Pagina 1 di 1

Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 13:15
da Il Complottista
Bel corridore .
A proposito di ragazzi passati tardi ai pro .
Debutto a 28 anni e carriera che non ho lo ha visto costante ma con dei picchi enormi .
Su tutti il Tour del 1993 dove vinse una bella tappa di montagna , salendo sul podio e tenendo il ritmo del duo Miguelon -Rominger in salita .
O le due top ten al Giro correndo da gregario di Chioccioli ( nel Giro vinto nel 1991 fu nono ) .
Ricordo un Trofeo dello Scalatore Vinto e un Giro del Portogallo dominato .
Andava forte a Crono e se ricordo bene fu medagliato mondiale .

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 14:11
da GregLemond
Il Complottista ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 13:15 Bel corridore .
A proposito di ragazzi passati tardi ai pro .
Debutto a 28 anni e carriera che non ho lo ha visto costante ma con dei picchi enormi .
Su tutti il Tour del 1993 dove vinse una bella tappa di montagna , salendo sul podio e tenendo il ritmo del duo Miguelon -Rominger in salita .
O le due top ten al Giro correndo da gregario di Chioccioli ( nel Giro vinto nel 1991 fu nono ) .
Ricordo un Trofeo dello Scalatore Vinto e un Giro del Portogallo dominato .
Andava forte a Crono e se ricordo bene fu medagliato mondiale .
Me lo ricordo poco... ma mi pare che medaglie ai mondiali non ne abbia vinte...

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 14:56
da simociclo
vince medagli mondiali e olimpiche a livello dilettantistico

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 15:21
da dietzen
sì, le medaglie mondiali e olimpiche le vinse col quartetto della 100km.
nei mondiali a crono fra i professionisti ha qualche buon piazzamento nei dieci, ma va detto che iniziarono a disputarsi dopo i suoi anni migliori.
era davvero molto forte nei suoi momenti belli, inoltre quando serviva era in grado di fare un mostruoso lavoro di gregariato. per certi versi fra i corridori più recenti lo paragonerei a kiryienka, anche se jaskula era più forte.
come per tutti i corridori dell'est di quel periodo rimane il dubbio di dove sarebbe potuto arrivare passando professionista un 5-6 anni prima.

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 15:36
da Slegar
E' passato tardi al professionismo perché prima non poteva passare. I polacchi erano tra i pochi ciclisti dell'est che passarono professionisti in quegli anni e tutti grazie ai buoni uffici di Ernesto Colnago.

Gran palmares da dilettante e i suoi maggiori risultati fuori dalla Polonia furono:
Vittoria di tappa nel Circuito delle Ardenne (1983)
Vittoria di tappa nel Circuito della Sarthe (1985)
Classifica generale della Settimana Ciclistica Bergamasca (1986)
2 tappe (1988) ed il secondo posto nella generale del Giro della Bassa Sassonia (1988-1989)
Terzo posto nella generale della Corsa della Pace (1989)
Quinto posto nella generale del Giro delle Regioni (1989)
7° nel Gran Premio delle Nazioni (1989)
medaglia d'argento nella 100 km a squadre ai giochi olimpici (1988) e ai mondiali (1989) dietro alla fenomenale Germania Est

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 18:22
da sagittario1962
Il Complottista ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 13:15 Bel corridore .
A proposito di ragazzi passati tardi ai pro .
Debutto a 28 anni e carriera che non ho lo ha visto costante ma con dei picchi enormi .
Su tutti il Tour del 1993 dove vinse una bella tappa di montagna , salendo sul podio e tenendo il ritmo del duo Miguelon -Rominger in salita .
O le due top ten al Giro correndo da gregario di Chioccioli ( nel Giro vinto nel 1991 fu nono ) .
Ricordo un Trofeo dello Scalatore Vinto e un Giro del Portogallo dominato .
Andava forte a Crono e se ricordo bene fu medagliato mondiale .
a vincere la medaglia d'argento a plouay fu il connazionale di Jaskula, Spruch dove i ciclisti dell'est vinsero 14 medaglie,

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 22:30
da giorgio ricci
Leggendo questi post mi è venuto in mente Joachim Halupczok.
Per me è stato uno dei ricordi più belli e tristi di quegli anni.
Me lo ricordo al mondiale di Chambery nei dilettanti, fece una prestazione paragonabile a quelle di Evenepoel negli juniores. Vinse con una superiorità incredibile.
Quando passò era già visto come un fenomeno, io lo ricordo al Giro del 90. Aveva la faccia da ciclista anni 50, divenni subito suo tifoso. Al Giro del 90 fece una grande prestazione, rimase sempre con i migliori, e dava l'impressione di potere diventare a breve il migliore.
Di ritirò alla 15 tappa, quando era terzo in classifica, ufficialmente perché i suoi DS dissero che non volevano bruciarlo facendogli fare 3 settimane a tutta.
Presto venne fuori la verità, aveva una grave malformazione cardiaca.
Da lì lo stop ad una carriera che avrebbe potuto essere brillantissima.
Riprese a correre sporadicamente senza più fare risultati finché nel 92 non gli diedero più l'idoneità.
Morì nel 94, mi sembra giocando a calcetto con gli amici.
Si fecero illazioni e venne rubricato come atleta sospetto vittima del doping.
Ma io lo ricordo come una grande promessa, troppo sfortunato e ahimè, in fretta dimenticato.
Nel 90 avrei scommesso che sarebbe arrivato molto in alto, e fu per me una storia tristissima.

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 23:41
da GregLemond
giorgio ricci ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 22:30 Leggendo questi post mi è venuto in mente Joachim Halupczok.
Per me è stato uno dei ricordi più belli e tristi di quegli anni.
Me lo ricordo al mondiale di Chambery nei dilettanti, fece una prestazione paragonabile a quelle di Evenepoel negli juniores. Vinse con una superiorità incredibile.
Quando passò era già visto come un fenomeno, io lo ricordo al Giro del 90. Aveva la faccia da ciclista anni 50, divenni subito suo tifoso. Al Giro del 90 fece una grande prestazione, rimase sempre con i migliori, e dava l'impressione di potere diventare a breve il migliore.
Di ritirò alla 15 tappa, quando era terzo in classifica, ufficialmente perché i suoi DS dissero che non volevano bruciarlo facendogli fare 3 settimane a tutta.
Presto venne fuori la verità, aveva una grave malformazione cardiaca.
Da lì lo stop ad una carriera che avrebbe potuto essere brillantissima.
Riprese a correre sporadicamente senza più fare risultati finché nel 92 non gli diedero più l'idoneità.
Morì nel 94, mi sembra giocando a calcetto con gli amici.
Si fecero illazioni e venne rubricato come atleta sospetto vittima del doping.
Ma io lo ricordo come una grande promessa, troppo sfortunato e ahimè, in fretta dimenticato.
Nel 90 avrei scommesso che sarebbe arrivato molto in alto, e fu per me una storia tristissima.
Ho cercato video di Chambery... ma si trova poco...

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 23:43
da GregLemond
sagittario1962 ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 18:22
Il Complottista ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 13:15 Bel corridore .
A proposito di ragazzi passati tardi ai pro .
Debutto a 28 anni e carriera che non ho lo ha visto costante ma con dei picchi enormi .
Su tutti il Tour del 1993 dove vinse una bella tappa di montagna , salendo sul podio e tenendo il ritmo del duo Miguelon -Rominger in salita .
O le due top ten al Giro correndo da gregario di Chioccioli ( nel Giro vinto nel 1991 fu nono ) .
Ricordo un Trofeo dello Scalatore Vinto e un Giro del Portogallo dominato .
Andava forte a Crono e se ricordo bene fu medagliato mondiale .
a vincere la medaglia d'argento a plouay fu il connazionale di Jaskula, Spruch dove i ciclisti dell'est vinsero 14 medaglie,
Tra Plouay e Lisbona, esclusi Freire e la Cooke se non sbaglio... solo ori in linea dell est...

Kvachuk per dire poi si è rivisto solo nella fuga del mattino a Geelong. Mi fece una grande impressione...

Re: Zenon Jaskula

Inviato: giovedì 19 novembre 2020, 23:55
da dietzen
GregLemond ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 23:41
giorgio ricci ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 22:30 Leggendo questi post mi è venuto in mente Joachim Halupczok.
Per me è stato uno dei ricordi più belli e tristi di quegli anni.
Me lo ricordo al mondiale di Chambery nei dilettanti, fece una prestazione paragonabile a quelle di Evenepoel negli juniores. Vinse con una superiorità incredibile.
Quando passò era già visto come un fenomeno, io lo ricordo al Giro del 90. Aveva la faccia da ciclista anni 50, divenni subito suo tifoso. Al Giro del 90 fece una grande prestazione, rimase sempre con i migliori, e dava l'impressione di potere diventare a breve il migliore.
Di ritirò alla 15 tappa, quando era terzo in classifica, ufficialmente perché i suoi DS dissero che non volevano bruciarlo facendogli fare 3 settimane a tutta.
Presto venne fuori la verità, aveva una grave malformazione cardiaca.
Da lì lo stop ad una carriera che avrebbe potuto essere brillantissima.
Riprese a correre sporadicamente senza più fare risultati finché nel 92 non gli diedero più l'idoneità.
Morì nel 94, mi sembra giocando a calcetto con gli amici.
Si fecero illazioni e venne rubricato come atleta sospetto vittima del doping.
Ma io lo ricordo come una grande promessa, troppo sfortunato e ahimè, in fretta dimenticato.
Nel 90 avrei scommesso che sarebbe arrivato molto in alto, e fu per me una storia tristissima.
Ho cercato video di Chambery... ma si trova poco...

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 1:04
da Abruzzese
Certamente anche per Jaskula l'essere riuscito a passare solo alla soglia dei trent'anni, per le note vicende legate al Muro e alla sua caduta, ne ha limitato la sua parabola nel professionismo, che ebbe senz'altro nel 1993 il suo punto più elevato. Tra l'altro dopo pochi mesi dal suo debutto nel professionismo, nel 1990, riuscì a classificarsi undicesimo al Giro delle Fiandre.

Quanto alla vicenda di Halupczok, indubbiamente dolorosa nel suo epilogo, parliamo di un corridore che aveva grandissimo talento. Forse però neppure lui può essere classificabile come il più grande talento di ogni tempo che la Polonia abbia mai sfornato. Non mi riferisco a Kwiatkowski, che pure in tutti questi anni ho seguito con interesse (incavolandomi non poco per l'uso che ne ha fatto la Sky/Ineos e il suo voler restare lì), bensì Ryszard Szurkowski, uno che vinse parecchio a livello dilettantistico e che non volle passare professionista neppure dopo aver accettato ottime proposte, se ben ricordo, dopo aver disputato una Parigi-Nizza ad ottimi livelli, in cui addirittura stava riuscendo a rivaleggiare con Merckx.

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 1:32
da Abruzzese
GregLemond ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 23:43 Tra Plouay e Lisbona, esclusi Freire e la Cooke se non sbaglio... solo ori in linea dell est...

Kvachuk per dire poi si è rivisto solo nella fuga del mattino a Geelong. Mi fece una grande impressione...
Ci fu anche l'eccezione del neozelandese Jeremy Yates, vincitore della gara in linea degli juniores a Plouay davanti al nostro Antonio Bucciero e al russo Alexander Arekeev (entrambi meteore nel professionismo, anche se il russo almeno fece in tempo a cogliere una bellissima vittoria di tappa alla Tirreno-Adriatico). La parabola del corridore oceanico però si eclissò presto, in quanto nel 2004 dopo che, se non erro, aveva già firmato un contratto per passare professionista con la Credit Agricole, risultò positivo al testosterone ad un controllo antidoping, tornando così a gareggiare solo nel 2007 ma trovando ormai spazio solo in patria o in piccole Continental. L'altra vittoria dell'Est la ottenne invece nella prova a cronometro Piotr Mazur, altro atleta polacco poi visto all'opera anche con la Saunier - Duval.

Comunque sia il dominio di quegli anni di atleti dell'Est non sorprende e fu la classica dimostrazione di come, nel settore maschile, l'eccessivo sfruttamento a livello giovanile abbia fatto sì che nel professionismo siano riusciti a lasciare ben poche tracce, rispetto a ciò che il loro talento sembrava far presagire. Nel 2000 Evgeny Petrov volava a Plouay, lasciandosi alle spalle anche Popovych che avrebbe raccolto il suo testimone l'anno successivo. Il russo poi entrò a far parte del gruppo giovani della Mapei, quella sorta di "Youth Dream Team" di cui facevano parte, tra gli altri, anche Cancellara, Pozzato, Rogers, Sinkewitz, Clerc (c'era anche Graziano Gasparre, che in quel 2000 aveva vinto il titolo europeo).

Da professionista invece il russo ottenne pochissimo: qualcuno lo avrà rimosso ma fu proprio lui a vincere la famosa tappa de L'Aquila che rischiò di decidere il Giro 2010, portando alla ribalta Arroyo e regalando la prima top 10 in un grande giro a Richie Porte. Tre anni prima invece Petrov era riuscito ad ottenere la sua unica top ten, classificandosi settimo nel Giro vinto da Di Luca.

Personalmente poi non trovai così sconvolgente la vittoria di Romans Vainsteins, che in quegli anni si era rivelato un buonissimo corridore (capace poi di andare a podio anche a Roubaix), anche se la sua parabola non durò così a lungo. Tra l'altro quella di Plouay fu probabilmente la più cocente delusione della carriera per Andrei Tchmil, che aveva già ottenuto il passaporto belga, con cui quello stesso anno si era aggiudicato il Fiandre.

A livello femminile invece quelli furono gli anni d'oro della Lituania, con Edita Pucinskaite protagonista nelle gare a tappe e vincitrice a Verona nel 1999 mentre a Lisbona fu la volta di Rasa Polikeviciute. A Plouay invece si era imposta la bielorussa Zinaida Stahurskaya, uno dei personaggi più "maledetti" del ciclismo femminile per via dei problemi legati al doping e poi per la prematura scomparsa in un incidente stradale nel 2009, mentre si stava allenando per i campionati nazionali.

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 7:44
da Salvatore77
La vittoria di Vainsteins fu ottenuta nell'unico modo possibile per un corridore veloce senza senza squadra, cioè restare al coperto tutto il giorno e puntare su una probabile volata.
La Spagna di Freire e la Polonia lavorano compatte per portare il gruppo (nemmeno troppo numeroso) in volata.
Poi l'anno successivo fece una buona stagione, tra cui un terzo posto alla Roubaix dietro a Knaven e Musseuw suoi compagni di squadra.

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 10:29
da GregLemond
dietzen ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 23:55
GregLemond ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 23:41
giorgio ricci ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 22:30 Leggendo questi post mi è venuto in mente Joachim Halupczok.
Per me è stato uno dei ricordi più belli e tristi di quegli anni.
Me lo ricordo al mondiale di Chambery nei dilettanti, fece una prestazione paragonabile a quelle di Evenepoel negli juniores. Vinse con una superiorità incredibile.
Quando passò era già visto come un fenomeno, io lo ricordo al Giro del 90. Aveva la faccia da ciclista anni 50, divenni subito suo tifoso. Al Giro del 90 fece una grande prestazione, rimase sempre con i migliori, e dava l'impressione di potere diventare a breve il migliore.
Di ritirò alla 15 tappa, quando era terzo in classifica, ufficialmente perché i suoi DS dissero che non volevano bruciarlo facendogli fare 3 settimane a tutta.
Presto venne fuori la verità, aveva una grave malformazione cardiaca.
Da lì lo stop ad una carriera che avrebbe potuto essere brillantissima.
Riprese a correre sporadicamente senza più fare risultati finché nel 92 non gli diedero più l'idoneità.
Morì nel 94, mi sembra giocando a calcetto con gli amici.
Si fecero illazioni e venne rubricato come atleta sospetto vittima del doping.
Ma io lo ricordo come una grande promessa, troppo sfortunato e ahimè, in fretta dimenticato.
Nel 90 avrei scommesso che sarebbe arrivato molto in alto, e fu per me una storia tristissima.
Ho cercato video di Chambery... ma si trova poco...
Grazie!!!

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 10:30
da GregLemond
Abruzzese ha scritto: venerdì 20 novembre 2020, 1:32
GregLemond ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 23:43 Tra Plouay e Lisbona, esclusi Freire e la Cooke se non sbaglio... solo ori in linea dell est...

Kvachuk per dire poi si è rivisto solo nella fuga del mattino a Geelong. Mi fece una grande impressione...
Ci fu anche l'eccezione del neozelandese Jeremy Yates, vincitore della gara in linea degli juniores a Plouay davanti al nostro Antonio Bucciero e al russo Alexander Arekeev (entrambi meteore nel professionismo, anche se il russo almeno fece in tempo a cogliere una bellissima vittoria di tappa alla Tirreno-Adriatico). La parabola del corridore oceanico però si eclissò presto, in quanto nel 2004 dopo che, se non erro, aveva già firmato un contratto per passare professionista con la Credit Agricole, risultò positivo al testosterone ad un controllo antidoping, tornando così a gareggiare solo nel 2007 ma trovando ormai spazio solo in patria o in piccole Continental. L'altra vittoria dell'Est la ottenne invece nella prova a cronometro Piotr Mazur, altro atleta polacco poi visto all'opera anche con la Saunier - Duval.

Comunque sia il dominio di quegli anni di atleti dell'Est non sorprende e fu la classica dimostrazione di come, nel settore maschile, l'eccessivo sfruttamento a livello giovanile abbia fatto sì che nel professionismo siano riusciti a lasciare ben poche tracce, rispetto a ciò che il loro talento sembrava far presagire. Nel 2000 Evgeny Petrov volava a Plouay, lasciandosi alle spalle anche Popovych che avrebbe raccolto il suo testimone l'anno successivo. Il russo poi entrò a far parte del gruppo giovani della Mapei, quella sorta di "Youth Dream Team" di cui facevano parte, tra gli altri, anche Cancellara, Pozzato, Rogers, Sinkewitz, Clerc (c'era anche Graziano Gasparre, che in quel 2000 aveva vinto il titolo europeo).

Da professionista invece il russo ottenne pochissimo: qualcuno lo avrà rimosso ma fu proprio lui a vincere la famosa tappa de L'Aquila che rischiò di decidere il Giro 2010, portando alla ribalta Arroyo e regalando la prima top 10 in un grande giro a Richie Porte. Tre anni prima invece Petrov era riuscito ad ottenere la sua unica top ten, classificandosi settimo nel Giro vinto da Di Luca.

Personalmente poi non trovai così sconvolgente la vittoria di Romans Vainsteins, che in quegli anni si era rivelato un buonissimo corridore (capace poi di andare a podio anche a Roubaix), anche se la sua parabola non durò così a lungo. Tra l'altro quella di Plouay fu probabilmente la più cocente delusione della carriera per Andrei Tchmil, che aveva già ottenuto il passaporto belga, con cui quello stesso anno si era aggiudicato il Fiandre.

A livello femminile invece quelli furono gli anni d'oro della Lituania, con Edita Pucinskaite protagonista nelle gare a tappe e vincitrice a Verona nel 1999 mentre a Lisbona fu la volta di Rasa Polikeviciute. A Plouay invece si era imposta la bielorussa Zinaida Stahurskaya, uno dei personaggi più "maledetti" del ciclismo femminile per via dei problemi legati al doping e poi per la prematura scomparsa in un incidente stradale nel 2009, mentre si stava allenando per i campionati nazionali.

Ricordo uno "Tchmil è gia al traguardo" di Cassani. Poi in 100 m il finimondo in una volata ripresa dall' altro malissimo

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 13:01
da GregLemond
GregLemond ha scritto: venerdì 20 novembre 2020, 10:29
dietzen ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 23:55
GregLemond ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 23:41

Ho cercato video di Chambery... ma si trova poco...
Grazie!!!
Mamma mia.

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 13:25
da Winter
Salvatore77 ha scritto: venerdì 20 novembre 2020, 7:44 La vittoria di Vainsteins fu ottenuta nell'unico modo possibile per un corridore veloce senza senza squadra, cioè restare al coperto tutto il giorno e puntare su una probabile volata.
La Spagna di Freire e la Polonia lavorano compatte per portare il gruppo (nemmeno troppo numeroso) in volata.
Poi l'anno successivo fece una buona stagione, tra cui un terzo posto alla Roubaix dietro a Knaven e Musseuw suoi compagni di squadra.
Non era proprio senza squadra
Le nazioni baltiche si era unite quel giorno..
3 lettoni 2 estoni 1 lituano
Tutti avevano lo stesso procuratore /manager

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 13:55
da noel
Winter ha scritto: venerdì 20 novembre 2020, 13:25
Salvatore77 ha scritto: venerdì 20 novembre 2020, 7:44 La vittoria di Vainsteins fu ottenuta nell'unico modo possibile per un corridore veloce senza senza squadra, cioè restare al coperto tutto il giorno e puntare su una probabile volata.
La Spagna di Freire e la Polonia lavorano compatte per portare il gruppo (nemmeno troppo numeroso) in volata.
Poi l'anno successivo fece una buona stagione, tra cui un terzo posto alla Roubaix dietro a Knaven e Musseuw suoi compagni di squadra.
Non era proprio senza squadra
Le nazioni baltiche si era unite quel giorno..
3 lettoni 2 estoni 1 lituano
Tutti avevano lo stesso procuratore /manager
Grande vittoria di squadra con Vainsteins finalizzatore quindi

Re: Zenon Jaskula

Inviato: venerdì 20 novembre 2020, 14:05
da Il Complottista
giorgio ricci ha scritto: giovedì 19 novembre 2020, 22:30 Leggendo questi post mi è venuto in mente Joachim Halupczok.
Per me è stato uno dei ricordi più belli e tristi di quegli anni.
Me lo ricordo al mondiale di Chambery nei dilettanti, fece una prestazione paragonabile a quelle di Evenepoel negli juniores. Vinse con una superiorità incredibile.
Quando passò era già visto come un fenomeno, io lo ricordo al Giro del 90. Aveva la faccia da ciclista anni 50, divenni subito suo tifoso. Al Giro del 90 fece una grande prestazione, rimase sempre con i migliori, e dava l'impressione di potere diventare a breve il migliore.
Di ritirò alla 15 tappa, quando era terzo in classifica, ufficialmente perché i suoi DS dissero che non volevano bruciarlo facendogli fare 3 settimane a tutta.
Presto venne fuori la verità, aveva una grave malformazione cardiaca.
Da lì lo stop ad una carriera che avrebbe potuto essere brillantissima.
Riprese a correre sporadicamente senza più fare risultati finché nel 92 non gli diedero più l'idoneità.
Morì nel 94, mi sembra giocando a calcetto con gli amici.
Si fecero illazioni e venne rubricato come atleta sospetto vittima del doping.
Ma io lo ricordo come una grande promessa, troppo sfortunato e ahimè, in fretta dimenticato.
Nel 90 avrei scommesso che sarebbe arrivato molto in alto, e fu per me una storia tristissima.
Io avevo letto che la malformazione fosse ereditaria e che l'avevano pure il padre e il fratello .
Notizia vera o falsa ?
Le modalità della morte fecero discutere in patria perché lui non poteva più fare sport in nessun modo e invece pare continuasse a farlo regolarmente a livello amatoriale, mettendo a rischio la sua salute .
Le accuse di doping post tragedia non sono mai state provate .