La morte di dio ha una autore e un libro: "Testamento" dell'abate Meslier (uscito postumo nel 1729). Il Nostro non è un parroco mondano che frequenta i salotti parigini, ma un uomo di Chiesa che vive a contatto con persone semplici. Ormai è un pensatore dimenticato, come tanti altri che sono troppo crudi per essere ricordati dalla filosofia tradizionale. Dobbiamo al monaco ateo Dom Deschamps l'interessante concetto dei "mezzi lumi", per caratterizzare quei filosofi che evitano di spingere fino alle ultime conseguenze le proprie analisi. Meslier non è uno di questi e la filosofia radicale può abbeverarsi al suo Testamento: un grido di guerra ateo, rivoluzionario e comunista.
In mille pagine si circoscrive la vanità e la falsità delle religioni che si contraddicono, la fede, che è convinzione cieca; le visioni profetiche, frutto di solito di pazzia; la morale cristiana smentisce gli "insegnamenti" della natura; la religione si fa complice delle tirannie politiche; l'anima non esiste, ma se ci fosse, sarebbe mortale.
Cominciamo dalle qualità di Dio: è buono e allora perché spedisce all'inferno per peccati di piccola entità? Può tutto, ma lascia fare il male; ama gli uomini, ma ne destina alcuni, già alla nascita, alla miseria e alla morte per inedia! Ha potere su tutto, ma non ha impedito il peccato originale (non aveva letto bene la Bibbia, dove questo peccato non esiste). Vuole la felicità dell'uomo, ma tollera la complicità della Chiesa con i poteri che lo sfruttano; è maestro del bene, ma rende possibile le fortune del vizio e le sventure della virtù (e poi risponde a Giobbe come si legge nella Bibbia); potrebbe apparire per convincere, ma preferisce farsi temere. Se la Bibbia è stata ispirata dalla Spirito Santo, perché in essa vi troviamo tanti errori e approssimazioni? La verità è che questi testi rivelano proprio le imperfezioni umane e che sono soltanto creazioni letterarie del tutto simili ai racconti delle fate e di qualche vecchio romanzo popolare.
Prova che le fonti non sono affidabili e che anzi sono state falsificate di continuo e messe insieme per ragioni politiche e basti vedere come si è fatto per distinguere i testi canonici da quelli che dovevano rimanere segreti.



Poi passa in rassegna la vita di Giosuè e che dire, se non che si tratta solo (da quel che sappiamo) di un personaggio ancora più strano di Don Chisciotte.
Per sradicare veramente il male occorrerebbe procedere a una diversa ripartizione delle ricchezze ed elabora "ante litteram" una teoria della lotta di classe per ottenere un lavoro più umano, cibo sano per tutti, una casa, gratuità dell'educazione e assistenza sanitaria.
Jean Meslier muore solo e ignorato nella campagna delle sue Ardenne a fine giugno del 1729