Belluschi M. ha scritto:Sull'argomento c'era veramente un'ignoranza pazzesca.

a parte gli scherzi....alcune cose, veramente!

sarebbero assai più comiche che tragiche.
Comunque tendenzialmente non ci credo a queste esagerazioni. Mi sembra che questi campioni la raccontino un po', insomma, la romanzino assai....la moglie che insiste perchè il marito tiri diritto DA GENNAIO, in largo anticipo, fino al mondiale? E il marito non fa una piega? mah....a me darebbe un po' da pensare la cosa!
Certo, c'era questa convinzione che l'attività sessuale rovinasse la preparazione. Però da lì all'astinenza prolungata di questo genere, ne passa. Poi, voglio dire, non è che all'epoca fossero proprio di moda certe prestazioni acrobatiche, allora ti posso capire, magari!

Personalmente ho sentito dire (SENTITO DIRE eh, per carità....però da gente che c'era in prima persona....) che già negli anni 90 specie durante le stesse corse dove c'era un po' più di tempo a disposizione (non il Tour, insomma) le cose andassero ben diversamente. Figuriamoci nei periodi di semplice allenamento.
E poi: quale può essere il fondamento di questa convinzione che è comunque perdurata per così tanto? Ripetute esperienze dovrebbero convincere in breve del contrario, e invece si è andati avanti con questa idea per molto, anche in altri sport. Vuol dire che forse un beneficio lo si trovava? E quale, a giustificare un tale dispendio di energie, soprattutto mentali?
Perchè una cosa può essere uno che fa vita ritirata, di meditazione, preghiera, chiuso, lontano. Un'altro un corridore che gira per il mondo, e per le corse, fisicamente tirato a lucido, interessante, attraente, un eroe insomma.
Non ci sarà un fondo di verità? E' "solo" una questione di testosterone che esce pure dalle orecchie? Secondo me
sarebbe interessante indagare un po' più a fondo più che da un punto di vista psicologico, proprio da un punto di vista fisiologico. Cosa cambia a livello organico.