Piccolo mondo antico
Piccolo mondo antico
Vedo oggi per la prima volta il programma Rai per la partenza di tappa. E mi sembra di essere entrato nella macchina del tempo, o in un registratore col tasto pausa incastrato.
Mi e vi chiedo: ma non c'è modo di slegare il racconto del ciclismo - e del Giro soprattutto - da questo tessuto tradizionale e sempreuguale di scultori locali, cantanti di paese che suonano "Tanti auguri" al ciclista che fa il compleanno, bandiere blu, saperi antichi artigianali, disfatte contro l'esercito borbonico, e così via. Perché al ciclismo e al Giro viene associato solo e sempre un immaginario da piccolo mondo antico?
L'antichità sta nel microfono di chi racconta questo sport, nel modo in cui questo sport si autoracconta, o in come - fuori dalle grandi città - il Paese è davvero?
Io voto tutti e tre, ma mi interrogo.
Mi e vi chiedo: ma non c'è modo di slegare il racconto del ciclismo - e del Giro soprattutto - da questo tessuto tradizionale e sempreuguale di scultori locali, cantanti di paese che suonano "Tanti auguri" al ciclista che fa il compleanno, bandiere blu, saperi antichi artigianali, disfatte contro l'esercito borbonico, e così via. Perché al ciclismo e al Giro viene associato solo e sempre un immaginario da piccolo mondo antico?
L'antichità sta nel microfono di chi racconta questo sport, nel modo in cui questo sport si autoracconta, o in come - fuori dalle grandi città - il Paese è davvero?
Io voto tutti e tre, ma mi interrogo.
Re: Piccolo mondo antico
Anch'io voto tutte e tre.
VINCITORE DEL FANTATOUR 2016 SUL CAMPO: certe fantaclassifiche verranno riscritte...
"Stufano è un Peter Sagan che ha smesso di sognare (E.Vittone) "
"Stufano è un Peter Sagan che ha smesso di sognare (E.Vittone) "
Re: Piccolo mondo antico
è una domanda che più volte mi sono fatto anch'io.... e per ora non ho una risposta.rizz23 ha scritto:Vedo oggi per la prima volta il programma Rai per la partenza di tappa. E mi sembra di essere entrato nella macchina del tempo, o in un registratore col tasto pausa incastrato.
Mi e vi chiedo: ma non c'è modo di slegare il racconto del ciclismo - e del Giro soprattutto - da questo tessuto tradizionale e sempreuguale di scultori locali, cantanti di paese che suonano "Tanti auguri" al ciclista che fa il compleanno, bandiere blu, saperi antichi artigianali, disfatte contro l'esercito borbonico, e così via. Perché al ciclismo e al Giro viene associato solo e sempre un immaginario da piccolo mondo antico?
L'antichità sta nel microfono di chi racconta questo sport, nel modo in cui questo sport si autoracconta, o in come - fuori dalle grandi città - il Paese è davvero?
Io voto tutti e tre, ma mi interrogo.
Mi domando anche se è solo il ciclismo che crea questo effetto o se è la "provincia" (perchè spesso il Giro parte o arriva non da grandi centri) che porta sempre e cmq a raccontare le solite cose: un po' di cibo e un po' di vino, artisti (a volte "artisti") locali, qualche personaggio macchietta, risvolti storici presentati come fotografie e mai approfonditi.
Eppure anche la "provincia" nasconde innovazione, originalità diverse dall' enogastronomia, tentativi di creare nuove modalità di comunità e tanto altro. Ma vengono raramente raccontate.
Pensate che bello se lo facessero al Giro.
Vabbè, lasciamo stare.
"la mente è come il paracadute, funziona solo se si apre" A. Einstein
Re: Piccolo mondo antico
ma quando passano in Romagna lo fanno il liscio con Casadei?
Kruijswijk... il resto è noia
"Siamo in gennaio, siamo in Australia ma per me questo e' il successore di Froome nell'albo d'oro della grand boucle.."
21/01/2017 barrylyndon su Porte
"Siamo in gennaio, siamo in Australia ma per me questo e' il successore di Froome nell'albo d'oro della grand boucle.."
21/01/2017 barrylyndon su Porte
Re: Piccolo mondo antico
L'effetto macchina del tempo io l'ho avuto dopo l'approdo della corsa in Italia: l'Olanda guarda avanti; l'Italia guarda indietro.rizz23 ha scritto:Vedo oggi per la prima volta il programma Rai per la partenza di tappa. E mi sembra di essere entrato nella macchina del tempo, o in un registratore col tasto pausa incastrato.
Perche' in Italia lo sport ciclismo televisivo interessa solo agli anziani.rizz23 ha scritto:non c'è modo di slegare il racconto del ciclismo - e del Giro soprattutto - da questo tessuto tradizionale e sempreuguale di scultori locali, cantanti di paese che suonano "Tanti auguri" al ciclista che fa il compleanno, bandiere blu, saperi antichi artigianali, disfatte contro l'esercito borbonico, e così via. Perché al ciclismo e al Giro viene associato solo e sempre un immaginario da piccolo mondo antico?
Perche' su RaiTre il pubblico e' su con l'eta'.
Perche' in Rai il Giro e' sempre stato presentato cosi', dal 1998.
Io rimpiango il periodo Mediaset, dal 1993 al 1997 (cioe' quello in cui sono nate tutte le rubriche di contorno che vediamo ancora oggi in Rai), dato che traspariva voglia di valorizzare un prodotto per il quale si era investito (essendo un investitore privato) cercando di farlo piacere a tutti. Per capirci, le storiche tappe del 1994 le trasmisero sulla loro rete principale (Canale 5).
La policy Rai, invece, mi sembra chiedere al Giro di fare giusto gli ascolti "da RaiTre", che non ostacolino gli ascolti canali principali dell'azienda.
Ma io sono un innovatore e in questo senso e vorrei il Giro sui canali in chiaro del gruppo Discovery.
La corsa su NOVE.
Il taglio moderno del ciclismo e le dirette integrali su DMAX.
I documentari sulla storia del Giro su FOCUS.
Le rubriche di cucina regionali sui luoghi del Giro su REALTIME.
I cartoni del Giro su K2 e FRISBEE.
Quando scadono i diritti alla Rai?
Ultima modifica di xwait il mercoledì 11 maggio 2016, 15:01, modificato 1 volta in totale.
Confidando che RaiPlay non mostri piu' il vincitore di corsa nell'immagine di anteprima... 
Cassani nel ruolo di primo commentatore tecnico, sempre e comunque
"Ormai Cassani è l'Alessandro Barbero del ciclismo
" (martin eden)
Cassani nel ruolo di primo commentatore tecnico, sempre e comunque
"Ormai Cassani è l'Alessandro Barbero del ciclismo
Re: Piccolo mondo antico
Certo che il tuo "antiraismo" è qualcosa di impressionante
Ah, una cosa: a livello di persone alla partenza ieri a Catanzaro c'era un pubblico molto folto e di gran lunga superiore rispetto a località simili negli scorsi anni. Numerose foto lo testimoniano, nel caso.
------------
Sull'interessante tema sollevato da Rizz, anch'io mi sento di rispondere "tutte e tre", pur se con alcune sfumature.
Ah, una cosa: a livello di persone alla partenza ieri a Catanzaro c'era un pubblico molto folto e di gran lunga superiore rispetto a località simili negli scorsi anni. Numerose foto lo testimoniano, nel caso.
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Sull'interessante tema sollevato da Rizz, anch'io mi sento di rispondere "tutte e tre", pur se con alcune sfumature.
Ultima modifica di Basso il mercoledì 11 maggio 2016, 15:25, modificato 1 volta in totale.
11 Vuelta 7-Prato
12 Appennino-Japan
13 Giro 9-CN ITA-Vuelta 20-Sabatini
14 Vasco-Dauphiné-Tour 3-Tour 21-Pologne-Tre Valli
15 Laigueglia-Escaut-Giro 2-Giro 18-Giro GC-Tour 13-Fourmies
16 Nice-Vuelta 12
17 Frankfurt-Tour 11-Vuelta 16-Chrono
18 Bianche-DePanne-Romandie-Köln-Piemonte-Chrono
19 Nice-Turkey-Portugal-Vuelta 10
20 Plouay-Toscana
12 Appennino-Japan
13 Giro 9-CN ITA-Vuelta 20-Sabatini
14 Vasco-Dauphiné-Tour 3-Tour 21-Pologne-Tre Valli
15 Laigueglia-Escaut-Giro 2-Giro 18-Giro GC-Tour 13-Fourmies
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18 Bianche-DePanne-Romandie-Köln-Piemonte-Chrono
19 Nice-Turkey-Portugal-Vuelta 10
20 Plouay-Toscana
Re: Piccolo mondo antico
per la surmodernità(citando Marc Augè a sua volta citato da edoardo camurri parlando di Catanzaro)
http://www.raistoria.rai.it/articoli-pr ... fault.aspx
e le raffinate analisi dei paesaggi irpini di franco arminio,
c'è l'italia del Giro di Edoardo Camurri che fa un discreto lavoro sull'italia di ieri e di oggi.
20:10 rai tre
21:00 rai storia
o da rivedere qui
http://www.raistoria.rai.it/programmi-n ... fault.aspx
vecchio e nuovo, alto e basso, ad esempio la bella puntata dello scorso anno con la casa Museo di Hermann Hesse,
fino a Lugano con Mario Botta, a indagare il rapporto tra architettura e utopia.
http://www.raistoria.rai.it/articoli-pr ... fault.aspx
poi Pistoletto a Biella, vabbè quando si parla di Biella si parla sempre e (quasi)solo della città dell'arte di Pistoletto
le provocazioni della Cracking Art a Biella e i progetti paesaggisti della famiglia Zegna, fino all’umanissima città di Adriano Olivetti a Ivrea.
http://www.raistoria.rai.it/articoli-pr ... fault.aspx
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c'è l'italia del Giro di Edoardo Camurri che fa un discreto lavoro sull'italia di ieri e di oggi.
20:10 rai tre
21:00 rai storia
o da rivedere qui
http://www.raistoria.rai.it/programmi-n ... fault.aspx
vecchio e nuovo, alto e basso, ad esempio la bella puntata dello scorso anno con la casa Museo di Hermann Hesse,
fino a Lugano con Mario Botta, a indagare il rapporto tra architettura e utopia.
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poi Pistoletto a Biella, vabbè quando si parla di Biella si parla sempre e (quasi)solo della città dell'arte di Pistoletto
le provocazioni della Cracking Art a Biella e i progetti paesaggisti della famiglia Zegna, fino all’umanissima città di Adriano Olivetti a Ivrea.
http://www.raistoria.rai.it/articoli-pr ... fault.aspx
Ultima modifica di Celun il mercoledì 11 maggio 2016, 16:00, modificato 4 volte in totale.
- Tranchée d'Arenberg
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Re: Piccolo mondo antico
Vado in OT. Io alla RAI, al di là di alcuni dettagli migliorabili ma che restano comunque dettagli, faccio una unica grande colpa: la scarsissma pubblicità che si fa per il Giro. Negli anni passati ho scritto ogni anno un post simile e mai mi stancherò di ripetermi. Cazzarola, quello tra Rai e Giro è un binomio (quasi) indissolubile; Il Giro è un evento che dura più di tre settimane, che consta di ore ed ore di diretta e quindi offre anche introiti pubblicitari non trascurabili; è un evento nazionale, anzi nazionalpopolare perchè coinvolge non solo gli appassionati ma anche, sebbene in misura più limitata, tanta gente che non conosce neanche un corridore. Insomma, si parla di un qualcosa che meriterebbe un sacco di pubblicità, non solo su RaiSport o su Rai 3, ma anche e soprattutto sulle alre 2 reti. Ogni anno tanta gente viene a sapere per caso che il Giro è iniziato quando manca solo una settimana. Invece sarebbe necessario che già 20-30 giorni prima iniziassero gli spot, con frequenza sempre crescente fino al via della corsa.Basso ha scritto:Certo che il tuo "antiraismo" è qualcosa di impressionante![]()
Ecco, questa è la grande mancanza di cui Rai si rende responsabile da anni.
Cobblestone 2012, 2013,2018 & 2021 - 1° Classifica Generale
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Re: Piccolo mondo antico
Non posso che concordare, la promozione è il grande male del Giro in Rai. Tuttavia da quest'anno c'è qualche passettino in avanti fra servizi al Tg1 della sera; la pubblicità nella settimana prepartenza, seppur certamente esagerata e migliorabile, ha fatto "parlare" della corsa. Bisogna ancora fare tanto, probabilmente ripensando in buona parte alla struttura generale del Giro in tv e in tutti i media (a tal proposito: Repubblica e Stampa hanno nelle loro homepage richiami al Giro più visibili e in posizione privilegiata rispetto al Corriere).Tranchée d'Arenberg ha scritto:Vado in OT. Io alla RAI, al di là di alcuni dettagli migliorabili ma che restano comunque dettagli, faccio una unica grande colpa: la scarsissma pubblicità che si fa per il Giro. Negli anni passati ho scritto ogni anno un post simile e mai mi stancherò di ripetermi. Cazzarola, quello tra Rai e Giro è un binomio (quasi) indissolubile; Il Giro è un evento che dura più di tre settimane, che consta di ore ed ore di diretta e quindi offre anche introiti pubblicitari non trascurabili; è un evento nazionale, anzi nazionalpopolare perchè coinvolge non solo gli appassionati ma anche, sebbene in misura più limitata, tanta gente che non conosce neanche un corridore. Insomma, si parla di un qualcosa che meriterebbe un sacco di pubblicità, non solo su RaiSport o su Rai 3, ma anche e soprattutto sulle alre 2 reti. Ogni anno tanta gente viene a sapere per caso che il Giro è iniziato quando manca solo una settimana. Invece sarebbe necessario che già 20-30 giorni prima iniziassero gli spot, con frequenza sempre crescente fino al via della corsa.Basso ha scritto:Certo che il tuo "antiraismo" è qualcosa di impressionante![]()
Ecco, questa è la grande mancanza di cui Rai si rende responsabile da anni.
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Re: Piccolo mondo antico
Quello che tu dici essere una loro colpa, sembra quasi una loro scelta aziendale precisa.Tranchée d'Arenberg ha scritto:si parla di un qualcosa che meriterebbe un sacco di pubblicità, non solo su RaiSport o su Rai 3, ma anche e soprattutto sulle alre 2 reti. Ogni anno tanta gente viene a sapere per caso che il Giro è iniziato quando manca solo una settimana. Invece sarebbe necessario che già 20-30 giorni prima iniziassero gli spot, con frequenza sempre crescente fino al via della corsa.
La policy Rai mi sembra voler chiedere al Giro di fare giusto gli ascolti "da RaiTre", che non ostacolino gli ascolti dei canali principali dell'azienda.
Non e' nel loro interesse portare piu' pubblico possibile a vedere il Giro d'Italia in tv.
Un'emittente privata, invece, cerchera' sempre di valorizzare il prodotto per il quale ha investito, cercando di farlo piacere a piu' persone possibili e di portare piu' pubblico possibile. Citavo le tappe di Pantani del 1994 trasmesse su Canale 5, ma anche nel 2010 anche la MotoGp con Valentino Rossi e' stata trasmessa su Canale5.
Ipotizzavo un Giro "spalmato" sui canali Discovery in chiaro - fortemente targettizzati - perche' sarebbe per loro il modo migliore per valorizzare l'investimento, "declinandolo" per ogni tipo di pubblico (NOVE: generalista; DMAX: ragazzi; FOCUS; giovani adulti; REALTIME: signore; K2-FRISBEE; bambini).
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- Tranchée d'Arenberg
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Re: Piccolo mondo antico
Non mi convince il tuo ragionamento. Il Giro si corre tra tarda mattinata e la metà del pomeriggio, fascia oraria dove tipicamente in tv non c'è una mazza. Non è che durante quella fascia in rai abbiano fior fior di programmi a cui potrebbe levare ascolti il Giro. Al più credo (non vedo praticamente mai la tv a quell'ora se non per ciclismoxwait ha scritto:Quello che tu dici essere una loro colpa, sembra quasi una loro scelta aziendale precisa.Tranchée d'Arenberg ha scritto:si parla di un qualcosa che meriterebbe un sacco di pubblicità, non solo su RaiSport o su Rai 3, ma anche e soprattutto sulle alre 2 reti. Ogni anno tanta gente viene a sapere per caso che il Giro è iniziato quando manca solo una settimana. Invece sarebbe necessario che già 20-30 giorni prima iniziassero gli spot, con frequenza sempre crescente fino al via della corsa.
La policy Rai mi sembra voler chiedere al Giro di fare giusto gli ascolti "da RaiTre", che non ostacolino gli ascolti dei canali principali dell'azienda.
Non e' nel loro interesse portare piu' pubblico possibile a vedere il Giro d'Italia in tv.
Inoltre, se questa condizione fosse dovuta ad una precisa scelta aziendale e non frutto di negligenza e/o incapacità di leggere per bene la valenza dell'evento, non credo che la Rai investirebbe così tanto in termini di uomini, mezzi e risorse economiche per far vedere quasi integralmente il Giro. Fosse come dici tu, potrebbero benissimo risparmiarsi le dirette fiume e collegarsi ogni giorno ai -80 o, meglio ancora, ai -60, eliminare TGiro, la trasmissione del mattino e altri appuntamenti minori.
[/quote]
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Re: Piccolo mondo antico
A quanto ho potuto intuire da semplice utente, ogni canale ha i suoi obiettivi d'ascolto per ogni fascia oraria: Rai1 fa (deve fare) piu' ascolti di Rai2; Rai2 piu' di Rai3. Idem per Canale5, Italia1, Rete4. Lo stesso programma, alla stessa ora, fara' ascolti diversi a seconda del canale su cui e' trasmesso.
Credo che la ragione sia legata principalmete alla vendita degli spazi pubblicitari.
Un programma di Rai3 dovrebbe rispettare gli obiettivi di ascolto di quell'emittente.
Se vendo PRIMA uno spazio pubblicitario per un evento con una media di 1.500.000 spettatori, quando poi questo ne registra una di 3.500.000, la Rai ci perde (sia perche' poteva chiedere di piu' all'investitore pubblicitario per quello spazio su Rai3, sia perche' e' stato sottratto pubblico ai due canali principali, che vendono gli spazi pubblicitari a prezzi maggiori)
Quindi se il Giro d'Italia avesse la media di 3.500.000 spettatori nel pomeriggio, dovrebbe finire diretto su Rai1.
Per loro sembrerebbe quindi ok che il ciclismo rimanga uno di quegli sport "da RaiTre" (con ascolti relativi) e non "da RaiUno".

Credo che la ragione sia legata principalmete alla vendita degli spazi pubblicitari.
Un programma di Rai3 dovrebbe rispettare gli obiettivi di ascolto di quell'emittente.
Se vendo PRIMA uno spazio pubblicitario per un evento con una media di 1.500.000 spettatori, quando poi questo ne registra una di 3.500.000, la Rai ci perde (sia perche' poteva chiedere di piu' all'investitore pubblicitario per quello spazio su Rai3, sia perche' e' stato sottratto pubblico ai due canali principali, che vendono gli spazi pubblicitari a prezzi maggiori)
Quindi se il Giro d'Italia avesse la media di 3.500.000 spettatori nel pomeriggio, dovrebbe finire diretto su Rai1.
Per loro sembrerebbe quindi ok che il ciclismo rimanga uno di quegli sport "da RaiTre" (con ascolti relativi) e non "da RaiUno".
Trattandosi per lo piu' di costi fissi (macchinari, mezzi, giornalisti, tecnici), tanto vale impiegarli il piu' possibileTranchée d'Arenberg ha scritto:non credo che la Rai investirebbe così tanto in termini di uomini, mezzi e risorse economiche per far vedere quasi integralmente il Giro. Fosse come dici tu, potrebbero benissimo risparmiarsi le dirette fiume e collegarsi ogni giorno ai -80 o, meglio ancora, ai -60, eliminare TGiro, la trasmissione del mattino e altri appuntamenti minori.
Confidando che RaiPlay non mostri piu' il vincitore di corsa nell'immagine di anteprima... 
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- Maìno della Spinetta
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- Iscritto il: giovedì 9 dicembre 2010, 15:53
Re: Piccolo mondo antico
il discorso su "gli ascolti da RaiTre non lo condivido molto, piuttosto vedo una logica in cui nessuno in RAI azienda si batte per rendere troppo forte un prodotto a discapito di altri profotti fatti da amici. Ma spero che sia solo mancanza di coordinamento.
Tornando IT, l'idea che mi son fatto e' che la narrativa del Giro rimane ancorata a quella unitaria. e' il Giro d'Italia, una manifestazione fatta per conquistare un mercato che non c'era. Oggi sarebbe il Giro d'Europa probabilmente. A meta' tra la politica e l'economia. L'epopea di riferimento percio' e' quella postunitaria (e fascista).
Il Giro si muove a raccogliere le peculiarita' locali e a riportarle in luce. Magalli e Piazza Italia, o i pomeriggi di RaiUno con i comuni che lottano tra loro lanciandosi salsicce.
Quanto questo corrisponda al Paese reale non lo so dire. Ho abitato a Milano, e poi all'estero, con brevi periodi nel basso Piemonte (dove la societa' era 35 anni indietro rispetto a Milano, e una retorica passatista non dispiaceva).
Oltre ai punti gia' detti da qualcuno sopra (Giro come prodotto di consumo per anziani, ecc. ecc.) mi sembra anche che non ci sia niente di moderno e condiviso che possa fungere da chiave culturale di lettura del Giro d'Italia piu' de i) l'Italia ii) dei Comuni. Quale sarebbe?
PS Comunque se fatta bene, e non come noia nozionistica, questa narrazione non mi dispiace.
Tornando IT, l'idea che mi son fatto e' che la narrativa del Giro rimane ancorata a quella unitaria. e' il Giro d'Italia, una manifestazione fatta per conquistare un mercato che non c'era. Oggi sarebbe il Giro d'Europa probabilmente. A meta' tra la politica e l'economia. L'epopea di riferimento percio' e' quella postunitaria (e fascista).
Il Giro si muove a raccogliere le peculiarita' locali e a riportarle in luce. Magalli e Piazza Italia, o i pomeriggi di RaiUno con i comuni che lottano tra loro lanciandosi salsicce.
Quanto questo corrisponda al Paese reale non lo so dire. Ho abitato a Milano, e poi all'estero, con brevi periodi nel basso Piemonte (dove la societa' era 35 anni indietro rispetto a Milano, e una retorica passatista non dispiaceva).
Oltre ai punti gia' detti da qualcuno sopra (Giro come prodotto di consumo per anziani, ecc. ecc.) mi sembra anche che non ci sia niente di moderno e condiviso che possa fungere da chiave culturale di lettura del Giro d'Italia piu' de i) l'Italia ii) dei Comuni. Quale sarebbe?
PS Comunque se fatta bene, e non come noia nozionistica, questa narrazione non mi dispiace.
“Our interest’s on the dangerous edge of things.
The honest thief, the tender murderer, the superstitious atheist”.
The honest thief, the tender murderer, the superstitious atheist”.
Re: Piccolo mondo antico
Questo è il punto, per me, più importante.Maìno della Spinetta ha scritto: Oltre ai punti gia' detti da qualcuno sopra (Giro come prodotto di consumo per anziani, ecc. ecc.) mi sembra anche che non ci sia niente di moderno e condiviso che possa fungere da chiave culturale di lettura del Giro d'Italia piu' de i) l'Italia ii) dei Comuni. Quale sarebbe?
Sarà che per deformazione professionale sono portato a chiedermelo di più, ma ci deve pur essere qualcosa che esca dagli stereotipi, da raccontare.
Certo, gli stereotipi son più facili da percorrere, e forse anche i Comuni ospiti chiedono di navigare quelli. Ma insomma.
Re: Piccolo mondo antico
Condivido lo sguardo vintage e conservativo che avete osservato nella Rai. Io non credo sia "colpa" del Giro d'Italia, ma sia la Rai che ce lo vuole far vedere così. Altrimenti dovremmo fare le stesse considerazioni sul Tour de France (che infatti, pur avendo meno possibilità e mezzi, con l'amarcord di Beppe Conti e i racconti della De Stefani si cerca sempre di farlo passare come un prodotto per "vecchi" che rimanda all'antico). Invece, se seguite il Tour de France su Eurosport o su un canale anglosassone vedrete questa corsa con una prospettiva più moderna, più tecnologica, più fresca, tipica della nazione che scopre il ciclismo come sport del presente, o del futuro, cosa che è effettivamente è, e non come una grande festa paesana come la Rai considera il Giro, e pure a più riprese dice chiaro e tondo di considerarlo così. Servirebbero più approfondimenti tecnici per neofiti, più ritmo, più modernità. E per quanto riguarda la maggior pubblicità, io ho visto quest'anno un gran bel trailer, apparantemente peraltro più trasmesso rispetto agli scorsi anni, ma una vera pubblicità si fa in altri lidi, per esempio io ho Sky, non so quanto abbia rotto i maroni mesi a questa parte, e ancor più a fondo settimane a questa parte per pubblicizzare Gomorra, con infiniti cross-over tra le sue trasmissioni e spedizione di un attore negli spogliatoi del PSG (che non so che c'azzecchi, però innegabilmente, funziona!) Il Giro d'Italia ha proprio bisogno di una ventata d'aria fresca, che non vuol dire le immagini HD o le telecamerine sulle bici (madò. quando Fabretti l'altro giorno presentava il palinsesto sembrava un trentenne tentare di spiegare come funziona il cellulare a sua nonna, tipo me), ma proprio una confezione più moderna. Per la Rai invece non c'è niente da fare, è di coccio, pure il calcio e gli altri sport hanno lo stesso trattamento e non si smuovono. Senza volerne male ai suoi protagonisti, da Pancani a Martinello.
Però credo sia davvero pura utopia, mai nessun altro canale televisivo ha mai mostrato interesse anche minimo e credo che il binomio Rai-Giro andrà avanti per molti anni. Che poi fosse la Rai il problema..se penso a come la Gazzetta tratta la sua corsa
Però credo sia davvero pura utopia, mai nessun altro canale televisivo ha mai mostrato interesse anche minimo e credo che il binomio Rai-Giro andrà avanti per molti anni. Che poi fosse la Rai il problema..se penso a come la Gazzetta tratta la sua corsa
Re: Piccolo mondo antico
Mi pare che tempo fa Ibra e non so chi altri avessero espresso un videoapprezzamento per un personaggio della serie.Stylus ha scritto:spedizione di un attore negli spogliatoi del PSG (che non so che c'azzecchi
Pantani è una leggenda come Coppi e Bartali
Re: Piccolo mondo antico
Il discorso è partito dal programma del mattino. Ma chi guarda la TV a quell'ora? I bambini? No, quelli vanno a scuola. Stesso discorso per teenagers e studenti universitari. Poi, nel caso fortunato, crescendo si va a lavorare, e quelle trasmissioni non si guardano, anche se si registra la tappa per riguardarsela. Chi ci rimane? Oltre agli eventuali disoccupati, cassintegrati (tutto la mia comprensione per la brutta situazione) e turnisti, il nucleo sono sciure, casalinghe e pensionati che aspettano che la moglie abbia preparato il pranzo. Tutta gente che dell'avanguardia non gliene frega una cippa, e di cui non ci capirebbe nulla. La trasmissione del mattino è perfetta per quel target.
Per il resto mi pare che la RAI stia lavorando bene per le restanti trasmissioni, per quel che sono riuscito a vedere. Non ho ancora visto prima diretta, ma al processo noto l'assenza di dietisti, geologi e compagnia.
Per il resto mi pare che la RAI stia lavorando bene per le restanti trasmissioni, per quel che sono riuscito a vedere. Non ho ancora visto prima diretta, ma al processo noto l'assenza di dietisti, geologi e compagnia.
Re: Piccolo mondo antico
Pero' quest'anno il programma del mattino va _solo_ su RaiSport, niente Rai3. Il che vuol dire che il target e' spostato verso gli "appassionati".
Infatti il programma col tempo e' cambiato. Ora non abbiamo piu' Bar-Toletti, Paolo Belli, siparietti comici ecc. ma quasi solo foglio firma, interviste, considerazioni sulla tappa e partenza.
Nonostante cio', il taglio giornalistico rimane sempre quello di festa paesana / roba per vecchi. Forse la Rai il Giro lo sa raccontare solo cosi'.
(nessuno ha le registrazioni mattutine de L'Italia del Giro epoca-Fininvest? Quello era un vero programma d'intrattenimento sul Giro, non certo roba da vecchi)
Infatti il programma col tempo e' cambiato. Ora non abbiamo piu' Bar-Toletti, Paolo Belli, siparietti comici ecc. ma quasi solo foglio firma, interviste, considerazioni sulla tappa e partenza.
Nonostante cio', il taglio giornalistico rimane sempre quello di festa paesana / roba per vecchi. Forse la Rai il Giro lo sa raccontare solo cosi'.
(nessuno ha le registrazioni mattutine de L'Italia del Giro epoca-Fininvest? Quello era un vero programma d'intrattenimento sul Giro, non certo roba da vecchi)
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Re: Piccolo mondo antico
Secondo me l'aspetto nazionalpopolare del Giro da un lato riflette bene la realtà di una certa provincia italiana (o meglio, di come questa ama auto-rappresentarsi); ma dall'altro, nel 2016, è anche una zavorra, sia per lo sport, sia per quelle località più in generale. Cerco di spiegarmi meglio.
È indubbio che oggi il mercato italiano è in crisi e troppo ristretto per garantire sviluppo. Bisogna aprirsi all'esterno e guardare fuori - e in questo non c'è niente di peggio dell'autoreferenzialita. Se vuoi "vendere" il giro - o il tuo paese come località turistica - è giustissimo che tu valorizzi quello che hai - ma tenendo sempre presente che il mondo è più ampio, e che che devi essere capace di far capire il valore e il senso di ciò che fai a chi viene da fuori. Il poeta di paese è in grado di raccontare qualcosa di sensato per un cinese? La rocca del paese cosa ha di bello e di diverso rispetto alle decine di migliaia di altre rocche che ci sono nel mondo? E, tornando al ciclismo, cosa ha di interessante e di unico sportivamente parlando il giro rispetto alle altre corse, e agli altri sport? Ecco, fino a che chi racconta il giro e il suo contorno non si pone queste domande il tutto rimarrà coperto da una patina di provincialità che secondo me non gli fa bene.
È indubbio che oggi il mercato italiano è in crisi e troppo ristretto per garantire sviluppo. Bisogna aprirsi all'esterno e guardare fuori - e in questo non c'è niente di peggio dell'autoreferenzialita. Se vuoi "vendere" il giro - o il tuo paese come località turistica - è giustissimo che tu valorizzi quello che hai - ma tenendo sempre presente che il mondo è più ampio, e che che devi essere capace di far capire il valore e il senso di ciò che fai a chi viene da fuori. Il poeta di paese è in grado di raccontare qualcosa di sensato per un cinese? La rocca del paese cosa ha di bello e di diverso rispetto alle decine di migliaia di altre rocche che ci sono nel mondo? E, tornando al ciclismo, cosa ha di interessante e di unico sportivamente parlando il giro rispetto alle altre corse, e agli altri sport? Ecco, fino a che chi racconta il giro e il suo contorno non si pone queste domande il tutto rimarrà coperto da una patina di provincialità che secondo me non gli fa bene.
"Nel mondo esistono 10 tipi di persone; quelli che conoscono il codice binario, e quelli che non lo conoscono." (proverbio zen)