Ciclismo Latino e Ciclismo Anglosassone

Il mondo dei professionisti tra gare e complessità, e più in generale l'approccio al ciclismo di ogni appassionato
miroci
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Ciclismo Latino e Ciclismo Anglosassone

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Ovvero: pedalare cattolico e pedalare protestante.
Finchè il Ciclismo era in mano ai paesi latini (cattolici) come Italia, Francia, Spagna, Belgio, Svizzera (in parte) non c'era tutta questa corsa all' efficentismo atletico e alla finalizzazione su pochi obbiettivi stagionali. Le corse erano combattute e i protagonisti si vedevano da Marzo ad Ottobre. Con l'avvento dell'imprenditoria anglosassone (massimo sforzo per il massimo risultato, cioè il Tour), cioè da Armstrong in poi, ma neanche gli olandesi anni 80 scherzavano, il ciclismo è diventato un calcolo, un numero, un espressione algoritmica quasi senza anima. La stagione in corso ne è stata uno specchio eloquente. Al Giro, dato il forte equilibrio tra i contendenti, si economizzava su tutto, tanto da vedere le tappe alpine corse con la marcia automatica innestata al minimo sforzo. Al Tour due pesi massimi: Vingegaard, anglosassone in squadra olandese, finalizzava ogni suo sforzo per la preparazione al Tour e poi ciao. Pogacar, Sloveno (paese cattolico) all'attacco senza il minimo ritegno da Marzo ad oggi e forse lo vedremo al Lombardia.

Dico bene, o sparo scemenze?
Pino_82
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Re: Ciclismo Latino e Ciclismo Anglosassone

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In generico si, ma se Vinge va alla Vuelta (e ci va per vincerla), tanto di cappello
Poi comunque il danese è andato forte tutto l'anno, e vinto molto, non è un Armstrong, si propone di essere più un Froome, un Contador.
È appena agli inizi, vedremo.

Poi Pogi va forte tutto l'anno, ma non ha ancora fatto due GT, è giovane, entro un paio di anni mi aspetto cominci

Certo gli Yates risparmiano, ma Adam è stato competitivo tutto l'anno, Simon soprattutto al Tour.

Roglic si propone per l'ennesima volta su due GT, secondo il filone latino

Thomas per anni ha fatto solo il Tour, quest'anno sembra proprio proporsi anche alla Vuelta, con ambizioni

Remco vale il discorso fatto per Pogi, si sta ancora gestendo, si vedrà dopo i 25 anni, quanto si consumerà da grande. Se non avesse avuto il covid forse faceva due GT, forse rinunciava alla Vuelta (se avesse vinto il Giro), ma lui e Pogi si devono spendere anche nelle classiche , ne hanno le caratteristiche

Ayuso e Rodriguez troppo giovani per spremerli

Almeida già da un paio d'anni si propone per due GT, Mas e Carapaz lo fanno da anni, Bernal lo ha fatto anche.
Vale il generico che se fai grande risultato al Tour, poi ti fermi, a meno che non sei ambizioso da ritenerti campione tale da provare un doppio, anche per questo rinnovo i complimenti a Vingegaard
gampenpass
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Re: Ciclismo Latino e Ciclismo Anglosassone

Messaggio da leggere da gampenpass »

Per rispondere al tuo quesito bisognerebbe capire se in passato valeva questa equazione.
Lemond si risparmiava sulle grandi salite e centellinava gli sforzi fin da giovane oppure era un attaccante? Io sono troppo giovane per rispondere, ma dai video trovati in rete non mi pare fosse così parsimonioso, almeno nei primi anni della sua carriera.
Greg Lemond viene da una famiglia protestante o cattolica? Se è vero che questo aspetto influisce sulla mentalità di una persona, andrebbe verificato.
E Armstrong? Io so che suo padre non lo ha nemmeno riconosciuto, Armstrong è il cognome del patrigno (che tra l'altro era terribilmente severo stando a quanto dice lo stesso Lance).
Forse allora è più la storia personale a formare il carattere e quindi la personalità che poi si riflette sulla tattica di corsa?
Vingegaard a quanto pare è piuttosto introverso o almeno non troppo loquace, quindi questo potrebbe portarlo ad essere più ponderato nelle sue scelte rispetto a un corridore più estroverso come Pogacar?
Lo stesso potrebbe dirsi di Froome o Roglic, due corridori molto simili sotto il profilo caratteriale.

La mia impressione è che la personalità dei corridori poi li porta ad essere più o meno "attaccanti" anche nella tattica di gara. Non so se anche la cultura e la mentalità di un paese possa incidere su questo, probabilmente sì.
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chinaski89
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Re: Ciclismo Latino e Ciclismo Anglosassone

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Ti va di culo che lemond non scrive più in sta sezione (sempre sia lodato Remco), se no vedevi che pippone ti beccavi
O figliuolo il meglio d'altri tempi/non era che la nostra giovinezza
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simociclo
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Re: Ciclismo Latino e Ciclismo Anglosassone

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chinaski89 ha scritto: domenica 23 luglio 2023, 18:20 Ti va di culo che lemond non scrive più in sta sezione (sempre sia lodato Remco), se no vedevi che pippone ti beccavi
Ho pensato esattamente la stessa cosa :D
"la mente è come il paracadute, funziona solo se si apre" A. Einstein
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