Jakub "Kuba" Mareczko, il karpata di Puegnago
Re: Jakub "Kuba" Mareczko, il karpata di Puegnago
Però non è che bisogna mettergli per forza morkov e richeze, bastano un paio di uomini che riescano a tenerlo abbastanza davanti, le volate che gli ho visto fare le ha iniziate tutte indietrissimo. Da solo non riesce a destreggiarsi e naufraga, come giustamente notava abruzzese è strano per uno che ha fatto pista, però ormai è chiaro che ha questo limite (oltre alla salita dove però come dite è un po' migliorato).
Re: Jakub "Kuba" Mareczko, il karpata di Puegnago
Secondo me c'è anche da dire che Mareczko non è che sia un gran passista, quindi il fatto di perdere posizioni nel finali potrebbe anche essere in parte un problema fisico e di gambe, non solo tecnico: ed in quel caso non c'è ultimo uomo che tenga
Re: Jakub "Kuba" Mareczko, il karpata di Puegnago
Questa la potremmo interpretare come l'abitudine a sfangarsi e prepararsi le volate in un certo modo: se tu sei passato professionista con un rush finale eccezionale ma che viene esaltato quasi in toto da percorsi assolutamente risibili in termini altimetrici, è possibile che lì dove il percorso si fa un po' più complicato e dove la concorrenza sia numerosa (perché in certe corse te la vedi con velocisti di livello inferiore o almeno pari al tuo, nelle corse a tappe invece c'è da gestire uno stress diverso, quando fino ai 3 chilometri buoni ti trovi davanti pure i gregari degli uomini di classifica che tengono coperto il capitano per evitare i buchi, oltre a treni ben organizzati) paghi qualcosa in termini di stress, che forse finisce per bloccare, almeno in parte, anche le gambe nel momento topico. Perché comunque poi si è visto che la potenza riesce ad esprimerla ugualmente. Manca però quell'attimo decisivo.
Altri ragazzi come Dainese e Moschetti, per dire, appena catapultati nel nuovo contesto, oltre al fatto che il loro percorso giovanile è stato un po' diverso, cosa che li ha fatti arrivare un po' più pronti al World Tour, hanno mostrato una cattiveria decisamente diversa (del resto anche gli anni spesi all'estero hanno avuto il loro peso). Certo, anche loro hanno fatto i loro errori ed hanno anche inciso non poco anche gli incidenti (per Moschetti avere due stop prolungati a distanza di pochi mesi, senza contare la pandemia, proprio nel momento in cui stava cominciando ad emergere ottimamente, è stato indubbiamente un brutto colpo ed anche la sua Vuelta, conclusa anticipatamente con un OTL ne è la dimostrazione), però rispetto a Jakub che magari vinceva a raffica fin da subito e in certi contesti, hanno fatto vedere qualcosa anche lì dove "conta".
Sul "non essere un gran passista" mi riallaccio alla considerazione fatta in precedente, ovvero quella di riciclarsi in ultimo uomo. Ecco, io credo che chi abbia degli ultimi 100 metri rapidissimi come lui (potrei citare anche Quaranta, Guardini oppure, uscendo dai patri confini, McEwen) sia ben poco adatto al ruolo di ultimo uomo. Non tanto per il fatto che Jakub, come abbiamo detto, ha qualche problema a districarsi nei finali, quanto perché, una volta persa quella punta di potenza, si fatica a riciclarsi in quel tipo di corridori che, una volta capito di non essere velocisti top, si sono riconvertiti in eccellenti gregari. Se ci facciamo caso Guarnieri era un velocista da progressione, con un fisico statuario fin dalle categorie giovanili; Sabatini a livello giovanile era stato un ottimo passista, che se la cavava bene anche a cronometro, e come ultimo uomo era un corridore più affine a Velo per dire (anche se Marco, come sappiamo, era tutta un'altra cosa); Morkov poi è un volpone da velodromo, diventando davvero uno di quelli che sposta gli equilibri. Richeze pure è uno che ad un'ottima resistenza ha sempre messo una cattiveria agonistica in grado di gestire al meglio certe situazioni.
Volendo fare dei paralleli calcistici, è come quei centrocampisti di fatica che, anche grazie alla loro visione tattica, possono riciclarsi con successo come difensori centrali (o liberi). O come il Boniperti che, negli ultimi anni di carriera, si trasforma da centravanti in mezzala. I Mareczko invece sono un po' come l'Inzaghi che vive costantemente sul filo del fuorigioco. Con la differenza che mentre i corridori come McEwen recitano il ruolo dell'Inzaghi, Mareczko rischia di recitare quello del Paloschi, che pian piano si avvia ad una buona carriera da comprimario, vivacchiando tra serie A e B, con qualche giornata di gloria ogni tanto.
"L'importante non è quello che trovi alla fine di una corsa. L'importante è ciò che provi mentre corri" (Giorgio Faletti in "Notte prima degli esami")
"qui c'è gente che è totalmente avulsa dalla realtà e nociva al forum"
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Re: Jakub "Kuba" Mareczko, il karpata di Puegnago
È veramente un piacere rileggertiAbruzzese ha scritto: ↑mercoledì 18 novembre 2020, 18:55Questa la potremmo interpretare come l'abitudine a sfangarsi e prepararsi le volate in un certo modo: se tu sei passato professionista con un rush finale eccezionale ma che viene esaltato quasi in toto da percorsi assolutamente risibili in termini altimetrici, è possibile che lì dove il percorso si fa un po' più complicato e dove la concorrenza sia numerosa (perché in certe corse te la vedi con velocisti di livello inferiore o almeno pari al tuo, nelle corse a tappe invece c'è da gestire uno stress diverso, quando fino ai 3 chilometri buoni ti trovi davanti pure i gregari degli uomini di classifica che tengono coperto il capitano per evitare i buchi, oltre a treni ben organizzati) paghi qualcosa in termini di stress, che forse finisce per bloccare, almeno in parte, anche le gambe nel momento topico. Perché comunque poi si è visto che la potenza riesce ad esprimerla ugualmente. Manca però quell'attimo decisivo.
Altri ragazzi come Dainese e Moschetti, per dire, appena catapultati nel nuovo contesto, oltre al fatto che il loro percorso giovanile è stato un po' diverso, cosa che li ha fatti arrivare un po' più pronti al World Tour, hanno mostrato una cattiveria decisamente diversa (del resto anche gli anni spesi all'estero hanno avuto il loro peso). Certo, anche loro hanno fatto i loro errori ed hanno anche inciso non poco anche gli incidenti (per Moschetti avere due stop prolungati a distanza di pochi mesi, senza contare la pandemia, proprio nel momento in cui stava cominciando ad emergere ottimamente, è stato indubbiamente un brutto colpo ed anche la sua Vuelta, conclusa anticipatamente con un OTL ne è la dimostrazione), però rispetto a Jakub che magari vinceva a raffica fin da subito e in certi contesti, hanno fatto vedere qualcosa anche lì dove "conta".
Sul "non essere un gran passista" mi riallaccio alla considerazione fatta in precedente, ovvero quella di riciclarsi in ultimo uomo. Ecco, io credo che chi abbia degli ultimi 100 metri rapidissimi come lui (potrei citare anche Quaranta, Guardini oppure, uscendo dai patri confini, McEwen) sia ben poco adatto al ruolo di ultimo uomo. Non tanto per il fatto che Jakub, come abbiamo detto, ha qualche problema a districarsi nei finali, quanto perché, una volta persa quella punta di potenza, si fatica a riciclarsi in quel tipo di corridori che, una volta capito di non essere velocisti top, si sono riconvertiti in eccellenti gregari. Se ci facciamo caso Guarnieri era un velocista da progressione, con un fisico statuario fin dalle categorie giovanili; Sabatini a livello giovanile era stato un ottimo passista, che se la cavava bene anche a cronometro, e come ultimo uomo era un corridore più affine a Velo per dire (anche se Marco, come sappiamo, era tutta un'altra cosa); Morkov poi è un volpone da velodromo, diventando davvero uno di quelli che sposta gli equilibri. Richeze pure è uno che ad un'ottima resistenza ha sempre messo una cattiveria agonistica in grado di gestire al meglio certe situazioni.
Volendo fare dei paralleli calcistici, è come quei centrocampisti di fatica che, anche grazie alla loro visione tattica, possono riciclarsi con successo come difensori centrali (o liberi). O come il Boniperti che, negli ultimi anni di carriera, si trasforma da centravanti in mezzala. I Mareczko invece sono un po' come l'Inzaghi che vive costantemente sul filo del fuorigioco. Con la differenza che mentre i corridori come McEwen recitano il ruolo dell'Inzaghi, Mareczko rischia di recitare quello del Paloschi, che pian piano si avvia ad una buona carriera da comprimario, vivacchiando tra serie A e B, con qualche giornata di gloria ogni tanto.
Re: Jakub "Kuba" Mareczko, il karpata di Puegnago
Mah sai, diciamo che ogni tanto la voglia di discutere di ciclismo (nel vero senso della parola) torna
Comunque sia se sei felice di rileggermi a me fa soltanto piacere
P.S. : chiaramente chi, come nel tuo caso, si è sempre posto in maniera educata nei miei confronti, avrà la giusta considerazione che merita
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Re: Jakub "Kuba" Mareczko, il karpata di Puegnago
Mestamente Kuba se ne torna a casa alla prima tappa impegnativa. Per chi aveva sperato in un suo rilancio nell'ottima Alpecin, dovrà attendere il 2023, l'ultima chiamata. Credo farà la fine di Guardini.