trecentobalene ha scritto:Davvero , io sono uno che consegna l'acqua , e lo fa davvero , ed in posti impervi come le Cinqueterre .
Nessuna salita e' piu' dura di Riomaggiore paese - bivio . Si , e' un chilometro e mezzo , ma fatta a piedi ti fa sentire Quintana ( ed io faccio i viottoli ) .
Mettere qualcosa di se' tende un po' a ricondurre il racconto nei binari giusti , quelli dello scherzo .
E a sentire propria la fatica dei ciclisti .
Rabottini e' davvero troppo simile a me , un giorno di gloria e mille di oblio .
Se non c'e' distacco non c'e' neppure scrittura , altrimenti diventa il diario di un adolescente od i cento colpi di spazzola .
Apprezzo
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 7 agosto 2013, 23:08
da trecentobalene
La profezia della sua gentile professoressa di francese fu che W.K. avrebbe parlato il francese a Parigi senza che fosse distinto
da N.B. , proprietario della Boulangerie des Artisans all' 81 di Rue d'Hautpoul . La gentilezza e la giovinezza hanno quel confine per
cui , l'anno dopo , W.K. sarebbe stato bocciato in francese dalla donna ex giovane ed ex gentile che avrebbe trovato fortuna ,
per la sua propria conoscenza del francese , solo a Marsiglia , e solo facendo la battona per pochi franchi .
Wilco Kelderman scopri' la differenza fra una bella donna ed una cretina , senza potere ancora immaginare che nel potere
sono concentrate la massima insipienza , e nella liberta' la vera pronuncia della vita .
La coccola della proprietaria della lingua , in quel 2006 , era una specie di ragione di vita , e nella Westsingel , Wilco
sostava ripetendo a se' stesso l'allitterata ragion d'essere delle frasi francesi , e si sparava tutti i fonemi dentro il midollo ,
e quella regione del cervello sembrava attenta .
E si riteneva fortunato come un cavallo , e le ruote , alla fine , avevano sempre una catena , ed un lucchetto , ed un numero .
25391 , ventinove marzo novantuno , studiato a gennaio , concepito a giugno , nella casa di Columbusweg , a destra del suo Naviglio .
Aperto , e non ricoperto , come il Rio Maggiore , oppure il Reno , il nudismo del fiume .
L'acqua sta correndo ed il bar scoppia . E dove stiano Francia e Spagna , " o stanno li' oppure non esistono " , li' , indicando la spina .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 7 agosto 2013, 23:42
da Tranchée d'Arenberg
Brogno ha scritto:
meriadoc ha scritto:sono una persona troppo conciliante e paciosa per tirarla troppo per le lunghe, non vorrei rovinare il thread a chi lo apprezza
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 7 agosto 2013, 23:47
da trecentobalene
Quando vede il pesce passare sotto di se' , qui nel lato sinistro dell' Eem , e l'alfabeto del cadetto e' del tutto dimenticato ,
Wilco sa ancora che per tornare a casa deve comporre cinque cifre , 25391 , che sono il suo 113 , e non puo' sbagliare , come
invece ha sbagliato ad identificare il pesce , ad innamorarsi della battona , a bere oltre la gradazione della birra , a finalmente
farsi dire - che bei capelli - da K.L. , a rifarsi domande sugli accenti , rispondendosi in atoni tentativi muti di comporre il
29351, oppure il 35291 , e perdere le speranze nel 25391 , che apre il suo ritorno a casa .
In Langestraat puo' incontrare i vigili notturni , e la strada e' corta .
La strada piu' lunga e' l'anello . E Wilco prende la sua bici e la mette a correre nell' anello . E nel velodromo della citta' compie
un giro e mezzo , ed e' estate , e la differenza fra K.L. e la professoressa non esiste piu' . Entrambe non gli piacciono .
E domani che e' domenica l'esito sara' scontato . Nonostante la sua perfetta pronuncia di notte lunga , e la rinuncia
degli avversari a qualsiasi debolezza .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 7 agosto 2013, 23:50
da Tranchée d'Arenberg
trecentobalene ha scritto:Il mio grande problema e' un po' la depressione , che sto cercando di sfidare in qualche modo .
E quello piu' semplice e' di mettersi a scrivere quello che passa per la testa , senza edit e senza punteggiatura .
Gia' averlo capito e' stata una vittoria , dopo 14 mesi di vagabondaggio emotivo e le dissoluzioni pratiche .
Per darsi delle regole di letteratura non sono affatto pronto , ne' lo sono per qualsiasi regola .
Ma e' una sforzo sufficientemente interessante provare a scrivere qualcosa di " manomesso ".
Meriadoc e' un fan di cancellara ed io no .
E' ovvio che per me cancellara sara' sempre un furbone coi baffi .
E' altrettanto ovvio che l'ospitalita' di Admin io la debba ringraziare , perche' mi permette di entrare in un forum pubblico ,
loggarmi , scrivere due cazzate , e non avere il ban .
Non sono nato per scrivere di ciclismo ma per guardarlo , ne' per scrivere in assoluto .
Eppure non immaginate neppure quando la sera prima c'e' una corsa il giorno dopo , ed io me la metto a sognare .
La lunga diretta ipnotica . Quel senso di quiete che non ho altrove . E pure mentre ti addormenti continui a seguire .
continua pure a scrivere come stai facendo, senza punteggiatura, senza regole, da "vagabondo" del forum. Ci sono quelli a cui piace molto, quelli che leggono con un certo interesse ma non capiscono molto (io ad esempio ) e c'è qualcuno a cui non piace per niente. Son gusti. Secondo me l''importante è non essere banali e mi pare che quesi racconti così strani, surreali di banale abbiano poco, molto poco. Perciò continua a scivere. Coloro a cui piaci continueranno a leggerti, quelli che non capiscono tutto forse imparanno a capirti, quelli che non apprezzano potranno legittimamente evitare di leggere le pagine di questo thread.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: sabato 10 agosto 2013, 14:16
da trecentobalene
La notte del mercoledi' fra il 19 ed il 20 luglio Wilco riprese a dormire , dopo le insonnie grasse ed i profumi di due diciottenni grassotte , una mora ed una bionda , ed aver
tirato una sigaretta il lunedi' , ed aver mangiato una macedonia di pesche il martedi' , ed essersi disidratato il mercoledi' , diretto alle porte di Amsterdam e tornato , per un totale di 123 Kilometri .
Domenica Wilco finisce terzo sul Vaalserberg ed e' ugualmente lento ad uscire dal labirinto , e quando ne esce assume una posa da bicchiere di plastica vuoto .
Nelle corse giovanili le miss sono sfacciatamente pudiche ed indossano jeans e polo tintaunita bianche o rosse . Ed esplicitamente bruttine . Ma Wilco non vede l'ora di farsi trovare imbarazzato fra due labbra , e due gonne e due seni come si deve .
A me fa molta tenerezza scorrere le immagini di Wilco incastonato fre le miss , incastrato , anzi . Ed ho notato un crescendo di bellezza in esse . In Danimarca la sua vittoria forse ha avuto solo questa motivazione .
Che succede ad un quindicenne strafavorito quando perde una competizione sportiva ?
Quando la minaccia di una deviazione arresta la sua talentuosa corsa . Wilco in quattro giorni ritorna in sella , e lo fa grazie ad un pesce speciale che si chiama Landis
e lo pesca nel lago di Montriond .
Giovedi' venti luglio Wilco si alzo' al mattino presto e fece una piccola passeggiata verso Utrecht , poi pranzo' e dopo si stese in camera a guardare il Tour de France .
E penso' al Cauberg al cubo e che se avesse avuto a disposizione una montagna qualsiasi , anche una piccola , sarebbe stato il ragazzo piu' felice del mondo .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: sabato 10 agosto 2013, 15:09
da trecentobalene
ci sono storie tragiche da approfondire come quelle di vandenbroucke e di gaumont , suo primo pusher .
ed altre opposte . come quella di kelderman .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: lunedì 12 agosto 2013, 22:56
da trecentobalene
ci sono storie da store duty free che uno impara nel volantino ed insegna alla moglie , ed ' piacevole farsi ritenere esperti , e Ritenerlo esperto e' un gioco da ragazzi
oppure da ragazze , e le storie del marito sono sempre un riassunto e quelle della moglie sempre una storia .
la sua sola sostanza e' questa , la scorciatoia . e se un marito racconta la verita' diventa Galileo , oppure un pagliaccio , oppure una testa di cazzo .
ma mi allungo e la faccio per due volte , e se non mi credi , io la rifaccio . e passo per i pascoli e e le moderne discese .
e se mi finisce davanti un campagnolo parigino , io non finiro' nel volantino
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: lunedì 12 agosto 2013, 23:28
da trecentobalene
e scanso un uomo di sessant'anni con una maglia a pois ed un paio di short .
con la stessa sequenza io potrei scansare riblon .
"punches" , amore mio gli uomini raccontano solo bugie .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: lunedì 12 agosto 2013, 23:35
da trecentobalene
trecentobalene ha scritto:e scanso un uomo di sessant'anni con una maglia a pois ed un paio di short .
con la stessa sequenza io potrei scansare riblon .
"punches" , amore mio gli uomini raccontano solo bugie .
ma la cosa che mi commuove un po' e' come tj provi ad accelerare per toglierselo dai coglioni , come io i trattori o le mosche nella tenuta di Marinella
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 14 agosto 2013, 21:58
da trecentobalene
a favore dell'omologazione dei record dell'ora pedalati .
e le restituzioni delle fiandre motorizzate .
( ban in arrivo )
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 14 agosto 2013, 22:06
da trecentobalene
la terra del ciclismo e' cosi' piena di storie che si conoscono tardivamente , e suscitano forse piu' scalpore ora . ed e' una materia che migliora col tempo .
non e' la fatica in se' stessa , e' fatica ragionata . quanta materia per le lunghe notti novembrine
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: sabato 17 agosto 2013, 2:22
da trecentobalene
Wilco Kelderman ricevette la prima proposta di matrimonio a sedici anni , diciamo che fosse prematura , diciamo che sapesse di boutade , che fosse stata
la scherzo di una ventenne di Hradec , ma con la sua solita sobrieta' , Wilco rispose - no - .
Wilco parlava ancora in francese , riassumendo in gesti la sua recente grammatica . In quella bocciatura dell'ago
alla cruna , alla bruna , al desiderio dell'oltre il bacio .
Disse con le guance di no .
Con le narici cerco' attorno un po' di respiro , con le mani si oppose al respiro altrui .
Con le spalle si aiuto' a reclinare all'indietro la bocca e con le gambe si preoccupo' .
Con le mani diede le mance , con la pelle ringrazio' .
L'agonia di Wilco era stata questa . Se fosse finito quarto , quella sua faccina di angelo fulvo sarebbe mica stata notata , no .
Se avesse vinto avrebbe vinto , nient' altro .
Non vedeva l'ora di rappresentare il suo segno di delusione in madrelingua , di raccontare qualcosa al direttore sportivo
che non fosse una lacrima . Aveva una grande voglia di parlare . Non di fare altro . Non gli sono mai appartenute le cose facili
ed il passato non e' mai una cosa da dimenticare .
Cosi' , prende questa ragazza per Brno e se la porta in piazza Moravia , ed infine la delude .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: giovedì 22 agosto 2013, 22:15
da trecentobalene
L'ennesima gita fuori porta porto' W.K. praticamente a casa sua .
Chiamare - casa propria - qualcosa che le' sta a 200 kilometri e' la disinteressata memoria degli occhi per un colore
di cartello stradale , od il riconoscimento di una nessuna propria ragione di essere di un poliziotto municipale .
Quando le ragazze ballano le piu' recenti danze , allora non sei a casa tua .
Quando non ti ci senti e la e' , oppure si e' appena dissolto un arcobaleno , o la curva di Mt. Saint Michel ,
o anche la tua infinita voglia di rubare , e nella Redoute mi hai appena rubato la macchina fotografica ;
quanto non la e' e ti ci senti , se prima volevi la tua strada in pianura , e poi hai messo tuo fratello ad aspettare
il passaggio di Daniel Martin al Ventoux nel Tour 2013 , oppure se prima hai disobbedito
alla squadra .
E non hai mai accolto ospiti leccandogli il culo , e tutto il disprezzo per le tue strade olandesi si e' fatto
cibo , e hai messo li' il solo cibo mangiabile , e tutta la stagione si puo' dire persa .
Quello per cui stai lottando e' il quinto posto , quello che ti fa fuggire ora . Sei con Chavanel ora . Non lo riconosci ?
Non te lo ricordi ? E come e' fatto Boom ?
O mi vuoi far credere che ti piaccia questo passo enorme e ridotto , o mi vuoi fra ricredere che avevo grosse aspettative
su di te .
Tutta la vita non e' davvero congeniale , questa e' una bocciatura in francese , la soluzione e' il suicido , la miglior
soluzione appuntare l'allenamento giorno per giorno , come un vigile municipale annota una targa .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: giovedì 22 agosto 2013, 23:08
da Brogno
quest'ultimo particolarmente criptico..
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: venerdì 23 agosto 2013, 22:31
da trecentobalene
quando il personaggio lo disturba particolarmente , e lui e' pronto ad affliggerne un altro , l'autore non e' affatto un uomo esperto di scrittura,
e dovrebbe costruire e non , ancora una volta , destruire .
e nascondere il fatto di avere sbagliato soggetti su soggetti , e nascondere il fatto che tutti i ciclisti che lui descrive vorrebbe che fossero come
tj van garderen .
io parlo di laura magari - si - ma sto parlando di dio . io sto ascoltando lou reed - si - ma preferisco llyde cole .
quando parlo di un ciclista io non parlo che di van garderen all'alpe .
e svio tutto quello che e' possibile deviare , e la deviazione e' la piu' lunga possibile . w.k. , chi sei per me ?
e rabottini e turgot , non me ne frega niente davvero , anzi mi fate schifo .
e piu' schifo mi fa vincenzo nibali che per pagare meno tasse ha la residenza in svizzera e non l'ha per essere vicino a stronzellara ,
ma per risparmiare magari 2 o trecentomila euro sui suoi sei o sette miglioni migliorabili di euro .
e poi compra una villina in cui pone la residenza e l'affitta in nero .
quando il personaggio disturba particolarmente l'uomo , quando monaco si chiama cosi' in opposizione , ed io in svizzera non ci vado nemmeno se mi
costringono , e pur di arrivare ad evian io faccio il giro dei vosgi , e mi presento ad annemasse , e faccio tie' .
questo suono e questa laura e la ricerca di un personaggio pulito ed avvincente e coraggioso piu' del proprio coraggio ,portano solo a tj van
garderen . ed e' talmente forte l'affetto che l'autore pone su di lui che niente e' capace di scriverne , e' una zona franca del suo alfabeto .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: venerdì 23 agosto 2013, 22:43
da trecentobalene
firenze , 29 settembre 2013 , per un attimo ho avuto la tentazione di non fare quest'ora e mezza d' autostrada , quando ho saputo che non ci sarebbe stato tom boonen .
firenze , 30 settembre 2013 , bagnovignoni 15 agosto 2012 , saturnia 15 agosto 2006 , pisa 1994-2001 .
aulla 1975 .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: lunedì 2 settembre 2013, 22:30
da trecentobalene
La punzonatura fu proprio come una siringa ad inchiostro blu , e sapevo che la leggibilita' del nome era - conditio sine qua non - la sola stretta via per
partecipare alla tappa . Cosi' Una Grossa T . in blu , e poi una J . Ed un cognome rotto e doppio che non ritenevo degno di menzione ,
e germanico di adozione , e confondibile per il prefisso .
Si giudice , si ora sto e sono , e sono centesimo , si e tu l'anno scorso dov'eri ? Centesimo fra i giudici in lizza ed io quinto .
Ma ora conta , e nemmeno , solo quello che succedera' .
Solo il futuro puo' avere una sua storia , il mio passato di Bimbo Prodigio non sta contando nulla . Io firmo sempre nel solito modo ,
con una grossa J, una grossa T che ne e' antipodo , e poi Van , e poi una fatica bestiale per le altre otto lettere .
La mia strada in Francia non si e' notata , cosa e' la Francia ?
Quanto ho rincorso a Lione , io volevo vincere a Lione . Hai visto come sono arrivato all'arrivo ? Come Sagan , anzi , facendo saltare la ruota posteriore ,
Il suo Contrario .
Domani c'e' il Mont Ventoux , ho dato tutto a Lione , domani me staro' con dei campioni come Tony Martin , Vanmarcke ed Hesjedal , ed avrei voluto anche Sean Kelly a farci sorridere .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 3 settembre 2013, 22:58
da trecentobalene
La tua corrida misura quanto la mia sfera , le grida , la piazza di Bilbao ,
la dirittura , il prezzo delle tapas , un euro la mesciua , un euro la bruscetta ,
il pan di spagna Basco , l'avventura in Navarra , le onde , il Clero .
La torta Basca , le onde della sabbia , la sborra ,
che l'abbia o non l'abbia salvaguardata il vento , l'aeroporto
di Bayonne chiamato di Biarritz , e la corsa di Lasca
Sanchez Anton Nieve , correndo nella Saonna , come
l'onda , come l'onda , la mangiata di riz , e la Garonna ,
e tutte le spiagge di erba , e nell'erba cadendo , quanto
mi mancano le Landes , che comprimono il legno .
E lo fulminano di puzza in mezzo alla spiaggia ;
qui si beve , il suono di qualche alcolico mi fa capire
che siamo vicini alla Spagna , e non vuoi entrare ,
perche' qui sta il Tour e di la ' solo una Vuelta .
Qui c'e' il cerchio che gira , di la' una scelta -
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 3 settembre 2013, 23:10
da trecentobalene
Lasca sta per Landa , Landa ha un bel nome per le Landes e tHornera' utile .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: giovedì 5 settembre 2013, 22:13
da trecentobalene
una corda , la sua immagine allo specchio e' una serie di punti ,
ha i punti dappertutto , ne ha quindici sotto la guancia destra ,
serio disappunto - questo mi sembra a pezzi - e ridici !
solo la sua barba puo' mascherarlo , questa e' la guarigione ,
solo finche' avra voglia di crescere , ed
il taglio lo assorbe , e lo ammorba , ed e' chiaro .
perche' mi avete messo il sempron in quel finale ?
tra tutti i passi , uno o l'altro non e' lo stesso ,
la navarra e' composta di spiagge e sassi .
abacadabra , e la canzone - abacada -
la minzione quando sei troppo stanco ,
la soluzione , la ragione . abacada .
questo suo essere sempre favorito .
- perche' essere sempre favorito ? -
come se fossi stato Suo , oppure sesto .
e cresce la strada , e piu' cresce piu'
la soluzione e' il passeggio
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: giovedì 5 settembre 2013, 23:53
da trecentobalene
incollo una canzone davvero ciclistica
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: venerdì 6 settembre 2013, 22:38
da trecentobalene
breve e si beve , la vedi la solitaria , la sola sola , le guance
al posto del culo , la trasparenza e la neve ,
qui , cinquecento metri sopra il livello del mare ,
qui le trecento balene perde l'arrivo
della sirena , e sul piu' bello si volta ,
e suona la sirena una sola volta ,
perche' si arriva , e si beve e si ingrassa ,
e poi si siede , quando moreno sta vincendo ,
ed il tavolo e' un precipizio , e la spina
e' densa di mosche , e questo e' solo l'inizio .
e suona la sirena , a questo punto accorcio
l'arrivo e lo metto qui , su questo punto ,
e mentre il sole sorge ed arriva purito , e la
moschea infrange , io prendo purito per mano ,
e tutto il prurito esploso , il fuso' nel mio polso ,
io prendo questo ragazzo e lo fermo .
cosi' dico a purito - guarda quel culo -
ed il mio sospetto diventa il suo , che
il tornante sia carne , che l'allibratore sia
carne ed ossa , che ci vuole una torpedo blu ,
perche' il rallentatore non e' questa pendenza ,
spesso e' per offredo un culo blu .
L'orribile sforzo di stupidita' del suo autore e cieca ovvieta' ci danno la prova che in questo articolo non una
parola sia vera , e soprattutto verosimile .
E se i sospetti , pure , fossero veri , non possono essere l'argomento .
Una noia pervade questa lettura , ma non una noia innocua . Quella che ti fa
sentire la limitata disposizione del nostro tempo di esseri mortali .
Solo a 34 anni ho raggiunto un minimo di competitivita' nelle corse podistiche amatoriali ,
pur fumando 30 sigarette al giorno e sbevazzando prosecchi , franciecorte e champagne
quasi ogni di' .
Come ho fatto ? Semplice , andando a correre 7 giorni su 7 .
Poi ho lasciato li' . Ma so in cuor mio che ora , a 38 , posso battermi . se voglio .
A me pare che il nocciolo della questione sia solo lo specchio opposto di Andy Schleck .
Mi pare che Horner fosse un gozzovigliatore lui stesso .
Un buon guy senz'altro http://gritandglimmer.com/chris-horner- ... he-finish/
Ed aggiungo : un tracciato con lunghezze quotidiane medio basse , e non grandi difficolta' altimetriche complessive ,
le andature meno tirate , condizioni meteo sempre ottime , squadre monche .
Avversari non del tutto motivati .
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: domenica 15 settembre 2013, 21:46
da trecentobalene
" I’ve taken the decision to end my career with the aim of pursuing my studies full-time and getting my diploma in mechanical engineering at the Université Laval in two years’ time.I’ve participated in many of the monuments of cycling that made me dream in my youth, such as Milan-San Remo, Paris-Roubaix, the Tour of Flanders and the world championships. And to cap it all, I was able to achieve my wildest dream, to take part in and complete the Tour de France.I’ve reached my sporting objectives and now it’s time for me to pursue my other, personal objectives. I’m looking forward to the next few years, so that I can spend more time with the people close to me and eventually start a family.
My passion for cycling will always remain. I’m going to spend less time on my bike, but I want to take the time to go and ride with the young cyclists in the region. I’d like to help them on their path and talk to them of my experience."
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: domenica 15 settembre 2013, 23:27
da matter1985
trecentobalene ha scritto:" I’ve taken the decision to end my career with the aim of pursuing my studies full-time and getting my diploma in mechanical engineering at the Université Laval in two years’ time.I’ve participated in many of the monuments of cycling that made me dream in my youth, such as Milan-San Remo, Paris-Roubaix, the Tour of Flanders and the world championships. And to cap it all, I was able to achieve my wildest dream, to take part in and complete the Tour de France.I’ve reached my sporting objectives and now it’s time for me to pursue my other, personal objectives. I’m looking forward to the next few years, so that I can spend more time with the people close to me and eventually start a family.
My passion for cycling will always remain. I’m going to spend less time on my bike, but I want to take the time to go and ride with the young cyclists in the region. I’d like to help them on their path and talk to them of my experience."
è l' uomo del momento dopo Horner
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 16:39
da Tranchée d'Arenberg
matter1985 ha scritto:
trecentobalene ha scritto:" I’ve taken the decision to end my career with the aim of pursuing my studies full-time and getting my diploma in mechanical engineering at the Université Laval in two years’ time.I’ve participated in many of the monuments of cycling that made me dream in my youth, such as Milan-San Remo, Paris-Roubaix, the Tour of Flanders and the world championships. And to cap it all, I was able to achieve my wildest dream, to take part in and complete the Tour de France.I’ve reached my sporting objectives and now it’s time for me to pursue my other, personal objectives. I’m looking forward to the next few years, so that I can spend more time with the people close to me and eventually start a family.
My passion for cycling will always remain. I’m going to spend less time on my bike, but I want to take the time to go and ride with the young cyclists in the region. I’d like to help them on their path and talk to them of my experience."
è l' uomo del momento dopo Horner
Per me merita il massimo rispetto e tutta l'ammirazione del mondo. Sicuramente non è una scelta fatta per soldi perchè i giovani ingegneri al giorno d'oggi guadagnano veramente poco. Posso garantirlo di persona
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 17:35
da herbie
a me non convince nemmeno un po'. Ha raggiunto i suoi obiettivi nella vita sportiva? Quali? due fughe arrivate, ma anche piuttosto lasciate andare? Certo, se voleva dimostrare di non essere scarso, ok. Per il resto mi sembra un tantino supponente....nomina la Milano-Sanremo, il Fiandre,il mondiale....beh...non mi sembra ci sia nemmeno arrivato vicino. Voleva partecipare? non mi sembra fosse un cicloamatore qualunque. Non mi sembra molto sincero il tutto.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 17:46
da cauz.
herbie ha scritto:a me non convince nemmeno un po'. Ha raggiunto i suoi obiettivi nella vita sportiva? Quali? due fughe arrivate, ma anche piuttosto lasciate andare? Certo, se voleva dimostrare di non essere scarso, ok. Per il resto mi sembra un tantino supponente....nomina la Milano-Sanremo, il Fiandre,il mondiale....beh...non mi sembra ci sia nemmeno arrivato vicino. Voleva partecipare? non mi sembra fosse un cicloamatore qualunque. Non mi sembra molto sincero il tutto.
ti dirò, fossi stato al suo posto non avrei mai fatto una scelta del genere.
fare il ciclista è duro, durissimo, pero' se hai le doti (e il ragazzo sembrava averle eccome) puoi anche ottenere tantissimo dal ciclismo, sia in termini di gratificazioni personali che in termini monetari. oltretutto i ciclisti (a parte horner ) hanno una carriera relativamente breve, non è un lavoro che ti obbliga a stare alla catena per una vita intera.
pero' la sua scelta mi è piaciuta, benchè non la condivida nei termini, perchè è una scelta forte e convinta. il ragazzo ha dimostrato di sapere cosa vuole e di giocarsi quello che già ha a portata di mano per inseguire altro. la stima è la stessa identica per chi fa una scelta inversa e decide di mollare una casa e uno stipendio per il sogno di correre in bicicletta.
be', tanto di cappello, non sono scelte di tutti i giorni, ne' di tutte le persone.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 17:52
da herbie
cauz. ha scritto: benchè non la condivida nei termini, perchè è una scelta forte e convinta. il ragazzo ha dimostrato di sapere cosa vuole e di giocarsi quello che già ha a portata di mano per inseguire altro..
è proprio questo che non credo. Almeno per le motivazioni che dà. Non mi convince.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 17:54
da Tranchée d'Arenberg
cauz. ha scritto:
herbie ha scritto:a me non convince nemmeno un po'. Ha raggiunto i suoi obiettivi nella vita sportiva? Quali? due fughe arrivate, ma anche piuttosto lasciate andare? Certo, se voleva dimostrare di non essere scarso, ok. Per il resto mi sembra un tantino supponente....nomina la Milano-Sanremo, il Fiandre,il mondiale....beh...non mi sembra ci sia nemmeno arrivato vicino. Voleva partecipare? non mi sembra fosse un cicloamatore qualunque. Non mi sembra molto sincero il tutto.
ti dirò, fossi stato al suo posto non avrei mai fatto una scelta del genere.
fare il ciclista è duro, durissimo, pero' se hai le doti (e il ragazzo sembrava averle eccome) puoi anche ottenere tantissimo dal ciclismo, sia in termini di gratificazioni personali che in termini monetari. oltretutto i ciclisti (a parte horner ) hanno una carriera relativamente breve, non è un lavoro che ti obbliga a stare alla catena per una vita intera.
pero' la sua scelta mi è piaciuta, benchè non la condivida nei termini, perchè è una scelta forte e convinta. il ragazzo ha dimostrato di sapere cosa vuole e di giocarsi quello che già ha a portata di mano per inseguire altro. la stima è la stessa identica per chi fa una scelta inversa e decide di mollare una casa e uno stipendio per il sogno di correre in bicicletta.
be', tanto di cappello, non sono scelte di tutti i giorni, ne' di tutte le persone.
io la penso come cauz. Se crede che questa sia la scelta giusta per la sua vita allora ha fatto bene a farlo. Io fossi stato un suo amico glie l'avrei sconsigliato fino all'ultimo ma poi, una volta presa la decisione in maniera definitiva, gli avrei semplicemente detto che ha fatto bene a fare quel che più desiderava.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 18:28
da Slegar
Veilleux ha capito tutto della vita; alla soglia dei ventisei anni è giusto mollare l'agonismo e guardare al futuro, piuttosto che ritrovarsi, passata la soglia dei trent'anni, ad essere un ex ciclista senza arte né parte con l'unica prospettiva di un lavoro poco qualificato, come succede a molti suoi (ex) colleghi.
Tranchée d'Arenberg ha scritto: Sicuramente non è una scelta fatta per soldi perchè i giovani ingegneri al giorno d'oggi guadagnano veramente poco
Guarda che è canadese non italiano. Ci sono poche nazioni al mondo che tutelano meno dell'Italia il lavoro intellettuale.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 18:43
da Strong
Slegar ha scritto:Veilleux ha capito tutto della vita; alla soglia dei ventisei anni è giusto mollare l'agonismo e guardare al futuro, piuttosto che ritrovarsi, passata la soglia dei trent'anni, ad essere un ex ciclista senza arte né parte con l'unica prospettiva di un lavoro poco qualificato, come succede a molti suoi (ex) colleghi.
aggiungo che in canada si sta troppo bene (anche dal punto di vista lavorativo) per continuare a faticare come un cane in bicicletta all'interno di un mondo pieno di obblighi e costrinzioni come quello dello sport professionistico.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 18:51
da Winter
Se non sbaglio si è sposato ad Agosto
Perche' per gli Europei si sta via una settimana , un mese nei gt.. poi si è a casa
Per un extraeuropeo vuol dire a volte 3 mesi di lontananza e non è poco
Magari da solo perche' il resto della squadra abita tutta in Vandea
Gli altri a casa dalla Famiglia , tu a telefonare in Canada , non è la stessa cosa
Sua moglie lavora presso la ditta di famiglia in Quebec
Per me ha fatto bene (le sue soddisfazioni ciclistiche se le è cmq prese)
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 19:24
da Admin
Anche secondo me la scelta di Veilleux, come suggerisce Winter, è stata dettata più da questioni familiari che di studio. Il concludere gli studi, anche da quello che dice nel comunicato, mi pare una cosa accessoria rispetto al fatto di star vicino ai propri cari. Lo capisco, anche a me dopo 10 anni di vita lontano da casa venne la voglia di tornare alle mie radici, a lui (forse per la maggior distanza) questa molla è scattata prima. Buona vita a lui, in ogni caso.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 21:04
da simociclo
Winter ha scritto:Se non sbaglio si è sposato ad Agosto
Perche' per gli Europei si sta via una settimana , un mese nei gt.. poi si è a casa
Per un extraeuropeo vuol dire a volte 3 mesi di lontananza e non è poco
Magari da solo perche' il resto della squadra abita tutta in Vandea
Gli altri a casa dalla Famiglia , tu a telefonare in Canada , non è la stessa cosa
Sua moglie lavora presso la ditta di famiglia in Quebec
Per me ha fatto bene (le sue soddisfazioni ciclistiche se le è cmq prese)
condivido il punto di vista di Winter: ci sono altre cose oltre al ciclismo, a lui va il merito di aver meditato e fatto una scelta.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: martedì 17 settembre 2013, 22:27
da herbie
devo scusarmi due volte. La prima per avere invaso il topic di un artista, con una opinione buttata lì con superficialità. La seconda per aver espresso un giudizio non avendo capito probabilmente niente della situazione. Il fatto è che l'idea che lo studio universitario non si concili con l'attività sportiva di alto livello mi urta molto. E' come dire che uno che fa un lavoro duro 6 giorni la settimana, il settimo non possa fare una partita di un'oretta a pallone all'oratorio, perchè si stanca. Certo, se per la comprensione e l'esercizio della tua materia di studio sei fondamentalmente negato, ci può anche stare, ma altriment, è l'ABC....
Ma, pensandoci bene, rileggendo la dichiarazione, penso infine che qui non sia il caso, come mi era sembrato, di uno al quale di fronte alla prime fatiche nere della sua vita, sia venuta meno la voglia, non rendendosi conto del livello a cui si trova, e della fortuna, che lo ha baciato in maniera discretamente apprezzabile.
Il tono, della dichiarazione, quando parla come una specie di uomo del passato, dopo forse nemmeno 100 giorni di corsa da professionista, e dice, a 25 anni, di mettere la sua esperienza al servizio delle generazioni venture, ecco, non può essere quello di uno che ha perso di vista le proporzioni del mondo reale, la giovinezza e la vecchiaia, come potrebbe sembrare. Parlando di sogni realizzati nel "partecipare" ad un solo Tour, apparentemente fuori luogo. Mi sono convinto invece che è quello di uno che, muto, sta facendo un sacrificio, e si vede già passare davanti una vita. Gli auguro tanto bene, ma non è il miglior modo di iniziare una vita in due....
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 0:10
da matter1985
Effettivamente il topic di trecentobalene si è trasformato in quello del ritiro di Veilleux.è andato completamente OT speriamo lo riporti lui stesso sui binari giusti
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 12:21
da Huck Finn
herbie ha scritto:Il fatto è che l'idea che lo studio universitario non si concili con l'attività sportiva di alto livello mi urta molto. E' come dire che uno che fa un lavoro duro 6 giorni la settimana, il settimo non possa fare una partita di un'oretta a pallone all'oratorio, perchè si stanca. Certo, se per la comprensione e l'esercizio della tua materia di studio sei fondamentalmente negato, ci può anche stare, ma altriment, è l'ABC....
Per esperienza personale ti posso dire che sarebbe già tanto nel mio caso se con un'attività come quella del ciclista professionista riuscissi a dare 2 esami all'anno (magari sfruttando la pausa invernale dell'attività)
Poi secondo me una scelta come quella di Veilleux ha tante motivazioni, e magari non tutte si possono esprimere a chiare lettere. Da parte mia tanto rispetto, perchè si nota da quello che dice che ha una grande passione per il ciclismo, e sicuramente non sarà facile per lui rinunciare
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 12:28
da jumbo
a me sembra plausibile che si sia dato un tempo:
faccio il ciclista ma sono anche dotato nello studio, vedo per qualche anno dove posso arrivare, se non divento un grande campione e quindi la mia prospettiva è di essere a 35 anni senza lavoro e senza particolari competenze, mollo tutto e mi laureo. intanto ho fatto comunque un'esperienza interessante e originale e ho coronato qualche sogno che avevo nel cassetto.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 12:30
da Strong
herbie ha scritto: Il fatto è che l'idea che lo studio universitario non si concili con l'attività sportiva di alto livello mi urta molto. E' come dire che uno che fa un lavoro duro 6 giorni la settimana, il settimo non possa fare una partita di un'oretta a pallone all'oratorio, perchè si stanca. Certo, se per la comprensione e l'esercizio della tua materia di studio sei fondamentalmente negato, ci può anche stare, ma altriment, è l'ABC....
no beh certo è che qui si parlava di esseri umani terra terra... i super uomini che durante gli studi universitari da 110 e lode (con qualche mese di anticipo)
riescono anche a prepararsi per correre e vincere una sanremo in mezze maniche sotto alla neve, non gli avevamo considerati.
perdonaci....
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 12:36
da dietzen
Huck Finn ha scritto:
herbie ha scritto:Il fatto è che l'idea che lo studio universitario non si concili con l'attività sportiva di alto livello mi urta molto. E' come dire che uno che fa un lavoro duro 6 giorni la settimana, il settimo non possa fare una partita di un'oretta a pallone all'oratorio, perchè si stanca. Certo, se per la comprensione e l'esercizio della tua materia di studio sei fondamentalmente negato, ci può anche stare, ma altriment, è l'ABC....
Per esperienza personale ti posso dire che sarebbe già tanto nel mio caso se con un'attività come quella del ciclista professionista riuscissi a dare 2 esami all'anno (magari sfruttando la pausa invernale dell'attività)
Poi secondo me una scelta come quella di Veilleux ha tante motivazioni, e magari non tutte si possono esprimere a chiare lettere. Da parte mia tanto rispetto, perchè si nota da quello che dice che ha una grande passione per il ciclismo, e sicuramente non sarà facile per lui rinunciare
poi alcune facoltà (o almeno alcune materie, di solito importanti) richiedono l'obbligo di frequenza, ma se sei la maggior parte dell'anno in un altro continente...
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 13:17
da Belluschi M.
Strong ha scritto:
herbie ha scritto: Il fatto è che l'idea che lo studio universitario non si concili con l'attività sportiva di alto livello mi urta molto. E' come dire che uno che fa un lavoro duro 6 giorni la settimana, il settimo non possa fare una partita di un'oretta a pallone all'oratorio, perchè si stanca. Certo, se per la comprensione e l'esercizio della tua materia di studio sei fondamentalmente negato, ci può anche stare, ma altriment, è l'ABC....
no beh certo è che qui si parlava di esseri umani terra terra... i super uomini che durante gli studi universitari da 110 e lode (con qualche mese di anticipo)
riescono anche a prepararsi per correre e vincere una sanremo in mezze maniche sotto alla neve, non gli avevamo considerati.
perdonaci....
Grande Strong!
Università fatta bene e sport da professionista, specie il ciclista, si conciliano tutt'altro che bene. Discorso diverso se si punta a laurearsi dando un paio di esami all'anno nei pochi buchi di tempo dell'annata, come ha scritto sopra Huck Finn.
Forse Herbie si confonde col fare sport non professionistico e università. Quello si concilia bene, ma è tutta un'altra roba rispetto al professionismo, dove non ti puoi permettere di dire "sta settimana ho gli esami, con lo sport ci vado tranquillo".
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 13:35
da herbie
Belluschi M. ha scritto:
Strong ha scritto:
no beh certo è che qui si parlava di esseri umani terra terra... i super uomini che durante gli studi universitari da 110 e lode (con qualche mese di anticipo)
riescono anche a prepararsi per correre e vincere una sanremo in mezze maniche sotto alla neve, non gli avevamo considerati.
perdonaci....
Grande Strong!
Università fatta bene e sport da professionista, specie il ciclista, si conciliano tutt'altro che bene. Discorso diverso se si punta a laurearsi dando un paio di esami all'anno nei pochi buchi di tempo dell'annata, come ha scritto sopra Huck Finn.
Forse Herbie si confonde col fare sport non professionistico e università. Quello si concilia bene, ma è tutta un'altra roba rispetto al professionismo, dove non ti puoi permettere di dire "sta settimana ho gli esami, con lo sport ci vado tranquillo".
ma no, intendevo proprio lo sport professionistico. Il problema, non avendone avuto esperienza, credo che sia la frequenza obblligatoria alle lezioni, quello sì.
Per il resto, una cosa è il 110 e lode, un'altra passare gli esami. Non ho capito cosa vuol dire Università FATTA BENE. La fai bene se capisci quello che devi capire, ovvero diventi realmente competente, senza imparare le cose con le tecniche di memorizzazione rapida, che pur sempre di memorizzazione si tratta. Quello non viene misurato con i voti, in genere, ma è un altro discorso. Se uno intende per "FARE BENE all'Università" l'uscirne con ottimi voti, è affar suo, ma la realtà delle cose è ben diversa. Inoltre, per capire le materie a livello di università, ovvero non esplorando i limiti della scienza allo stato attuale, ma imparando le nozioni basilari, non mi pare che occorra fare voto di clausura. A meno che, effettivamente, la materia già non risulti ostica in partenza per limiti propri....comunque il discorso di Veilleux, leggendo il tono in cui parla, tra le righe mi sembra legato ad una scelta sofferta dove i legami affettivi, più che l'Università, abbiano un notevole peso.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 13:50
da Belluschi M.
herbie ha scritto:
ma no, intendevo proprio lo sport professionistico. Il problema, non avendone avuto esperienza , credo che sia la frequenza obblligatoria alle lezioni, quello sì.
Per il resto, una cosa è il 110 e lode, un'altra passare gli esami. Non ho capito cosa vuol dire Università FATTA BENE. La fai bene se capisci quello che devi capire, ovvero diventi realmente competente, senza imparare le cose con le tecniche di memorizzazione rapida, che pur sempre di memorizzazione si tratta. Quello non viene misurato con i voti, in genere, ma è un altro discorso. Se uno intende per "FARE BENE all'Università" l'uscirne con ottimi voti, è affar suo, ma la realtà delle cose è ben diversa. Inoltre, per capire le materie a livello di università, ovvero non esplorando i limiti della scienza allo stato attuale, ma imparando le nozioni basilari, non mi pare che occorra fare voto di clausura. A meno che, effettivamente, la materia già non risulti ostica in partenza per limiti propri....comunque il discorso di Veilleux, leggendo il tono in cui parla, tra le righe mi sembra legato ad una scelta sofferta dove i legami affettivi, più che l'Università, abbiano un notevole peso.
Ecco appunto, lascia stare.
Il problema non è la frequenza obbligatoria, ne il capire la materia. Il problema è avere il tempo e le forze per farlo. Tolte alla giornata le ore per gli allenamenti, gare, massaggi, spostamenti, alimentazione di tempo non è che ne rimanga molto. E giustamente quel poco che resta convenzionalmente lo dedichi ai pochi svaghi di una persona normale, nonché al recupero.
Poi ovviamente non dico sia impossibile, ma devi senza dubbio essere un robot.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 13:58
da Belluschi M.
herbie ha scritto:
Non ho capito cosa vuol dire Università FATTA BENE. La fai bene se capisci quello che devi capire, ovvero diventi realmente competente, senza imparare le cose con le tecniche di memorizzazione rapida, che pur sempre di memorizzazione si tratta. Quello non viene misurato con i voti, in genere, ma è un altro discorso.
Intendevo proprio quello. Spiegami una cosa:
Fai il professionista, ergo di lezioni non ne puoi seguire nessuna nessuna. E con nessuna intendo proprio 0. Non ti puoi nemmeno confrontare con i compagni di corso, perché il tempo di andare in università non lo hai. Ergo ti ritrovi a preparare gli esami completamente da autodidatta, il ché implica che ci metti sicuramente più tempo di una situazione standard. Solo che tu di tempo ne hai molto molto meno di quella situazione standard.
Quindi a meno di non essere fortemente dotato (fortissimo nello sport, fortissimo nello studio, beato te) ti ritrovi completamente sotto a un treno.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 14:06
da Tranchée d'Arenberg
herbie ha scritto:Il fatto è che l'idea che lo studio universitario non si concili con l'attività sportiva di alto livello mi urta molto. E' come dire che uno che fa un lavoro duro 6 giorni la settimana, il settimo non possa fare una partita di un'oretta a pallone all'oratorio, perchè si stanca. Certo, se per la comprensione e l'esercizio della tua materia di studio sei fondamentalmente negato, ci può anche stare, ma altriment, è l'ABC....
così come Huck Finn anche io per esperienza personale ti posso garantire che le due cose diventano inconciliabili a meno che non si vogliano veramente dare due miseri esamini all'anno. Io ho studiato ingegneria chimica e ti dico che per lunghissimi periodi avevo lezioni dalle 8:30 alle 13:30, pausa pranzo di un'ora (quando andava bene due) e poi nella maggior parte dei casi si ripartiva con le lezioni fino alle 17:30-18:30 e quando andava male anche fino alle 19:30.
Per uno che faceva la mia vita era impossibile allenarsi e studiare a meno di voler fare entrambe le cose di notte con una mano sul manubrio, l'altra sul libro e facendo i calcoli a memoria
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 16:21
da herbie
Belluschi M. ha scritto:
herbie ha scritto:
ma no, intendevo proprio lo sport professionistico. Il problema, non avendone avuto esperienza , credo che sia la frequenza obblligatoria alle lezioni, quello sì.
Per il resto, una cosa è il 110 e lode, un'altra passare gli esami. Non ho capito cosa vuol dire Università FATTA BENE. La fai bene se capisci quello che devi capire, ovvero diventi realmente competente, senza imparare le cose con le tecniche di memorizzazione rapida, che pur sempre di memorizzazione si tratta. Quello non viene misurato con i voti, in genere, ma è un altro discorso. Se uno intende per "FARE BENE all'Università" l'uscirne con ottimi voti, è affar suo, ma la realtà delle cose è ben diversa. Inoltre, per capire le materie a livello di università, ovvero non esplorando i limiti della scienza allo stato attuale, ma imparando le nozioni basilari, non mi pare che occorra fare voto di clausura. A meno che, effettivamente, la materia già non risulti ostica in partenza per limiti propri....comunque il discorso di Veilleux, leggendo il tono in cui parla, tra le righe mi sembra legato ad una scelta sofferta dove i legami affettivi, più che l'Università, abbiano un notevole peso.
Ecco appunto, lascia stare.
Il problema non è la frequenza obbligatoria, ne il capire la materia. Il problema è avere il tempo e le forze per farlo. Tolte alla giornata le ore per gli allenamenti, gare, massaggi, spostamenti, alimentazione di tempo non è che ne rimanga molto. E giustamente quel poco che resta convenzionalmente lo dedichi ai pochi svaghi di una persona normale, nonché al recupero.
Poi ovviamente non dico sia impossibile, ma devi senza dubbio essere un robot.
ti farei notare la scorrettezza. Metti in evidenza una frase estrapolata dal contesto in maniera che, ad uno sguardo veloce, chi non legge il messaggio capisca quello che fa comodo a te.
Io non ho esperienza di frequenza obbligatoria, non di università. Ho fatto filosofia, la frequenza non era obbligatoria.
Se ti rifiuti di fare gli schemini capitolo per capitolo perchè non sei un pappagallo che ripete passaggio per passaggio ciò che già sta scritto e quindi di per se non ha senso ripetere se non tra se e se per PENSARE LA cosa, se invece badi a capire realmente ciò che hai bisogno di capire, cosa dalla quale deriva la reale competenza, non vedo questo sforzo tremendo nel preparare un esame. Sono tutte cose SEMPLICI, comprensibili a chiunque abbia un minimo di predisposizione alla materia e ne comprenda il linguaggio.
Tempo per l'allenamento? 8 ore sono insufficienti? il corridore di oggi, come ore, si allena molto meno (e qui non sarei nemmeno d'accordo, ma è così nella prassi), il podista si allena più a lungo del ciclista? non parliamo del calciatore/pallavolista/ cestista....i massaggi, l'alimentazione, mah, forse qualcosa su questo si può anche sacrificare, o no? comunque non vedo la necessità di studiare più di 3 ore al giorno, per quel che mi ricordo. Sempre, ovviamente, avendo PREDISPOSIZIONE per la materia, altrimenti, non dovresti studiare, ma pensare, a cosa è meglio fare.
E non mi dire che contatti in università per eventualmente farsi passare dispense/ appunti/ dritte non sia possibile averne anche per uno che ci va una volta alla settimana.
Diverso ovviamente è il discorso per la frequenza obbligatoria. Lì per una ragione di tempo, può diventare più difficile, non lo so perchè DI QUELLO non ho esperienza. Ma gente venuta fuori con poche parole vuote imparate qua e là e con una competenza pari quasi allo 0 ne ho vista tanta. Tutte persone convinte di averla FATTA BENE, l'Università, visto che agli esami, avevano pure risposto. Amen.
Vista anche la scorretteza di cui sopra, chiederei se fosse possibile spostare questa discussione negli OT, e lasciare pulito il campo di trecentobalene.
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 16:39
da cauz.
discussione completamente OT (sempre che in un thread come questo ci sia un IT... pero' ormai staccata anche dai racconti di trecentobalene) ma cionondimeno interessante.
io non faccio testo, perchè son sempre stato uno scansafatiche, pero' mi sono laureato a pieni voti mettendoci 7 anni al posto dei 5 di corso (e da nessuno rispettati, che un anno di tesi ci voleva sempre), seguendo pochi corsi perchè ai tempi non c'era la frequenza obbligatoria e perdendo una marea di tempo in altre attività più o meno rispettabili.
ma questo, ripeto, non fa testo. quello che mi fa riflettere invece è che altri miei compagni di corso si sono laureati in modi e tempi simili lavorando 6-8 ore al giorno per pagarsi l'affitto, e questo è un dato già piu' significativo.
con cio' non voglio dire cosa sia possibile e cosa no, ma non mi sentirei di escludere nulla. specie considerando i nuovi tipi di lauree brevi...
Re: le scarpe di ognuno
Inviato: mercoledì 18 settembre 2013, 16:48
da Belluschi M.
herbie ha scritto:
ti farei notare la scorrettezza. Metti in evidenza una frase estrapolata dal contesto in maniera che, ad uno sguardo veloce, chi non legge il messaggio capisca quello che fa comodo a te.
Io non ho esperienza di frequenza obbligatoria, non di università. Ho fatto filosofia, la frequenza non era obbligatoria.
Se ti rifiuti di fare gli schemini capitolo per capitolo perchè non sei un pappagallo che ripete passaggio per passaggio ciò che già sta scritto e quindi di per se non ha senso ripetere se non tra se e se per PENSARE LA cosa, se invece badi a capire realmente ciò che hai bisogno di capire, cosa dalla quale deriva la reale competenza, non vedo questo sforzo tremendo nel preparare un esame. Sono tutte cose SEMPLICI, comprensibili a chiunque abbia un minimo di predisposizione alla materia e ne comprenda il linguaggio.
Tempo per l'allenamento? 8 ore sono insufficienti? il corridore di oggi, come ore, si allena molto meno (e qui non sarei nemmeno d'accordo, ma è così nella prassi), il podista si allena più a lungo del ciclista? non parliamo del calciatore/pallavolista/ cestista....i massaggi, l'alimentazione, mah, forse qualcosa su questo si può anche sacrificare, o no? comunque non vedo la necessità di studiare più di 3 ore al giorno, per quel che mi ricordo. Sempre, ovviamente, avendo PREDISPOSIZIONE per la materia, altrimenti, non dovresti studiare, ma pensare, a cosa è meglio fare.
E non mi dire che contatti in università per eventualmente farsi passare dispense/ appunti/ dritte non sia possibile averne anche per uno che ci va una volta alla settimana.
Diverso ovviamente è il discorso per la frequenza obbligatoria. Lì per una ragione di tempo, può diventare più difficile, non lo so perchè DI QUELLO non ho esperienza. Ma gente venuta fuori con poche parole vuote imparate qua e là e con una competenza pari quasi allo 0 ne ho vista tanta. Tutte persone convinte di averla FATTA BENE, l'Università, visto che agli esami, avevano pure risposto. Amen.
Vista anche la scorretteza di cui sopra, chiederei se fosse possibile spostare questa discussione negli OT, e lasciare pulito il campo di trecentobalene.
Errore mio, quel "non avendone avuto esperienza" pensavo fosse riferito allo sport professionistico.
L'obbligo di frequenza non è nemmeno una roba in questione, dato che in facoltà con questa caratteristica il professionista manco ci penserebbe ad iscriversi (che fa, va ad allenarsi di notte perché di giorno deve andare in università?).
Per il resto Herbie il tuo problema è che sottovaluti cosa significhi fare il professionista in uno sport di endurance. Io ti dico che in alcuni raduni collegiali di alcune settimane in estate ho provato a farlo e se mi avessero dato in mano un libro mi sarei messo a ridere. Perché con 2 allenamenti pesanti al giorno c'è tutto tranne le forze per mettersi a fare qualcosa che è comunque impegnativo (adesso mi dirai che studiare non è impegnativo, lo so).