maurofacoltosi ha scritto:
Penso che la scelta della giuria sia stata la più sensata.
Le soluzione più estreme erano espellere l’intera squadra oppure retrocederla.
Nel primo caso, però, sarebbe stata una pena troppo estrema, perché la colpa è di soli 3 corridori e non di tutti gli altri, anche se questi alla fine hanno beneficiato della loro presenza. E anche un’eventuale penalità in ordine di secondi o minuti sarebbe stata ingiusta nei confronti dei corridori che avevano terminato la prova senza spinte.
Anche la retrocessione, la penalità tipica delle scorrettezze allo sprint, non era applicabile. A che punto la retrocedevi? Gli si assegnava il tempo della squadra peggiore oppure quello della seconda arrivata?
E poi penso che la giuria si sia trovare a fare i conti con un caso inedito nella storia del ciclismo
Secondo me la regola fine a se stessa è la fine del diritto. Proprio per questo motivo - ad esempio - la nostra Costituzione stabilisce che le leggi vadano interpretate e non applicate ciecamente.
Ora, se la regola vige per scoraggiare un determinato comportamento, il giudice dovrebbe a mio avviso andare a chiedersi "perché la regola vuole scoraggiare tale comportamento? il mio intervento è in linea col fine perseguito dal legislatore? il comportamento del giudicato aveva per fine quello che la regola vuole disincentivare?".
Un normale giudice di terza categoria avrebbe saputo rispondere con maggiore buon senso rispetto a quello di oggi.
La regola esiste perché il legislatore ha verificato che avvantaggiarsi tramite spinte in una cronosquadre è un comportamento da vietare. La Movistar si è avvantaggiata tramite spinte? Evitare un tamponamento equivale ad avvantaggiarsi? Il diritto superiore (quello alla sicurezza) non dovrebbe prevalere su quello inferiore (quello - degli avversari - a che nessuno deroghi al dettato della norma)?
Ma dico di più: anche qualora non ci fosse stato pericolo di caduta, per me non erano sanzionabili i Movistar. Dov'è il dolo?
Diro ancora di più: anche qualora ci fosse stata assenza di pericolo di caduta, e presenza di dolo, per me era discutibile la sanzione, al cospetto di tali spinte: dov'è il guadagno? Quest'ultima fattispecie è però più delicata, mi rendo conto.
Comunque c'è più di un precedente, a mio modo di vedere: se Boonen non viene squalificato per positività alla cocaina in quanto il suo comportamento non mira al miglioramento delle prestazioni, basta fare due più due e si trova la soluzione allo spinoso caso odierno.