Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo?

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Maìno della Spinetta
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Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo?

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Tra un tweet delirante e l'altro vengo a sapere che ad Aigle si sta discutendo sull'emanazione di un documento (linee guida?) per gli organizzatori per evitare manfrine stile Oman o Stelvio.

I recenti tweet senza senso del Terminillo mi fanno chiedere cosa ne pensiate voi:
ha senso stabilire ex ante delle linee guida su quando correre e quando no? Ha senso privarci di Gardeccia 2011 (corsa comunque a una media superiore della fresca e soleggiata Merano Aprica 1994...), Montalcino 2010 (immaginiamo una linea guida che in caso di rivestimento stradale sdrucciolevole consigli di non disputare la corsa con pioggia copiosa), tante Roubaix (idem: vi ricordate Tchmil? O Duclos Lassalle?) o dell'Aquila 2010 (in caso di pioggia intensa già al mattino se il kilometraggio supera i 210 km riduzione...).

Io veramente non vedo possibilità oltre al buon senso di corridori e organizzatori di venirne a una, lineeguida non avrebbero senso, darebbero solo pretesti per ricorsi ex post.
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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ragionare e confrontarsi non è mai sbagliato, poi biosgna però vedere a che conclusioni si arriva.

io prima di sparare a zero su quelli arrivati ieri a 20minuti dai primi, vorrei qualcuno postasse le foto della nevicata e dello stato della strada
per quintana o contador e per pozzato, cancellara, benner, ventoso ecc ecc.
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Maìno della Spinetta
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Stavo parlando in generale: ha senso fare lineeguida su questo argomento? Magari qualcuno ha delle belle idee; io faccio fatica a immaginarle, ma volevo confrontarmi.


Sulla tua risposta, non me ne frega una mazza del Terminillo, se no postavo una replica nel thread della tirreno. Se qua ti riferisci all'aggettivo "delirante" da me usato per parlare di Greipel e Pozzato
Strong ha scritto:
io prima di sparare a zero su quelli arrivati ieri a 20minuti dai primi, vorrei qualcuno postasse le foto della nevicata e dello stato della strada
Be', allora chiedi alla Gabanelli: secondo me su una questione così scandalosa avrà materiale fotografico scottante e potrete farmi causa per diffamazione fraudolenta a scopo di sminuire il valore atletico altrui.

Se sei scarso 2 km in salita li percorri in 15 minuti (scarso forte). Forte della mia esperienza amatoriale posso dire che 15 minuti in salita sotto la neve non sono una passeggiata ma nemmeno un crimine contro l'umanità.
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pacho
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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sì va beh si sti cazzi. E le foibe allora?!
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Maìno della Spinetta ha scritto:Stavo parlando in generale: ha senso fare lineeguida su questo argomento? Magari qualcuno ha delle belle idee; io faccio fatica a immaginarle, ma volevo confrontarmi.


Sulla tua risposta, non me ne frega una mazza del Terminillo, se no postavo una replica nel thread della tirreno. Se qua ti riferisci all'aggettivo "delirante" da me usato per parlare di Greipel e Pozzato
Strong ha scritto:
io prima di sparare a zero su quelli arrivati ieri a 20minuti dai primi, vorrei qualcuno postasse le foto della nevicata e dello stato della strada
Be', allora chiedi alla Gabanelli: secondo me su una questione così scandalosa avrà materiale fotografico scottante e potrete farmi causa per diffamazione fraudolenta a scopo di sminuire il valore atletico altrui.

Se sei scarso 2 km in salita li percorri in 15 minuti (scarso forte). Forte della mia esperienza amatoriale posso dire che 15 minuti in salita sotto la neve non sono una passeggiata ma nemmeno un crimine contro l'umanità.
io penso di averti risposto e l'esempio del terminillo lo ritengo significativo.
il confronto è ok ma credo che non sia possibile tracciare delle linee guida perchè le condizioni che si trovano in gara può essere che non siano le stesse per tutti (es. terminillo di ieri)

ci vuole solo buon senso e anche, aggiungo io, comprensione.
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Scusami Maino, ma a Montalcino e al Gardeccia pioveva..come succede spesso nelle corse ciclistiche.non credo che sia riferibile al problema.
Ci sono condizioni in cui rischiare non ha senso, le condizioni meteo di Montalcino e Gardeccia non rientrano tra queste e ne', credo, nelle linee guida eventualmente da mettere sul tavolo
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Maìno della Spinetta
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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barrylyndon ha scritto:Scusami Maino, ma a Montalcino e al Gardeccia pioveva..come succede spesso nelle corse ciclistiche.non credo che sia riferibile al problema.
Ci sono condizioni in cui rischiare non ha senso, le condizioni meteo di Montalcino e Gardeccia non rientrano tra queste e ne', credo, nelle linee guida eventualmente da mettere sul tavolo
Lo spero. Se le linee guida riguardano solo caldo e freddo la pioggia è esclusa, ma se si comincia con "tappa di montagna" o "tappa con pavimentazione irregolare" con "pioggia insistente" (stile Gardeccia, oppure Navacerrada 2013, dove Basso rischiò di brutto) allora è più un casino.
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barrylyndon
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Maìno della Spinetta ha scritto:
barrylyndon ha scritto:Scusami Maino, ma a Montalcino e al Gardeccia pioveva..come succede spesso nelle corse ciclistiche.non credo che sia riferibile al problema.
Ci sono condizioni in cui rischiare non ha senso, le condizioni meteo di Montalcino e Gardeccia non rientrano tra queste e ne', credo, nelle linee guida eventualmente da mettere sul tavolo
Lo spero. Se le linee guida riguardano solo caldo e freddo la pioggia è esclusa, ma se si comincia con "tappa di montagna" o "tappa con pavimentazione irregolare" con "pioggia insistente" (stile Gardeccia, oppure Navacerrada 2013, dove Basso rischiò di brutto) allora è più un casino.
lo spero anch'io..altrimenti non si correrebbero il 30% delle corse..
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Maìno della Spinetta ha scritto:Tra un tweet delirante e l'altro vengo a sapere che ad Aigle si sta discutendo sull'emanazione di un documento (linee guida?) per gli organizzatori per evitare manfrine stile Oman o Stelvio.
Più che se gareggiare oppure no devono essere delle linee guida tecniche su come gareggiare in caso di condizioni ambientali e di percorso difficili (non uso nemmeno la parola proibitive). Sono 50°? non corri con i tubolari ma con i copertoncini. Non ce li hai? cavoli tuoi e ritiri la squadra. Sono 40° e si arriva in salita? Si cambia l'arrivo. Piove? Come direzione di gara dichiaro corsa bagnata, non si usano ruote ad alto profilo e metto un limite alla pressione massima di gonfiaggio; a fine corsa si controlla a campione (non più di 30" a controllo) e chi è oltre i limiti se ne torna a casa.
In fin dei conti il coltello dalla parte del manico ce l'hanno gli organizzatori. Non dico che i ciclisti devono essere dei gladiatori disposti (della serie Gavia 1988, no grazie) ma senza spettacolo alla lunga muoiono anche le gare e senza gare non ci sono investitori che poi pagheranno lo stipendio ai Greipel di turno.
Preservare lo spirito di quel tempo, in cui credevamo nell'unità e allo stesso tempo nella diversità

Nataša Pirc Musar, 8 febbraio 2024, presidente della Slovenia,
Frase pronunciata a Sarajevo durante la cerimonia per l'intitolazione della pista olimpica al goriziano Jure Franko, primo medagliato jugoslavo alle olimpiadi invernali
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Si parla di pericolo quasi sempre a sproposito. Già stare in gruppo a 50 all'ora è situazione di grave pericolo: scendere a 30 all'ora dallo Stelvio perchè piove e non si può fisicamente correre di piu' - esiste una cosa che si chiama spirito di sopravvivenza - è già molto meno pericoloso.
Esiste una disciplina che si chiama "Analisi e valutazione dei rischi" di cui pochi, pochissimi sono realmente esperti. Rimanendo nel ciclismo, non c'è nessuno, e dico nessuno, che possa vantare una qualche conoscenza in materia, anche perchè l'argomento è molto semplice e non richiede lauree o diplomi. Detto questo, non è detto che non si possa fare nulla: basta semplicemente ricorrere al buon senso, il quale dice che scendere da un passo alpino in bici con neve o ghiaccio è privo di logica e di significato. Finita qui.

Altra cosa è il disagio fisico causato dalle condizioni meteo: se ci si vuole allenare in Dicembre e Gennaio in pianura padana, devi fare i conti con una temperatura spesso vicina allo 0 e con le strade spesso bagnate: non muore nessuno, è solo un gran sacrificio. Sacrificio che è oggi assai ben piu' mitigato dalla tecnologia dell'abbigliamento a disposizione rispetto al passato. Se si è troppo magri a causa di diete insensate, sono cazzi di chi si fa queste diete e basta. Non si può in alcun modo incoraggiare un ciclismo ove la taglia, il peso e la conformazione morfologica degli individui possano o debbano diventare elemento dirimente nelle prestazioni agonistiche. Piuttosto mi vado a vedere la donna cannone o l'uomo con tre teste.

La storia del ciclismo è quella di uno sport duro e spietato: prescindere da ciò è snaturare il nostro sport.
Io abito a 15 km dalla città: se avessi una ciclabile con illuminazione notturna (io non ci vedo ...) avrei già venduto l'automobile. Ho la pretesa di credere che tantissimi farebbero lo stesso. Come dicono su al Nord: non esiste tempo impossibile, esiste solo abbigliamento inadeguato. Ed infatti le ciclabili sono piene al mattino ed alla sera, percorse da migliaia di persone che vanno e tornano dal lavoro, con 10 sotto zero. Io non voglio limitare il diritto di andare in automobile a chi lo preferisce; io gradirei mi fosse data la possibilità di scegliere e basta.

L'amore per la bicicletta nasce proprio li', sulla strada quando si va a scuola al mattino. E' li' che ci si rende conto dell'enorme libertà che ti offre quel mezzo.
Non ci si riesce a spiegare come decine di migliaia di giovani usino la bicicletta in una città come Londra nella quale non esistono ciclabili, le strade sono strettisime e i bus in numero esagerato. Sono condizioni impossibili per i ciclisti che, infatti, vi muoiono come mosche (altro che i corridori di Giro e Tour): è una vera e propria emergenza sociale e spero gli inglesi, molto sensibili, vi pongano presto rimedio.
E' commovente vedere questi ragazzi con bellissime bici da corsa (molte sono vintage, particolarmente apprezzato qui), completi storici (quello Marcatone Uno è molto diffuso) e il loro zainetto sulle spalle: è commovente vederli scattare ai semafori a gruppi di 10/15. E' amore per la bicicletta. Ho pianto in silenzio Venerdi' mattina davanti alle Houses of Parliament con la polizia che ci teneva lontani ed anche ora ho gli occhi umidi.
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pacho
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Slegar ha scritto: Come direzione di gara dichiaro corsa bagnata, non si usano ruote ad alto profilo e metto un limite alla pressione massima di gonfiaggio; a fine corsa si controlla a campione (non più di 30" a controllo) e chi è oltre i limiti se ne torna a casa. In fin dei conti il coltello dalla parte del manico ce l'hanno gli organizzatori.

Non sono d'accordo su questo punto Slegar. Credo che il ciclismo sia anche furbizia e intelligenza, che ti permettono di adattarti in maniera migliore al contesto, traendone un vantaggio competitivo rispetto ai tuoi avversari. Se Ullrich è un pollo e si butta in discesa in completo estivo per poi gelare..beh, merita di perdere. Se fai le Strade bianche con le ruote a profilo alto e cadi, te la sei cercata. Se piove e gonfi le ruote a 10 atmosfere, pace all'anima tua fratello. Il ciclismo non è Froome dove la sfida è ridotta ad esprimere il wattaggio più elevato (e qui ovviamente sono d'accordo con te). Pioggia, fango, discese pericolose, strade viscide, pavè, sono parte integrante del gioco. Non sai stare in piedi e/o non sai che materiali scegliere? Bene, o cambi mestiere, o passi il sabato pomeriggio dal tuo meccanico (invece che cazzeggiare su facebook/twitter) così impari l'abc del mezzo di cui dovresti avere il controllo. Secondo me, l'organizzazione non deve fare da balia.

Ovvio che il discorso di cui sopra non vale se è l'organizzazione stessa a farti correre nel deserto a 45 gradi o se ti lamenti per aver preso due fiocchi neve per 10 minuti.
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Hai ragione, chi è capace di portare meglio la bici deve in qualche modo essere premiato, però si devono fare i conti anche con tappe come quella di Cassino dello scorso giro dove uno "strike" ad una rotonda ha compromesso il Giro ad un po' di protagonisti. Alla fine sono solamente delle idee.
Approfitto dello spazio per esprimere il mio orrore all'introduzione dei freni a disco sulle bici da corsa; una qualsiasi caduta di gruppo può diventare ancora più pericolosa di adesso con tutte quelle "lame rotanti"; sulle bici da crono potrebbero montarle già da ieri.
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Slegar ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Tra un tweet delirante e l'altro vengo a sapere che ad Aigle si sta discutendo sull'emanazione di un documento (linee guida?) per gli organizzatori per evitare manfrine stile Oman o Stelvio.
Più che se gareggiare oppure no devono essere delle linee guida tecniche su come gareggiare in caso di condizioni ambientali e di percorso difficili (non uso nemmeno la parola proibitive). Sono 50°? non corri con i tubolari ma con i copertoncini. Non ce li hai? cavoli tuoi e ritiri la squadra. Sono 40° e si arriva in salita? Si cambia l'arrivo. Piove? Come direzione di gara dichiaro corsa bagnata, non si usano ruote ad alto profilo e metto un limite alla pressione massima di gonfiaggio; a fine corsa si controlla a campione (non più di 30" a controllo) e chi è oltre i limiti se ne torna a casa.
In fin dei conti il coltello dalla parte del manico ce l'hanno gli organizzatori. Non dico che i ciclisti devono essere dei gladiatori disposti (della serie Gavia 1988, no grazie) ma senza spettacolo alla lunga muoiono anche le gare e senza gare non ci sono investitori che poi pagheranno lo stipendio ai Greipel di turno.
concordo
soprattutto se l'azzardo del singolo può essere potenzialmente pericoloso per l'inclumità dei colleghi che invece si sono tutelati con scelte tecniche meno estreme
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accolgo con piacere la creazione di questo thread, perchè l'argomento merita parecchie riflessioni, specie ora che si sta costituendo la commissione UCI per redigere il cosiddetto "Extreme weather protocol".
http://www.cyclingnews.com/news/uci-to- ... r-protocol
http://inrng.com/2015/02/extreme-weather-protocol/

come scrivevo ieri nel thread della tirreno, la cosa che mi fa rabbrividire (...) è il fatto che a rappresentare i corridori in commissione ci sarà david millar, un antesignano dei cancellara e dei paolini di oggi. e per fare 2+2 mettiamoci che pozzato è un rappresentante dell'ACCPI.

Slegar ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Tra un tweet delirante e l'altro vengo a sapere che ad Aigle si sta discutendo sull'emanazione di un documento (linee guida?) per gli organizzatori per evitare manfrine stile Oman o Stelvio.
Più che se gareggiare oppure no devono essere delle linee guida tecniche su come gareggiare in caso di condizioni ambientali e di percorso difficili (non uso nemmeno la parola proibitive). Sono 50°? non corri con i tubolari ma con i copertoncini. Non ce li hai? cavoli tuoi e ritiri la squadra. Sono 40° e si arriva in salita? Si cambia l'arrivo. Piove? Come direzione di gara dichiaro corsa bagnata, non si usano ruote ad alto profilo e metto un limite alla pressione massima di gonfiaggio; a fine corsa si controlla a campione (non più di 30" a controllo) e chi è oltre i limiti se ne torna a casa.
In fin dei conti il coltello dalla parte del manico ce l'hanno gli organizzatori. Non dico che i ciclisti devono essere dei gladiatori disposti (della serie Gavia 1988, no grazie) ma senza spettacolo alla lunga muoiono anche le gare e senza gare non ci sono investitori che poi pagheranno lo stipendio ai Greipel di turno.
sante parole, slegar.
tutti pronti a lamentarsi (nel privato del loro smartphone, ovviamente) ma mai che si veda qualcuno a impegnarsi da subito nelle scelte.

non è "regolamentabile" ma io alle scelte tecniche aggiungo sempre anche quelle di vestiario: pozzato ieri è arrivato al traguardo in maniche corte e senza gambali, dopodichè ha tirato fuori il cellulare per lamentarsi. e dire che non aveva certo una classifica da difendere, c'era tutto il tempo per fermarsi, coprirsi e ripartire.

poi sento parlare di "pericolosità" ma nessuno ha saputo spiegare quale fosse la pericolosità di ieri con 2 km di nevischio in un arrivo in salita.
io credo che in caso di pericolosità reale sia invece doveroso intervenire, e non soltanto per quella causata da fattori "esterni" (meteo) ma anche quella data da percorsi o situazioni che possono venirsi a creare per cause stradali. dal punto di vista meteorologico incoraggerei maggiormente le neutralizzazioni, che non saranno spettacolari ma molto spesso permettono di salvaguardare la gara e pure la faccia, visto che tanto avvengono già "di fatto" con il gruppo stesso che si mette a neutralizzare la corsa.
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Secondo me è fondamentale regolamentare, in un modo o nell'altro. La scena dell'Oman è vergognosa, perché si arriva a metà gara e non si sa cosa fare; non solo non si sa cosa fare, non si sa neanche chi ha autorità per decidere.
Se si da ai direttori di corsa uno standard per decidere, chi si adegua e corre bene, chi non corre si ritira e the show must go on.

Detto questo, per me si corre finché non è pericoloso; ieri era freddo ma in salita non c'è pericolo sensibile; se non ce la fai a correre a quelle temperature, ti ritiri. Viceversa, se fosse stata in discesa allora sì che c'era pericolo e si prendevano provvedimenti.
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Subsonico
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Slegar ha scritto:
Maìno della Spinetta ha scritto:Tra un tweet delirante e l'altro vengo a sapere che ad Aigle si sta discutendo sull'emanazione di un documento (linee guida?) per gli organizzatori per evitare manfrine stile Oman o Stelvio.
Più che se gareggiare oppure no devono essere delle linee guida tecniche su come gareggiare in caso di condizioni ambientali e di percorso difficili (non uso nemmeno la parola proibitive). Sono 50°? non corri con i tubolari ma con i copertoncini. Non ce li hai? cavoli tuoi e ritiri la squadra. Sono 40° e si arriva in salita? Si cambia l'arrivo. Piove? Come direzione di gara dichiaro corsa bagnata, non si usano ruote ad alto profilo e metto un limite alla pressione massima di gonfiaggio; a fine corsa si controlla a campione (non più di 30" a controllo) e chi è oltre i limiti se ne torna a casa.
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Quoto in linea di massima Slegar (poi su temperature alle quali correre e provvedimenti rivedrei qualcosa): il problema-sicurezza spesso non è legato al meteo in se ma ai materiali. Situazioni come quelle di Bari erano ampiamente evitabili con una soluzione come quella proposta da lui. Ovviamente se non ci sono regolamenti a monte, è caos sempre.
VINCITORE DEL FANTATOUR 2016 SUL CAMPO: certe fantaclassifiche verranno riscritte...

"Stufano è un Peter Sagan che ha smesso di sognare (E.Vittone) "
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galliano
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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pacho ha scritto: Non sono d'accordo su questo punto Slegar. Credo che il ciclismo sia anche furbizia e intelligenza, che ti permettono di adattarti in maniera migliore al contesto, traendone un vantaggio competitivo rispetto ai tuoi avversari. Se Ullrich è un pollo e si butta in discesa in completo estivo per poi gelare..beh, merita di perdere. Se fai le Strade bianche con le ruote a profilo alto e cadi, te la sei cercata. Se piove e gonfi le ruote a 10 atmosfere, pace all'anima tua fratello. Il ciclismo non è Froome dove la sfida è ridotta ad esprimere il wattaggio più elevato (e qui ovviamente sono d'accordo con te). Pioggia, fango, discese pericolose, strade viscide, pavè, sono parte integrante del gioco. Non sai stare in piedi e/o non sai che materiali scegliere? Bene, o cambi mestiere, o passi il sabato pomeriggio dal tuo meccanico (invece che cazzeggiare su facebook/twitter) così impari l'abc del mezzo di cui dovresti avere il controllo. Secondo me, l'organizzazione non deve fare da balia.
Io su questo la penso come Slegar. Soprattutto perché uno incapace oppure incosciente potrebbe compromettere (cadendo) anche la corsa degli altri. A mio avviso ci vuole qualche regola sull'uso dei materiali per mettere gli incapaci nelle condizioni di non nuocere e anche per non dare alibi ai Paolini di turno.

Poi metterei qualche paletto pure sui percorsi; non ha senso andare a rischiare di far saltare le tappe mettendo salite sopra i 1200/1300 a marzo.
stavolta è andata bene ma bastava poco per rendere la strada impraticabile, quello è stato il rischio maggiore non certo il freddo tutt'altro che insopportabile.
So benissimo che la nevicata può capitare anche a giugno, ma non è un buon motivo per fare azzardi a marzo.
La tappa più bella della Parigi Nizza è stata quella vinta da Gallopin e non quella con arrivo a 1400mt.
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nemecsek
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Un giudice di gara super partes è un concetto troppo difficile per questo sport masochista?
Un protocollo di comunicazione chiaro ed inequivocabile in corsa, ad evitare interpretazioni ad minchiam, (i casi recenti li conosciamo) il resto è cigiellecisleuillismo.
A volte il dito indica proprio il dito, non la luna.
Dopo Campiglio qualcuno ha abbandonato il ciclismo, qualcun altro ha ripreso a seguirlo.
I veri campioni erano quelli che dicevano no [Winter]
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Maìno della Spinetta
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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sono d'accordo in parte con favorire chi si prende dei rischi. Perché i rischi non li prenderebbero i corridori, ma li impongono gli sponsor.
Sono gli sponsor a imporre i cerchi di carbonio sotto la pioggia, per limitare la voce tra gli amatori che l'alluminio è più regolare e sicuro come frenata. Distinbgerei tra chi gonfia i Vredstein a 12 atm sotto la pioggia e chi monta l'alto profilo con vento e pioggia. Nel primo è idiozia, nel secondo caso - per me - è anche ordine di scuderia.

Introdurre dei paletti, tipo "corsa bagnata" o "corsa ventosa" = divieto di ruote alte o carbonio, farebbe un favore ai corridori, evitando che gli sponsor ci mettano il becco.

Neve e sole son poco regolabili in astratto, ci vuole il buon senso - son d'accordo - dei direttori di corsa, e dei corridori, che devono gridare al fuoco al fuoco solo quando il pericolo c'è. Lamentarsi per la neve al Terminillo in smanicato (qualcuno ha una foto di Pozzato in smanicato o sono leggende metropolitane?) non aiuta a costruirsi una credibilità per quando davvero occorrerà fermare una cors a estrema
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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pozzato è salito così
Immagine

però più che freddo e neve secondo me è la quantità di neve al suolo che può "Infastidire"
io non sono così "uomo" da uscire con la bdc con queste condizioni per cui non so cosa voglia dire pedalare in salita con la strada in quelle condizioni
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Strong ha scritto:pozzato è salito così
Immagine

però più che freddo e neve secondo me è la quantità di neve al suolo che può "Infastidire"
io non sono così "uomo" da uscire con la bdc con queste condizioni per cui non so cosa voglia dire pedalare in salita con la strada in quelle condizioni
thx, manicotti e panta corti. Non era il freddo il problema secondo me, ma l'aderenza. A me è capitato di salire sotto la neve, il problema è l'aderenza, il freddo non lo senti - se sei un po' coperto ovviamente.
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Maìno della Spinetta ha scritto:hx, manicotti e panta corti. Non era il freddo il problema secondo me, ma l'aderenza. A me è capitato di salire sotto la neve, il problema è l'aderenza, il freddo non lo senti - se sei un po' coperto ovviamente.
... guantini e ginocchia scoperte; vabbè dai. Nel caso in questione, a mio avviso, non è neanche un problema di aderenza, visto che la superficio di contatto tra ruota e strada è perfettamente pulita dalla neve.

Notare il talento di Pozzato nel poratre la bicicletta: la ruota posteriore passa esattamente nella traccia lasciata da quella anteriore a differenza, ad esempio, del Lotto-Soudal e dell'FdJ.
Maìno della Spinetta ha scritto:Neve e sole son poco regolabili in astratto, ci vuole il buon senso - son d'accordo - dei direttori di corsa, e dei corridori, che devono gridare al fuoco al fuoco solo quando il pericolo c'è.
Riprendendo le dichiarazioni di Cancellara in cui con la neve sicura al 90% gli organizzatori dovevano abbassare l'arrivo, le stesse si possono ribaltare dicendo che con il 90% di probabilità di neve le squadre dovevano attrezzarsi ai piedi o lungo la salita.
Preservare lo spirito di quel tempo, in cui credevamo nell'unità e allo stesso tempo nella diversità

Nataša Pirc Musar, 8 febbraio 2024, presidente della Slovenia,
Frase pronunciata a Sarajevo durante la cerimonia per l'intitolazione della pista olimpica al goriziano Jure Franko, primo medagliato jugoslavo alle olimpiadi invernali
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galliano
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Strong ha scritto:pozzato è salito così

però più che freddo e neve secondo me è la quantità di neve al suolo che può "Infastidire"
io non sono così "uomo" da uscire con la bdc con queste condizioni per cui non so cosa voglia dire pedalare in salita con la strada in quelle condizioni
Io vado spesso a lavorare in bici e qualche volta mi è capitato che nevicasse a sorpresa nel corso della giornata.
Con la strada che si vede nella foto di pozzato direi che si può pedalare abbastanza tranquillamente in salita e su quelle pendenze, mentre comincia a diventare funanbolico in pianura ove la velocità è maggiore.
Parecchi anni fa sono arrivato al lago di Tovel, sotto una nevicata leggera. Negli ultimi 500mt la strada era simile a quella del terminillo e non sono riuscito a salire fino in cima. Però la salita di Tovel è decisamente più ripida del Terminillo e la mia attrezzatura era più simile a quella di fantozzi che a quella di un professionista.
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Slegar ha scritto:
Notare il talento di Pozzato nel poratre la bicicletta: la ruota posteriore passa esattamente nella traccia lasciata da quella anteriore a differenza, ad esempio, del Lotto-Soudal e dell'FdJ.
Finezza!! Scrivi di piu!!! :)
Strong
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Strong »

Slegar ha scritto: Nel caso in questione, a mio avviso, non è neanche un problema di aderenza, visto che la superficio di contatto tra ruota e strada è perfettamente pulita dalla neve.
per me non è un ragionamento corretto
a seguito di uno schiacciamento si crea una patina trasparente che risulta essere ancora più insidiosa della neve fresca.
per me queste sono condizioni non adatte ad una competizione con bici da corsa.
in questo caso ha avuto incidenza minima della corsa perchè i disagi maggiori, a livello di neve sull'asfalto, li hanno avuti gli staccati che saranno saliti con tutta la prudenza del caso. (i primi su questa salita mica sono saliti piano, eh).
i fondamentalisti del ciclismo e gli ultras dei ciclisti sono il male di questo sport.
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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questo dovrebbe essere il passaggio di quintana nello stesso punto della foto di Possssato.

Immagine
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Winter
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Winter »

Slegar ha scritto: In fin dei conti il coltello dalla parte del manico ce l'hanno gli organizzatori. Non dico che i ciclisti devono essere dei gladiatori disposti (della serie Gavia 1988, no grazie) ma senza spettacolo alla lunga muoiono anche le gare e senza gare non ci sono investitori che poi pagheranno lo stipendio ai Greipel di turno.
E' esattamente quello che penso anch'io
Lo spettacolo lo fanno anche le condizioni atmosfere avverse (come per anni ho fatto il tifo in formula uno per la pioggia che rendeva le corse piu' spettacolari)
L'ha spiegato bene Martinello l'altro giorno
Performance come il Terminillo fanno dire a chi guarda la tv che super atleti sono i ciclisti
Perché nei watt , nelle vam , nelle medie orarie la sofferenza , lo spirito di sacrificio , la grinta non si vedono
Il ciclismo moderno ha perso molto del suo alone mitico , non perdiamone ancora di piu'
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cauz.
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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visto che gli sport che si svolgono all'aperto sono un numero enorme, tendente quasi alla totalità, qualcuno sa se esistano simili "protocolli" in altre discipline? e cosa stabiliscono?
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Tranchée d'Arenberg
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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cauz. ha scritto:visto che gli sport che si svolgono all'aperto sono un numero enorme, tendente quasi alla totalità, qualcuno sa se esistano simili "protocolli" in altre discipline? e cosa stabiliscono?
So che nello sci di fondo c'è una temperatura minima (-20°C, se non sbaglio) al di sotto della quale non si gareggia.
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Fiammingo
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Re: Linne guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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prof ha scritto:Si parla di pericolo quasi sempre a sproposito. Già stare in gruppo a 50 all'ora è situazione di grave pericolo: scendere a 30 all'ora dallo Stelvio perchè piove e non si può fisicamente correre di piu' - esiste una cosa che si chiama spirito di sopravvivenza - è già molto meno pericoloso.
Esiste una disciplina che si chiama "Analisi e valutazione dei rischi" di cui pochi, pochissimi sono realmente esperti. Rimanendo nel ciclismo, non c'è nessuno, e dico nessuno, che possa vantare una qualche conoscenza in materia, anche perchè l'argomento è molto semplice e non richiede lauree o diplomi. Detto questo, non è detto che non si possa fare nulla: basta semplicemente ricorrere al buon senso, il quale dice che scendere da un passo alpino in bici con neve o ghiaccio è privo di logica e di significato. Finita qui.

Altra cosa è il disagio fisico causato dalle condizioni meteo: se ci si vuole allenare in Dicembre e Gennaio in pianura padana, devi fare i conti con una temperatura spesso vicina allo 0 e con le strade spesso bagnate: non muore nessuno, è solo un gran sacrificio. Sacrificio che è oggi assai ben piu' mitigato dalla tecnologia dell'abbigliamento a disposizione rispetto al passato. Se si è troppo magri a causa di diete insensate, sono cazzi di chi si fa queste diete e basta. Non si può in alcun modo incoraggiare un ciclismo ove la taglia, il peso e la conformazione morfologica degli individui possano o debbano diventare elemento dirimente nelle prestazioni agonistiche. Piuttosto mi vado a vedere la donna cannone o l'uomo con tre teste.

La storia del ciclismo è quella di uno sport duro e spietato: prescindere da ciò è snaturare il nostro sport.
Io abito a 15 km dalla città: se avessi una ciclabile con illuminazione notturna (io non ci vedo ...) avrei già venduto l'automobile. Ho la pretesa di credere che tantissimi farebbero lo stesso. Come dicono su al Nord: non esiste tempo impossibile, esiste solo abbigliamento inadeguato. Ed infatti le ciclabili sono piene al mattino ed alla sera, percorse da migliaia di persone che vanno e tornano dal lavoro, con 10 sotto zero. Io non voglio limitare il diritto di andare in automobile a chi lo preferisce; io gradirei mi fosse data la possibilità di scegliere e basta.

L'amore per la bicicletta nasce proprio li', sulla strada quando si va a scuola al mattino. E' li' che ci si rende conto dell'enorme libertà che ti offre quel mezzo.
Non ci si riesce a spiegare come decine di migliaia di giovani usino la bicicletta in una città come Londra nella quale non esistono ciclabili, le strade sono strettisime e i bus in numero esagerato. Sono condizioni impossibili per i ciclisti che, infatti, vi muoiono come mosche (altro che i corridori di Giro e Tour): è una vera e propria emergenza sociale e spero gli inglesi, molto sensibili, vi pongano presto rimedio.
E' commovente vedere questi ragazzi con bellissime bici da corsa (molte sono vintage, particolarmente apprezzato qui), completi storici (quello Marcatone Uno è molto diffuso) e il loro zainetto sulle spalle: è commovente vederli scattare ai semafori a gruppi di 10/15. E' amore per la bicicletta. Ho pianto in silenzio Venerdi' mattina davanti alle Houses of Parliament con la polizia che ci teneva lontani ed anche ora ho gli occhi umidi.
:clap:
Basso
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Strong
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Strong »

condivisibile, credo che mettere regole di questo tipo possa essere solo penalizzante in termini di immagine

però non capisco perchè si debba sempre fare l'esempio della Roubaix
ovvio che quella corsa ha indici di pericolosità elevatissimi, ben più dell'arrivo con neve sul terminillo che di pericoloso non è che avesse poi molto,
però alla Roubaix gareggiano degli "specialisti" che sanno benissimo a cosa andranno in contro.
chi non vuole prender il via perchè non è in grado (o non se la sente) di guidare le bici in quelle condizioni estreme non viene selezionato dal team e non succede nulla

diverso è trovarsi con una discesa innevata alla tappa X di una corsa a tappe o anche durante una sanremo
li si parla di evento non prevedibile ed improvviso
in questo caso il ciclista non sarebbe tutelato da nessuno perchè la squadra lo obbligherebbe a gareggiare ugualmente
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da herbie »

:clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap: :clap:
non ci sono mani sufficienti per applaudire.
Solo pochi anni fa non ci sarebbe stato nemmeno bisogno di scriverlo. Fra qualche anno...forse non ci sarà più nessuno A scriverlo...Tanta malinconia....questa delle condizioni meteo minime...che poi 3 gradi e 40...della Vuelta al sud non se ne correrebbe una di tappa. Stessa cosa le salite delle Alpi al Giro.

Come possono pensare che ci sia qualcuno che SI ORGANIZZA per andare a seguire un weekend di salite al Giro , quando con una stagione NORMALE e una normalissima ed imprevedibile perturbazione, di tappe non ce ne sarebbe nemmeno una?

con l'impazzare poi dei siti meteoterroristici la cosa avrebbe una totale incontrollabilità.
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Tranchée d'Arenberg
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg »

Mi associo ai complimenti per il pezzo di Marco, con la speranza che tutto quello che ha scritto sulle specificità del "nostro" magnifico sport valga anche per quegli aspetti di cui si discusse un anno fa, quando un tale Acquarone, persona assolutamente cruda di ciclismo, voleva segare a due i grandi giri. ;)
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Subsonico
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Subsonico »

Strong ha scritto:
condivisibile, credo che mettere regole di questo tipo possa essere solo penalizzante in termini di immagine

però non capisco perchè si debba sempre fare l'esempio della Roubaix
ovvio che quella corsa ha indici di pericolosità elevatissimi, ben più dell'arrivo con neve sul terminillo che di pericoloso non è che avesse poi molto,
però alla Roubaix gareggiano degli "specialisti" che sanno benissimo a cosa andranno in contro.
Magari era così prima del WT, adesso non tutti i team hanno 8 specialisti a disposizione..
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Camoscio madonita
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Camoscio madonita »

:clap: :clap: :clap:
per l'articolo in home page
Grande Marco!
Quando ero piccolo mi innamoravo di tutto, ma il primo vero amore non si scorda mai: Merano-Aprica, 5 giugno 1994.
mestatore
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da mestatore »

bravo admin
completamente d' accordo con la linea di cicloweb in questo caso
salviamo il ciclismo dai suoi pessimi attori
qui c'è in gioco la sopravvivenza del nostro sport

peccato che i corridori ( forse non sanno leggere) non se ne rendano conto.
non sono ciclisti, la fatuita' delle loro vite mi sciocca- T. Krabbe', la corsa.
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Maìno della Spinetta
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta »

Sento il pezzo molto mio, bravo Admin, soprattutto per la difficoltà a evitare cacate vegane a Milano.*

Ma che poi le gare si sono sempre annullate sia per pericolo (Crostis), che per freddo (Stelvio e poi addirittura Tonale nel 2013) e caldo (quest'anno), e gli organizzatori - vedi Sanremo Gunders - si sono mostrati anche creativi oltre che ragionevoli.

Perché mettere dei paletti dove il rischio di strumentalizzazioni (annulliamo il Crostis? Siamo i primi in classifica, perché no?) è altissimo?


*L'ideologia del Corriere fa danni anche in cucina: ma perché il Corriere dedica almeno 3 articoli a settimana su vegetariani e vegani? Ma tra tutte le cose belle che fanno negli USA, perché noi importiamo solo le peggiori?
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maglianera
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da maglianera »

anch’io concordo in pieno con l’editoriale. Aggiungo, come esperienza personale, che a me è capitato una volta di pedalare sotto la neve con la bicicletta da corsa, sorpreso da una nevicata non prevista: vi garantisco che il freddo o il rischio di scivolare con le ruote (e ho fatto anche tratti in leggera discesa) era davvero il minimo; l’unica vera preoccupazione era di essere investito da un’auto che, con la visibilità ridotta per la nevicata in corso, poteva non notarmi. Per chi è in gara, con il traffico chiuso, questa preoccupazione sarebbe ovviamente minore. A parte la neve, per quanto riguarda il freddo ho notato che fino a 2-3 gradi sottozero (non sopra lo zero), se si è ben coperti, si riesce a pedalare senza disagio eccessivo. Con temperature ancora più basse, diventa per me impossibile riscaldare un minimo le mani. Ma, forse, con gli ultimi ritrovati della tecnica , si potrebbe ovviare anche a questo. Invitiamo Cancellara, Pozzato e simili a un dignitoso avvio di pensionamento dedicandosi a pista (che comunque meriterebbe più rispetto) e kermesse serali estive e lasciamo spazio ad altri più in linea con il vero spirito di questo sport.
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Tranchée d'Arenberg »

maglianera ha scritto: Invitiamo Cancellara, Pozzato e simili a un dignitoso avvio di pensionamento dedicandosi a pista (che comunque meriterebbe più rispetto) e kermesse serali estive e lasciamo spazio ad altri più in linea con il vero spirito di questo sport.
O più semplicemente potremmo invitarli a vestirsi un pò di più quando fa freddo. Non è poi così complicato..
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matteo.conz
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da matteo.conz »

http://www.cicloweb.it/articolo/2015/03 ... del-ciclis
:clap: :clap: :clap: :clap:
come non esser d'accordo? chi lo tweetta a pozzato?
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Svalorizzando gli altri non ti rendi superiore.
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prof
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Iscritto il: lunedì 14 marzo 2011, 2:44

Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da prof »

Da uomo di osteria non posso che apprezzare questa coraggiosa presa di posizione del nostro amato Marco Grassi. Attento però che stiamo sconfinando nel politicamente scorretto e, molto presto, potresti trovarti in compagnia di puzzoni come il sottoscritto.
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Visconte85
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Visconte85 »

Importante aggiornamento

il discorso meteo non vale per il Nord Europa perché lì sono al Nord ed è vero ciclismo (cit.)
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Abruzzese
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Abruzzese »

Visconte85 ha scritto:Importante aggiornamento

il discorso meteo non vale per il Nord Europa perché lì sono al Nord ed è vero ciclismo (cit.)
Senza tralasciare ovviamente che se caschi sul pavè con la pioggia in una tappa del Tour de France va tutto bene (a parte la ridda di discorsi su Tizio che avrebbe potuto battere Caio senza il fastidioso inconveniente) mentre se trovi la strada bagnata o scivoli a Bari e Cassino al Giro d'Italia puoi fare tutto il casino che vuoi.
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Maìno della Spinetta
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Maìno della Spinetta »

Woodstock ha scritto:
Visconte85 ha scritto: PAOLINI DIXIT: ma siamo al Nord e qui è il vero ciclismo. Sono davvero contento di questa vittoria. Molto inaspettata”.

Invece a Bari o in Oman non è vero ciclismo che casso corriamo a fare se il meteo fa le bizze
Ormai è chiaro che i corridori si lamentino del meteo solo quando gli conviene e possono permetterselo. Correre la Gand nella bufera o affrontare fango e pavè a Tour è "ciclismo vero", poi basta qualche rotatoria e un asfalto bagnato al Giro per scatenare il finimondo.
Sempre rispettando la loro fatica e senza nulla togliere all'impresa di ieri di Paolini, però ci vuole un po' più di coerenza altrimenti si cade nel ridicolo.
Aggiungo Greipel che twitta che il Terminillo non andava corso...


Io credo sia il peso delle aspettative:

" ma come, non è questo che volevamo! Alla Sanremo - al mare - Liguria - col brutto tempo? Ma scherziamo? "

è come se i corridori dicessero:


" Le stradine strette le tenete nel Limburgo e nelle Fiandre, a Bari vogliamo le autostrade modello anello di Bitonto, e che cacchio, siamo in Puglia. Noi corridori limeremo l'impossibile facendo finta di niente, anche se il finale è tortuoso, perchè crediamo che al sud ci sia un diritto allo stradone largo.

Che dire dell'auto sul percorso: alla Gand i corridori si fanno segno e la evitano. Al Giro è un problema dell'organizzazione per cui tirare su una protesta ufficiale.

Al Tour si può andare nei Pirenei col caldo boia e l'asfalto che cola: al Giro no, a fine tappa ci sentiranno contro le strade del Sud e questa stupida organizzazione all'italiana. "



Insomma, tutti i Paesi che siano al Nord o la Francia, vanno rispettati, e così le scelte dei loro organizzatori.
Ma invece "Con gli italiani e la loro organizzazione si deve essere sbruffoni, loro non si arrabbiano mai, son deboli e sfigati. E quando trovi un italiano un po' duro, che ne so, uno Zomegnan o un Vegni, tira su la macchina del fango per isolarlo, alla fine è anche lui un italiano, deve stare zitto e obbedire".

La cosa più triste è vedere che chi si presta a queste cazza.e più di altri sono Paolini, Pozzato e Cancellara...





Comunque le linee guida sulle condizioni meteo dell'UCI è una cagata pazzesca
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Woodstock
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Ottima analisi Maino!
Siamo entrati nell'era del "ciclismo stereotipato", magari quando il Giro è partito da Napoli qualcuno si è lamentato per non aver visto nessuno vestito da pulcinella che ballava la tarantella facendo volteggiare un pizza per aria.

Tante manfrine per dire cose che sono chiarissime, al Tour o nelle classiche possiamo correre anche sotti i bombardamenti, per altre corse non vale la pena fare gli "eroi". Troppo semplicistica la mia analisi?
Ve lo meritate Alberto Sordi!
Oude Kwaremont
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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In tema di sicurezza: cosa spinge diversi corridori a chiedere la neutralizzazione o l' annullamento di una corsa per un pò di maltempo, e poi a rischiare la vita attraversando un passaggio a livello con le sbarre abbassate?
Basso
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

Messaggio da leggere da Basso »

Oude Kwaremont ha scritto:In tema di sicurezza: cosa spinge diversi corridori a chiedere la neutralizzazione o l' annullamento di una corsa per un pò di maltempo, e poi a rischiare la vita attraversando un passaggio a livello con le sbarre abbassate?
Posizione che condivido in pieno: fare 2 km scarsi sotto la neve non va bene, attraversare le sbarre abbassate 8" prima che un TGV passi a tutta velocità sì. Misteri.
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Basso ha scritto:
Oude Kwaremont ha scritto:In tema di sicurezza: cosa spinge diversi corridori a chiedere la neutralizzazione o l' annullamento di una corsa per un pò di maltempo, e poi a rischiare la vita attraversando un passaggio a livello con le sbarre abbassate?
Posizione che condivido in pieno: fare 2 km scarsi sotto la neve non va bene, attraversare le sbarre abbassate 8" prima che un TGV passi a tutta velocità sì. Misteri.
Mi accodo a voi. Due immagini ieri in particolare mi hanno colpito: 1) Demare rimasto quasi appeso alla sbarra di uscita; 2) il corridore della BMC (almeno credo, aveva una divisa rossa) che è passato per ultimo sfuggendo al blocco. Quest'ultimo è passato una manciata di secondi prima che passasse il TGV. Cazzo, posso capire la concitazione a 20 km dalla fine, ma l'episodio in questione è avvenuto lontanissimo dal traguardo. A cosa serviva prendere tutti sti rischi? Sicuramente un'azione più pericolosa di una nevicata di 2 cm.
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Basso
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Re: Linee guida su quando correre in caso di bizze del meteo

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Comunque bisogna ammetterlo. I ciclisti contemporanei sono più scrupolosi di quanto non lo fossero i loro colleghi alla Paris-Nice del 1937 :crazy:

https://www.youtube.com/watch?v=59iDYFlOgUo
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