Greg Van Avermaet vola al Giro di Vallonia, e i corridori lamentano la sicurezza del circuito: https://www.cyclingnews.com/news/riders ... -wallonie/ (ho controllato Basso
Ci siamo ingarellati discutendo sul ponte dove si è impastato Remco Evenepoel al Lombardia, con un Davide Bramati misurato sulla questione (chi ha il link lo metta che non lo trovo, mi fido di Brogno...)
Jakobsen è stato buttato sulle transenne da Gronewegen e queste non erano legate insieme, e dietro c'era una ferrovia.
Ripartenza durissima dopo lo stop, con tante falle.
Dove mettere in sicurezza e come? Responsabilità oggettiva dell'organizzatore mi sembra impossibile, nessuno organizzerebbe più niente e nessuna assicurazione seria si farebbe carico di una polizza. I finali andrebbero protetti bene, ma tutto il resto della corsa? Segnalazioni e basta? Protezioni? Ci sono corse più delicate di altre? Chi fa Roubaix, Strade Bianche o Fiandre sa che il fondo è brutto e lo mette in conto. Chi va sulle ALpi sa che ci sono discese terribili. Chi fa Amstel o Fiandre sa che si va in strade secondarie con svolte a 90 e più gradi improvvise, restringimenti repentini e arredo urbano assassino - ma sono sempre una scusa? Il Poggio ha una discesa decisiva, dove se si salta un tornate si fracassa una serra 5 metri più sotto - quale alternativa ci sarebbe? Sean Kelly direbbe che va bene così...
Infine, chi dovrebbe vigilare PRIMA delle corse, ed eccepire sulle scelte in materia di sicurezza dell'organizzazione?
Migliorare si può e si deve, senza castrare i percorsi, o snaturare questo splendido sport (il povero Lambrecht è morto in un punto e in un modo assurdo... Il rischio ci sarà sempre e comunque). Ma immaginare una procedura, una sorta di due diligence PRECEDENTE alla corsa, con diversi attori coinvolti, non sarebbe sbagliato.