In caso di cadute
Inviato: venerdì 20 luglio 2018, 9:04
Apro questo 3d per discutere, partendo da quello che è accaduto ieri, sui comportamenti di corridori e giurie.
Metto sul piatto alcune osservazioni e mie considerazioni.
Le cadute sono di quattro tipi:
1) Il corridore cade "da solo" (per incapacità, disattenzione, fondo stradale rovinato, pioggia, neve, ecc.). Rientrano qui anche le fermate "fisiologiche".
2) Il corridore cade perchè urtato da un altro corridore (cadute di gruppo, cadute perchè in discesa ti cade quello davanti, ecc.)
3) Il corridore cade perchè urtato da uno spettatore
4) Il corridore cade perchè urtato da un mezzo dell'organizzazione (sicurezza, giuria, fotografo accreditato, gonfiabile, ecc.)
Di fronte a questi quattro tipi di situazione gli altri corridori cosa devono fare ?
Secondo me, proseguire sempre la corsa, con le dinamiche di corsa, senza rallentare (se non per il tempo di capire cosa sia successo).
L'unico caso in cui è giustificabile attendere è se quello caduto l'ho fatto cadere io; solo in quel caso.
La giuria quando deve "neutralizzare" il ritardo del corridore caduto ?
Solo nel quarto caso, quello di una responsabilità diretta dell'Organizzazione.
Vi sono situazioni border-line ? Sì, certamente e lì la Giuria deve operare con buonsenso ed omogeneità di giudizio (la cosa più utopistica).
Quindi, nel caso di ieri, se la caduta era stata causata dagli spettatori gli altri corridori dovevano proseguire dandosi battaglia e la Giuria non neutralizzare il ritardo di Nibali, se causata dalla moto gli altri corridori pure dovevano proseguire dandosi battaglia e la Giuria neutralizzare il ritardo di Nibali.
Di conseguenza, per me, male ha fatto Froome a far rallentare gli altri (a meno che il rallentamento dipendesse dalla domanda "Ma cosa è successo esattamente?" ) e bene ha fatto Bardet ad attaccare.
La Giuria, se ha accertato che la caduta è stata procurata da uno spettatore, bene ha fatto a non neutralizzare il ritardo di Nibali, male avrebbe fatto a non neutralizzarlo se la caduta fosse stata procurata dalla moto.
Ultima considerazione: esemplari le pacate dichiarazioni di Nibali stesso.
Metto sul piatto alcune osservazioni e mie considerazioni.
Le cadute sono di quattro tipi:
1) Il corridore cade "da solo" (per incapacità, disattenzione, fondo stradale rovinato, pioggia, neve, ecc.). Rientrano qui anche le fermate "fisiologiche".
2) Il corridore cade perchè urtato da un altro corridore (cadute di gruppo, cadute perchè in discesa ti cade quello davanti, ecc.)
3) Il corridore cade perchè urtato da uno spettatore
4) Il corridore cade perchè urtato da un mezzo dell'organizzazione (sicurezza, giuria, fotografo accreditato, gonfiabile, ecc.)
Di fronte a questi quattro tipi di situazione gli altri corridori cosa devono fare ?
Secondo me, proseguire sempre la corsa, con le dinamiche di corsa, senza rallentare (se non per il tempo di capire cosa sia successo).
L'unico caso in cui è giustificabile attendere è se quello caduto l'ho fatto cadere io; solo in quel caso.
La giuria quando deve "neutralizzare" il ritardo del corridore caduto ?
Solo nel quarto caso, quello di una responsabilità diretta dell'Organizzazione.
Vi sono situazioni border-line ? Sì, certamente e lì la Giuria deve operare con buonsenso ed omogeneità di giudizio (la cosa più utopistica).
Quindi, nel caso di ieri, se la caduta era stata causata dagli spettatori gli altri corridori dovevano proseguire dandosi battaglia e la Giuria non neutralizzare il ritardo di Nibali, se causata dalla moto gli altri corridori pure dovevano proseguire dandosi battaglia e la Giuria neutralizzare il ritardo di Nibali.
Di conseguenza, per me, male ha fatto Froome a far rallentare gli altri (a meno che il rallentamento dipendesse dalla domanda "Ma cosa è successo esattamente?" ) e bene ha fatto Bardet ad attaccare.
La Giuria, se ha accertato che la caduta è stata procurata da uno spettatore, bene ha fatto a non neutralizzare il ritardo di Nibali, male avrebbe fatto a non neutralizzarlo se la caduta fosse stata procurata dalla moto.
Ultima considerazione: esemplari le pacate dichiarazioni di Nibali stesso.