Parzialmente OT: a me pare che la questione "Tizio ha preso 3 ore e mezza nel Tour di Forlimpopoli del 1938" sia alquanto oziosa. Non basta accettare il fatto che le gare affrontate come preparazione non contino?
E comunque, andare a sindacare se, sempre nel 1938, Aristide Scoppiati avesse preso le fatidiche 3 ore perché palesemente fuori forma o se invece se ne fosse semplicemente fregato della classifica, è esercizio improbo, anche perché le due cose non sono incompatibili.
Ecco perché, rientrando IT e senza voler sembrare sbrigativo, contano vittorie e piazzamenti, ovviamente con il loro peso, che spesso è molto difficile da definire.
A proposito, mi viene in mente un'intervista abbastanza famosa a Bartali, in cui parlava del confronto quali-quantitativo tra lui e Coppi. Più o meno diceva (mi scusino i toscani...

): "Ovvìa, l'è tutto sbagliato: un giornalista ha contato le nostre sfide dirette, ma quando uno dei due si ritirava, non l'ha contata. L'è miha giusto: io non mi ritiravo mai"...
Ed ora non voglio fare il mediatore a tutti i costi, però, guarda caso, anche analizzando i risultati nudi e crudi, il valore dei nostri due campionissimi non è mai molto distante, ancor meno quanto più è raffinata l'analisi.
Se poi si aggiunge l'approccio "storico-emotivo", doveroso per ogni appassionato serio, si raggiunge praticamente la parità.
