gran bell'articolo, marco
(che in home page non compare nemmeno - forse in attesa di aggiornamenti?).
trovo questa campagna pubblicitaria uno dei punti più bassi mai toccati dal ciclismo, ben al di sotto del gesto infame di sagan che non poteva essere ne' scusato ne' compreso, ma si poteva almeno guardare con gli occhi e la coglioneria dei vent'anni.
e su questo dissento da quanto scrivi nell'articolo, dall'atto di sagan che diventa "gesto maldestro" ben più che da quel culo in primo piano che forse si poteva anche non pubblicare e soltanto linkare, ma sono questioni di dettagli.
(a ben vedere dissento in assoluto anche su un altro punto: quell'equiparare il culo pubblicitario ad un un
addominale maschile scolpito, perchè se è vero che la logica comunicativa è la medesima, resta ugualmente la differenza di un sesso dominante e di uno sottomesso, e il discorso non può
essere il medesimo, ma qui andiamo fuori tema).
nell'ipocrita mondo del ciclismo pronto a stracciarsi le vesti dinnanzi a qualsiasi "notizia" riguardante il doping, vera o falsa che sia, un abominio del genere passa invece come normalità. e come nel caso di sagan, chi ci esce male è sempre e solo il ciclismo vero: harelbeke è spesso una gara splendida, martoriata da pioggia e vento in cui i protagonisti delle classiche sono costretti ad esporsi in prima persona. che bisogno c'è di un culo per promuoverla?