Ciclismo e filatelia
Inviato: domenica 29 novembre 2020, 16:18
L'uscita questi giorni di un folder filatelico dedicato a Bartali (che però, se non sbaglio, contiene solamente vecchie uscite e non francobolli inediti) mi ha fatto pensare alle numerose emissioni a tema ciclistico che si sono succedute nei vari paesi, cosa che mi piacerebbe esplorare, se tempo e pigrizia me lo concedono, in questo topic
Inizio con un rapido sguardo sul blocco sovietico, la cui massiccia produzione filatelica (anche centinaia di emissioni annuali per ogni paese, dedicata alle tematiche più disparate: arte, turismo, politica, sport, infrastrutture) era considerata un importante elemento propagandistico e commerciale che andava ben oltre l'utilizzo postale (abbastanza ridotto), costituendo una sorta di cronistoria illustrata -edulcorata, ovviamente- che strizzava l'occhio anche ai mercati collezionistici occidentali.
Per quest'ultimo motivo quasi tutte le emissioni dei paesi del Patto (DDR, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania...) hanno un valore economico irrisorio ma sono degli interessanti spaccati della società di quegli anni.
Impossibile iniziare se non dalla CORSA DELLA PACE
Nata nel 1948 sotto l'egida del quotidiano polacco Glos Ludu (voce del popolo, poi confluito in Trybuna Ludu) e del ceco Rudé právo (Giustizia Rossa), nelle sua prima edizione fu divisa in una doppia prova a tappe da Varsavia a Praga (7 tappe) e viceversa (5). Questa l'emissione della prima edizione della corsa, che non presenta ancora la classica colomba come emblema:
La quinta edizione del 1952 vede l'ingresso della Germania (e del quotidiano Neues Deutschland) e l'ampliamento della corsa a ben 12 tappe. I paesi celebrano così questa edizione:
I tre paesi emetteranno praticamente ogni anno emissioni a tema ed è impossibile elencarle tutte. Tra queste:
Le emissioni polacche per la 10° e la 20° edizione
La 30° edizione (Cecoslovacchia)
La 50° edizione del 1997, in cartolina postale: il regime comunista è caduto da tempo e con esso il principale impulso alla base della corsa, che però proseguirà per un'altra quindicina di anni tra alterne fortune e cambi di percorso (in Belgio e in Austria, ad esempio). Le ultime edizioni sono state conquistate da corridori italiani: Michele Scarponi e Giampaolo Cheula.
Inizio con un rapido sguardo sul blocco sovietico, la cui massiccia produzione filatelica (anche centinaia di emissioni annuali per ogni paese, dedicata alle tematiche più disparate: arte, turismo, politica, sport, infrastrutture) era considerata un importante elemento propagandistico e commerciale che andava ben oltre l'utilizzo postale (abbastanza ridotto), costituendo una sorta di cronistoria illustrata -edulcorata, ovviamente- che strizzava l'occhio anche ai mercati collezionistici occidentali.
Per quest'ultimo motivo quasi tutte le emissioni dei paesi del Patto (DDR, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania...) hanno un valore economico irrisorio ma sono degli interessanti spaccati della società di quegli anni.
Impossibile iniziare se non dalla CORSA DELLA PACE
La quinta edizione del 1952 vede l'ingresso della Germania (e del quotidiano Neues Deutschland) e l'ampliamento della corsa a ben 12 tappe. I paesi celebrano così questa edizione:
I tre paesi emetteranno praticamente ogni anno emissioni a tema ed è impossibile elencarle tutte. Tra queste:Le emissioni polacche per la 10° e la 20° edizione
La 30° edizione (Cecoslovacchia)
La 50° edizione del 1997, in cartolina postale: il regime comunista è caduto da tempo e con esso il principale impulso alla base della corsa, che però proseguirà per un'altra quindicina di anni tra alterne fortune e cambi di percorso (in Belgio e in Austria, ad esempio). Le ultime edizioni sono state conquistate da corridori italiani: Michele Scarponi e Giampaolo Cheula.