Monsere
Inviato: lunedì 15 marzo 2021, 10:22
Riporto uno stralcio riguardante Jempi Monsere, indimenticabile campione degli anni 70.
Tragicamente scomparso a causo di uno stupido incidente in una kermesse in Andalusia.
Putroppo anche il figlioletto 7 anni fu investito da una macchina con la sua biciclettina.
“E’ il nostro grande campione Gimondi a cercare di far saltare il banco, attaccando ripetutamente e cercando di selezionare il più possibile il gruppo. Gimondi va in fuga con il francese Vasseur. Merckx è più indietro, insieme a tutti gli altri favoriti della gara. Il vantaggio di Gimondi inizia ad essere consistente e i ciclisti del gruppo all’inseguimento capiscono che occorre fare qualcosa prima che sia troppo tardi; e qui arriva la svolta. Merckx, leader assoluto e capitano del team belga, non è nel suo solito stato di grazia. Monserè gli chiede se può avere via libera per giocarsi le proprie carte; Merckx in uno dei rari momenti di magnanimità della sua carriera, acconsente. Jempi esce dal gruppo come un ciclone, portandosi dietro 3 compagni di avventura, tra cui proprio quel Mortensen che l’anno prima lo battè al mondiale dilettanti. In breve raggiungono la coppia di testa e i 6 filano velocemente verso l’arrivo. Mortensen e Monserè sono i più veloci e qui succede qualcosa che magari non dovrebbe succedere ma che invece, nello sport, ogni tanto succede. Gimondi prova a chiedere a Monserè di aiutarlo, facendogli da punto di appoggio per battere Mortensen. Due piccioni con un fava: con uno di quelli forti mi alleo e con l’aiuto di questo batto l’altro.
La proposta è vantaggiosa: Gimondi gli dice “Il prossimo anno vieni con me a correre nella Salvarani (fortissima squadra di ciclismo e famoso mobilificio di Parma) e ti copriamo d’oro.”
Al primo tentativo di approccio di Gimondi in inglese Monserè non capisce ma quando Gimondi ci riprova, stavolta in francese, Monserè capisce perfettamente !
La sua reazione ? Si alza sui pedali e ci molla un’accelerata tale che Gimondi, Mortensen e gli altri lo vedranno solo al traguardo !
E così il giovane jean-Pierre diventa a 21 anni e pochi giorni il più giovane campione del mondo di ciclismo della storia moderna.”
Tragicamente scomparso a causo di uno stupido incidente in una kermesse in Andalusia.
Putroppo anche il figlioletto 7 anni fu investito da una macchina con la sua biciclettina.
“E’ il nostro grande campione Gimondi a cercare di far saltare il banco, attaccando ripetutamente e cercando di selezionare il più possibile il gruppo. Gimondi va in fuga con il francese Vasseur. Merckx è più indietro, insieme a tutti gli altri favoriti della gara. Il vantaggio di Gimondi inizia ad essere consistente e i ciclisti del gruppo all’inseguimento capiscono che occorre fare qualcosa prima che sia troppo tardi; e qui arriva la svolta. Merckx, leader assoluto e capitano del team belga, non è nel suo solito stato di grazia. Monserè gli chiede se può avere via libera per giocarsi le proprie carte; Merckx in uno dei rari momenti di magnanimità della sua carriera, acconsente. Jempi esce dal gruppo come un ciclone, portandosi dietro 3 compagni di avventura, tra cui proprio quel Mortensen che l’anno prima lo battè al mondiale dilettanti. In breve raggiungono la coppia di testa e i 6 filano velocemente verso l’arrivo. Mortensen e Monserè sono i più veloci e qui succede qualcosa che magari non dovrebbe succedere ma che invece, nello sport, ogni tanto succede. Gimondi prova a chiedere a Monserè di aiutarlo, facendogli da punto di appoggio per battere Mortensen. Due piccioni con un fava: con uno di quelli forti mi alleo e con l’aiuto di questo batto l’altro.
La proposta è vantaggiosa: Gimondi gli dice “Il prossimo anno vieni con me a correre nella Salvarani (fortissima squadra di ciclismo e famoso mobilificio di Parma) e ti copriamo d’oro.”
Al primo tentativo di approccio di Gimondi in inglese Monserè non capisce ma quando Gimondi ci riprova, stavolta in francese, Monserè capisce perfettamente !
La sua reazione ? Si alza sui pedali e ci molla un’accelerata tale che Gimondi, Mortensen e gli altri lo vedranno solo al traguardo !
E così il giovane jean-Pierre diventa a 21 anni e pochi giorni il più giovane campione del mondo di ciclismo della storia moderna.”
