Il Giro di Chioccioli
Inviato: martedì 19 settembre 2017, 15:05
Ci stavo pensando in questi giorni guardando le mie fide VHS
Quel Giro 1991 secondo me rappresenta la più grande sorpresa della corsa rosa degli ultimi 30 anni . Anche della vittoria di Cunego giovanissimo o di quella di Garzelli
Dominio imbarazzante per tre settimane , salvo la crono di Langhirano dove Bugno gli arrivò a 1''
Giro disegnato per il dualismo Bugno - Chiappucci e con Franchino che venne fuori dalle prime tappe , perdendo in volata da Bugno in Sardegna e detentore della maglia rosa da subito , salvo la parentesi di Boyer di un giorno .
Oltre a rivelare un Lelli in versione Super , che sembrava destinato a fare grandissime cose nelle corse a tappe ma che fu una meteora nelle posizioni di vertice di tre stagioni
Per carità "Coppino " sfruttò anche la rivalità Di Bugno ( che steccò sulle grandi salite ) e Chiappucci ( che perse l'unica vera chance di vincere il Giro venendo stracciato sulle montagne ) ma dominò sulle dolomiti e nella crono finale battè addirittura Gianni , grandissimo cronoman
Parliamo di un ottimo corridore , stabilmente nella Top Ten del Giro da una decade circa ( e nel 1988 si stava giocando la vittoria prima del drammatico tappone del Gavia )ma quel 1991 fu veramente nella forma della vita e in età non più di primo pelo ciclisticamente , pur facendo ancora bene l'anno dopo finendo sul podio un Giro che avrebbe potuto chiudere secondo senza il tempo perse nella prima settimana
A parte i veleni sulla vittoria ( per me ingiusti e fuoriluogo ) è giusto ricordare un corridore coraggioso e tenace
Quel Giro 1991 secondo me rappresenta la più grande sorpresa della corsa rosa degli ultimi 30 anni . Anche della vittoria di Cunego giovanissimo o di quella di Garzelli
Dominio imbarazzante per tre settimane , salvo la crono di Langhirano dove Bugno gli arrivò a 1''
Giro disegnato per il dualismo Bugno - Chiappucci e con Franchino che venne fuori dalle prime tappe , perdendo in volata da Bugno in Sardegna e detentore della maglia rosa da subito , salvo la parentesi di Boyer di un giorno .
Oltre a rivelare un Lelli in versione Super , che sembrava destinato a fare grandissime cose nelle corse a tappe ma che fu una meteora nelle posizioni di vertice di tre stagioni
Per carità "Coppino " sfruttò anche la rivalità Di Bugno ( che steccò sulle grandi salite ) e Chiappucci ( che perse l'unica vera chance di vincere il Giro venendo stracciato sulle montagne ) ma dominò sulle dolomiti e nella crono finale battè addirittura Gianni , grandissimo cronoman
Parliamo di un ottimo corridore , stabilmente nella Top Ten del Giro da una decade circa ( e nel 1988 si stava giocando la vittoria prima del drammatico tappone del Gavia )ma quel 1991 fu veramente nella forma della vita e in età non più di primo pelo ciclisticamente , pur facendo ancora bene l'anno dopo finendo sul podio un Giro che avrebbe potuto chiudere secondo senza il tempo perse nella prima settimana
A parte i veleni sulla vittoria ( per me ingiusti e fuoriluogo ) è giusto ricordare un corridore coraggioso e tenace