Gli Italiani che fanno i gamberi
Inviato: giovedì 25 settembre 2014, 17:34
Prendo spunto dalla discussione del ciclismo australiano per parlare di quante promesse italiche non stanno mantenendo le premesse dimostrate.
Nel thread del ciclismo australiano, si affermava, con una certa dose di ragione, l'impressione che molti ciclisti australiani fossero arrivati neoprò negli ultimi anni con grandi credenziali dovute agli ottimi risultati ottenuti da dilettanti, ma che successivamente non abbiano poi compiuto il salto di qualità.
Pensando al circuito che ci attende domenica. e al panorama ciclistico italiano, cyclingnews in un articolo dichiara come sia quasi assente la classe che va dal'84 al 90 (certo, c'è la sfortuna, Ulissi poteva essere il capitano ideale). In realtà, ci sono dei nomi di ciclisti italiani diventati professionisti con grandi aspettative che a mio avviso non hanno mantenuto fin'ora le aspettative di crescita, nonostante comunque il tempo per fare il salto di qualità (ritardato) sia ancora dalla loro, e che sul percorso di domenica avrebbero potuto fare faville.
Il primo nome che mi viene in mente è Fabio Felline. Corridore veloce, che tiene in salita, potenzialmente forte dappertutto. Il suo inserimento è stato seguito sin dai tempi della Footon, se non altro per aver saltato quasi a piè pari la categoria under. Quando era passato al team Androni molti hanno storto il naso, evidenziando come fosse necessario invece approdare ad un team WT per fare maggior esperienza. Il ragazzo, (non so se per infortuni o altro), è parecchio involuto invece questa stagione, facendo se possibile già peggio di quella prima, che non è stata cervo sfavillante. Il paragone diretto è con Sonny Colbrelli, che pur avendo la stessa età e partendo da meno esperienza e soprattutto senza avere quell'esperienza WT che si esigeva da Fabio è invece esponenzialmente cresciuto già dalla scorsa stagione.
Un altro corridore che mi aspettavo finalmente potesse fare finalmente il salto di qualità è Simone Ponzi. Se ne era andato lo scorso anno dall'Astana perchè reclamava, a ragione, maggior spazio, dopo una stagione che lo aveva visto tra i migliori per un certo tipo di classiche (e il percorso di domenica), si era pure guadagnato un posto di riserva lo scorso anno per un percorso più duro. Quest'anno è partito bene e finito discretamente, ma senza fare nulla più dello scorso anno quando non aveva i gradi di capitano. Per me, un corridore simile avrebbe potuto fare grandi cose a Ponferrada. Insomma, è l'ultimo medagliato della storia dei mondiali maschili e si era messo alle spalle un bel po' di gente che oggi purtroppo primeggia
Concludo con l'oggetto più misterioso Salvatore Puccio. Non ho capito che corridore è. Cioè, pensavo si trattasse di un corridore simile a Trentin, ma con immensa classe in più dato che ha vinto un Fiandre u23, ma forse dovrei indagare su come l'abbia vinto. Proprio come Trentin lo paragono per il fatto che sono partiti in condizioni simili: stesso anno di nascita, 1989, stesso anno di debutto e anche come tipologia di squadra (Sky, Quick) siamo lì, con la seconda che ha una maggiore cultura del nord rispetto alla prima dove teoricamente Puccio avrebbe potuto guadagnare più spazio. Trentin in questi anni ha fatto vedere belle cose, mettendosi in mostra e prendendo spazio. Su Puccio, oltre a prendersi la maglia rosa grazie alla cronosquadre lo scorso anno non saprei che dire, e ha già 25 anni.
Nel thread del ciclismo australiano, si affermava, con una certa dose di ragione, l'impressione che molti ciclisti australiani fossero arrivati neoprò negli ultimi anni con grandi credenziali dovute agli ottimi risultati ottenuti da dilettanti, ma che successivamente non abbiano poi compiuto il salto di qualità.
Pensando al circuito che ci attende domenica. e al panorama ciclistico italiano, cyclingnews in un articolo dichiara come sia quasi assente la classe che va dal'84 al 90 (certo, c'è la sfortuna, Ulissi poteva essere il capitano ideale). In realtà, ci sono dei nomi di ciclisti italiani diventati professionisti con grandi aspettative che a mio avviso non hanno mantenuto fin'ora le aspettative di crescita, nonostante comunque il tempo per fare il salto di qualità (ritardato) sia ancora dalla loro, e che sul percorso di domenica avrebbero potuto fare faville.
Il primo nome che mi viene in mente è Fabio Felline. Corridore veloce, che tiene in salita, potenzialmente forte dappertutto. Il suo inserimento è stato seguito sin dai tempi della Footon, se non altro per aver saltato quasi a piè pari la categoria under. Quando era passato al team Androni molti hanno storto il naso, evidenziando come fosse necessario invece approdare ad un team WT per fare maggior esperienza. Il ragazzo, (non so se per infortuni o altro), è parecchio involuto invece questa stagione, facendo se possibile già peggio di quella prima, che non è stata cervo sfavillante. Il paragone diretto è con Sonny Colbrelli, che pur avendo la stessa età e partendo da meno esperienza e soprattutto senza avere quell'esperienza WT che si esigeva da Fabio è invece esponenzialmente cresciuto già dalla scorsa stagione.
Un altro corridore che mi aspettavo finalmente potesse fare finalmente il salto di qualità è Simone Ponzi. Se ne era andato lo scorso anno dall'Astana perchè reclamava, a ragione, maggior spazio, dopo una stagione che lo aveva visto tra i migliori per un certo tipo di classiche (e il percorso di domenica), si era pure guadagnato un posto di riserva lo scorso anno per un percorso più duro. Quest'anno è partito bene e finito discretamente, ma senza fare nulla più dello scorso anno quando non aveva i gradi di capitano. Per me, un corridore simile avrebbe potuto fare grandi cose a Ponferrada. Insomma, è l'ultimo medagliato della storia dei mondiali maschili e si era messo alle spalle un bel po' di gente che oggi purtroppo primeggia
Concludo con l'oggetto più misterioso Salvatore Puccio. Non ho capito che corridore è. Cioè, pensavo si trattasse di un corridore simile a Trentin, ma con immensa classe in più dato che ha vinto un Fiandre u23, ma forse dovrei indagare su come l'abbia vinto. Proprio come Trentin lo paragono per il fatto che sono partiti in condizioni simili: stesso anno di nascita, 1989, stesso anno di debutto e anche come tipologia di squadra (Sky, Quick) siamo lì, con la seconda che ha una maggiore cultura del nord rispetto alla prima dove teoricamente Puccio avrebbe potuto guadagnare più spazio. Trentin in questi anni ha fatto vedere belle cose, mettendosi in mostra e prendendo spazio. Su Puccio, oltre a prendersi la maglia rosa grazie alla cronosquadre lo scorso anno non saprei che dire, e ha già 25 anni.