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lemond
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Re: Storia

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I giorni della gloria XLVIII

Pompeo Strabone riuscì per primo a formare due nuove legioni con gli abitanti delle sue vaste proprietà nel Piceno settentrionale, che sommate alle due che già aveva, gli permisero di partire già in aprile da Cingoli: non aveva la predisposizione per il comando, ma era un uomo duro.
Le origini dei Pompei erano dubbie e, poiché il loro aspetto era decisamente celtico, coloro che contavano a Roma li ritenevano galli, ma settant'anni prima un avo di Strabone aveva intrapreso l'inevitabile viaggio verso Roma e, corrompendo senza scrupoli gli elettori, si era fatto eleggere console: ciò li aveva fatti diventare romani. Da giovane Strabone era stato oggetto di scherno, ma non solo per lo sguardo incrociato, bensì per la rozzezza che nessuna opera di affianmento sarebbe mai riuscita a celare! :D
Nella marcia che stava inntraprendendo con le 4 legioni non aveva portato con sé il figlio, perché doveva proseguire gli studi, ma nemmeno lui era granché come intellettuale, così in quei giorni aveva piantato i libri e unìto ai centurioni che erano stati lasciati indietro per continuare l'addestramento dei clienti pompeiani come legionari. Come loro si sottopose a un rigido programma di addestramento militare, pur essendo non ancora in possesso della toga virile. A differenza del padre, Gneo Pompeo non doveva portare il cognome, perché non era strabico.
Non appena appresero che Pompeo era in marcia, gli Italici non avevano più scuse e Mutilo ottenne l'appoggio di tutti: Vidacilio, Lafrenio e Scatone andarono a Nord per Strabone, menre Mutilo guidò sei legioni fino a Isernia, avamposto latino in terra italica.
Straordinariamente fortificata e ben rifornita, la città chiuse le porte e subito si capì che ci sarebbe voluto un assedio lungo, per cui Mutilo, divise l'esercito e, con due legioni traversò il Volturno.
Lucio Cesare, dopo alcuni tentennamenti ben previsti da Silla, decise di andare in soccorso di Isernia e scelse la strada di Teano e Terni, ma non sapeva che Scatone dei Marsi aveva lasciato il Nord, dove Strabone era assediato a Fermo, e stava marciando lungo le coste del lago Fucino e quindi incontrò Cesare fra Atina e Cassino.
La battaglia fu aspra e Lucio Cesare perse, lasciando 2.000 vetereni morti sul campo, mentre Scatone avanzava incontrastato verso Isernia. Marco Claudio Marcello riuscì ad abbandonare Venafrium prima dell'arrivo dei Sanniti e si diresse a Isernia. riuscendo ad entrarvi, perché il servizio di guardia degli assedianti era poco efficiente e così ora la città aveva a capo un comandante capace e coraggioso, dopo che i legati giovani erano scappati, vestiti da schiavi! Intanto il servizio segreto, organizzato da Silla, riferiva che anche gli Apuli e i Venusini stavano per schierarsi dalla parte dell'Italia.
Ma tutto questo era nulla, se paragonato alla condizione in cui si trovava Publio Rutilio Lupo appena a est di Roma...


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matteo.conz
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Re: Storia

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Gimbatbu
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Re: Storia

Messaggio da leggere da Gimbatbu »

matteo.conz ha scritto: venerdì 13 maggio 2022, 15:51 Molto interessante https://larivistaculturale.com/2017/01/ ... modernita/
In linea di massima si può essere d' accordo con l' analisi di Baumann, ma le responsabilità del singolo individuo pesano comunque come un macigno.


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aitutaki1
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Re: Storia

Messaggio da leggere da aitutaki1 »

Gimbatbu ha scritto: venerdì 13 maggio 2022, 17:25
matteo.conz ha scritto: venerdì 13 maggio 2022, 15:51 Molto interessante https://larivistaculturale.com/2017/01/ ... modernita/
In linea di massima si può essere d' accordo con l' analisi di Baumann, ma le responsabilità del singolo individuo pesano comunque come un macigno.
Non sottovalutare il ruolo della propaganda, non a caso nell' articolo è citata la Arendt


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lemond
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Re: Storia

Messaggio da leggere da lemond »

"... I sostenitori dei nazionalisti estremi farebbero bene a cogliere l’occasione rappresentata dal giorno della memoria per riflettere."

Secondo me non c'è bisogno di nessun giorno della memoria per sapere che il nazionalismo (l'estremo è superfleo) è l'origine di tutti i mali del mondo, ma c'è di peggio, non credo nemmeno che sia eliminabile! :x


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Re: Storia

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I giorni della gloria IL

Lupo era furioso perché, scrisse al Senato, c'erano elementi ribelli fra le truppe e forse addirittura i suoi legati! Come poteva proteggere Alba Focenzia senza nessun legionario esperto e quando si sarebbe preso a Pompeo Strabone le due legioni di veterani? E quando lo avrebbero liberato di quell'intollerabile insetto, Gaio Mario?
Ma intanto quell'insetto aveva allestito un accampamento molto ben fortificato sulla via Valeria e sapeva che non c'era altra scelta, perché le reclute non sarebbero state pronte prima dei canonici cento giorni e anche l'equipaggiamento era scarso per affrontare una battaglia. Ma la cosa più terribile era che Lupo era solo un generale da salotto, convinto che se il nemico avvistava una legione di veterani romani la battaglia fosse già finita e vinta, per cui alloerché il console provò a dare l'ordine di marciare su Alba Focenzia, Mario molto semplicimente si rifiutò di eseguirlo, stante l'enorme inesperienza delle truppe e la maggior parte dei legati giovani fece lo stesso.
Fu così che non ci si mosse fino a maggio, quando Lupo ordinò a Gaio Perpenna di prendere la legione di reclute di Capua, insieme alla seconda delle legioni migliori e di raggiungere Alba Focenzia attraverso il passo occidentale lungo la via Valeria. Mario si oppose, ma questa volta fu lasciato solo e Perpenna partì.
Il passo occidentale era una gola rocciosa a 1200 metri di altitudine, le truppe si lamentavano per il freddo e Perpenna non mise le vedette nei punti più alti e più esposti al vento; Publio Presenteio poté accerchiare, non visto, la colonna romana prima di attacacarla con le sue quattro legioni e dopo una breve battaglia, 4.000 soldati di Perpenna giacevano morti lungo il passo, spogliati delle armature e i Peligni recuperarono anche quelle dei seimila che sopravvissero, poiché questi le avevano gettate a terra per correre più velocemente e Perpenna stesso fu uno dei più rapidi! :crazy:
Lupo tolse a Perpenna il grado militare e lo mandò a Roma con disonore, ma Mario apostrofò il console: "È da stupidi dare la colpa a Perpenna, perché lui non è un soldato, e purtroppo nemmeno tu, ti avevo detto che gli uomini nonn erano pronti e dovevano essere guidati da qualcuno che conosce le reclute, cioè da me! Quindi la colpa è solo tua, perché sei solo un idiota incompetente, sai soltanto mandare a morire dei poveracci!"
Ma Lupo volle continuare a fare di testa sua, convinto che non ci fossero italici a ovest delle terre dei Marsi e deciso ad attraversare il Velino sul ponte più vicino a Carseoli, mentre Mario doveva raggiungerlo attraverso la via più lunga e ritrovarsi a Himelia.
Ma, nel momento in cui Lupo scomparve alla vista, Mario condusse le truppe in una vicina foresta e si accampò senza accendere nessun fuoco e da lì in poi avrebbero marciato solo di notte e così raggiunsero il ponte dopo 12 giorni, il ritmo era stato lento, ma i soldati erano fiduciosi, ma mentre stavano attraversando il fiume videro una piccola insenatura di acqua ferma, piena di vortici e di corpi dei soldati di Lupo!
Mario esaminò un cadavere e si accorse che era morto da poco e disse al legato giovane di radunare le truppe dopo il ponte: - Credo che gli italici non sappiano della nostra presenza e forse potremo prenderci la rivincita. -


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Re: Storia

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I giorni della gloria L

I cadaveri che Mario aveva visto nel fiume erano, come già detto, soldati di Lupo che avevano perso la vita (ottomila) l'undicesimo giorno di giugno, (dei 10.000 che componevano le due legioni). Fra i morti lo stesso Lupo e il legato Marco Valerio Messala.
Mentre Scatone, il vincitore, osserva i suoi uomini spogliare i cadaveri, stava pensando che se i romani erano così facili da sconfiggere, come avevano fatto a conquistare mezzo mondo? :dubbio: :dubbio:
Purtroppo per lui, l'avrebbe scoperto molto presto!
Mario, non visto da nessuno, aveva proceduto con grande velocità, trovando l'accampamento dei Marsi completamente vuoto, aveva lasciato lì la maggior parte degli ausiliari a occuparsi di raccogliere e selezionare il materiale, mentre proseguiva con le legioni. Intorno a mezzogiorno raggiunse il campo di battaglia del giorno prima e vi trovò le truppe dei Marsi intenti a strappare le armature dai cadaveri. Scatone riuscì a fuggire fra le montagne, lasciandosi dietro 2.000 Marsi morti, oltre a tutto ciò che possedevamo, ma gli onori, pensò Mario, andavano ancora agli italici, che avevano avuto di gran lunga la meglio in termini di caduti sul campo e il tutto perché erano stati guidati da uno sciocco! :muro:
Davanti al corpo di Lupo e Messala, Mario disse ai presenti che gli dispiaceva assai per il legato, che sarbbe di sicuro diventato un bravo militare, ma che era molto felice che la Fortuna avesse ritenuto opportuno volgere le spalle a Lupo. Se fosse sopravvissuto chissà quanti uomini ancora avrebbe mandato a morire! :grr:
Qualche giorno dopo Mario ricevette la risposta di Scauro nella quale in primis si parlava della sconvoglimento del SPqR alla vista del cadavere del console e in secundis del fatto che il Senato non aveva ritenuto opportuno assegnare il comando a lui, bensì unito con Cepione! "Ma suppongo, aggiunse Scauro, che affronterai la faccenda alla tua maniera." :diavoletto:
Ma a decidere come Mario avrebbe trattato Cepione fu la dea Fortuna. Mario continuò ad addestrare le tre legioni per tutto giugno e parte di "quintilis", mentre Cepione non sapeva che cosa fare, se non scrivere lettere al Senato per chiedere che Gaio Mario fosse privato del comando! Ma verso la metà di quintilis ricevette la visita di Quinto Poppedio Silone dei Marsi che veniva a consegnarsi e ottenere la protezione di Roma. A lui e non a Gaio Mario, per amore di Marco Livio Druso.
Silone gli disse che considerava questa guerra odiosa e dannosa per gli italici, perché nessuno poteva battere Roma! Per queste opinioni sono stato accusato di collusione con il nemico e solo per poco sono riuscito a non essere giustiziato; fuggendo, sono riuscito a prendere il tesoro dei Marsi; nell'asino di scorta ce n'è una piccola parte, il resto è nascosto in una valle isolata non troppo lontano da qui. Oro! A questo Cepione non sapeva proprio resistere; tutti dicevano che era inodore, ma lui era figlio di suo padre ed entrambi erano i soli che a Roma erano consci di saper fiutare l'oro e, dopo aver esaminato il contenuto caricato sul mulo, subito rispose a Silone che avrebbe avuto la protezione sua e di Roma. :cincin:
"Intanto riposati e domani potrai condurmi a quella valle a vedere ..."
- Sarebbe bene che tu portassi anche l'esercito, perché di sicuro i Marsi saranno sulle mie tracce! -
Il giorno dopo Cepione, Silone e le legioni viaggiarono, fino a quando il sole non fu alto nel cielo, in direzione di Subiaco. Silone insisteva nel tenere un passo che consentisse alla fanteria di procedere agevolmente, sebbene Cepione fosse così ansioso di vedere il resto dell'oro da non sopportare l'idea di spèrecare tempo!


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Re: Storia

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I giorni della gloria LI

È là, disse Silone, indicando una collina oltre la riva dell'Aniene e c'è un buon ponte, dove potremo attraversare in tutta sicurezza. Con le due legioni disposte ai piedi della collina, Silone disse di aspettare lì, mentre andava ad accertarsi da solo che tutto fosse a posto.
Non appena fu dietro a uno sperone di roccia, i Marsi si riversarono da ogni parte sulla colonna romana e nessuno ebbe via di scampo: morirono tutti, tranne uno, Cepione, che era stato fatto prigioniero, perché doveva avere un trattamento particolare. E quando l'esercito dei Marsi si mosse verso la via Valeria c'era la testa di Cepione sospesa in cima a una lancia, il resto del corpo fu lasciato a terra insieme al suo esercito.
Silone scrisse a Mamerco, fratello di Druso, quello che era accaduto e che ora l'Oro di Tolosa sarebbe andato ai figli di Cepione, compreso il cuculo dai capelli rossi. Se Cepione fosse vissuto avrebbe trovato un modo per diseredarli, sono felice di aver fatto questo per Druso e che possa il ricordo di lui rimanere a lungo nella mente di tutti gli uomini retti, Romani e Italici.
Mamerco era rimasto l'unico parente per quei sei bambini che erano in casa di Druso, perché Cornelia Cepionide era morta in quei giorni e lui, secondo la legge, doveva accoglierli in casa e la cosa gli faceva anche piacere, perché si era affezzionato a loro, perfino a quell'orribile Catone il giovane, magari forse per pietà!
"Non verranno mai ad abitare qui! Affermò la moglie di Mamerco con asprezza, se vengono loro, me ne andrò io!"
Mamerco dovette cedere, ma non per debolezza, solo perché era un uomo pratico e se avesse portato i bambini in casa, li avrebbe destinati a una bruttissima vita, pertanto si recò da Scauro, che anche se non era un Emilio Lepido, era pur sempre il membro più anziano della gens Emilia, nonché co-esecutore testamentario di Druso e di Cepione, per chiedere consiglio.
Due giorni dopo il Princeps Senatus fece ritornare Mamerco per dirgli che aveva trovato una buona soluzione in una lontana parente: Servilia Gnea che al momento viveva con la madre, una Porcia, brave persone, ma sfortunate e avebbero accettato, dietro compenso, di occuparsi dei bambini finché l'ultimo non avesse raggiunto la maggiore età.
Mamerco si recò al loro domicilio, di proprietà di Cepione, una splendida domus, ma il proprietario non era certo stato di manica larga nella manutenzione, perché il soffitto, ad es, era rovinato da vaste macchie di umidità e muffa; tuttavia bastò un'occhiata al giardino per capire che le due donne non erano oziose, dal momento che era estremamente curato.
In breve tempo, perché nessuna delle parti amava i giri di parole, si misero d'accordo e già l'indomani sarebbero andate nella domus di Livio Druso, sicure che Gnea avrebbe avuto al termine la dote per un matrimonio di sua scelta, mentre alla madre sarebbe stata trovata una residenza confortevole, sempre tredici anni dopo. Porcia suggerì a Mamerco di trovare un pedagogo, perché i bambini avevano bisogno di una figura maschile autorevole in casa e non solo delle due donne.
Fu trovato il soggetto ideale come pedagogo, perché oltre a essere bravissimo in greco e latino era di aspetto repellente, il che era necessario, visto che doveva convivere per anni con due donne.
Concluso bene il lavoro comune, Mamerco andò a salutare Scauro e gli disse che sarebbe partito con Silla.
"Buona idea, è l'uomo del futuro." :cincin:


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Re: Storia

Messaggio da leggere da lemond »

I giorni della gloria LII

A Nola erano stati fatti prigionieri 2.000 romani, stipati in un fossato per i porci e Lucio Postumio, il comandante disse che i soldati semplici dovevo arrendersi e passare agli italici, unico modo per restare in vita. Sarebbero bastati gli ufficiali a tener alto l'onore di Roma, accettando di morire. Ci vollero diversi giorni per convincerli, ma alla fine i legionari si arresero, mentre morirono tutti i centurioni, tribuni e lo stesso Lucio.
Quando parve chiaro che tutta la penisola a sud dell Campania settentrionale era territorio italico, Lucio Cesare parlò con il legato anziano Lucio Cornelio Silla e si stupì di vederlo allegro. :dubbio:
"Lo sono perché è sicuro che vinceremo, la guerra non è un'elezione, dove i primi voti rispecchiano il risultato finale, qui la vittoria andrà a chi non si arrende e le motivazioni sono diverse: gli Italici stanno combattendo per un'idea (l'uguaglianza), mentre i Romani sanno di mettere in gioco l'esistenza e quando le popolazioni italiche si stancheranno di lottare per *un sogno*, il piatto della bilancia penderà dalla nostra parte. Gli Italici non sono un'entità, non hanno una storia e tradizione come la nostra, per noi il mos maiorum è reale, per loro, l'Italia no! Inoltre devo darti già ora buone notizie: l'Africa ci ha restituito migliaia dei vecchi soldati di Gaio Mario, un po' incanutiti, ma determinati a combattere per la madrepatria, in totale sono quattro legioni che potremo dividere con Gaio Mario, che ormai è diventato comandante unico al nord."
- Suppongo che tu abbia ragione e per quanto io detesti Gaio Mario, devo ammettere che mi sento più sollevato ora che ha preso il pieno comando. -
"Certo, e miglioreranno anche qui e ho messo a punto un piano per attirare Mutilo lontano da Acerra, finche le nuove truppe non saranno pronte: marceremo verso Isernia per inscenare un attacco simulato, loro proveranno a tendermi un'imboscato, ma io sarò pronto!" :)
Come detto le legioni di Silla marciarono sulla strada per Aquino e stavano entrando nella famosa gola, ma questa volta i romani avevano appunto Silla come generale in capo e quando Duilio, con i suoi sanniti, all'alba stava per attaccarli scoiprì che non c'era nessuno in quella gola e vide solo la retroguardia scomparire all'orizzonte, verso Isernia; non poteva far nulla, se non mandare un messaggero per avvertire gli assedianti dell'arrivo di Silla. Ma anche quella soluzione si rivelò inutuile: Lucio Cornelio si aprì un varco tra le linee degli assedianti e riuscì a entrare in città senza perdite.
Gaio Trebazio, comandante dell'assedio sannita a Isernia riferì che il generale romano era troppo bravo per lui: "Non sono riuscito a impedirgli di entrare e penso di non poter far nulla quando deciderà di uscire!" :grr:
In isernia il morale era alto e il comandante, Marco Claudio Marcello, molto determinato! Silla, compiaciuto, gli confessò che la cosa era davvero importante, perché quella era anche una guerra dello spirito: "Bisogna insegnare agli Italici che Roma e i Romani sono inviolabili e se tu riuscirai a resistere darai una chiara lezione in tal senso!"
- Finché vivrò, terrò Isernia saldamente, disse Marcello, credendo fermamente a ogni parola. - :)


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Re: Storia

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Ormai stiamo entranto nella fase in cui Lucio Cornelio Silla è sul punto di essere LUi, non farà male, a chi vuole, conoscere in dettaglio la storia raccontata in sei ore dal prof. Giovanni Brizi (il video sembra non disponibile, ma si può cliccare dove dice "guarda su youtube" :)


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Re: Storia

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Silla lasciò Isernia, sapendola in buone mani e raggiunse il console (ormai unico) ad Aquino. Lucio Cesare gli fece leggere una lettera ricevuta da Mario: "In qualità di comandante unico del fronte settentrionale ti comunico che ho intenzione di invadere le terre del Marsi, perché l'ersercito è finalmente in condizioni ottimali e sono fiducioso che saprà comportarsi come i miei in passato. Penso tu sia d'accordo sul fatto che abbiamo bisogno di una vittoria, completa e decisiva e ora io posso farlo! Ma, a questo scopo, vorrei i servigi del mio vecchio amico e collega Lucio Cornelio Silla, più due legioni. Capisco perfettamente che ti sarà difficile privartene, ma se non considerassi la richiesta imperativa, non ti chiederei il favore e sappi che sarebbe per due mesi soltanto."
- Va' pure, Lucio Cornelio, tanto qui non ci sarà nessuna battaglia! -
Silla fu sul punto di perdere le staffe, ma decise di no.
Giorni dopo incontrò Mario, il quale, non appena lo vide, osservò che sembrava veramente amareggiato, anche a te Lucio Cesare dà ai nervi!?
- Sì, tanto più che ho saputo che si prepara a presentare una legge con la quale concede la cittadinanza agli Italici che ancora non hanno combattutto contro di noi! -
Mario assentì e poi confidò che aveva un lavoro preciso da far compiere a Silla, ma che nessuno doveva saperlo: "Lascerai la via Latina e seguirai il Liri in direzione di Sora e seguirai il fiume fino alle sorgenti. Io invece marcerò da Rieti verso il passo occidentale sulla via Valeria. Tutti dovranno vedere me, ma nessuno invece dovrà pensare che c'è un altro esercito che sta risalendo il fianco sud."


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Re: Storia

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I giorni della gloria LIV

La cosa che più irritava Silla era che il piano di Mario era perfetto e riconobbe il preciso istante in cui il Granduomo ingaggiò battaglia con i Marsi e, come previsto, non gli rimase altro da fare che uccidere tutti quelli che fuggivano dallo scontro.
"Come al solito sono lo scagnozzo al seguito di Mario" pensò e non gli rimaneva altro da fare che informare il comandante in capo che di Marsi non ce n'erano rimasti più!
Ritornati al campo seppero che Lucio Cesare era stato preso in trappola nella gola e aveva perso un quarto dei suoi uomini e costretto a ritornare a Teanum Sidicium, per cui Mario sconsigliò Silla di ritornare subirto da lui e gli suggerì invece di accompagnarlo ad Alba Focenzia e poi fare "una passeggiata" nel Sannio, non è vero?
- Lasceremo a Sesto Giulio il compito di attaccare il Piceno, mentre noi attiriamo il Toro Sannita e sarebbe carino per te arrivare a Teanum tenendo Isernia nelle pieghe della tonaca come regalo per Lucio Cesare, non trovi Lucio Cornelio? Ma domani vieni a trovarmi, perché devo dirti una cosa in privato e ora sono troppo ubriaco! -
Ma il giorno dopo non fu possibile parlarci, perché Mario aveva avuto un altro ictus! e Silla subito pensò e disse che se lui poteva fare a modo suo l'altro era ... finito! :diavoletto:
Mario gli rispose, balbettando, che doveva ancora essere una volta console, perché glielo aveva detto la sibilla, ma Silla non ci fece molto caso e urlò che assumeva lui il comando e ordinò di ritornare subito nel Lazio, perché le truppe, senza il loto generale, non potevano scontrarsi col nemico!
Nessuno disse nulla, perché era facile leggere negli occhi di Silla che chiunque gli avesse disobbedito, poteva solo augurarsi di non essere nato! :x


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Re: Storia

Messaggio da leggere da Padule85 »

Lemond ,che dire se non :clap:


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Re: Storia

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Padule85 ha scritto: giovedì 19 maggio 2022, 15:37 Lemond ,che dire se non :clap:
Grazie e approfitto per dire a te a a tutti i miei amici che si potessero essere sentiti un po' traditi perché non scrivo più di ciclismo; il motivo, come aveva già scritto a Galliano, è semplice: non seguo più quel bellissimo sport, perché mi crea troppo stress e, al contrario di Achille e Giosuè (Gesù per gli italiani) ho scelto una vita lunga da idiota, come mi ha insegnato Eraclito, invece di ... :)


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Re: Storia

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I giorni della gloria LV

Una comunicazione urgente arrivò al Princeps Senatus, siglata col nome non di Mario, il vincitore dei Marsi, bensì di Silla: "GAIO MARIO COLPITO DA ICTUS E HO DECISO DI RITORNARE A ROMA. L'ESERCITO STA INVECE ANDANDO NON VERSO ALBA FOCENZIA, MA A RIETI."
Scauro corse subito a dare la notizia a Iulia, prima che la stessa si diffondesse per tutta Roma.
Quando le cinque coorti arrivarono, Marco Emilio poté annunciare che il terzo fondatore di Roma era ancora in vita e Silla confermò che non sarebbe morto. I due si recarono alla domus di Scauro per parlare della nuova situazione e quest'ultimo chiese: "Vuoi il comando del fronte marsico?"
- Dubito che il Senato me lo conceda, ma poi no, è meglio se rimango sul fronte di guerra che conosco e non mi candiderò al consolato quest'anno, ho deciso di aspettare il prossimo. -
"Ma tu potresti vincere già ora, se ti appoggiassi."
- L'offerta giunge troppo tardi e mi devo occupare "in toto" nella guerra in Campania, non ho tempo per indossare la toga candida e poi ho promesso a Quinto Pompeio di candidarci insieme, tanto più che mia figlia sposerà il suo erede. ;)
E quando Silla tornò a casa ebbe subito notizia di Cornelia Silla a proposito del futuro matrimonio: continuava a non prendere per niente bene le decisioni del padre! :x Le fece venire in sua presenza come se fosse una prigioniera e le chiese gelidamente quali intenzioni avesse!?
" Puoi colpirmi quanto vuoi, anche fino a ucciidermi, ma non sposerò Quinto Pompeo! E piantò visibilmente i piedi a terra, come per prepararsi a ricevere un colpo tremendo, che però non arrivò.
Di fronte a tale ostinazione, Silla decise di cambiare approccio: "Sai dirmi che cos'è la pìetas?"
Certo, - È il dovere. -
" E fra questi, dovrai riconoscere che c'è anche quello verso il paterfamilias! "
- È inutile, padre, non riuscirai a far tradire me stessa! -
Le labbra di Silla si misero a tremare e pensò: "Che soldato sarebbe stata sua figlia!" E, anche per avere consiglio, si mise a scrivere a Smirne.


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lemond
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Re: Storia

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I giorni della gloria LVI

a Publio Rutilio Rufo, Smirne.

Quella piccola e impudente nullità di Cornelia mi ha messo nel sacco! Non mi serve né morta, né schiava e soprattutto non serve al giovane Quinto Pompeo, quindi che cosa devo fare? Te lo chiedo, perché sei stato tu a risolvere il dilemma di Marco Aurelio Cotta quando ha dovuto scegliere un marito per Aurelia. In attesa del consiglio, ti racconto quanto sta succedendo qui.
Al momento sembra che i consoli dell'anno prossimo saranno Lucio Porcio Catone Liciniano e Gneo Pompeo Strabone, che coppia tremenda!
Confesso di sentirmi completamente sconcertato quando cerco di spiegarmi come certa gente riesca ad arrivare al consolato? Ma forse quel che conta è avere l'ordine equestra dalla propria parte. I cavalieri hanno fatto sedere Gaio Mario sulla sedia curule per ben sei volte e sono ancora tutti per lui, perché così gli affari vanno a gonfie vele. Che un uomo abbia antenati illustri conta molto meno per loro! Come vorrei essere in grado di far pagar loro il conto!
Pompeo Strabone si è dato molto da fare per far credere di essersi coperto di gloria nel Piceno, mentre in effetti ha passato l'estate asserragliato a Fermo e poi si è preso il merito della vittoria di Publio Sulpicio. In ogni modo ormai la guerra, secondo me, sta volgendo a nostro favore.
Scauro pensa che l'idea di Lucio Cesare di presentare l'esca per la cittadinanza, agli Italici non in guerra, abbia molti meriti e non sono riuscito a convincerlo che quella legge sarà solo l'inizio e che fra non molto ogni italico sarà cittadino romano; non importerà quanto recente sia il sangue romano di cui gronda la spada!
Silla ottenne la risposta alla fine di novembre, mentre si trovava a Capua a riordinare le legioni più che decimate dalla seconda marcia di Lucio Cesare nella Gola di Melfa.
Mio caro Lucio Cornelio, perché sembra che i padri siano incapaci di trovare la maniera giusta di trattare le figlie? La risposta credo sia piuttosto semplice, occorre solo la complicità di Elia, perché deve apparire che tu non c'entri per niente. Elia deve cominciare col far capire a Cornelia che stai cambiando idea sul matrimonio e deve accennare a qualche ragazzo estremamente repellente, poi il fatto che Gaio Mario sia "in fin di vita" impedisce a Mario il Giovane di legarsi in un vincolo matrimoniale. Dovresti anche fare in modo che la bambina incontri da sola Mario il giovane e sono sicuro che vedendolo ora non gli sembrerà lo stesso di quando era un quindicenne, preso com'è solo dalla carriera che non è ancora decollata; sono sicuro che questo incontro lo infastidirà e non sarà nemmeno capace di nascondere il fatto.
Infine Elia deve addurre qualche motivo valido per convincere Cornelia Silla a partecipare a una cena in casa di Pompeo Rufo e quando lo avrà visto e paragonato ai ragazzi repellenti e al nuovo Mario, son sicuro che la ragazza cambierà idea: capirà subito di essere più intelligente e che di fatto avrebbe il ruolo di capo-famiglia e questo, visto che ti assomiglia, penso che sarà irresistibile. :)
Rufo proseguiva con le notizie del luogo: Mitridate, approfittando che l'attenzione di Roma era rivolta all'Italia, ha invaso la Bitinia e vi ha insediato un re fantoccio (il fratello più giovane de re). Nicomede è riuscito a scappare e penso lo vedrai a Roma, prima della fine dell'anno.
Ma non basta, anche in Cappadocia siede sul trono un succubo di Mitridate e anche Ariobarzane si è rivelato agile, come Nicomede, e arriverà a Roma con una petizione.
Sono convinto che si stiano preparando guai seri nella nostra provincia d'Asia, perché, oltre all'incombente Mitridate, sono in molti a rammentarsi dei publicani e odiano il nome di Roma, anche se, per il momento, queste difficoltà non riguardano te, ma Scauro che, purtroppo a quanto mi scrive, non sta bene! :x


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lemond
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Re: Storia

Messaggio da leggere da lemond »

Come dice in questa intervista Umberto Eco (sul suo lavoro alla Rai) ... Agghiacciante!


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Re: Storia

Messaggio da leggere da Padule85 »

lemond ha scritto: venerdì 20 maggio 2022, 12:25
Padule85 ha scritto: giovedì 19 maggio 2022, 15:37 Lemond ,che dire se non :clap:
Grazie e approfitto per dire a te a a tutti i miei amici che si potessero essere sentiti un po' traditi perché non scrivo più di ciclismo; il motivo, come aveva già scritto a Galliano, è semplice: non seguo più quel bellissimo sport, perché mi crea troppo stress e, al contrario di Achille e Giosuè (Gesù per gli italiani) ho scelto una vita lunga da idiota, come mi ha insegnato Eraclito, invece di ... :)
Si vede l'amore per la storia,infatti sto leggendo molto volentieri.È un peccato però non scrivere di ciclismo,non trovi?
Ultima modifica di Padule85 il sabato 21 maggio 2022, 13:51, modificato 1 volta in totale.


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Re: Storia

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Padule85 ha scritto: sabato 21 maggio 2022, 12:34
lemond ha scritto: venerdì 20 maggio 2022, 12:25
Padule85 ha scritto: giovedì 19 maggio 2022, 15:37 Lemond ,che dire se non :clap:
Grazie e approfitto per dire a te a a tutti i miei amici che si potessero essere sentiti un po' traditi perché non scrivo più di ciclismo; il motivo, come aveva già scritto a Galliano, è semplice: non seguo più quel bellissimo sport, perché mi crea troppo stress e, al contrario di Achille e Giosuè (Gesù per gli italiani) ho scelto una vita lunga da idiota, come mi ha insegnato Eraclito, invece di ... :)
Si vede l'amore per la storia,infatti sto leggendo molto volentieri.È un peccato però,non scrivere di ciclismo,non trovi?
Non sono sicuro che quella di Carlo sia un' astinenza definitiva e irrevocabile , anzi


Uguaglianza, Fratellanza e Tolleranza
.·. Sic Semper Tyrannis .·.

Dove ... Non siamo tutti uguali, non tutti abbiamo gli stessi diritti, alcuni hanno diritti e altri no.
Dove questo verbo attecchisce alla fine c'è il lager. (P. Levi)

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Re: Storia

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aitutaki1 ha scritto: sabato 21 maggio 2022, 13:50
Padule85 ha scritto: sabato 21 maggio 2022, 12:34
lemond ha scritto: venerdì 20 maggio 2022, 12:25
Grazie e approfitto per dire a te a a tutti i miei amici che si potessero essere sentiti un po' traditi perché non scrivo più di ciclismo; il motivo, come aveva già scritto a Galliano, è semplice: non seguo più quel bellissimo sport, perché mi crea troppo stress e, al contrario di Achille e Giosuè (Gesù per gli italiani) ho scelto una vita lunga da idiota, come mi ha insegnato Eraclito, invece di ... :)
Si vede l'amore per la storia,infatti sto leggendo molto volentieri.È un peccato però,non scrivere di ciclismo,non trovi?
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Nel calcio sono dovuto rientrare a causa di mio nipote (o meglio, per amore di lui), ma il ciclismo al Sardino (che domani va a Venezia! :( ) non interessa. :cincin:


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Re: Storia

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lemond ha scritto: sabato 21 maggio 2022, 16:41
aitutaki1 ha scritto: sabato 21 maggio 2022, 13:50
Padule85 ha scritto: sabato 21 maggio 2022, 12:34

Si vede l'amore per la storia,infatti sto leggendo molto volentieri.È un peccato però,non scrivere di ciclismo,non trovi?
Non sono sicuro che quella di Carlo sia un' astinenza definitiva e irrevocabile , anzi
Nel calcio sono dovuto rientrare a causa di mio nipote (o meglio, per amore di lui), ma il ciclismo al Sardino (che domani va a Venezia! :( ) non interessa. :cincin:
mai dire mai, in più siamo in un periodo, almeno rispetto al decennio precedente, con tanti protagonisti di qualità che si sfidano su diversi terreni, perché privarsene ?


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Re: Storia

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Maìno della Spinetta ha scritto: domenica 22 maggio 2022, 0:18 Vincenzo quando sente pendenze e percorsi da Ciglio si esalta, sempre. Vederlo gestire l'attacco sulla Maddalena e non prenderla su mi fa pensare che tra Teglio e Castelmonte ci farà divertire, ci proverà quantomeno.

Peccato davvero sia uscito di scena Bardet, li vedevo davvero bene insieme
Se il "battaglione sacro" di Tebe in inferiorità numerica ha sconfitto gli Spartani, tutto può accadere


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Re: Storia

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I giorni della gloria LVII

Come aveva previsto Rutilio, Mario il giovane si comportò con Cornelia in maniera disgustosa e l'adorazione per l'amico di sempre era terminata e allora si stavano creando i presupposti per il matrimonio voluto...
Strabone e Liciniano furono eletti consoli e a questa fonte di preoccupazione per Silla si aggiungeva lo stato di salute di Scauro, che appariva alquanto incerto e salutandolo Lucio Cornelio chiese all'altro di aver cura di sé con improvvisa insistenza, come colto da premonizione, perché Roma ha bisogno di te!
Va bene, rispose Scauro che senza di me si corre il rischio che arrivino al potere gente come Lucio Marzio Filippo, ma non sono sicuro che nelle tue mani, caro Lucio, Roma non avrebbe un fato peggiore. :uhm:
Tu hai trascorso troppi anni in servizio militare e ho notato che spesso ciò rasforma i senatori in autocrati e quando assurgono a una carica ufficiale diventano impazienti e incapacvi di accettare le normali pastoie politiche! :x
E quando tu sarai al potere non avrai uno Scauro ad arginarti, come ho fatto con Mario e tu senza freni mi sembri più pericoloso per il mos maiurum di migliaia di Saturnini; ma parliamo della guerra in Campania, dove il comando è stato affidato a Catone Liciniano, sarà un uomo più difficile da gestire di Lucio Giulio: altrettanto insicuro, ma più arrogante e pomposo.
"Non mi darà alcun fastidio, Mario l'à definito una nullità e so come trattare tali persone!"
- Come? -
"Schiacciandole! E dopo prenderò il comando."
Detta da un altro, questa affermazione sarebbe risultata ridicola e Scauro si sarebbe fatto grasse risate, ma da Silla sonava come una predizione e Scauro fu scosso da un fremito.


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Re: Storia

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I giorni della gloria LVIII

Erano passati anni da quando Marco Tullio Cicerone era il miglior amico di Silla il Giovane e ora il ragazzo di Arpino si trovava avvolto nella toga virilis per presentarsi alla casa di Pompeo Strabone, dove era stato assegnato in qualità di ufficiale, per ricevere istruzioni.
Diverse centinaia di uomini erano colà riuniti e alcuni lo riconobbero come maestro di retorica, ma nessuno fece alcun tentativo di attaccar discorso e si trovò invece sospinto verso l'angolo più buio del vasto atrio. Attese lì per ore, perché Strabone era il console anziano e in più aveva un'infinità di clienti. Aveva ormai perso le speranze di attirare lo sguardo di uno dei sette segretari, quando un ragazzo di circa la sua età gli si pose di fronte per chiedergli chi fosse?
- Marco Tullio Cicerone e tu? -
"Sono Gneo Pompeo il Giovane."
- E non strabone? -
"Ti sembro strabico, non lo sono e ho intenzione di crearmi da solo un cognomen e ti dico già da oggi quale sarà: *Magnus*."
Anche se Cicerone non era estraneo al sentimento di fiducia nelle proprie capacità, la portata della sicurezza di Pompeo gli tolse il respiro! Ma si limitò a chiedere come poteva sperare di essere chiamato grande se, come aveva confessato, non gli interessava saper parlare? Ah capisco, tu pensi di diventare un nuovo Gaio Mario.
"Sarò me stesso e farò apparire Gaio Mario un novellino!"
Mentre i ragazzi stavano parlando, arrivò il console a chiedere al figlio chi fosse l'altro?
"È il mio amico Marco Tullio Cicerone il Giovane, assegnato al tuo comando dal Princeps Senatus".
- Sei fortunato, citocacia (epiteto spregiativo) a essere amico di mio figlio, altrimenti ti darei in pasto ai maiali! -
Cicerone divenne rosso in volto, ma ritenne che fosse meglio non rispondere per le rime a Strabone, per non inimicarsi il figlio e anzi disse di essere grato al giovane per la protezione che gli avrebbe accordato.
"Penso che noi due faremo una bella coppia: tu mi aiuterai con i rapporti e le lettere e io farò la mia parte con la spada e lo scudo". :)
- Non ho consegnato i miei ordini a tuo padre. -
"Buttali via, rispose Pompeo con noncuranza, da oggi appartieni a me, mio padre non ti noterà nemmeno!"


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Re: Storia

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I giorni della gloria LIX

Una volta insediato console, Pompeo Strabone non lasciò Roma perché voleva tener d'occhio tutte quelle leggi che seguiromo la lex Iulia (proposta da Lucio Cesare), vale a dire quelle, proposte da lui, che concedevano la piena cittadinanza romana a ogni città di Diritto Latino a sud del fiume Eridano nella Gallia italica e dava i diritti latini alle città di Aquileia, Padova e Milano (a nord del fiume). Tutte le genti di queste grandi e prospere comunità entravano così a far parte della sua clientela.
Il maggiore oppositore della legge sulla naturalizzazione di Lucio Cesare era stato l'amico di Cepione, Quinto Vario e i nuovi tribuni della Plebe si lanciarono contro di lui, come lupi ed ecco che la commissione Variana, che aveva perseguitato tutti coloro che erano in favore della cittadinanza agli italici, diventò la commissione Ploziana (il capo era Marco Plozio Silvano) che cominciò a portare in tribunale tutto coloro che cercavano di ostacolare la lex Iulia e quelle Pompeiane!
Frattanto Scauro era preoccupato di due cose: una comune a molti e riguardava la salute di Gaio Mario e l'altra invece, ignorata da tutti, sulla inevitabilità di una guerra contro il re del Ponto! Per entrambe le questioni si recò a trovare l'amico in casa e, incontrate Iulia e Aurelia, chiese loro notizie sulle condizioni del malato.
"Di buon umore, rispose Aurelia, perché gli è stato trovato un compagno, nella persona di mio figlio che, avendo undici anni, presumo si possa considerare un ragazzo, ma da qualsiasi altro punto di vista, Cesare il Giovane è almeno vecchio quanto te, carissimo Princeps Senatus. :) E, ora vai a parlare con Mario e avrai facilmente conferma di ciò."
Scauro rimase per un'ora nella stanza dell'infermo, più impressionato da Cesare che dalla malattia di Mario: pur non mettendosi in evidenza il ragazzo rispose a tutte le domande con la grazia e la dignità di un adulto e ascoltò con avidità quando Mario e Scauro si misero a parlare delle incursioni di Mitridate in Bitinia e Cappadocia. Apprese anche con gaudio la promessa che fece loro Marco Emilio: - Dal momento che non puoi venire al Senato a sentirmi parlare di Mitridate, proverò quindi fra due giorni il discorso davanti a te a a Cesare il giovane. -
Ma questa promessa non gli fu possibile mantenerla, perché Scauro, Princeps Senatus, appena arrivato alla propria domus, si accasciò a terra, morto sul colpo! :grr:


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Re: Storia

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I giorni della gloria LX

Nello stesso giorno del Princeps Senatus era morto anche Sesto Giulio Cesare di infiammazione al petto, mentre cingeva d'assedio Ascoli Piceno e allora Pompeio Strabone si decise a sostituirlo al comando delle truppe nel nord-est, per cui Cicerone doveva raggiungerlo, insieme al figlio non strabico. ;)
Il tempo era estremamente freddo (una delle cause della morte di Cesare) e Marco Tullio non aveva nessuna idea di come si montasse una tenda e si mise in disparte, esitante e miserevole, finché Pompeo non gli mise una corda in mano e gli disse di tenerla stretta senza muoversi. Poi aggiunse che l'equipaggiamento non era adeguato e quindi il figlio del capo ordinò a ciascuno dei compagni di donargli qualche indumento caldo e, di fronte alle proteste: "Non lamentatevi, ve ne rimane abbastanza, mentre Marco Tullio può anche essere un idiota sotto certi aspetti, ma è anche più intelligente di tutti noi messi assieme, per altro e, in più, tenetelo a mente, è mio amico!"
Prima che Pompeo il giovane e gli altri potessero aggregarsi giunse loro la notizia che Strabone si era imbattuto in quattro legioni di Piceni e le aveva distrutte.
Quando l'esercito arrivò a Fano, anche Cicerone ne faceva parte e aveva trovato la maniera di rendersi utile: scrivere rapporti e lettere.
Qualche giorno dopo arrivò da Strabone, Publio Vettio Scatone dei Marsi con la richiesta di una pace fra di loro, ma Pompeo rispose che non poteva acconsentire alle richieste, perché era stato versato ormai troppo sangue romano e, appena ritiratisi i Marsi, dette disposizione alle truppe per preparsi all'attacco l'indomani.
Il giorno dopo ci fu la battaglia e i Marsi uccisi o destinati a morire di freddo di lì a poco! E quando Pompeo il giovane vide che Cicrerone era disgustato da tale carneficina, non poté esimersi dall'affermare: "Per Roma è molto meglio che ci siano più uomini come mio padre e me, che non tipi come te, Roma è arrivata dov'è combattendo. Poi c'è anche il Foro e allora servi anche tu." ;)


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