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Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: lunedì 12 settembre 2011, 1:46
da Maìno della Spinetta
:clap: :clap: all'affondo di Laura sull'organizzazione del Tour del'Avenir e quello di MGrassi oggi sulla Vuelta azzoppata.
Leggendo Grassi,
http://www.cicloweb.it/articolo/2011/09 ... ampo-sulla,
mi chiedevo:
può RcS fare network con qualche altra corsa (magari nelle Fiandre?) e riuscire ad avere un'inerzia da non dover subire calendari penalizzanti (tipo concomitanza col Giro della California)?

Leggendo Laura,
http://www.cicloweb.it/articolo/2011/09 ... tuto-da-ya
e guardando come delle grandi classiche del nostro calendario vanno sparendo mentre sorgono effimere corse politiche, direi che la risposta è no.

Comunque, apro questo thread per dare un posto dove discutere gli editoriali, visto che a volte leggendoli ho voglia di reagire, e non c'è una discussione dove piazzarla.
Ancora :clap: a Grassi, m'è piaciuto proprio il pezzo

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: lunedì 12 settembre 2011, 3:34
da alfiso
Bella idea Maìno.
E già che ci sono la offtopicizzo subito. :)

Admin, da gobbo come sono, devo dirti che ho avuto un orgasmo leggendo la frase:
"Se un errore di miopia l'hanno fatto nell'ammiraglia nerazzurra, è stato quindi quello di valutare la corsa, il percorso, in maniera fuorviante."
Poi sono atterrato ed ho ricordato che parlavi del team Sky e del loro 3-4-3 :) :) :)
Sacrificare Sneijder, pardon Froome è stato un gravissimo errore.

Scherzi a parte, bellissimo pezzo e illuminante analisi sulla situazione della Vuelta e la follia del calendario Ucci Ucci

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: mercoledì 31 ottobre 2012, 10:35
da Maìno della Spinetta
A leggere dei giudici non pagati in homepage mi viene in mente la combriccola spedita al mondiale over 90 dalla nostra federazione, i soldi buttati per tutti gli pseudodirigenti in prima classe verso Londra, e gli Juniores che non vanno a disputare le corse difendendo il tricolore.

Il voto si avvicina, speriamo che qualcuno col nerbo mandi a casa i gerontocrati avidi

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: mercoledì 31 ottobre 2012, 14:14
da cauz.
non e' di CW ma di tuttobici... ma lo segnalo qui perche' non saprei dove altro.

cristiano gatti si e' incazzato. :)
http://www.tuttobiciweb.it/index.php?pa ... 53963&tp=n

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: mercoledì 31 ottobre 2012, 16:46
da Maìno della Spinetta
cauz. ha scritto:non e' di CW ma di tuttobici... ma lo segnalo qui perche' non saprei dove altro.

cristiano gatti si e' incazzato. :)
http://www.tuttobiciweb.it/index.php?pa ... 53963&tp=n
grande Gatti, bell'affondo

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: mercoledì 31 ottobre 2012, 17:21
da Bogaert
Come sempre il più schietto uno dei migliori grande Gatti :clap:

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: mercoledì 31 ottobre 2012, 20:22
da nemecsek
La mia opinione è che sia una bella accozzaglia di retoriche fregnacce.
Un esercizio facile facile di orgogliosa, puerile indignazione.

Continuate pure a raccontavervela, ma là fuori, oltre le Alpi, al di là del mare, il ciclismo sta esplodendo come una pandemia benefica e salutare. Se­gnalano focolai inarrestabili nel continente australe, se­gnalano febbre alta in Cina e in In­dia, dove non si pedala più per pura povertà, ma anche per inedito pia­cere, segnalano contagi sempre più estesi nelle Americhe e nelle Rus­sie. Non c’è angolo del pianeta che non sia in qualche modo toccato dal travolgente fenomeno.

Intellighenzia di cicloweb e tuttobici a parte, basta dare un' occhiata a forum di ciclisti praticanti per rendersi conto che gli amatori, i pedalatori della domenica e del tempo libero, la pensano diversamente e sono schifati da questo ciclismo.

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: mercoledì 31 ottobre 2012, 20:29
da cauz.
nemecsek ha scritto:Intellighenzia di cicloweb e tuttobici a parte, basta dare un' occhiata a forum di ciclisti praticanti per rendersi conto che gli amatori, i pedalatori della domenica e del tempo libero, la pensano diversamente e sono schifati da questo ciclismo.
pero' l'esistenza stessa di amatori, pedalatori della domenica e del tempo libero (e, aggiungo io, pedalatori degli altri giorni della settimana), nonchè di relativi forum, è la dimostrazione che il ciclismo non e' morto come lo si vorrebbe. con buona pace di qualche corvo pronto a scendere in picchiata sulla carcassa.

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: mercoledì 31 ottobre 2012, 20:38
da nemecsek
cauz. ha scritto:
nemecsek ha scritto:Intellighenzia di cicloweb e tuttobici a parte, basta dare un' occhiata a forum di ciclisti praticanti per rendersi conto che gli amatori, i pedalatori della domenica e del tempo libero, la pensano diversamente e sono schifati da questo ciclismo.
pero' l'esistenza stessa di amatori, pedalatori della domenica e del tempo libero (e, aggiungo io, pedalatori degli altri giorni della settimana), nonchè di relativi forum, è la dimostrazione che il ciclismo non e' morto come lo si vorrebbe. con buona pace di qualche corvo pronto a scendere in picchiata sulla carcassa.
Ed in effetti mi spiace che non sia riuscito a fare intervenire in questo sito un paio di amici, eccellenti atleti, a portare testimonianza della loro esperienza in squadre amatoriali.

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 1 novembre 2012, 11:02
da Strong
cauz. ha scritto:
nemecsek ha scritto:Intellighenzia di cicloweb e tuttobici a parte, basta dare un' occhiata a forum di ciclisti praticanti per rendersi conto che gli amatori, i pedalatori della domenica e del tempo libero, la pensano diversamente e sono schifati da questo ciclismo.
pero' l'esistenza stessa di amatori, pedalatori della domenica e del tempo libero (e, aggiungo io, pedalatori degli altri giorni della settimana), nonchè di relativi forum, è la dimostrazione che il ciclismo non e' morto come lo si vorrebbe. con buona pace di qualche corvo pronto a scendere in picchiata sulla carcassa.
scusa cauz....
spesso gli amatori sono "peggio" dei pro.

basta leggere qualche forum (anche questo) per rendersi conto che spesso non si pedala per il gusto di pedalare ma per la voglia di primeggiare.
chi si può permettere la "bomba" caccia la grana, quaelli che non possono ripiegano su bici super leggere alla ricerca del grammo in meno in salita.

il procedimento mentale (malato) è lo stesso anzi,per me è pure peggio....
quel tipo di pedalatore contriubuisce alla morte del ciclismo ( e non sono in pochi)

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: sabato 3 novembre 2012, 15:29
da bartoli
Ma avete mai pensato ad un Cicloweb in versione cartacea?

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 4 luglio 2013, 16:30
da Maìno della Spinetta
Giro o Tour,

siete d'accordo con questo editoriale?
C'è un rischio però: che al Giro la settimana più bella sia stata la prima. Il Tour attende la rivincita nella terza settimana.

http://www.cicloweb.it/articolo/2013/07 ... -memorabi
Tour de France 2013: Quando la noia la fa da padrona - Finora poche azioni memorabili. Al Giro c'era più vivacità

Diciamoci la verità. L'emozione maggiore di questi giorni, se escludiamo il bus dell'Orica che a Bastia ha subito cercato di mandare in vacca la prima tappa, la stiamo ancora attendendo.
Perché va bene i paesaggi corsi, le montagne dell'isola ed i finali in volata, più o meno ristretta. Va bene la cronosquadre ed i centesimi che hanno diviso Omega da Orica, e ancora oggi, l'inseguimento degli stessi Omega Pharma ai quattro fuggitivi, culminato con la perfezione, ossia la vittoria di Cavendish.Certo, tutto molto carino, tutto come da copione, tutto da Tour. Appunto.
E qui non possiamo evitare il confronto tra Grande Boucle, la più importante competizione ciclistica al mondo, e Giro d'Italia. Se in queste cinque tappe ci siamo più o meno annoiati sia agli inizi di tappa che soprattutto nei finali, è impossibile non constatare che al Giro la musica era stata ben diversa. Partiti con una tappa moscetta nel cuore di Napoli, avevamo seguito una cronosquadre non certo piatta, non certo banale quale quella di Ischia. Da lì in avanti, poi, lo spettacolo non è certo mancato.
I finali di tappa di Marina di Ascea, Serra San Bruno, Matera per non parlare di Pescara sono scolpiti nelle nostre memorie. Azioni spettacolari durante le tappe, attacchi e contrattacchi negli ultimi chilometri, gesti tecnici discretamente pregevoli e soprattutto un sacco di sorprese. Non bastasse questo, c'è da dire che la battaglia tra big c'è stata, chiara e limpida, sin da primissimi giorni, al Giro.
Fu Hesjedal, che poi non ottenne granché anche a causa di una malattia, a lanciare il guanto della sfida su salitelle insulse (sulla carta) verso Marina di Ascea. E la tappa di Pescara. A Serra San Bruno si capì che il Wiggins vincitore di Tour era rimasto appunto in Francia, a Pescara se ne ebbe conferma, nella frazione che potrebbe essere considerata quella decisiva del Giro.
Lì Nibali attaccò, cadde, si rialzò. Lì Wiggins, punzecchiato, tentò di tenere i migliori in una discesa bagnatissima e, una volta a terra, non si riprese più. Blocco psicologico, bronchite e guai al ginocchio lo metteranno ko. Insomma, qualcosa possiamo dire che fosse successo in quei primi giorni di corsa rosa.
In questo Tour de France invece? Certo, sin dal primo giorno le cadute non hanno risparmiato nessuno, la Corsica ha offerto salite mozzafiato, puntualmente non sfruttate, se è vero che in tutte e tre le frazioni, al netto di incidenti di percorso e pullman un filo troppo alti, abbiamo assistito ad arrivi a ranghi più o meno compatti. Non parliamo poi delle prime battute di corsa, quelle in cui si dovrebbe assistere a scatti, controscatti, carpiati, dritti e rovesci.
Nulla se non una fuga che quasi puntualmente prende il largo e finisce per morire strada facendo, o per via di una tappa davvero esigente (ad Ajaccio e Calvi le salite non mancavano, piuttosto si cerca ancora un po' di pianura, laggiù), o per squadre che inseguono, organizzatissime, come le Orica, le Omega Pharma e le Lotto, ancora oggi. Tra i big, poi, si gioca a salvarsi, ad evitare la caduta, che puntuale come un orologio svizzero troviamo ogni di', a preservare le energie.
È vero, sulla Côte du Salario, verso Ajaccio, Chris Froome ha staccato tutti i rivali in un allungo utile come una tappa pirenaica con traguardo a Pau. Non che gli altri, da Contador in giù, lo abbiano considerato troppo, quell'allungo fine a se stesso, visto che ancora oggi i grandi che si sfideranno per salire sul gradino più alto del podio ai Campi Elisi sono più o meno tutti lì e si studiano in attesa del primo scrollone di sabato, quando si arriverà in quota ad Ax 3 Domaines.
Giro e Tour, corse e trame diverse, differenti modi di vedere il ciclismo. E forse anche attori proprio poco somiglianti. Un Nibali, per fare un nome a caso, non avrebbe tentato qualcosa nelle due tappe corse più insidiose? Forse sì, non avremo mai la riprova. Quello che manca, di sicuro, è anche un po' di fantasia.
In un Giro d'Italia sulla carta sempliciotto si è accesa la miccia di una bomba sin dal terzo giorno di gara e tappe interlocutorie praticamente non ne abbiamo più incontrate. Al Tour invece di pomeriggi in cui tre o quattro fuggitivi proveranno invano, sotto il caldo sole di luglio, a mantenere quel paio di minuti di vantaggio, ce ne saranno ancora parecchi.
Francesco Sulas

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 4 luglio 2013, 16:32
da jumbo
Maìno della Spinetta ha scritto: Al Tour invece di pomeriggi in cui tre o quattro fuggitivi proveranno invano, sotto il caldo sole di luglio, a mantenere quel paio di minuti di vantaggio, ce ne saranno ancora parecchi.
Be' allora quella di oggi è una tappa che spezza la solita monotonia :D

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 4 luglio 2013, 16:36
da cauz.
Maìno della Spinetta ha scritto:Giro o Tour,

siete d'accordo con questo editoriale?
non saprei.
pero' sono assolutamente d'accordo con questo:
http://www.cicloweb.it/articolo/2013/07 ... mo-sempre-

:clap: :clap:

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 4 luglio 2013, 17:25
da matteo.conz
Perfetto l'editoriale però a me i 58kmh hanno impressionato: nella TTT 2011 di 23km piani la media delle prime 6 squadre era di 55kmh. Quella del 2009 di 38km,piu tortuosa ma con soli 100m di dislivello ha avuto 50kmh di media...insomma prestazione a dir poco super.

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 4 luglio 2013, 17:29
da Emit Flesti
Concordo con la tesi di fondo dell'editoriale, ma ritengo questa prima settimana di Tour meno noiosa di tante altre vissute da spettatore...anche le cadute "disastrose" sono state, per fortuna, meno numerose di altre edizioni...ma, forse, parlo a vanvera :D :blabla:

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 4 luglio 2013, 18:50
da Winter
cauz. ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Giro o Tour,

siete d'accordo con questo editoriale?
non saprei.
pero' sono assolutamente d'accordo con questo:
http://www.cicloweb.it/articolo/2013/07 ... mo-sempre-

:clap: :clap:
Io no
Non ho capito la frase sul lettore medio della gazzetta..

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 4 luglio 2013, 18:56
da lemond
Admin ha scritto
Il ciclismo non ha davvero più bisogno di essere analizzato come se fossimo la sera al bar - birra ghiacciata e rutto libero - sul più importante giornale sportivo d'Europa.
Ma purtroppo, specialmente in Itaglia il "menu" è questo" e con il lettore medio della gazzetta .., ancora peggio. :grr:

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: giovedì 4 luglio 2013, 19:56
da donchisciotte
http://www.cicloweb.it/articolo/2013/07 ... mo-sempre-

Bravissimo, come sempre acuto e coraggioso.
:clap: :clap: :clap: :clap:

Ma è una battaglia persa. La manipolazione della realtà piace a troppi.

Re: Gli editoriali di Cicloweb

Inviato: venerdì 5 luglio 2013, 1:12
da Maìno della Spinetta
donchisciotte ha scritto:http://www.cicloweb.it/articolo/2013/07 ... mo-sempre-

Bravissimo, come sempre acuto e coraggioso.
:clap: :clap: :clap: :clap:

Ma è una battaglia persa. La manipolazione della realtà piace a troppi.
Da una vita che non ti leggevo, ciao!