Sondaggio sul percorso del Tour 2024
Inviato: mercoledì 25 ottobre 2023, 14:45
Visto che ho già lanciato questo sondaggio per il Giro ve lo propongo anche per il percorso del Tour.
Che siano in miglioramento mi trovi d'accordo.Tommeke92 ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 18:29 https://www.cicloweb.it/news/2465825131 ... hTIG7qc6lY
Riposto qua perché in effetti è più corretto e anche perché sono le stesse motivazioni per il voto che ho messo, un bel 8.
Per me è chiaro che queste valutazioni vanno fatte tenendo presente il contesto, cioè i percorsi dei Tour degli ultimi anni.
Chilometraggio, km a crono, disegno tappe di montagna, sono quasi tutti in miglioramento secondo me.
Due cronometro collocate bene...
Esatto.Road Runner ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:06Due cronometro collocate bene...
Non ho mai capito perché le cronometro debbano essere sempre messe prima delle tappe di montagna.
Della serie "spezziamo le ossa agli scalatori, così poi non rompono i coglioni in salita".
Io una volta tanto vorrei vedere una cronometro dopo una tappa di montagna,
della serie "spezziamo le gambe ai passistoni, così poi non vanno neanche più in pianura".
Il tutto è ovviamente riferito agli uomini di classifica, con attitudini chi da passista, chi da scalatore.
Beh ma tanto chi sono i passistoni che si giocano i giri in quest'epoca? Altro ciclismo rispetto ad allora..lucks83 ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:19Esatto.Road Runner ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:06Due cronometro collocate bene...
Non ho mai capito perché le cronometro debbano essere sempre messe prima delle tappe di montagna.
Della serie "spezziamo le ossa agli scalatori, così poi non rompono i coglioni in salita".
Io una volta tanto vorrei vedere una cronometro dopo una tappa di montagna,
della serie "spezziamo le gambe ai passistoni, così poi non vanno neanche più in pianura".
Il tutto è ovviamente riferito agli uomini di classifica, con attitudini chi da passista, chi da scalatore.
Nei Tour e Giri anni 90, l' ultima crono vedeva spesso gli scalatori difendersi bene.
Proprio perché i passistoni da classica generale arrivavano a quella crono con i polpacci intossicati da più giorni in alta montagna....
Ci sarebbe un certo corridore belga.....e uno sloveno, uno po' attempato e che ha appena cambiato squadra...Fiammingo ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:34Beh ma tanto chi sono i passistoni che si giocano i giri in quest'epoca? Altro ciclismo rispetto ad allora..lucks83 ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:19Esatto.Road Runner ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:06
Due cronometro collocate bene...
Non ho mai capito perché le cronometro debbano essere sempre messe prima delle tappe di montagna.
Della serie "spezziamo le ossa agli scalatori, così poi non rompono i coglioni in salita".
Io una volta tanto vorrei vedere una cronometro dopo una tappa di montagna,
della serie "spezziamo le gambe ai passistoni, così poi non vanno neanche più in pianura".
Il tutto è ovviamente riferito agli uomini di classifica, con attitudini chi da passista, chi da scalatore.
Nei Tour e Giri anni 90, l' ultima crono vedeva spesso gli scalatori difendersi bene.
Proprio perché i passistoni da classica generale arrivavano a quella crono con i polpacci intossicati da più giorni in alta montagna....
No dai questi (Evenepoel e Roglic) non arrivano a 65 kg bagnati....che passistoni che sono tra i due piu scattanti in arrivi in salita di un certo tipo...io per passistoni anni 90, immagino corridori, per non farti il solito nome di indurain e Ullrich, tipo Jaskula, Zulle, Breukink: gente che davvero si doveva difendere in salita, mai in offensiva.lucks83 ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:36Ci sarebbe un certo corridore belga.....e uno sloveno, uno po' attempato e che ha appena cambiato squadra...
non se la giocano perchè i percorsi sono diversiFiammingo ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:34Beh ma tanto chi sono i passistoni che si giocano i giri in quest'epoca? Altro ciclismo rispetto ad allora..lucks83 ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:19Esatto.Road Runner ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:06
Due cronometro collocate bene...
Non ho mai capito perché le cronometro debbano essere sempre messe prima delle tappe di montagna.
Della serie "spezziamo le ossa agli scalatori, così poi non rompono i coglioni in salita".
Io una volta tanto vorrei vedere una cronometro dopo una tappa di montagna,
della serie "spezziamo le gambe ai passistoni, così poi non vanno neanche più in pianura".
Il tutto è ovviamente riferito agli uomini di classifica, con attitudini chi da passista, chi da scalatore.
Nei Tour e Giri anni 90, l' ultima crono vedeva spesso gli scalatori difendersi bene.
Proprio perché i passistoni da classica generale arrivavano a quella crono con i polpacci intossicati da più giorni in alta montagna....
Bomby scusa, capisco il tuo ragionamento, e a quel punto potrei espandelrlo anche al Giro 24, dove con Pogy e Vingegaard a prendersi a schiaffi ci divertiremmo comunque.Bomby ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:54 Io ho dato un 8 e motivo il mio voto.
Nonostante i difetti che molti hanno evidenziato, ovvero tappe di montagna ridicolmente corte, crono difficile come ultima tappa, l'ultima settimana forse troppo dura, una certa scarsa fantasia nel proporre le tappe di pianura, devo anche evidenziare i pregi. Che per me sono, in ordine sparso: le prime due tappe lunghe e dal disegno interessante (non vedo l'ora di andare sul San Luca a fare il tifo), le tappe di montagna generalmente ben disegnate (anche prendendole individualmente), la tappa degli sterrati nettamente migliore di quella del giro (sperando che non siano pietraie), diverse tappe di media montagna dal profilo stuzzicante.
E mi sento di dire che per alcuni dei difetti i protagonisti attesi (che non sono gli stessi del giro, purtroppo per noi) sapranno sicuramente compensare. Sia Pogacar che Vingegaard (più marginalmente Roglic ed eventualmente Evenepoel) non hanno nulla da guadagnare in un posto sul podio a Parigi Nizza che non sia il primo. Già in questi ultimi due anni se le sono date sui denti, perché non dovrebbe accadere di nuovo? Poi tutto può accadere. Il mio ragionamento è questo: se sai di avere atleti come Pogacar e Vingegaard al via, sai già che si daranno battaglia anche se il percorso non è alla loro altezza. In questo senso il percorso del tour mi pare offrire un canovaccio molto buono rispetto ai protagonisti. Se invece non sei sicuro delle qualità dei principali favoriti, devi darti da fare con il percorso per stimolare lo spettacolo. Il giro quest'anno ha sistemato qualcosa, anche se forse s'è anche un po' rassegnato alle mode del momento (e infatti gli ho dato 6), però non ha un certo sloveno e un certo danese al via.
Con questo rimane che vorrei veder battagliare gli atleti del tour su un tappone di 240 km e 6000 metri di dislivello... Dato che difficilmente lo vedremo e che gli attori attuali al Tour non ne fanno sentire troppo la mancanza, mi accontento.
Quando fanno le cronometro dopo le tappe di montagna, è difficile vedere i big che si battagliano troppo da lontano.Road Runner ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:06Due cronometro collocate bene...
Non ho mai capito perché le cronometro debbano essere sempre messe prima delle tappe di montagna.
Della serie "spezziamo le ossa agli scalatori, così poi non rompono i coglioni in salita".
Io una volta tanto vorrei vedere una cronometro dopo una tappa di montagna,
della serie "spezziamo le gambe ai passistoni, così poi non vanno neanche più in pianura".
Il tutto è ovviamente riferito agli uomini di classifica, con attitudini chi da passista, chi da scalatore.
Infatti, c'è chi ha dato un voto positivo dando come motivazione la presenza di più km a crono, ma sono circa 60, cosa assolutamente normale e forse anche sotto media, solo che l'anno scorso erano di meno e quindi pare una cosa positiva invece che neutralucks83 ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:15 Fatico a capire la bocciatura generale del Giro e la promozione a pieni voti del Tour, se non constatando che Vegni ci aveva abituato bene e quest' anno ci ha deluso, mentre Preud'Homme ci aveva presentato percorsi da Juniores e questo, il primo che si avvicina un po' al ciclismo tradizionale, ci sembra perfetto.
Dovresti guardare la Mercan'Tour Classic a fine maggio, fanno sempre quelle salitegampenpass ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 0:09 Mi incuriosisce poi la Couillole, non la conosco. Preceduta dal Col de Braus (altra salita a me ignota), Tourini e Colmiane.
Perfetto, sono sostanzialmente d'accordo.Bomby ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:54 Io ho dato un 8 e motivo il mio voto.
Nonostante i difetti che molti hanno evidenziato, ovvero tappe di montagna ridicolmente corte, crono difficile come ultima tappa, l'ultima settimana forse troppo dura, una certa scarsa fantasia nel proporre le tappe di pianura, devo anche evidenziare i pregi. Che per me sono, in ordine sparso: le prime due tappe lunghe e dal disegno interessante (non vedo l'ora di andare sul San Luca a fare il tifo), le tappe di montagna generalmente ben disegnate (anche prendendole individualmente), la tappa degli sterrati nettamente migliore di quella del giro (sperando che non siano pietraie), diverse tappe di media montagna dal profilo stuzzicante.
E mi sento di dire che per alcuni dei difetti i protagonisti attesi (che non sono gli stessi del giro, purtroppo per noi) sapranno sicuramente compensare. Sia Pogacar che Vingegaard (più marginalmente Roglic ed eventualmente Evenepoel) non hanno nulla da guadagnare in un posto sul podio a Parigi Nizza che non sia il primo. Già in questi ultimi due anni se le sono date sui denti, perché non dovrebbe accadere di nuovo? Poi tutto può accadere. Il mio ragionamento è questo: se sai di avere atleti come Pogacar e Vingegaard al via, sai già che si daranno battaglia anche se il percorso non è alla loro altezza. In questo senso il percorso del tour mi pare offrire un canovaccio molto buono rispetto ai protagonisti. Se invece non sei sicuro delle qualità dei principali favoriti, devi darti da fare con il percorso per stimolare lo spettacolo. Il giro quest'anno ha sistemato qualcosa, anche se forse s'è anche un po' rassegnato alle mode del momento (e infatti gli ho dato 6), però non ha un certo sloveno e un certo danese al via.
Con questo rimane che vorrei veder battagliare gli atleti del tour su un tappone di 240 km e 6000 metri di dislivello... Dato che difficilmente lo vedremo e che gli attori attuali al Tour non ne fanno sentire troppo la mancanza, mi accontento.
Questo è un grande pregio, invece, del Giro 2024, dove le due crono sono in mezzo al "panino" tappa facile/tappa dura.
Chi vuoi che attacchi sul Tourmalet a 60 chilometri dal traguardo con il giorno dopo un tappone da 200 chilometri che si deciderà sull'ultima salita ma che avrà quasi 5000 metri di dislivello? Un simpatico matto irrilevante per la classifica come Barguil o Martin, oppure un uomo di classifica molto deluso dalla cronometro che deve recuperare minuti. Anzi no, questo scenario è impossibile perché la crono l'hanno messa da 25 chilometri. Resta solo la prima.Erinnerung ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 8:02 Io ho dato 8.
Percorso bello, per la prima volta dopo tanti anni mi piace parecchio di più di quello del Giro, e mi duole dirlo!
Questo non è automaticamente garanzia di spettacolo, ma va dato atto a Prudhomme di aver battuto strade nuove e differenti in questi anni, senza compiacere la tradizione o accontentarsi delle soluzioni più semplici.
Prime tappe in Italia perfette, bellissime, e arrivo in Francia con una frazione alpina che per essere la quarta tappa è tanta roba.
Le altre frazioni mosse o di mezza montagna hanno un perché, con salite toste e pendenze cattive messe al punto giusto.
Tante tappe per velocisti ma distribuite abbastanza bene.
Gli sterrati sono reali (32 Km), i Pirenei giusti (il Tourmalet è lontano ma la tappa è breve), da notare che il primo vero arrivo in salita arriva alla tappa 14!, Plateau de Beille la prima tappa di montagna da 200 Km dopo anni (anche se fatico a definirla un vero tappone perché la salita finale è troppo catalizzante e si poteva avere il coraggio di andare fino in fondo e inserire anche il Col de la Core…).
L’ultima settimana è molto dura, in stile Giro, la tappa della Bonette è quasi la copia perfetta di S.Anna Giro 2016 (ma quella del Giro era più bella…), la crono l’ultimo giorno potrebbe far sì che i corridori si risparmino un poco nelle tappe prima…ma siamo al Tour e al Tour, con quei corridori lì, anche se la classifica dovesse essere molto corta, il teorema Fedaia-Lussari credo che non funzioni molto..
Uniche piccole pecche quindi la mancanza di un tappone di montagna da 5 stelle come i vecchi tempi (ma ci siamo quasi stavolta…) e la collocazione dell’ultima crono.
Per il resto, promosso a pieni voti.
È un punto di vista che non mi trova completamente d’accordo ma che comprendo.PassistaScalatore ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 9:27Chi vuoi che attacchi sul Tourmalet a 60 chilometri dal traguardo con il giorno dopo un tappone da 200 chilometri che si deciderà sull'ultima salita ma che avrà quasi 5000 metri di dislivello? Un simpatico matto irrilevante per la classifica come Barguil o Martin, oppure un uomo di classifica molto deluso dalla cronometro che deve recuperare minuti. Anzi no, questo scenario è impossibile perché la crono l'hanno messa da 25 chilometri. Resta solo la prima.Erinnerung ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 8:02 Io ho dato 8.
Percorso bello, per la prima volta dopo tanti anni mi piace parecchio di più di quello del Giro, e mi duole dirlo!
Questo non è automaticamente garanzia di spettacolo, ma va dato atto a Prudhomme di aver battuto strade nuove e differenti in questi anni, senza compiacere la tradizione o accontentarsi delle soluzioni più semplici.
Prime tappe in Italia perfette, bellissime, e arrivo in Francia con una frazione alpina che per essere la quarta tappa è tanta roba.
Le altre frazioni mosse o di mezza montagna hanno un perché, con salite toste e pendenze cattive messe al punto giusto.
Tante tappe per velocisti ma distribuite abbastanza bene.
Gli sterrati sono reali (32 Km), i Pirenei giusti (il Tourmalet è lontano ma la tappa è breve), da notare che il primo vero arrivo in salita arriva alla tappa 14!, Plateau de Beille la prima tappa di montagna da 200 Km dopo anni (anche se fatico a definirla un vero tappone perché la salita finale è troppo catalizzante e si poteva avere il coraggio di andare fino in fondo e inserire anche il Col de la Core…).
L’ultima settimana è molto dura, in stile Giro, la tappa della Bonette è quasi la copia perfetta di S.Anna Giro 2016 (ma quella del Giro era più bella…), la crono l’ultimo giorno potrebbe far sì che i corridori si risparmino un poco nelle tappe prima…ma siamo al Tour e al Tour, con quei corridori lì, anche se la classifica dovesse essere molto corta, il teorema Fedaia-Lussari credo che non funzioni molto..
Uniche piccole pecche quindi la mancanza di un tappone di montagna da 5 stelle come i vecchi tempi (ma ci siamo quasi stavolta…) e la collocazione dell’ultima crono.
Per il resto, promosso a pieni voti.
L'inizio è un buon inizio. Le tappe di media montagna altrettanto, per dare spazio alle classiche fughe di alto livello da Tour. Gli ultimi due arrivi sulle Alpi sono belli, se non fosse che nessuna delle 2 ha un chilometraggio degno. Sui Pirenei l'hanno messa, una tappa vera, ma nell'ordine opposto, rischiando di neutralizzare la prima tappa.
Secondo me un percorso migliore di quello degli ultimi anni, ma gli elementi che indicano un modo di pensare la corsa per me sbagliato sono rimasti.
Il Giro ha imparato dagli errori, ha distribuito meglio le difficoltà lungo le tre settimana, ha spostato le cronometro, ha ridotto le difficoltà complessive concentrandole in meno tappe che però sono tappe vere.
Qui invece si continua ad avere paura ad andare oltre i 150 chilometri, si continua ad avere paura delle cronometro e le si mette pure male, e si continua a mettere il piatto forte alla fine.
Sullo sterrato c'è chi ha posizioni diverse, io ad esempio lo preferisco come omaggio poco più che simbolico, come al Giro, per non essere una variabile impazzita che può rovinare la corsa a un favorito. Ma non è quello il male del Tour, perché dall'altra parte può anche diventare una tappa da ricordare.
È così evidente che si fatica a capire come sia possibile ignorarlo.Erinnerung ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 10:01È un punto di vista che non mi trova completamente d’accordo ma che comprendo.PassistaScalatore ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 9:27Chi vuoi che attacchi sul Tourmalet a 60 chilometri dal traguardo con il giorno dopo un tappone da 200 chilometri che si deciderà sull'ultima salita ma che avrà quasi 5000 metri di dislivello? Un simpatico matto irrilevante per la classifica come Barguil o Martin, oppure un uomo di classifica molto deluso dalla cronometro che deve recuperare minuti. Anzi no, questo scenario è impossibile perché la crono l'hanno messa da 25 chilometri. Resta solo la prima.Erinnerung ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 8:02 Io ho dato 8.
Percorso bello, per la prima volta dopo tanti anni mi piace parecchio di più di quello del Giro, e mi duole dirlo!
Questo non è automaticamente garanzia di spettacolo, ma va dato atto a Prudhomme di aver battuto strade nuove e differenti in questi anni, senza compiacere la tradizione o accontentarsi delle soluzioni più semplici.
Prime tappe in Italia perfette, bellissime, e arrivo in Francia con una frazione alpina che per essere la quarta tappa è tanta roba.
Le altre frazioni mosse o di mezza montagna hanno un perché, con salite toste e pendenze cattive messe al punto giusto.
Tante tappe per velocisti ma distribuite abbastanza bene.
Gli sterrati sono reali (32 Km), i Pirenei giusti (il Tourmalet è lontano ma la tappa è breve), da notare che il primo vero arrivo in salita arriva alla tappa 14!, Plateau de Beille la prima tappa di montagna da 200 Km dopo anni (anche se fatico a definirla un vero tappone perché la salita finale è troppo catalizzante e si poteva avere il coraggio di andare fino in fondo e inserire anche il Col de la Core…).
L’ultima settimana è molto dura, in stile Giro, la tappa della Bonette è quasi la copia perfetta di S.Anna Giro 2016 (ma quella del Giro era più bella…), la crono l’ultimo giorno potrebbe far sì che i corridori si risparmino un poco nelle tappe prima…ma siamo al Tour e al Tour, con quei corridori lì, anche se la classifica dovesse essere molto corta, il teorema Fedaia-Lussari credo che non funzioni molto..
Uniche piccole pecche quindi la mancanza di un tappone di montagna da 5 stelle come i vecchi tempi (ma ci siamo quasi stavolta…) e la collocazione dell’ultima crono.
Per il resto, promosso a pieni voti.
L'inizio è un buon inizio. Le tappe di media montagna altrettanto, per dare spazio alle classiche fughe di alto livello da Tour. Gli ultimi due arrivi sulle Alpi sono belli, se non fosse che nessuna delle 2 ha un chilometraggio degno. Sui Pirenei l'hanno messa, una tappa vera, ma nell'ordine opposto, rischiando di neutralizzare la prima tappa.
Secondo me un percorso migliore di quello degli ultimi anni, ma gli elementi che indicano un modo di pensare la corsa per me sbagliato sono rimasti.
Il Giro ha imparato dagli errori, ha distribuito meglio le difficoltà lungo le tre settimana, ha spostato le cronometro, ha ridotto le difficoltà complessive concentrandole in meno tappe che però sono tappe vere.
Qui invece si continua ad avere paura ad andare oltre i 150 chilometri, si continua ad avere paura delle cronometro e le si mette pure male, e si continua a mettere il piatto forte alla fine.
Sullo sterrato c'è chi ha posizioni diverse, io ad esempio lo preferisco come omaggio poco più che simbolico, come al Giro, per non essere una variabile impazzita che può rovinare la corsa a un favorito. Ma non è quello il male del Tour, perché dall'altra parte può anche diventare una tappa da ricordare.
Per me il Giro ha perso un’occasione. L’idea complessiva era ottima, ma le scelte sulle singole tappe pessime.
Troppi pochi chilometri “neri”, con pendenze sul 9/10% nei punti giusti…sono quasi tutti sull’ultima asperità di giornata.
Sterrati ridicoli, tappe miste troppo timide (guardare le prime due tappe del Tour e la tappa sul massiccio centrale) e tappe di montagna, a parte Livigno a serio rischio taglio e il Grappa (molto bella!), deludenti perché dal punto A al punto B c’erano alternative molto molto migliori che sono state sistematicamente scartate.
Il Tour ha fatto un passo avanti rispetto alle ultime edizioni, ci sono più Km a crono e anche le tappe decisive mi piacciono di più, sono tra l’altro scomparsi gli unipuerto stile Grand Colombier!
Non è un 10 e nemmeno un 9 ovviamente!
Cavolo, a saperlo prima avrei aspettato a dare il mio parere e avrei atteso il tuo lucido intervento. Ormai è andata, ritrattare sarebbe bruttoMicchan ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 20:00 Avevo dato 7 al Giro, do 7 anche al Tour
Positivo l'aggiunta di una cronometro rispetto all'andazzo recente, e io odio le cronometro, ma è anche giusto farle e non metterne solo una adatta agli scalatori, negativo è che c'è di nuovo una cronometro collinare alla fine subito dopo le montagne, mi piace molto la parte italiana, prima tappa che pul avere sorprese, seconda che potrebbe vedere battaglia tra i big sul San Luca, negativo la tappa del Galibier che così presto nella corsa e con pendenze abbordabili per quasi tutta la tappa rischia molto di essere presa tranquilla da tutto il gruppo, negativa la lunghezza delle tappe di montagna, sono tutte tra i 130 e i 150 km tranne una, la tappa del Plateau de Beille, che ha di negativo il fatto praticamente certo che si muoveranno solo sulla salita finale, positiva la tappa di Isola 2000 che mi garba molto, negativa la parte dopo il Galibier fino ai Pirenei che è una decina di giorni di piattume, positivo la tappa degli sterrati che andrà ad intervallare un po' la serie di piattoni e arrivi in volata
Come già detto è un Tour con le difficoltà tutte alla fine con la crono spauracchio, tanti arrivi in volata, un percorso piuttosto leggero per quanto possa essere leggero un grande giro, distribuzione delle tappe non ideale, chi come me è imparziale non può non far notare che in tanti hanno due pesi e due misure e amano spalare letame sul Giro
E poi una cosa secondo me assurda che però potrebbe essere un errore, ho visto il souvenir henri desgrange segnato sul Galibier quando c'è la Bonette con tanto di giro alla cima, siamo sicuri che è così? Se confermato è veramente senza senso
Il fatto è che a me piacciono le tappe stile dente di sega e qui me ne hanno fatte diverse... Per me le tappe di montagna son ben disegnate, anche quella dilucks83 ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 23:00Bomby scusa, capisco il tuo ragionamento, e a quel punto potrei espandelrlo anche al Giro 24, dove con Pogy e Vingegaard a prendersi a schiaffi ci divertiremmo comunque.Bomby ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:54 Io ho dato un 8 e motivo il mio voto.
Nonostante i difetti che molti hanno evidenziato, ovvero tappe di montagna ridicolmente corte, crono difficile come ultima tappa, l'ultima settimana forse troppo dura, una certa scarsa fantasia nel proporre le tappe di pianura, devo anche evidenziare i pregi. Che per me sono, in ordine sparso: le prime due tappe lunghe e dal disegno interessante (non vedo l'ora di andare sul San Luca a fare il tifo), le tappe di montagna generalmente ben disegnate (anche prendendole individualmente), la tappa degli sterrati nettamente migliore di quella del giro (sperando che non siano pietraie), diverse tappe di media montagna dal profilo stuzzicante.
E mi sento di dire che per alcuni dei difetti i protagonisti attesi (che non sono gli stessi del giro, purtroppo per noi) sapranno sicuramente compensare. Sia Pogacar che Vingegaard (più marginalmente Roglic ed eventualmente Evenepoel) non hanno nulla da guadagnare in un posto sul podio a Parigi Nizza che non sia il primo. Già in questi ultimi due anni se le sono date sui denti, perché non dovrebbe accadere di nuovo? Poi tutto può accadere. Il mio ragionamento è questo: se sai di avere atleti come Pogacar e Vingegaard al via, sai già che si daranno battaglia anche se il percorso non è alla loro altezza. In questo senso il percorso del tour mi pare offrire un canovaccio molto buono rispetto ai protagonisti. Se invece non sei sicuro delle qualità dei principali favoriti, devi darti da fare con il percorso per stimolare lo spettacolo. Il giro quest'anno ha sistemato qualcosa, anche se forse s'è anche un po' rassegnato alle mode del momento (e infatti gli ho dato 6), però non ha un certo sloveno e un certo danese al via.
Con questo rimane che vorrei veder battagliare gli atleti del tour su un tappone di 240 km e 6000 metri di dislivello... Dato che difficilmente lo vedremo e che gli attori attuali al Tour non ne fanno sentire troppo la mancanza, mi accontento.
Ma stiamo analizzando un percorso, dovremmo attenerci a quello ed analizzarlo in modo asettico, senza pensare a chi ci sarà o meno e se ci farà divertire anche su un cavalcavia
Il Tour 1998 faceva schifo come percorso, eppure è stato mitico per i protagonisti e lo svolgimento della corsa.
Questo non toglie che avesse un percorso inaccettabile comunque.
A plateau manca una salita prima del col d'agnes, per me, che in passato è stata messa e si chiama col de la core.Bomby ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 14:01Il fatto è che a me piacciono le tappe stile dente di sega e qui me ne hanno fatte diverse... Per me le tappe di montagna son ben disegnate, anche quella dilucks83 ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 23:00Bomby scusa, capisco il tuo ragionamento, e a quel punto potrei espandelrlo anche al Giro 24, dove con Pogy e Vingegaard a prendersi a schiaffi ci divertiremmo comunque.Bomby ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 21:54 Io ho dato un 8 e motivo il mio voto.
Nonostante i difetti che molti hanno evidenziato, ovvero tappe di montagna ridicolmente corte, crono difficile come ultima tappa, l'ultima settimana forse troppo dura, una certa scarsa fantasia nel proporre le tappe di pianura, devo anche evidenziare i pregi. Che per me sono, in ordine sparso: le prime due tappe lunghe e dal disegno interessante (non vedo l'ora di andare sul San Luca a fare il tifo), le tappe di montagna generalmente ben disegnate (anche prendendole individualmente), la tappa degli sterrati nettamente migliore di quella del giro (sperando che non siano pietraie), diverse tappe di media montagna dal profilo stuzzicante.
E mi sento di dire che per alcuni dei difetti i protagonisti attesi (che non sono gli stessi del giro, purtroppo per noi) sapranno sicuramente compensare. Sia Pogacar che Vingegaard (più marginalmente Roglic ed eventualmente Evenepoel) non hanno nulla da guadagnare in un posto sul podio a Parigi Nizza che non sia il primo. Già in questi ultimi due anni se le sono date sui denti, perché non dovrebbe accadere di nuovo? Poi tutto può accadere. Il mio ragionamento è questo: se sai di avere atleti come Pogacar e Vingegaard al via, sai già che si daranno battaglia anche se il percorso non è alla loro altezza. In questo senso il percorso del tour mi pare offrire un canovaccio molto buono rispetto ai protagonisti. Se invece non sei sicuro delle qualità dei principali favoriti, devi darti da fare con il percorso per stimolare lo spettacolo. Il giro quest'anno ha sistemato qualcosa, anche se forse s'è anche un po' rassegnato alle mode del momento (e infatti gli ho dato 6), però non ha un certo sloveno e un certo danese al via.
Con questo rimane che vorrei veder battagliare gli atleti del tour su un tappone di 240 km e 6000 metri di dislivello... Dato che difficilmente lo vedremo e che gli attori attuali al Tour non ne fanno sentire troppo la mancanza, mi accontento.
Ma stiamo analizzando un percorso, dovremmo attenerci a quello ed analizzarlo in modo asettico, senza pensare a chi ci sarà o meno e se ci farà divertire anche su un cavalcavia
Il Tour 1998 faceva schifo come percorso, eppure è stato mitico per i protagonisti e lo svolgimento della corsa.
Questo non toglie che avesse un percorso inaccettabile comunque.
Plateau de Beille, ho visto un confronto stamattina, non è molto diversa da come fu disegnata in passato, segno che probabilmente molto piú non si poteva fare. Secondo me è un tentativo di reintrodurre le tappe lunghe, pensando che con questi protagonisti potrebbero comunque risultare divertenti sconfessando un falso mito che loro stessi hanno creato.
1) non esistono 10 giorni di piattume. Tra il Galibier e i Pirenei ci sono 9 tappe (non 10) tra cui la cronometro, gli sterri e le Lioran. Più la tappa di Colombey che sarà da volata ma è tutto fuori che pianeggiante. Mettiamo che a Saint-Amand-Montrond rifacciano i ventagli e di volate banali ce ne saranno forse 3.Tommeke92 ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 11:20Cavolo, a saperlo prima avrei aspettato a dare il mio parere e avrei atteso il tuo lucido intervento. Ormai è andata, ritrattare sarebbe bruttoMicchan ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 20:00 Avevo dato 7 al Giro, do 7 anche al Tour
Positivo l'aggiunta di una cronometro rispetto all'andazzo recente, e io odio le cronometro, ma è anche giusto farle e non metterne solo una adatta agli scalatori, negativo è che c'è di nuovo una cronometro collinare alla fine subito dopo le montagne, mi piace molto la parte italiana, prima tappa che pul avere sorprese, seconda che potrebbe vedere battaglia tra i big sul San Luca, negativo la tappa del Galibier che così presto nella corsa e con pendenze abbordabili per quasi tutta la tappa rischia molto di essere presa tranquilla da tutto il gruppo, negativa la lunghezza delle tappe di montagna, sono tutte tra i 130 e i 150 km tranne una, la tappa del Plateau de Beille, che ha di negativo il fatto praticamente certo che si muoveranno solo sulla salita finale, positiva la tappa di Isola 2000 che mi garba molto, negativa la parte dopo il Galibier fino ai Pirenei che è una decina di giorni di piattume, positivo la tappa degli sterrati che andrà ad intervallare un po' la serie di piattoni e arrivi in volata
Come già detto è un Tour con le difficoltà tutte alla fine con la crono spauracchio, tanti arrivi in volata, un percorso piuttosto leggero per quanto possa essere leggero un grande giro, distribuzione delle tappe non ideale, chi come me è imparziale non può non far notare che in tanti hanno due pesi e due misure e amano spalare letame sul Giro
E poi una cosa secondo me assurda che però potrebbe essere un errore, ho visto il souvenir henri desgrange segnato sul Galibier quando c'è la Bonette con tanto di giro alla cima, siamo sicuri che è così? Se confermato è veramente senza senso![]()
Anche perché mi trovo completamente d'accordo con Francesco Dani, o con Bomby o altri utenti, e non sapevo fossero hater del Giro (anzi pensavo fossero addirittura amanti del Giro, vedi te che ingenuo che sono!), o peggio analisti prezzolati al soldo di ASO.
nibali-san baronto ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 16:501) non esistono 10 giorni di piattume. Tra il Galibier e i Pirenei ci sono 9 tappe (non 10) tra cui la cronometro, gli sterri e le Lioran. Più la tappa di Colombey che sarà da volata ma è tutto fuori che pianeggiante. Mettiamo che a Saint-Amand-Montrond rifacciano i ventagli e di volate banali ce ne saranno forse 3.Tommeke92 ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 11:20Cavolo, a saperlo prima avrei aspettato a dare il mio parere e avrei atteso il tuo lucido intervento. Ormai è andata, ritrattare sarebbe bruttoMicchan ha scritto: ↑mercoledì 25 ottobre 2023, 20:00 Avevo dato 7 al Giro, do 7 anche al Tour
Positivo l'aggiunta di una cronometro rispetto all'andazzo recente, e io odio le cronometro, ma è anche giusto farle e non metterne solo una adatta agli scalatori, negativo è che c'è di nuovo una cronometro collinare alla fine subito dopo le montagne, mi piace molto la parte italiana, prima tappa che pul avere sorprese, seconda che potrebbe vedere battaglia tra i big sul San Luca, negativo la tappa del Galibier che così presto nella corsa e con pendenze abbordabili per quasi tutta la tappa rischia molto di essere presa tranquilla da tutto il gruppo, negativa la lunghezza delle tappe di montagna, sono tutte tra i 130 e i 150 km tranne una, la tappa del Plateau de Beille, che ha di negativo il fatto praticamente certo che si muoveranno solo sulla salita finale, positiva la tappa di Isola 2000 che mi garba molto, negativa la parte dopo il Galibier fino ai Pirenei che è una decina di giorni di piattume, positivo la tappa degli sterrati che andrà ad intervallare un po' la serie di piattoni e arrivi in volata
Come già detto è un Tour con le difficoltà tutte alla fine con la crono spauracchio, tanti arrivi in volata, un percorso piuttosto leggero per quanto possa essere leggero un grande giro, distribuzione delle tappe non ideale, chi come me è imparziale non può non far notare che in tanti hanno due pesi e due misure e amano spalare letame sul Giro
E poi una cosa secondo me assurda che però potrebbe essere un errore, ho visto il souvenir henri desgrange segnato sul Galibier quando c'è la Bonette con tanto di giro alla cima, siamo sicuri che è così? Se confermato è veramente senza senso![]()
Anche perché mi trovo completamente d'accordo con Francesco Dani, o con Bomby o altri utenti, e non sapevo fossero hater del Giro (anzi pensavo fossero addirittura amanti del Giro, vedi te che ingenuo che sono!), o peggio analisti prezzolati al soldo di ASO.
2) Le tappe di montagna sotto i 150 km sono soltanto 3, per di più in un contesto di chilometraggi nettamente più lunghi del passato.
Questi sono dati imparziali.
Il Galibier credo che indipendentemente dall'altitudine sia di diritto Souvenir Henri Desgrange nel caso in cui venga inserito.
Per il resto a me piaceva il percorso del Giro dello scorso anno (a parte Lussari) ed è verificabile. Proprio piacendomi il Giro il percorso di quest'anno lo ritengo assurdo ed inguardabile. Ora vado a controllare se fosse arrivato il bonifico![]()
P.S. Sono anni che il Tour propone percorsi che non mi piacciono. Il problema di imparzialità ce l'ha chi continua a preferire il Giro anche quando le tappe di montagna son fatte meglio al Tour, fatto più unico che raro.
La gioia del finalmente non ci sono uniporti non la capisco.JohnCipollina ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 18:40 Mi sembra un buon tracciato.
Finalmente senza uniporti nè tappe di montagna con gli ultimi 30 km di pianura , totem (galibier , tourmalet e bonette) valorizzati e tappe intermedie tutte abbastanza diverse fra loro dalla volata non scontata.
Atipica ma interessante l' ultima crono in cui praticamente non c'è pianura : sono curioso di vedere che distacchi provocherà la discesa senza riferimenti.
Ocio che la Jumbo pancia a terra sul Lautaret e Vinge che sprizza scintille dai cerchioni bastonando tutti negli ultimi 7 km sono uno scenario possibilissimoPassistaScalatore ha scritto: ↑venerdì 27 ottobre 2023, 11:43La gioia del finalmente non ci sono uniporti non la capisco.JohnCipollina ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 18:40 Mi sembra un buon tracciato.
Finalmente senza uniporti nè tappe di montagna con gli ultimi 30 km di pianura , totem (galibier , tourmalet e bonette) valorizzati e tappe intermedie tutte abbastanza diverse fra loro dalla volata non scontata.
Atipica ma interessante l' ultima crono in cui praticamente non c'è pianura : sono curioso di vedere che distacchi provocherà la discesa senza riferimenti.
Quando prendono il sopravvento è brutto, ma la bellezza del Tour era anche la garanzia che, a conclusione di una prima settimana con al massimo qualche difficoltà intermedia, si arrivava alle montagne e si trovava l'arrivo in salita dove era certo che si sarebbero già visti i valori in campo.
E' stata una costante del Tour ed è stato sempre un momento di scontro diretto.
Sestriere 99, Hautacam 00, Alpe 01, La Mongie 02 e 04, Alpe 03, Courchevel 05, Tignes 07, eccezione il 2008 con Riccò sull'Aspin, Arcalis 09, Morzine 10, Belle Filles 12 e 14, Ax Domaines 13, Pierre Saint Martin 15...e mi fermo qui.
Si arrivava da vari giorni con poche occasioni e tutti davano il meglio e nel giro di una salita si aveva già un'idea chiara dei valori in campo. Quasi sempre sono stati dei momenti belli e anche da ricordare, proprio perché quel senso di attesa non era solo per chi guardava ma anche per chi faceva la corsa.
Adesso non è più così, le difficoltà sono più distribuite, non c'è questo momento decisivo per la corsa, ma non per forza è meglio.
Su questo punto posso anche essere d'accordo, ma negli ultimi anni la tendenza è quella di spalmare le difficoltà altimetriche nel corso delle 3 settimane per evitare una prima parte di Tour all'insegna dei velocisti e dei cronoman.PassistaScalatore ha scritto: ↑venerdì 27 ottobre 2023, 11:43La gioia del finalmente non ci sono uniporti non la capisco.JohnCipollina ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 18:40 Mi sembra un buon tracciato.
Finalmente senza uniporti nè tappe di montagna con gli ultimi 30 km di pianura , totem (galibier , tourmalet e bonette) valorizzati e tappe intermedie tutte abbastanza diverse fra loro dalla volata non scontata.
Atipica ma interessante l' ultima crono in cui praticamente non c'è pianura : sono curioso di vedere che distacchi provocherà la discesa senza riferimenti.
Quando prendono il sopravvento è brutto, ma la bellezza del Tour era anche la garanzia che, a conclusione di una prima settimana con al massimo qualche difficoltà intermedia, si arrivava alle montagne e si trovava l'arrivo in salita dove era certo che si sarebbero già visti i valori in campo.
E' stata una costante del Tour ed è stato sempre un momento di scontro diretto.
Sestriere 99, Hautacam 00, Alpe 01, La Mongie 02 e 04, Alpe 03, Courchevel 05, Tignes 07, eccezione il 2008 con Riccò sull'Aspin, Arcalis 09, Morzine 10, Belle Filles 12 e 14, Ax Domaines 13, Pierre Saint Martin 15...e mi fermo qui.
Si arrivava da vari giorni con poche occasioni e tutti davano il meglio e nel giro di una salita si aveva già un'idea chiara dei valori in campo. Quasi sempre sono stati dei momenti belli e anche da ricordare, proprio perché quel senso di attesa non era solo per chi guardava ma anche per chi faceva la corsa.
Adesso non è più così, le difficoltà sono più distribuite, non c'è questo momento decisivo per la corsa, ma non per forza è meglio.
Forse mi sono spiegato male , quello che intendo per uniporto è una tappa quasi tutta in pianura con unica salita finale.PassistaScalatore ha scritto: ↑venerdì 27 ottobre 2023, 11:43La gioia del finalmente non ci sono uniporti non la capisco.JohnCipollina ha scritto: ↑giovedì 26 ottobre 2023, 18:40 Mi sembra un buon tracciato.
Finalmente senza uniporti nè tappe di montagna con gli ultimi 30 km di pianura , totem (galibier , tourmalet e bonette) valorizzati e tappe intermedie tutte abbastanza diverse fra loro dalla volata non scontata.
Atipica ma interessante l' ultima crono in cui praticamente non c'è pianura : sono curioso di vedere che distacchi provocherà la discesa senza riferimenti.
Quando prendono il sopravvento è brutto, ma la bellezza del Tour era anche la garanzia che, a conclusione di una prima settimana con al massimo qualche difficoltà intermedia, si arrivava alle montagne e si trovava l'arrivo in salita dove era certo che si sarebbero già visti i valori in campo.
E' stata una costante del Tour ed è stato sempre un momento di scontro diretto.
Sestriere 99, Hautacam 00, Alpe 01, La Mongie 02 e 04, Alpe 03, Courchevel 05, Tignes 07, eccezione il 2008 con Riccò sull'Aspin, Arcalis 09, Morzine 10, Belle Filles 12 e 14, Ax Domaines 13, Pierre Saint Martin 15...e mi fermo qui.
Si arrivava da vari giorni con poche occasioni e tutti davano il meglio e nel giro di una salita si aveva già un'idea chiara dei valori in campo. Quasi sempre sono stati dei momenti belli e anche da ricordare, proprio perché quel senso di attesa non era solo per chi guardava ma anche per chi faceva la corsa.
Adesso non è più così, le difficoltà sono più distribuite, non c'è questo momento decisivo per la corsa, ma non per forza è meglio.
D'accordo con te. Non capisco il fioccare di 4 per il giro e 8 per il tour, quando a mio avviso la distanza non è così elevata (6 e 6.5 a mio avviso)giorgio ricci ha scritto: ↑venerdì 27 ottobre 2023, 19:32 Ho letto che il Tour quest' anno è più duro di quello passato. Per me no. joux Plane e Loze erano molto più duri di Isola e della penultima tappa e molte tappe erano divertenti ,piene di insidie . Qui a parte le prime due , la tappa del Galibier prevede il versante facile , poi troppe tappe per velocisti , e le ultime due sono tappe con salite pedalabili . Forse plateau de baille ,ma certamente non vale la Loze o il Joux Plane.
Inoltre quelle tappette alpine messe prima di una crono impegnativa come l'ultima non sono un invito a fare selezione ,se non da dietro.
Ma se si vota con scale differenti allora cosa votiamo a fare?