Vorrei dare il mio personale titolo a questa puntata, citando Giulio
"Ha pensar male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca" (cit)
Re: CicloVerb
Inviato: sabato 9 maggio 2020, 11:17
da Admin
Possiamo pure tenere questo per commentare i CicloVerb.
Re: CicloVerb
Inviato: domenica 10 maggio 2020, 0:05
da Gianluca Avigo - bove
Admin ha scritto: ↑sabato 9 maggio 2020, 11:17
Possiamo pure tenere questo per commentare i CicloVerb.
Anche se nutro personalmente parecchi dubbi sull'effettiva possibilità, indubbiamente per questa stagione l'importante è che si corra.
Resta il fatto che UCI ed ASO hanno mostrato a chiare lettere di che pasta sono fatte. Nessuno mette in dubbio che mediaticamente il tour sia in cima agli obbiettivi di tanti team, quello che contesto sono le modalità. Come ho già scritto in un altro topic, l'atteggiamento arrogante da
"io sono io e voi non siete un c.... "
a mio avviso fa veramente male a tutto il ciclismo, oltre a farmi incazz.......
O si riscrivono le regole del gioco, con organizzatori, team e corridori seduti allo stesso tavolo, oppure il destino è segnato.
Qualche anno fa, scrissi provocatoriamente, speriamo che Aso si compri tutto, rcs compresa, cosi non ci saranno più problemi. Un'unica grande madre, o padre se preferite, che tutto può e tutto decide.
Non vorrei che questa pandemia abbia solo accelerato i tempi.
Comunque Il sistema " tour centrico" non sta in piedi. Ovviamente secondo me.
Admin ha scritto: ↑sabato 9 maggio 2020, 11:17
Possiamo pure tenere questo per commentare i CicloVerb.
Anche se nutro personalmente parecchi dubbi sull'effettiva possibilità, indubbiamente per questa stagione l'importante è che si corra.
Resta il fatto che UCI ed ASO hanno mostrato a chiare lettere di che pasta sono fatte. Nessuno mette in dubbio che mediaticamente il tour sia in cima agli obbiettivi di tanti team, quello che contesto sono le modalità. Come ho già scritto in un altro topic, l'atteggiamento arrogante da
"io sono io e voi non siete un c.... "
a mio avviso fa veramente male a tutto il ciclismo, oltre a farmi incazz.......
O si riscrivono le regole del gioco, con organizzatori, team e corridori seduti allo stesso tavolo, oppure il destino è segnato.
Qualche anno fa, scrissi provocatoriamente, speriamo che Aso si compri tutto, rcs compresa, cosi non ci saranno più problemi. Un'unica grande madre, o padre se preferite, che tutto può e tutto decide.
Non vorrei che questa pandemia abbia solo accelerato i tempi.
Comunque Il sistema " tour centrico" non sta in piedi. Ovviamente secondo me.
Addirittura Brailsford cioè Brailsford la pensa così.
Che il Tour sia la corsa in cui girano più soldi e quindi la più importante, in particolare in un momento come questo, siamo tutti d'accordo.
Però da qui a creare tutto il calendario solamente in funzione del Tour c'è un abisso.
L'UCI invece di cercare una mediazione ha fatto fare il calendario ad ASO e l'unica cosa in cui si è impuntata è stata lasciare la crono mondiale alla domenica.
Re: CicloVerb
Inviato: domenica 10 maggio 2020, 9:50
da Krisper
Speriamo ASO non acquisisca mai il Giro.
Il Giro deve esser tutelato. Bene ha fatto Vegni a resistere.
Secondo me, andrebbe fatta una legge in parlamento che renda il Giro Patrimonio Culturale Nazionale, Bene Immateriale di Interesse Nazionale, come volete.
E porre nella legge di stato l'obbligatorietà di rendere il giro pari nella durata al Tour. Oppure 3 settimane obbligatorie.
Una nazione come l'Italia, con il suo patrimonio storico/sociale/culturale/industriale/turistico legato alla bici, deve necessariamente proteggere il Giro, la sua vetrina più importante.
P.S: il mio non è sovranismo.
Re: CicloVerb
Inviato: domenica 10 maggio 2020, 13:54
da Bomby
Krisper ha scritto: ↑domenica 10 maggio 2020, 9:50
il mio non è sovranismo.
Però è 'na cazzata.
Scusa, mi hai servito la battuta su un piatto d'argento.
Il Giro è importante, ma lo stato non può occuparsi di un evento gestito da una società privata facendo ricorso a leggi ed equiparandolo ad eventi di un'altra società privata, oltretutto estera. Deve essere l'organizzatore che si deve far valere: se è incapace, il suo evento perde di importanza. Se lo si vuole dichiarare evento di interesse nazionale, bene (ammesso che non lo sia già), ma tutto il resto non ha alcun senso: le leggi non sono fatte per quello.
Re: CicloVerb
Inviato: domenica 10 maggio 2020, 19:15
da giorgio ricci
Mah, non sta al pubblico occuparsi del Giro e per fortuna è così .Però se il Tour fosse in difficoltà il governo francese se ne occuperebbe eccome. Loro sentono molto l'orgoglio nazionale. D'altronde Macron ha detto un mese fa: niente eventi fino all'1 settembre ma il Tour puo iniziare ad agosto. Il Tour termina sui champs elisée e le massime autorita partecipano all'evento. Per i nostri governanti il Giro sarebbe come Alitalia, un asset qualsiasi da spolpare e fare casini per poi lasciarne le ossa ai cani.
Krisper ha scritto: ↑domenica 10 maggio 2020, 9:50
il mio non è sovranismo.
Però è 'na cazzata.
Scusa, mi hai servito la battuta su un piatto d'argento.
Il Giro è importante, ma lo stato non può occuparsi di un evento gestito da una società privata facendo ricorso a leggi ed equiparandolo ad eventi di un'altra società privata, oltretutto estera. Deve essere l'organizzatore che si deve far valere: se è incapace, il suo evento perde di importanza. Se lo si vuole dichiarare evento di interesse nazionale, bene (ammesso che non lo sia già), ma tutto il resto non ha alcun senso: le leggi non sono fatte per quello.
Perché no? Lo stato se ne può occupare eccome!
In Francia lo farebbero senza alcun dubbio.
Credo, però, che abbiamo un concetto molto diverso di relazione tra pubblico e privato. E di come si tuteli un evento di interesse nazionale.
Re: CicloVerb
Inviato: lunedì 11 maggio 2020, 0:21
da Bomby
Non dico che non se ne debba occupare in toto. Però tu capisci che per quanto importante, il ciclismo e il giro non sono asset strategici per il paese. Non si può nemmeno pensare di regolare con leggi specifiche un settore tanto dinamico: non sono avvocato, ma non penso che le leggi possano essere adatte a quel compito. Sono troppo rigide, e una legge fatta come tu proponi penso sia proprio irrealizzabile. Purtroppo lo stato nelle iniziative private può intervenire fino a un certo punto.
Poi, nel malaugurato caso che RCS fallisca e non riesca a organizzare il giro, di sicuro la politica sportiva e il governo dovrebbero agire per fare in modo che il giro d'Italia venga organizzato comunque, favorendo l'intervento di un nuovo organizzatore che dia le migliori garanzie. Ma se si presenta unipublic, il GS Emilia o ASO al governo o alla fci poco dovrebbe importare. Se non si presentasse nessuno, significherebbe che il giro tutta questa importanza non ce l'ha.
Re: CicloVerb
Inviato: lunedì 11 maggio 2020, 0:30
da Gianluca Avigo - bove
Guardiamola dal punto di vista di un team che deve ovviamente rendere conto ai suoi sponsor.
Perché mai dovrebbe impostare il calendario, per i suoi leader, con la partecipazione al giro?
Impostandolo sul tour, in pratica potrebbe fare tour, vuelta, quasi tutte le monumento e quasi tutte le classiche. Insomma fossi un team manager direi "mi spiace giro, ma soprattutto quest'anno ho bisogno della massima visibilità.
Ergo, a me sembra evidente che ad rcs l'hanno messo nel.....
Sulla tutela del giro sono d'accordo ma non dovrebbe pensarci lo stato, DOVREBBE PENSARE l' UCI, CHE DOVREBBE AVERE A CUORE TUTTO IL CICLISMO. Non si è mai visto un organo istituzionale che dovrebbe essere "terzo" essere così scandalosamente di parte.
Re: CicloVerb
Inviato: lunedì 11 maggio 2020, 0:42
da Bomby
Gianluca Avigo - bove ha scritto: ↑lunedì 11 maggio 2020, 0:30
Guardiamola dal punto di vista di un team che deve ovviamente rendere conto ai suoi sponsor.
Perché mai dovrebbe impostare il calendario, per i suoi leader, con la partecipazione al giro?
Impostandolo sul tour, in pratica potrebbe fare tour, vuelta, quasi tutte le monumento e quasi tutte le classiche. Insomma fossi un team manager direi "mi spiace giro, ma soprattutto quest'anno ho bisogno della massima visibilità.
Ergo, a me sembra evidente che ad rcs l'hanno messo nel.....
Sulla tutela del giro sono d'accordo ma non dovrebbe pensarci lo stato, DOVREBBE PENSARE l' UCI, CHE DOVREBBE AVERE A CUORE TUTTO IL CICLISMO. Non si è mai visto un organo istituzionale che dovrebbe essere "terzo" essere così scandalosamente di parte.
Peccato che in UCI non c'è nessun italiano che possa portare avanti le istanze del movimento italia... Dalla regia mi dicono che Renatuccio è vicepresidente dell'UCI. Ritiro quanto ho detto.
D'accordo con Gianluca. Se la trattativa tra privati fallisce (RCS e ASO, nel caso), di sport se ne deve preoccupare per prima la politica sportiva; per il ciclismo e il giro FCI e UCI. Se mancano loro, tanti cari saluti...
Re: CicloVerb
Inviato: lunedì 11 maggio 2020, 7:37
da pietro
Gianluca Avigo - bove ha scritto: ↑lunedì 11 maggio 2020, 0:30
Guardiamola dal punto di vista di un team che deve ovviamente rendere conto ai suoi sponsor.
Perché mai dovrebbe impostare il calendario, per i suoi leader, con la partecipazione al giro?
Impostandolo sul tour, in pratica potrebbe fare tour, vuelta, quasi tutte le monumento e quasi tutte le classiche. Insomma fossi un team manager direi "mi spiace giro, ma soprattutto quest'anno ho bisogno della massima visibilità.
Ergo, a me sembra evidente che ad rcs l'hanno messo nel.....
Sulla tutela del giro sono d'accordo ma non dovrebbe pensarci lo stato, DOVREBBE PENSARE l' UCI, CHE DOVREBBE AVERE A CUORE TUTTO IL CICLISMO. Non si è mai visto un organo istituzionale che dovrebbe essere "terzo" essere così scandalosamente di parte.
Non è l'UCI di parte, è ASO che ha molto più potere, più soldi, più tutto e quindi decide, purtroppo.
Re: CicloVerb
Inviato: lunedì 11 maggio 2020, 13:12
da Krisper
Bomby ha scritto: ↑lunedì 11 maggio 2020, 0:21
Non dico che non se ne debba occupare in toto. Però tu capisci che per quanto importante, il ciclismo e il giro non sono asset strategici per il paese. Non si può nemmeno pensare di regolare con leggi specifiche un settore tanto dinamico: non sono avvocato, ma non penso che le leggi possano essere adatte a quel compito. Sono troppo rigide, e una legge fatta come tu proponi penso sia proprio irrealizzabile. Purtroppo lo stato nelle iniziative private può intervenire fino a un certo punto.
Poi, nel malaugurato caso che RCS fallisca e non riesca a organizzare il giro, di sicuro la politica sportiva e il governo dovrebbero agire per fare in modo che il giro d'Italia venga organizzato comunque, favorendo l'intervento di un nuovo organizzatore che dia le migliori garanzie. Ma se si presenta unipublic, il GS Emilia o ASO al governo o alla fci poco dovrebbe importare. Se non si presentasse nessuno, significherebbe che il giro tutta questa importanza non ce l'ha.
Sarebbe ora che la bicicletta diventasse asset strategico di questo paese.
Le potenzialità industriali/turistiche/culturali in Italia sono enormi, con esiti sul benessere economico, sociale e di salute di tutti.
Il Giro non avrebbe un ruolo secondario.
Se dovesse fallire RCS, cosa che non mi auguro, un eventuale acquirente sarebbe obbligato a dare garanzie se hai una legge come quella che propongo, altrimenti il rischio di cancellare un patrimonio nazionale è concreto.
Poi abbiamo tristi esempi di come i governi italiani non abbiano saputo difendere gli asset strategici. Un esempio tra molti, l'Ilva di Taranto.
Così come sappiamo che le iniziative politiche sulla bicicletta sono a macchia di leopardo, mai sistemiche e spesso solo propagandistiche.
Infine, dichiarare patrimonio culturale il Giro non toglie nulla a RCS. Anzi ne rafforzerebbe il ruolo sui tavoli dell'UCI e favorisce il lavoro con le regioni e comuni nel disegnare il percorso. I patrimoni culturali, anche immateriali, hanno spesso fondi a loro dedicati.
Non è una legge di esproprio.
Re: CicloVerb
Inviato: lunedì 11 maggio 2020, 17:46
da Bomby
Sì, ma la legge non funziona così: è un discorso che puoi fare al bar, in un talk show per prenderti qualche applauso, ma una legge che equipari la durata del giro d'Italia a quella del Tour de France non è fattibile. Non ha senso. E' come se la Francia obbligasse per legge che -per assurdo- il Festival della Canzone Francese di Mentone organizzato e trasmesso su France 2 duri lo stesso numero di serate e ore di trasmissione del Festival di Sanremo sulla Rai. Quindi, se capita come quet'anno che tutte e 5 le serate durano fino alle 3 di notte, anche in Francia si deve arrivare fino alle 3 di notte per legge. Se invece si decidono di trasmettere 3 serate perchè del Festival di Sanremo non gliene frega più nulla a nessuno, anche il Festival di Mentone che magari ha grande successo deve essere ridotto a 3 serate... Non ha senso. Idem per il Giro.
Che l'Italia debba promuovere di più l'uso della bicicletta, specialmente nell'ambito degli spostamenti quotidiani è fuori di dubbio. Sul fatto che il Giro in quanto evento sportivo sia un asset strategico, per quanto io ci sia affezionato, nutro qualche dubbio. Il ciclismo non agonistico esiste e prospera anche senza Giro, esiste una marea di amatori che del ciclismo agonistico non gliene frega una mazza. Oserei dire che gli appassionati di ciclismo agonistico e i ciclisti siano due insiemi non del tutto sovrapposti; anzi, la loro area di intersezione credo sia abbastanza piccola rispetto a quanto uno si aspetterebbe.
Poi che il Giro, come i Mondiali e le Olimpiadi debbano godere delle migliori condizioni di esposizione mediatica possibili -se organizzati- è vero. Ma nessuno obbliga nessuno a organizzare mondiali, olimpiadi o il Giro d'Italia. Il Giro oltretutto è di proprietà ed organizzato da un ente di diritto privato, liberissimo di fare quel che cavolo gli pare del proprio evento, anche di affossarlo. Il Giro è un evento alla stregua del Festival di Sanremo: ha grande importanza mediatica e culturale per via della sua lunga tradizione, ma non ha altro scopo che essere una vetrina della società organizzatrice, veicolo di pubblicità (e occasione per vendere copie del giornale organizzatore, nel caso del Giro). La gara, sportiva o canora che sia, è solo un mezzo che consente di avere una vetrina più sfavillante per vendere meglio la pubblicità o le copie.
Scendiamo dal mondo della fantasia, dove le nuvole sono fatte di zucchero filato, gli alberi hanno chiome di caramello e le case mura di marzapane. Essere appassionati, innamorati di una cosa, non significa non vederla per quel che è. Significa -vieppiù- capire ciò che non potrà mai essere.
Re: CicloVerb
Inviato: lunedì 11 maggio 2020, 18:55
da Krisper
Bomby ha scritto: ↑lunedì 11 maggio 2020, 17:46
Sì, ma la legge non funziona così: è un discorso che puoi fare al bar, in un talk show per prenderti qualche applauso, ma una legge che equipari la durata del giro d'Italia a quella del Tour de France non è fattibile. Non ha senso. E' come se la Francia obbligasse per legge che -per assurdo- il Festival della Canzone Francese di Mentone organizzato e trasmesso su France 2 duri lo stesso numero di serate e ore di trasmissione del Festival di Sanremo sulla Rai. Quindi, se capita come quet'anno che tutte e 5 le serate durano fino alle 3 di notte, anche in Francia si deve arrivare fino alle 3 di notte per legge. Se invece si decidono di trasmettere 3 serate perchè del Festival di Sanremo non gliene frega più nulla a nessuno, anche il Festival di Mentone che magari ha grande successo deve essere ridotto a 3 serate... Non ha senso. Idem per il Giro.
Che l'Italia debba promuovere di più l'uso della bicicletta, specialmente nell'ambito degli spostamenti quotidiani è fuori di dubbio. Sul fatto che il Giro in quanto evento sportivo sia un asset strategico, per quanto io ci sia affezionato, nutro qualche dubbio. Il ciclismo non agonistico esiste e prospera anche senza Giro, esiste una marea di amatori che del ciclismo agonistico non gliene frega una mazza. Oserei dire che gli appassionati di ciclismo agonistico e i ciclisti siano due insiemi non del tutto sovrapposti; anzi, la loro area di intersezione credo sia abbastanza piccola rispetto a quanto uno si aspetterebbe.
Poi che il Giro, come i Mondiali e le Olimpiadi debbano godere delle migliori condizioni di esposizione mediatica possibili -se organizzati- è vero. Ma nessuno obbliga nessuno a organizzare mondiali, olimpiadi o il Giro d'Italia. Il Giro oltretutto è di proprietà ed organizzato da un ente di diritto privato, liberissimo di fare quel che cavolo gli pare del proprio evento, anche di affossarlo. Il Giro è un evento alla stregua del Festival di Sanremo: ha grande importanza mediatica e culturale per via della sua lunga tradizione, ma non ha altro scopo che essere una vetrina della società organizzatrice, veicolo di pubblicità (e occasione per vendere copie del giornale organizzatore, nel caso del Giro). La gara, sportiva o canora che sia, è solo un mezzo che consente di avere una vetrina più sfavillante per vendere meglio la pubblicità o le copie.
Scendiamo dal mondo della fantasia, dove le nuvole sono fatte di zucchero filato, gli alberi hanno chiome di caramello e le case mura di marzapane. Essere appassionati, innamorati di una cosa, non significa non vederla per quel che è. Significa -vieppiù- capire ciò che non potrà mai essere.
Mi piace il tuo modo di argomentare.
Sul paragone con il tour in una legge.
Esistono diverse leggi dove un legislatore pone un termine di misura/confronto/valori di riferimento (se dovessero modificarsi).
Questo credo serva per non irrigidire la normativa nel presente, accogliendo già la possibilità di modificazioni se cambiassero i riferimenti nel tempo. E quando il senso dell'oggetto in merito dipende da una misura, come la durata ad esempio.
Poi non sono un dottore in legge, faccio altro nella vita, sarei curioso di sapere se ha senso o no ciò che dico dal punto di vista del diritto.
Da cittadino posso solo esprimere un bisogno oppure una visione.
In una auspicabile politica della bicicletta, il Giro avrebbe un ruolo importante. Un ruolo non il tutto. Non solo per stimolare ad andare in bici.
Concordo con te che esser amatori non significhi per forza esser appassionati di ciclismo. Credo anch'io che la sovrapposizione tra i due mondi sia meno di ciò che si immagini. Ma il Giro è un volano per turismo, cultura, etc., anche oltre il semplice incentivo all'uso della bici.
Poi purtroppo è altrettanto vero che un ente di diritto privato può fare ciò che vuole. Prendere e disfare a suo piacimento.
Io però sogno una società diversa.
Dove la libertà non sia sinonimo di "sono solo fatti miei", ma che rientri sempre in un senso di bene comune.
Poi il mondo va nella direzione opposta a quella che auspico.
Ne sono consapevole. Le leggi dovrebbero servire a proteggere il bene di tutti nel rispetto dell'individuo. E' un confine molto labile tra uno e tutto e che si modifica nel tempo.
Grazie per avermi posto in un mondo della fantasia.
Mi giudico fin troppo un pessimista della ragione, con un pizzico di ottimismo della volontà a volte.
Per chiudere, credo di aver abusato della pazienza dei lettori del forum, so che un Giro non diventerà mai patrimonio culturale immateriale, ma non perché sia assurdo o tecnicamente impossibile, ma perché viviamo in mondo dove la dialettica non è tra pubblico e privato, ma tra interessi privati tra loro ed il pubblico solo buono quando c'è da dividere le perdite.
Gianluca Avigo - bove ha scritto: ↑lunedì 11 maggio 2020, 0:30
Guardiamola dal punto di vista di un team che deve ovviamente rendere conto ai suoi sponsor.
Perché mai dovrebbe impostare il calendario, per i suoi leader, con la partecipazione al giro?
Impostandolo sul tour, in pratica potrebbe fare tour, vuelta, quasi tutte le monumento e quasi tutte le classiche. Insomma fossi un team manager direi "mi spiace giro, ma soprattutto quest'anno ho bisogno della massima visibilità.
Ergo, a me sembra evidente che ad rcs l'hanno messo nel.....
Sulla tutela del giro sono d'accordo ma non dovrebbe pensarci lo stato, DOVREBBE PENSARE l' UCI, CHE DOVREBBE AVERE A CUORE TUTTO IL CICLISMO. Non si è mai visto un organo istituzionale che dovrebbe essere "terzo" essere così scandalosamente di parte.
Non è l'UCI di parte, è ASO che ha molto più potere, più soldi, più tutto e quindi decide, purtroppo.
E quindi si torna alla madre di tutte le domande : a che cosa serve l'uci?
Re: CicloVerb
Inviato: lunedì 11 maggio 2020, 22:05
da giorgio ricci
Il Giro è nato come azienda privata nata da un idea della Gazzetta, parlare di pubblico in questo caso non è contemplato. Se poi guardiamo oltre , tante aziende storiche sono fallite o acquisite da stranieri senza che il pubblico intervenisse , se non formalmente, e tanta gente ha perso il lavoro.
Tornando all Giro, questo non ha il valore economico del Tour. È come se alzassimo la voce per mettere gli internazionali d'Italia nel tennis davanti al Roland Garros. Nessuno ci ascolterebbe , e tutto continuerebbe ad essere regolato dalla legge del mercato, ma anche dalla tradizione.
Il Giro ha una sua importanza , ma paragonarlo al Tour , è solo il sogno proibito di noi appassionati. In un momento di crisi i valori in campo sono usciti prepotentemente. Il problema annoso, diventa piu evidente ora perché il nostro movimento è debole e disorganizzato. Se questo dramma ( intendo il virus ) fosse accaduto 40 anni fa , nessuno si sarebbe posto il problema , perché il movimento era forte , autarchico e con tanto seguito. Noi avremmo fatto il nostro calendario e gli stranieri il loro , tanto agli sponsor e alla gente importava solo Moser e Saronni.
Re: CicloVerb
Inviato: martedì 12 maggio 2020, 22:03
da Gianluca Avigo - bove
giorgio ricci ha scritto: ↑lunedì 11 maggio 2020, 22:05
Il Giro è nato come azienda privata nata da un idea della Gazzetta, parlare di pubblico in questo caso non è contemplato. Se poi guardiamo oltre , tante aziende storiche sono fallite o acquisite da stranieri senza che il pubblico intervenisse , se non formalmente, e tanta gente ha perso il lavoro.
Tornando all Giro, questo non ha il valore economico del Tour. È come se alzassimo la voce per mettere gli internazionali d'Italia nel tennis davanti al Roland Garros. Nessuno ci ascolterebbe , e tutto continuerebbe ad essere regolato dalla legge del mercato, ma anche dalla tradizione.
Il Giro ha una sua importanza , ma paragonarlo al Tour , è solo il sogno proibito di noi appassionati. In un momento di crisi i valori in campo sono usciti prepotentemente. Il problema annoso, diventa piu evidente ora perché il nostro movimento è debole e disorganizzato. Se questo dramma ( intendo il virus ) fosse accaduto 40 anni fa , nessuno si sarebbe posto il problema , perché il movimento era forte , autarchico e con tanto seguito. Noi avremmo fatto il nostro calendario e gli stranieri il loro , tanto agli sponsor e alla gente importava solo Moser e Saronni.
Infatti l'errore enorme che l'uci ha fatto, con la complicità o forse è meglio dire la superficialità del movimento tutto, è stato permettere negli ultimi 20/30 anni ad ASO di crescere a dismisura e di diventare la vera padrona del ciclismo. Ora l'uci è costretta a zerbinarsi e alla fine anche gli altri organizzatori. Resto convinto che per sistemare il ciclismo, ci vorrà un confronto scontro. Perché, alla lunga, anche ad ASO non so quanto convenga avere di fatto il resto degli organizzatori e molti team non esattamente "allineati". Prima o poi ci si arriverà, resta solo da capire come.
Re: CicloVerb
Inviato: venerdì 15 maggio 2020, 19:37
da Gianluca Avigo - bove
Interessante punto di vista. In effetti con la scarsità di giorni gara a disposizione, la folla di pretendenti al tour e sopratutto il calendario a parti invertite,
forse ma forse (cit )
Per la prima volta nella storia del ciclismo, il tour, per qualcuno, potrebbe essere interpretato come preparazione al giro.
In effetti se uno dei tanti Big, dovesse vedersi fuori dai giochi dopo la prima settimana, potrebbe tirare i remi in barca, portare la bici al traguardo è magari puntare ad una tappa di montagna per testarsi. Affronterebbe il mondiale con "la condizione" ma relativamente fresco e poi dopo solo una settimana presentarsi al giro per dare tutto. Con una stagione normale ed un calendario normale sarebbe impensabile, però così.....
Edit "forse ma forse"
La TV non ha mai più toccato vette cosi alte.