Globalizzazione e Ciclismo Attuale

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
Winter
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Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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Per non andare OT su Nibali

La Svizzera trentanni fa.. aveva piu' di 200 juniores
adesso ne ha a fatica 70..

+- passano per annata 2 svizzeri all'anno (alcune annate di piu' altre meno..)
quindi uno juniores 1996.. ha una possibilita su 15 /20 di passare pro
mentre prima era una su 50
Dunque è un po' piu' facile passare..

Stessa cosa in Italia dove il numero si è piu' che dimezzato (ricordo che a meta' anni 90 c'erano week end con 4 gare nella sola toscana.. adesso a volte non c'e' ne una nel week end)
Non ne parliamo in Spagna , pure in Francia c'e' stata una certa diminuzione , idem in Belgio , Olanda e Germania

Dunque ci saranno pure gli australiani (200 juniores.. ) , americani ecc
Pero' con i loro piccoli numeri cambian la situazone
C'e' solo stata una piccola ridistribuzione , ma il numero di Juniores è in costante diminuzione
Base in diminuzione , meno concorrenza

Gli Juniores son presi ad esempio perche son piu' facili da calcolare come classe di eta'
Rudy80
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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Winter ha scritto:Per non andare OT su Nibali

La Svizzera trentanni fa.. aveva piu' di 200 juniores
adesso ne ha a fatica 70..

+- passano per annata 2 svizzeri all'anno (alcune annate di piu' altre meno..)
quindi uno juniores 1996.. ha una possibilita su 15 /20 di passare pro
mentre prima era una su 50
Dunque è un po' piu' facile passare..

Stessa cosa in Italia dove il numero si è piu' che dimezzato (ricordo che a meta' anni 90 c'erano week end con 4 gare nella sola toscana.. adesso a volte non c'e' ne una nel week end)
Non ne parliamo in Spagna , pure in Francia c'e' stata una certa diminuzione , idem in Belgio , Olanda e Germania

Dunque ci saranno pure gli australiani (200 juniores.. ) , americani ecc
Pero' con i loro piccoli numeri cambian la situazone
C'e' solo stata una piccola ridistribuzione , ma il numero di Juniores è in costante diminuzione
Base in diminuzione , meno concorrenza

Gli Juniores son presi ad esempio perche son piu' facili da calcolare come classe di eta'
Hai per caso i dati di Usa,Gran Bretagna,di tutti i paesi europei dell'est compreso il Kazakhistan,della Nuova Zelanda e di tutti quelli sudamericani? A tuo avviso nei paesi storicamente forti del ciclismo questa diminuzione di juniores è dovuta alla crisi economica o come dice qualcuno che gli sport di sacrificio non sono più di moda?
Winter
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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No non li ho
ma parliamo di numeri molto bassi (la Nuova Zelanda sara' una cifra tra 50 e 80)
L'unico paese che pubblica tutti i tesserati è l'argentina (170 juniores)
In Colombia oltre le gare nazionali , in quelle regionali +- partecipano 40-50 corridori (ad Antioquia - Boyaca) , 20-30 nelle regioni meno importanti , in alcune non ci son gare (credo che il mumero sia tra i 300 e i 400)
Gli Juniores persi in Italia è una cifra molto piu' alta di tutto il Sudamerica

Sui paesi dell'est la diminuzione , rispetto agli anni 80-90 , è ancora piu' alta
Winter
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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La diminuzione è dovuta a vari motivi..

1) Il numero di Italiani :D
Da piu' di 800mila delle classi anni 70.. a 500mila
2) Dalla concorrenza degli altri sport , specie quelli di squadra
3) Dalla tv , pc , smartphone ecc
4) Dalla fatica
Norman7
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

Messaggio da leggere da Norman7 »

Winter ha scritto:La diminuzione è dovuta a vari motivi..

1) Il numero di Italiani :D
Da piu' di 800mila delle classi anni 70.. a 500mila
2) Dalla concorrenza degli altri sport , specie quelli di squadra
3) Dalla tv , pc , smartphone ecc
4) Dalla fatica
Punto 1 sicuramente sì.
Punto 2 non credo. Negli anni ottanta erano tantissimi quelli che giocavano a basket volley e calcio. Anche più di quelli di adesso. Però l'offerta sportiva si è probablimente un po' ampliata con la diffusione di altri sport (pattinaggio, ginnastica, danza, arti marziali varie ecc.).
Punto 3 probabilmente sì.
Punto 4 credo proprio di no. Rispetto agli anni ottanta, adesso tutti gli sport fin da bambini sono finalizzati all'agonismo, e nel giro di pochissime stagioni, i bimbi sono costretti a sorbirsi allenamenti da un minimo di 3 giorni per 1 ora e mezza alla settimana, fino a esagerazioni di 5 giorni (ma anche 6 o 7 in periodi pre competizioni) per 2-3 ma anche 4 ore ad allenamento. Oltretutto, nei casi delle esagerazioni, gli allenamenti proseguono tutto l'anno, senza soste natalizie e pasquali. Al massimo si fermano 2-3 settimane ad agosto, lasciando però agli "atletini" il foglietto con gli esercizi da fare giornalmente per mantenersi in forma (roba da almeno un'ora al giorno).
Parlo per esperienza diretta dei miei figli e di loro compagni di scuola, quindi a ragion veduta. Ai miei tempi, negli anni ottanta, un livello del genere era impensabile, e anche l'intensità degli allenamenti era nettamente inferiore a quelli attuali.
Winter
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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Fatica intesa come vita reale..
Anni 80 - 90 almeno nei paesi (in citta' non ho idea) , d'estate (e non solo) dai 14 anni in su (e tanti gia' prima) , tutti lavoravano
Adesso a 25 anni la fatica non l'han mai vista
AntiGazza
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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Winter ha scritto:Fatica intesa come vita reale..
Anni 80 - 90 almeno nei paesi (in citta' non ho idea) , d'estate (e non solo) dai 14 anni in su (e tanti gia' prima) , tutti lavoravano
Adesso a 25 anni la fatica non l'han mai vista
Ma dove vivi ? Perchè io negli anni 90 facevo le superiori e non è che c'era mica troppa gente che faticava.Sicuramente nei campi non ci lavorava più nessuno da un bel pò di tempo.La quasi totalità delle persone studiavano e al massimo lavoravano d'estate.
Io facevo qualche lavoretto d'estate ma non si può mica definire fatica.
Se parliamo degli anni 30 40 50 ti posso dare ragione.

Però io penso che in generale la crisi di vocazione italica e del ciclismo in generale sia dovuta a :
a)diffusione di altri sport rispetto ai tradizionali
b)il ciclismo è sport insicuro ,corso su strade che fan cagare vista la manutenzione, con biciclette che quasi sono delle armi, e con gente che guida in macchina maledicendo il ciclista mentre sta wazzappando o postando sui social.
c)questione doping anche in categorie giovanili
d)c'è la ricerca dell'agonismo esasperata fin dalla tenera età (ma questo è un problema di un sacco di sport in Italia)
e)è sicuramente dal punto di vista motorio abbastanza controindicato almeno fino ai 13/14 anni.

Più che la globalizzazione come aspetto deleterio, penso che il vero aspetto deleterio sia la forte dipendenza dalle leggi del mercato che svilisce la qualità in quanto tale, crea frenesia, "uccide" (a volte anche letteralmente) le persone che non servono più al sistema.
Winter
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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AntiGazza ha scritto:
Winter ha scritto:Fatica intesa come vita reale..
Anni 80 - 90 almeno nei paesi (in citta' non ho idea) , d'estate (e non solo) dai 14 anni in su (e tanti gia' prima) , tutti lavoravano
Adesso a 25 anni la fatica non l'han mai vista
Ma dove vivi ? Perchè io negli anni 90 facevo le superiori e non è che c'era mica troppa gente che faticava.Sicuramente nei campi non ci lavorava più nessuno da un bel pò di tempo.La quasi totalità delle persone studiavano e al massimo lavoravano d'estate.
Io facevo qualche lavoretto d'estate ma non si può mica definire fatica.
Se parliamo degli anni 30 40 50 ti posso dare ragione.
Io in Valle d'Aosta
su una classe delle superiori eravamo in 20 , d'estate 15 lavoravamo 3 mesi..
5 muratori 3 con le mucche 4 negli alberghi 2 idraulici e 1 elettricista
Ti porto il mio esempio andavamo via alle sei da casa e tornavano verso le 18.30.. e ti assicuro che si faticava tanto (e imparavi anche tanto)
Adesso è diverso
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AntiGazza ha scritto: b)il ciclismo è sport insicuro ,corso su strade che fan cagare vista la manutenzione, con biciclette che quasi sono delle armi, e con gente che guida in macchina maledicendo il ciclista mentre sta wazzappando o postando sui social.
c)questione doping anche in categorie giovanili
bingo.
a mio vedere i punti sono essenzialmente questi due, con il primo forse ancora più grave del secondo.
ho l'impressione che i paesi in cui il ciclismo è in espansione siano gli stessi in cui si è investito prima di tutto in strutture, che fossero i velodromi o semplicemente la riduzione del traffico e la messa in sicurezza delle strade. quelli e ovviamente i paesi dove il traffico è meno sclerotizzato.
da questo punto di vista l'italia parte anni luce indietro e ha poche speranze di recuperare il gap. parlando con le squadre giovanili, tutti dicono che i genitori hanno paura a mandare i figli per strada (e su questo sbagliano pure i genitori, un po' piu' di coraggio non guasterebbe, ma qui ci si addentra nella psicologia sociale e preferisco fermarmi).
se a tutto ciò aggiungiamo anni di cattive pubblicità dall'estremizzazione scandalistica del doping all'immagine povera e "perdente" che è stata per troppo tempo abbinata alla bicicletta, la frittata è fatta.
fortunatamente dal punto di vista dell'immagine le cose stanno cambiando, e pure drasticamente -specie nelle grandi città-. ma finchè la politica, sia sportiva che amministrativa, resta sorda a questo cambiamento...
"Il male trionfa sempre, perche' il bene e' stupido" [Lord Casco]
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Salvatore77
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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Io aggiungerei che il ciclismo è uno sport non fico.

ti da un'abbronzatura bizzarra
la sera arrivi stanco mentre chi gioca a calcio arriva bello pimpante e si piglia tutte le femmine migliori
è costoso
ti logora esteticamente con rughe ecc ecc
1° Tour de France 2018
Campionato del mondo gara in linea 2021.
herbie
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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Salvatore77 ha scritto:Io aggiungerei che il ciclismo è uno sport non fico.

ti da un'abbronzatura bizzarra
la sera arrivi stanco mentre chi gioca a calcio arriva bello pimpante e si piglia tutte le femmine migliori
è costoso
ti logora esteticamente con rughe ecc ecc
le "femmine migliori".... :D
in realtà, a parte l'abbronzatura, ma è un problema rimediabile, anche in bici, il resto sono tutte cose che attirano. Il fisico del ciclista è decisamente più elegante, asciutto ma senza le asprezze del podista (parlo ovviamente non di gente che prepara Giro e Tour...), tonico, anche potente, proprio nei punti giusti, ma senza l'eccessiva ruvidezza, disarmonia del calciatore . In genere questo viene notato....
Piuttosto, credo anch'io che sia una questione mediatica. E, in quanto mediatica, ampiamente pilotata. Il ciclista fa guadagnare "solo" le aziende del settore (infatti l'attività agonistica cicloamatoriale, che fa "consumare" i materiali con un ritmo assai superiore al cicloturismo o al ciclismo di gruppo domenicale tradizionale, è incentivata con ogni mezzo), e al datore di lavoro, crea solo fastidi. Viaggi, infortuni, richieste di giornata di ferie/periodi di ferie decentrati rispetto al preventivato, "dribbling" sui ritmi della massificazione del tempo libero ....

PS: poi per stasera ho finito di rompere.... :sedia:....
è che barrylyndon, vecchio mitteleuropeo snob, non raccoglie le provocazioni...
quasar
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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herbie ha scritto:
Salvatore77 ha scritto:Io aggiungerei che il ciclismo è uno sport non fico.

ti da un'abbronzatura bizzarra
la sera arrivi stanco mentre chi gioca a calcio arriva bello pimpante e si piglia tutte le femmine migliori
è costoso
ti logora esteticamente con rughe ecc ecc
le "femmine migliori".... :D
in realtà, a parte l'abbronzatura, ma è un problema rimediabile, anche in bici, il resto sono tutte cose che attirano. Il fisico del ciclista è decisamente più elegante, asciutto ma senza le asprezze del podista (parlo ovviamente non di gente che prepara Giro e Tour...), tonico, anche potente, proprio nei punti giusti, ma senza l'eccessiva ruvidezza, disarmonia del calciatore . In genere questo viene notato....
beh... se parliamo esclusivamente di fisico, il ciclista è quanto di più disarmonico possa esserci... arti inferiori e glutei tonici, bersaglio grosso (come direbbe il caro rino tommasi) impresentabile: braccie secche, torace compresso, assenza di una pur minima parvenza di muscolatura. non è un belvedere. anche peggio del maratoneta. improponibile ed impietoso il confronto con il fisico del calciatore (ovviamente ho giocato per 30 anni a calcio :D )
sembrerà una cazzata, ma oggi i ragazzi(ini) tengono in maniera più ossessiva alla cura del proprio fisico rispetto al passato... e la scelta della disciplina sportiva da praticare spesso dipende da questo aspetto. anzi, più correttamente, la non scelta della disciplina sportiva, visto il boom delle iscrizioni in palestra rispetto a 15-20-30 anni fa.

per quanto riguarda l'oggetto della disucssione generale, sottoscrivo in toto i punti elencati da antigazza.
AntiGazza
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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quasar ha scritto:
herbie ha scritto:
Salvatore77 ha scritto:Io aggiungerei che il ciclismo è uno sport non fico.

ti da un'abbronzatura bizzarra
la sera arrivi stanco mentre chi gioca a calcio arriva bello pimpante e si piglia tutte le femmine migliori
è costoso
ti logora esteticamente con rughe ecc ecc
le "femmine migliori".... :D
in realtà, a parte l'abbronzatura, ma è un problema rimediabile, anche in bici, il resto sono tutte cose che attirano. Il fisico del ciclista è decisamente più elegante, asciutto ma senza le asprezze del podista (parlo ovviamente non di gente che prepara Giro e Tour...), tonico, anche potente, proprio nei punti giusti, ma senza l'eccessiva ruvidezza, disarmonia del calciatore . In genere questo viene notato....
beh... se parliamo esclusivamente di fisico, il ciclista è quanto di più disarmonico possa esserci... arti inferiori e glutei tonici, bersaglio grosso (come direbbe il caro rino tommasi) impresentabile: braccie secche, torace compresso, assenza di una pur minima parvenza di muscolatura. non è un belvedere. anche peggio del maratoneta. improponibile ed impietoso il confronto con il fisico del calciatore (ovviamente ho giocato per 30 anni a calcio :D )
sembrerà una cazzata, ma oggi i ragazzi(ini) tengono in maniera più ossessiva alla cura del proprio fisico rispetto al passato... e la scelta della disciplina sportiva da praticare spesso dipende da questo aspetto. anzi, più correttamente, la non scelta della disciplina sportiva, visto il boom delle iscrizioni in palestra rispetto a 15-20-30 anni fa.

per quanto riguarda l'oggetto della disucssione generale, sottoscrivo in toto i punti elencati da antigazza.
Anche se in palestra intesa come palestra canonica si iscrivono molto spesso gente dai 20 in su,tipicamente per "obblighi" morali.Chiamiamoli così.
Poi si esiste una piccola piccola parte di loro che è dedito alla cultura fisica,però il body building in senso stretto è leggermente decaduto.O meglio, tira ancora ma su soggetti sulla 30ina.
Mentre invece che attirano assai per la costruzione fisica sono le nuove discipline chiamate erroneamente funzionali, una su tutte il crossfit.
Questo te lo dico perchè bene o male ambiente di palestra ne frequento abbastanza.
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Pavè
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Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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Salvatore77 ha scritto:Io aggiungerei che il ciclismo è uno sport non fico.
...
la sera arrivi stanco mentre chi gioca a calcio arriva bello pimpante e si piglia tutte le femmine migliori
.....
questa è fantastica :D
Cancellara, Valverde
Gianluca Avigo - bove

Re: Globalizzazione e Ciclismo Attuale

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cauz. ha scritto:
AntiGazza ha scritto: b)il ciclismo è sport insicuro ,corso su strade che fan cagare vista la manutenzione, con biciclette che quasi sono delle armi, e con gente che guida in macchina maledicendo il ciclista mentre sta wazzappando o postando sui social.
c)questione doping anche in categorie giovanili
bingo.
a mio vedere i punti sono essenzialmente questi due, con il primo forse ancora più grave del secondo.
ho l'impressione che i paesi in cui il ciclismo è in espansione siano gli stessi in cui si è investito prima di tutto in strutture, che fossero i velodromi o semplicemente la riduzione del traffico e la messa in sicurezza delle strade. quelli e ovviamente i paesi dove il traffico è meno sclerotizzato.
da questo punto di vista l'italia parte anni luce indietro e ha poche speranze di recuperare il gap. parlando con le squadre giovanili, tutti dicono che i genitori hanno paura a mandare i figli per strada (e su questo sbagliano pure i genitori, un po' piu' di coraggio non guasterebbe, ma qui ci si addentra nella psicologia sociale e preferisco fermarmi).
se a tutto ciò aggiungiamo anni di cattive pubblicità dall'estremizzazione scandalistica del doping all'immagine povera e "perdente" che è stata per troppo tempo abbinata alla bicicletta, la frittata è fatta.
fortunatamente dal punto di vista dell'immagine le cose stanno cambiando, e pure drasticamente -specie nelle grandi città-. ma finchè la politica, sia sportiva che amministrativa, resta sorda a questo cambiamento...
Stra d'accordo. Aggiungo per fare ciclocross non servono nemmeno l'infrastruttura. Basta un campo o un parco. 4 paletti, un po di nastro da cantiere, 2 assi da ponte, e se si vuole esagerare un paio di cumuli di terra. Voilà
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