Argomento molto interessante, Maìno, e sicuramente spinoso. Talmente spinoso che non di rado si assiste ad uno speculare e a volte contraddittorio ribaltamento di premesse e conclusioni da una parte e dall'altra degli schieramenti, sempre se assumiamo che le posizioni su taluni dibattiti debbano essere per forza due, mentre a mio avviso ne possono esistere molteplici se non infinite.
Faccio solo un esempio semischerzoso, sul quale magari si può ritornare: può un fascista dare del fascista a qualcun altro, ovviamente criticandolo?
Non entro nel merito delle posizioni di potere in campo economico, scientifico, editoriale, in particolare quello dei nuovi media ecc.
Rimango profondamente scettico, come Gimbo qui sopra, rispetto al tipo ed alla qualità dell'informazione (o meglio dis-?) che fanno o che credono di fare.
Siccome credo che ci sia sotto una componente umana, troppo umana (chi professa idee o detiene potere economico o politico tende naturalmente a cercar di convincere gli altri che ciò che fa o in cui crede sia "giusto"), sarei in linea di massima per una distribuzione ed equilibrio, anche fortemente dialettico, tra le diverse posizioni. Pio desiderio, a quanto pare, a maggior ragione in una deriva di pensiero "debole", e conseguentemente di mancanza di teorie realmente innovative.
Argomenti vasterelli, direi, di sicuro non sviscerabili compiutamente qui ed ora.
Quindi mi limito alla parte "libertà di pensiero e parola". Qua i miei dubbi si appesantiscono ed infittiscono. Ancora una volta semi-provocatoriamente: tale libertà si estende fino al poter dire (sostenere/propagandare) stronzate?
Sempre per scherzo, il terrapiattista ha lo stesso diritto di dire la sua su cosmogenesi e cosmogonia?
Ovvio che uso un esempio burlesco per ricordare, se ce ne fosse bisogno, che va chiamata in causa in primo luogo la scienza.
Ma la scienza ha anch'essa le sue "correnti", pertanto non di rado assistiamo al ribaltamento di cui sopra. E qui entrano in gioco gli squilibri di potere, se così vogliamo chiamarli.
Ora però una notazione mia: perché, se si invoca la "scienza" come parametro dirimente, poi personaggi come Gandolfini, nelle loro sparate pubbliche, in ambito "comunicazione", appaiono così rozzi? (La psicoterapia come cura per l'omosessualità, certo, come no?

)
Non siamo forse anche in questi casi di fronte ad un atteggiamento che si attribuisce agli "altri"? (Le libertà sono per quelli come me o che la pensano come me, gli altri hanno problemi. Senza contare l'abuso del termine "verità", di fronte al quale qualsiasi pensatore che si definisce tale dovrebbe rabbrividire)
Personalmente sarei comunque per far esporre tali tesi (se il fatto non costituisce reato...

), ed eventualmente smontarle punto per punto, con rigore scientifico ovviamente.
Ultimissimo appunto: direi che è giunto il momento di finire di utilizzare il termine "fascismo" un po' a casaccio, con effetti anche comici se poi chi lo fa, qualche tempo or sono, aveva eletto Mussolini "uomo dell'anno".

(Mi riferisco ovviamente a Veneziani, pensatore del nulla a mio avviso, ma appunto parere mio).
Il fascismo è un fenomeno storico delimitato, ed il termine "fascista" va secondo me riservato unicamente a chi ne professa ancora ideali, modelli di organizzazione sociale ed economica, ecc., anche riveduti e corretti, che arriverei al massimo a definire postfascisti.
Se vogliamo definire invece le posizioni di potere di cui sopra, mi basta il termine "pensiero unico", che sinceramente non vedo così totalizzante nella mia esperienza, ma su cui si può tranquillamente discutere.
