 30 gradi quel giorno mi disse:”Frigo, oggi tu sei l’unico che sta al fresco.”
Comunque … senza esitazioni al Commissariato mi sono preso tutte le responsabilità, nel ciclismo ci sono regole non scritte. La squadra non si tocca. E comunque si sa che al ciclista non crede nessuno, d’altronde é lui che assume. Verissimo.
Non aveva importanza raccontare cosa realmente succedeva. Che mi crediate o no non ero nemmeno cosí dispiaciuto che la mia carriera fosse finita. Certo mi spiaceva il modo in cui era finita, ma ero fisicamente a pezzi.
La voglia di rompere le regole é nata quando ho sentito le dichiarazioni di Ferretti, Proudhomme, Leblanc. Tutti uniti e indignati.
Sono stato processato e condannato in piazza.
Amedeo Colombo, presidente ACCPI disse che “andavo isolato socialmente”.
Avevano passato il limite, nessun atleta per quanto colpevole era mai stato insultato e offeso in quel modo.
Loro, quelli che fanno la lotta al doping, che stilano e ti fanno firmare regolamenti sanitari rigidissimi. Lo fanno solo per mettere a posto la loro piccola coscienza, ammesso che ne abbiano una.
Cosí, armato di coraggio e da solo contro il sistema, ho raccontato la verità che ha portato alle conclusioni che trovate sulla pagina Wikipedia.
Manager e sponsor sono assetati di vittorie, é un avidità che non trovi nell’atleta. L’atleta si allena, certo usa sostanze per provare a vincere ma poi la gara é un’incognita, quasi una scommessa. Allenarsi e doparsi non é garanzia di successo, sarebbe troppo facile. Loro invece pretendono che vinci. Loro investono su di te, sei loro merce.
A seguito dei trattamenti dopanti usati nel 2003, ho iniziato un leggero ma inesorabile declino fisico che mi ha portato nella primavera 2004 a uno stop di 3 mesi per ipoglicemia. Nulla di cosí grave ma comunque limitante sul piano atletico.
La squadra e nello specifico Ferretti ha iniziato a farmi pressioni. Non vincevo più e volevano ridurmi lo stipendio. Non sono riuscito a trovare un’altra squadra.
Arriviamo al Tour 2005. La Gendarmerie leggendo le mie dichiarazioni con la discrezione che li contraddistingue tra le righe di un verbale mi hanno fatto sapere il nome dell’informatore e da lí ho capito chi c’era dietro.
La Fassa Bortolo é una delle peggiori squadre della storia del ciclismo. Non ho mai trovato tanta bassezza umana.
Come ho detto avrei taciuto nel 2005. Mi ero rassegnato al silenzio del 2009 dopo che i giornali avevano scelto di non raccontare. Ma non mi aspettavo che dopo la evidente implicazione di doping della Fassa, nel 2010 venissi querelato in sede civile pretendendo danni morali e patrimoniali. Questo é accanimento.
Quando un’atleta vince sembra che sono loro che pedalano; si gonfiano come palloni quando dicono di aver scoperto un talento.
Capisco il denaro, poco o tanto ne siamo tutti schiavi ma questi sono senza vergogna.
Posso assicurarvi che all’estero nessuna squadra avrebbe mantenuto un simile atteggiamento.
Comunque, lo spessore delle persone alla fine viene fuori.
Permettemi di dire un’ultima cosa su Marco, Marco Pantani. Forse é il momento di raccontarla. Un giorno a una corsa assistemmo insieme a una scena. Marco capí subito cosa stava succedendo. Il giorno dopo tornai da lui per chiedere spiegazioni. Fu netto:“vedrai che lo trovano positivo …”. Fini lí. Il gruppo si mise in fila e ognuno prese il suo posto.
Il corridore in questione fu trovato positivo, tutto successe suo malgrado, era solo una pedina. Quando riincontrai Marco, mi disse:”Cosa ti avevo detto, non valiamo niente, ci usano e poi quando decidono loro ti fanno fuori.”
Era rosso in faccia, schiumava dalla rabbia, non stava parlando solo del caso in questione. Stava parlando di Madonna di Campiglio. Si era accorto subito di quello che stava succedendo, stesso modus operandi, certe cose quando le vivi in prima persona poi la vita ti porta a riconoscerle a colpo d’occhio. Il simile riconosce il simile.
Ma queste sono solo chiacchere … mica crederete a quello che vi dico io !
Una volta sono interessi economici, un’altra politici, se volete mettiamoci anche la malavita ma alla fine che paga é sempre e solo l’atleta.
Accettarlo e piegarsi é dura …
Non tutti nasciamo per farlo.
Voleva cambiare le cose, disse che il ciclismo doveva fare come il calcio e la Formula 1. Come risultato si era beccatto una diffida o una querela, non ricordo esattamente.
Voi lo piangete per quello che sapeva fare in bicicletta ma il mondo del ciclismo ha perso una persona sincera e diretta nelle parole che avrebbe potuto cambiare tante cose e dare ai corridori la dignità e la credibilità che meritano.
Il Pantani giù dalla bicicletta era forte almeno quanto quello che correva.
Io ho finito, sono stufo e dopo 14 anni penso di averne diritto.
Il ciclismo non é più il mio mondo da tanto tempo, forse non lo é mai stato.

Ringrazio voi del forum per avermi permesso quello che dal 2009 mi é stato negato di raccontare.

Con sincerità,

Dario Frigo



Luca90
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Iscritto il: venerdì 31 luglio 2015, 22:21

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Luca90 » mercoledì 29 maggio 2019, 19:48

DarioF ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 18:45
Buonasera a tutti,
Sono ancora qui.
Vorrei innanzitutto chiedervi scusa, un forum é una comunità con le sue regole, io sono arrivato e senza chiedervi il permesso vi ho linkato una pagina che parla di una vicenda personale che può anche non interessare.
Vi leggo dal 2005, non mi sono mai iscritto, quello che mi portavo dietro era una storia di cui anche io avevo timore a parlarne.
Mi sono iscritto al forum il 24 Aprile, ho ricevuto la mail di attivazione solo il 23 Maggio. Mi spiace che sia accaduto in concomitanza del Giro. Una casualità.
Vorrei ricordare che questa é la mia storia, non é mia assoluta intenzione implicare o alludere all’attuale ciclismo. Se qualcuno si sente colpito avrà qualcosa da nascondere.
Tanti si chiederanno perché ora, forse il vaso era colmo. Per troppo tempo ho letto interviste di un ex-manager e dottori dove la frase “alla Fassa Bortolo si faceva la lotta al doping” era una sorta di mantra. Purtroppo per loro i processi non dicono questo.
Che molti erano d’accordo e sapevano l’ho capito dopo, troppo tardi. Vero che episodi simili erano già successi, ma non avevano mai avuto tanta risonanza mediatica. Avvenivano in un apparente silenzio.
Quando alla riunione a porte chiuse con corridori e staff alla partenza del Tour 2005, Leblanc disse che ci sarebbero state perquisizioni, non ho certo pensato che si riferissero a me.
Nemmeno dopo la stretta di mano e la pacca sulla spalla quasi a dirmi di farmi coraggio da parte di un corridore francese con qui non avevo mai parlato, ho pensato che stesse per succedere qualcosa.
Forse avrei dovuto capirlo dal sorriso maligno di un ex-ciclista che di solito a me non prestava attenzione e che malgrado i 30 gradi quel giorno mi disse:”Frigo, oggi tu sei l’unico che sta al fresco.”
Comunque … senza esitazioni al Commissariato mi sono preso tutte le responsabilità, nel ciclismo ci sono regole non scritte. La squadra non si tocca. E comunque si sa che al ciclista non crede nessuno, d’altronde é lui che assume. Verissimo.
Non aveva importanza raccontare cosa realmente succedeva. Che mi crediate o no non ero nemmeno cosí dispiaciuto che la mia carriera fosse finita. Certo mi spiaceva il modo in cui era finita, ma ero fisicamente a pezzi.
La voglia di rompere le regole é nata quando ho sentito le dichiarazioni di Ferretti, Proudhomme, Leblanc. Tutti uniti e indignati.
Sono stato processato e condannato in piazza.
Amedeo Colombo, presidente ACCPI disse che “andavo isolato socialmente”.
Avevano passato il limite, nessun atleta per quanto colpevole era mai stato insultato e offeso in quel modo.
Loro, quelli che fanno la lotta al doping, che stilano e ti fanno firmare regolamenti sanitari rigidissimi. Lo fanno solo per mettere a posto la loro piccola coscienza, ammesso che ne abbiano una.
Cosí, armato di coraggio e da solo contro il sistema, ho raccontato la verità che ha portato alle conclusioni che trovate sulla pagina Wikipedia.
Manager e sponsor sono assetati di vittorie, é un avidità che non trovi nell’atleta. L’atleta si allena, certo usa sostanze per provare a vincere ma poi la gara é un’incognita, quasi una scommessa. Allenarsi e doparsi non é garanzia di successo, sarebbe troppo facile. Loro invece pretendono che vinci. Loro investono su di te, sei loro merce.
A seguito dei trattamenti dopanti usati nel 2003, ho iniziato un leggero ma inesorabile declino fisico che mi ha portato nella primavera 2004 a uno stop di 3 mesi per ipoglicemia. Nulla di cosí grave ma comunque limitante sul piano atletico.
La squadra e nello specifico Ferretti ha iniziato a farmi pressioni. Non vincevo più e volevano ridurmi lo stipendio. Non sono riuscito a trovare un’altra squadra.
Arriviamo al Tour 2005. La Gendarmerie leggendo le mie dichiarazioni con la discrezione che li contraddistingue tra le righe di un verbale mi hanno fatto sapere il nome dell’informatore e da lí ho capito chi c’era dietro.
La Fassa Bortolo é una delle peggiori squadre della storia del ciclismo. Non ho mai trovato tanta bassezza umana.
Come ho detto avrei taciuto nel 2005. Mi ero rassegnato al silenzio del 2009 dopo che i giornali avevano scelto di non raccontare. Ma non mi aspettavo che dopo la evidente implicazione di doping della Fassa, nel 2010 venissi querelato in sede civile pretendendo danni morali e patrimoniali. Questo é accanimento.
Quando un’atleta vince sembra che sono loro che pedalano; si gonfiano come palloni quando dicono di aver scoperto un talento.
Capisco il denaro, poco o tanto ne siamo tutti schiavi ma questi sono senza vergogna.
Posso assicurarvi che all’estero nessuna squadra avrebbe mantenuto un simile atteggiamento.
Comunque, lo spessore delle persone alla fine viene fuori.
Permettemi di dire un’ultima cosa su Marco, Marco Pantani. Forse é il momento di raccontarla. Un giorno a una corsa assistemmo insieme a una scena. Marco capí subito cosa stava succedendo. Il giorno dopo tornai da lui per chiedere spiegazioni. Fu netto:“vedrai che lo trovano positivo …”. Fini lí. Il gruppo si mise in fila e ognuno prese il suo posto.
Il corridore in questione fu trovato positivo, tutto successe suo malgrado, era solo una pedina. Quando riincontrai Marco, mi disse:”Cosa ti avevo detto, non valiamo niente, ci usano e poi quando decidono loro ti fanno fuori.”
Era rosso in faccia, schiumava dalla rabbia, non stava parlando solo del caso in questione. Stava parlando di Madonna di Campiglio. Si era accorto subito di quello che stava succedendo, stesso modus operandi, certe cose quando le vivi in prima persona poi la vita ti porta a riconoscerle a colpo d’occhio. Il simile riconosce il simile.
Ma queste sono solo chiacchere … mica crederete a quello che vi dico io !
Una volta sono interessi economici, un’altra politici, se volete mettiamoci anche la malavita ma alla fine che paga é sempre e solo l’atleta.
Accettarlo e piegarsi é dura …
Non tutti nasciamo per farlo.
Voleva cambiare le cose, disse che il ciclismo doveva fare come il calcio e la Formula 1. Come risultato si era beccatto una diffida o una querela, non ricordo esattamente.
Voi lo piangete per quello che sapeva fare in bicicletta ma il mondo del ciclismo ha perso una persona sincera e diretta nelle parole che avrebbe potuto cambiare tante cose e dare ai corridori la dignità e la credibilità che meritano.
Il Pantani giù dalla bicicletta era forte almeno quanto quello che correva.
Io ho finito, sono stufo e dopo 14 anni penso di averne diritto.
Il ciclismo non é più il mio mondo da tanto tempo, forse non lo é mai stato.

Ringrazio voi del forum per avermi permesso quello che dal 2009 mi é stato negato di raccontare.

Con sincerità,

Dario Frigo
ciao !! come mai non ti è mai venuta voglia di scrivere un libro?


2015:Tre Valli Varesine
2016(11°):Giro d'Italia (primi5), Tour tappa 11, Tour tappa 14, Parigi-Tours
201(14°):Kuurne-Bruxelles-Kuurne, Tro Bro Leon
2018(16°):Tour of Guangxi
2019( °):Dwars door Vlaanderen, Tour tappa 18, Vuelta tappa 8, giro dell'Emilia

DarioF
Messaggi: 18
Iscritto il: mercoledì 24 aprile 2019, 19:29

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » mercoledì 29 maggio 2019, 20:02

Luca90 ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 19:48


ciao !! come mai non ti è mai venuta voglia di scrivere un libro?
Ciao, non pensavo che la mia storia potesse interessare a qualcuno.



Luca90
Messaggi: 6087
Iscritto il: venerdì 31 luglio 2015, 22:21

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Luca90 » mercoledì 29 maggio 2019, 21:07

DarioF ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 20:02
Luca90 ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 19:48


ciao !! come mai non ti è mai venuta voglia di scrivere un libro?
Ciao, non pensavo che la mia storia potesse interessare a qualcuno.
io parlando a titolo personale i libri dei ciclisti li ho comprati anche solo per curiosità... quello di riccò, di di luca, di cunego, di nibali...


2015:Tre Valli Varesine
2016(11°):Giro d'Italia (primi5), Tour tappa 11, Tour tappa 14, Parigi-Tours
201(14°):Kuurne-Bruxelles-Kuurne, Tro Bro Leon
2018(16°):Tour of Guangxi
2019( °):Dwars door Vlaanderen, Tour tappa 18, Vuelta tappa 8, giro dell'Emilia


Winter
Messaggi: 14800
Iscritto il: giovedì 9 dicembre 2010, 19:33

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 29 maggio 2019, 22:25

Ciao
ti abbiamo perso un pò di vista negli ultimi anni (il mondo del ciclismo non è molto equo..qualcuno viene subito riqualificato..altri meno)
Volevo chiederti , come hai passato questi anni?
sei riuscito a rifarci una vita?
segui ancora il ciclismo (o l ambiente t ha troppo schifato?)

Non ti sentire obbligato a rispondere
e grazie per i precedenti messaggi (e wikipedia)



l'Orso
Messaggi: 4585
Iscritto il: venerdì 10 dicembre 2010, 11:18

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da l'Orso » giovedì 30 maggio 2019, 9:47

Ciao Dario,
è un piacere leggerti su questo forum, anche se preferirei poterlo fare sopratutto nelle sezioni del "pedalato" :cincin:
Per quanto riguarda le tue vicende col doping, personalmente pensavo che le "rogne" post squalifica fossero finite da tempo e invece leggo che purtroppo ti han rotto i cocomeri fino a "ieri" :(
Winter ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 22:25
Ciao
ti abbiamo perso un pò di vista negli ultimi anni (il mondo del ciclismo non è molto equo..qualcuno viene subito riqualificato..altri meno)
Volevo chiederti , come hai passato questi anni?
sei riuscito a rifarci una vita?
segui ancora il ciclismo (o l ambiente t ha troppo schifato?)

Non ti sentire obbligato a rispondere
e grazie per i precedenti messaggi (e wikipedia)
mi unisco alle curiosità, senza ovviamente pretese :)

PS: avrei tanto altro da scriverti ma non ho tempo per metterlo in forma decente, mi limito a dirti che avrai sempre la mia stima e il mio rispetto.


Fanta cicloweb 2015:
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Pirata81
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Pirata81 » giovedì 30 maggio 2019, 14:13

DarioF ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 18:45
Buonasera a tutti,
Sono ancora qui.
Vorrei innanzitutto chiedervi scusa, un forum é una comunità con le sue regole, io sono arrivato e senza chiedervi il permesso vi ho linkato una pagina che parla di una vicenda personale che può anche non interessare.
Vi leggo dal 2005, non mi sono mai iscritto, quello che mi portavo dietro era una storia di cui anche io avevo timore a parlarne.
Mi sono iscritto al forum il 24 Aprile, ho ricevuto la mail di attivazione solo il 23 Maggio. Mi spiace che sia accaduto in concomitanza del Giro. Una casualità.
Vorrei ricordare che questa é la mia storia, non é mia assoluta intenzione implicare o alludere all’attuale ciclismo. Se qualcuno si sente colpito avrà qualcosa da nascondere.
Tanti si chiederanno perché ora, forse il vaso era colmo. Per troppo tempo ho letto interviste di un ex-manager e dottori dove la frase “alla Fassa Bortolo si faceva la lotta al doping” era una sorta di mantra. Purtroppo per loro i processi non dicono questo.
Che molti erano d’accordo e sapevano l’ho capito dopo, troppo tardi. Vero che episodi simili erano già successi, ma non avevano mai avuto tanta risonanza mediatica. Avvenivano in un apparente silenzio.
Quando alla riunione a porte chiuse con corridori e staff alla partenza del Tour 2005, Leblanc disse che ci sarebbero state perquisizioni, non ho certo pensato che si riferissero a me.
Nemmeno dopo la stretta di mano e la pacca sulla spalla quasi a dirmi di farmi coraggio da parte di un corridore francese con qui non avevo mai parlato, ho pensato che stesse per succedere qualcosa.
Forse avrei dovuto capirlo dal sorriso maligno di un ex-ciclista che di solito a me non prestava attenzione e che malgrado i 30 gradi quel giorno mi disse:”Frigo, oggi tu sei l’unico che sta al fresco.”
Comunque … senza esitazioni al Commissariato mi sono preso tutte le responsabilità, nel ciclismo ci sono regole non scritte. La squadra non si tocca. E comunque si sa che al ciclista non crede nessuno, d’altronde é lui che assume. Verissimo.
Non aveva importanza raccontare cosa realmente succedeva. Che mi crediate o no non ero nemmeno cosí dispiaciuto che la mia carriera fosse finita. Certo mi spiaceva il modo in cui era finita, ma ero fisicamente a pezzi.
La voglia di rompere le regole é nata quando ho sentito le dichiarazioni di Ferretti, Proudhomme, Leblanc. Tutti uniti e indignati.
Sono stato processato e condannato in piazza.
Amedeo Colombo, presidente ACCPI disse che “andavo isolato socialmente”.
Avevano passato il limite, nessun atleta per quanto colpevole era mai stato insultato e offeso in quel modo.
Loro, quelli che fanno la lotta al doping, che stilano e ti fanno firmare regolamenti sanitari rigidissimi. Lo fanno solo per mettere a posto la loro piccola coscienza, ammesso che ne abbiano una.
Cosí, armato di coraggio e da solo contro il sistema, ho raccontato la verità che ha portato alle conclusioni che trovate sulla pagina Wikipedia.
Manager e sponsor sono assetati di vittorie, é un avidità che non trovi nell’atleta. L’atleta si allena, certo usa sostanze per provare a vincere ma poi la gara é un’incognita, quasi una scommessa. Allenarsi e doparsi non é garanzia di successo, sarebbe troppo facile. Loro invece pretendono che vinci. Loro investono su di te, sei loro merce.
A seguito dei trattamenti dopanti usati nel 2003, ho iniziato un leggero ma inesorabile declino fisico che mi ha portato nella primavera 2004 a uno stop di 3 mesi per ipoglicemia. Nulla di cosí grave ma comunque limitante sul piano atletico.
La squadra e nello specifico Ferretti ha iniziato a farmi pressioni. Non vincevo più e volevano ridurmi lo stipendio. Non sono riuscito a trovare un’altra squadra.
Arriviamo al Tour 2005. La Gendarmerie leggendo le mie dichiarazioni con la discrezione che li contraddistingue tra le righe di un verbale mi hanno fatto sapere il nome dell’informatore e da lí ho capito chi c’era dietro.
La Fassa Bortolo é una delle peggiori squadre della storia del ciclismo. Non ho mai trovato tanta bassezza umana.
Come ho detto avrei taciuto nel 2005. Mi ero rassegnato al silenzio del 2009 dopo che i giornali avevano scelto di non raccontare. Ma non mi aspettavo che dopo la evidente implicazione di doping della Fassa, nel 2010 venissi querelato in sede civile pretendendo danni morali e patrimoniali. Questo é accanimento.
Quando un’atleta vince sembra che sono loro che pedalano; si gonfiano come palloni quando dicono di aver scoperto un talento.
Capisco il denaro, poco o tanto ne siamo tutti schiavi ma questi sono senza vergogna.
Posso assicurarvi che all’estero nessuna squadra avrebbe mantenuto un simile atteggiamento.
Comunque, lo spessore delle persone alla fine viene fuori.
Permettemi di dire un’ultima cosa su Marco, Marco Pantani. Forse é il momento di raccontarla. Un giorno a una corsa assistemmo insieme a una scena. Marco capí subito cosa stava succedendo. Il giorno dopo tornai da lui per chiedere spiegazioni. Fu netto:“vedrai che lo trovano positivo …”. Fini lí. Il gruppo si mise in fila e ognuno prese il suo posto.
Il corridore in questione fu trovato positivo, tutto successe suo malgrado, era solo una pedina. Quando riincontrai Marco, mi disse:”Cosa ti avevo detto, non valiamo niente, ci usano e poi quando decidono loro ti fanno fuori.”
Era rosso in faccia, schiumava dalla rabbia, non stava parlando solo del caso in questione. Stava parlando di Madonna di Campiglio. Si era accorto subito di quello che stava succedendo, stesso modus operandi, certe cose quando le vivi in prima persona poi la vita ti porta a riconoscerle a colpo d’occhio. Il simile riconosce il simile.
Ma queste sono solo chiacchere … mica crederete a quello che vi dico io !
Una volta sono interessi economici, un’altra politici, se volete mettiamoci anche la malavita ma alla fine che paga é sempre e solo l’atleta.
Accettarlo e piegarsi é dura …
Non tutti nasciamo per farlo.
Voleva cambiare le cose, disse che il ciclismo doveva fare come il calcio e la Formula 1. Come risultato si era beccatto una diffida o una querela, non ricordo esattamente.
Voi lo piangete per quello che sapeva fare in bicicletta ma il mondo del ciclismo ha perso una persona sincera e diretta nelle parole che avrebbe potuto cambiare tante cose e dare ai corridori la dignità e la credibilità che meritano.
Il Pantani giù dalla bicicletta era forte almeno quanto quello che correva.

Io ho finito, sono stufo e dopo 14 anni penso di averne diritto.
Il ciclismo non é più il mio mondo da tanto tempo, forse non lo é mai stato.

Ringrazio voi del forum per avermi permesso quello che dal 2009 mi é stato negato di raccontare.

Con sincerità,

Dario Frigo
Se posso,ma mi piacerebbe sapere di quale corsa stai parlando.
Ormai il fatto che Pantani a Madonna di Campiglio fu fregato e fatto fuori è il segreto di Pulcinella,solo sulla RAI si ostinano a evitare ogni accenno alla questione.


FC 2019: 3°
1° Vuelta buena
FC 2018: 9°
1° Giro anch'io
3° Vuelta
FC 2017: 2°
2° Super Tour
2° Vuelta
2° Super Vuelta
FC 2016: 6°
3° Giro
3° Tour

DarioF
Messaggi: 18
Iscritto il: mercoledì 24 aprile 2019, 19:29

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » giovedì 30 maggio 2019, 15:39

Ciao Winter.
Ciao Orso.
Seguo il ciclismo odierno solo marginalmente.
Non voglio essere riabilitato e tantomeno rientrare nel ciclismo.
Dell’ambiente mi hanno disgustato certi personaggi.
Per il resto rappresenterà per sempre una parte importante della mia vita.
Vivo all’estero dal 2002. Non é stato facile ripartire con un nuovo lavoro. Ora sono impiegato nel settore informatico.
Grazie per le parole e la stima.
Pirata81 ha scritto:
giovedì 30 maggio 2019, 14:13

Se posso,ma mi piacerebbe sapere di quale corsa stai parlando.
Ormai il fatto che Pantani a Madonna di Campiglio fu fregato e fatto fuori è il segreto di Pulcinella,solo sulla RAI si ostinano a evitare ogni accenno alla questione.
Mi dispiace, non si può sempre raccontare tutto.
Tacere a volte richiede una grande forza.
Spero tu capisca cosa intendo.



giorgio ricci
Messaggi: 3083
Iscritto il: lunedì 9 giugno 2014, 13:44

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da giorgio ricci » giovedì 30 maggio 2019, 22:18

Dario.
Grazie per i tuoi interventi. Mi fa piacere che tu abbia trovato la forza per essere sereno.
Concordo con quello che dici, il mondo dello sport professionistico è sicuramente duro e amaro.
Per quel che vale, io un libro ti consiglierei di scriverlo, sei un personaggio conosciuto, che ha regalato a noi appassionati bei momenti. Credo che con la profondità che dimostri in queste righe, il tuo libro interessi a molti.
Nel tuo caso non sarebbe pubblicità, ma semplicemente una visione dei fatti non edulcorata che farebbe riflettere molte persone, non solo nel mondo del ciclismo.
Per il resto è chiaro che certe cose non possono essere dette, ma non è necessario dire tutto per risultare molto chiari.
L'accanimento verso i corridori, considerati gli unici colpevoli é una cosa talmente triste e oscena da fare venire i brividi.



Locomotiva
Messaggi: 40
Iscritto il: domenica 21 aprile 2019, 20:28

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Locomotiva » giovedì 30 maggio 2019, 23:56

DarioF ha scritto:
mercoledì 29 maggio 2019, 18:45

A seguito dei trattamenti dopanti usati nel 2003, ho iniziato un leggero ma inesorabile declino fisico che mi ha portato nella primavera 2004 a uno stop di 3 mesi per ipoglicemia. Nulla di cosí grave ma comunque limitante sul piano atletico.
Ciao Dario, il tuo lungo racconto è davvero interessante. Le domande sarebbero molte, non ho la competenza per entrare su certe questioni ma ti chiedo se possibile qualche dettaglio in più sul passaggio sopra riportato.
È stato l'uso esagerato e poco controllato di quelle sostanze che ha portato a queste successive controindicazioni, oppure un imprevedibile effetto collaterale che fa parte del gioco e che può capitare quando il fisico deve reagire a certi trattamenti? Nel 2003 avevi solo 30 anni, credi che il declino che tu definisci "inesorabile" sia iniziato a causa del doping in generale oppure per colpa di quei trattamenti specifici del periodo Fassa Bortolo?

Infine una mia considerazione: da ragazzo, in modo un po' naif, credevo che il doping fosse solo un tentativo di alcuni di raggiungere certe vittorie altrimenti (forse) troppo lontane. Con il tempo ho fatto mia l'idea che spesso si tratta di una opportunità possibile e difficilmente rifiutabile quando l'ambiente circostante ne permette e ne avalla l'uso, e soprattutto quando l'investimento di decenni di allenamenti che lo hanno alienato dal resto della vita pesa sulle spalle dell'atleta, che non è riuscito a costruire nient'altro che la sua carriera sportiva e che non vede via d'uscita (quelle frasi ricorrenti tipo "è l'unica cosa che so fare" mi mettono i brividi ogni volta). Peccato che in quel tunnel gli atleti siano stati spinti da troppe persone, e successivamente abbandonati al loro destino.

Grazie e perdona se ho tentato di scavare qualche aspetto più personale e umano, ovviamente rispondi solo se lo ritieni giusto e interessante



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galliano
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da galliano » venerdì 31 maggio 2019, 8:43

Che dire, a distanza di tempo si capiscono meglio le cose.
Dispiace molto per chi, come Dario, è rimasto stritolato dall'ingranagio.
Immagino quanto possa pesare sopratutto la disparità di trattamento, l'essere il capro espiatorio, mentre molti altri addetti ai lavori che hanno avuto solo più fortuna, malizia o pelo sullo stomaco, poi ti fanno la morale.



DarioF
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » venerdì 31 maggio 2019, 16:11

giorgio ricci ha scritto:
giovedì 30 maggio 2019, 22:18
Dario.
Grazie per i tuoi interventi. Mi fa piacere che tu abbia trovato la forza per essere sereno.
Concordo con quello che dici, il mondo dello sport professionistico è sicuramente duro e amaro.
Per quel che vale, io un libro ti consiglierei di scriverlo, sei un personaggio conosciuto, che ha regalato a noi appassionati bei momenti. Credo che con la profondità che dimostri in queste righe, il tuo libro interessi a molti.
Nel tuo caso non sarebbe pubblicità, ma semplicemente una visione dei fatti non edulcorata che farebbe riflettere molte persone, non solo nel mondo del ciclismo.
Per il resto è chiaro che certe cose non possono essere dette, ma non è necessario dire tutto per risultare molto chiari.
L'accanimento verso i corridori, considerati gli unici colpevoli é una cosa talmente triste e oscena da fare venire i brividi.
Grazie ...
Locomotiva ha scritto:
giovedì 30 maggio 2019, 23:56

È stato l'uso esagerato e poco controllato di quelle sostanze che ha portato a queste successive controindicazioni, oppure un imprevedibile effetto collaterale che fa parte del gioco e che può capitare quando il fisico deve reagire a certi trattamenti? Nel 2003 avevi solo 30 anni, credi che il declino che tu definisci "inesorabile" sia iniziato a causa del doping in generale oppure per colpa di quei trattamenti specifici del periodo Fassa Bortolo?
Ciao.
Tutte le dichiarazioni inerenti al doping sono agli atti al Tribunale di Chambery.



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Visconte85
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Visconte85 » sabato 1 giugno 2019, 12:51

Ciao Dario
dispiace sapere che ti hanno letteralmente perseguitato fino a poco tempo fa,
pensavo che tutto fosse finito anni or sono


2014:Giro tp21,Tour tp10,Vuelta tp3, ARGENTO Ponferrada
2015:Giro anch'io 3°,Tour tp10 e 20, GpMontreal
2016:GandWevelgen, Svizzera, Tour tp13, Vuelta tp10
2017:Tour tp10 Vuelta tp2
2018:Scheldeprijs, Giro tp21, Tour tp11
2019:Kuurne-Bruxelles-Kuurne

Winter
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Winter » mercoledì 5 giugno 2019, 12:52

Ciao Dario
Ti chiedo se te la senti un commento sul giro 2019?
Se l hai visto
Le strategie di corsa son cambiate a tuo parere negli ultimi dieci anni?



DarioF
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » mercoledì 5 giugno 2019, 18:43

Winter ha scritto:
mercoledì 5 giugno 2019, 12:52
Ciao Dario
Ti chiedo se te la senti un commento sul giro 2019?
Se l hai visto
Le strategie di corsa son cambiate a tuo parere negli ultimi dieci anni?
Ciao Winter.
Ho seguito poco il Giro, la sera su internet.
E’ mancato un arrivo in salita la prima settimana.
La pioggia e le temperature miti hanno falsato gli equilibri in campo.
Rispetto a 15 anni fa é cambiato il modo di correre: la differenza si vede soprattutto al Tour al Giro é meno marcata. Esistevano gerarchie e regole non scritte che il leader di una corsa doveva rispettare. Ad esempio non di doveva mai lasciare andare in fuga più di 20-30 corridori altrimenti si doveva chiudere. Lo scorso anno la tappa del Tour vinta da Alaphilippe c’erano 60 corridori in fuga.



ste87
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da ste87 » mercoledì 5 giugno 2019, 21:52

Ciao a tutti,
non so se era già stata segnalata questa lunga e recente intervista a Francesco Conconi... a mia memoria credo sia una delle poche volte in cui il professore accetta, sia pure giocando in difesa o talvolta in modo allusivo, di parlare dei temi di cui si discute in questo topic.
Se era già stata riportata me ne scuso, forse mi era sfuggita.

https://sportspoetssociety.blogspot.com ... -test.html

Ah, a proposito... 5 giugno 2019... Ricorrenza odiosa.



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Visconte85
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Visconte85 » giovedì 6 giugno 2019, 2:39

Occlusione arteria iliaca, doping... qual è il nesso?


2014:Giro tp21,Tour tp10,Vuelta tp3, ARGENTO Ponferrada
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da 34x27 » giovedì 6 giugno 2019, 8:31

Visconte85 ha scritto:
giovedì 6 giugno 2019, 2:39
Occlusione arteria iliaca, doping... qual è il nesso?
https://ricerca.repubblica.it/repubblic ... lismo.html

http://www.ilgiornale.it/news/l-onda-lu ... a-cox.html


HEY MOTO

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Visconte85
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Visconte85 » giovedì 6 giugno 2019, 11:25

34x27 ha scritto:
giovedì 6 giugno 2019, 8:31
Visconte85 ha scritto:
giovedì 6 giugno 2019, 2:39
Occlusione arteria iliaca, doping... qual è il nesso?
https://ricerca.repubblica.it/repubblic ... lismo.html

http://www.ilgiornale.it/news/l-onda-lu ... a-cox.html
;)


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Krisper
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Krisper » giovedì 6 giugno 2019, 15:11

ste87 ha scritto:
mercoledì 5 giugno 2019, 21:52
Ciao a tutti,
non so se era già stata segnalata questa lunga e recente intervista a Francesco Conconi... a mia memoria credo sia una delle poche volte in cui il professore accetta, sia pure giocando in difesa o talvolta in modo allusivo, di parlare dei temi di cui si discute in questo topic.
Se era già stata riportata me ne scuso, forse mi era sfuggita.

https://sportspoetssociety.blogspot.com ... -test.html

Ah, a proposito... 5 giugno 2019... Ricorrenza odiosa.
Non conoscevo questa intervista.
Molto interessante.

grazie per avermela fatta conoscere



DarioF
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » domenica 20 ottobre 2019, 16:38

Buonasera a tutti,
Può darsi che questo non sia il thread giusto.
Chiedo scusa.
Buona lettura.
Quella che segue é una sorta di denuncia pubblica che mi sento costretto a fare per proteggermi.

Credo che qualcuno mosso dalla sete di vendetta viscerale nei miei confronti abbia passato i limiti della legalità.

Queste persone forti del mio non voluto isolamento mediatico, della completa indifferenza delle autorità preposte e della complicità della stampa potrebbe arrivare a commettere qualsiasi cosa nei miei confronti.

Che dopo la sentenza definitiva io abbia rialzato la testa a qualcuno deve aver dato fastidio. Come dargli torto, lascio limpidamente intendere la totale volontà della stampa di nascondere la verità, sottolineo la totale indifferenza dei principali organi sportivi preposti e svelo il marcio in qui la squadra nuotava con medici e dirigenti compiacenti all’uso di doping. Gli ingredienti ci sono tutti.
Da circa tre anni ho il mio account Facebook, quasi «asettico» per esserci ma nell’ombra, senza mostrare la mia vita, non per raccogliere like o falsi amici. Pochissimi hanno bussato e puntualmente venivano cancellati per la mia diffidenza quando capivo che nemmeno loro sapevano che dire.
Credo che tutto sia iniziato circa due mesi fa.
Lascio entrare un mio ex-compaesano che ora vive in Germania. Qualche frase amichevole per rassicurarmi sulle sue più sincere intenzioni e uno strano in bocca al lupo … per cosa !
Giovedì 10 Ottobre arriva il primo ex compagno di squadra, un corridore di seconda fascia, incredulo e decisamente curioso lo lascio entrare.
Chi muoveva le pedine aveva capito che stavo abbassando la guardia e iniziavo a fidarmi.

Venerdì, curioso scrivo a questo ex-collega: «Allora non parli ?», mi risponde quasi infastidito e taglia corto. Bene ho pensato la faccenda si fa interessante.
Alla spicciolata arrivano altre richieste anche da parte di ex-colleghi, personaggi più o meno famosi, giornalisti sportivi, giornalisti di cronache giudiziarie e gente comune. Osservo e lascio entrare.
Sabato 12 Ottobre mi chiede l’amicizia un noto ex-giornalista sportivo, esordisce dicendo: «Ben ritrovato … ». Come, sono su Facebook da tre anni …
Non si riferiva a quello, il ciclismo mi stava riaprendo le sue porte e lui mi stava dando il benvenuto. Immediatamente mi da il suo numero di telefono, io non faccio altrettanto.

Lunedì mattina all'una dopo una pizza con amici rientro a casa, mi collego avevo già 300 «amici» … mi fermo a pensare, la situazione può sfuggirmi, stanno creando il caos … cancello 280 persone.
Ne tengo poco più di 20 curioso degli eventuali sviluppi.
Premetto che dopo il 2005 nessun corridore mi aveva più cercato o parlato, in molti per non salutarmi preferivano voltarsi. IPOCRITI !
Quando lunedì pomeriggio mi chiede l’amicizia un ex-collega che lavora in televisione rimango allibito ma capisco che il cerchio si sta chiudendo. Probabilmente capiscono che in un attimo posso chiudere i contatti con tutti e sparire.
Sembra fin da subito che niente sia successo, non fa alcun riferimento alla mia vicenda e mi manda il suo numero di telefono … Gli rispondo: «cosa ne devo fare, gioco i numeri al lotto .. ?», mi risponde: «ma no dai che ho voglia di sentirti … ».
Come no, sono 15 anni che mi evitate!
Il tira e molla va avanti fino a martedì pomeriggio.
E’ pressante.
Cedo: «dimmi quando ti posso chiamare …». Dopo più di due ore mi risponde: «Chiamami domani mattina dopo le 10 …».
Non ho nessuna intenzione di chiamarlo …

Mercoledì mattina sono davanti al mio pc, mi arriva un messaggio da qualcuno che ha ritrovato un briciolo di coscienza e mi dice: «Ti vogliono fregare, salvati … ».
Contemporaneamente mi scrive l’ex collega: «Ma allora me lo dai questo caxxo di numero?».
In quel momento ricevo due notifiche di accesso non autorizzato al mio account di posta elettronica di Yahoo, una dall’India e una dalla Thailandia. Mi stavano hackerando il telefonino. Li disconnetto. Ci riprovano da altre località.
Disinstallo la app, spengo il telefonino, estraggo la SIM e faccio il reset.
Da quel momento smettono gli attacchi.

Mi compro un nuovo telefonino, una nuova scheda SIM e corro in banca.
Quando torno sulla pagina Facebook c’era un ultimo messaggio da parte del mio «caro» ex-collega: «ma dove sei finito …?»
Probabilmente avevano bisogno della telefonata per portare a termine il loro piano.

Non penso che fossero interessati ai soldi, probabilmente volevano coinvolgermi in qualcosa di illegale che mi avrebbe riportato a una nuova gogna pubblica.
Da quel momento spariscono tutti, torna il silenzio, nessuna nuova richiesta di amicizia o altro.
Nel silenzio a mente fredda ho ricostruito quanto accaduto, ogni parola e ogni persona.
Facevano tutti parte del disegno. Alcuni loro malgrado.
Giovedì 17 mi reco alla Polizia e li informo del fatto con i nomi delle persone coinvolte. Ricordo che io non vivo in Italia.
Come atleta non ho il diritto di paragonarmi a Marco, lui e’ stato un grande, ma come essere umano sento che in questa vicenda che mi sta coinvolgendo c’é qualcosa in comune con quello che hanno fatto a lui.
Per favore leggete tra le righe … non posso dire tutto.
Torneranno, tempo al tempo.
Altro modus operandi e mi coglieranno impreparato.
Non sai mai dove possono colpire.
Qualcuno potrebbe dirmi taci e fuggi, contro il sistema sei il nulla.
No, la difesa é un mio diritto lo devo a me stesso.
Come in bici ho sempre lottato da solo e continuerò a farlo.
Nella mia vicenda 2003-05 sono coinvolti anche altri corridori, ricoveri ospedalieri dovuti a sostanze dopanti, clienti di Fuentes mai resi pubblici ecc.
La fatica e la lealtà mi hanno sempre fermato dal lasciare anche solo intendere chi fosse coinvolto.
Alcuni di loro con questa ultima vicenda hanno dimostrato di non avere nemmeno più la dignità.
Con la sincerità che mi ha sempre contraddistinto su questo forum.
Saluti.



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Niи
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Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da Niи » martedì 22 ottobre 2019, 1:12

Grazie per aver condiviso questi pensieri. Spero che il vento possa cambiare e che certe denunce possano portare fuori il marcio o comunque le ingiustizie. Mi pare che il caso Schwazer possa diventare un simbolo.



DarioF
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Iscritto il: mercoledì 24 aprile 2019, 19:29

Re: Il doping degli anni '90

Messaggio da leggere da DarioF » martedì 22 ottobre 2019, 9:48

Niи ha scritto:
martedì 22 ottobre 2019, 1:12
Grazie per aver condiviso questi pensieri. Spero che il vento possa cambiare e che certe denunce possano portare fuori il marcio o comunque le ingiustizie. Mi pare che il caso Schwazer possa diventare un simbolo.
Mi spiace ma mi sento di sottolineare che non sono pensieri ma fatti che potrebbero avere pesanti conseguenze e anche rovinare la vita.
Stanno dimostrando che sono dei delinquenti.




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