Gibo, pensa che alcuni psichiatri - e lo so per esperienza diretta di miei conoscenti - prescrivono come antidepressivo... la marijuana!!! (Lo fanno ovviamente in via non ufficiale).
Quindi se odi le canne (che quantomeno un aspetto socializzante ce l'hanno), tantopiù odieresti un antidepressivo. Quindi ignora il consiglio di TIC e dài molta più retta ad AlessandroCam. Hai 20 anni e la tua vita potrà completamente cambiare rotta (e in meglio) non una, ma ancora quattro o cinque volte, da qui all'età della pensione.
Gli antidepressivi possono diventare una vera schiavitù, e non è raro che chi li assume si trasformi progressivamente in un corpo inerte. Inoltre tali farmaci fanno danni permanenti, quindi evitiamo di confondere quello che può essere uno sfogo figlio di un momentaccio con delle patologie che richiedono l'intervento farmacologico. I consigli drastici dispensati un tanto al chilo non sono mai serviti a un cacchio.
Ps: un buon rifugio può essere la lettura. Da quello che scrivi (da tempo), mi permetto di consigliarti, per quando ne hai tempo e voglia, di leggere alcuni saggi di sociologia. A me, quando avevo la tua età, hanno aiutato tantissimo a comprendere meglio la società in cui viviamo, su tutti alcuni scritti derivati dalla Scuola di Francoforte.
Vado col breve elenco (mi attendo quanto prima di essere tacciato di comunismo da qualcuno

).
Theodor Adorno, Max Horkheimer: Dialettica dell'illuminismo
Theodor Adorno, Max Horkheimer: Lezioni di sociologia
Herbert Marcuse: L'uomo a una dimensione
(Sono tutti e tre spesso rieditati da Einaudi)
Ce ne aggiungo pure uno utile a comprendere il sistema della comunicazione di massa... un saggio fatto un po' invecchiare dall'arrivo di internet, ma sempre utile.
Umberto Eco: Apocalittici e integrati (Bompiani)
Un abbraccio forte, Robertino, e in ogni caso, buon 2012
