Pantani the best ha scritto: ↑venerdì 27 marzo 2026, 23:59
Tranchée d'Arenberg ha scritto: ↑venerdì 27 marzo 2026, 20:26
Pantani the best ha scritto: ↑venerdì 27 marzo 2026, 18:27
Ci può stare il considerare VdP come secondo migliore corridore di quest'epoca, anche se non la farei passare come verità incontrovertibile.
Il punto è che VdP e Vingegaard sono due corridori talmente agli antipodi che fai anche fatica a compararli, un po' come comparare un Gilbert con un Contador, o un Sagan con un Froome.
Grandi interpreti delle corse di un giorno vs grandi interpreti delle corse a tappe, cosa pesa di più?
Diciamo che Vingegaard è l'unico corridore della generazione Pogacar ad aver battuto lo sloveno nella sua comfort zone.
VdP a Pogacar lo ha battuto "solo" in corse che escono dalla comfort zone dello sloveno, tipo Sanremo, Roubaix o percorso del mondiale 2023.
Unica eccezione il Fiandre 2022, ma con asterisco considerando che quella era la prima volta per Pogacar nella classica belga.
Non so se tutto ciò basti per considerare Vingegaard superiore a VdP, ma certamente fa intendere che l'essere contemporanei al marziano sloveno finora ha nociuto più a Vingegaard che a VdP.
E se è vero che una volta prese le misure Pogacar ha sostanzialmente imposto la sua superiorità al Fiandre proprio a discapito dell'olandese che altrimenti come già dimostrano più volte in quella corsa avrebbe terreno fertile, è altrettanto vero che alla Sanremo per anni la presenza di Pogacar è risultata la migliore alleata per lo stesso VdP affinché potesse vincere quella corsa, quindi un po' le due cose si compensano.
Al contrario Vingegaard senza Pogacar a quest'ora avrebbe eguagliato il record di trionfi al Tour aprendo un dominio incontrastato nel contesto GT.
Questo tanto per ribadire come certe cose andrebbero sempre un po' contestualizzate senza limitarsi a soppesare solo i rispettivi palmares.
Onestamente ci sta considerare VdP meglio di Vingegaard. Ma è un argomento che non mi appassiona molto anche perchè si tratta di due corridori che hanno obiettivi diametralmente opposti e che non si sono mai praticamente trovati a lottare uno contro l'altro (al Tour uno guarda alle tappe, l'altro alla classifica).
Quello che invece volevo evidenziare è la grande differenza di trattamento che il pubblico gli riserva. A Van der Poel è abbastanza unanimemente riconosciuta la sua grandezza. E direi che è assolutamente giusto visto che ci ha fatto vedere cose stupende in questi anni vincendo tanto. Viceversa, Vingegaard a mio avviso è sottovalutato, ingiustamente. Vingegaard, come ricordavi tu, ha demolito per ben due volte di fila Pogacar al Tour. E già allora, anche se lo sloveno non aveva ancora compiuto l'ultimo salto di qualità, Pogacar sembrava destinato a dover vincere 10 Tour di fila. "I'm gone. I'm dead" Pogacar l'ha detto al cospetto del danese e di nessun'altro. I due Tour vinti da Vingegaard hanno un peso specifico enorme e questo forse molti lo capiranno fra qualche anno, quando Pogacar avrà smesso di correre.
Evidentemente, il danese paga anche una personalità poco 'empatica', sicuramente meno travolgente di quella di Pogacar. Gli sono state rivolte critiche che spesso ho trovato ingiuste. In questi anni prima ho letto che correva poco. Si è poi capito che non era mica vero (es: 62 giorni nel 2025, 68 nel 2023, mentre Pogacar ne metteva insieme 50+50). Quindi, i detrattori hanno scritto che in realtà il problema era che lui non correva le grandi classiche, aspetto che giustamente non gli fa guadagnare consenso. Il punto è che tale colpa non l'abbiamo mai imputata a grandi corridori del passato, come ad esempio Froome o addirittura lo stesso Pantani. Fino alla comparsa di Pogacar, per 30 anni è stato normale vedere da una parte i corridori da corse a tappe e dall'altra quelli da corse d'un giorno. Nibali è stata l'unica vera eccezione. Poi è comparso colui che raggiungerà e a questo punto supererà Eddy Merckx e i termini di paragone sono immediatamente cambiati.
Proprio perciò, quello che ha fatto Vingegaard dovrebbe essere rivalutato (al rialzo). Sta di fatto che in tutte le corse a tappe in cui non c'è lo sloveno, Vingegaard fa quello che vuole degli avversari. Alla Parigi-Nizza ha segnato il record di distacco rispetto al secondo, dando l'impressione di aver giocato con gli avversari in alcuni frangenti; al Catalunya oggi, alla prima tappa di salita, ha inferto distacchi pesanti. Dicono alcuni: gli avversari erano scarsi. Sicuri? Finora in queste due corse a tappe ha battuto facilmente il 3°, il 4°, il 5°e il 7°dell'ultimo Tour, il 2° dell'ultima Vuelta e Remco Evenepoel.
Tutto perfetto direi.
Sulla tua considerazione iniziale, ribadisco che considerare VdP il secondo miglior corridore di quest'epoca ci può stare, semplicemente non lo farei passare come un qualcosa di assodato, proprio perché ripeto che anche Vingegaard per quella posizione gerarchica avrebbe argomenti validi per candidarsi.
Sulla questione sottovalutazione con me sfondi una porta aperta, anche se in realtà attorno alla sua figura più che percepire questa mancanza chiamala di stima ho sempre percepito poco trasporto.
Del resto lui oltre che essere un anti-personaggio, in corsa è anche abbastanza calcolatore, ora non dico ai livelli estremi di Indurain, però è a sua volta un corridore che tende all'indole dell'ottenere il massimo con il minimo sforzo, e ovviamente per minimo sforzo intendo limitarsi a controllare la corsa una volta assunto il controllo della stessa
Detto questo, semplificandola un po', a me bastò vedere la sconvolgente superiorità in tandem sul Tourmalet nel 2023 per comprendere definitivamente che fossimo dinnanzi ai 2 corridori da GT più forti che avessi mai visto, tant'è che quando eravamo ancora agli albori di questa versione 2.0 di Pogacar, in un thread dedicato alla classifica dei migliori interpreti da GT che ognuno di noi aveva vissuto, andando sulla fiducia, li misi già nelle prime due posizioni.
E io magari non ho il vissuto di altri che si sono potuti permettere di seguire l'epopea degli Hinault o dei Merckx, però comunque nel mio piccolo ho vissuto i vari Indurain, Ullrich, Pantani, Armstrong, Contador, Froome, eccetera.
Eppure da allora (Tourmalet 2023) mai avuto il minimo dubbio.
Lo stesso Pogacar lo consideravo fin dal 2022 il più forte corridore to court che avessi mai visto.
Per tornare più in argomento, mettiamola così, se un Remco a fine carriera dovesse essere considerato "solo" il quarto corridore più forte della sua generazione, allora sarà l'ennesima dimostrazione/conferma che avremmo vissuto la nuova epoca d'oro del ciclismo (e Van Aert... sarebbe il quinto).
Un po' come l'epoca d'oro del tennis che ha visto un fuoriclasse generazionale come Murray vivere perennemente nell'ombra dei 3 grandi.
Perché a prescindere da questi giochini delle liste ipotetiche, per discutere lo status di fuoriclasse di un Remco, al netto di alcuni suoi limiti, bisogna o essere dei suoi haters, oppure capirne poco di questo sport, altre alternative non ce ne sono, almeno io la vedo così.
Vingegaard paga, nella considerazione collettiva degli appassionati "medi" , ovvero quelli che non seguono il ciclismo a 360 gradi, tre cose:
1 - l'appassionato da big event non si accorge minimamente di quante gare a tappe di 1 settimana ha già vinto Jonas (una marea) e lo considera un ciclista che corre poco.
Perché per loro esistono solo le corse storiche e, in un contesto in cui il danese non fa le classiche, viene visto come l'Armstrong dei vecchi tempi, quello che correva solo il Tour.
Proprio ieri, mentre ero in bici con un amico, questo mi chiede: "hanno già tirato fuori Vingegaard dal sarcofago in vista del Giro?" E io gli ho spiegato che ha già vinto il doppio delle corse di Pogacar e ha corso 4 volte tanto rispetto al lui, nel 2026.
Per dire.
2 - Jonas ha la grande "colpa" di aver battuto per 2 anni di fila la star del momento, il corridore più cool, quello più amato dalla gente, il più spettacolare e che ha riportato indietro il ciclismo alla sua epoca d'oro, quella dove si correvano tutte le corse più importanti, dalla Sanremo al Lombardia, facendo pure i GT.
Ha battuto il corridore che ha buttato nel cesso tutti i dogmi di quasi 30 anni di ciclismo moderno, quello che affermava che la iperspecializzazione era il solo modo per primeggiare o nelle corse a tappe, o nei GT.
E lo ha fatto da iperspecializzato delle gare a tappe.
E questo obiettivamente ha dato e dà fastidio a tanti (anche io per esempio penso sia un delitto che uno come lui non corra Liegi e Lombardia)
3 - corre in una squadra che a molti non sta simpatica e che ha un modo di comunicare con gli appassionati non proprio carino, e lui stesso non è un mago nelle interviste.
A inizio carriera era veramente schivo ed elusivo, ora sembra più sereno e rilassato, ma nelle dichiarazioni ha sempre quella vena, non dico polemica, ma di critica verso questo organizzatore o quel percorso (tipo le critiche alla Parigi-Nizza 2026), la storia della caduta in allenamento con l'amatore a ruota non lo ha reso di certo più simpatico a tanti...
A tanti sembra che corra più per dovere che per piacere, quando Pogacar lo vedi che in bici si diverte, e questo pesa nella considerazione generale (anche se non dovrebbe e dovremmo giudicare solo l'aspetto sportivo).
Poi certo, il suo obiettivo non è essere simpatico come lo era il buon Scarponi, ma vincere le corse.
Purtroppo questo aspetto, agli occhi del tifoso medio, lo fa scendere negli indici di gradimento.