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Le nostre strade sono pericolose per i ciclisti ?

Inviato: giovedì 17 luglio 2025, 11:17
da CicloSprint
Dopo la morte di Privitera causata da un dosso in discesa, tutto non sarà come prima.

E vorrei fare un punto di domanda ?

Ma è vero che le nostre strade sono molto pericolse per i ciclisti e le gare ciclistiche ?

Dopo la caduta di Everpoel nel 2020 forse non vedremo più il Muro di Sormano nelle gare ciclistice.

E ci sono tante discese pericolose (come la Fauniera) che forse non vedremo più nelle corse ciclistiche.

E non dimentichiamo le strade del sud e della Sicilia.

E quindi le nostre strade sonio pericolose per i ciclisti ?

Re: Le nostre strade sono pericolose per i ciclisti ?

Inviato: giovedì 17 luglio 2025, 14:39
da jumbo
Molte strade possono diventare pericolose se percorse ad andatura da gara. Percorse ad andature più prudenti il pericolo diminuisce.
Non ho idea se gli incidenti stiano aumentando nel tempo. L'impressione è no, ma potrei sbagliarmi.
Nel caso stiano aumentando, dovremmo interrogarci sulle cause.

Re: Le nostre strade sono pericolose per i ciclisti ?

Inviato: lunedì 21 luglio 2025, 14:03
da Beppugrillo
Sabato sono passato sul famoso Crostis. Senza intervenire sul dibattito sicuro o non sicuro, io la discesa l'ho fatta guardando il panorama, penso che in quella situazione al problema-sicurezza era stata data una buona impostazione, poco replicata dopo: le strade sono quelle che sono, ci sono curve pericolose, rettilinei troppo veloci, ostacoli naturali, non si possono cambiare, ma sul contorno si può intervenire

Re: Le nostre strade sono pericolose per i ciclisti ?

Inviato: lunedì 21 luglio 2025, 20:46
da gampenpass
Secondo me il problema è un altro, i mezzi di oggi sono molto performanti ma anche molto pericolosi.
Un tempo le bici erano meno confortevoli, più rigide e con ruote a basso profilo ma più stabili e sicure.
Le strade erano persino peggio di oggi, ricordo le discese che affrontavano i corridori ai tempi di Pantani e Armstrong, non erano affatto migliori e soprattutto non c'erano i protocolli sulla sicurezza: le gare, salvo casi del tutto eccezionali, non si sospendevano per il maltempo né venivano accorciate. Non c'era nemmeno l'obbligo del casco e alcuni non lo indossavano quasi mai.